Visualizzazione post con etichetta Zeit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zeit. Mostra tutti i post

giovedì 10 luglio 2014

Zeit - Un giorno in una piazza del Mediterraneo - 1979

esce nel 1979 il disco d'esordio degli Zeit, magnifico combo etno-jazz (world ante-litteram), il cui successivo lavoro: "Il cerchio degli antichi colori" abbiamo già proposto nella  Stratosfera  lo scorso anno.    Anche questo album è stato prodotto dalla Materiali Sonori e per le informazioni relative al gruppo e all'area musicale di riferimento vi rimando al suddetto post, dove potete trovare alcuni cenni storico-critici ripresi da un articolo di Daniele Caroli per la rivista Superstereo.

il disco
all'ascolto risulta più acerbo del successivo e notevole disco,  il mood è meno rurale del "tappeto volante" degli Aktuala, ma la sensazione è che lo spirito sia proprio quello: suoni acustici e arrangiamenti scarni che riempiono/spogliano i brani dando, a volte, la sensazione di una ricerca orientata allo studio delle possibili soluzioni armoniche degli strumenti;  è comunque un'opera prima interessante, piacevole all'ascolto e con alcuni passaggi in cui è già presente il fascino distintivo dell'album seguente.  


apre  l'ascolto "ruz" trascinata dal violino di Paolo Chiavacci e sostenuta dalle ritmiche di chitarra e darbuka, mentre in "circus" il violino si occupa delle note basse in accompagnamento e la ciaramella di Andrea Tamassia vola a festa in primo piano; segue la breve ed evocativa "echi d'acqua" giocata tra gli intarsi dei dolci suoni metallofoni e il gorgoglio "didgeridoo" del marranzano di Grazia Scaramelli; a chiudere il primo lato "ritmo berbero" con Paolo Casu che disegna i suoni nomadi delle terre che abbracciano il mare-nostrum da sud: sonagli, piccole percussioni, qualche voce di fondo, il battere di un tamburo a cornice, campanelli, vibrafono ...  e la nenia danzante di violino e ciaramella a guidare il cammino e allietare il percorso.   Cambiamo lato e lo studio riprende con "mosaico" e le sue tessere strumentali (marranzano, chitarra, violino, metallofono...), prosegue con la sperimentazione di flauto e bottiglie nella breve "vetro e canne", ed approda al "tema oscuro"  : qui la tensione sale e la ricerca sonora si spinge verso atmosfere più complesse da dove emerge appieno il pathos compositivo;  l'epilogo è "sintesi", una dolce ballata intrisa di echi orientali e dal sapore struggente: forse chi solca le acque è lontano dalla propria terra e pensa alle genti che ha lasciato e a chi lo aspetterà.

TRACKLIST :
lato A
01. ruz
02. circus
03. echi d'acqua
04. ritmo berbero

lato B
05. il mosaico
06. vetri e canne
07. tema oscuro
08. sintesi


FORMAZIONE:
 

Paolo Casu (darbuka, dholak, metallofono, bendir, piatti, bottiglione)
Paolo Chiavacci (violino, metallofono)
Grazia Scaramelli (marranzano, tamburello, cimbali, sonagliere, triangoli)
Andrea Tamassia (chitarra, balalajka, ciaramella, flauti, tamburello, campanaccio)

 Post by Odiladilu

domenica 19 maggio 2013

Zeit - 1981 - Il cerchio degli antichi colori

Penso non sia necessario aggiungere altro, per presentare disco e progetto musicale, a quanto scrisse Daniele Caroli nella recensione per Superstereo:

 “a un osservatore disattento, ignaro dei sacrifici e delle incomprensioni cui andarono soggetti i suoi protagonisti, potrebbe apparire un’amena favoletta: parliamo della ricerca svolta negli anni settanta da un manipolo di musicisti decisi a collegare in una fusione stimolante elementi popolari mediterranei, improvvisazione jazzistica, suggerimenti del patrimonio classico orientale.
La volontà di reagire al predominio anglo-americano nella musica extra-colta, il desiderio di abbattere preconcette barriere culturali, la predisposizione all’utilizzo di materiale “povero”, stavano alla base di questo movimento, nato e rimasto underground per la mancanza di appoggio da parte dell’industria musicale e dei mass-media:  restavano così soltanto lodevoli e limitate le esperienze dei Nadma e degli Aktuala, e poi su su fino a tempi più recenti, dei Carnascialia, di Pino Masi, di Mauro Pagani. Proposte snobbate, di cui non ne venivano capite le fondamenta artistiche.  Per fortuna c’è chi resiste :  tra questi attivi assertori di una musica italiana che non rinneghi le proprie origini, e trovi anzi gli addentellamenti con le culture vicine, primeggiano i toscani ZEIT.
Dopo un primo album del ’79, il gruppo offre con “il cerchio degli antichi colori” una prova più consistente: più ampia la gamma delle ispirazioni, più compatto l’organico (che si apre positivamente a collaborazioni esterne), più precisi i connotati timbrici.
E’ una musica strumentale delicata che raggiunge l’obiettivo : porsi al di fuori del tempo.  Le costruzioni accurate di temi e strumentazioni sono piene di richiami alle tradizioni popolari e attente anche a ciò che si è fatto all’estero, dalla Third Ear Band a Shakti.
Ma sulla struttura s’impongono proficuamente la passione e la convinzione dei musicisti : perciò i ritmi di danza, le sonorità estatiche, i passaggi solistici, non riflettono nostalgie arcaicizzanti o finalità formalistiche, ma l’entusiasmo di chi crede che la musica può ancira nutrirsi di fantasia.”
(Daniele Caroli  - redattore musicale di Superstereo)


 

Segnalo solo che il disco è stato prodotto dalla Materiali Sonori (così come il precedente lavoro d’esordio: “Un giorno in una piazza del mediterraneo”), che Paolino Casu collaborerà con l’eccentrico gruppo Gezz Zero (Tantra Experience Collektive) di Carlo Gatteschi, e va sottolineata la presenza, tra i collaboratori, di Alfio Antico, percussionista “di strada” ingaggiato dai Musica Nova di Eugenio Bennato.




TRACKLIST :
side 1
01. Una danza infinita (Tamassia)
02. Duo (Chiavacci, Casu)
03. Vincigliata (Tamassia)
04. Gli antichi colori (Tamassia, Tarabella, Casu)
05. Sirtòs (arr. tradizionale)

side 2
06. Nuovo orizzonte (Tamassia)
07. Un altro occidente (Tamassia, Biondi, Chiavacci, Casu)
08. Kalimba (Tamassia, Chiavacci)
09. In cerchio (Tamassia)



FORMAZIONE:

Paolino Casu (darbuka, congas, tabla, bendir, piatti, campane, gong)
Paolo Chiavacci (violino, metallofono, piatti trk 6)
Gian Piero Rezoagli (basso acustico)
Grazia Scaramelli (dberimbao, triangolo, kalimba trk 6)
Andrea Tamassia (chitarra, balalajka, ciaramella, kalimba trk 8)
Ospiti:
Aldo Tarabella (bandura trk 4)
Andrea Biondi (sax soprano trk 7)
Alfio Antico (tamburello trk 9)
Michele Degli Innocenti (percussioni trk 6)
Giovanni Savia (percussioni trk 7)

 Post by Odiladilu