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mercoledì 16 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 2 - Artisti vari - Non più i cadaveri dei soldati (un omaggio a Fabrizio De André) (CD not for sale, 2003) - A great gift by Paco


TRACKLIST:

01. Afterhours - La canzone di Marinella - 4:12
02. Il Parto delle Nuvole Pesanti - La guerra di Piero - 4:23
03. Rosaluna - Andrea - 4:54
04. Cesare Basile - La ballata degli impiccati - 3:12
05. Spirogi Circus - La collina - 4:04
06. Fiamma - Sidun - 3:10
07. Bandabardò - Un giudice - 3:34
08. Gatto Ciliegia Vs GF e T. Cerasuolo - Nell'acqua della chiara fontana - 3:48
09. Mercanti di Liquore - Canzone per l'estate - 5:00
10. Marco Parente - Ho visto Nina volare - 3:59
11. Lalli - Ave Maria - 2:55
12. Yo Yo Mundi - Creuza de ma - 5:07
13. Gang - Giovanna d'Arco - 5:25
14. Claudio Lolli - Via del Campo - 2:26
15. Têtes de Bois – Amore che vieni amore che vai - 5:09
16. Chichimeca - Coda di lupo - 4:23
17. Mariposa - Monti di Mola - 6:55
18. Massimo Bubola - Rimini (live) - 6:28


Di rarità in rarità proseguiamo il nostro cammino attraverso le cover delle canzoni di Fabrizio De André. Questo secondo omaggio al grande Faber è un regalo del nostro collaboratore Paco, che ringrazio a nome di tutta la stratosferica truppa. Come si può vedere dalla copertina, il CD non venne messo in vendita (così come Duemila papaveri rossi) in quanto pubblicato esclusivamente come allegato alla rivista "Mucchio Extra". Credo che molti di voi ricorderanno questa rivista di approfondimento di temi musicali, un supplemento trimestrale al glorioso periodico di musica rock (intesa nella sua accezione più ampia) "Il Mucchio Selvaggio". A diversi numeri del "Mucchio Extra" venivano allegati CD con brani rari, fuori commercio o tributi monografici dedicati a grandi artisti della musica italiana (come De André nella fattispecie) e internazionale, Cito ad esempio Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Vasco Rossi e altri ancora. Il nostro amico Paco mi ha fatto sapere di possederli praticamente tutti. Di seguito la copertina del numero del 2003 contenente la compilation "Non più i cadaveri dei soldati".


Veniamo alla nostra compilation. Il titolo, quasi inutile ricordarlo, riprende una celebre frase tratta dal testo de "La guerra di Piero" (alla stregua dei "Mille papaveri rossi"), una delle canzoni pacifiste più famose del cantautore genovese. L'album, della durata di circa 80 minuti, è suddiviso in 18 tracce. Ciascun brano è una reinterpretazione in chiave rock, folk o indie eseguita da gruppi e artisti più o meno conosciuti della scena indipendente del periodo. Tra i più noti figurano gli Afterhours, Massimo Bubola (storico collaboratore di Faber che propone una versione live acustica di "Rimini"), i Mercanti di Liquore, Claudio Lolli (proprio lui, alle prese con la storica "Via del Campo"), Marco Parente e Il Parto delle Nuvole Pesanti. Interessante la presenza di cover di brani meno celebri e "gettonati" di De André, ma non per questo meno belli, come Coda di lupo, Monti di Mola e Nell'acqua della chiara fontana. Alcuni brani sono stati rimaneggiati in modo piuttosto pesante, attraverso un processo di revisione e di modernizzazione. Chissà se Fabrizio li avrebbe registrati così, se fosse stato ancora in vita. Il disco è anche su Discogs che si è preso la briga di specificare le formazioni dei singoli gruppi. Oggi il CD è considerato un pezzo da collezione per gli appassionati di Fabrizio De André e della musica indie-rock italiana dei primi anni Duemila. Volendo lo si trova in vendita (per pochi euro) sul mercato on line. Valore monetario a parte, per noi questo album riveste un grande valore affettivo e quindi ce lo teniamo ben stretto. E con questo  gli omaggi a Faber terminano qui. Mi auguro che la trilogia composta da Mille papaveri rossi (Osel), Duemila papaveri rossi (Frank-One) e Non più i cadaveri dei soldati (Paco) sia stata di vostro gradimento. Vi lascio augurandoci il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Paco

lunedì 14 settembre 2026

Omaggio a Faber vol. 1 - Artisti vari - Duemila papaveri rossi (Le canzoni di Fabrizio De André) (2 CD, 2008) - special gift by Frank-One

 

TRACKLIST CD 1:

01. Il Suonatore Jones – Sally - 4:44
02. Beppe Gambetta & Dan Crary – Creuza de mä - 5:18
03. Giorgio Barbarotta – Ho visto Nina volare - 4:08
04. Malecorde – Dolcenera - 4:56
05. Fabrizio Poggi e Turututela – La canzone dI Marinella - 4:18
06. Mercantinfiera – Oceano - 3:21
07. La Macina – Amore che viene, amore che vai - 3:37
08. Bevano Est – Sinan Capudan Pascià - 4:23
09. Alessio Lega & Roberto Bartoli – Se ti tagliassero a pezzetti - 5:20
10. Roberto De Luca – Il pescatore - 2:50
11. Kay McCarthy – Geordie - 2:00
12. Ciarán Ward & Eire Nua – Dormono sulla collina - 3:16
13. Massimiliano Larocca & Andrea Parodi – Avventura a Durango - 5:31
14. Michele Anelli –  Quello che non ho - 4:53
15. Ensemble Laborintus – Morire per delle idee - 4:07
16. Piccola Bottega Baltazar – La ballata del Miché - 3:44
17. Renato Franchi – Un malato di cuore - 4:00
18. Luca Bassanese – Il bombarolo - 4:00


TRACKLIST CD 2:

01. Nicola Alesini – La Canzone di Marinella - 3:09
02. Isa (24) – Le acciughe fanno il pallone - 3:28
03. Razmataz – Valzer per un amore - 4:03
04. Leo Miglioranza – Canzone per l'estate - 4:50
05. Mario Congiu – Anime salve - 4:16
06. Caro De André – Franziska -  4:55
07. Le Quattro Chitarre – 'A cimma - 5:31
08. Andrea Maffei – La città vecchia - 4:29
09. Zuf De Žur – La ballata dell'amore cieco - 4:54
10. Gualtiero Bertelli – Andrea - 5:01
11. Giorgio Barbarotta – Fiume Sand Creek - 4:42
12. Fab Ensemble – Al ballo mascherato - 5:34
13. Alberto "Napo" Napolitano – La bomba in testa - 4:26
14. Kinnara – Canzone del Maggio - 4:58
15. Taré – D'ä mê riva - 2:52
16. 'A 67 – Don Raffaé - 3:16
17. 70 m/s – La domenica delle salme - 3:41
18. Massimiliano D'Ambrosio – Via del Campo - 3:12


BREVE PREMESSA AL POST by GEORGE
Cari stratosferici amici, come potete vedere dal titolo, quello di oggi è il primo dei due omaggi che dedicheremo al grande e - oserei dire - immortale Fabrizio De André. Si tratta di album che rivestono il carattere della rarità e che noi della Stratosfera siamo orgogliosi di presentare e condividere con tutti i nostri "navigatori". Il primo regalo proviene dallo  storico collaboratore Frank-One che non finirò mai di ringraziare. A proposito, fra non molto Frank-One tornerà sulle nostre pagine con la sua trasmissione "The Prog Side of the Moog" con qualche innovazione, ma non vi anticipo nulla. Fra qualche giorno pubblicheremo l'"Omaggio a Faber vol. 2", con un'altra bella rarità che scoprirete solo seguendoci. 
E ora lascio la parola a Frank-One


LA DEDICA DI FRANK-ONE ALL'AMICO ROBERTO CASELLI
Cari amici della Stratosfera, come da molti richiesta, ecco la seconda pubblicazione dedicata a Fabrizio De Andrè dal titolo "Duemila papaveri rossi", uscita nel 2008 sempre a sostegno di a/rivista anarchica, non in vendita, ed ecco il motivo della sua non facile reperibilità. Proprio per questo mi è d'obbligo dedicare questo post all'amico Roberto Caselli.
Roberto Caselli, professore, autore di seminali opere librarie quali: La storia della Black Music, La storia del Blues, La storia del rock in Italia (questi tutti per Hoepli Editore), La storia della canzone in Italia, più monografie dedicate a Leonard Cohen, Rolling Stones, nonché autore assieme all'amico Fabio Treves di uno dei primi libri sul blues edito in Italia, quel Blues Express pubblicato nel lontano 1989 (a proposito, perdonatemi un briciolo di narcisismo con questa foto che ci ritrae tutti e tre assieme in una trasmissione dello stesso Roberto a Radio Popolare)


Roberto è anche una storica voce di Radio Popolare con trasmissioni quali Canzoni, l'Araba Fenice, Scanzonatissima. Ebbene, una domenica pomeriggio del 2008 Roberto in una di queste trasmissioni, credo "Canzoni", mandò in onda un paio di brani di questo Duemila papaveri rossi, che io non avevo. Immediatamente lo contattai chiedendogli se potesse prestarmelo in quanto difficile da trovare, e lui come sempre gentilissimo mi rispose: "Nessun problema, te lo lascio nella cassetta a mio nome (ogni redattore ha una cassetta per la posta che potrebbe arrivare in Radio), lo trovi là, poi me lo riporti con calma quando hai fatto". Peccato che lo stesso doppio CD interessasse ad una longa manus che lo fece sparire, con mio grande disappunto ed imbarazzo, benché Roberto avesse in seguito minimizzato l'accaduto. Ecco Robi, tanti anni dopo una copia l'ho trovata, in quella maniacale passione conosciuta col nome di "collezionismo" non ho avuto cuore di donartela, ma sappi che è nella mia wantlist e che se ne trovassi una seconda copia...sarebbe tua. Il minimo che potessi fare era dedicarti questo post.
Ed ora lascio la parola al mitico George e all'analisi del doppio album. Buon ascolto e buona vita a tutti voi. 
Frank-One


APPUNTI MUSICALI PER I "CONSUMATORI"
Il doppio CD, arricchito da un libretto (qui ne trovate alcune pagine), contiene 36 canzoni di Fabrizio De André, 18 per ogni dischetto, interpretate da musicisti e gruppi indipendenti. L'iniziativa segue a ruota il CD "Mille papaveri rossi", pubblicato nel 2003 sempre dalle Edizioni "stella nera" a sostegno della rivista anarchica "A". "Mille papaveri rossi", da poco pubblicato sulla Stratosfera, lo ritroverete qui. 
Il libretto contiene alcune interessanti informazioni sulla genesi del progetto, che vi riporto.

Innanzitutto si fa presente che "la raccolta non è destinata alla normale vendita nei negozi (verissimo, però ho visto che attualmente è reperibile sul mercato on line, leggasi Amazon). "Duemila papaveri rossi" non nasconde alcun concorso a premi e non ha velleità promozionali: in questi CD, semplicemente, sono raccolte alcune delle numerose registrazioni che ci sono state spedite in questi ultimi anni. Buona parte di queste è di fattura casalinga, in presa diretta in sala prove o dal vivo durante un concerto. Non abbiamo tentato di migliorare la qualità del suono: i vari pezzi sono proprio così come li abbiamo ricevuti. I musicisti partecipanti hanno autoprodotto ciascuno le proprie registrazioni, nessuno di essi ha dovuto pagare per partecipare, nessuno ha preteso o ricevuto un compenso o un rimborso spese: ogni contributo è volontario". 


Concludo sottolineando la freschezza e l'originalità di questa compilation, con gruppi e musicisti in gran parte sconosciuti che, ognuno a modo suo, ha reinterpretato le canzoni di Fabrizio De André, chi rispettando (quasi) fedelmente le versioni originali chi stravolgendole completamente. Un grande album che non poteva mancare sulla Stratosfera. Appuntamento a breve per l'Omaggio a Faber vol. 2. 
Buon ascolto


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George & Frank-One

lunedì 24 agosto 2026

Artisti vari - Mille papaveri rossi (compilation, 2 CD, 2003)


TRACKLIST CD 1:

01. Judith Malina / Le nuvole
02. Marmaja / Crêuza de mä
03. Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo con Stefano Giaccone / Ho visto Nina volare
04. Paolo Capodacqua / Morire per delle idee
05. The Walkabouts / Desamistade
06. Stefano Maria Ricatti Ensemble / Il pescatore
07. Eire Nua / Geordie
08. Franco Fabbri / Hotel Supramonte
09. Lalli / Ave Maria
10. Roberto Bartoli / Se ti tagliassero a pezzetti
11. Sniper / Inverno
12. Paolo Capodacqua / Un malato di cuore
13. Bonifica Emiliana Veneta / Amico fragile
14. Andrea Parodi e Bocephus King / Suzanne
15. Frontiera / Nella mia ora di libertà
16. Stefano Giaccone / La ballata dell'eroe
17. Kurkuma / La guerra di Piero
18. Laborintus / Canzone del maggio


TRACKLIST CD 2:

01. Lino Straulino / Verranno a chiederti del nostro amore
02. Mercanti di Liquore / Bocca di Rosa
03. Mideando String Quartet / Un giudice
04. Alessio Lega / Canto del servo pastore
05. FLK / Khorakhané
06. Alexian Group / Khorakhané (2ª parte)
07. Bevano Est / Sidún
08. Sergio Pugnalin e Marco Giaccaria / Jamín-a
09. Fratelli di Soledad / Fiume Sand Creek
10. Compagnia Angeli del Non Dove / Fila la lana
11. Judas 2 / 'Â pittima
12. Spoon River Band / Girotondo
13. Giorgio Cordini / La ballata dell'eroe
14. Gang / Giovanna d'Arco
15. La Rosa Tatuata / Rimini
16. Arbe Garbe / Maria nella bottega d'un falegname
17. L'Estorio Drolo / Il suonatore Jones
18. Alberto Cesa e Cantovivo / Canzone del maggio
19. Stefano Santangelo / Il pescatore


Altro graditissimo cadeau da parte del nostro mitico Osel per omaggiare uno tra i più grandi cantautori italiani, tanto amato e mai dimenticato come Fabrizio De André. Il grande Faber è scomparso già da 27 anni. Era l'11 gennaio 1999. Incredibile come passa il tempo. La compilation è decisamente anomala rispetto ad altri episodi simili proposti in passato sia per la scelta dei brani presenti che per gli esecutori che ancora per il progetto che vi sta alla base. Come è facile immaginare il titolo fa riferimento ad una strofa de "La guerra di Piero". Dalle informazioni in mio possesso il doppio CD, frutto dell'iniziativa della rivista anarchica "A" e curato da Marco Pandin, uscì per la prima volta nell'estate del 2003 in una versione non commercializzabile, in quanto per ottenerla bisognava fare una sottoscrizione alla rivista. Esaurite le 3000 copie disponibili è stata riproposta nel 2004 con una diversa veste grafica e con un libretto allegato. In copertina troviamo una vignetta di Andrea Pazienza che raffigura Sandro Pertini. Le 37 canzoni sono eseguite da musicisti noti (pochi), meno noti (parecchi) e per nulla noti (molti). I risultati sono in alcuni casi sorprendenti. Si segnalano tra gli altri la cantautrice astigiana Lalli, Giorgio Cordini chitarrista e collaboratore più volte di Fabrizio De André anche negli ultimi tour e il musicista e musicologo Franco Fabbri.


Per completezza di informazioni, vi riporto questo accurato articolo pubblicato sul sito "viadelcampo.com" (che vi consiglio di visitare..

"Mille papaveri rossi è il nome del cd doppio curato da Marco Pandin, dalla diffusione del quale traggono beneficio le casse di A/Rivista Anarchica. Si tratta di una raccolta di canzoni di Fabrizio De André interpretate da musicisti estranei e/o marginali rispetto al mercato discografico. Musicisti col nome piccolo piccolo, oppure senza nome. Tutta gente che nel «giro» c'è entrata solo di striscio e solo per poco, oppure non c'è mai entrata o voluta entrare. Bisogna innanzitutto dire che, nelle intenzioni di Marco e dei musicisti partecipanti, questa non è una celebrazione ufficiale: con questo progetto si è voluto esprimere il bisogno comune di riunirsi sotto alle canzoni di Fabrizio per suonarle, cantarle e ascoltarle insieme. Canzoni speciali, queste: canzoni che hanno saputo farsi strada direttamente fino al cuore. Il loro è un destino del tutto particolare: sono suonate nelle osterie, accanto ai falò sulla spiaggia e sui palchi dei bei teatri del centro, sono cantate in chiesa, sotto la doccia e nei campi rom, nelle sezioni di partito, nei raduni anticlericali e alle manifestazioni per la pace, da interpreti famosi per il pubblico pagante e da musicisti sconosciuti nelle feste di piazza. Nelle situazioni più diverse. Senza mai perderne in dignità.


Le registrazioni raccolte sono tutte autoprodotte, in massima parte sono casalinghe oppure riprese dal vivo, e (tranne una, altrimenti inutilizzabile) non sono state sottoposte a trattamenti o modifiche tecniche. Una scelta che vuole sottolineare il carattere documentario di questa iniziativa, così come le altre curate nel passato da Marco sempre allo scopo di raccogliere fondi a sostegno del nostro giornale, privilegiando i contenuti piuttosto che la forma. Ne risulta, alla fine, una raccolta «altra» nelle premesse e nelle intenzioni: è un «non prodotto», un oggetto «non in vendita» perché «non vendibile» (e che infatti non si trova nei tradizionali negozi di dischi: per procurarsene una copia bisogna muoversi, chiedere in giro, darsi da fare).


«E De André? Dove l'avete?» si chiede il piccolo Pertini in copertina, disegnato da Andrea Pazienza (ringraziamo la sua famiglia per la generosità). Non crediamo sia solo facile retorica affermare, com'è scritto sui muri, che Fabrizio è vivo ed è anche qui. C'è traccia di Fabrizio anche nelle nostre cantine e stanze di casa trasformate in sale prova e studi di registrazione improvvisati. C'è la sua voce che profuma l'aria dei centri sociali lasciati senz'acqua nelle «città più sicure» dove si attende l'alba temendo sgomberi e manganellate.
Ai due CD (ndr - pubblicati dall'etichetta Stella Nera) è allegato un libretto con le note tecniche per ogni brano, più un contributo scritto inedito dello scrittore genovese Marco Sommariva. Concludiamo con un ringraziamento particolare a Dori Ghezzi ed a Cristiano De André, che hanno espresso il loro apprezzamento e sostegno a questa iniziativa sin da quando era soltanto un sogno sfocato".
E' tutto, cari amici. Vi lascio augurandovi buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Osel

domenica 8 febbraio 2026

Various - Tributo a Ivan Graziani (2 CD, 2012)

 

TRACKLIST CD 1 (Tributo a Ivan Graziani)

01. Marlene Kuntz – Monnalisa (4:51)
02. Linea 77 – I metallari (2:45)
03. Roy Paci & Aretuska – Prudenza mai (3:48)
04. Paolo Benvegnù – Olanda (4:42)
05. Simone Cristicchi – Firenze (4:05)
06. Cristina Donà – Agnese (4:00=
07. Marta Sui Tubi – Pigro (2:29)
08. Mauro Ermanno Giovanardi – Lugano addio (4:13)
09. Filippo Graziani – E sei così bella (3:59)
10. Raiz – Fuoco sulla collina (4:18)
11. Tre Allegri Ragazzi Morti – I lupi (5:03)
12. Luca Morino – Cleo (4:11)
13. Baraldi / Zamboni – Lontano dalla paura (3:33)
14. Titor – Motocross (4:11)


TRACKLIST CD 2 (I grandi successi di Ivan Graziani)

01. Il chitarrista - 3:35
02. Signora bionda dei ciliegi - 4:28
03. Ballata per 4 stagioni - 3:58
04. Tutto questo cosa c'entra con il r&r - 3:08
05. Lucetta fra le stelle - 3:46
06. Minù Minù - 3:32
07. Palla di gomma - 6:12
08. Doctor Jekyll and Mr. Hyde - 4:40
09. Il topo nel formaggio - 4:17
10. Scappo di casa - 4:50
11. Fango - 5:04
12. Fame - 3:50
13. Il campo della fiera - 3:12
14. Gran Sasso - 4:05


Il 1° gennaio 1997 ci lasciava Ivan Graziani. Sembra ieri, invece sono passati ben 29 anni. Un'eternità. Fortunatamente il suo ricordo e la sua musica sono inossidabili. Mi è balzata nella mente il desiderio di ritornare sull'artista e sulle sue composizioni dopo avere ascoltato la cover de "Il prete di Anghiari" eseguita da Eugenio Finardi nel corso del concerto di Aosta, da poco postato. Ebbene, Finardi in quell'occasione ricordava al pubblico aostano che una versione dal vivo del brano, interpretata in coppia con il figlio di Ivan, Filippo Graziani, era inclusa nell'album "80 Buon Compleanno Ivan - Live in Teramo", pubblicato nel dicembre 2025. Filippo, chitarrista dalle notevoli doti tecniche, sulla scia del padre, infaticabile macchina da guerra, ha sempre tenuto vivo il nome del suo celebre genitore, attraverso l'organizzazione di eventi concertistici e la registrazione di album sia dal vivo che in studio, anche con l'apporto di altri gruppi e musicisti. E' il caso di questa particolare compilation, pubblicata nel 2012 dalla RCA. Il doppio CD (la versione singola con il solo CD 1 venne pubblicata da La Repubblica XL)  è suddiviso in due parti: il primo dischetto è composto da cover interpretate da 14 artisti italiani, mentre il secondo è una sorta di "best of" con alcuni tra i principali successi che hanno costellato la carriera artistica di Ivan. So bene che qualcuno di voi ha difficoltà nel digerire le cover, di qualunque artista esse siano. Io, invece, tra i tanti difetti, ho quello di amarle molto. 

Filippo Graziani

L'apertura del primo CD è affidata ai Marlene Kuntz, che danno subito la giusta carica con una rough version di "Monnalisa". Ancora più dura è la cover de "I metallari" ad opera dei torinesi Linea 77, una nu-metal band attiva dal 1996. Saltellando qui e là lungo i solchi, premettendo che i protagonisti dell'album non sono proprio i "giganti della musica italiana" (ovviamente il giudizio è mio personale), salverei poche cose. Tra queste Cristina Donò alle prese con un originale arrangiamento di "Agnese", Marta Sui Tubi (Pigro), Filippo Graziani, una spanna su tutti, con l'intensa "E sei così bella" e per finire la versione (quasi) punk di "Motocross", proposta dai torinesi Titor, una band di rock alternativo, scioltasi da un bel po' di anni. Il CD 2, come già detto, è una discreta compilation di successi del nostro Ivan. Per non dimenticarlo. Buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

lunedì 21 luglio 2025

Various - O.K. Complessi (musicassetta, 1971)

 

TRACKLIST:

Lato A
A1. Alta Società - Occhi chiari
A2. Alta Società - Non hai capito
A3. Alta Società - Butterfly
A4. Jutta & Ice - Here's to You
A5. Jutta & Ice - Black Sheep of the Family
A6. Jutta & Ice - Toast and Marmelade for Tea

Lato B
B1. III Classe - Animal Love
B2. III Classe - It Brings a Tear
B3. III Classe - In the Wake of Poseidon
B4. Chattanooga - Chicago
B5. Chattanooga - Per un flirt
B6. Chattanooga - Up on the Ground


Di solito preferisco non attingere file già pubblicati su altri blog o su canali YT, ma quando ci si trova di fronte ad una simile rarità una eccezione può essere fatta. Il merito del recupero di questa rarissima musicassetta va a Jack Beatrici, che ovviamente ringrazio, così come ringrazio l'amico e collaboratore Cimabue per avere suddiviso i 12 file che compongono la nostra ambita cassettina. Ricordo altresì che da un bel po' di tempo ristagnava nella nostra wishlist. E' sempre un piacere riuscire a darle una bella sforbiciata. Lo stesso percorso seguirà, a breve, un altro "oggetto del desiderio", ovvero l'opera "Ofelia Concerto in Stereo" del 1971. Non è una novità che, sovente, il materiale proposto dall'amico Jack su YT coincida con quello postato sulla Stratosfera, anche se la linea editoriale, se così vogliamo definirla. si discosta di molto. Però è anche vero che la musica deve circolare, quindi ben venga questa rara compilation sulla nostra Stratosfera. 



I contenuti ce li illustra Augusto Croce sul suo sito "Italian Prog" (grazie infinite, come sempre, Augusto):
 
"Questa compilation uscita solo in cassetta e cartuccia Stereo 8 (n.I8T 120) per la sconosciuta etichetta IRT, collegata ad altri marchi minori come Ventotto, Cooper, Grand Prix. O.K. Complessi (da non confondere con un'altra dal titolo quasi identico, OK complessi, uscita in LP nel 1972 per la CBS e comprendente I Pooh, I Profeti, I Califfi, I Camaleonti, The Tremeloes e Christie) è una rara e interessante compilation contenente molti brani già editi su 45 giri, ma attribuiti a gruppi diversi, e alcuni rifacimenti inediti di composizioni di gruppi inglesi. Tutti i brani sono usciti su 45 giri nel 1971, ad eccezione degli inediti Black sheep of the Family, Up on the Ground (entrambi rifacimenti di brani dell'unico LP dei Quatermass) e In the Wake of Poseidon, cover dei King Crimson. Dei tre brani qui attribuiti al gruppo Alta Società, i primi due sono usciti su 45 giti per la Ventotto, il terzo è uscito su un 45 giri promozionale (Gran Prix CPI 7009) a nome Gianni Di, che comprende anche Per un flirt, qui presente a nome dei Chattanooga. 


Here's to You è uscita su 45 giri a nome Juta & Ice (Juta con una sola "t") per la Cooper (NDR - stiamo parlando di Jutta Nienhaus, futura cantante degli Analogy), mentre Toast and Marmelade for Tea era su un 45 giri dei Blue Sharks (Grand Prix CPI 7010) insieme a Chicago di Graham Nash, anch'essa presente qui a nome Chattanooga. Infine i primi due brani dei III Classe qui inseriti sono tratti rispettivamente dal primo 45 giri e da un loro singolo promozionale usciti per la Ventotto". 

COMMENTO FINALE
Ricordo di avere già citato qualche settimana fa i III Classe, in quanto si tratta dell'embrione dei futuri Perdio. Nulla da dire sui loro tre brani qui presenti, tra cui la bella over dei King Crimson. Insomma, una bella collezione di rarità anche se alcune, sotto il profilo musicale, sono piuttosto discutibili (ho usato un eufemismo): mi riferisco ai tre melensi brani dell'Alta Società per non parlare della cover di "Toast and Marmalade for Tea", qui reinterpretata da Jutta & Ice, la celebre languidissima pop song che giunge subito dopo la cover dei Quatermass. Roba da non credere. Infine, evito di fare qualsiasi apprezzamento riguardo a Per un flirt, di certo il punto più basso dell'intera compilation (lascio a voi il piacere di giudicare). Fortunatamente i Chattanooga si rifanno con Up on the Ground, altra cover dei Quatermass, purtroppo troppo breve per essere gustata fino in fondo. Vabbè, come spesso accade, più che quello musicale vale l'aspetto storico e collezionistico. Purtroppo le 12 tracce sono penalizzate da una registrazione di bassa qualità (anche se ritengo sia già stato un miracolo trovare la cassetta), aspetto questo già sottolineato dallo stesso Jack Beatrici. Se qualcuno si vuole cimentare nel migliorarne il suono sarà il benvenuto. Vi lascio con questa bella immagine di Jutta e vi auguro il consueto buon ascolto.



Post by George with the precious help of Cimabue

venerdì 12 aprile 2024

Artisti vari - Grande Italia (1975, double vinyl)

 

TRACKLIST:

01. Luciano Sirotti & Pavullo Band - La vita - 4:46
02. Rosanna Barbieri - Mosaico femminile - 4:42
03. Francesco Guccini - Le belle domeniche - 3:07
04. G. I. Band - G.I. Blues - 1:57
05. Victor Sogliani - L'inquietitudine - 4:14
06. Piero Guccini - Antidoto - 11:04
07. Panzer & G. I. Band - Pensieri di un amico (Eroina) - 3:48
08. Pavullo Band - Mnephoto - 3:47
09. I Nomadi - Sorprese - 3:29
10. Ghirlandina Libera - Dolce Tropico - 3:29
11. Piero Guccini - Muccona mia -2:13
12. Franco Ceccarelli - Perché no - 2:47
13. Ghirlandina Libera - Linea E.O. - 6:20
14. Amos & Amici - Glassberg (Urzinato) - 5:39
15. Ghirlandina Libera - Escalation - 5:34
16. Amos & G.I. Band - L'amore su di voi - 4:35
17. Germano & G.I. Band - Hacienda - 3:16


MUSICISTI ACCREDITATI:

Amos Amaranti: acoustic guitar, electric guitar
Franco Anderlini: harmonics
Rosanna Barbieri: vocals, little bells
Giuliano Bolchini: acoustic guitar, havaian guitar
Toni Bonfrisco: tenor sax, flutes
Giuliano Brusiani: drums
Marino Brusiani: bass
Sandro Campasso: drums
Beppe Carletti: keyboards
Franco Ceccarelli: vocals, acoustic guitar
Augusto Daolio: vocals
Chris Dennis: acoustic guitar, synth
Paolo Gainotti: drums, tabla
Alberto Girgenti: piano
Francesco Guccini: vocals, 6 acoustic guitar, 12 acoustic guitar
Paolo Lancellotti: drums, percussion
Umberto Maggi: 3 chords bass
Silvano Ori: electric guitar, tabla
Romano Rossi "Panzer": vocals
Luciano Sirotti: alto sax, flute
Victor Sogliani: vocals, bass
Luciano Stella: organ, electric piano
Germano Tagliazucchi: acoustic guitar, electric guitar, mandolin
Marco Tosatti: acoustic guitar, electric guitar, bass
Fabrizio Urzino: drums
Glauco Zappiroli: bass
Tony Esposito
Robert Fix
Vince Tempera
Ettore De Carolis


La Stratosfera riprende i suoi lavori con un disco che era già stato pubblicato molto tempo fa. Era il 2013 allorché Grog, uno tra i nostri primi collaboratori, si dedicò a questo doppio album. Purtroppo i link di questo e di altri numerosi album vennero disattivati a seguito del "grande indicente", come lo definisco io (forse qualcuno se lo ricorderà) che rischiò di farci chiudere il blog per sempre. Poi, con forza e perseveranza, Robi ed io, dopo lunghi confronti, discussioni e ripensamenti, ricominciammo praticamente da capo. Vabbé, incidenti di percorso, direte voi. Questo fu comunque un brutto incidente. In ogni caso, dopo 11 anni da quella apparizione, ho voluto riproporlo perché è un disco a cui sono particolarmente affezionato. Nel frattempo è finito anche su altre piattaforme, ma poco importa. "Grande Italia" è un disco semplicemente geniale e di grande bellezza, pur in assenza di grandi nomi, eccezion fatta per Francesco Guccini (presente con un brano inedito), i Nomadi, Victor Sogliani (ex Equipe 84) e alcuni musicisti indicati nel lungo elenco dei collaboratori (vedi sopra). La genesi e i contenuti dell'album, pubblicato l'11 marzo 1975 dalla Columbia in formato doppio vinile (e tanto per cambiare mai ristampato) ce la racconta Marco Giunco, in una recensione pubblicata sul suo sito "Marco Giunco on the net".


"L'idea del progetto Grande Italia fu concepita intorno al 1973/74 da Dodo Veroli, all'epoca produttore dei Nomadi e Pier Farri, uomo della Emi, entrambi frequentatori del bar Grande Italia, a Modena. L'intenzione era quella di riunire in un disco i musicisti più o meno noti che frequentavano l'omonimo locale, in quel periodo punto d'incontro di un'umanità varia affascinata dal fenomeno beat e dal movimento hippie, sia dal punto di vista musicale che da quello artistico letterario. Al disco avrebbe poi dovuto far seguito una serie di concerti. I vari gruppi prepararono i loro brani e li incisero senza particolari difficoltà. Il doppio LP uscì nella primavera del 1975 ma del tour  non se ne seppe più nulla e, dato che in quel periodo non esistevano ancora le cosiddette radio libere, non credo sia stato programmato da qualche rubrica Rai.


Il  disco rimase per un po' nelle vetrine dei negozi  poi sparì dalla circolazione ed anche le persone coinvolte, occupate in altre faccende,  non se ne curarono troppo. La storia è abbastanza semplice ma ha poi avuto un seguito. L'immagine di copertina, che ritrae parte dei musicisti ed abituali frequentatori del bar, senza voler essere retorici o autocompiacersi, direi che ricorda la foto centrale dell'album Brothers and Sisters degli Allman Brothers, oppure anticipa la locandina del film Almost Famous, anche se nel nostro caso le ragazze invitate per la posa all' alba delle 10 di mattina, se ne rimasero quasi tutte a letto. Questa fotografia ha esercitato un certo fascino, così che venne ripescata nel 1988 in occasione di un concerto reunion ed arte varia tenutosi nella piazza del Duomo di Modena. Il bar Grande Italia non esisteva già più, al suo posto era stata aperta una pellicceria. Il momento più atteso della serata era costituito dall'esibizione dei Nomadi con l'ancora presente Augusto Daolio e gran parte del pubblico, interessato soprattutto alla musica, ad un certo punto invitò la presentatrice a compiere disparati atti sessuali, al che la ragazza abbandonò il palco sul quale fu catapultato il cantautore Romano " Panzer " Rossi accompagnato da me all'armonica. 


Io, che ero inattivo da alcuni anni, incappai in due stecche strepitose, di cui mi vergogno ancora.  Nessuno sembrò accorgersene ma io sì e da quel momento e per diversi anni mi impegnai seriamente nello studio dello strumento. Dopo quella serata la foto fu usata spesso quando a qualcuno veniva in mente di organizzare manifestazioni, mostre, o scrivere qualcosa sui fantasiosi anni 60/70, fino ad essere inserita in una raccolta di fotografie dal titolo " Modena,  immagini di un secolo " pubblicata in mille esemplari numerati nel 1999, ed anche nel libro " Seduto in quel caffè... fotocronache dell'era beat " uscito agli inizi del 2003 per le edizioni rfmpanini.it curato da Massimo Masini, che in quel passato periodo aveva collaborato con varie formazioni di orchestrali. Naturalmente non manca la leggenda metropolitana.  All' estrema sinistra della foto si nota un personaggio con giacca ed occhiali scuri che nessuno conosceva. Qualcuno chiese chi fosse e qualcun altro, visti i tempi e l'ambiente rispose: " E' un poliziotto in borghese " così,  quel curioso divenne un agente  mandato a scoprire cosa fosse quell'assembramento di capelloni a quell'ora mattutina. Quanto ai musicisti che parteciparono alle registrazioni, dei più noti, come Francesco Guccini o I Nomadi si sa più o meno tutto, ma anche la maggior parte degli altri ha seguitato a suonare, chi in campo rock folk come i componenti della Pavullo Band, chi, come Glauco Zuppiroli è apprezzato e conosciuto bassista jazz, altri come Amos Amaranti,  Sandro Capasso e Silvano Ori collaborano con diversi gruppi musicali. Da parte mia, rimasto fedele all'armonica, continuo a fare serate con gruppi locali".


Cari amici, con questa foto d'epoca di Francesco Guccini (era proprio il 1975), vi saluto augurandovi il consueto buon ascolto. Alla prossima.


Post by George

sabato 28 ottobre 2023

Le Compilation della Stratosfera Vol. 29 - 2010 - Artisti vari - This is Italian Progressive Rock (Collection of rare Prog tracks - vinyl)


TRACKLIST:

Lato A
01. Officina Meccanica – Bambini Innocenti (1973 - pubblicato solo su 45 giri)
02. Officina Meccanica – Nel grattacielo delle idee il pensiero più alto è la pazzia
(1973 - versione alternativa)
03. Invisible Force – Morti Vident (1971 - pubblicato solo su 45 giri)
04. Invisible Force – 1999 Mundi Finis (1971 - pubblicato solo su 45 giri)

Lato B
05. Maya – Solomon (1972 - pubblicato solo su 45 giri - originariamente intitolato "Salomon")
06. Maya – Yucatan (1972 - pubblicato solo su 45 giri)
07. Il Balletto di Bronzo – Si Mama Mama (1970 - versione in spagnolo, pubblicato solo su 45 giri)
08. Il Balletto di Bronzo – Nieve Calda (1970 - versione in spagnolo - pubblicato solo su 45 giri)
09. Jet – Sinfonia per un re (1973 - versione alternativa)
10. Jet – Gloria, Gloria 
11. III Classe – It Brings A Tear (1972 - pubblicato solo su 45 giri)


Poteva forse mancare sul nostro blog questa compilation dedicata al progressive rock italiano? Certo che no. Pubblicato nel 2010 in vinile rosso ed in tiratura limitata e numerata (Discogs parla di 300 copie numerate a mano), il disco non ha etichetta discografica e verosimilmente non è nemmeno stato pubblicato ufficialmente. Al di là della discutibile scelta dei protagonisti che dovrebbero rappresentare il prog italiano, l'album ha il pregio di contenere 11 brani rari, in versioni alternative o pubblicati solo su singoli. Ho indicato la provenienza direttamente nella tracklist. Le informazioni sono quelle presenti sulla copertina del disco. L'unica traccia che non viene riportata (è stata probabilmente saltata o dimenticata) è "Gloria Gloria" dei Jet, ma trattasi con ogni probabilità della versione 45 giri del 1973. I gruppi non hanno certamente bisogno di presentazione. Curioso l'inserimento in chiusura dei III Classe, un trio di Bergamo con alle spalle la facciata A di un singolo, condiviso con gli Yoice, pubblicato nel 1972. Non mi resta che augurarvi buon ascolto. 


LINK

Post by George

martedì 17 ottobre 2023

Artisti vari - 2006 - Canossa (Rock Opera)


TRACKLIST:

01. Gigi Cavalli Cocchi – Del nascere di un castello (2:05)
02. Mangala Vallis – Pietra su pietra (6:13)
03. Gigi Cavalli Cocchi – Adelaide (1:40)
04. Trama Sonora – La Regina (6:27)
05. Gigi Cavalli Cocchi – Goffredo il Gobbo (1:36)
06. Sequencer – Danza di Matilde e Goffredo (7:37)
07. Gigi Cavalli Cocchi – Matilde ed Enrico IV (1:44)
08. Arcanoise – Tre giorni (10:57)
09. Gigi Cavalli Cocchi – Del combattere l'Imperatore (2:05)
10. Type – La battaglia (4:14)
11. Gigi Cavalli Cocchi – Ludovico Ariosto (1:27)
12. Oltremare – Il poeta (10:33)
13. Gigi Cavalli Cocchi – Come nulla muore (1:43)
14. Master Experience – Il suo richiamo (10:10)


Pubblicato dalla Ma.Ra.Cash Records nel 2006. "Canossa" è un concept album in puro stile prog progettato da  Gigi Cavalli Cocchi, batterista dei Mangala Vallis. Il disco ha un suo filo conduttore, ovvero la storia del castello di Canossa, che sorge nell'omonimo paesino in provincia di Regio Emilia. L'antico maniero risale al 940 e al suo fianco venne costruito un monastero benedettino.  L'episodio più celebre, riportato su tutti i libri di storia, è quello accaduto durante la lotta per le investiture, nell'anno 1077, quando l'imperatore Enrico IV si recò nel castello di Matilde di Canossa per umiliarsi davanti a papa Gregorio VII perché venisse ritirata la scomunica. Da qui ebbe origine il detto "andare a Canossa", come segno di remissione e pentimento. 


Il disco mi è stato inviato dal nostro infaticabile collaboratore Osel, che ringrazio di cuore, amico di Gigi Cavalli Cocchi e, sicuramente, ammiratore del castello di Canossa, che sorge dalle sue parti, Cavalli Cocchi è la voce narrante delle 7 tracce che si alternano ai 7 brani suonati da differenti band prog rock italiane. Il castello invita un viandante immaginario a visitare il suo interno e a scoprire la storia di quelle mura che videro papi, imperatori, cavalieri, re e regine, impauriti e indomiti. "Entra viandante e osserva ciò che di me ancora non resta, ma vive", così si chiude il primo recitato. Tocca ai Mangala Vallis (nostra vecchia conoscenza già su queste pagine) aprire la sequenza musicale. Hammond e chitarra acustica, sintetizzatore, belle voci e cori: perfetto 70's sound. I MV non si smentiscono mai e non deludono mai. 


Gli altri sei gruppi, anche se decisamente meno conosciuti, si fanno apprezzare ugualmente. Niente male i Trama Sonora, un quintetto di Cavriago che comprende una ottima cantante di nome Greta Fornasari e due altrettanto bravi chitarristi quali Claudio Bianchini e Marco Scolari. "La Regina" è con ogni probabilità l'unico brano inciso dalla band. Nulla sappiamo dei Sequencer, interpreti di "Danza di Matilde e Goffredo", oltre 7 minuti di autentico prog "pesante", dominato da chitarre elettriche e tastiere. Stessi discorso vale per gli Arcanoise, interpreti  di una lunga cavalcata sonora di oltre 10 minuti con frequenti cambi di tempi, ottimi assoli e una bella voce femminile a condire il tutto. Anche in questo caso non esiste una loro discografia. Grandissimi i Type che ci riportano direttamente ai suoni dei King Crimson, con quella chitarra "frippiana" che tormenta le note de "La battaglia". Ma da dove sbucano questi meravigliosi alieni mai ascoltati prima? Atmosfere intense e grande sfoggio di sintetizzatori e chitarre elettriche per gli Oltremare alle prese con "Il poeta", brano della durata di oltre 10 minuti. La conclusione è lasciata ai Master Experience: superlativi, grande dinamismo con organo e chitarre a dialogare su ritmi incalzanti e un gran finale che richiama direttamente i vecchi Genesis o se preferite lo Steve Hackett dei tempi migliori. 


Un disco nascosto nelle pieghe del nostro progressive nostrano che merita di uscire dall'anonimato ed essere apprezzato in tutta la sua bellezza. Piacerà a tutti gli appassionati del prog classico, quello dominato dalle tastiere e dai suoni vintage di Moog, Hammond e mellotron. Lode e gloria a Gigi Cavalli Cocchi per questa sua idea geniale e per avere raccolto intorno a questo progetto gruppi sconosciuti, al di là dei suoi Mangala Vallis, ma assolutamente grandi sotto il profilo artistico. Grazie Osel, per questo regalo. A voi tutti buon ascolto.

Gigi Cavalli Cocchi


Post by George - Music by Osel
 

mercoledì 11 ottobre 2023

Le Compilation della Stratosfera Vol. 28 - 1996 - Artisti vari - The River of Constant Change (Tribute to Genesis)


TRACKLIST CD 1:

01. Dusk - Algebra (6:37)
02. Can-Utility And The Coastliners - Decode (5:34)
03. The Carpet Crawlers - Notturno Concertante (6:27)
04. Living Forever - Moongarden (4:47)
05. Time Table - Lincoln Veronese (5:20)
06. Blood On The Rooftops - Queen Of Maybe (5:19)
07. Lillywhite Lilith - Art And Illusion (3:41)
08. Harlequin - Finisterre (3:09)
09. Ravine - T.M.A. (3:51)
10. The Day The Lights Went Out - Legend (5:32)
11. Am I Very Wrong?/A Place To Call My Own - Nostalgia (4:48)
12. Twilight Alehouse - Men Of Lake (5:20)
13. The Knife - Germinale (7:26)
14. The Lamia - The Ancient Veil (7:16)


TRACKLIST CD 2:

01. Horizons - Max Micheletto (1:56)
02. Looking For Someone - Graziano Romani (4:29)
03. The Light Dies Down On Broadway - Dracma (4:41)
04. Entangled (instrumental) - Submarine Silence (6:38)
05. Watcher Of The Skies (live) - Seconds Out (7:52)
06. Hairless Heart - Mysia (5:26)
07. Dancing With The Moonlit Knight - Mirage (7:56)
08. White Mountain - Evolution (7:07)
09. No Son Of Mine - Final Conflict (7:30)
10. In The Rapids - Irrgarten (3:11)
11. Wot Gorilla? - Paul Ward (3:23)
12. Afterglow - Unicorn (4:22)
13. The Chamber Of 32 Doors - Galahad (5:19)


Sarà perché sto ascoltando e riascoltando l'ultimo lavoro di Steve Hackett, quel grandioso "Foxtror At Fifth" registrato dal vivo a Brighton, ma mi è venuta una grande nostalgia per i vecchi Genesis, quelli dell'era Gabriel-Hackett. Sono quindi andato a riprendere questa vecchia compilation pubblicata dalla Mellow nel 1996, un grande doppio album tributo ad una delle band che ho più amato e che ha rappresentato una parte importante della colonna sonora della mia adolescenza. I dischi dell'era Collins mi hanno spesso lasciato l'amaro in bocca, così come i tour, fino a giungere alla penosa ultima reunion del 2021-2022, con il povero Phil seduto su una sedia al centro del palco, con la schiena logorata da anni di concerti dietro i tamburi, a cantare gli  hit dei Genesis 2.0. E' vero che allo show business non si resiste, ma è meglio evitare scene patetiche e fermarsi al momento opportuno. In questa compilation, per fortuna, quasi tutto lo spazio è dedicato ai Genesis del periodo classico. 


Analizziamo ora l'album ad iniziare dalla tracklist. Vediamo innanzitutto da dove sono stati tratti i 27 brani distribuiti nei 2 CD. E qui si fa interessante vedere le scelte effettuate dagli altrettanti 27 artisti. La parte del leone la gioca "The Lamb Lies Down On Broaway", con ben 8 tracce tratte da questo capolavoro del 1974. Seguono "Trespass" e "Foxtrot" con 4 brani ciascuno. A ruota troviamo "Wind & Wutering" con 3 brani. L'era Collins è rappresentata da "We Can't Dance" con 2 sole tracce (Living Forever e No Son Of Mine). Addirittura un brano è stato ripescato dallo storico disco di esordio "From Genesis To Revelation" del 1969, un medley tra "Am I Very Wrong? e A Place To Call My Own". Stranamente vi è solo un brano tratto da "A Trick Of The Tail", una versione strumentale di "Entangled".  Interessanti le cover di due brani apparsi su 45 giri, "Twilight Alehouse" risalente al 1972 e "The Day The Light Went Out" dal singolo "Mani Too Many" del 1978. Mi ha un po' sorpreso la scarsità di cover tratte da  "Nursery Cryme" e "A Trick Of The Tail". 
 

Diamo un'occhiata agli artisti, indicando la loro provenienza. Come vedete, non tutti i gruppi sono italiani, anche se i "made in Italy" rappresentano la schiacciante maggioranza. 

Italia: Algebra - Decode - Notturno Concertante - Moongarden - Lincoln Veronese - Queen of Maybe - Art and Illusion - Finisterre - T.M.A. - Nostalgia - Men of Lake - Germinale - The Ancient Veil - Max Michieletto - Graziano Romani - Submarine Silence - Mysia - Mirage
Gran Bretagna: Evolution - Galahad - Legend - Final Conflict - Paul Ward
Canada: Irrgarten
Svezia: Unicorn
Spagna: Dracma
Germania: Seconds Out


Dopo avere riascoltato questa corposa compilation mi sono subito posto una domande: "Ma quanto sono bravi i nostri musicisti? Che cover meravigliose hanno realizzato". Oltre ai nomi conosciuti (alcuni già ospitati sulla Stratosfera) quali Algebra. Notturno Concertante, Finisterre, Germinale,. Graziano Romani, troviamo nomi meno noti ma non per questo meno bravi. Anche le cover spaziamo da una riproposta precisa fin nei minimi dettagli (vedi "Can-Utility and the Coastliners dei Decode riproposta alla perfezione, voce esclusa, ovviamente) ad un arrangiamento che dà una nuova veste sonora, come nel caso della classica "Dancing With The Moonlight Knight" dei Mirage. Nel mezzo ci sta di tutto: dall'irriconoscibile "Horizons" di Max Michieletto (che al termine sussurra "scusa Steve") alla quanto mai improbabile cover di "Ravine" ad opera dei TMA. 


In sostanza, un grande album, bello e nostalgico che valorizza la bravura e il tecnicismo dei nostri musicisti. Le cover dei Genesis sono tutt'altro che facili da realizzare, ma pare che la sfida sia stata vinta. Vi ricordo che nel 1998 venne pubblicato un altro album tributo ai Genesis (titolo: The Fox Lies Down"), con cover realizzate da soli musicisti stranieri - tra cui Brand X II, John Ford and The Strawbs, Patrick Moraz, John Wetton, David Allen e altri ancora - decisamente meno interessante e musicalmente più debole. Godiamoci quindi questi 27 brani e, naturalmente, buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George