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giovedì 16 febbraio 2023

Addio ad Alberto Radius (1942-2023 - R.I.P.)


E dai che ci risiamo. Ennesimo lutto nel mondo della musica italiana. Poche ore fa ci ha lasciati Alberto Radius, chitarrista e produttore. Aveva 80 anni. La notizia  è stata data dalla famiglia con un testo diffuso anche sulla pagina Alberto Radius Fans Club di Facebook: «È con profondo dolore e tristezza che la famiglia del Maestro Alberto Radius condivide la notizia della sua scomparsa. Dopo una lunga malattia, si è spento serenamente, accanto ai suoi affetti più cari. La famiglia del maestro Radius chiede, in questo difficile momento, che sia rispettata la privacy che lo ha sempre contraddistinto». 
L'ultima apparizione di Radius è stata al Festival di Sanremo del 2021 con i Coma Cose nella serata delle cover. Oggi il duo lo ricorda con una foto tra le storie di Instagram e un messaggio: «Se ne va un grande musicista e una splendida persona. Ci lasci una grande eredità, la tua musica continuerà sempre a risuonare nel cuore di chi l'ascolterà».


La Stratosfera ha nel suo catalogo la maggior parte degli album con Alberto Radius protagonista, da quelli solisti a quelli registrati con la Formula Tre e Il Volo. Noi faremo come sempre: lo ricorderemo ascoltando la sua musica. Il nostro caro amico Frank-One (perdonami l'anticipazione) è in attesa di ricevere una vera e propria chicca che condividerà con noi. Qualche giorno di attesa e ci saremo.
Intanto un grande abbraccio virtuale ad Alberto da tutto il team della Stratosfera.


Post by George

martedì 2 ottobre 2018

Serie "Bootleg" n. 280 bis - Premiata Forneria Marconi - Celebration Day 2007 - Addendum


Ecco un piccolo addendum al magnifico post dell'amico Ilario dedicato alla PFM, impegnata a celebrare i suoi 35 anni di attività al Rolling Stone di Milano il 14 novembre 2007. Questa integrazione, ad uso esclusivo dei completisti, non ha nessuna pretesa e anche la qualità sonora è piuttosto scarsa. Nulla a che vedere con l'ottima registrazione del concerto di Ilario, trasmesso da Rock TV. Questa è una registrazione amatoriale che avevo su un mio bootleg (lo voglio chiarire fin da subito, visto che si è appena concluso un dibattito sulla qualità sonora dei bootleg). Il mini post consiste in soli quattro brani non presenti nella scaletta di Ilario e non trasmessi dalla sopracitata emittente televisiva. 


TRACKLIST:

01. I Quelli - Per vivere insieme
02. I Quelli - Tornare bambino
03. PFM - L'isola di niente
04. PFM - Il pescatore


I primi due brani non necessitano di presentazioni. Si tratta di due storici successi de I Quelli. Segue una torrida versione de L'isola di niente, per concludere con Il pescatore di Fabrizio De André. Le immagini di questo mini post sono quelle rese disponibili dall'amico Ilario.  Chissà che in futuro non salti fuori qualche altro brano tratto da questo concerto. Siamo fiduciosi.
Un saluto a tutti.


 
Mini post by George

sabato 29 settembre 2018

Serie "Bootleg" n. 280 - Premiata Forneria Marconi - Celebration Day 2007


TRACKLIST :

01 Introduzione
02 Una bambolina che fa no no no
03 What I'd Say
04 '21st Century Schizoid Man'
05 La luna nuova
06 Il Banchetto
07 DJ Variations
08 Maestro della voce
09 La rivoluzione
10 Impressioni di Settembre
11 Celebration (Gran Finale)


Condivido un contributo dell'amico di vecchia data Ilario, che ringrazio anche per la bella galleria di foto della serata, che troverete nella cartella del bootleg (una piccola parte la trovate in fondo al post). Grazie anche a questi contributi la serie "Bootleg" si sta gloriosamente avvicinando all'incredibile traguardo delle 300 candeline (...). Lasciando la parola allo stesso Ilario, auguro a tutti buon ascolto. From Capt with love.


Caro Robi, Quest'estate ho ritrovato un vecchio nastro VHS in condizioni a dir poco pessime, comunque, senza perdere coraggio ho provato a recuperarlo. Dopo averlo smontato e dopo diversi tentativi sono riuscito ad ottenere un risultato a mio parere abbastanza soddisfacente. Il filmato contiene un concerto della PFM in occasione del Celebration Day ''35 anni discografici'' del 14 novembre 2007 tenuto in quel di Milano al Rolling Stone. Parte del concerto era già uscita su CD, ma la parte interessante del filmato, riguarda la prima parte del concerto, dove salgono sul palco i ''vecchi'' compagni di Di Cioccio e company, quando erano ancora I Quelli, quindi, i vari: Pino Favaloro, Giorgio Piazza, Alberto Radius e l'incontenibile Teo Teocoli. Purtroppo la parte dedicata ai Quelli consta di soli due brani, che sono: Una bambolina che fa no no no e What I'd Say di Ray Charles interpretata da Teo Teocoli. Da questo nastro ho ricavato il sonoro del concerto, purtroppo non trasmesso per intero dalla allora: ROCK TV. Dopo questa premessa spero di fare cosa gradita a te e a tutti gli amici della Stratosfera, inviandotelo. Manderei anche il filmato, ma non so se sono capace (e qui chiediamo l'aiuto dei nostri lettori: chi può aiutare Ilario si esprima gentilmente nei commenti, grazie. Nota finale del Capitan).

I Quelli

Galleria fotografica
 

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Post by Ilario with a little Captain's touch

martedì 31 dicembre 2013

Quelli - 1969/1970

Il 1969 è l'anno del loro unico LP, che contiene tra le altre una cover di "Hush" dei Deep Purple e "Pensieri", cover di "The thoughts of Emerlist Davjack" dei Nice (scelta questa che fa presagire i futuri sviluppi progressive). Nel frattempo Mussida, Di Cioccio, Premoli e Piazza hanno anche iniziato un'attività di session man negli studi Ricordi, partecipando alle incisioni di altri artisti come Lucio Battisti (in quasi tutta la sua produzione a partire dal 1969), Mina, Adriano Celentano e Fabrizio De André (nella realizzazione del suo album La buona novella).



1. Dici (Dizzy by Tommy Roe)
2. Marilù
3. Nuvole Gialle
4. Lacrime E Pioggia (Rain And Tears by Aphrodite's Child)
5.
Mi Sentivo Strano
6. Tornare Bambino (Hole In My Shoe by Traffic)
7. Pensieri
8. Sigillato Con Un Bacio
9.Hush (Hush by Joe South, Deep Purple)
10. 15 Anni
11. Hip Hip Hurrà (1-2-3 Red Light by 1910 Fruitgum Co.)
12. Questa Città Senza Te (Even The Bad Times Are Good by Tremeloes)




- Franz Di Cioccio / drums
- Franco Mussida / guitar
- Pino Favarolo / guitar
- Tony Gesualdi / bass
- Teo Teocoli / voice
- Alberto Radius / guitar, voice
- Giorgio Piazza / bass




Pino Favaloro, meno dotato tecnicamente, abbandona i Quelli dopo la pubblicazione del 45 giri "Dici".

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I restanti quattro pubblicano ancora un singolo agli inizi del 1970, "Dietro al sole", dopodiché Di Cioccio, per agevolare la risoluzione di un contratto discografico, viene "prestato" all'Equipe 84, con cui incide due album ed alcuni 45 giri nello spazio di due anni. Mantiene però i contatti con i vecchi compagni, con cui continua l'attività di session man, e con cui si avvicina al rock-progressive.

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Incidono un 45 giri con il nuovo nome di Krel, con scarsi esiti commerciali. Passati quindi alla Numero Uno di Mogol e Lucio Battisti, dopo che nel 1971 al gruppo si era unito Mauro Pagani, violinista e flautista proveniente dai Dalton (che prima ancora aveva suonato nei JB Club) cambiano il nome in Premiata Forneria Marconi: il suono del gruppo si modificò lasciando più spazio ai virtuosismi e agli arrangiamenti acustici. La conduzione del gruppo era atipica per la musica italiana di fine anni Sessanta: I Quelli non avevano un vero e proprio front-man e la loro scelta musicale era molto lontana dal ballabile di moda in quegli anni.

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Il 14 novembre 2007 a Milano, in occasione del concerto del trentacinquennale della Premiata Forneria Marconi, Franz Di Cioccio e Franco Mussida hanno eccezionalmente riconvocato sul palco del Rolling Stone il bassista Giorgio Piazza, il chitarrista Pino Favaloro, Alberto Radius e Teo Teocoli, tutti nuovamente sotto lo storico nome de "I Quelli", ricreando di fatto la band. I brani eseguiti, inframezzati da divertenti aneddoti e citazioni, anche grazie al talento cabarettistico di Teocoli, sono stati Via con il vento, loro primissimo 45 giri, Tornare bambino (con Elena Di Cioccio, figlia di Franz e famosa vee-jay, a recitare il segmento centrale parlato), Per vivere insieme, Hush, La bambolina che fa no no ed In The Midnight Hour (Wilson Pickett). La serata è poi proseguita come previsto con formazione e repertorio PFM.
Doppia partecipazione a Sanremo, nel 1966 con
A la buena de Dios (brano all'interno della compilation Sanremo 1966), Dischi Ricordi, e nel 1970 con
Pa' diglielo a mà (brano all'interno della compilation Sanremo 1970 cantata a Sanremo da Rosalino Cellamare).

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Franz Di Cioccio: batteria (1964-1970)

Franco Mussida: chitarre, voce (1964-1967 e 1969-1970)

Flavio Premoli: tastiere (1967-1969)

Alberto Radius: chitarre, voce (1967-1969)

Teo Teocoli: voce solista (1966-1967)

Pino Favaloro: chitarre, voce (1964-1969)

Tony Gesualdi: basso (1964-1966)
Giorgio Piazza: basso (1966-1970)






martedì 9 luglio 2013

1968 - Quelli - 45 giri

Il gruppo si distingueva dagli altri del periodo per la perizia tecnica dei suoi componenti, che li rendeva un gruppo da studio molto apprezzato ed utilizzato da altri artisti (Battisti, De Andrè) ed i componenti stessi ricercati turnisti in molte produzioni del periodo (Mina, Nomadi, Camaleonti). Il nome "Quelli", molto particolare, era evidentemente ispirato alla celebre band di Van Morrison ("Them").
Alla fine degli anni '60 i principali componenti del gruppo lasciano, Teo Teocoli si dedica al cabaret (nel quale avrà poi il successo che sappiamo), Radius costituisce il gruppo "Formula 3" sotto l'ala di Battisti-Mogol, Di Cioccio viene "prestato" per otto mesi come batterista all'Equipe 84. Si trattava di uno scambio di favori con la etichetta Ricordi che consentiva ai Quelli di abbandonare la casa discografica milanese, sciogliendo il contratto anticipatamente, e raggiungere la casa discografica "dissidente" Numero Uno, formata in quell'anno da Mogol e Battisti con Sandro Colombini.

FRANZ - I Quelli erano sempre impegnatissimi, ma sfondare non era per niente facile. In Italia, per tutti gli anni Sessanta, il successo di un artista passava sostanzialmente per la sola canzone d’evasione.
Chi aveva mantenuta intatta la voglia di tenere duro lasciandosi contaminare dalle novità, verso la fine dei Sixties stava però per imbattersi nel periodo musicale più bello dopo la rivoluzione dei Beatles. Era la nuova onda della musica progressiva, o rock progressivo, poi etichettato sotto il termine, peraltro improprio, di "pop". In questo tipo di musica confluivano influenze classiche, jazz, di musica popolare, di rock - nei suoi molteplici aspetti - e di quel filone impregnato di romanticismo che affonda le proprie radici nelle ballate folk irlandesi e americane. Insomma, era il momento in cui si potevano rimescolare le carte e giocare una nuova partita.  I Quelli continuavano a non avere un cantante di ruolo e seguivano la regola: "Il pezzo lo canta chi che lo fa meglio". A tutto ciò aggiungevano una spiccata propensione al solismo e alla cura maniacale delle parti musicali e degli arrangiamenti. Quindi, erano un gruppo che creava non poche difficoltà, perché suonavano bene, ma con le canzonette avevano sempre meno da spartire. Ciononostante, o forse proprio per questo, si sono affermati alla svelta come il quartetto di strumentisti più affiatato del panorama musicale dell’epoca.
Cominciammo a frequentare sempre più spesso le sale di registrazione collaborando con gli artisti più importanti: Battisti, Mina, De André e tanti altri. Insomma, senza neanche rendercene conto, avevamo preso una strada molto americana, quella della dura gavetta da session man.
Il risultato di questa impostazione si vide con chiarezza al Cantagiro del 68, al quale partecipammo con una canzone orrenda: arrivammo ultimi pur avendo piazzato, come esecutori, otto brani tra i primi dieci in classifica.
FLAVIO - Ho scoperto l'organo Hammond nel 1968. Abitavo con Alberto Radius, più vecchio di me da qualche anno. Fu lui ad "iniziarmi" allo studio di quello strumento magnifico. Trascorrevo molte ore ascoltando Jimmy Smith, il più grande organista blues mai esistito. Ha fatto scuola a tutti gli organisti della mia generazione. L'unico vero handicap dell' organo Hammond era il costo: ci volevano oltre due milioni di lire, l'equivalente di un monolocale.
FRANCO - L’organo Hammond era davvero uno strumento innovativo negli anni ’60. L’avevo sentito suonare svariate volte ma non con la passione e la grinta necessaria per far suonare lo strumento in modo non sdolcinato. Come sentii Flavio suonare capii subito che lo strumento era sotto il suo completo controllo, non solo per la sua tecnica peraltro notevole, ma per la naturalezza con la quale gestiva le diverse sonorità dello strumento. Aveva dell’incredibile vedere un ragazzino imberbe buttarsi con tanta grinta sullo strumento.

Partecipazione al Disco per l'Estate del 1968 per il gruppo dal quale qualche anno dopo sarebbe nata la grandissima Premiata Forneria Marconi. In questo disco troviamo la band ad interpretare un bel pezzo scritto da Ricky Gianco ed Umberto Napolitano. Purtroppo il disco non viene capito e non riesce ad accedere alla fase finale della manifestazione, ma riascoltandolo oggi lo si può sicuramente considerare un buon pezzo.

Mi Sentivo Strano (1968) (Ricky Gianco, Umberto Napolitano)

a) Mi sentivo strano
b) Dettato al capello

Etichetta: Ricordi
Cat.: SRL 10.502
Anno 1968

Formazione:
Franz Di Cioccio – batteria
Pino Favaloro – chitarra
Giorgio Piazza – basso
Flavio Premoli – tastiere
Alberto Radius – chitarra

Nel frattempo una canzone dei Quelli, Dettato al capello, viene inserita nella colonna sonora del film Capriccio all'italiana, in particolare nell'episodio Il mostro della domenica di Steno, in cui Totò interpreta un maniaco a caccia di capelloni per tagliare loro i capelli.

Dettato Al Capello (1968) (Ricky Gianco, Gianni Sanjust ) lato B

Formazione:
Franz Di Cioccio – batteria
Pino Favaloro – chitarra
Giorgio Piazza – basso
Flavio Premoli – tastiere
Alberto Radius – chitarra

Lacrime e pioggia del 1968 ha una storia molto interessante.
Fu composta e pubblicata dal gruppo rock greco “Aphrodite’s Child” a Parigi, proprio durante la famosa rivoluzione studentesca del Maggio 1968. La canzone, con il titolo “Rain and tears”, ebbe un immediato e clamoroso successo e divenne così uno dei simboli della contestazione giovanile.
I nostri orecchi smaliziati avvertono subito che si tratta di una imitazione, in chiave pop, del Canone di Pachelbel. Ma allora non erano molti che lo conoscevano. Molti di noi lo hanno scoperto proprio in quella occasione…
Lo conosceva bene invece uno della band greca, Evanghelos Papathanassiou, grande musicista, il futuro notissimo Vangelis, autore di celeberrime colonne sonore, come Momenti di gloria, Blade Runner, Missing, Luna di fiele, 1492: La conquista del Paradiso, ...
Della canzone venne fatta, come allora avveniva, una cover italiana dal titolo “Lacrime e pioggia”, con testo di Vito Pallavicini, cantata da Dalida e dal complesso I Quelli, che poi diverrà la PFM.

Lato A
LACRIME E PIOGGIA (RAIN AND TEARS - Aphrodite's Child)
Autori: Johann Pachelbel, Vito Pallavicini, Vangelis Papathanassiou

Lato B
NUVOLE GIALLE
Autori: Ascri, Mogol, Roberto Soffici

Formazione:
Franz Di Cioccio - batteria
Pino Favaloro - chitarra
Giorgio Piazza - basso
Flavio Premoli - tastiere
Alberto Radius - chitarra


LINK 
Mi sentivo strano/Dettato al capello
LINK 
Lacrime e pioggia/Nuvole gialle













domenica 24 febbraio 2013

Quelli 1966 - Reloaded

La formazione iniziale dei Black Devils, e poi dei Grifoni, comprende Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Pino Favaloro, Flavio Premoli e Tony Gesualdi. È il cantautore Gian Pieretti (che in quel periodo incide per la Vedette) a presentarli alla Dischi Ricordi, che decide di metterli sotto contratto.
Il gruppo ingaggia quindi un nuovo cantante, Antonio Teocoli, soprannominato Teo (già con il gruppo dei Demoniaci, ma che all'epoca ha appena pubblicato un 45 giri come solista, Mi son svegliato, sempre per la Ricordi), cambia il nome in Quelli, e inizia una carriera come complesso beat, incidendo il primo 45 giri, Via con il vento, nel 1966; la canzone è scritta da Mussida, che però non è ancora iscritto alla SIAE, per cui viene firmata da
Ricky Gianco e Gian Pieretti.


Franz Di Cioccio: batteria
Franco Mussida: chitarre, voce
Teo Teocoli: voce solista
Pino Favaloro: chitarre, voce
Tony Gesualdi: basso
Giorgio Piazza: basso

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Il secondo singolo, Una bambolina che fa no no no (cover di un brano del cantautore francese Michel Polnareff), riscuote un buon successo, ma alla fine dell'anno Tony Gesualdi abbandona il gruppo, sostituito da Giorgio Piazza, mentre Mussida è sostituito, a causa del servizio militare in marina, da Alberto Radius (proveniente dai Simon & Penny, e che prima ancora aveva suonato nei Big Ben's) per due anni.


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Per chi volesse incrementare le proprie conoscenze su i Quelli consiglio di leggere qui:
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Quelli 1967

Tony Gesualdi abbandona il gruppo, sostituito da Giorgio Piazza, mentre Mussida è sostituito, a causa del servizio militare in marina, da Alberto Radius (proveniente dai Simon & Penny, e che prima ancora aveva suonato nei Big Ben's) per due anni.

    Franz Di Cioccio: batteria
    Alberto Radius: chitarre, voce
    Pino Favaloro: chitarre, voce
    Giorgio Piazza: basso
    Teo Teocoli: voce solista

All'inizio del 1967 la formazione si amplia con l'ingresso di Flavio Premoli (tastierista di Varese proveniente dai Cuccioli), ed è questa la formazione che incide il terzo disco, Per vivere insieme, versione di Happy Together dei Turtles), anche questo un buon successo, che non viene però ripetuto dai 45 giri successivi.

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Il singolo successivo "Tornare bambino" (cover di Hole in my shoe dei Traffic) però passa quasi inosservato e Teocoli lascia il gruppo per passare sotto contratto col Clan Celentano.


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