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martedì 12 maggio 2026

Serie "Just One Record" - Secret Cinema - Dreamin' Of My Past (CD, 1994)


TRACKLIST:

1. In the Autumn of My Dreams (33:32)
2. Through the Windows of Time (32:59)


MUSICISTI:

Beppe Crovella - Hammond A100 & M3, mellotron, piano, Minimoog, E-mu Emulator III, E-mu vintage tastiere, sampled orchestral & choir sounds
Agnese Cacciola - voce solista e cori
Enrico Matta - batteria
Pietro Verru - basso
Andrea Mignone - chitarre
Sabine Monsberger - flauto


Dagli archivi di Roberto, altro nostro prezioso amico e collaboratore, giunge questo CD pubblicato nel 1994 dalla Vinyl Magic, dal titolo "Dreamin' Of My Past". Il gruppo che ha realizzato questo umico album prende il nime di Secret Cinema. In realtà il "patron" del gruppo è una nostra vecchia conoscenza, Beppe Crovella, tastierista e fondatore degli Arti e Mestieri che ha raccolto intorno a sé un gruppo di ottimi giovani musicisti. Ma esaminiamo le particolarità di questo CD ad iniziare dalla bellissima copertina, molto attraente con i suoi caldi colori pastello. Sappiamo bene quanto sia importante il ruolo giocato dalle copertine nella storia della musica rock e generi affini. E poi le tracce, solamente due, della durata di oltre 30 minuti ciascuna. Due suite che ci riportano agli anni '70 e che di sicuro, perdonatemi la battuta, non passarono a suo tempo sulle stazioni radio. L'album rimase purtroppo confinato tra gli appassionati del progressive rock (quelli che vennero a conoscenza della sua esistenza), come uno scrigno prezioso, un cinema segreto, come il nome della band.


Le due suite sono grandiose: una sapiente miscela tra progressive rock, folk, venature classico-sinfoniche e jazz, con repentini cambi di tempo e ritmi. Ogni minuto è una sorpresa, fino dall'inizio della track n. 1 con quel flauto pastorale e le parti corali che precedono l'ingresso del basso e della batteria (che svolgono un ruolo fondamentale in tutto l'album). I primi minuti riportano alle prime Orme anni '70, ma qui i confronti si sprecano. Pensate che l'iniziale rumore della pioggia venne registrato direttamente dall'esterno dello studio durante le sessioni di registrazione (avvenute al Synergy Studio di Colombaro di S. Stefano Po, nei pressi di Torino). 


 Le tracce sono in gran parte strumentali, fatta eccezione per alcune parti cantate in inglese dalla angelica e vellutata voce di Agnese Cacciola (negli anni a seguire conosciuta come Neja). Il dominatore è naturalmente Beppe Crovella, alle prese con strumenti moderni e vintage quali organo Hammond (di cui è cultore e virtuoso), mellotron e pianoforte. Crovella, grazie alla lunghezza delle tracce, può dare sfogo alle sue fantasie compositive. Non mancano inserti di chitarra acustica e di flauto traverso, all'insegna della migliore tradizione prog. Ben studiate le orchestrazioni e gli arrangiamenti sinfonici e trovo molto d'effetto i finali "epici", come in "In the Autumn of My Dreams".  Un piccolo suggerimento: per gustare in pieno le due suite vi consiglio di ascoltarle con una certa distanza di tempo l'una dall'altra, per non stancarvi. E' veramente un peccato che questo album sia caduto nell'oblio. Nel nostro piccolo vediamo di rendergli giustizia riportandolo alla luce. Buon ascolto.

Neja (Angelica Cacciola)
 
Beppe Crovella


Post by George - Music by Roberto

domenica 22 marzo 2026

Serie "Just One Record" - Space Craft's Men - Adventures (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. Crossing - 3:40
02. Surprise - 2:34
03. Adventure - 2:52
04. Sideral Tango - 2:57
05. America's Cup - 3:52

Lato B
06. Future City - 2:37
07. Immersion - 2:53
08. Make Maid - 3:45
09. Escalade - 3:32
10. Windsurfer - 3:07


Anche questo raro LP, come già accaduto qualche settimana fa all'amico Andrea (degli "Sprassolati"), l'ho trovato casualmente riordinando gli hard disk pieni zeppi di file musicali, audio e video. E non è il solo. Non ricordavo per nulla di avere archiviato questo unico album realizzato dal fantomatico gruppo Space Craft's Men intitolato "Adventures" e pubblicato nel 1983 dall'etichetta Music Scene, specializzata in library music. Dietro gli Space Cratt's Men si nascondono Fabio Fabor (vero nome Fabio Borgazzi) e Antonio Arena, due musicisti-compositori, nel caso specifico di musica elettronica per sonorizzazioni suonata con le loro tastiere. Musica da film, da video ma non solo: musica che può essere semplicemente ascoltata in totale relax. Il vinile in oggetto non è mai stato ristampato: Discogs evidenzia che venne stampato in tiratura limitata 300/350 copie non distribuite sul mercato. Molto ricercato dai collezionisti, il suo costo medio si aggira sui 150-200 euro. Non ci resta che ascoltarlo. Alla prossima. 


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Post by George

sabato 14 febbraio 2026

Serie "Just One Record" - Free Wave System - Nonostante tutto (LP 1981 - ristampa CD 2004)

 

TRACKLIST:

01. Oltre il tempo (2:16)
02. Xenophobia (2:51)
03. La coda di Mr. Freeman (4:57)
04. 21/5/81 (3:43)
05. Flavours (4:50)
06. Nonostante tutto (4:31)
07. Fonodipendenza totale (5:12)
08. Mia zia Frenesia (2:35)
09. Frammenti (4:46)
10. Soft Imagine (5:30)


FORMAZIONE:

Luca Morandi - piano, organo, synth
Mauro Ravizza - sax tenore, sax soprano
Luciano Devietti - basso elettrico
Enrico Morandi - batteria, percussioni


"Nonostante tutto ce l'abbiamo fatta!". Potrebbe essere l'esclamazione di molti gruppi che dopo numerose fatiche e un po' di intoppi sono riusciti a registrare il loro primo album, Spesso, come nella fattispecie, il primo resta anche l'unico. I Free Wave System, un ottimo quartetto di jazz rock proveniente da Torino, registrarono nel 1981 nel White Studio di Lanzo Torinese questa unica ma convincente prova discografica pubblicata dalla Drums Edizioni Musicali. Dopo oltre 20 anni di oblio, la Mellow Record nel 2004 ristampò il prezioso vinile in formato CD, restituendo al gruppo la meritata dignità e visibilità. Tracciare un po' di storia non guasta mai, specie se i protagonisti sono questi gruppi di nicchia. I Free Wave System si formarono negli anni '70 dalle ceneri di un gruppo chiamato Assoluto Naturale, che era più che altro una band di rock progressivo tradizionale influenzata dai soliti noti, PFM, Banco e simili. 


I Free Wave System inizialmente avevano un vocalist, ma quasi subito decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale. Il nuovo gruppo, guidato dai due fratelli Morandi, si ritagliò alcuni spazi nel Nord Italia per svolgere una intensa attività live e nel 1981 riuscì a pubblicare il sospirato album "Nonostante tutto" prima di sciogliersi. Il disco fin dal primo ascolto è accattivante e gradevole e le 10 tracce scorrono rapidamente (la durata complessiva del disco è di circa 45 minuti) tra grandi passaggi di sax e di tastiere. Forse, ma è un mio parere personale, in alcune tracce si sente la mancanza della chitarra elettrica, vuoto compensato, anche in modo eccessivo, dal sax di Mauro Ravizza. In ogni caso sono certo che l'album non deluderà gli appassionati dello storico jazz rock italiano, leggasi Perigeo, Arti e Mestieri, Etna ed Esagono. Peccato che questi musicisti non si siano "accasati" in altri gruppi restando nell'alveo del panorama musicale. Unica eccezione è Luciano Devietti, oggi imprenditore torinese di successo, che continua a suonare in una band jazz/blues, La passione è dura a morire. E' tutto. Vi auguro buon ascolto.


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Post by George

lunedì 8 dicembre 2025

Serie "Just One Record" - Aviolinee Utopia - Omonimo (CD, 1997)


TRACKLIST:

1. Ultraleggero I (1:11)
2. Timone del cielo (4:47)
3. Marsiglia (7:29)
4. Integralisti Alegrini (3:44)
5. Ripetizioni (5:09)
6. Ultraleggero II (4:38)
7. L'altra parte (4:15)
8. Ritmo (5:39)
9. 1 Cmq. di cielo (8:31)


FORMAZIONE:

Andrea Pergher - chitarra acustica, chitarra elettrica
Narcy Parillo - basso
Michele Tecilla - batteria, percussioni, cimbali
Giacomo Plotegher - piano, tastiere
Christian Logli - sax tenore, sax contralto, sax soprano
Giuliano Lott - voce, cimbali
Giuliano Eccher - viola, violino


Apro questo post con un ennesimo plauso alla trasmissione radiofonica "The Prog Side Of The Moog", condotta dal nostro amico Frank-One, che abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre pagine. I contenuti, trattati con la competenza che solo un cultore e un profondo conoscitore della musica come Frank-One può avere, sono per me uno stimolo ad andare a ricercare album poco o mediamente conosciuti, specie se non ancora presenti su questo blog, come nel caso dei Notturno Concertante, passati nella puntata dello scorso 2 dicembre, Anzi, dirò di più, mi piace l'idea che questi due strumenti di comunicazione (blog e radio) diventino, in alcuni casi, sempre più vicini l'uno all'altro, dei vasi comunicanti con trasferimenti di prodotti musicali da una parte all'altra. Tanto per cominciare ai Notturno Concertante dedicherò uno dei prossimi post. Poi vedremo. L'obiettivo, per entrambi, è anche quello di riportare in superficie brani, album e gruppi oramai dimenticati (o quasi). 

  

Per passare al post di oggi devo dire u forte grazie Osel, altro scopritore di gruppi e artisti rimasti nel sottobosco, per aver tolto dall'oblio un album dal notevole spessore artistico, purtroppo rimasto ingiustamente sotto traccia. Tra l'altro questo omonimo CD degli Aviolinee Utopia non è nemmeno tanto recente e fa parte di quel nutrito elenco di album di new progressive con contaminazioni jazz rock pubblicati - in particolare -nel decennio degli anni '90. Tanto per cambiare dobbiamo ringraziare la Mellow se questo album è stato immesso sul mercato. Ma veniamo al dunque. "Aviolinee Utopia" è il titolo dell'unico disco pubblicato dall'omonima band proveniente dal Trentino, una miscela di fusion e di rock progressivo che deve qualche tributo agli Area e ai Deus Ex Machina. Qualche critico ha trovato nella loro musica delle derivazioni  dalla scuola di Canterbury, ramo Caravan. Mah, tutto è possibile. E' facile fare paragoni quando tutto è già stato scritto e realizzato. L'album presenta brani molto complessi ed elaborati, energici, con belle parti di sax e di chitarra elettrica. La voce di Giuliano Lott, dai toni forti, in molti passaggi, specie nei recitati, richiama alla memoria quella del grande Demetrio Stratos. Da quel che mi risulta il gruppo si sciolse subito dopo la pubblicazione dell'album. Peccato veramente, anche perché venne premiato come miglior lavoro progressive italiano del 1997. 


Spendo, in conclusione, due parole su Giuliano Lott, collega giornalista, prima musicale poi di cronaca nera, oggi collaboratore dell'Associazione Culturale "Baba" (qui la home page) ed ex cantante degli Aviolinee Utopia. Dopo lo scioglimento del gruppo collaborò come ospite in alcuni dischi (Universal Totem Orchestra, Cesare Malfatti, ecc.) e ancora oggi è un "collezionista patologico" (come lui stesso si definisce) di dischi. Beh, solo per questo ne conosco altri, tutti stretti collaboratori della Stratosfera. Terminiamo qui. Ringrazio ancora una volta Osel per la scelta e per la condivisione. 
A voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.


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Post by George - Music by Osel

lunedì 22 settembre 2025

Serie "Just One Record" - Camera Astralis - I Supplicanti (CD 1998)

 

TRACKLIST:

01. Cantar delle genti... (1:59)
02. Di ansia e d'ombra (4:15)
03. La ruota del pavone (8:17)
04. Febbre d'Arlecchino (4:22)
05. Il gioco dell'oca (6:22)
06. I margini del sogno (6:08)
07. I giorni dell'inchiostro (6:35)
08. Ballando sui vetri (7:19)


FORMAZIONE:

Davide Sgorlon - chitarra elettrica, chitarra acustica 6 e 12 corde
Andrea Tarnini - piano elettrico e acustico, synth
Gianni Giannella - basso
Renato Cavallero - batteria, percussioni, cori
Franco Vassia - voce solista


Anche questo CD proviene dagli sconfinati archivi del nostro amico Osel, sempre prodigo nell'inviare materiale di estremo interesse. Accompagnato da una gran bella copertina (realizzata dallo Studio Imago), nel 1998 vedeva la luce "I Supplicanti", l'unico CD registrato dai Camera Astralis, pubblicato dall'etichetta Imago. Il gruppo proviene da Torino e non nasconde il suo amore per i Genesis. Chi ama le sonorità del gruppo britannico nel periodo post Gabriel, intendo quello di "Wind & Wuthering" e, soprattutto, di "And Then There Were Three"  troverà non pochi parallelismi, grazie - in particolare - agli splendidi interventi di piano e di synt da parte di Andrea Tartini. E che dire della voce "Collins style" di Franco Vassia? Il timbro non è esattamente lo stresso ma lo stile non si discosta. Il modello è quello. Altro importante protagonista è Davide Sgorlon, impegnate alla chitarra acustica e a quella elettrica. Davide, dopo la breve esperienza Canera Astralis, ha proseguito la sua carriera di chitarrista, specialmente acustico, dedicandosi al perfezionamento del fingerpicking, incidendo un CD intitolato "Crossover" (l'intero album è su Spotify e alcuni video su YT) e suonando con altri gruppi del circuito piemontese.  Per conoscere più da vicino il personaggio vi invito a leggere questa interessante intervista pubblicata nel 2023 su "Jolly Roger Radio" (qui)

Davide Sgorlon #1

Bene, un ultimo ringraziamento a Osel per la condivisione di questo ottimo album di new progressive italiano, Vi lascio come sempre augurandovi buon ascolto.

Davide Sgorlon #2


Post by George - Music by Osel

mercoledì 23 luglio 2025

Serie "Just One Record" - Emisferi Paralleli - Il giardino delle delizie (CD self released, 2012)

 

TRACKLIST:

Prologo
01. Il terzo giorno (3:05)
02. Metastabilità (5:09)

Parte prima
03. La creazione di Eva (9:45)
04. Dialoghi a tre voci (2:23)

Parte seconda
05. La Danza della Lussuria (6:40)
06. Fragile Sfera (2:36)

Parte terza
07. La legge del contrappasso (6:27)
08. Inferno musicale (7:49)

Epilogo
09. Congiunzione astrale (4:52)
10. Congiunzione astrale (strumentale - ghost track) (4:56)


FORMAZIONE:

Andrea Benedetti - voce
Alessandro Esposito - voce, tastiere
Fabrizio Felici - chitarra, voce
Luca Arcangeli Conti - basso, voce
Alessio Silvioli - batteria


Apro questo post dedicato agli Emisferi Paralleli ringraziando innanzitutto Fabrizio Felici, già chitarrista dei Semi Infermità Mentali, da pochissimo ospitati sulla Stratosfera, per la sua graditissima presenza tra i commenti. Avere un rapporto diretto con i musicisti mi riempie sempre di gioia e di soddisfazione. Ringrazio anche l'amico Augusto Croce per avere fatto conoscere a Fabrizio la presenza della Stratosfera sulla rete. Devo dire che, osservando il blog dietro le quinte, gli accessi e i download riguardanti  "Sul Riso e la Follia" sono stati numerosi decretando un largo successo da parte del nostro pubblico. Ebbene, oggi ci troviamo di fronte ad un altro grande album, a quello che, a mio avviso, è il naturale prosieguo e la naturale evoluzione dell'unica prova discografica dei Semi Infermità Mentale, e non solo perché tre dei componenti degli Emisferi Paralleli provengono da questa band: Alessandro Esposito (tastiere), Luca Arcangeli Conti (basso) e il nostro amico Fabrizio Felici (chitarra). 


Come ricordano gli stessi componenti del gruppo su My Space "il progetto Emisferi Paralleli nasce nel novembre 2008 a Spoleto da un'idea dei tre sopracitati musicisti. Il trio inizia a sviluppare numerose idee che necessitano però dell'inserimento di parti di batteria e di una voce solista. E' così che nell'agosto 2009 si uniscono al nascente gruppo Alessio Silvioli, batterista dei Lost in Oblivion, e Andrea Benedetti già voce nella prima formazione dei Semi Infermità Mentale.


Grazie alla sinergia tra i cinque componenti le nuove idee iniziano a prendere una propria identità sotto forma di brani e l'insieme che ne scaturisce rappresenta una miscela di rock progressivo anni '70 (PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Biglietto per l'Inferno, Osanna) e sonorità più moderne legate al metal sinfonico e progressivo (Symphony X, Dream Theater, Angra). Oltre alle influenze musicali ciò che lega maggiormente gli Emisferi Paralleli alla tradizione progressive degli anni '70, è il connubio che essi ricercano tra diverse forme d'arte: musica, pittura e letteratura come forme universali di espressione umana". 
Nasce così "Il Giardino delle Delizio", album auto prodotto, così come quello dei Semi Infermità Mentale, che vede la luce nel 2012. Si tratta di un concept album basato sul famoso dipinto di Hieronymus Bosch intitolato proprio  ''Il Giardino delle Delizie''. Lo si trova nella confezione cartonata apribile all'interno del CD.


DUE PAROLE SUL QUADRO ISPIRATORE
Questo stupendo trittico a olio su tavola (220×389 cm) è databile al 1480-1490 circa ed è conservato nel Museo del Prado di Madrid. È ritenuto il capolavoro di Bosch e la sua opera più ambiziosa. In nessun altro lavoro Bosch raggiunse un tale livello di complessità, sia per i significati simbolici che per la vivida immaginazione espositiva. L'opera rappresenta numerose scene bibliche e ha probabilmente lo scopo di descrivere la storia dell'umanità attraverso la dottrina cristiana medievale. Gli studiosi hanno spesso interpretato l'opera come un ammonimento agli uomini sui pericoli delle tentazioni; nonostante ciò, l'intricato mescolarsi di figure simboliche, in particolare nel pannello centrale, ha portato nel corso dei secoli a numerose altre interpretazioni e ancora ci si divide tra chi crede che il pannello centrale contenga un insegnamento morale per l'uomo e chi lo considera una veduta del paradiso perduto (fonte wikipedia).


Il concept, che ha alla base una complessa ricerca non solo musicale ma anche artistica e culturale che ha certamente richiesto uno sforzo compositivo non indifferente, è suddiviso in 5 sezioni, dal Prologo all'Epilogo passando attraverso tre Parti. Il suono che ne scaturisce è decisamente originale, dove la parte del leone la gioca la chitarra di Fabrizio Felici, ora graffiante ora morbida, con una potente sezione ritmica alla spalle (incredibile il lavoro del batterista Alessio Silvioli). Le tastiere non fanno mancare il loro indispensabile apporto. Dulcis in fundo abbiamo un vero vocalist (dalla potente voce) e non quella prestata da altri musicisti (che peraltro svolgono un ottimo lavoro ai cori). Sottolineo la forza e la bellezza dei due brani conclusivi, la potente e ruvida  "Inferno musicale" della durata di oltre 7 minuti e la morbida "Congiunzione astrale" (con un grande assolo di Fabrizio con la sua 6 corde) seguita da una ghost-track, ovvero la versione strumentale del brano precedente. L'album ottenne numerose recensioni positive da parte dei siti specializzati, una su tutte quella pubblicata sul sito "Arlequins" che potrete leggere qui. Non resta che passare all'ascolto di questo gioiellino e risentirci nei commenti. Alla prossima.


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Post by George

martedì 1 luglio 2025

Serie "Just One Record" - Semi Infermità Mentale - Sul Riso e La Follia (CD self released, 2006)


TRACKLIST:

01. Abbrivio
02. Non posso arrendermi
L'ultima speranza
03. Goccia di vita - La scelta
04. Goccia di vita - Nella tua mente
05. Prima che tutto mi cambi
06. Mistificazione
07. Uomo destino
08. Sul Riso e La Follia:
I. Prologo: la paura 
II. Intermezzo: la follia 
III. Epilogo: anamnesi della follia


FORMAZIONE:

Alessandro Esposito - voce, oboe
Luigi Battaglini - chitarra elettrica/acustica, cori
Fabrizio Felici - chitarra elettrica/acustica, cori
Luca Arcangeli Conti - basso
Dario Valocchi - tastiere, pianoforte
Paolo Cittadini - batteria, percussioni


Voglio innanzitutto dire grazie a Roberto, altra new entry nel team della Stratosfera, che ci sta regalando delle perle di tutto riguardo. Oggi i protagonisti sono sei musicisti perugini che hanno adottato un nome quanto meno originale (e un filo inquietante), Semi Infermità Mentale. Il loro unico album autoprodotto, risale al 2006 dal titolo "Sul Riso e La Follia", preso in prestito da un'opera di Ippocrate. Nonostante questa sia un'unica prova discografica, è stata positivamente recensita da alcuni siti specializzati, tra cui Heavi-Metal.it. Metal Wave, Arlequins e pochi altri. Prendo spunto da Heavy-Metal per tracciare la loro biografia.

Fabrizio Felici # 1

 "Il gruppo nasce nel 1999 e dopo vari cambi di line-up nel 2005 si è assesta nella formazione attuale di sei elementi. Dopo aver affrontato una lunga, estenuante ma altamente fruttuosa gavetta live, nell’estate del 2005 la band decide di dare vita ad un proprio album trasformando i vecchi testi per scriverne dei nuovi in italiano. Una scelta quanto mai coraggiosa vista la difficoltà di adattare la lingua italiana alla musica Progressive. Sin dagli esordi il gruppo si è votato ad uno stile musicale che ricorda molto il progressive metal, anche se il gruppo lo arricchisce con degli elementi molto personali.  Anche se alcuni sostengono che questo sottogenere musicale ha detto oramai tutto, possiamo affermare senza alcuna paura di smentita che i Semi Infermità Mentale riescono ad essere nel loro piccolo piuttosto originali, se non proprio innovativi. Citazione a parte va fatta per la prova dei due chitarristi, magistralmente affiancati dalla sezione ritmica condotta da Conti e Cittadini. Buona la prova del cantante (che si diletta anche a suonare l’oboe), in possesso di un’ottima voce. Il gruppo ci offre degli episodi di notevole qualità, soprattutto nella suite “Sul Riso e La Follia”, divisa in tre atti, caratterizzati da un’alchemica miscela di riff tipicamente metal con degli ottimi spunti che ricordano molto il genere prog, creando un ensemble molto armonioso, orecchiabile, intenso ma al tempo stesso anche originale"

Fabrizio felici # 2

"Sul Riso e la Follia" è una sorta di concept basato - come sopra ricordato - su un trattato medico attribuito a Ippocrate. La stessa cover, molto cruda, con un folle rinchiuso nella camicia di forza, è parte integrante dell'opera: la grafica fa sviluppare il moderno dall'antico, dimostrando che i temi trattati hanno continuità e attualità. Per la recensione di ogni singolo brano dell'album vi rimando al sito Metal Wave (qui), mentre qui potrete leggere una interessante intervista al gruppo. 
Questo è ciò che scrivono gli altri. Per quanto mi riguarda si tratta di uno tra i migliori album di prog metal che abbia mai ascoltato negli ultimi anni. Aspetto ora i vostri giudizi. Un ultimo ringraziamento a Roberto e a voi tutti...buon ascolto.

AVVISO AI NAVIGANTI
La Stratosfera si prende una pausa di un paio di settimane. Riapriremo i battenti dopo il 18 luglio. Invito anche i collaboratori a non inviarmi file sulle mie e-mail, perché non avrò la possibilità di scaricarli. Auguro buone vacanze a chi le deve ancora fare. A presto.



Post by George & Roberto

venerdì 27 giugno 2025

Serie "Just One Record" - J'accuse..! - Abbandono del tempo e delle forme (CD, 2008)

 

TRACKLIST:

01. Introduzione (2:51)
02. Il tempo muta le forme (10:32)
03. Sul bordo dell'abisso (12:34)
04. L'angelo (6:39)
05. Cercando un punto lontano (6:54)
06. Ricorre l'abbandono (13:37)


FORMAZIONE:

Sasha Colautti - voce, chitarra solista
Donald Paljuh - voce, chitarra
Michele Scherlich-/ basso
Raffaele Tenaglia - batteria, percussioni

con
Salvatore di Bella - Fender Rhodes, organo, tastiere
Andrea Massarai - chitarra jazz solo (6)


Il nostro grande Osel non finisce mai di farci conoscere gruppi di alto valore artistico ma purtroppo passati inosservati. Intanto grazie, amico mio, per questa ennesima condivisione. A proposito di band sconosciute, i J'accuse..! non scherzano. Alle loro spalle un solo album registrato nel 2008 e pubblicato dalla Mellow. Ho trovato un po' di notizie che li riguardano sia su Disods che su ProgArchives. Nello specifico la band proviene da Trieste ed è in attività dagli inizi degli anni 2000. Fin da subito si è distinta per la miscela di rock progressivo con l'hard rock più tradizionale, insomma un ottimo esempio di crossover. A detta degli stessi componenti le loro numerose influenze spaziano dai King Crimson ai Mars Volta, dagli Area ai Tool. Nella produzione troviamo lo zampino di Ciro Perrino, personaggio a noi ben noto (Il Sistema, La Compagnia Digitale, Celeste, ecc.). Influenze a parte, nel corso degli anni in cui hanno suonato insieme sembrano aver trovato la loro strada maestra. In questo loro debut album (purtroppo rimasto un unicum) mescolano con gusto e originalità rock progressivo, psichedelia e post rock costruendo e plasmando "forme musicali" senza tempo su testi evocativi. Una strizzatina d'occhio ad atmosfere jazzate la troviamo nella track 6, "Ricorre l'abbandono", anche grazie all'assolo di chitarra dell'ospite Andrea Massarai. 


Come descrivono Colautti & Co, la loro musica? "Suoni acidi e taglienti, vestiti con un mantello claustrofobico di fugace e allo stesso tempo aggressivo - mescolando psichedelia con post rock e hard rock in una miscela progressiva". Mah, quel che è certo è che non si tratta di un disco "facile", che va ascoltato almeno un paio di volte per apprezzarne i dettagli. Come sempre lascio a voi il giudizio. 
Buon ascolto.


Post by George & Osel

giovedì 15 maggio 2025

Serie "Just One Record" - Cafewien - Terrae Motus (1993)


TRACKLIST:

01. Golem - 5:31
02. La sfera di Itten - 5:16
03. Aspettando le rose - 5:47
04. Cafewien - 9:35
05. La notte dei cristalli - 4:46
06. John Keating - 5:26
07. Elementi - 6:15
08. Senegal - 6:00


FORMAZIONE:

Roberto Cosimi: tastiere
Bruno Comanduli: chitarre
Maurizio Dell'Olio: basso
Giancarlo Dossena: batteria
guest
Tino Tracanna: sax tenore & soprano


Ringrazio subito l'amico Roberto, oramai entrato a fare parte della schiera dei collaboratori della Stratosfera, per l'invio dei file e la condivisione di questo ottimo album di prog-fusion (se proprio vogliamo etichettarlo). "Terrae Motus" venne pubblicato dalla Mellow nel 1993, anche se le registrazioni vennero effettuate a Cremona nel 1990. Purtroppo le informazioni riguardanti questo ottimo quartetto, o meglio quintetto, se includiamo il sassofonista Tino Tracanna, sono praticamente inesistenti. Come cercare un ago nel pagliaio. Qualche stringata notizia appare sul sito del bassista Maurizio Dell'Olio dove si legge quanto segue:
"Terrae Motus è l’unica testimonianza del lavoro di accurata ricerca musicale ed espressiva effettuata dal gruppo cremasco CAFEWIEN, composto da Maurizio Dell’Olio al basso elettrico - Giancarlo Dossena alla batteria - Bruno Comanduli alla chitarra elettrica e Roberto Cosimi alle tastiere. Si tratta di un prodotto alquanto interessante che spazia tra il Rock Progressive e la Fusion, anche se  il lavoro in studio non rende il giusto merito alle notevoli capacità tecniche ed espressive raggiunte dal gruppo nelle esibizioni live".



Questo è quanto. Devo dire che le otto tracce, ovviamente tutte strumentali, rimandano non poco a Venegoni & Co. o ad altri gruppi ruotanti nell'orbita degli Arti e Mestieri, giusto per avere un punto di riferimento. Sono certo che la massima espressione l'abbiano fornita nelle esibizioni  live, come riportato da Dell'Olio. Purtroppo questa è l'unica testimonianza sonora dei Cafewien (al di là della presenza di un brano già edito nella compilation "Accordo" del 1994, insieme ad altri gruppi cremaschi), un album di grande spessore che soddisferà i palati più raffinati. Dopo la registrazione di questo disco con i Cafewien, Maurizio Dell'Olio ha proseguito nella sua carriera solista con altri lavori e varie iniziative. Informazioni accurate le troverete sul suo sito (qui) dal quale ho anche recuperato le foto d'archivio dei Cafewien risalenti al 1990. Con questo è tutto. Un ultimo ringraziamento a Roberto e a voi tutti auguro il consueto buon ascolto.



Post by George & Roberto