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martedì 28 aprile 2026

Franco Battiato - Juri Camisasca - Osage Tribe - La Convenzione (CD compilation, 2002)


TRACKLIST:

01. Franco Battiato – La Convenzione -3:36
02. Franco Battiato – Paranoia - 4:07
03. Franco Battiato – Stranizza d'ammuri - 3:23
04. Juri Camisasca – La musica muore - 3:07
05. Juri Camisasca – Himalaya - 4:58
06. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 1° parte - 3:49
07. Juri Camisasca – Il Regno dell'Eden, 2° parte - 5:50
08. Juri Camisasca – Galantuomo - 4:41
09. Osage Tribe – Crazy Horse - 3:46
10. Franco Battiato – La Convenzione (1997 version) - 3:10

Centinaia di anni fa l'uomo viveva sulla terra

Avevo citato questa compilation in occasione del post dedicato agli Osage Tribe. Visto che non è ancora presente nel catalogo della Stratosfera ho pensato di colmare il vuoto, anche perché si tratta di un'ottima raccolta. il CD, pubblicato nel 2002 dalla label D'Autore, venne ristampato alcune volte nel corso del tempo (2005, 2006, 2012): la ristampa sicuramente più "curiosa" è quella del 2006 (etichetta Azzurra Musica) dove il CD assume un nuovo titolo, ovvero "Superissimi - Gli eroi del Juke Box" con diversa copertina, decisamente poco entusiasmante, sia come titolo che come grafica.


Accompagnano Franco Battiato altri due eroi della storica Bla Bla Records, Juri Camisasca e gli Osage Tribe. Battiato è presente con 4 brani: la riproposta del 45 giri La Convenzion / Paranoia del 1972, una new version del 1997 de La Convenzione e Stranizza d'ammuri. Chissà come doveva apparire lontano e quasi irraggiungibile nel 1972  l'anno 2000, quando Battiato ipotizzava la sua famosa "convenzione". Tra l'altro entrambi i brani (Paranoia e La Convenzione) vennero riproposti dal vivo da Battiato in occasione di un paio di tour. La parte del leone la gioca però Juri Camisasca, con 5 tracce tratte da alcuni singoli anni '70 e dal suo primo LP del 1974 "La finestra dentro". Dulcis in fundo gli Osage Tribe, a cui abbiamo da poco dedicato un lungo post, con "Crazy Horse", uno strumentale pubblicato come lato B del 45 giri "Prehistoric Sound" del 1972. Di seguito le copertine dei singoli anni '70. 
E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto.






Post by George

sabato 8 novembre 2025

Aton's - Two Pieces from 1991 & 2002

 

    Un bel lavoro a quattro mani, cosa che accade sovente su questo blog, tra il sottoscritto e il nostro collaboratore Roberto, col fine di portare alla ribalta gli Aton's, una ottima band di new progressive rock che ha preso il nome da una antica divinità egizia. La loro storia risale addirittura agli ani '70, per la precisione al 1977. Wikipedia presenta una biografia molto accurata del gruppo torinese, tant'é che mi viene da pensare che sia stata scritta da un componente della band. Salto le origini (vi invito però a leggere la biografia completa qui) per passare direttamente alla metà degli anni '80. Risale al 1983 la registrazione del primo singolo (Ore tre / Sogni), mentre nel 1986 venne registrato "H", un disco che vide la luce solo nel 1992 grazie alla Mellow. Il 1989 segna l'uscita del primo album ufficiale, "A.I.2984", con cui di fatto la band cominciò ad essere apprezzata nell'ambiente progressive internazionale. L'esperienza fu positiva e nel 1989 il gruppo iniziò a registrare il secondo album, "Caccia Grossa", che uscì nel 1991 per l'etichetta fiorentina  Contempo Records. Il disco, pubblicato anche in versione CD, riscosse un notevole successo nell'ambiente prog al punto da venire ristampato in Giappone ed in Corea e recensito positivamente da molte riviste specializzate internazionali. Del brano Buio fu prodotto un videoclip che più volte fu programmato su MTV. E qui ci fermiamo per passare al primo ascolto.

Gli Aton's in quartetto

Aton's - Caccia grossa (CD, 1991) - archivio Roberto


TRACKLIST:

1. Maggio di Sant'Elena (6:33)
2. Caccia grossa (4:55)
3. Ombre di musica (4:43)
4. La torre tradita (7:35)
5. Sinfonia n°2 per tastiere MIDI, batteria, basso e chitarra più o meno distorta (12:44)
6. L'appuntamento (3:37)
7. Buio (6:43)


FORMAZIONE:

Pietro Ratto - voce, chitarra, tastiere
Vito Frallonardo - basso
Massimo Trasente - batteria, percussioni, octapad


Ringrazio ancora una volta l'amico Roberto per avermi inviato i file di questo album. Formazione "ridotta" a trio (inizialmente era un quintetto poi un quartetto), con nell'organico un eccellente polistrumentisti come Pietro Ratto (co-fondatore della band) per procedere alla registrazione di questa ottima seconda prova dal titolo "Caccia grossa". I sette brami di cui è composto l'album risentono delle influenze del progressive degli anni '70 e '80, ma vanno oltre la semplice riproposta, provvedendo invece alla rielaborazione dei suoni con gusto e originalità. La "Sinfonia n. 2" (track 6) è un piccolo capolavoro che ben riassume le qualità tecniche dei tre musicisti, Un plauso va anche alla voce di Pietro Ratto, molto intensa ed espressiva. Decisamente un'ottima prova che ben fotografa i suoni degli Aton's ai loro (quasi) esordi discografici.

Aton's - Capolinea (2002, CD) - archivio George


TRACKLIST:

01. Introduzione - Star
02. La fanciulla e l'albero
03. Oltre me
04. All'ingresso
05. Il fratello
06. Capolinea
07. Come me
08. Sonata
09. Sempre solo

Bonus track
10. Canzone per un'amica (dalla compilation "Zarathustra Revenge", 1997)


FORMAZIONE:

Pietro Ratto - voce, chitarra, tastiere
Vito Frallonardo - basso
Riccardo Lombardo - batteria


L'album "Capolinea" (che proviene dai miei archivi, venne pubblicato postumo, nel 2002, dall'etichetta Musea, dal momento che il gruppo si era sciolto nel 1999 dopo quasi 25 anni di onorata attività. I brani vennero registrati tra il 1997 e il 1998. "Capolinea", lo dice il nome stesso, fu l'ultimo album in assoluto della band torinese. Pietro Ratto, subito dopo lo scioglimento, iniziò una interessante carriera solista. Le sonorità di quest'ultima prova discografica risentirono dell'evoluzione stilistica avvenuta all'interno della band nel corso degli anni e delle delle registrazioni degli altri due album (1994 e 1996): un suono più aggressivo, la linea del basso decisamente più potente, così come è potente il drumming del nuovo batterista, l'inserimento di suoni intriganti come l'organo di chiesa (posto in apertura dell'album). Insomma un'altra grande prova che avrebbe richiesto un seguito, magari un bel live. Infine ho inserito una bonus track: forse qualcuno si ricorderà che gli Aton's erano presenti nella compilation "Zarathustra Revenge" pubblicata in formato 4 CD nel 1997, con la cover di "Canzone per un'amica" scritta da Francesco Guccini e portata al successo sia da Guccini stesso che dai Nomadi. E' tutto. Qui si conclude il nostro post. Mi auguro che gli Aton's possano trovare il vostro apprezzamento. Ci sentiamo nei commenti, se volete. 
Buon ascolto. 

Pietro Ratto

LINK Caccia grossa (1991)
LINK Capolinea (2002)

Post by Roberto & George

lunedì 28 aprile 2025

Franco Battiato - "Ferro Battuto Tour" live al Castello di Donnafugata (RG), 14.06.2002 - RE-POS & RE-LOAD (post originale 7 giugno 2017)


TRACKLIST:

01 - Il cielo in una stanza
02 - Strani giorni
03 - Il cammino interminabile
04 - Shock in my town
05 - Il mantello e la spiga
06 - La canzone dell'amore perduto
07 - Ruby Tuesday
08 - La cura
09 - Bacterium
10 - E ti vengo a cercare
11 - La stagione dell'amore
12 - Nomadi
13 - Voglio vederti danzare
14 - L'era del cinghiale bianco
15 - Cuccuruccucu
16 - Stranizza d'amuri
17 - L'animale
18 - Gli uccelli
19 - Sarcofagia
20 - I treni di Tozeur
21 - Centro di gravità permanente


Come richiesto da un nostro amico argentino che evidentemente - e lo ringrazio - segue il nostro blog, ecco il re-post e il conseguente nuovo upload di questo ottimo concerto di Franco Battiato. Grazie anche al nostro collaboratore Cimabue per avermi inviato i file che non riuscivo più a trovare. Il post originale, risalente al 7 giugno 2017 (cliccate qui per rileggere la recensione) era stato realizzato da Antonio LM con l'aiuto del Capitano e inserito nella serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 58 (Serie "Bootleg" n. 242). Franco Battiato, allora impegnato nel "Ferro Battuto Tour" propose al pubblico presente al Castello di Donnafugata ben 21 brani, accompagnato dai musicisti che trovate di seguito elencati.


Per chi se lo fosse perso a suo tempo, ecco una buona occasione per riascoltare il nostro Franco Battiato in forma assolutamente smagliante. Ne approfitto per informarvi che è in fase di preparazione il repost (ma a questo punto direi un post nuovo di zecca) dedicato agli Anawim (peraltro richiesto da alcuni amici della Stratosfera) . Con questo è tutto. Vi auguro buon ascolto.



Re-post & Re-load by George

venerdì 22 novembre 2024

Le Antologie della Stratosfera vol. 52 - Periferia del Mondo - Opera Omnia (part 1)

 

BREVE PREMESSA

Periferia del Mondo è una tra le più luminose espressioni musicali dell'ultimo ventennio. Gruppo da me particolarmente apprezzato e amato, ahimé ancora assente sulla Stratosfera, merita sicuramente di vedersi rappresentato anche sulle nostre pagine. Questo articolato e corposo post è frutto di un lavoro a 6 mani, dimostrazione - se mai ce ne fosse ancora bisogno - della vitalità del sito e della passione che accomuna e unisce amici e collaboratori. Le sei mani sono le mie e quelle degli storici amici Osel e Adix (il cui contributo lo vedremo nella seconda parte). Ripercorrerò in poche righe (non voglio rischiare di venire definito "accademico") una essenziale biografia del gruppo lasciando il più ampio spazio possibile agli album e ai concerti live.
La prima parte sarà dedicata ai primi tre album in studio (periodo 1999-2006), mentre nella prossima puntata prenderemo in esame l'ultima prova in studio (2013) e le performance live inserite in alcune compilation. Sarà un lungo viaggio attraverso l'opera omnia (termine utilizzato in campo letterario ma da me esteso in quello musicale) del gruppo romano. 


CONOSCIAMO LA PERIFERIA DEL MONDO

Periferia del Mondo è conosciuta al largo pubblico soprattutto per la presenza nell'organico del sassofonista Alessandro Papotto e del suo ingresso nel 1999 in una storica formazione quale il Banco del Mutuo Soccorso. La storia musicale della band inizia però qualche anno prima, nel 1996 a Roma, per opera del già citato Alessandro Papotto insieme al chitarrista  Giovanni Tommasi e al bassista Claudio Braico. Ad essi si sono presto uniti il ​​batterista Tony Zito e il tastierista Bruno Vegliante. Questa formazione rimarrà invariata negli anni successivi. Papotto fin da ragazzo ha dichiarato di essere un grande ammiratore del Banco del Mutuo Soccorso e le musiche della Periferia del Mondo risentono di una certa contaminazione con il gruppo di riferimento. Almeno agli esordi. Più in generale il loro background si rifà ai grandi mostri sacri del prog britannico e italiano. Il distinguo è dato dalla presenza del sax di Papotto che introduce elementi jazz nel complesso sound del gruppo. 


A proposito della nascita di Periferia del Mondo vi propongo una parte della lunga intervista rilasciata da Alessandro Papotto  a Gianluca Livi e pubblicata sul sito "Artists and Bands" nel marzo 2015.
"Periferia Del Mondo è un progetto nato nel 1994 e ancora oggi attivo (siamo nel 2015) dopo venti anni di lavoro. La passione che io e i miei amici abbiamo dedicato a questa band non sempre ha avuto come riscontro dei risultati soddisfacenti. Però posso dire con convinzione che l'apertura della seconda serata alla prima edizione assoluta del Prog Exhibition ci ha dato una grande carica e una forza notevole, tanto che il periodo di stanca seguito alla pubblicazione del nostro terzo disco con Electromantic, si è trasformato in un periodo di grande creatività sfociato nella pubblicazione di "Nel regno dei ciechi" per la Aereostella Ricordo molto bene l'emozione provata alle prime note di synth de "L'infedele" quella sera, e la gioia nel vedere la gente accorrere e riempire l'enorme Tendastrisce di Roma per ascoltarci. Dopo quella meravigliosa serata condivisa con il Banco, con la PFM, e con tanti altri mostri sacri del Progressive, Iaia De Capitani ci ha dato coraggio e ci ha spronato a continuare a scrivere. Inoltre Franz Di Cioccio ci ha supportato dandoci alcuni preziosi consigli sui nuovi brani". (NDR - nella puntata n. 2 ascolteremo il set della Periferia del Mondo al Prog Exhibition 2010).


Papotto e Zito li troviamo anche nella prima formazione del Nodo Gordiano, dove realizzano l'omonimo primo album nel 1999 (già postato sulla Stratosfera qui). Papotto, instancabile e onnipresente, insieme alla Periferia del Mondo realizza l'esordio discografico, sempre nel 1999 (anno ricco mi ci ficco!!) con l'album "In ogni luogo, in ogni tempo", edito dall'etichetta Akarma. Nel 1999 esce la versione in vinile (33 giri + 45 giri con due brani) mentre nel 2000 quella in CD. 

Periferia del Mondo - In ogni luogo, in ogni tempo 
(CD version, 2000) - from George archives


TRACKLIST:

01. L'infedele - 8:10
02. Ladro - 4:03
03. Leave Your Daily - 4:57
04. I Bless The Night - 6:26
05. Meltèmi - 10:08
06. In ogni luogo, in ogni tempo - 6:38
07. Brand-Y - 6:03
08. The Ghost In The Shell - 11:57


FORMAZIONE:

Max G.B. Tommasi - chitarra elettrica, chitarra acustica
Claudio Braico - basso
Tony Zito - batteria
Bruno Vegliante - synth, tastiere
Alessandro Papotto - voce, sax contralto, sax tenore, clarinetto, flauto, Yamaha DX7, effetti

Ospiti:
Francesco Di Giacomo (BMS) - voce in track 1
Rodolfo Maltese (BMS) - chitarra elettrica, synth in track 1
Stefania Mastrogiovanni - soprano in track 1
Tiziana Crucianni - voce i track 4
Alberto D'Annibale - violino in track 7
: 

L'album di esordio, caratterizzato da una bellissima copertina, vede la partecipazione di alcuni ospiti illustri tra cui Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco del Mutuo Soccorso entrambi presenti nel brano di apertura, "L'infedele". La collaborazione di Papotto con il Banco è appena iniziata e queste due presenze nel disco della Periferia del Mondo non sono casuali. Il brano si sviluppa tra sonorità elettriche (la sezione iniziale così come quella finale richiamano da vicino gli Area) e acustiche, giocate sui suoni di chitarre e flauto su cui si inserisce l'inconfondibile voce di Francesco Di Giacomo. Alcune tracce richiamano, in molti momenti, il prog degli Indaco, gruppo fondato da Rodolfo Maltese che vide l'apporto dello stesso Papotto. Insomma, un grande esordio che lasciava aperto il campo ad ampie speranze. 


Dopo la pubblicazione del debut album,. il gruppo intraprende una serie di tour sia in Italia che all'estero dove affina e migliora ulteriormente l'abilitò tecnica. Ritornati in sala di registrazione, i cinque musicisti mettono a punto il secondo album, "Un milione di voci", che viene pubblicato, ancora dalla Akarma, nel 2002 in versione doppio LP e CD. Papotto, nel frattempo, si divide tra Periferia del Mondo e Banco del Mutuo Soccorso. Ecco ancora una parte dell'intervista pubblicata su "Artists and Bands" in cui Papotto racconta del suo ingresso nel Banco.

Domanda - "Dal 1999, in qualità di polistrumentista (sassofoni, clarinetti, flauti, percussioni e cori), sei entrato stabilmente nel Banco del Mutuo Soccorso con il quale - oltre ad esserti esibito in Italia e all'estero (segnatamente Europa, Canada, Stati Uniti, Centro e Sud America, Giappone), hai pubblicato 6 dischi, tra cui il recente "Un'idea che non puoi fermare". So che sarà difficile, ma puoi sintetizzarci in poche righe la tua esperienza con questo storico gruppo del prog italiano?"
 -
Risposta di Papotto - "La mia storia personale nel Banco del Mutuo Soccorso inizia da fan accanito di questa band storica. Seguono le prime collaborazioni musicali con Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo, io con gli Indaco e loro con Periferia Del Mondo, e poi la telefonata di Vittorio Nocenzi che mi chiede di partecipare alla prima esecuzione integrale di “Darwin” al Teatro Morlacchi di Perugia per la Sagra Musicale Umbra edizione 1999. Dopo quel concerto memorabile entro a far parte della band in maniera stabile e vivo con loro una prima serie di concerti bellissimi, in giro per l’Italia ma anche all’estero dove il Banco viene letteralmente osannato, sia in versione acustica, sia con la band al completo in versione elettrica. Da semplice fan ero diventato un componente di una band storica che avevo amato sin da quando ero un ragazzo. Ma la cosa che mi ha reso più felice era il rapporto con Vittorio, Francesco e Rodolfo che nel frattempo si è trasformato ed è diventato una bella amicizia. 

Alessandro Papotto con Francesco Di Giacomo

Poi le pubblicazioni dal vivo: per il trentennale, per la nuova esecuzione integrale di Darwin, per il Prog Exhibition e ora per “Un idea che non puoi fermare” che purtroppo rimanda alla recente scomparsa di Francesco Di Giacomo (NDR - 21 febbraio 2014).  Su questo argomento, ancora molto delicato per me, mi limito a dire che mi manca molto l’artista ma soprattutto mi manca l’uomo, un fratello maggiore che mi voleva bene e a cui ho voluto molto bene. Ancora oggi ricevo segni della sua stima e del suo affetto da parte di colleghi musicisti come il chitarrista Michele Ascolese (De Andrè, Branduardi, ecc.) che mi ha raccontato di come Francesco gli parlasse sempre in termini lusinghieri di me, e la cosa mi commuove e mi riempie di orgoglio. Sono cresciuto con le sue canzoni e sono felice di aver partecipato anche alla registrazione di alcuni brani ancora inediti scritti da Francesco e dal pianista Paolo Sentinelli. Sono delle canzoni splendide che Francesco ha registrato con Paolo durante la preparazione del loro spettacolo teatrale musicale “Cenerentola – La parte mancante” e che presto diventeranno una pubblicazione discografica".
Per una lettura dell'articolo nella sua integrità cliccate qui 

Periferia del Mondo - Un milione di voci 
(CD version, 2002) - from Osel archives


TRACKLIST:

01. Luci da un universo neonato - 1:29
02. Percezioni della memoria - 1:50
03. Un Borghese Piccolo Piccolo - 9:10
a) ClonAzione
b) Un nodo al pettine
c) Chiarezza
04. Incanti e perplessità - 5:03
05. Two As One - 3:21
06. EvaLunA - 4:19
07. Cercando la via - 3:38
08. Can Stop - 4:18
09. Espresso (parte 2) - 4:13
10. Immagine I 0:39
11Di foglie e di acqua - 3:51
12. Un milione di voci - 6:58
13. Monologo - 1:06
14. Io brucio - 8:16


FORMAZIONE:

Alessandro Papotto - voce e coro, sax contralto, tenore e soprano, clarinetti in Sib e Mib, flauti, shanay, didjeridoo, berimbao, percussioni, sintetizzatori, effetti sonori
Max GB Tommasi - chitarre elettriche, acustiche e classiche, effetti sonori
Claudio Braico - basso elettrico
Bruno Vegliante - sintetizzatori, organo, pianoforte e synth
Tony Zito - batteria e percussioni
Alberto D'Annibale - violino

Ospiti

Vittorio Nocenzi (Banco del Mutuo Soccorso) 
Mauro Pagani (ex PFM)
Luca Sapio (Area e Quintorigo)
Massimo Alviti (Indaco)
Alessandro Corsi (Il Balletto di Bronzo)



Ciò che colpisce fin dalle prime note è quanto sia cambiato il sound del gruppo nel giro di tre anni, spostandosi sul terreno del jazz rock e lasciandosi alle spalle la coperta del progressive che aveva caratterizzato l'opera prima. Un po' confuso e discontinuo, tra episodi jazzati, brevi pièce acustiche e sconfinamenti nel rock anni '70, il disco lascia intendere che la PDM è ancora alla ricerca di una sua precisa identità. Nonostante la presenza di ospiti illustri, tra cui Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso e l'ex PFM Mauro Pagani, l'album si  presenta un po' fiacco e in alcuni casi stancante. La voce di Papotto non aiuta sicuramente. Ovviamente questo mio personale giudizio non trova sempre concordi alcuni critici. Cito ad esempio quanto riportato sul sito "Movimenti Prog":

"Un milione di voci, secondo ed ottimo lavoro della Periferia Del Mondo è un bel bis dopo il felice esordio di tre anni fa. Il sestetto romano è ancora guidato dal fiatista/vocalist Alessandro Papotto, noto ai più per la sua presenza nell’organico del Banco Del Mutuo Soccorso, da un paio di anni a questa parte.
L’apertura è netta ed esplicativa: dopo l’antipasto tastieristico di “Luci da un universo neonato”, sono due le portate che subito denotano il sapore del PDM-sound. “Percezioni della memoria” e (soprattutto) la mini suite “Un borghese piccolo piccolo” invitano ad un ascolto attento, partecipe, incantando con un sound che idealmente nasce dall’incontro tra Arti & Mestieri e King Crimson (Wetton-era), con compattezza e concretezza, senza sbavature. Altra cosa importante, i vaghi sentori anni ’70 sono intelligentemente stemperati in un contesto “moderno”, amplificati, semmai, da un’invitante veste grafica e da un simpatico digipack, un vero e proprio “piccolo 33 giri". 

E' bello che i giudizi divergano. Cosa volete farci...Attendo anche i vostri commenti al riguardo.


Ricordo a questo punto che la Periferia del Mondo appare in due produzioni live: il CD "Omaggio a Demetrio Stratos" (2000, già postato sulla Stratosfera) e il DVD "Gouveia Art Rock 2004" registrato in Portogallo durante la loro esibizione al Gouveia Festival insieme ad altri gruppi e musicisti, Ne parleremo (e li ascolteremo) nella seconda parte. Giungiamo così al 2006 e alla pubblicazione del terzo album.

Periferia del Mondo - Perif3ria del Mondo 
(2006 - ristampato nel 2011) - from Osel archives


TRACKLIST:

01. Periferia del Mondo - 10:52
02. Oceani - 4:55
03. Suite Mediterranea - 8:37
a) Tra le terre
b) L'oracolo di Delfi
c) H.H. Blues
04. Chiaroscuro - 4:58
05. Come un gabbiano - 8:53
06. Alghe - 4:42
07. Synaesthesia - 6:25
08. Angeli infranti - 5:11

Bonus Tracks
09. Cartolina per il Giappone - 4:33
10. Piove sul mare - 3:04

Bonus Track (previously unreleased) - solo su ristampa 2011
11. Funkats - 4:52


FORMAZIONE:

Alessandro Papotto - voce, fiati, piano, percussioni
Giovanni Tommasi - chitarra
Claudio Braico - basso
Tony Zito - batteria
Bruno Vegliante - piano, tastiere


Il terzo album del quintetto romano (in queste registrazioni non è presente il violinista Alberto D'Annibale) venne pubblicato nel 2006 dall'etichetta torinese Electromantic Music, quella di Beppe Crovella degli Arti e Mestieri, e poi ristampato nel 2011 dalla Immaginifica-ARS con una bonus track inedita (presente nella nostra tracklist).  L'album segna il ritorno alle atmosfere e alle armonie  del primo album, con grandi tributi al progressive anni '70. Dopo lo sbandamento dell'album precedente, la PDM pare aver trovato la giusta strada. Il brano di apertura, con l'intro di batteria e il suo ritmo incalzante è già un ottimo preludio all'intero lavoro. "Oceani", che contiene un grande assolo di chitarra di Giovanni Tommasi, ci trasporta ad uno dei capolavori dell'album, la bellissima e articolata "Suite mediterranea" densa di atmosfera. della lunghezza di oltre 8 minuti, suddivisa in tre movimenti. Stupisce la presenza di "Synaesthesia", un hard rock anni '70 degno dei migliori Deep Purple. Invece delle tre bonus tracks potevamo farne decisamente a meno. Da dimenticare. Tutte le restanti tracce, con qualche eccezione come "Alghe" (a mio avviso il punto più basso dell'album) scorrono in modo fluido regalandoci un disco maturo e tutto sommato di buon livello.



Leggete qui di seguito cosa ne pensa Roberto Vanali con la sua recensione sul sito "Arlequins"

"PDM ci porta a capofitto nel terzo episodio di racconti dalla periferia di un mondo fatto di favole urbane talvolta minimali, talvolta assolute, in percorsi mediterranei e mitteleuropei giocati sui sentieri di un prog molto contaminato, spesso diluito in maniera omeopatica in grandi mari, musicalmente appartenenti ad altri mondi. Questo terzo lavoro è un opera di riflusso e di ritorno. Ritorno, innanzi tutto, a far musica come si deve, ben pensata, ben suonata e ben incisa. Ritorno a certi suoni che pensavamo perduti e che ci dimostrano come le piante seminate da Area, Banco, Perigeo e PFM riescano a dare ancora frutti di qualità. Ritorno a miscelare le sonorità italiane ed europee in maniera bilanciata, dove il momento alla Deep Purple non cozza con quello pescato da Ravel, dove un certo sapore per il folk non si scontra con l’apertura sinfonica o con il break di coinvolgente jazz-rock. Ritorno a fare un disco di grande sapore omogeneo partendo da radici estremamente eterotetiche."
Penso che sia sufficiente.


Bene, cari amici della Stratosfera, qui termina la prima parte della retrospettiva dedicata alla Periferia del Mondo. Appuntamento fra qualche giorno per la conclusione della nostra lunga maratona. 
Buon ascolto.

LINK In ogni luogo, in ogni tempo (2000)
LINK Un milione di voci (2002)
LINK Perif3ria del Mondo (2006 - ristampa 2011)

Post by George, Osel & Adix

sabato 2 dicembre 2023

Monjoie - The Beginning: Contravveleno (2002) & Il bacio di Polifemo (2004)

 

Dopo aver ascoltato un bel grande classico nel post precedente, riprendiamo con la ricerca e la presentazione di gruppi di nicchia, che definirei del sottobosco musicale italiano. Lo scenario nazionale è pieno zeppo di gruppi e musicisti di ottimo livello, alcuni decisamente originali e creativi, che fanno fatica ad emergere ed uscire dai circuiti circoscritti della loro regione di provenienza o poco di più. E' il caso dei Monjoie, una band originaria della Liguria che conoscevo solamente attraverso un album, il terzo della loro discografia, intitolato "Affetto e attrazione", pubblicato nel 2012 dall'etichetta Lizard. L'amico Osel, che continua a dare fondo ai suoi sterminati archivi (e per questo lo ringrazio), ci offre oggi l'opportunità di ascoltare i primi due album, che in ordine cronologico sono "Contravveleno" del 2002 e "Il bacio di Polifemo" del 2004. Come vedete sono trascorsi ben otto anni prima di pubblicare il terzo lavoro. Ma chi sono i Monjoie? Forse è bene spendere qualche parola per fare la loro conoscenza.


Innanzitutto potrebbe incuriosirci il nome: si pronuncia "Monjwa" ed era il grido di battaglia dei cavalieri Franchi, nel Medioevo, che significa "all'attacco!". Si formano in Liguria (se non sbaglio a Loano, nei pressi di Savona) sul finire del 1999 con l'obiettivo di riuscire a fondere le varie suggestioni, musicali e non, che ogni membro apporta, in una “forma canzone” in cui il testo assume particolare importanza. Il suono che propongono i Monjoie è una miscela di musica etnica, con riflessi mediorientali e indiani, musica medievale europea, canzoni d’autore, musica acustica anni ’70. Musiche che si sposano a una loro idea di “pop” per creare un suono contemporaneo originale e volutamente difficile da etichettare. I fondatori sono Alessandro Brocchi (voce, chitarre, tampura), Valter Rosa (chitarre, bouzuki), Alessandro Mazzitelli (tastiere, sintetizzatori, programmazione), Roberto Rosa (basso), Nicola Immordino (batteria, djembe). ) e Davide Baglietto (tabla, derbouka, sonagli, tiktiri). Già solo l'uso di strumenti etnici conferma la miscela sonora che abbiamo sopradescritto. Il loro primo album vede la luce nel 2002.

Monjoie - 2002 - Contravveleno


TRACKLIST:

01. Gayatri (Mantra) (2:52)
02. Lungo il corso di un fiume (6:07)
03. Genziane (5:22)
04. Daubhi (5:34)
05. Spazi e tempi di un eterno mutare (5:14)
06. Come le nuvole d'estate (5:36)
07. Segni forieri (4:28)
08. Il canto dell'ombra (4:22)
09. Nelle rughe della Luna (6:19)
10. L'attesa (4:31)
11. Sante Nicholas (1:31)
12. Contravveleno (7:57)


FORMAZIONE

Alessandro Brocchi / voce, chitarre, tampura
Valter Rosa / chitarre, bouzuki
Alessandro Mazzitelli / tastiere, synth
Roberto Rosa / basso
Nicola Immordino / batteria, djembe
Davide Baglietto / tabla, derbouka, sonagli, tiktiri


Il primo disco è autoprodotto e contiene 12 tracce per una durata totale di circa 60 minuti. Sono molto marcati i richiami all'oriente e alla musica etnica mediterranea più in generale. Scopriamo sei ottimi strumentisti, dotati di grande tecnica. L'album , per essere quello di esordio, è tutt'altro che ingenuo o discontinuo: unica pecca - ma questo è un mio personale giudizio - la voce solista di Alessandro Brocchi, piuttosto noiosa e monocorde. Le coralità sono al contrario impagabili: un brano come "Sante Nicholas" o come il conclusivo "Contravveleno" vanno direttamente nell'empireo. Una prova d'esordio nel segno della positività, che va ascoltata almeno due volte prima di esprimere un giudizio. Grazie Osel per averci fatto scoprire questa piccola gemma. Le 12 sono state registrare e mixate da Alessandro Mazzitelli presso il Punto d'Incontro Italo Calvino di Loano e l'AM Home Studio, sempre di Loano (SV). Due anni dopo uscirà il secondo album intitolato "Il bacio di Polifemo".

Monjoie - 2004 - Il bacio di Polifemo


TRACKLIST:

01. In cerca di una dimora per la notte (3:51)
02. Il cortile delle ortiche (6:06)
03. Incerto albeggiare (6:24)
04. Le inside del cammino a ritroso (3:22)
05. Viaggio all'interno (4:23)
06. Nazarè (4:59)
07. Il bacio di Polifemo (4:41)
08. Douce Debonnaire (5:12)
09. The Martyred Earth (5:11)
10. Le leggi del vuoto (5:07)
11. Asatoma (4:07)
12. Postura arida (5:43)
13. Ardesia (4:54)


FORMAZIONE:

Alessandro Brocchi / voce, chitarre, tampura
Valter Rosa / chitarre, bouzuki
Alessandro Mazzitelli / tastiere, synth
Roberto Rosa / basso
- Nicola Immordino / batteria, djembe
- Davide Baglietto / tabla, derbouka, sonagli, tiktiri


Il secondo album non smentisce la direzione musicale intrapresa dalla band con la prova precedente. La formazione è immutata così come la miscela di folk, etno, rock. I Monjoie, sia in studio che dal vivo (YouTube propone alcuni video di esibizioni live) si confermano solidi e determinati. Bellissimi gli arpeggi di chitarra acustica che aprono le prime tracce, ad iniziare dalla prima, la delicata "In cerca di una dimora per la notte". Questa volta il sestetto ha trovato un'etichetta discografica che cura la pubblicazione dell'album: si tratta della Erthnoworld (non a caso). Gli interventi vocali di Brocchi sono migliorati e appare anche un brano strumentale, tra i vertici del disco (Nazarè)
I Monjoie proseguiranno, seppur col contagocce, la loro produzione discografica nel corso degli anni a seguire. Nel 2012 vedremo il già citato "Affetto e attrazione", che segna il nuovo contratto con la Lizard, nonché la svolta elettrica per quanto riguarda i suoni.. A questo proposito cercate sul tubo la versione live di "Civilizzazione" e ne avrete la prova. A seguire, sempre per la Lizard, nel 2018 esce "And In Thy Heart Inurn Me", nel 2020 "Love Sells Poor Bliss For Proud Despair" e nel 2022 "Tanto tempo fa prima del caos". Abbiamo così concluso questo assaggio dei Monjoie.. Ditemi anche voi cosa ne pensate. Un ultimo ringraziamento a Osel e a voi l'augurio di un buon ascolto. 



LINK Contravveleno (2002)
LINK Il bacio di Polifemo (2004)

Post by George - Music by Osel