Visualizzazione post con etichetta Cristiano Roversi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cristiano Roversi. Mostra tutti i post

sabato 11 luglio 2026

Moongarden - Voyeur (CD, 2014)

 

TRACKLIST:

01. Vickey Goes To The Skyscraper Basement - 1:10
02. Voyeur part one - 2:16
03. Vickey Mouse - 5:14
04. Barbiturates Gentleman - 7:14
05. Mr. Moore -7:02
06. The Usurper - 5:20
07. Shiny Eyes - 5:30
08. TV Queen - 6:52
09. The Queen Goes To Bed - 2:18
10. Message From The Last Floor - 7:08
11. Voyeur part two - 4:25


FORMAZIONE:

 Simone Baldini Tosi - voce, violino
David Cremoni - chitarra elettrica, chitarra acustica e 12 corde
Dimitri Sardini - chitarra 6 e 7 corde
Cristiano Roversi - tastiere, synth, Mellotron, chitarra, Chapman stick (6), sampler, programming 
Mirko Tagliasacchi - fretted e 5- & 6-corde fretless bassi, basso a pedali
Mattia Scolfaro - batteria, percussioni

con:
Vania Pieropan - voce (1)
Lorenzo Guadagni - banjo (4)



I Moongarden planano per la prima volta sulla Stratosfera. Mea culpa quella di averli trascurati negli anni passati. In compenso abbiamo dato ampio spazio al loro fondatore, quel geniale compositore e polistrumentista che è Cristiano Roversi. Sfogliando il "catalogo" della Stratosfera troverete numerosi post con gli album solisti di Roversi e anche un interessante CD intitolato "Live" (qui) del 2009, registrato con i The Watch nel breve periodo di permanenza di Roversi con questa prog band (2008-2009) in veste di bassista e chitarrista acustico. Ma veniamo ai nostri Moongarden, gruppo storico dalla lunga carriera artistica, sorto agli inizi degli anni '90. A dire il vero il merito non va solo a Roversi ma anche all'altro co-fondatore, il chitarrista David Cremoni, sempre al fianco di Roversi dagli esordi all'ultimo album.


Le uscite discografiche dei Moongarden furono caratterizzate da fasi alterne: dopo l'album di esordio del 1994, "Moonsadness", un demo più che un vero e proprio album, pubblicato dalla Mellow, seguì nel 1995 un lavoro più strutturato, "Brainstorm of Emptynes", considerato dal gruppo il primo vero album, sempre pubblicato dalla Mellow (che resterà con loro fino al 2001). Come si può notare, dal 1995 al 2001 - per varie ragioni - il gruppo rimase inattivo. Dopo una serie di cambi di formazione i Moongarden ripresero a realizzare dischi con una certa regolarità. L'ultimo in ordine di tempo, "Christmas Night 2066" risale al 2023. "Voyeur", settimo album in ordine cronologico, si colloca più o meno a metà strada, nel 2014. Si tratta di una album musicalmente complesso dalle numerose sfaccettature. Le punte di diamante sono i tre brani iniziali, puro prog anni '70; segue la sezione centrale con parti intermedie che descrivono le singole stanze e i singoli personaggi, ognuno caratterizzato da un mood musicale specifico (più aggressivo o più sognante a seconda del segreto svelato); si conclude, in modo spettacolare, con gli oltre 10 minuti di "Message From The Last Floor" unita a "Voyeur part two". 



Non lo abbiamo ancora detto ma l'album è un concept che racconta la storia di Vickey, soprannominata "Mouse", una donna addetta alle pulizie in un immenso grattacielo di New York. Vickey ha l'abitudine e il vizio di spiare gli inquilini più bizzarri e intriganti del palazzo attraverso delle microtelecamere nascoste strategicamente all'interno degli appartamenti. La trama si sviluppa attorno alla selezione di sei   personaggi specifici seguiti regolarmente dalla protagonista, le cui vite e segreti vengono svelati traccia dopo traccia. 



In senso più generale i Moongarden cercano di evitare la ripetitività musicale, aspetto questo che penalizza molte band di new prog, cercando invece di creare un mosaico di generi che convivono in modo organico: le influenze dei colossi anni '70, leggasi Genesis, sono evidenti nell'uso delle tastiere e del mellotron e nei fraseggi di chitarra. ma ad esse si affiancano elementi di art rock e atmosfere ambient. Un CD di non facile ascolto che si apprezza solo sulla lunga distanza. Almeno, questo è il mio personale e modestissimo parere. 
L'album è stato pubblicato da Ma.Ra.Cash Records anche in formato vinile da BTF Indipendent Music,  arricchito da una confezione gatefold con i disegni dell'artista grafico Ed Unitsky, che riflettono visivamente le stanze del grattacielo. 
Voglio ricordare, infine, che il CD proviene dalla collezione del nostro amico e storico collaboratore Osel, che ringrazio come sempre per la scelta e la condivisione. E' tutto. Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

venerdì 14 marzo 2025

Submarine Silence - Omonimo (2001)


TRACKLIST:

01. The Door (1:12)
02. Bicycle Ride from Earth to Saturn (8:17)
03. Elven's Lullaby (2:26)
04. Mr. Submarine's Ordinary Day (Part 1) (8:29)
05. Winter Glows (5:06)
06. Venice, a Spooky Love Story (5:34)
07. Mr. Submarine's Ordinary Day (Part 2) (1:45)
08. Shores Where Time Stands Still (4:05)
09. Red Sun (4:01)
10. Porto di Venere (5:25)


FORMAZIONE:

 David Cremoni - 6 & 12 string acoustic guitars, electric guitars
Cristiano Roversi - e-piano, Moog, Polymoog, Mellotron, keyboards, bass pedals, producer
Emilio Pizzoccoli - drums & percussion, tambourine


Come prima cosa, assolutamente importante: ringrazio il nostro infaticabile amico e collaboratore Osel per l'invio di questi file che ci permettono di conoscere e condividere un gruppo con i controfiocchi. E ora procediamo con la scoperta dei Submarine Silence e della loro prima prova discografica risalente al 2001. L'album eponimo venne pubblicato dalla Mellow Records. Colpisce subito la copertina che ci riporta di filato all'epoca dei primi Genesis (inevitabili i richiami a Foxtrot). Guarda caso l'artwork è da attribuire nientemeno che a Paul Whitehead, autore di splendide e storiche copertine. E visto che ho citato i Genesis proprio lui è l'autore delle cover di Trespass, Nursery Cryme e Foxtrot, giusto per citarne tre. E ancora Whitehead ha creato copertine per High Tide, Van Der Graaf, Peter Hammill, ma anche per gli italiani Aldo Tagliapietra, Le Orme e Barock Project. Per farla breve i Submarine Silence si presentano con un gran bel biglietto da visita.


Cristiano Roversi

Per conoscere più da vicino la band ci affidiamo a questo interessante articolo scritto da Peppe Di Spirito, pubblicato sul sito "Arlequins".

"Cristiano Roversi (NDR - qui sulla Stratosfera) e David Cremoni, membri dei Moongarden, si cimentano in un nuovo progetto denominato Submarine Silence. Quest'album serve soprattutto a sfogare la voglia di realizzare un CD di prog sinfonico-romantico nella più comune accezione del termine. I brani, tutti strumentali, si dipanano infatti attraverso soluzioni che faranno la gioia di qualsiasi amante di gruppi quali Genesis e Camel. Certo, si tratta delle stesse influenze dei Moongarden, ma mentre questi ultimi cercano di personalizzare al massimo la loro proposta, con i Submarine Silence il tributo verso questi artisti è nettissimo. Ma, sia ben chiaro, il risultato finale è tutt'altro che scontato, essendo composto da 10 ispiratissimi brani che sono veri gioielli di romanticismo.

Davide Cremoni

I chiari riferimenti alla musica dei gruppi che influenzano questo progetto si avvertono nei tocchi banksiani di Roversi uniti alle chitarre di Cremoni, che a tratti si fa guidare dall'amore per la grazia e l'eleganza dei momenti acustici cari a Anthony Phillips, altre volte si lancia in epici solos alla Latimer. I due musicisti sono autori in coppia di tutti i brani, tranne della prima traccia "The Door", accreditata al solo Roversi e che in pratica è una breve introduzione fatta col piano elettrico. A definire la line-up c'è il batterista Emilio Pizzoccoli che collabora a questo progetto col suo drumming preciso e mai invadente, completando un meccanismo praticamente perfetto. Pur essendo un lavoro prettamente romantico, non manca qualche momento più dinamico con accenni new-prog presenti in alcune composizioni che non avrebbero affatto sfigurato su "The gates of Omega". Tuttavia, si può tranquillamente affermare che i Submarine Silence si ispirano soprattutto agli anni '70, sfruttando una produzione molto limpida e pulita, ma utilizzando anche strumenti molto in voga nei seventies come l'organo Hammond, il mellotron e le chitarre acustiche a 6 e a 12 corde. E infatti la grande delicatezza del Phillips dei primi Genesis e di "The Geese and the Ghost" viene fuori continuamente durante l'ascolto dell'album, per merito degli arpeggi acustici di Cremoni e di quei sottofondi di mellotron che colpiranno diritto al cuore i nostalgici.

Emilio Pizzoccoli

In poche parole si tratta di un album che stregherà sicuramente i molti fans del prog più romantico, lontano volutamente da qualsiasi ricerca di originalità e/o situazioni spigolose, ma capace di emozionare con una musica passionale che sarà apprezzata notevolmente da chi è alla ricerca di quel sound che ha reso popolari musicisti come Banks, Phillips, Hackett, Rutherford, Latimer, Gilmour, Rothery, etc." 

A completamento della recensione di Peppe Di Spirito evidenzio la conclusiva "Porto di Venere" con un incedere che riporta direttamente alla sezione finale di "Shadow of the Hierophant", compreso il crescendo iniziale, brano tratta dal primo album solo di Steve Hackett "Voyage of the Acolyte"
Altra annotazione: i Submarine Silence nacquero sul finire degli anni '90 da una idea del proprietario della Mellow Records, Mauro Moroni, come progetto parallelo dei già citati Moongarden di cui Roversi era il tastierista. Tra l'altro, se avete notato, nella formazione a tre manca il bassista, sostituito dai pedali Taurus utilizzati dallo stesso Roversi. 


La prima apparizione ufficiale dei Submarine Silence è sull'album "The River of Constant Change - A Tribute to Genesis" con la cover di Entangled in versione strumentale. Lo ritroverete qui, sulla Stratosfera. Dopo questo debut album del 2001 dovranno trascorrere ben 12 anni prima di poter ascoltare il seguito dal titolo "There's Something Very Strange In Her Little Room" (2013, etichetta Ma.Ra.Cash), in formazione a quattro con il cantante Ricky Tonco e il nuovo (si fa pèr dire) batterista Gigi Cavalli Cocchi. Seguiranno ancora "Joirney Through Mine" (2016), "Did Swans Ever See God?" (2020) e il recente "Atonement Of A Former Sailor Turned Painter" (2024), ancora con formazione rimaneggiata. Titoli brevi, che non si scordano...
Ho concluso. Un ultimo ringraziamento a Osel e a voi tutti auguro buon ascolto.

ANNUNCIO FINALE: 
la Stratosfera si ferma per una settimana. Appuntamento al 24 marzo.


LINK

Post by George - Music by Osel

sabato 7 settembre 2024

The Watch - Live (2009)

 

TRACKLIST:

01. Sound Of Sirens - 8:56
02. Shining Bald Heads - 7:07
03. The Fisherman - 5:51
04. Goddess - 6:04
05. Riding The Elephant - 4:58
06. Twilight Alehouse / Another Life - 8:13
07. Berlin 1936 - 9:19


FORMAZIONE:

Simone Rossetti - voce solista, flauto, tamburello
Giorgio Gabriel - chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde
Cristiano Roversi - basso, Chapman Stick, chitarra acustica 12 corde
Fabio Mancini - organo Hammond, mellotron, piano, synth
Marco Fabbri - batteria, percussioni, voce 


In apertura il mio doveroso ringraziamento va all'amico Marco Osel che mi ha inviato i file di questo splendido album live dei The Watch (scusatemi, ma l'articolo inglese va mantenuto, un po' come negli anni '60 con i The Beatles). Le registrazioni vennero effettate nel corso del The Watch Tour del 2008 che toccò anche alcune città europee. Non a caso la presentazione è in francese. Il CD venne autoprodotto e posto in vendita nel 2009. Quando si parla dei The Watch si parla di progressive rock allo stato puro. Che cosa ci piaceva del prog anni '70? Pensiamoci un momento. Forse i suoni del mellotron e dei sintetizzatori, forse gli impasti con le chitarre acustiche ed elettriche, o forse ancora quelle meravigliose note del flauto (o del violino, a seconda dei casi) che ricamavano i lunghi brani dai ritmi che cambiavano repentini, si spezzavano e si rincorrevano? Probabilmente tutto questo e molto altro ancora. Ebbene, sono tutti elementi che ritroviamo amalgamati nella musica dei The Watch e quindi anche in questo live. E della voce vogliamo parlare? Ancora una volta va sottolineata la grande statura vocale  del leader Simone Rossetti, con il suo inconfondibile timbro alla Peter Gabriel. E guarda caso suona anche il flauto traverso. 


Non è una novità l'amore per i vecchi Genesis da parte del quintetto milanese.  Nel novembre dello scorso anno dedicai un lungo post ai The Watch, includendo anche un album live zeppo di cover dei Genesis e un intero bonus CD con i brani di Gabriel, Hackett & Co. proposti nel corso dei loro concerti. Per un ripassino, che include anche la loro biografia, cliccate qui. Anche su questo album non poteva mancare un omaggio ai loro padri ispiratori. Ed ecco che appare una versione della storica "Twilight Alehouse" mixata con "Another Life". Questa registrazione live è anche impreziosita dalla presenza di Cristiano Roversi al basso, che rimase nella band per un breve periodo (2008-2009) e che non registrò nessun album in studio. 


Ricordo che questo è il secondo disco live realizzato dalla band. Il primo, in ordine cronologico, si intitola "Live Bootleg" e venne pubblicato nel 2006 per il solo fan club. Introvabile! Se qualche amico della Strato lo possiede si faccia vivo. Sarebbe bello poterlo condividere. Il terzo, quel magnifico "Green Show 2011" con tutte le cover dei Genesis, è già su queste pagine. Bene, cari amici, è tutto. Ancora un grazie al grande Osel, il mio "personal pusher" del new italian prog (e non solo) 
Vi lascio con il consueto buon ascolto


LINK

Post by George & Osel

sabato 14 ottobre 2023

Cristiano Roversi e i primi due album: Music From My Room's Window (1999) e The Park (2003)

 

Quest post nasce dalla collaborazione a quattro mani con il nostro amico e collaboratore Marco Osel, che ha il pregio - tra le altre cose - di ricordarmi l'esistenza di grandi artisti a volte ingiustamente trascurati. E' il caso di Cristiano Roversi, si cui mi ero già soffermato tre anni fa, quando presentai quel gioiellino intitolato "AntiQua" (lo ritroverete qui). Il disco, il terzo della sua breve discografia solista, si rifaceva ai suoni pastorali dei Genesis degli albori, quelli di Anthony Phillips, per intenderci. Chitarre acustiche, tastiere molto liquide, un tuffo nel passato nel progressive più autentico e puro. Con l'occasione tracciai anche la biografia di Roversi, cosa che ometterò in questa sede per evitare inutili e noiose ripetizioni. 


L'occasione è invece quella di proporvi i primi due lavori datati rispettivamente 1999 e 2003. Specie nel primo album le precedenti esperienze musicali con il suo gruppo storico, quello dei Moongarden, vengono lasciate alle spalle. Il secondo, invece, si arricchisce di ulteriori sonorità per giungere, in un crescendo lento (13 anni in tutto!!) ma inarrestabile, al grande capolavoro, il già citato "AntiQua". In questa sede stiamo parlando dei tre album pubblicati esclusivamente a nome Cristiano Roversi,  tralasciando la vasta produzione con i Moongarden, i Submarine Silence e le collaborazioni con numerosi artisti, tra i quali Bernardo Lanzetti, Gigi Cavalli Cocchi, Massimo Zamboni e Angela Baraldi. L'elenco prosegue ed è molto lungo. Prima di passare alla presentazione dei due dischi in questione, ringrazio ancora Osel per avermi inviato i file di "The Park" e per avermi aiutato a ricordare dell'esistenza di  "Music From My Room's Window" che proprio da buttare non è.  

Cristiano Roversi - 1999 - Music From My Room's Window


TRACKLIST:

01. Odissea - Libro Primo - 1st Movement (6:26)
02. Odissea - Libro Primo - 2nd Movement; 3rd Movement (12:45) 
(percussioni e voce Riccardo Biancoli)
03. Blue Earth (4:28) 
(chitarra elettrica Giorgio Signoretti - percussioni e voce Riccardo Biancoli)
04. Dolphins Part one (6:01)
05. Here Comes The Flood (6:16) (voce Marco Olivotto)
06. Cosmos Part one (6:02) 
(chitarra elettrica Giorgio Signoretti - percussioni e voce Riccardo Biancoli)
07. A Belgian Holiday (2:53)
08. Nightfall (8:10) (chitarra looping Massimo Menotti)


Nel 1999, a latere della produzione musicale con i due gruppi di cui è componente, gli storici Moongarden ed i Submarine Silence,  Cristiano Roversi realizza il suo primo album solista. Viene pubblicato dalla Mellow e contiene otto tracce, caratterizzate da suoni sperimentali distanti anni luce da quelli dei già citati gruppi. La mini suite "Odissea", suddivisa in 3 movimenti, così come "Dolphins Part One" - che non ha una part two - e la conclusiva "Nightfall" (seguita da applausi che la fanno sembrare una registrazione live - ma potrebbe anche esserlo) riportano alle atmosfere elettroniche e spaziali del primo Edgar Froese, musiche che ben si adatterebbero come colonna sonora di un documentario scientifico in tema di galassie infinite. Si discostano gli altri brani, grazie all'apporto di voci, percussioni e una chitarra distorta (in Cosmos Part One). Molto eterea e "liquida" è la cover di "Here Comes The Flood" di Peter Gabriel, cantata da Marco Olivotto sul tappeto di tastiere di Cristiano. Bella e struggente come sempre. Un album minimalista, dunque, apparentemente semplice, ma in realtà in possesso di una sua sua complessità ed eterogeneità, Chissà cosa diavolo sarà passato dalla finestra della camera di Cristiano...


Cristiano Roversi - 2003 - The Park


TRACKLIST:

01. The Park - Part One (5:17)
a) Opening Theme
b) The Park Part 1
02. Birds Rhyme (3:52)
03. Winter Theme (4:44)
04. Birds Rhyme Reprise (2:04)
05. The Park - Part Two (3:23)
a) January's End Day
b) The Park Part 2
06. Stolen Title (3:06)
07. The Park - Part Three (5:33)
a) Spring Theme
b) The Park Part 3
c) Spring Theme Variazione
08. Wind Rhymes (3:23)
09. Summer Theme (3:40)
10. The Park - Part Four (adagio per oboe, synths e mellotron) (2:20)
11. Stargazers (2:28)
12. Tripping (7:27) (voce Simone Rossetti)


Quattro anni dalla pubblicazione dell'album di esordio sono lunghi. Il polistrumentista mantovano nel maggio 2003, si ritaglia una parentesi dalle attività con i suoi gruppi per ritornare nello studio di registrazione, realizzato all'interno della sua abitazione, per registrare il secondo album solista. Tranne l'apporto della voce di Simone Rossetti nell'ultima track, tutti gli strumenti, in particolare le tastiere elettroniche, sono nelle mani, è il caso di dirlo, dello stesso Cristiano: piano elettrico, mellotron, sintetizzatori (Poly Moog, ARP Synths, Korg Synths, EMU Synths), campionatore, Chapman Grand Stick, 6 strings Fretless bass, loops. Anche in questo caso il disco venne pubblicato dall'etichetta Mellow Records. 


Come possiamo constatare fin dal brano di apertura. "The Park" è completamente diverso rispetto al disco di esordio. Qui ci stiamo lentamente avvicinando alle opere dei primi Genesis, quelle composte da Tony Banks e Anthony Phillips. Le 12 tracce, tutte strumentali ad eccezione della conclusiva "Tripping", cantata da Simone Rossetti, sono caratterizzate da quei suoni sinfonici ed evocativi caratteristici dei primi anni '70. La spruzzata di effetti elettronici da parte di Roversi, arricchisce r rifinisce la magia già presente nelle singole composizioni. Mi è piaciuto quanto scritto su Discogs, in calce alle informazioni sul disco: "In un certo senso questo è l'album solista che Tony Banks avrebbe dovuto fare, piuttosto che cercare disperatamente di avere un singolo di successo". E' innegabile la crescita e la maturità artistica conseguite rispetto a "Music From My Room's Window": il percorso proseguirà ancora, molto lentamente ma inesorabile. Dovranno trascorrere ben nove anni (e saremo  nel 2012) prima di giungere a qual capolavoro chiamato "AntiQua". Gustiamoci allora queste due prime opere e, se volete, andate a ripescare l'album del 2012 per una valutazione completa del percorso artistico. In chiusura vi propongo il booklet incluso nel CD. Come sempre vi auguro buon ascolto. 






LINK Music From My Room's Window 
LINK The Park

Post by George - Music by Osel & George

mercoledì 8 luglio 2020

Cristiano Roversi - 2012 - AntiQua


TRACKLIST:

01. Morning In Antiqua  5:20
Electric Guitar – Fabio Serra  

02. Tales From Solitude Suite  13:39
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Electric Guitar – David Cremoni, Fabio Serra
Vocals – Bernardo Lanzetti
I) A Silent Rite
II) Tales From Solitude
III) Crave Some Loneliness
IV) East Or West?

03. L'amore  3:41
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra

04. Nessie Revealed  3:34
Electric Guitar – Cristiano Roversi

05. Falling  9:17
Electric Guitar – Fabio Serra
Vocals – Leonora
I) Falling
II) Celestial Slowfall

06. Dimlit Tavern  5:18
Hurdy Gurdy – James Larcombe

07, Nirayed’s Secret Diary  3:13

08. Antiqua  5:46
Drums – Gigi Cavalli Cocchi
Electric Bass [Fretless] – Mirko Tagliasacchi
Electric Guitar – Fabio Serra

09. Antiqua's Evening  1:27


MUSICISTI

Acoustic Guitar – Erik Montanari (tracks: 2, 3)
Bass – Mirko Tagliasacchi (tracks: 8)
Drums – Gigi Cavalli Cocchi (tracks: 8)
Guitar – David Cremoni (tracks: 2), Fabio Serra (tracks: 1, 2, 5, 8)
Hurdy Gurdy – James Larcombe (tracks: 6)
Twelve-String Guitar, Classical Guitar, Grand Piano, Synthesizer [Polymoog], Drum Machine [Roland CR-78], Effects, Mellotron, Organ [Hammond L100] – Cristiano Roversi
Vocals – Leonora (tracks: 5)
Vocals - Bernardo Lanzetti (tracks: 2)
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra (tracks: 3)


I grandi dischi di progressive rock esistono ancora, per fortuna. "AntiQua" di Cristiano Roversi è uno dei più grandi album prog pubblicati in questo decennio. Già dalla copertina si intuiscono i contenuti. Chitarre acustiche ed elettriche, queste ultime molto delicate, organo Hammond, mellotron, tutti strumenti a noi cari. Le tracce che compongono l'album, tranne qualche rara eccezione, ci riportano direttamente ai suoni dei primi Genesis, quelli con Anthony Phillips per intenderci. Impregnato di atmosfere oniriche e di brani quasi esclusivamente strumentali, "AntiQua" è il capolavoro di Cristiano Roversi. Due brani spiccano per particolarità: la lunga suite "Tales From Solitude Suite", che ospita la sempre splendida voce di Bernardo Lanzetti e "L'amore", con la voce e la chitarra acustica di Aldo Tagliapietra. I quest'ultimo caso sembra di fare un balzo nel passato ai tempi di  "Collage" o "Uomo di pezza". Semplicemente meraviglioso. Ed ora, dopo avere scritto queste mie suggestioni di getto, spendiamo due parole su Cristiano Roversi.


La carriera musicale (quella solista) di Cristiano Roversi viaggia in parallelo con quella dei Moongarden , band di prog rock sinfonico fondata nel 1993 con all'attivo sei album in studio, l'ultimo dei quali pubblicato nel 2018. Sempre in parallelo ha collaborato con numerosi artisti tra i quali John Wetton, Submarine Silence, Mangala Vallis, Bernardo Lanzetti, CCLR, Massimo Zamboni, Saro Cosentino, SCRAPS Orchestra, Rosenkreutz, ACB Band. La sua produzione solista prende forma nel 1999 con "Music From My Room's Window", distribuito dalla Mellow Records. Segue "The Park" del 2003, ancora per la Mellow. In entrambi gli album Roversi suona tutti gli strumenti e propone una musica sinfonica basata soprattutto sulle tastiere, molto solenne, ben distante dalla magnificenza e dalle raffinate elaborazioni acustiche di "AntiQua". Nel 2015 vede la luce "Quasi Engish", condiviso con Bernardo Lanzetti, etichetta Ma.Ra.Cash (così come "AntiQua"). Ad oggi, l'ultima prova si intitola"Sonata a Kreuzberg", realizzata insieme a Massimo Zamboni e Angela Baraldi.
Cristiano Roversi, infine, è direttore artistico dell’etichetta discografica ARATRO Incisioni (ARCI Mantova) e dello studio di registrazione LaSala1 sempre a Mantova.
Vi lascio all'ascolto dell'album nella speranza (bontà vostra) di leggere qualche commento. 



Post by George