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mercoledì 10 maggio 2023

Vari - 2011 - I buoni maestri (CD compilation)

 

TRACKLIST:

01. The Crooks - Piccolo uomo (Ciarchi-Della Mea)
02. Come le Foglie & Keith Easdale -  Piazza Fontana (Claudio Bernieri)
03. Faz Walts - Working Class Heroes (John Lennon)
04. Mario Bellomare - Cara maestra (Luigi Tenco)
05. Como Lake Rovers - We Shall Not Be Moved  (trad.)
06. Claudio Fucci - Vedrai com'è bello (Marini-Bertelli)
07. Club 27 - El me gatt (Ivan Della Mea)
08. Marco Ferradini - Jean e Paul (Marco Ferradini)
09. Senzapatria - Master Of War  (Bob Dylan)
10. La madonnina - Avola (Del Re-Fo)
      11 Parole senza musica - Interviste di Claudio Bernieri


"I buoni maestri" è una compilation di canzoni di protesta, omaggio del grande Frank-One al quale va tutta la mia riconoscenza per avere voluto condividere i file. Si tratta di un CD di non facile reperibilità, pubblicato sul finire del mese di ottobre 2011, in contemporanea con la pubblicazione del libro di Claudio Bernieri,  "Non sparate sul Cantautore" - Vololibero Edizioni. Il CD conteneva anche un mini poster B/N e venne distribuito dalla Btf. Le 10 tracce propongono rifacimenti di canzoni politiche (non solo italiane, vedasi Working Class Hero o Master Of War scritte rispettivamente da due mostri sacri quali John Lennon e Bob Dylan) interpretati da gruppi e musicisti noti e meno noti. I più conosciuti sono sicuramente Claudio Fucci, Come le Foglie e Marco Ferradini. Gli autori li ho indicati tra parentesi. Il periodo preso in considerazione dall'autore del volume è il decennio compreso tra il '68 e il '78. Di seguito quanto riportato al momento della pubblicazione sia del libro che del CD:

Una foto "storica" di Claudio Fucci

"Dal canto politico alla canzone d’autore, una metamorfosi che ha rivoluzionato la cultura italiana trasformando per sempre poesia e romanzo popolare. Non sparate sul cantautore è un prezioso documento storico che raccoglie le voci dei protagonisti in una serie di interviste realizzate da Claudio Bernieri alla fine degli anni Settanta. Il tutto accompagnato da I buoni maestri, un album che contiene alcune perle della canzone d’autore più politica reinterpretate appositamente per l’occasione e una registrazione, aParole senza musica, dove si possono ascoltare le voci tratte dalle interviste originali contenute nel libro". L'ultima traccia, della durata di oltre di oltre 10 minuti, ci propone una serie di interviste realizzate nel 1976 dallo stesso Claudio Bernieri. Lascio a voi il piacere di scoprire i protagonisti. Grazie ancora a Frank-One e a voi tutti auguro buon ascolto. 

Claudio Bernieri

LINK

Post by George - Music by Frank-One

lunedì 17 aprile 2023

Various - 2010 - Artisti per Re Nudo (CD non in commercio allegato al volume "Re Nudo & altri Festival" di Matteo Guarnaccia

 

TRACLIST with LINE-UP:

01. Simon Luca & L'enorme Maria – Miss Rebel - 3:34
acoustic guitar – Marco Ferradini
bass – Paolo Donnarumma
drums – Flaviano Cuffari
electric guitar – Ricky Belloni
piano – Pepè Gagliardi
vocals, acoustic guitar – Simon Luca

02. Come Le Foglie – Via Lodovico Il Moro - 3:31
guitar, vocals – Attilio Zanchi, Claudio Lugli, Giancarlo Galli

03. Martin & Jutta (Analogy) – Franco's Rock - 4:22
guitar – Martin Thurn
classic guitar – Alessio Spertini
vocals – Jutta Nienhaus

04. Garybaldi – Dipende da te - 4:54
bass – Angelo Traverso
drums – Maurizio Cassinelli
guitar, vocals – Bambi Fossati
keyboards – Nico Labinto

05. Yu Kung – Troppo fredda la notte - 2:55
bass – Gigi Folino
mandolin – Franco Di Biase
vocals – Marco Cavedon, Mimma Caldirola
vocals, acoustic guitar – Mauro Bertani, Paolo Perazzini

06. Riccardo Zappa – King - 7:03
guitar – Riccardo Zappa

07. Jumbo – Sta accadendo qualcosa dentro me (acoustic set) - 3:15
flute, harmonica – Dario Guidotti
guitar – Daniele Bianchini
vocals, acoustic guitar – Alvaro Fella

08. I Cancelli della Memoria – Plancton - 5:31
bass – Stefano Vietta
drums – Gianfranco D'Adda
guitar – Mario "Ellepì" Dalla Stella
keyboards – Paolo Botta
percussion – Carlo "Manolo" Cilibrasi
vocals – Roberta Pagani

09. Simon Luca & L'enorme Maria – Everybody's Gotta Drink Another Round With Me - 2:00
acoustic guitar – Marco Ferradini
bass – Paolo Donnarumma
drums – Flaviano Cuffari
electric guitar – Ricky Belloni
piano – Pepè Gagliardi
vocals, acoustic guitar – Simon Luca

10. Claudio Fucci – Prima di partire - 3:10
vocals, guitar - Claudio Fucci

11. Battiato – Improvvisazione - 3:25
synthesizer - Franco Battiato

12. Donatella Bardi – Incoscienza - 3:16
vocals, guitar - Donatella Bardi

13. Alberto Camerini – La ballata dell'invasione degli extraterrestri - 4:27
vocals, guitar - Alberto camerini

14. Claudio Rocchi – Sotto i portici di marmo - 4:20
vocals, guitar - Claudio Rocchi

15. Ricky Gianco & Fernanda Pivano – Danni collaterali - 3:23
vocals – Fernanda Pivano
vocals, guitar – Ricky Gianco

16. Claudio Fucci & Come Le Foglie – Voglia di libertà - 2:47
percussion – Tullio Granatello
vocals, guitar – Claudio Fucci, Claudio Lugli, Giancarlo Galli


IL DISCO - NOTE DI COPERTINA
Il CD qui proposto, stampato nel 2010, era allegato al volume di Matteo Guarnaccia intitolato "Re Nudo pop & altri festival - Il sogno di Wookstock in Italia 1968-1976" e quindi non commercializzato separatamente. Oltre al CD. venne allegato al volume un DVD dal titolo "Alpe del Viceré 1973 e Re Nudo". E ora passiamo alle note riguardanti le singole tracks:

Tracks 1, 5, 7, 9, 13 registrate il 17 dicembre 2006  durante la "Notte delle chitarre ricordando i Festival di Re Nudo" nell'Auditorium di Radio Popolare a Milano
Track 2 registrata ai Real Sound Studio di Milano
Track 3 registrata a Radio Laveno, estate 1978
Track 6 registrata dal vivo al Fingerpicking.net Studios, 2010
Track 8 registrata dal vivo a Rescaldina, 10 maggio 2008
Track 10 registrata ai Real Sound Studios, 2005.
Track 11 registrata dal vivo negli anni '70
Track 12 registrata dal vivo a Catania durante un Pop Festival negli anni '70
Track 14 registrata dal vivo a "Le rotonde" in Garlasco (Pv), 1972
Track 16 registrata ai Real Sound Studios, Milano, 2006.

Oltre a Matteo Guarnaccia, i curatori di questa eccezionale compilation furono Patrizio Fariselli e Claudio Fucci. Che dire? una sfilata del meglio del pop italiano degli anni '70 (a parte qualche eccezione come I Cancelli della Memoria) con numerose tracce live. Si passa da Simon Luca ai Garybaldi, dai Jumbo a Donatella Bardi, da Claudio Rocchi a Franco Battiato fino agli immancabili Yu Kung. 
Ma non potevo fermarmi al solo disco vista l'opportunità di disertare anche sulla rivista (che ho particolarmente amato ed apprezzato in altre epoche)  e sui concerti organizzati dalla sua redazione. Sta di fatto che il viaggio si è prolungato con alcuni approfondimenti.. 

LA RIVISTA "RE NUDO"
(fonte: Giovanna Lo Monaco)


Per coloro che avessero la memoria corta (pochi, ne sono certo), vale la pena tracciare i tratti salienti della più importante rivista dell'underground italiano. "Re Nudo" rappresentò una delle più note e significative espressioni della controcultura dagli anni successivi alla contestazione sessantottina fino all’esplosione del Settantasette. Nacque a Milano su iniziativa di Andrea Valcarenghi, Guido Vivi e Michele Straniero; Valcarenghi, ex membro del gruppo provo Onda verde, sarà direttore e principale responsabile della linea editoriale della rivista per tutta la sua durata. Il n. 0 del novembre del 1970 venne pubblicato come supplemento al numero 19 di «Lotta Continua» e presentava in copertina il disegno di un ragazzo hippie sovrapposto al testo della favola Gli abiti nuovi dell’imperatore di Andersen, conosciuta come la favola del “Re nudo”, da cui venne tratto il titolo della rivista. La grafica essenziale e il formato inconsueto, di grandi dimensioni, vennero ideati da Gianni Emilio Simonetti, appartenente all’area situazionista italiana e, in seguito, direttore della casa editrice Arcana. Il secondo numero, indicato come n. 1, venne pubblicato nel dicembre 1970. La rivista mantenne una periodicità mensile, per lo più regolare, fino alla chiusura e vide il susseguirsi di due serie: la prima va dal n. 0 fino al n. 34 del 1975, la seconda, che presentava un formato ridotto in A4 e un maggior numero di pagine, dal n. 35 fino all’ultimo, il n. 92 del novembre del 1980.


«Re Nudo» divenne un laboratorio attivo e estremamente partecipato di cultura alternativa. In primo luogo si deve ricordare l’organizzazione dei principali pop festival del periodo – tra cui il famoso raduno di Parco Lambro a Milano svoltosi dal 1974 al 1976 – ideati nell’ottica di una riappropriazione degli spazi e della trasformazione del tempo libero in tempo liberato da parte dei giovani. Un’altra iniziativa di rilievo fu la creazione, nel 1972, di un vero e proprio centro di cultura underground in via Maroncelli a Milano, dove si trasferì la stessa redazione e vennero organizzati concerti musicali, una cineteca, performance e spettacoli teatrali, ma anche un mercatino e una free clinic. La qualità degli argomenti trattati nel corso del tempo era estremamente rappresentativa dei temi sociali, delle correnti culturali e delle linee ideologiche che si intersecarono durante gli anni Settanta negli ambienti della controcultura, tempestivamente rilevati e discussi dalla rivista. La parte riservata alla politica nazionale – che acquisì rapidamente maggiore importanza rispetto a quella internazionale – fu dedicata alla controinformazione e alla denuncia delle istituzioni repressive, con particolare riferimento a carceri e manicomi.


Nel 1975 la redazione di «Re Nudo» avvertì la fine di un’esperienza, in base ad alcune delusioni – la chiusura della sede in via Maroncelli e i problemi con la polizia e i partecipanti verificatisi durante i festival a Parco Lambro – e alla constatazione dei profondi mutamenti generazionali avvenuti all’interno dei movimenti, che fecero apparire la rivista come esponente di strategie e ideologie superate. Si verificò di conseguenza la svolta redazionale che diede avvio alla seconda serie, completamente incentrata sulle tematiche mistiche derivate dalla religione settaria del guru Rajneesh, di cui Valcarenghi divenne seguace. Nel 1996 Valcarenghi rieditò la testata – tutt’oggi attiva – in collaborazione con alcuni dei protagonisti della prima stagione, tra cui Claudio Rocchi e Franco Battiato, proponendo argomenti relativi all’ecologia e alla ricerca spirituale. Ma nella memoria collettiva «Re Nudo» continua ad identificarsi, di fatto, con la prima serie degli anni Settanta, che ha segnato profondamente le vicende della controcultura italiana". Per la lettura integrale dell'articolo vi rimando a questa pagina (qui). 


I POP FESTIVAL "RE NUDO"
(fonte Giovanna Lo Monaco)
Come sopra ricordato, la redazione della rivista ebbe il merito storico di avere organizzato alcuni tra i più importanti festival di musica pop a livello nazionale. Di seguito le date e i luoghi.

I Festival – 25-26 settembre 1971, Ballabio (Lecco)
II Festival – 16-18 giugno 1972, Zerbo (Pavia)
III Festival – 15-18 giugno 1973, Alpe del Vicerè (Como)
IV Festival 13-16 giugno 1974, Parco Lambro di Milano
V Festival -29 maggio- 2 giugno 1975, Parco Lambro di Milano
VI Festival -26-29 giugno 1976, Parco Lambro di Milano
VII Festival – 1977 Guello (Como)
VIII Festival -1978 Alpicella (Savona)


A questi raduni di musica pop parteciparono i più importanti gruppi e artisti italiani degli anni '70 presenti sulla sena nazionale, e non solo. Di seguito l'elenco dei principali protagonisti, non solo musicali, intervenuti alle varie edizioni del festival: Acqua fragile, Aktuala, Area, Atomic Rooster, Come le foglie, Drogheria di Solferino, Garybaldi, Hawkwind, Yu Kung, Latte e Miele, Living Theatre, Pink Fairies,  PFM; Donatella Bardi, Franco Battiato, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Ivan Cattaneo, Don Cherry, Lucio Dalla, Pino Daniele, Francesco De Gregori, Ivan Della Mea, Eugenio Finardi, Giorgio Gaber, Peter Hammil, Pino Masi, Claudio Rocchi, Alan Sorrenti, Demetrio Stratos, Antonello Venditti; Bambini di Dio, Dario Fo – Compagnia teatrale La Comune, Alberto Grifi, Matteo Guarnaccia, Antonio Peticov, Carlo Silvestro, Massimo Villa.


"Legato nell’immaginario collettivo a grandi eventi come quello di Woodstock negli Stati Uniti o dell’isola di Wight in Gran Bretagna, il fenomeno dei pop festival si sviluppò in Italia a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e trovò nei festival organizzati dalla rivista «Re nudo» – otto in totale svoltisi durante gli anni Settanta – una delle manifestazioni più significative e durature. Il raduno musicale nacque dalla necessità delle realtà controculturali e dei movimenti giovanili di creare eventi aggregativi che si facessero espressione di un senso di identità collettivo e della massima libertà creativa, prefigurando, in un luogo e in un tempo circoscritti, l’avvento di una società segnata da un profondo cambiamento nei costumi. Alle origini di questi festival risiedeva dunque una diversa idea di collettività, basata sulla solidarietà e sulla trasgressione dalle norme borghesi. 


Consapevole del processo di mercificazione che minacciava a livello internazionale lo “spirito” dei raduni, la redazione di «Re nudo» assunse inizialmente come priorità nell’organizzazione dei festival quella di mantenere l’autonomia rispetto al mercato, gestendo e producendo in proprio l’evento. I festival di «Re nudo» – e più in generale i festival italiani – presentarono inoltre una maggiore connotazione politica rispetto a quelli statunitensi: sulla rivista il festival venne infatti paragonato alle occupazioni delle case e alle barricate in piazza durante le manifestazioni, ribadendo la necessità della congiunzione tra il momento politico e quello esistenziale nell’ottica di una rivoluzione politica, e di riorganizzare il tempo libero trasformandolo in tempo liberato dai condizionamenti sociali e economici, in maniera del tutto coerente rispetto alla linea editoriale della rivista stessa"
Anche in questo caso, vi rimando qui per la lettura integrale dell'articolo. 



E INFINE...IL VOLUME DI MATTEO GUARNACCIA
"Re Nudo pop & altri festival: il sogno di Woodstock in Italia 1968-1976 " è stato pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Vololibero di Milano e presenta i due allegati già illustrati. Oltre al CD oggetto del post, il DVD "Alpe del Vicerè 1973" presenta i seguenti contenuti:
riprese di Luigi Verderio (26 min 30 s); Massimo Villa / riprese di Luigi Salvaggio (15 min 19 s); Eugenio Finardi / riprese di Luca Bozzo (12 min 15 s); Simon Luca / riprese di Luigi Salvaggio (10 min 13 s); Andrea Mjid Vacarenghi / riprese di Enzo e Davide Giandomenico (6 min 11 s).

Copertina originale edizione 2010



Dopo il grande successo ottenuto nel 2010 il volume è tornato nel 2022 con una nuova edizione. I temi sono sempre quelli dei festival pop: le loro origini, il loro approdo e sviluppo in Italia negli anni Settanta, il  Parco Lambro nel 1976, sino ad arrivare all'attualità dei rave con le loro problematiche. La nuova edizione è stata rivista e aggiornata nella parte testuale e iconografica dallo stesso Matteo Guarnaccia e da Claudio Fucci. Contiene inoltre interventi ed estratti dall'edizione 2010, di Bruno Casini, Enzo Gentile, Claudio Rocchi e Majid Valcarenghi. Mancano i due allegati (DVD e CD) sostituiti da collegamenti con QR-code ai contenuti video e audio.


NOTE SULL'AUTORE
Matteo Guarnaccia (Milano 1954-2022), da poco scomparso, è stato artista e storico del costume, figura di riferimento della cultura visionaria contemporanea. Attivo nel campo della moda, del design, della comunicazione, della musica, docente alla NABA di Milano, autore di numerosi saggi dedicati alle controculture e alle avanguardie, tra cui Mix & Match (2021), Malamoda (2021), Il grande libro della psichedelia (2017), Pirati (2015), Vivienne Westwood (2015), Ribelli con Stile (2009).
Per Volibero Edizioni ha pubblicato anche: Psychedelic Heroes (2010), Alphabeat e Bob Dylan Fun Book (2011), Dreamers & Dissenters (con Giulia Pivetta 2012). Un suo saggio appare su Rock Poster scritto da Martina Esposito (2021)


Ben, cari amici, vi lascio all'ascolto del disco oltre, naturalmente, a consigliarvi l'acquisto del volume. Vi lascio con questa vignetta che evidenzia come anche le regine (a prescindere dalla tinta dei capelli) e non solo i re, possono essere nude. A buon intenditor...Buon ascolto e buona lettura. 



Post by George

mercoledì 26 luglio 2017

Le Antologie della Stratosfera Vol 34 - Donatella Bardi - 1974 - “A puddara è un vulcano”… e altre storie

Solo due righe "captainesche" per introdurre un post speciale davvero tutto da leggere, oltre che da ascoltare. A scrivere con il cuore è il nostro grande amico Frank-One, che ci dona una testimonianza unica ed emozionante (ricca anche di retroscena inediti) circa questa talentuosa artista, per molti versi sfortunata, con la quale condivise una profonda amicizia ed una frequentazione di diversi anni. Grazie Francone, sei un grande uomo ;)


Conobbi Donatella Bardi nel 1987, benché il nostro primo incontro fu molti anni prima: era il 1975 o il 1976, e a Quarto Oggiaro (non idilliaco quartiere della periferia milanese) andai a vedere un concerto del quasi esordiente Eugenio Finardi. Una volta dentro mi sedetti vicino ad una bellissima ragazza più grande del sottoscritto, allora quindicenne. Durante un tentativo di sfondamento di un folto numero di giovani, e dopo un assolo del chitarrista, la ragazza mi disse: “Quello è mio fratello”. Sapendo che il chitarrista era Lucio Bardi ne trassi le dovute conseguenze, ma ahimè tutto finì lì. Fu più di 10 anni dopo che accadde l’incredibile: telefonando da una cabina ad una mia amica di nome Donatella, mi rispose una voce che, alla mia domanda: “Pronto, Donatella?”, rispose: “Si, ciao come stai?”. Impiegammo non più di un minuto per capire che avevo sbagliato numero, ma lei invece di chiudere mi disse: “Ma dai, è incredibile! Come è possibile?”, e volle sapere cosa facessi nella vita, se mi piacesse la musica, perché lei, Donatella Piccolo, era cantante lirica. Dissi che sì, la musica mi piaceva, ma non la lirica, e lei di rimando: “Sai, tanti anni fa io cantavo con artisti un po’ di nicchia, un po’ particolari, non credo tu li conosca: Claudio Rocchi, Alberto Camerini, forse conosci Eugenio Finardi”, al che le dissi: “Ma scusa, allora tu sei Donatella Bardi, mi hai detto un altro cognome!”, “Si, perché è il mio nome da sposata, ma sono proprio io”. Questa volta non mi feci scappare questa pazzesca occasione, e cominciammo una frequentazione che durò quasi due anni: mi fece conoscere suo marito Enrico, i suoi tre figli, la meravigliosa mamma Paola, titolare allora di una Galleria d’arte, l’Aleph, in Corso Garibaldi ed il papà Mario, famoso pittore siciliano i quadri del quale trovai in molti angoli dell’isola suddivisi in musei, ristoranti, luoghi d’arte, e che tra l’altro prestò nel recitato in dialetto siciliano presente nel disco di Donatella. L’unico che intravidi poche volte nel loro appartamento di Via Castelvetro fu il fratello Lucio, divenuto nel frattempo quotato turnista, prima con Finardi e Edoardo Bennato, ed in quei giorni in tourneè con Francesco De Gregori.


Fu in quelle frequentazioni che mi raccontò tantissimi aneddoti e dettagli sulla sua precedente esperienza musicale (a proposito, nel corso della telefonata si presentò come cantante lirica in quanto stava prendendo lezioni di canto, in quegli anni, da una famosa insegnante, della quale ahimè non ricordo più il nome…). E così mi raccontò de Il Pacco e degli Anyway Blues (già presenti nella StratoSfera), gruppo quest'ultimo che la accompagnò nel suo unico album; di come il suo primo concerto fu, ancora quindicenne, col suo compagno di allora Alberto Camerini, due chitarre e voci, su una panchina di Via San Simpliciano, zona Brera di Milano; delle sue frequentazioni di concerti e e raduni alternativi di quegli anni: Parco Lambro, Ballabio, Alpe del Vicerè. Quando, in quest’ultimo, il comune tolse la luce, lei improvvisò un concerto alla luce dei fari dei furgoncini con Claudio Fucci, i Come le Foglie, Camerini (evento confermatomi dallo stesso Claudio molti anni dopo, durante un’intervista nella trasmissione From Genesis… di Radio Popolare). Mi mostrò i carteggi degli studi vocali effettuati col grande Demetrio Stratos poco prima della sua scomparsa (se penso che alcuni di questi me li aveva donati ed io… li dimenticai a casa sua in Piazza Tripoli, non riesco a farmene ancora oggi una ragione!).


E fu alla morte di Demetrio che, colta da una forma di depressione, nonché dalla necessità di andare un bel po’ lontano da alcuni problemi che la stavano attanagliando, decise di andare in Brasile, terra natia di Camerini, a disintossicarsi dalle scorie e dai residui dei problemi italici. Ed è proprio mentre era lì che fu contattata da Fariselli, mi sembra, o da qualcun altro dello staff Area, lei che era stata dopo Camerini compagna per lungo tempo di Paolo Tofani, per chiederle se avesse voluto prendere il posto dello scomparso Demetrio negli Area, visto che lei aveva seguito a lungo il maestro anche nei suoi studi. Ebbene, lei rispose di si, purchè venisse dato più spazio dal vivo alla sua produzione rispetto a quella del gruppo milanese. Questa era Donatella, fiera forse oltremisura del suo operato, tanto da rifiutare i contratti dalle major italiche di allora quali Cramps, tanto che preferì comparire con lo pseudonimo di Caramella in alcune sue presenze con artisti di questa casa discografica, della RCA e della EMI. Alla fine firmò nientepopodimeno che con la Elektra, quelli dei Doors e dei Queen per intenderci.



Tornando alla relazione con gli Area, poichè chiaramente la proposta di Donatella era inaccettabile da parte loro, o per lo meno da quanto ne rimaneva dopo lo scomparsa di Demetrio e l’abbandono in favore della filosofia Hare Krisna di Tofani, non se ne fece più nulla, e Donatella tornò mesi dopo col desiderio di rientrare nei circuiti abbandonati con la sua partenza. Ma a quel punto, con la new wave ed il punk dilaganti, i cantautori abbastanza alla corda ed il finire del periodo progressive, la cosa non era facile, da qui i suoi tentativi di rigenerarsi in una veste lirica. Vorrei qui sottolineare che quanto da me descritto sui contatti con gli Area, mi fu da lei raccontato personalmente, ma non ho mai avuto occasione di averne una conferma da alcuno degli interessati, insomma va preso come un "ipse dixit".



Donatella era nata a Torino nel 1954, benché nel Dizionario della canzone italiana Curcio Editore vi sia scritto: “Donatella Bardi: Cantautrice singolare e interessante che non è riuscita a concretare il suo potenziale. Nata in Sicilia, si trasferisce presto a Milano, dove entra in contatto con il cantautore Claudio Rocchi, che ne influenza parzialmente lo stile, e con altri esponenti della scena pop lombarda degli anni 70, come Eugenio Finardi e Alberto Camerini. (Aggiungo io che frequentò il Liceo Classico Beccaria dal quale uscirono lo stesso Camerini, gli Stormy Six, Enrico Nascimbeni, e nel quale insegnò qualche anno dopo, quando lo frequentai io, Roberto Vecchioni. ndr). L’unica testimonianza su disco è A puddara è un vulcano, tentativo di allontanare le influenze esterne che ne stavano minando l’originalità e di mettersi alla ricerca delle proprie radici. Degna di nota è la partecipazione al sottovalutato disco di Nino tristano, Suonate suonatori, tra i primi esempi di contaminazione tra musica popolare tradizionale e influenze rock”. La firma delle note è M.C., che nella didascalia iniziale dell’opera dovrebbe essere Massimo Cotto. Per quanto riguarda il citato "Suonate Suonatori" avevo già scritto, nei commenti alla sua pubblicazione sulla StratoSfera, che Donatella mi raccontò che avrebbe voluto essere una sorta di Nuova Compagnia di Canto Popolare settentrionale, diciamo sui generis, con un ensemble incredibile di giovani musicisti, cito qua e là: Alberto Camerini, Eugenio Finardi, Gigi Belloni (il Pacco), Dario Guidotti della Treves Blues Band, Cacao e soprattutto dei Jumbo, così come Daniele Bianchini e Ezio Malgrati, Lucio di Crema, che altri non è che Lucio Fabbri, allora spesso definito anche Lucio Cremino Fabbri.




Donatella è sempre stata sottovalutata dai critici musicali dell’epoca, o meglio tutti ne riconoscevano le meravigliose capacità canore/vocali, tanto da apparire in molti album di cantautori e gruppi di quegli anni non da semplice corista o seconda voce, ma quasi voce solista, come in Chiaro di Loy & Altomare, dove 6 brani su 8 la vedono protagonista col suo indispensabile e fondamentale apporto. Eppure Angiolini e Gentile nel 1977 in Note di pop italiano ed. Gammalibri scrivono: “Amabile e dolce, la Bardi ha dipinto per anni a Milano le sue canzoni con chitarra, tutte soffici e concilianti anche negli “anni caldi”, al seguito del carrozzone di Re Nudo, ha dispensato con monotonia ma sempre con delicatezza, incertezza, riflessioni e messaggi d’amore. Poi dopo una crisi mistica e personale che l’hanno condotta per un paio d’anni in una comune siciliana (nella quale sono state scattate le foto nelle quali compare lei con Alberto Camerini donatemi dall’amico fraterno Fabio
Treves e qui presenti ndr), ha inciso il suo primo disco e per ora ultimo album, A puddara è un vulcano. Dopodiché sembra aver chiuso l’attività: spezzato il sogno freak e uscita malamente da un brutto miscuglio di pillole, la Bardi si guarda intorno e non canta né suona”.


 


















Ed un paio di anni dopo il solo Enzo Gentile in Guida critica ai cantautori italiani, sempre ed. Gammalibri rincara la dose: “Tra i ricordi lontani che si rincorrono, in pieno tema “revival”, non sfugge la figura di Donatella Bardi, presente come attivista nel “movement” musicale alternativo dei primi anni 70, in un circuito che faceva riferimento agli strattoni organizzativi di Re Nudo. Chiamata a cospargere di dolcezza e di amore le platee e i primi festival ruspanti, fece subito un ottimo effetto sui “freak” nostrani, che ritrovavano in lei garanzie di dolcezza e di tenerezza, in evidente simbiosi con la West Coast. Suono acustico, ballate esili e delicate come il suo sguardo, la Bardi fu ospite di alcune incisioni del primo Claudio Rocchi, venendo ribattezzata da qualche buontempone “Jony Mitchell dei poveri”. Il contratto discografico da solista arrivò come sempre troppo tardi, quando ormai la vena e la volontà erano sbollite a favore di un disimpegno e di una discrezione abbastanza diffuse con il rifluire dell’intero circuito, nato sull’improvvisazione, sulle speranze e a corto di ossigeno, energie e mezzi materiali. La WEA le ha dato ospitalità per un album A puddara è un vulcano, edito nel 75 senza troppa convinzione da parte di tutti; carino e dispensatore di una simpatia epidermica, il disco resta isolato e senza seguito. Alle prese poco tempo dopo con una grave intossicazione a base di brutti e poco chiari intrugli di pillole, la Bardi si astrae dalle scene: un’etichetta milanese attende da un paio di anni del suo materiale da pubblicare, ma invano. Negli ultimi mesi del 79 si ritorna a parlare di lei tra addetti ai lavori, canticchia un po’ a fianco di Enrico Nascimbeni e forse la cosa avrà seguito.” 

 

L’unico libro che di Donatella non ha un occhio, o meglio un orecchio così aspro e critico, è quello edito dalla redazione di Gong: “TOP MUSIC 77” Arcana editrice; “A puddara è un vulcano (Elektra 1976) è il disco fuga della giovane cantautrice che a un viaggio in India ha preferito la Sicilia a “cercar radici e a lavar la testa”. Figlia assieme ai Rocchi, ai Finardi e ai Camerini della Milano pop borghese anni ’60, cerca a fil di voce di superare la crisi e la fuga proponendo sé stessa, la sua storia, badando a non somigliare a nessuno. Nelle sue canzoni c’è l’aria delle feste di Re Nudo a Ballabio, all’Alpe del Vicerè/Monterey, anche se l’odore freak viene rigettato per una più consapevole coscienza nell’affrontare i problemi. Disco – fuga, pieno di contraddizioni, ma caldo, adatto ad orecchie poco esigenti e tuttavia testimonianza di una delle più belle e sprecate voci di casa nostra”.



Insomma non è facile inquadrare Donatella nel filone dell’epoca: sui libri di prog non compare, tanto che persino il Maestro Augusto Croce l’ha inserita solo negli ultimi anni, e probabilmente non a torto, nel suo ItalianProg. Ma anche i manuali sui cantautori tendono a dimenticarsene. Nel suo Dizionario dei cantautori edizione Garzanti, Giangilberto Monti non la cita affatto. Da me chiestone il motivo via mail, mi rispondeva che un libro simile non poteva comprendere tutti, ma solo i principali… ecc, negando di fatto l’importanza che Donatella ebbe in quegli anni. Ed invece come ricordò Claudio Fucci nel 2010, in occasione della presentazione della ristampa in cd del suo unico lavoro: “(...) di Donatella non potevi non innamorarti, non potevi non volerle bene. Lei è stata la voce femminile del Movimento di quegli anni (...)”. Ricordo l’emozione del mio incontro, dopo tanti anni, col fratello Lucio, che in realtà di me inizialmente non si ricordava, e la riproposizione di quasi l’intero album con l’intera line up originale. Unico neo, la voce era quella di Claudio, questo perché nel frattempo, nel Dicembre 1999, Donatella ci ha lasciato improvvisamente a causa di un’emorragia cerebrale a soli 45 anni (Rockol).


  Come sempre accade, Donatella è molto più apprezzata ora che non c’è più, che durante la sua non facile vita. Ho trovato toccante la biografia e la recensione presenti in John’s ClassicRock, dove si parla anche dei singoli brani e della storia sia di Donatella che dell’album. Un articolo, come di consueto, molto preciso e puntuale, ed al quale vi rimando (grazie mille a John Martin).

 .
Come potrete vedere, all’album A puddara è un vulcano ho aggiunto una raccolta di brani usciti in lavori di altri artisti ma nei quali la presenza di Donatella è stata fondamentale con la sua voce. I 6 brani dell’album Suonate suonatori, già prima citato, di Nino Tristano del 1972 si possono già trovare sulla StratoSfera, e sono quelli dove la voce di una giovanissima Donatella lascia la sua impronta in modo particolare. Per completezza abbiamo incluso anche quelli in una cartella a parte, anch'essa tra i link a fondo post.

Passndo alle colaborazioni "eccellenti" di Donatella, partiamo con Volo Magico n.1 dall’album omonimo di Claudio Rocchi del 1971. A seguire il brano n. 2 Incoscienza, per me fulmine a ciel sereno in quanto sicuro di essere già in possesso dell’intera opera discografica di Donatella. E’ un’incisione presente nel cd allegato al libro Re Nudo Pop & altri Festival, di Matteo Guarnaccia edito per Volo Libero Edizione. E a proposito di Volo Libero Edizioni, qua devono cominciare i miei ringraziamenti, in quanto è grazie anche al titolare Claudio Fucci che è stata possibile la pubblicazione dell’unico lavoro della Bardi, ed è per questo che come segno di riconoscenza vi pregherei almeno di visitare il suo interessantissimo sito, troverete pubblicazioni veramente magnifiche. Ma tornando ad Incoscienza, è questo un brano del gruppo milanese Come le Foglie, presente nel loro lavoro AliAnte uscito qualche anno fa per BTF/AMS edizioni appunto Volo Libero, nonchè nelle varie raccolte precedenti riguardanti questo gruppo. Qui è presente una versione registrata a Catania dalla sola Donatella Bardi accompagnandosi alla chitarra nell’ambito di un Festival Pop. Sicuramente si trattava di una cassetta che ha purtroppo manifestato nella resa il famigerato effetto spira, ma rimane pur sempre un documento eccezionale.

Il brano n. 3 è Bambulè dall’album Gelato metropolitano di Alberto Camerini del 1977, dove Donatella dona la voce in una canzone del suo allora compagno, benché per motivi contrattuali non fosse potuta apparire con nome e cognome, usando lo pseudonimo di Caramella. Il brano n. 4 è Senza senso, presente nell’album Dr. Jekyll Mr. Hyde del 1973 dell’Equipe 84, dove all’interno, nelle note, si legge: “voce di Senza senso : dolce Donatella” I brani dal 5 al 10 inclusi sono presenti nell’album Chiaro di Loy & Altomare del 1974, dove non avrebbe affatto scandalizzato se Donatella fosse stata aggiunta come terza artefice del disco, date le numerose tracce e l’importanza della sua presenza nelle stesse. Il brano n. 11 Grande (e)vento oggi in Toscana nell’album Non ce n’è per nessuno di Claudio Rocchi del 1979. Qui Donatella mi raccontò che Rocchi dopo la registrazione in studio le disse: “Brava, la tua voce è ancora okay” accompagnando il tutto con un eloquente gesto. Nel brano n. 12 La clef des songes di Enrico Nascimbeni, dall’album Verso il mare, Donatella canta nella parte iniziale. Ricordate? Già sopra si parlava di questa collaborazione col cantautore milanese, ed infatti nel disco compaiono altri 2 brani alla cui composizione Donatella ha avuto parte attiva : Nenusa e Parigi (un’assenza), nei quali però non canta.



Il brano n. 13 Proviamo un po’ a scioglierci mi riempì di emozione quando lo trovai nell’album Claudio Rocchi del cantautore milanese del 1998. Mi fece sperare che come l’ormai ex Hare Krisna era tornato a produrre musica, lo stesso potesse accadere per Donatella, che tra l’altro sapevo nel frattempo essersi dedicata al teatro e alla regia. Ahimè non fu così. Anni dopo chiesi a Fabio Treves se avesse incontrato Donatella nella registrazione del brano in questione, che vedeva anche la sua presenza, per sapere come l’avesse trovata, poiché erano più di 10 anni che non avevo avuto sue notizie. Fabio purtroppo non la ricorda, tanto da indurmi a credere che la registrazione sia stata fatta in tempi e momenti diversi, per poi riversare il tutto in un unico prodotto finale. Ed infine cari amici vi lascio con un regalo che ha fatto luccicare gli occhi del fratello di Donatella, Lucio Bardi, quando gliene ho fatto dono: si tratta di un’incisione artigianale che vede lo stesso Lucio alla tastiera e Donatella che canta Over the rainbow di Gershwin da par suo.

Molte altre sono state le partecipazioni in altri album e altri gruppi, da Simon Luca e l’Enorme Maria (Per proteggere l’enorme Maria), a Eugenio Finardi in Diesel, a Claudio Rocchi Sulla soglia del 1998, ma il suo intervento è stato solo coristico, come nel brano Tutto passa Volo magico n. 3 sempre dall’album Claudio Rocchi già citato. Donatella mi disse di aver preso parte anche al 45 giri del gruppo 451 Ho in mente te / New wave Rho, pubblicato dalla Italian Record nel 1980, ma una volta riuscito a procurarmelo non ho avuto modo di riscontrare alcuna voce femminile se non nei cori. A mio sapere una sola è la partecipazione di Donatella non in mio possesso: mi raccontò di avere preso parte ad un disco di Enrico Rava, ma le mie ricerche non hanno mai portato ad alcun risultato, nonostante avessi negli anni chiesto ad esperti di jazz del calibro di Battistella di Black Saints o Marcello Lorray titolare della trasmissione Jazz Anthology a Radio Popolare.

Io qua mi fermo, ma prima altri doverosi ringraziamenti:
 a Claudio Fucci e alla Volo libero edizioni come precedentemente già argomentato. Al fraterno amico e a voi già ben noto Matthias Scheller, titolare di BTF/AMS, che come sempre nulla ha opposto alla pubblicazione di un lavoro del quale detiene i diritti, da qui la mia preghiera come minimo segno di ringraziamento a visitare il suo magnifico sito. Al blues brother Fabio Treves che negli anni mi ha regalato molte foto di Donatella, da sola e con Camerini, una delle quali compare anche nella ristampa del cd, del quale vi fornisco anche copia del libretto interno con tutti gli interventi dedicati al ricordo di Donatella, da parte dei musicisti dell’album e di Alberto Camerini suo storico compagno, come da lui spesso ricordato anche nel concerto La Notte delle chitarre Parco Lambro e dintorni, registrato nell’auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare e già presente sulla StratoSfera. Ed infine un ricordo pieno di commozione ed affetto per quella meravigliosa creatura che troppo presto ci ha lasciati: Ciao Tella, sei sempre nel mio cuore.
Frank - One (ma questa volta anche Ubaldo)

 

Link A Puddara
Link Collaborazioni
Link Tristano

 

Post by Frank-One with Captain's help

domenica 22 novembre 2015

Serie "Bootleg" n. 197 - Una notte delle chitarre: Parco Lambro, Alpe del Vicerè e dintorni (Incontro acustico con i protagonisti di una stagione)

 DISC 1 :

01 Intro e presentazione
02 Claudio Fucci - Viaggia la speranza
03 Talkin'
04 Jumbo - Sta accadendo qualcosa dentro me
05 Talkin'
06 Riccardo Zappa - Celestion
07 Talkin' con Ricky Gianco al telefono
08 Alberto Camerini - La ballata dell'invasione degli extraterrestri
09 Talkin'
10 Simon Luca - Preghiera a Miss Rebel
11 Talkin'
12 Marco Ferradini - Unknown
13 Talkin'
14 Yu Kung - intro a La ballata di Piazza Fontana
15 Yu Kung - La ballata di Piazza Fontana
16 Talkin'
17 Riccardo Zappa - I King

DISC 2 :

01 Talkin'
02 Riccardo Zappa - Unknown
03 Talkin' con Riccardo Zappa
04 Jumbo - Ed ora corri
05 Jumbo - La strada che porta al fiume
06 Talkin' con Massimo Villa
07 Alberto Camerini - Bambulè
08 Talkin' con Alberto Camerini
09 Alberto Camerini - Gli eroi della televisione
10 Talkin'
11 Simon Luca - Everybody's gotta drink another round with me
12 Talkin' con Enzo Gentile e Eugenio Finardi
13 Eugenio Finardi - Chai Phong
14 Talkin' con Eugenio Finardi & Alberto Camerini
15 Eugenio Finardi - Musica ribelle
16 Talkin' con Eugenio Finardi & Alberto Camerini
17 Eugenio Finardi - La radio
18 Alberto Camerini - Drugstore drug drivin' man

DISC 3 :

01 Talkin' con Alberto Camerini
02 Alberto Camerini - Sicurezza
03 Talkin' intro con C. Fucci e Majid Valcarenghi
04 Come le Foglie - Via Ludovico il Moro
05 Intro a Loro sanno dove
06 Claudio Fucci - Loro sanno dove
07 Claudio Fucci - La tua libertà
08 Intro a Incoscienza
09 Claudio Fucci & Come le Foglie - Incoscienza (con Yu Kung)
10 Intro a L'emigrato
11 Yu Kung - L'emigrato
12 Intro a Nina
13 Yu Kung - Nina
14 Intro a A un anarchico
15 Yu Kung - A un anarchico
17 Yu Kung e tutti - Stalingrado
18 Finale e saluti

 Anche questo post è a cura del nostro amico Frank-One e questa volta è una vera chicca, tanto che ho pensato meritasse un paio d'ore di lavoro per confezionare una cover con retro annesso. Io vi auguro buon ascolto e vi lascio nelle sapienti mani di Frank-One...

"(...), ho appena ritrovato questa piccola chicca e te la propongo per il nostro meraviglioso blog, ma andiamo con ordine... Maggio 2004: a From Genesis to Revelation, storica trasmissione di Radio Popolare, ospitiamo Claudio Fucci in occasione della ristampa in cd del suo unico album (che ad onor del vero era uscito ben prima). Si parla dei Come le Foglie e dei tempi nei quali suonavano assieme, così si prospetta la possibilità di un mega concerto nell'auditorium Demetrio Stratos, possibilità che si concretizza il 17 Dicembre 2004 grazie anche alla caparbietà dei due padroni di casa Renato Scuffietti e Matthias Scheller, ai quali va assolutamente tutta la mia gratitudine sia per la caparbietà nell'organizzazione dell'evento ma soprattutto per avermi fatto dono dell'intero concerto. Da citare anche il fattivo impegno di Claudio Fucci sia nel reperire gli artisti sia nell'organizzazione della parte tecnica. Non credo di dovermi dilungare ulteriormente, faccio solo presente che Ricky Gianco sarebbe dovuto venire assieme a Gianfranco Manfredi ed al fratello di lui Roberto, ma essendosi ammalato pochi giorni prima, è intervenuto solo telefonicamente, e di conseguenza anche i fratelli Manfredi hanno preferito declinare l'invito. Invece Eugenio Finardi era impegnato in un altro contesto, ma avendo promesso di intervenire ha mantenuto la parola data arrivando circa a metà concerto. Per il resto posso dire che mi rimane il ricordo di una bellissima serata, con una commistione tra spettatori, l'auditorium tiene al massimo 100 persone, ed artisti, con alcuni di questi veramente emozionati in quanto tornavano a suonare dopo tanti tanti tanti anni. Ho voluto proporre il concerto nella sua interezza, benchè come nello spirito di Radio Popolare ci siano state molte parole, ma credo che a volte anche queste possano donare magie a volte irraggiungibili. Non voglio rubare altro spazio, ecco i link dei 3 CD. Buon ascolto e soprattutto  
BUONA SALUTE A VOI TUTTI. FRANK-ONE"


LINK CD 1
LINK CD 2
LINK CD 3

Post by Frank-One & Captain, Art by Captain. 
Thank you very much to Matthias, Renato and Radio Popolare

P.S. - La fretta è foriera di errori, grazie alla segnalazione di Frank-One ho corretto gli errori nelle cover (spero non me ne voglia Matthias per aver storpiato il suo cognome). Qui sotto trovate un link con l'art definitiva.

LINK Correct art
 

domenica 23 novembre 2014

Come le Foglie- 1998 - Same (Registrazioni studio e live del 1972)

TRACKLIST :

01. Incoscienza
02. Via Ludovico Il Moro
03. Gli Ombrelli Di Volterra
04. L'emigrato
05. Alisei
06. Felicità
07. Hydra
08. Amalfi
09. Finale
10. La Farfalla
11. La Battaglia Di Marignano
12. Zerbo (Pronto In Tasca)
13. Il Castello Di Nogarola

Innanzitutto, è doveroso ringraziare chi ha condiviso con tutti noi questo bell'album, ormai fuori catalogo da tempo, in stile "west coast all'italiana". Sto parlando, per quanto riguarda questo post ed altri che seguiranno, dell'amico Vlad Tepes del blog Isle Full of Noises, un'isola felice nel mare magnum del web che vi invito caldamente a visitare.

Così su Italianprog (al link, come sempre, l'intero esaustivo articolo di Augusto Croce): "Mentre la maggior parte degli artisti italiani degli anni '60 e 70 trassero la loro ispirazione dai gruppi inglesi, ci furono anche gruppi maggiormente attratti dalle sonorità della West Coast. Come Le Foglie (...) vennero particolarmente influenzati da un suono di ispirazione americana basato su chitarre acustiche e armonie a più voci. Il trio vene formato a Milano intorno al 1968 (...). All'inizio degli anni '70 il trio cominciò ad elaborare un proprio suono, spesso con l'aiuto di musicisti esterni ma sempre mantenendo il loro stile americaneggiante. (...). Come Le Foglie (...) ebbero la possibilità di aprire i concerti di importanti artisti italiani ed esteri come Osanna, PFM, Banco, Franco Battiato, Alan Sorrenti, Curved Air. Ovviamente molte case discografiche si interessarono a loro, che registrarono molto materiale demo, ma i loro atteggiamenti senza compromessi gli negarono ogni possibilità di ottenere un contratto (...). Il gruppo si sciolse alla metà degli anni '70, e purtroppo molte registrazioni in studio mai incise su LP sono andate perse. Un CD, comprendente alcuni demo del 1972, è stato realizzato nel 1998 dall'etichetta Giallo; sono compresi anche alcuni brani live dello stesso anno, ma con una peggiore qualità audio, e il disco può dare un'idea approssimativa di come suonasse questo gruppo. (...). Nel 2010 i tre musicisti originali hanno realizzato un CD dal titolo Aliante, con la collaborazione del vecchio amico Claudio Fucci, contenente 9 nuove registrazioni e 7 brani tratti da vecchi demo."

Come Le Foglie :

Giancarlo Galli (voce, chitarra)
Claudio Lugli (voce, chitarra)
Attilio Zanchi (basso, voce)

 LINK

Post by Captain & Vlad Tepes (thank you, friend)