Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post

mercoledì 17 giugno 2026

Ifsounds - Apeirophobia (CD, 2010)

 

TRACKLIST:

01. Anima Mundi - 7:21
02. Summer Breeze - 6:06
03. Last Minutes - 6:18
04. Aprile - 2:22
05.  Apeirophobia - 27:50


FORMAZIONE:

Elena Ricci - voce
Dario Lastella - chitarre, synth, voce
Claudio Lapenna - piano, tastiere, synth, voce
Franco Bussoli - basso
Enzo Bellocchio - batteria, percussioni

con:
Phil Naro - voce solista (1)
Andrea R. Garrison - voce solista (2)
Núria Palau, Alexandra Milas, Maria Miele, Armando Varriano - archi (4)
Luca Di Pardo - batteria (3,5)


Frank-One ha presentato un paio di settimane fa il brano di apertura di questo CD, "Anima Mundi", nel corso della sua "The Prog Side of the Moog" e io cosa ho fatto? L'ho invitato ad inviarmi tutti i file (con la track 5 completa, visto che sul web se ne trova una versione dimezzata di 12") per condividere l'album con gli amici della Stratosfera. Ed eccolo qui. Grazie, come sempre, amico mio. Fatti i doverosi ringraziamenti passiamo ora all'esame del nostro bel CD, che si presenta con un titolo alquanto interessante ma complicato. Il termine  apeirophobia deriva dall'unione di due parole dell'antico greco (se qualcuno di voi ha fatto il Liceo Classico forse lo saprà), apeiros (che significa infinito) e phobos (che significa paura o fobia), ovvero paura dell'infinito o dell'eternità. Chiusa la dotta citazione, passiamo ai contenuti: si tratta di un concept sulla coscienza dell'Uomo riguardo alla fine, non la paura della morte, ma - come sopra ricordato - la paura dell'infinito dopo la morte. 


La band ha fornito una propria biografia che vedrò di sintetizzare. Si tratta innanzitutto di un gruppo molisano, cosa abbastanza rara, fondato a Petacciato (un piccolo comune in provincia di Campobasso) nel 1993 col nome If (come il quasi famoso gruppo rock jazz inglese anni '70) poi rinominato Ifsounds nel 2009. L'inizio della loro carriera è simile a quella di altri gruppi: suonano nelle feste scolastiche e in piccoli festival rock locali, soprattutto cover di Pink Floyd, Queen, Police integrandole con qualche brano originale. Dopo  alcuni assestamenti nella formazione, nel 2004 gli If registrano "In the Cave", opera prima che darà il via ad una lunga serie di album (10 in studio e un live pubblicato nel 2025). Per leggere l'intera biografia potete cliccare qui per raggiungere il sito Prog Archives. 


In ordine cronologico quello oggi proposto è il quinto album della discografia degli Ifsounds. E'un album che amo molto, ad iniziare dall'introduttiva "Anima Mundi".  con la voce un po' orientaleggiante di Elena Ricci seguita dalla graffiante chitarra elettrica di Dario Lastella. Vi siete accorti che il refrain riprende, ovviamente a velocità maggiore, la melodia di "Grantchester Meadows" dei vecchi Pink Floyd? Sarà merito del grande amore degli Ifsounds per la band inglese? "Summer Breeze" è una morbida ballata acustica  (inizialmente per chitarra e voce) che sale di intensità nel segmento conclusivo. "Last Minutes" è un buon rock anni '70, aperto da basso e batteria seguito da un ottimo riff di chitarra elettrica. Un bel tuffo nel passato. "Aprile", dolce e malinconico, è il brano più anomalo di tutto l'album, suonato da un quartetto d'archi. Bello, non c'è che dire. Arriviamo così alla chiusura con la title track, una mini suite della durata di quasi 28 minuti. E' la sintesi perfetta di tutti gli umori e i suoni che pervadono il disco e che caratterizzano gli Ifsounds in questo periodo. Si tratta di un brano con forti tinte psichedeliche, con un'apertura molto floydiana. Dentro c'è di tutto: una miscela di suoni acustici (flamenco incluso) ed elettrici, con lunghi assoli di chitarra. Insomma, le vecchie Good Vibrations. 
 Morale: un disco che non mi sono ancora stancato di riascoltare (credo dopo 4 volte). Proviamo magari a cercare qualche altro lavoro di questa band. Sono certo che non ci deluderà. 
Intanto vi auguro buon ascolto.




    Post by George - Music by Frank-One

mercoledì 14 gennaio 2026

Eris Pluvia - Third Eye Light (CD, 2010)

 

TRACKLIST:

01. Third Eye Light - 6:32
02. Rain Street 19 - 6:09
03. The Darkness Gleams - 4:28
04. Someone Care For Us - 3:21
05. Fixed Course - 2:45
06. Peggy - 6:01
07. Shades - 5:02
08. Fellow Of Trip - 5:22
09. Sing The Sound Of My Fears - 4:30


FORMAZIONE:

Alessandro Cavatori - chitarre
Marco Forella - basso
Matteo Noli - voce, chitarre
Paolo Raciti - piano, tastiere
Daviano Rotella - batteria

With:
 Roberta Piras - flauto (1,2,4,6,9), vocals (1)
Diana Dallera - voce (1,6)
Max Martorana - chitarra classica (1,9)


Bravo Osel, e grazie per le continue proposte di gruppi di new progressive da pubblicare sulla Stratosfera. Con gli Eris Pluvia, straordinaria band genovese, ci caliamo nel rock sinfonico puro, giocato sulle combinazioni di suoni acustici ed elettrici, con ampio uso di flauto, chitarre e tastiere. Parliamo in primis del loro nome, una combinazione tra Eris, la dea greca della discordia e del caos e Pluvia, termine latino che significa pioggia. Prima di registrare "Third Eye Light", l'album della maturità pubblicato nel 2010 dalla AMS Record, il gruppo aveva già realizzato "Pushing Together", una cassetta autoprodotta pubblicata nel 1990 contenente quattro brani (siamo proprio agli esordi) e un successivo  CD intitolato "Rings of Earthly Light", pubblicato nel 1991 dalla Musea anche in Francia, che ottenne buoni riconoscimenti da parte della critica. Lo potete ascoltare in streaming su YT Music, Apple Music, Amazon Music e Deezer. L'album venne ristampato più volte per essere distribuito sul mercato straniero. Quando oramai il pubblico li aveva praticamente dimenticati, ecco l'improvviso ritorno nel 2010 con questo gioiellino. Seguiranno altri due CD, il primo  nel 2016 (Different Earths), il secondo nel 2019 (Tales from Another Time). Nello stesso anno la Lizard pubblicò una raccolta antologica, "1991-1995 Rings of Earthly Light and Other Songs", condivisa col gruppo parallelo Ancient Veil.



Abbiamo concluso. Ancora un grazie a Osel per la scelta e la condivisione. Vi lascio col mio consueto buon ascolto. 


Post by George - Music by Osel

mercoledì 12 novembre 2025

Yugen - Iridule (CD, 2010)

 

TRACKLIST:

01. On the Brink (0:51)
02. The Scuttle of the Past Out of the Cupboards (6:37)
03. Iridule (3:08)
04. Overmurmur (8:49)
05. Scribbled (1:42)
06. Becchime (6:18)
07. Ice (1:46)
08. Ganascia (4:10)
09. Thaw (1:40)
10. Serial(ist) Killer (5:43)
11. Cloudscape (7:53)


FORMAZIONE:

Elaine Di Falco / voce
Francesco Zago / chitarre, Mellotron, pianoforte preparato
Mike Johnson / chitarra
Tommaso Leddi / mandolino (6,8)
Paolo Botta / organo Hammond, pianoforte elettrico, sintetizzatori
Maurizio Fasoli / pianoforte
Michele Epifani / clavicembalo
Valerio Cipollone / sassofono soprano, clarinetti soprano e basso
Peter Schmid / clarinetto contrabbasso, basso clarinetto, sassofono contrabbasso
Giacomo Cella / fagotto
Markus Stauss / sassofoni contralto, tenore e basso
Elia Mariani / violino
Enrica Di Bastiano / arpa
Dave Willey / basso
Guy Segers / basso (2)
Alberto Roveroni / batteria
Dave Kerman / batteria (10,11)
Simone Beneventi / vibrafono, marimba, glockenspiel
Giuseppe Olivini / percussioni, theremin, Shruti scatola


La prima cosa che salta agli occhi è il numero dei musicisti e degli strumenti musicali che concorrono alla realizzazione di questo CD, una vera e propria orchestra di 19 elementi. "Iridule" è il terzo album della band milanese pubblicato dall'etichetta AltrOck nel 2010. Le due prove precedenti erano "Labirinto d'acqua" (2006) e "Uova fatali" (2008). Prima della cessazione delle attività gli Yugen pubblicarono ancora un album registrato dal vivo al Rio Festival nel 2011, intitolato "Mirrors" (2012) e uno registrato in studio, "Death By Water" del 2016. E' veramente difficile definire lo stile musicale del gruppo, una miscela tra progressive rock contemporaneo, sperimentazione, musica da camera, jazz, sul genere "Rock in Opposition". Forti e decisi sono i richiami a Henry Cow e Picchio dal Pozzo, ma anche a John Cage e Arnold Schoemberg. Musica per intellettuali e musica per l'intelletto. 


Fondati a Milano nel 2004 gli Yugen presero nome da una parola giapponese "che esprime il canone estetico dell'arte giapponese, come l'haiku in poesia o il Noh a teatro". Spero che sia chiaro... 
Sul sito Prog Archives viene tracciata una buona biografia che vi riposto:

"Tra dicembre 2004 e gennaio 2005 registrano il loro primo demo. Diego Donadio (ex batterista dei The Night Watch) è alla batteria in questa registrazione. Nel febbraio 2005 la formazione si rafforza con l'ingresso del tastierista Paolo Botta e del sassofonista svizzero Markus Stauss (Spaltklang, Ulterior Lux) durante una jam session a Tradate. Un'ulteriore espansione è rappresentata dall'ingresso del bassista Stephan Brunner (Spaltklang) e del suonatore di ance Peter Schmid (Evan Parker, Vinny Golia). Man mano che Zago compone nuova musica, la band vuole esprimere appieno il proprio potenziale aggiungendo altri musicisti che contribuiscano a creare un risultato finale all'altezza dell'obiettivo. È allora che si uniscono: il percussionista Massimo Mazza, il clavicembalista Giuseppe Olivini (OZ, Contrapplugged), i musicisti classici Maurizio Fasoli (pianoforte), Elia Mariani (violino) e Marco Sorge (clarinetti). Infine arrivano il batterista Mattia Signò, Tommaso Leddi (Stormy Six) e il batterista statunitense Dave Kerman (Thinking Plague, 5uu's, Present, Ahvak Blast).


Nel giugno 2005 iniziano a registrare il loro primo album, "Labirinto d'acqua", che esce nel 2006. L'album è mixato e masterizzato da Udi Koomran (Avhak, Present, Thinking Plague). Il disco è strumentale e, sebbene si possa rintracciare un sound chamber rock simile a quello di Univers Zero e Art Zoyd, ha un sound fresco, moderno e più rock. Dato che nella formazione ci sono diversi background (Zago è orientato alla sinfonica, Kerman e Leddi sono dei RIO e altri musicisti hanno una formazione classica), otteniamo un mix di tutto, e il risultato è avvincente. 

la cantante Elaine Di Falco

Si possono sentire alcune somiglianze con i 5UU, i Thinking Plague e gli Ahvak, rock cameristico dinamico, musica da camera, parti morbide e ponderose, alcune parti "symphonic prog" (c'è un mellotron e un minimoog), ritmi che cambiano rapidamente e tempi insoliti, strati di strumenti che suonano melodie diverse, alcuni brani eccentrici che sono liberi e più astratti (suonati principalmente solo da strumenti classici) e ci sono le parti completamente folli in cui la band impazzisce. C'è una miriade di stili qui e sono necessari molti ascolti per riuscire ad assorbirli tutti e identificare le numerose influenze e idee musicali".
Bene, concludo ringraziando l'amico e collaboratore Marco Osel a cui va il merito di avere scovato questo gioiellino e di averlo voluto condividere con il popolo della Stratosfera. Grazie veramente per questo bel colpaccio. A voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.

il chitarrista Francesco Zago


Post by George - Music by Osel

giovedì 9 ottobre 2025

Serie "Bootleg" n. 359 - Angelo Branduardi Live in Aosta 25.06.2010 (RE-POST) & Live Tour 1976 - from Tele Umbria (NEW POST)

 

Questo post ha un doppio volto: il primo riguarda il re-upload di un concerto pubblicato sulla Stratosfera il 23 marzo 2012 per la serie "Yesterday & Today - vol. 5" (lo ritroverete qui). Si tratta del concerto che Branduardi tenne ad Aosta il 25 giugno 2010 all'interno della rassegna "Aosta Sound Festival". Visto che il link è inattivo da anni, qualche amico navigatore ne ha chiesto il re-upload. Purtroppo non riesco  a fare la stessa cosa per il video con il concerto di Roma del 1979 che ho su DVD.  Il secondo volto riguarda un concerto del 1976 pubblicato sul canale YT di Tele Umbria. Luogo e data non sono conosciuti. In questo caso, oltre a fornirvi il link per vedere il concerto su YouTube, vi metto a disposizione anche i file mp3, con tracce separate, in modo tale da poterlo conservare in formato digitale nei vostri archivi audio. 

RE-POST & RE-LOAD
Angelo Branduardi - Aosta, Stadio Puchoz, 25.062010
Rassegna "Aosta Sound Festival"
(post originale 23 marzo 2012)


TRACKLIST CD 1

01. Si può fare
02. Domenica e lunedì
03. Fou de Love
04.Il giocatore di biliardo
05. Il denaro dei nani
06. La tempesta
La Lauda di Francesco (estratti)
07. Il cantico delle creature
08. Il sultano di Babilonia e la prostitutta
09. Audite poverelle
10. Nelle paludi di Venezia
11. La predica della perfetta letizia


TRACKLIST CD 2:

01. Ballo in Fa diesis minore
02. Vanità di vanità
03. Violino solo
04. Alla Fiera dell'Est
05. I santi 

encore
06. Cogli la prima mela
07. La pulce d'acqua


Arricchito dalle belle copertine che realizzò a suo tempo l'amico Roby, diamo nuova vita a questo ottimo concerto di Angelo Branduardi che registrai nello stadio Puchoz di Aosta il 25 giugno 2010. La scaletta tocca quella che era l'ultima produzione artistica del musicista, incluso un estratto dalla Lauda di Francesco. I brani "storici" sono riservati a conclusione di concerto. Ricordo che l'intero show è racchiuso in due lunghi file. La registrazione è di buona qualità. 

NEW POST
Angelo Branduardi - Live Tour 1976 
(video pubblicato sul canale YT di Tele Umbria)


TRACKLIST:

01. Presentazione
02. Confessioni di un malandrino
03. Tanti anni fa
04. Il dono del cervo
05. Sotto il tiglio
06. Alla Fiera dell’Est
07. La luna
08. Presentazione 2
09. Gli alberi sono alti
10. L’uomo e la nuvola
11. Re di speranza
12. La serie dei numeri
13. Il funerale
14. Donna mia
15. Ch’io sia la fascia


Si tratta di un concerto veramente stupendo, con un Branduardi colto nei suoi primi anni di attività artistica, pronto a regalarci delle chicche tratte dai primi tre album. Possiamo anche ascoltare due tracce dal primo omonimo disco del 1974, "Re di speranza" e "Ch'io sia la fascia". Per il resto si attinge a piene mani da "La luna" e "Alla Fiera dell'Est". Questo concerto fa il paio con quello registrato al Patio di Rubiera, sempre nel 1976 (grande regalo di Osel, postato qui), che presenta alcune similitudini nella tracklist.  Non mi spingo ad elencare i musicisti che accompagnano Branduardi. La formazione fu oggetto di una interessante disquisizione sul post originale che potrete ripercorrere leggendo i commenti. Ho invece alcune perplessità sulla data di registrazione di questo concerto: il disco "Alla Fiera dell'Est" venne pubblicato nel novembre 1976. Qui il pubblico pare riconoscere piuttosto bene i brani presentati dal vivo tratti da questo album. Pertanto mi viene da pensare che la registrazione potrebbe essere avvenuta verso o alla fine di dicembre o, addirittura, agli inizi del 1977. Sono solo pinzillacchere, direte voi, ma è bene essere precisi. 


Il video, anche se piuttosto disturbato, è sul canale YT dell'emittente televisiva Tele Umbria (la quale ci offrì poco tempo fa un ottimo concerto del Banco del Mutuo Soccorso). Come già ricordato nelle premesse, oltre a fornirvi il link del video, troverete l'intero concerto in versione audio, con tracce suddivise. Piccolo regalo da parte mia. E ora non mi resta che lasciarvi ascoltare o riascoltare i due concerti. Ci prendiamo una piccola pausa di qualche giorno e ci diamo appuntamento per la metà della prossima settimana.


NEW LINK Live in Aosta 2010 (2 CD)
LINK Live Tour 1976 (AUDIO FILES)

LINK Live Tour 1976 (VIDEO)
https://www.youtube.com/watch?v=rxAV_t2OjCQ

Re-post & New post by George

martedì 7 ottobre 2025

Ropa 11 - Amazing Stories (CD 2010)

 

TRACKLIST:

01. London's Diary
02. Pygmy Twylyte
03. Vacuum
04. My Favorite Things
05. Deira
06. Mandala Bay
07. Eternal Hate
08. Riders on the Storm
09. And So Do I
10. Cristallo
11. November in Vegas


FORMAZIONE:

Eugenio Mirti - chitarra acustica
Andrea Quaglino - chitarra elettrica
Ivan Nirta - chitarra elettrica
Michele Anelli - contrabbasso
Paolo Inserra - batteria
Ale Muner - tromba
Chiara Onida - voce


Caro Osel, prima o poi ci dovrai spiegare dove diavolo vai a trovare questi CD. Qui parlare di "sconosciume" è praticamente un eufemismo. Nemmeno Discogs annovera  i Ropa 11 nel suo sterminato catalogo. Pertanto grazie, caro amico, per mettere a disposizione dei nostri navigatori questo gioiellino. Smanettando all'interno del web ho trovato il sito ufficiale della band e qualche articolo pubblicato su alcuni siti specializzati tra cui "All About Jazz" e "Il popolo del blues". Partiamo dal sito ufficiale per leggere la loro biografia.
"Ropa 11 è un progetto musicale nato a Torino nell’autunno del 2005 le cui coordinate artistiche individuano una combinazione tra l’energia del rock (classic, grunge, avanguardia) e il groove dell’improvvisazione jazz, contemporaneo e modale. Il colore principale della band è costituito dal suono caldo delle chitarre: il risultato è un jazz/rock che rimanda agli anni ’70 più che accomunarsi alla fusion del decennio successivo e che alterna momenti di calma acustica a distorsioni aggressive, sopra il rapido swing della sezione ritmica.

Eugenio Mirti

Dopo aver inciso il primo album (Infrangibile - 2006) e aver partecipato a vari festival in Italia, i Ropa 11 hanno presentato il loro lavoro negli USA con un mini-tour. Da quella esperienza, da quei paesaggi, da quel viaggio, sono sorte le ispirazioni per i nuovi brani, che sono confluiti su CD nel 2008 con il titolo “Mark III”, lavoro che ha ottenuto ottimi riscontri. In contemporanea all’attività live, i Ropa 11 hanno registrato le undici tracce che vanno sotto il titolo di  “Amazing Stories”, pubblicato per la Pus(h) In Records nell’aprile 2010". E qui, per quanto ne so, termina la loro carriera musicale.
Decisamente interessante quanto riportato da "All About Jazz" che inizia dalla copertina: "
Il bel Revox vintage che campeggia in copertina ci riporta inevitabilmente agli anni settanta e quello è il mondo che i Ropa 11 vogliono frequentare e approfondire, senza negarsi spruzzate di contemporaneità, specialmente nell'uso della voce di Chiara Onida e negli arrangiamenti delle sezioni più vicine al pop".

Andrea Quaglino

"Ce lo conferma la musica con la trilogia iniziale che mischia due brani originali attorcigliati a sandwich con una cover di Frank Zappa per poi proseguire con una improbabile versione light di "My Favorite Things". Tra le cover spicca una "dilatata e impalpabile" versione di "Riders on the Storm" degli epici Doors (sfido chiunque a riconoscerla - ndr). Il tutto scorre via fra climi rock e interferenze jazzistiche, senza mai dare la sensazione di raggiungere un punto di equilibrio 'centrale' al progetto. La tromba di Ale Muner sta al centro degli arrangiamenti e attorno a lei ruotano le due chitarre, con il sostegno di una ritmica bella tosta. Lo straniamento temporale è assicurato ma non è ben chiaro se questo era l'effetto complessivo che il gruppo voleva raggiungere".
E qui ci salutiamo. Un ultimo grazie a Osel e a voi tutti auguro buon ascolto.

Paolo Inserra


Post by George - Music by Osel

domenica 27 aprile 2025

Three Monks: Neogothic Progressive Toccatas (2010) & The Legend Of The Holy Circle (2013)

 

PREMESSA BY GEORGE

GRAZIE AMICI!

Stanno giungendo da un po' di tempo a questa parte, nelle mie cartelle di posta elettronica, contributi a profusione da parte di amici e collaboratori, vecchi e nuovi, della Stratosfera. Gli ultimi, in ordine di arrivo, provengono da Osel (attivissimo come sempre, specie con proposte di gruppi poco conosciuti), Frank-One, Cimabue, Roberto e forse da qualcun altro. Non voglio dimenticare Albe, Giudas e Ilario che, saltuariamente, forniscono il loro prezioso apporto alla Stratosfera. Si tratta quasi sempre di materiale raro, di ottima qualità e di difficile reperibilità. Questa è la dimostrazione dell'ottimo stato di salute di cui gode questo blog (oramai tra i più longevi, che vanta oltre 1000 visualizzazioni quotidiane provenienti da varie parti del mondo e che sta per raggiungere la ragguardevole soglia dei 7 milioni di visualizzazioni totali) e della passione che ci unisce per la buona musica, quella con la M maiuscola. Tutto questo è possibile grazie a voi, alla costante collaborazione e al al lavoro di squadra che permettono alla Stratosfera di crescere in modo esponenziale. Ovviamente non posso negare che mi manca molto la presenza e la collaborazione del sodale amico Robi. 

Pertanto GRAZIE CARI AMICI, e lo dico CON TUTTO IL CUORE (E CON LA MENTE)

Da parte mia cercherò, come sempre, di rendere giustizia ai vostri sforzi e di realizzare post sempre interessanti (almeno spero) da condividere con tutti coloro che ci seguono da innumerevoli anni. Un po' alla volta, perché da solo fatico a stare dietro a tutto e a tutti, darò la giusta visibilità ai vostri contributi, in modo alterno, alternandoli altresì al materiale presente nei miei archivi (album e soprattutto bootleg e concerti live) e alle richieste di re-post e re-load. E se qualcuno di voi, oltre ai file, vorrà inviarmi anche delle liner notes, saranno ben gradite. Un colpo di mano non guasta mai. 
Detto questo, detto tutto: procediamo con il post di oggi frutto del contributo del nostro grande amico Osel. I protagonisti sono i Three Monks, autori di due album assolutamente imperdibili.

Three Monks - Neogothic Progressive Toccatas (2010)


TRACKLIST:

01. Progressive Magdeburg (8:22)
02. Toccata Neogotica # 1 (11:25)
03. Neogothic Pedal Solo (5:03)
04. Herr Jann (6:33)
05. Deep Red (Profondo Rosso) (4:22)
06. Profondo Gotico (4:07)
07. Toccata Neogotica # 7 (10:14)


FORMAZIONE:

Paolo "Julius" Lazzeri - organo a canne, synth
Maurizio "Bozorius" Bozzi - basso elettrico
Roberto "Placidus" Bichi - batteria (2-6)
Claudio "Ursinius" Cuseri - batteria (1,7)


I "tre monaci" - che poi in realtà sono quattro, visto che nell'album si alternano due batteristi - sono una band originaria di Arezzo, decisamente originale, con un sound focalizzato sull'organo a canne, suonato dall'organista e compositore Paolo Lazzeri. Al suo fianco il bassista Maurizio Bozzi e i due batteristi Roberto Bichi e Claudio Cuseri. Dalla biografia proposta su ProgArchives si apprende che " Lazzeri era un organista prog-rock nei primi anni '70, fino a quando l'attenzione del pubblico non cambiò, periodo in cui iniziò lo studio della musica classica romantica, sia sinfonica che per organo solista. Le sue principali influenze provenivano dallo studio approfondito della musica del compositore Julius Reubke (1824-1858) e dal suo apprezzamento per il rock progressivo dei King Crimson e dei Van Der Graaf Generator. Lui e Bozzi decisero di formare un trio rock che avrebbe tentato di combinare il loro amore per la musica classica (stile neogotico, Romanticismo tedesco del diciannovesimo secolo) e il rock progressivo". 


Maurizio Bozzi è un bassista/compositore/arrangiatore professionista dagli anni '70 e ha collaborato a innumerevoli progetti in studio e tour dal vivo. Si unirono ai batteristi Bichi e Cuseri per formare i Three Monks e nel 2010 pubblicarono il loro primo lavoro per la Black Widow Records, "Neogothic Progressive Toccatas". L'album fu abilmente mixato e masterizzato da Torben Lysholm presso lo studio Tune Town in Danimarca. I sette brani sono evidentemente ispirati a compositori barocchi e a storie di cattedrali con enormi organi a canne storici. Le note di copertina forniscono informazioni specifiche sull'ispirazione di ogni singola traccia. Troverete anche una cover di "Profondo Rosso" dei Goblin (ripresa anche in Profondo Gotico), giocata ovviamente sulla triangolazione organo a canne, basso e batteria. Il CD è quasi interamente strumentale, tranne i misteriosi cori di monaci collocati all'inizio di Neogothic Pedal Solo. Insomma, un disco di grande bellezza e originalità che lascia ben sperare per il futuro della band aretina. 


Three Monks - The Legend Of The Holy Circle (2013)


TRACKLIST:

01. The Holy Circle (7:45)
02. Rieger (5:06)
03. The Battle Of Marduk (9:51)
04. The Rest Of The Sacred Swarm (4:46)
05. Into Mystery (5:55)
06. The Strife Of Souls (9:58)
07. Toccata Neogotica #5 (Epilogue) (9:43)


FORMAZIONE:

 Paolo "Julius" Lazzeri -organo a canne, synths, compositore
Maurizio "Bozorius" Bozzi - basso elettrico, produttore
Roberto "Placidus" Bichi - batteria e percussioni orchestrali (3,6,7)
Claudio "Ursinius" Cuseri - batteria (1,2,5)


"The Legend Of The Holy Circus", pubblicato nel 2013 sempre dalla Black Widow, è il secondo e ultimo album dei Three Monks. Possiamo dire che si tratta della conferma di tutte le buone qualità del suo predecessore e si spinge ancora oltre, con i musicisti che cercano di elaborare una vera e propria trama attraverso la loro musica: infatti, secondo un'intervista con la band, si tratta di un concept album, una sorta di colonna sonora per un film, che va costruita. In ogni caso, non ci sono note di copertina a spiegare la trama e non c'è altro che la musica, la copertina disegnata da Margherita Zanotti, alcune immagini e i titoli dei brani a suggerire come si snoda la storia. Tutto il resto è lasciato alla sensibilità e all'immaginazione dell'ascoltatore. Il brano, a mio modestissimo parere, più significativo dell'intero album è la lunga, complessa ed epica "The Strife Of Souls", un percorso musicale che a tratti ricorda la grandeur di Emerson, Lake & Palmer. Nel complesso un album grandioso che ognuno è libero di interpretare a suo piacimento, ma che vale assolutamente la pena ascoltare. Peccato che la storia dei Three Monks si concluda qui, Buon ascolto.


LINK Neogothic Progressive Toccatas (2010)
LINK The Legend Of The Holy Circle (2013)

Post by George - Music by Osel

domenica 13 aprile 2025

Le Antologie della Stratosfera vol. 55 - Murple (opera omnia 1974-2014)


PREMESSA
Quest'oggi vi propongo una interessante  retrospettiva, uno di quei lavori che si fanno volentieri e con passione, visto che è dedicata ad un gruppo storico del progressive italiano, ancora assente sulla Stratosfera, al di là di qualche presenza in varie compilation. Sto parlando dei Murple, un quartetto romano che si fece conoscere agli inizi degli anni '70, mescolandosi con la miriade di gruppi e gruppuscoli in attività in quel fervente periodo. La biografia dei Murple ce la ricorda JJ John sul suo blog John's Classic Rock


"Il gruppo nasce a Roma nel 1971 da un nucleo di due amici fraterni, il bassista Mario Garbarino e il batterista Duilio Sorrenti, a cui si aggiungono successivamente il tastierista Pier Carlo Zanco e il chitarrista-vocalist Pino Santamaria. Ispirandosi allo psicodramma di un comune amico americano che si immaginava di parlare con un pinguino invisibile di nome Murple, il quartetto decide non solo di adottarne il nome, ma di fare dell'animale una vera e propria mascotte del gruppo. Di fatto, tutti i concerti che la band terrà dal '71 al '73, saranno sempre caratterizzati dalla presenza di un pinguino gonfiabile sul palco e dalla sua figura stilizzata riprodotta un po' ovunque. Dopo due anni di attività, il quartetto viene finalmente messo sotto contratto discografico dopo l'esibizione al "Be-In" di Napoli, grazie al manager della Fare Records, Roberto Marsala. Nasce così "Io sono Murple", album d'esordio della band prodotto nel 1974 tra Roma e Milano e distribuito dalla discografica tedesca Basf di cui la Fare è una sotto etichetta".


Sulla serietà della produzione non ci sono dubbi: la copertina laminata apribile ci offre una delle più belle grafiche del Pop Italiano e il ricco inserto di sei pagine in sottile carta marroncina, chiarifica esaustivamente tutti gli aspetti tecnici e artistici del disco. Nondimeno è da ricordare che la band si presenterà in studio con un'artiglieria di tutto rispetto: Hammond, Arp Odissey, chitarra Gibson, Fender jazz bass e batteria a doppia cassa Ludwig. Purtroppo, come giustamente ricorda Augusto Croce su "Italian Prog" i Murple furono "uno dei tanti gruppi che avrebbe meritato molta più considerazione di quella che ha avuto. Purtroppo la sopracitata etichetta Basf non si occupò minimamente della promozione del gruppo e fece uscire il disco molto tempo dopo la sua registrazione. Peccato, perché "Io sono Murple" è un album molto bello, fin dalla copertina fantasy con un inserto apribile con i testi, e molto ben suonato da questo quartetto di Roma con una lunga esperienza". 


"L'album contiene un'unica lunga suite divisa tra le due facciate, basata sulla storia di un pinguino, ed anche se i testi sono a tratti ingenui, la parte musicale è molto buona, con influenze classiche specialmente nelle tastiere ed ottime parti di chitarra. L'LP non ebbe ovviamente successo anche per le critiche sfavorevoli della stampa specializzata, ed il gruppo collaborò con altri artisti, come la cantante Gianfranca Montedoro (precedentemente nei Living Music) sul suo "Donna Circo" del 1974, poi, pur essendo pronti a registrare un secondo album, i Murple si sciolsero. Nell'ultimo periodo il bassista Mario Garbarino venne  sostituito da Roberto Puleo". Fin qui Italian Prog, dal quale trarrò ulteriori informazioni più avanti. Ed ora passiamo all'ascolto del disco.

Murple - Io sono Murple (versione CD + DVD del 2011 
LP originariamente pubblicato nel 1974)


TRACKLIST CD:

01. Suite #1
a) Antartide
b) Metamorfosi
c) Pathos
d) Senza un perché
e) Nessuna scelta
f) Murple Rock

02. Suite #2
a) Preludio e Scherzo
b) Tra i fili
c) Variazioni in 6/8
d) Fratello
e) Un mondo cosi
f) Antarplastic

Bonus Tracks (solo su ristampa 2011)
03. Il vecchio castello (live in studio 2010)
04. Il ballo dei pulcini (live in studio 2010)
05. Limoges (live in studio 2010)
Nani e Clown (Live Be-In, Napoli 1973)




TRACKLIST DVD (audio files)

Murple Live At Crossroads, Roma, 21.03.2010

01. Io sono Murple - Suite #1
a) Antartide
b) Metamorfosi
c) Pathos
d) Senza un perché
e) Nessuna sscelta
f) Murple Rock

02. Quadri di un'esposizione (estratti)
a) Promenade & Gnomus
b) Bydlo
c) Baba Yaga
d) Rondò (inedito)
e) Outro

TRACKLIST DVD (video file)
La stessa del CD


FORMAZIONE (1974):

Pino Santamaria - chitarra, voce
Piercarlo Zanco - tastiere, voce
Mario Garbarino - basso, percussioni
Duilio Sorrenti - batteria, percussioni


FORMAZIONE (2010)

Piercarlo Zanco - voce, tastiere
Duilio Sorrenti - batteria
Mario Garbarino - basso
Maurizio Campagnano - chitarra
Claudia D'Ottavi - voce
Giulia Menici - danza scenica


la bella e brava Claudia D'Ottavi

"Io sono Murple" è stato oggetto, nel corso del tempo, di numerose ristampe. La prima, in CD, venne pubblicata dalla Mellow nel 1992; ne seguirono due (2002 in CD e 2003 in vinile) ad opera della Akarma. La più interessante è sicuramente quella che vi propongo quest'oggi, pubblicata dalla AMS Records nel 2011, contenente la versione rimasterizzata dell'album originale con 4 bonus tracks, 3 delle quali registrate dal vivoin studio nel 2010, la quarta dal vivo al Be-In di Napoli nel 1973. Insieme al CD era presente un DVD con la registrazione del concerto che i Murple tennero a Roma,il 21 marzo 2010 in occasione del Crossroads Festival. In questa circostanza il gruppo presentò l'intera prima parte della suite "Io sono Murple", seguita da alcuni estratti da "Quadri di un'esposizione", album pubblicato nel 2008. Il concerto si chiuse con "Rondò", la celebre composizione di Dave Brubeck (titolo originale "Blue Rondò à la Turk") uno dei cavalli di battaglia dei Nice di Keith Emerson. Seguirono altre ristampe nel 2018 e nel 2020, rispettivamente a cura della AMS per il mercato italiano e della Belle Antique per quello giapponese. La nuova line up comprende tre membri storici (Zanco, Sorrenti e Garbarino) accompagnati da Maurizio Campagnano alla chitarra (al posto dello storico chitarrista Pino Santamaria) e dalla vocalist Claudia D'Ottavi (la quale meriterebbe un discorso a sé). Sul palco anche una danzatrice, Giulia Menici. Qui troverete una bella recensione del concerto. Di seguito alcuni scatti fotografici del Murple al Crossroads 2010.




Proseguiamo con la biografia musicale del gruppo. Come già ricordato i Murple si sciolsero formalmente nel 1974 dopo la pubblicazione di "Io sono Murple" e di un 45 giri con due brani già pubblicati sul 33 giri, ovvero Tra i fili (lato A) e Murple Rock (lato B). Di seguito la copertina. Oggi questo 45 giri raggiunge sul mercato dell'usato la ragguardevole quotazione di circa 80 euro. 


Per quanto riguarda l'attività live, oltre a prendere parte al già citato Be-In di Napoli nel 1973, i Murple furono tra i protagonisti del Festival Pop di Villa Pamphili a Roma del 1974. Gli stessi si esibirono anche come gruppo di accompagnamento nei concerti di Mal (sich!) e di Gianfranca Montedoro (sia dal vivo che in studio). E qui apro una parentesi. L'album "Donna Circo" della Montedoro venne postato sulla Stratosfera nel 2014 (cliccate qui per leggere la recensione) ma il link venne a suo tempo bloccato a seguito di precise richieste. Oggi ritengo che, a distanza di 11 anni, si possa  riattivare con grande serenità, anche perché l'album è presente su parecchie piattaforme online, ad iniziare da YT. Quindi, per completare la discografia dei Murple, ecco "Donna Circo", unico album pubblicato (anch'esso) dalla Basf nel 1974 in vinile (e mai ristampato, almeno, così a me risulta).


Gianfranca Montedoro (con i Murple)
Donna Circo (vinile, 1974)


TRACKLIST:

Lato A
01. Donna circo - 2:30
02. A cuore aperto - 2:40
03. A dodici metri - 2:33
04. Che pazzi i pagliacci - 2:26
05. I due giocolieri - 2:37
06. La cavallerizza - 3:20

Lato B
07. Trenta coltelli - 3:14
08. Gli elefanti sono tanti - 2:49
09. La tigre del Bengala - 2:38
10. Ma per fortuna al circo c'è la banda - 1:43
11. Lo scontorsionista - 2:28
12. La grande parata - 3:08


FORMAZIONE:

Gianfranca Montedoro – voce
Costantino Albini – chitarra acustica, chitarra a 6 corde, chitarra a 12 corde, chitarra elettrica, armonica, melodica, tabla
Pino Santamaria – basso, chitarra elettrica
Piercarlo Zanco – pianoforte, basso, Fender Rhodes, sintetizzatore
Duilio Sorrenti – batteria
Mario Garbarino – basso
Alex Serra – tam tam

Gianfranca Montedoro



In merito a questo album non aggiungo nulla di più a quanto già scritto nella vecchia pagina della Stratosfera sopra indicata. Procedendo con la biografia dei Murple giungiamo agli anni 2000 e qui, come spesso è accaduto alle storiche band anni '70, anche nel caso specifico si profila la reunion. Infatti, nel 2007, tre dei componenti originali, Zanco, Garbarino e Sorrenti (che abbiamo già trovato nel concerto di Roma del 2010), si sono riuniti per la registrazione di un nuovo album intitolato Quadri di un'esposizione, pubblicato nel 2008 dalla AMS Records. Si tratta di un concept album, un lavoro ambizioso realizzato con musiche originali, come evidenziato in copertina.. 

Murple - Quadi di un'esposizione (2008)


TRACKLIST:

01.Promenade & Gnomus
02. Promenade & il vecchio castello
03. Tuileries
04. Bydlo
05. Il ballo dei pulcini
06. Samuel Goldemberg & Schmuyle
07. Promenade & Limoges
08. Catacombae
09. Baba Yaga
10. La grande porta di Kiev & Promenade


FORMAZIONE:

Pier Carlo Zanco - voce, piano, tastiere, arrangiamenti e orchestrazione
Mario Garbarino - basso
Duilio Sorrenti - batteria, percussioni

con
Sabina Gagliardi - voce
Edoardo Massimi - chitarra
Il Diletto - ensemble
Sergio Siminovich -  conduttore



Nel 1874 si tenne a San Pietroburgo una mostra dedicata all'opera del pittore russo Viktor Aleksandrovič Hartmann. Modest Musorgskij, amico del pittore, compose la sua suite per pianoforte "Quadri di un'esposizione" sull'onda emotiva suscitata dai dipinti. Ebbene, l'opera dei Murple non è un'interpretazione rock della musica di Musorgskij (come quella di EL&P in "Pictures At An Exhibition"), ma un'opera originale ispirata agli stessi dipinti. Sul booklet interno al CD si trovano le immagini dei dipinti con un breve commento, così da poter abbinare musica e immagini e fare una "passeggiata" tra i brani dell'album. "Quadri di un'esposizione" è un ottimo  lavoro, a cavallo tra suoni vintage e moderni dove la musica scorre fluida per tutti i 34 minuti di durata.


Prendiamone uno come esempio (fonte Prog Archives). Il primo dipinto, "Promenade & Gnomus", rappresenta un nano malvagio che vaga in una foresta e il suono di tastiere spaziali introduce una bellissima breve traccia sinfonica. La seconda scena "Promenade & il vecchio castello" è ambientata in Italia dove un trovatore canta la sua canzone davanti alle mura di un vecchio castello medievale in un paesaggio triste. L'atmosfera sognante e barocca è arricchita dalla voci femminili e da un buon intervallo strumentale in stile "anni Settanta". La terza scena "Tuileries" è ambientata a Parigi dove alcuni bambini felici giocano in un giardino mentre la musica è una breve e gioiosa base strumentale guidata da chitarra classica e pianoforte. E avanti così. Mi permetto di terminare qui l'elenco per non cadere nella noia . Un disco nel complesso forse un po' troppo pomposo, ma è un peccato che si può perdonare ai ritrovati Murple. 


Il 2010 vede i Murple tra i protagonisti del Crossroads Festival di Roma, di cui abbiamo già parlato "in abundantia". Passimo invece all'ultimo lavoro in ordine di tempo, datato 2014. Augusto Croce lo presenta in modo stringato ma efficace: "La stessa formazione base, con l'ausilio di Mauro Arnò alla chitarra e Claudia D'Ottavi alla voce ha realizzato nel 2014 Il viaggio, uscito in CD ed LP, album molto ispirato dalle atmosfere degli anni '70, pur con qualche escursione verso un pop più moderno nelle parti cantate".

Murple - Il viaggio (2014)


TRACKLIST:

01. Il viaggio - 3:33
02. Alexandra - 5:33
03. Nani & Clown - 7:45
04. Angelika - 5:12
05. Per una volta - 5:48
06. La battaglia - 3:28
07. Sirene - 3:20


FORMAZIONE:

Pier Carlo Zanco - voce, piano, tastiere, arrangiamenti
Mario Garbarino - basso
Duilio Sorrenti - batteria, percussioni
Mauro Arnò - chitarra
Claudia D'Ottavi - voce


Questo CD rappresenta il canto del cigno (almeno per il momento, poi...chissà) per i gloriosi Murple. Vi riporto quanto ha scritto la AMS Records all'atto della pubblicazione dell'album.
“Il viaggio” segna il ritorno dei leggendari Murple sulle scene del rinnovato panorama del rock progressivo italiano, a ben sei anni di distanza da quel “Quadri di un’esposizione” che li vide riformarsi nel 2008. Lo storico nucleo, costituito da Pier Carlo Zanco (tastiere e voce), Duilio Sorrenti (batteria) e Mario Garbarino (basso), è oggi accompagnato in veste ufficiale dal giovane chitarrista Mauro Arnò e dalla cantante Claudia D’Ottavi, inseriti in organico inizialmente nelle date dal vivo e oggi parte integrante del gruppo. Un gradito ritorno, che nella sua semplicità riesce a rievocare suoni e atmosfere degli anni d’oro del prog italiano, come solo chi li ha vissuti in pieno è in grado di fare con disarmante naturalezza". 
Passiamo ora all'analisi delle 7 tracce che compongono quest'ultimo lavoro 
(liberamente tratta da "Prog Archives").


"Dopo una breve apertura di chitarra acustica suonata col bottleneck si entra nel vivo de "Il viaggio", con gli altri strumenti chiamati ad evocare in bianco e nero una vecchia stazione ferroviaria. Il testo paragona la vita a un viaggio metaforico in cui ognuno ha un treno da prendere. Segue la bellissima e misteriosa "Alejandra", brano strumentale il cui titolo sembra riferirsi a un'affascinante donna di origini ispaniche. Grandi passaggi di chitarra elettrica e sintetizzatore che rendono il brano decisamente suggestivo. 


Come confermato dalla band, il brano "Nani e Clown" venne composto nel 1973 ed eseguito dal vivo al festival Be-In di Napoli. Questa versione live l'avete già trovata tra le bonus tracks di "Io sono Murple" - ristampa 2011. Partendo da un vecchio nastro, la band lo ha riarrangiato e registrato a regola d'arte in studio, dando nuova vita a questo brano che descrive in musica e parole un acrobata che cammina su una corda tesa durante uno spettacolo circense. Nani e clown sono la sua unica famiglia e si gode la ribalta quando mette a repentaglio la sua vita per la gioia del pubblico. La musica attraversa numerosi cambi di tono e ritmo, sottolineando i sentimenti dell'acrobata e le emozioni della folla riunita sotto di lui. Semplicemente grandioso.


Segue la calma e sognante "Angelika", un brano strumentale che potrebbe far pensare a una donna meravigliosa nell'atmosfera eterea e mozzafiato di un paesaggio nordico. Si giunge poi alla malinconica "Per una volta", dove musica e testo descrivono un uomo orgoglioso, vanitoso e senza ideali che spreca i suoi giorni alla ricerca di qualcosa che non esiste. La voce incantevole di Claudia D'Ottavi lo esorta a cambiare e ad abbattere il muro che ha costruito intorno a sé prima che sia troppo tardi. Poi è il turno di "La battaglia", un sontuoso brano strumentale con echi barocchi e un ritmo vivace che evoca l'immagine di un esercito in cammino verso il campo di battaglia. La conclusiva "Sirene" è incentrata ancora una volta sulla voce di Claudia che avverte che oggi le sirene non sono mezze donne e mezze pesce come nelle antiche tradizioni e leggende, ma possono ancora minacciare e uccidere gli uomini malvagi con i loro incantesimi. 


Ancora una annotazione riguardante la copertina, realizzata da Cesare Pietroiusti, che ritrae le sagome di tre uomini, tre fantasmi provenienti da lontano ma comunque capaci di regalarci ancora dell'ottima musica. Speriamo veramente che il viaggio dei Myrple non si concluda qui".

In conclusione mi auguro che questo lungo e articolato post sia stato di vostro gradimento. Credo che possa piacere anche alle giovani generazioni che ci seguono con attenzione. E' sempre una grande soddisfazione riportare in superficie gruppi e musicisti che hanno segnato il tempo lasciando delle tracce indelebili al loro passaggio. Non mi resta che augurarvi buona ascolto,. 
Un po' alla volta, mi raccomando.


LINK Io sono Murple (con bonus tracks - 1974/2011)
LINK Live At Crossroads, Roma 2010 (audio)
LINK Live At Crossroads, Roma 2010 (video)
LINK Gianfranca Montedoro (con i Murple) - Donna Circo (1974)
LINK Quadri di un'esposizione (2008)
LINK Il viaggio (2014)

Super Post by George