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giovedì 28 aprile 2022

ETTORE DE CAROLIS ed altri- 1981- Qual donna canterà O.S.T. (vynil)


TRACKLIST:

A1 Nova Nutrit Venus Suspiria (canta Donatina Furlone)    

A2 Iam Dionea (canta Rosano Ialenti)          

A3 La Carovana Degli Gnomi (strumentale)

A4 Amabo, Mea Dulcis Puellula (canta Stefano Giannetti ed Elisabetta Tedeschi)

A5 Ecce Florescunt Arbores (canta Stefano Giannetti con Donatina Furlone)

A6. Floret Silva Nobilis (canta Donatina Furlone con Violetta Chiarini)

A7  En Mai La Rousee (canta Rosano Ialenti)

A8. Ja Mais D' Amor(canta Donatina Furlone)

A9. Si Puer Cum Puellula (canta Rosano Ialenti)

A10. Iucundum, Mea Vita (canta Chiara Meloni)

A11  Desine De Quoquam (canta Rosano Ialenti)

A12  Omnia Sol Temperat (canta Ettore De Carolis, Daniela Andrioli e coro)

B1  Laudato Sie Mi' Signore (canta Daisy Lumini, Donatina Furlone e Chiara Meloni)

B2  Hac In Hora (canta Bianca Maria Vaglio)

B3  Fra Masseo Dialoga Con Gli Uccelli (strumentale)

B4  Cum Sit Enim Proprium (canta Donatina Furlone, con Chetro e Donatina Jr.)

B5  Fortunae Rota (canta Daisy Lumini)

B6  Amor Volat Undique (canta Daniela Andrioli)

B7  In Taberna Quando Sumus (canta Massimo Wertmuller, Rossano Ialenti, Violetta Chiarini, Bianca Maria Vaglio e Donatina Furlone)

B8  O Fortuna Velut Luna (canta Giampaolo Belardinelli e Donatina Furlone)

B9  Ecce Gratum (canta Massimo Wertmuller e Donatina Furlone)

B10  La Grande Marcia Della Crociata (strumentale)

B11  O Dulces Comitum Valete (canta Violetta Chiarini)

B12  Qual Donna Canterà Se Non Cant’io (canta Daisy Lumini con, non accreditato, Beppe Chierici)


Negli anni Settanta, la RTSI, Radio Televisione Svizzera Italiana, si segnalava per una serie di trasmissioni innovative, per bambini ed adulti, in cui un ruolo non indifferente era affidato alla musica. Uno dei maggiori animatori della piccola, ma coraggiosa, emittente del Canton Ticino fu Beppe Chierici, personaggio di cui abbiamo già avuto occasione di parlare varie volte. Fu questo eclettico attore, autore e cantante a ideare in tandem con il regista e scrittore Grytzko Mascioni trasmissioni come “Puzzle”, dedicata ai più piccoli (da cui l’album “Il paese dei bambini con la testa” di cui parlammo QUI), “I Canti dei menestrelli” (che darà anche vita a un rarissimo LP), “I canti del vino”, e “Il Cantamore”.

Altro frutto di questa proficua collaborazione fu “Boccaccio e C.”, serie televisiva in 13 puntate ideata e sceneggiata dai due, coprodotta dalle TV di Francia e Germania e poi trasmessa anche in Italia da Rai 3 (anche se purtroppo, a quanto pare, non sono reperibili tracce in rete).


Un raro frame tratto dalla serie "Bocaccio e C.". A sinistra Beppe Chierici, a destra Jean Vigny

Ad occuparsi delle musiche fu chiamato il geniale arrangiatore e compositore Ettore De Carolis, ex Chetro e Co. e già da tempo collaboratore dello stesso Beppe Chierici e di Daisy Lumini nei loro lavori discografici. La scelta non poteva essere più azzeccata, considerando il lavoro già svolto da De Carolis sia nel campo della musica antica nel citato “Canti dei menestrelli” (1973) della coppia Chierici-Lumini, sia nei lavori di ricerca e recupero della musica popolare, segnatamente quella laziale (con lavori a proprio nome come “Ciociaria, una terra di antichi silenzi”, 1971, “Stelluccia del cielo, non ti scurire”, 1973, “Arie antiche dell’Alto Aniene”, 1974, “Il Lazio- I canti e le zampogne”, 1975-‘77).


Ettore e Donatina

Ecco così che parallelamente alla serie televisiva esce per Wea “Qual donna canterà”, l’LP che ne raccoglie le musiche.

Non si tratta di una riproposizione filologica, ma, come è nello stile di De Carolis, di una sorta di immersione in un mondo antico, al contempo colto e popolare, che il compositore laziale fa poi rivivere attraverso musiche originali che allo stesso tempo attingono alla fonte e se ne distaccano.

 

Come vi sarete già accorti scorgendo la tracklist, si tratta di ben 24 composizioni, in gran parte cantate con la presenza di qualche strumentale. I testi sono ripresi dalla tradizione provenzale, ma anche dai Carmina Burana e da Catullo. Fanno eccezione il brano di apertura “Nova nutrit venus suspiria” il cui testo è di Donatina Furlone (tra l’altro moglie di De Carolis), anche impegnata al canto, “Laudato sie mi’ signore” (dal celebre canto di San Francesco) e la finale “Qual donna canterà”, con i versi dello stesso Boccaccio (sono solo quest’ultimi due i testi in italiano, mentre gli altri sono tutti in latino).

 

Si tratta di composizioni brevi, a volte brevissime, con la presenza di diverse voci. Oltre a quella già citata, bellissima, di Donatina Furlone, lasciateci ricordare almeno quella meravigliosa di Daisy Lumini (che abbiamo già diverse volte omaggiato sulla Stratosfera), quella di Stefano Giannetti, di Violetta Chiarini, di Rossano Ialenti e dell’attore Massimo Wertmuller.


Daisy Lumini


Dicevamo che De Carolis rilegge il Medioevo alla luce della propria sensibilità e cultura, innestando su modi e stilemi tipici dell'epoca anche altre suggestioni. Prendete ad esempio la terza traccia del lato A, “La carovana degli gnomi”, che nella seconda parte pulsa di ipnotiche ritmiche che si direbbe quasi africane, con un gusto del puntilismo tutto contemporaneo. 

 

Ma sono molte le composizioni che, se alle prime sembrano esercizi di stile, si rivelano poi tutt’altro (pensate alla voce femminile che punteggia “Amabo”). 

 

Personalmente sono rimasto molto affascinato, oltre che dai pezzi citati, 

dalla libera reinterpretazione musicale del Canto delle Creature su cui si libra la voce di Daisy Lumini, a proprio agio in questa suggestiva veste popolaresca intessuta con rara maestria da De Carolis.




 Da segnalare che lo stesso De Carolis compare nell'insolita veste di cantante in "Omnia sol temperat", e che nel brano “Cum site nim proprium”, sicuramente la composizione di scrittura e orchestrazione più moderna, c'è una sorta family affair, visto che oltre a Donatina compaiono anche le figlie Chetro e Donatina Jr.

 

Unico brano non firmato da De Carolis è quello finale, in cui viene ripreso un madrigale di Gerolamo Scotto, musicista rinascimentale che scrisse la musica appositamente sul testo del Boccaccio, tratto dal Decameron (Giornata II). Il brano era inizialmente pensato a tre voci. Qui invece Daisy Lumini lo canta a cappella, nella prima parte, per poi essere brevemente raggiunta nella seconda, quando interviene la musica, dal compagno di arte e di vita Beppe Chierici (pur se non accreditato), il quale compare, tra l’altro, anche nella foto di copertina dell’album (è il personaggio barbuto che passa con il cane).


Ettore De Carolis

Purtroppo non sono segnalati nei credit (almeno nella versione in mio possesso), né i musicisti né la strumentazione usata, che in ogni caso sembra affiancare a strumenti filologici altri moderni o legati alle tradizioni popolari. Possiamo comunque ipotizzare che nell’esecuzione una parte preponderante l’abbia avuta lo stesso Ettore De Carolis, pregiato multistrumentista e anche inventore di uno strumento chiamato la violaccia (a 6 o 10 corde). 

 

Insomma, si tratta, a parere di chi scrive, di un lavoro che, seppur nato in diretto abbinamento a delle immagini, risulta assai godibile anche nella sua mera versione discografica. Ma qui sarete voi, amici della Stratosfera, ad esprimere un vostro parere.

 

L’ LP non è mai stato ristampato, e, a quanto mi risulta almeno, non era finora reperibile in rete. La versione che ascolterete è dunque un rippaggio del vinile in mio possesso.

 

Per finire, lasciatemi dedicare questo post all’amico Beppe Chierici, come piccolo dono per il suo 85° compleanno, che cade proprio oggi, 28 aprile (coincidenze? Non credo). 

Auguri, vecchio mio!

 


LINK

 

 

 

mercoledì 28 aprile 2021

Beppe Chierici - 2008 – Suppliche e celebrazioni (CD)



TRACKLIST:

 

1 Giustizia, invoco te!

2 Don Giovanni

3 La marcia nuziale

4 L'ochetta di Betta

5 Messa per l'impiccato

6 La margherita

7 Morir per un'idea

8 Saturno

9 Il relitto

10 Modesto

11 La rosa, la bottiglia e la stretta di mano

12 Amici miei

13 Supplica per essere sepolto sulla spiaggia di Sète

14 Passerina song (Bonus Track)

15 Piselino song (Bonus Track)

  

FORMAZIONE: 

 

Ettore De Carolis, Simone Lattanzi, Salvatore Di Stefano e “Gli armonici distratti”- strumenti non indicati


Ettore De Carolis - Arrangiamenti tr.1-2-5-6-8-9-10-11-12-14-15

Simone Lattanzi- Arrangiamenti altre tracce

  

In due precedenti occasioni (QUI e QUA) abbiamo riscoperto insieme a voi, cari amici stratosferici, i primi due “capitoli” di quell’immane ed encomiabile opera e di traduzione in italiano delle canzoni di Georges Brassens, fatica di Sisifo portata avanti da più di cinquant’anni da Beppe Chierici, singolare figura di attore e cantautore di cui abbiamo in precedenza ricostruito la storia.

Ci piace riprendere la pubblicazione del lavoro di questo autore/traduttore proprio in questo 2021 che segna il quarantennale della morte del grande maestro francese, senza il quale non avremmo avuto Fabrizio De André e un bel pezzo della nostra migliore canzone d’autore. E ci piace pubblicare questo nostro modesto contributo proprio il 28 aprile, il giorno in cui il grande vecchio Beppe Chierici compie 84 anni (portati alla grande): che sia per lui un piccolo regalo, speriamo gradito.

 



Per molti anni quei primi due lavori cui alludevamo (“Beppe come Brassens” e “Storie di gente per male”) erano rimasti lì, soli soletti, perduti nella lontananza degli anni Settanta, mai ristampati o convertiti in digitale, e per lungo tempo, quindi, patrimonio di pochi carbonari, almeno fino a quando la Rete li ha a poco a poco rimessi a disposizione di tutti.

Come già vi raccontammo, infatti, Beppe Chierici negli anni ’80 si trasferisce in Francia dove costruisce una brillante carriera di attore teatrale e cinematografico, abbandonando momentaneamente la sua dimensione musicale.


Sarà solo nel 2008 che, ripescando vecchie cose edite ed inedite e incidendo ulteriori nuove tracce, il buon Beppe darà alle stampe il terzo lavoro della serie dedicata alla traduzione italiana delle canzoni di Brassens. “Suppliche e celebrazioni” esce in CD prodotto dal basso per una piccola etichetta quale “Il Maggiolone”. L’album ha una distribuzione assai limitata e ben presto, nonostante il valore, se ne perdono le tracce. Poco o nulla compare sul Tubo. Discogs lo cita, ma non è mai stato messo in vendita.

Viste tali premesse, capirete che si tratta di un disco davvero raro, che ci pregiamo oggi di divulgare urbis et orbis con il benevolo consenso dell’autore, che poi nel corso degli anni ha continuato nella sua dolce fatica sulle canzoni dell’amico francese (magari avremo occasione di tornarci, se volete). Sappiate che a tutt’oggi l’ineffabile Beppe continua a tradurre, a cantare e a incidere Brassens (a breve completerà con le ultime 25 canzoni l’incisione in italiano della sua opera omnia) e, fatto ancora più straordinario, a portare in scena le canzoni e le storie del maestro francese, con vitalità davvero stupefacente (QUO abbiamo entusiasticamente recensito un suo spettacolo di un paio di anni fa).


Lo locandina dello spettacolo andato in scena nel 2019 all'Arciliuto
 di Roma

 

Ma torniamo a queste “Suppliche e celebrazioni”. Ancora una volta Beppe Chierici ci prende per mano e ci porta a far visita al mondo, così libero, così umano, così tenero e così divertente dell’autore del “Gorille” e di tante memorabili canzoni. Il disco inizia, non a caso, forse, con tre pezzi che con un sottile gioco del rovescio prendono spunto da inni e rituali religiosi. Parliamo della vibrante “Giustizia, invoco te!”, dell’esaltante “Don Giovanni”  e di quella commossa “Marcia nuziale” che non sarà certo del tutto nuova alle orecchie dei nostri amici.

Volendo potremmo inoltrarci nel gioco dei confronti con le versioni, più note, di altri autori, come per esempio “Morire per delle idee” e, appunto, “Marcia nuziale” di De André (quest’ultimo pezzo ha conosciuto anche la versione di Gino Paoli), senza dimenticare le letture in milanese e in italiano di Nanni Svampa. Ognuno poi si scelga l'adattamento che preferisce (che poi, per motivi psicologici/emotivi, è spesso il primo che si capita di ascoltare, fateci caso).


Un scatto di Beppe Chierici in scena

Particolarmente bella ci sembra “Supplica per essere sepolto nella spiaggia di Sète”, una canzone-testamento giocata sui toni della memoria, in cui il riposo della morte è visto con confortante leggerezza, come una lunga vacanza.


Da qualche parte (per esempio Antonello Lotronto nel suo saggio "Georges Brassens attraverso le sue canzoni", Ripostes, 1985) si è rimproverato a Chierici di essere fin troppo fedele al suo mentore, ricalcandone lessico, metrica e rime in una traduzione fin troppo fedele. Non intendiamo qua addentrarci in tale questione, ma ci sembra che il lavoro che Chierici fa su “La cane de Jeanne” possa valere, almeno in parte, a smentire tale affermazione:


TRADUZIONE LETTERALE:

L’anatra di Jeanne/ È morta attendendo l'anno nuovo... 

L'aveva deposto, la vigilia./ Meraviglia! Un uovo.   

 

VERSIONE DI BEPPE CHIERICI ("L'ochetta di Betta")

L’ochetta di Betta/ morì tre giorni fa/ dopo aver fatto un uovo/ e detto “Qua qua!"              

 

 

Da segnalare che in questo CD Chierici inserisce anche alcune canzoni nella versione già presente in “Storie per bene e per male” (“La rosa la bottiglia, la stretta di mano” e “Amici miei”), per poi ripescare anche “Il relitto”, tratto dal suo 45 giri del 1970 e rimpolpare il tutto con due sue composizioni gemelle, per così dire, “Passerina song” e “Pisellino song” due canzoni-catalogo che ben si inseriscono nel filone più bonariamente provocatorio di Brassens.


Un intenso primo piano di qualche anno fa

Il filo comune che lega la scelta di questi brani dall'immenso canzoniere del maestro francese, è ben spiegato dallo stesso Chierici all'interno del booklet:



Infine, una annotazione: la maggior parte dei brani sono arrangiati e suonati da Ettore De Carolis (lo ricorderete sicuramente nei Chetro & Co.), storico sodale di Beppe Chierici anche nei precedenti lavori. Anche se il libretto (che vi mettiamo in link, per le sue note e i testi) non lo specifica, si tratta di tracce realizzate diversi anni prima, alcune delle quali (i due pezzi inediti, per esempio), risalgono a fine anni ’70. Gli altri brani sono invece incisioni ad hoc curate da Simone Lattanzi, che vi suona il clarinetto e si occupa anche della registrazione e del missaggio. Simone è purtroppo scomparso prematuramente nel dicembre del 2019 ed era il fonico del gruppo in cui chi scrive, scusate la nota personale, cantava negli anni ’90 e 2000. Abbiamo passato insieme tante epiche serate difficili da raccontare, con lui ci siamo divertiti e incavolati come con pochi altri. Era una brava persona. Gli volevamo bene. 



A Simone, permettetemi, è dedicato questo post.


 

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