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domenica 20 settembre 2026

Metronhomme - Discograpfia (2005 - 2020) - tra musica e teatro


La miriade di gruppi di new prog, con sonorità spesso caratterizzate da mille altre contaminazioni, sorti in questi ultimi decenni in Italia, rende necessaria una selezione. Alcuni sono di altissimo livello, con suoni e composizioni che non si limitano a riprendere quelli degli anni '70, altri si collocano invece qualche gradino più in basso per la carenza di originalità. Nella blogosfera c'è posto per tutti, indubbiamente, ma noi della Stratosfera siamo in qualche modo chiamati a selezionare i gruppi e il materiale che vogliamo condividere. Tra le decine di file che ricevo quasi quotidianamente qualcosa deve rimanere fuori. Non è il caso di questi Metronhomme, una ottima band marchigiana formatasi agli inizi degli anni 2000, con all'attivo tre soli album (tuti autoprodotti), pur in un lasso di tempo di circa 15 anni. Colgo subito l'occasione per ringraziare l'amico Osel (ci tengo tantissimo al gioco di squadra) che mi ha inviato qualche tempo fa  i file del secondo CD del 2019, che hanno integrato quelli dei due album in mio possesso, completando così la discografia della band. Premetto fin da ora che le foto del post sono tratte dalla pagine Fb della band (che ha anche un interessante suo sito web - qui). 


La proposta artistica del gruppo unisce in modo impeccabile progressive rock, jazz, elettronica e qualche spruzzata di avant-garde. Il progetto Métronhomme prende vita nell'estate del 2003 a Macerata. La band ha scelto questo nome proprio per richiamare la fusione tra la rigidità del tempo musicale (il metronomo) e la componente emotiva e sperimentale dell'essere umano (l'homme). I loro lavori uniscono musica originale, teatro e arti visive in veri e propri spettacoli concettuali, Facciamo però un passo indietro. La band nasce con l'intento esplicito di sviluppare un percorso musicale insolito, basato interamente su composizioni originali e aperto alla totale sperimentazione sonora. Fin dagli esordi, i lavori del gruppo si strutturano sotto forma di "concept album": la band predilige narrazioni musicali complesse e trame d'insieme, rifiutando la logica del singolo brano fine a se stesso. La formazione classica vede la collaborazione di polistrumentisti capaci di fondere strumenti tradizionali, synth, tastiere e sezioni ritmiche complesse, attirando l'attenzione della critica e degli appassionati del prog-rock sia a livello nazionale che internazionale. Durante il periodo di lockdown per l'emergenza Coronavirus, la band ha sperimentato anche la produzione a distanza per dare vita ad una nuova e originale uscita discografica. Ne parleremo più avanti. 


Le pubblicazioni dei Métronhomme seguono una numerazione concettuale o titoli fortemente legati alla tradizione del rock progressivo teatrale e strumentale: Il primo lavoro risale al 2005 e si intitola "L'ultimo canto di Orfeo", opera prima in parte influenzata dal prog tradizionali, in parte arricchita da toni sperimentali. Dopo questo ottimo first work, rappresentato in numerosi teatri ed accolto favorevolmente dalla critica, e da cui venne tratto il CD della parte musicale, nel 2008 è la volta di “Neve”. Si tratta di una rappresentazione musical-teatrale liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Maxence Fermine e descrive, per il gruppo, un lavoro di ricerca, svolto insieme all’associazione teatrale “Non solo parole” di Macerata, che esplora la fusione tra strumenti musicali e teatrali, al servizio di uno spettacolo fatto di pieni e di vuoti di musica, immagini e sceneggiatura (ndr - tutte queste informazioni provengono dalla biografia ufficiale delgruppo presente sul loro sito web). Nel 2010 la band elabora, realizza e presenta “Bar Panopticon” al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con il contributo dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e del Comune di Macerata. Procedendo sulla strada delle interferenze tra musica, teatro e video, i Métronhomme danno forma ad uno spettacolo multimediale, sullo stile di un noir onirico musicato e recitato dal vivo, di cui compongono oltre alle musiche, anche la sceneggiatura e ne realizzano i video, avvalendosi per la messa in scena, della collaborazione di professionisti provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le musiche di questi due lavori teatrali non finiranno però né su CD né su album in vinile. 


Dovranno trascorrere ben 14 anni prima di poter ascoltare il secondo lavoro in studio dei Metronhomme. "4", questo il titolo, è un album maturo, fortemente espressivo, caratterizzato da una forte commistione jazz prog, acclamato dalla critica per la sua originalità. Il terzo e, per il momento, ultimo capitolo della produzione discografica della band risale al 2020 e si intitola "Tutto il tempo del mondo - 1 oikos". E ora è tempo di passare alla presentazione dei tre album.

Metronhomme - L'ultimo canto di Orfeo (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Orfeo (5:03)
02. Fuga e morte di Euridice (4:32)
03 . Orfeo intraprende il viaggio (4:54)
04. Quadrilogia: paesaggio sonoro (10:09)
05. Il traghetto di Caronte (6:18)
06. Cerbero (5:12)
07. Il patto (6:53)
08. Euridice (2:09)
09. Anabasi (6:39)
10. Il vagabondaggio in Tracia (2:22)
11. Le Menadi (3:37)
12 La morte di Orfeo (4:14)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra, chitarra sintetizzatore
Andrea Ferraccio - basso, didjeridoo
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria, programmazioni
Tommaso Lambertucci - pianoforte, programmazioni, VST
Paolo Scapellato - tromba, tastiere, chitarra acustica


Come sopra ricordato, questo album contiene la musica dello spettacolo dei Metronhomme dal titolo “L'ultimo canto di Orfeo". Lo spettacolo, presentato in pubblico per la prima volta nel 2005, è un'interpretazione musicale e multimediale libera del mito greco di Orfeo ed Euridice. L'idea si basa sulla rappresentazione di un viaggio musicale attraverso una piccola compagnia di danza; alcune voci narranti in sottofondo accompagnano lo svolgersi dei brani musicali, come un piccolo vademecum per lo spettatore, e la band utilizza proiezioni video sincronizzate per accompagnare l'esecuzione dei pezzi. Il gruppo ha presentato la sua prima opera in numerosi teatri e le performance sono state accolte positivamente dalla critica (Bandcamp). A questo punto il gruppo ha deciso di realizzare un CD (autoprodotto), con le parti musicali dello spettacolo. Non è un album di facile ascolto e alcune tracce particolarmente complesse rimangono penalizzato causa la mancanza della parte visiva, quella legata alla sezione teatrale.. Denota però una grande capacità tecnica e creativa che esploderà molto più avanti nel secondo lavoro in studio.


Metronhomme - 4 (CD, 2019)


TRACKLIST:

01. I treni di Gabo (3:33)
02. L'uomo ombra (4:11)
03. Chiuso per gatti (2:44)
04. Blow-up - Automatic chiodi (4:04)
05. Rip Brian DIY (1:46)
06. Quattro pesci rossi (4:05)
07. Ortega (4:09)
08. Salt (3:56)
09. Hapax (4:02)
10. Uccideresti l'uomo grasso? (4:18)
11. Acrobazie (5:28)


FORMAZIONE:

Marco Poloni - chitarra
Tommaso Lammbertucci - piano, sintetizzatore, programming
Mirco Galli - basso
Andrea Lazzaro Ghezzi - batteria
Paolo Scapellato -tastiere (1,4,6,11), chitarra

ospite
Manuele Marani - contrabasso (3)


Nel 2019 prende forma l'album "4", quarto lavoro della band (considerando anche le colonne sonore realizzate per gli spettacoli teatrali), pubblicato in versione vinile 180gr e CD, autoprodotto, e contenente 11 brani strumentali, per una durata complessiva di 43 minuti di grande musica emozionante. "4" per la band è il risultato di un lungo periodo di distacco dalle scene "live", trascorso in sala prove e dedicato esclusivamente alla composizione e all'esplorazione musicale, con la successiva registrazione in studio come momento conclusivo. Il materiale è frutto del momento di massima libertà creativa della band. In effetti, a mio giudizio, si tratta della migliore prova discografica in assoluto anche perché libera dai vincoli imposti di una rappresentazione teatrale. Proseguo riportando quanto scritto sul sito ufficiale "Métronhomme 4 live" è stato presentato per la prima volta il 12 aprile 2019, presso il recentemente rinnovato teatro "Politeama" di Tolentino (MC). Per l'occasione, l'esecuzione rigorosamente live della musica è stata accompagnata da proiezioni video contestuali di una selezione di immagini cinematografiche evocative, realizzate da Riccardo Minnucci (per gentile concessione di Officine Mattatoli). L'album è veramente straordinario, di grande bellezza e creatività, da ascoltare tutto d'un fiato. Provare per credere.


Metronhomme - Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (EP, 2020)


TRACKLIST:

1. Quarantine (2:41)
2. Come la neve (2:44)
3. Di una moneta che cade (4:26)
4. Supermarket (2:11)
5. Arkè (3:51)
6. Il rumore del mare (3:01)
7. La città di K. (5:36)


FORMAZIONE:

Mirko Galli - basso, synth pedal
Tommaso Lambertucci - piano, synth, voce
Andrea Lazzaro Ghezzi - percussioni (nessuna drum machine - tutto suonato a mano)
Marco Poloni - piano, voce


Anche se ha solo 6 anni di vita, ho voluto inserire nel post questo mini CD, o EP se preferite, non solo per completare la discografia dei Metronhomme, ma anche e soprattutto perché è stato realizzato in un momento di particolare difficoltà e sofferenza. Sappiamo bene cosa è stato il 2020 e questo lavoro, composto da soli 7 brani per una durata complessiva di 24 minuti, è nato in modo del tutto particolare. Vale la pena ripercorrerne l'iter. 
Scritto e registrato durante il lockdown, ogni membro della band ha lavorato sulla propria parte utilizzando qualsiasi cosa avesse a disposizione, dato che nessuno di loro poteva accedere alla sala prove, il che spiega anche la presenza delle percussioni. La band ci tiene a sottolineare che tutte le percussioni sono state suonate fisicamente da Andrea Ghezzi e che non c'è nessuna drum machine. I nuovi brani sono l'espressione di un intero mese di lavoro compositivo, svolto tra frenetiche connessioni in chat, commenti, osservazioni, email e file condivisi. 


Le registrazioni sono state effettuate utilizzando gli unici strumenti che ogni musicista aveva tra le mura domestiche. Anche strumenti insoliti, nuovi o vetusti, compresi divani, fogli di carta, spazzole per capelli, posate, specchi e bacinelle per il bucato. Non a casa nel titolo del CD figura la parola "òikos" che in greco antico significa "casa". La spinta creativa è stata enormemente alimentata proprio dalla nuova circostanza di doversi arrangiare con ciò che era a disposizione del gruppo. Questo modus operandi ha profondamente influenzato il nuovo lavoro, conferendogli un suono nuovo e originale ed inedite sonorità rispetto ai lavori precedenti.


 C'è una netta sensazione di separazione tra questi sette brani, non solo strumentali (per la prima volta vi sono parti vocali), e ci sono momenti in cui questa separazione colpisce davvero e diventa qualcosa di profondo e significativo. Ma ci sono anche momenti in cui risulta un po' superficiale e incompiuto. 
Non ci si aspetti di trovarsi di fronte alla riproposizione delle sonorità ascoltate in “4”, l’ultimo LP dei Metronhomme  “Tutto il tempo del Mondo” presenta 7 brani di difficile collocazione di “genere”. 


2024: "Metropolis" di Fritz Lang sonorizzato dai  Metrotronhomme
Prima di concludere faccio ancora un cenno all'ultimo lavoro realizzato dai Metronhomme un paio di anni fa. Nell'aprile 2024, in collaborazione col Cineteatro Excelsior di Macerata, viene presentato per la prima volta “Metropolis by Métronhomme”: il film capolavoro di Fritz Lang (1927) con una nuovissima sonorizzazione tramite la composizione di una colonna sonora originale realizzata ad hoc. La messa in scena ha visto la proiezione del film con l’esecuzione musicale dal vivo. Al momento anche questa colonna sonora non è stata trasposta su CD o vinile. 


Messaggio finale
Come si legge sul loro sito, i Métronhomme sono tutt'ora attivi e disponibili anche per la composizione e l’adattamento di musiche e colonne sonore per spettacoli teatrali, audiovisivi, film, cortometraggi, video pubblicitari, videogiochi, ecc. e per la partecipazione a festival e rassegne musicali.
E qui si conclude il post e con esso questa lunga avventura sonora attraverso la produzione musicale dei Metronhomme. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK L'ultimo canto di Orfeo (2005)
LINK 4 (2019)
NEW LINK Tutto il tempo del mondo - 1. òikos (2020) (tutti i file in formato mp3)

Post by George - Music by George & Osel

mercoledì 29 luglio 2026

Cage - 87/94 (CD compilation, 2005)


TRACKLIST:

01. Again Autumn (5:21)
02. If (5:02)
03. The Feebleminded Man (20:57)
a) The Feebleminded Man (4:30)
b) Understanding (3:07)
c) The Mad Dancer (3:51)
d) After (2:42)
e) Stone Cold (6:49)
04. The Chapter (7:35)
05. Riding The Deep (5:28)
06. Thinkin' All (6:13)


FORMAZIONE:

Alessandro Bugliani - pianoforte, tastiere
Claudio Franciosi - tastiere
Andrea Griselli - batteria
Fulvio Mele - basso, voce
Andrea Mignani - chitarre, flauto


Cage atto II. Così potremmo titolare questo post, frutto della collaborazione di un nuovo amico della Stratosfera (presente fra di noi per la seconda volta) con un nickname quanto mai appropriato: Stratoplayer. Spero veramente di potergli dare il ben entrato nel team dei collaboratori duraturi della Stratosfera. Per il momento. grazie a lui, abbiamo tra le mani il primo CD realizzato dai Cage all'epoca della reunion, quella compilation intitolata "87/94" pubblicata dall'etichetta francese  Musea Records nel 2005. Non è facile reperire questo album, ma sul mercato on line qualcosa si trova. Tre anni dopo, nel 2008, la band pubblicherà quel grande album che è "Secret Passage", oggetto di un apprezzato post apparso su queste pagine pochi giorni fa. Ma cosa contiene "87/94"? In sostanza le migliori tracce composte dal gruppo durante la prima fase di attività, per l'appunto tra il 1987 e il 1994, come recita il titolo, registrate nuovamente in studio dopo la reunion del 2003. La parte del leone la gioca la lunga suite di quasi 21 minuti intitolata "The Feebleminded Man", suddivisa in 5 movimenti. La versione originale apparve sul primissimo mini CD dal titolo omonimo pubblicato nel 1993 dalla Toast Records. La formazione è la stessa di "Secret Passage", fatta eccezione per il cantante Augusto Morelli che nel 2005 non era nell'organico. Tutte le tracce sono all'insegna di un raffinato new prog rock, caratterizzato soprattutto dai giochi di tastiere di Bugliani e Franciosi e dalla magnifica chitarra elettrica di Andrea Mignani. Un grande album che non poteva mancare sulla Stratosfera. 
Buon ascolto.



Post by George - Music by Stratoplayer

martedì 3 febbraio 2026

Addamanera - Nella tasca de il zio (CD, 2005)


TRACKLIST:

01. Neurogenesi - 4:50
02. Gli altri non sapevano niente - 5:36
03. (Qualcosa a qualcuno) Bla Bla - 3:26
04. Il piromane - 1:39
05. La barca - 7:19
06. Libellule - 1:16
07. Lemonjelly - 10:25
08. La reale forma del vaso - 4:39
09. Il vaso - 6:08
10. Viandante - 1:30
11. Langue - 5:20


MUSICISTI:

Daniele Calandra: voce, chitarra elettrica, fisarmonica
Ulisse Mazzagatti: chitarra classica, acustica, 12 corde, zither, cori
Fabio D'Andrea: synth, piano elettrico, flauto traverso, marranzano, cori
Simone Di Blasi: batteria, percussioni, clarinetto, cori

Con:
Enrico Gabrielli: clarinetti, sax, arrangiamento fiati in "Bla bla" e "Il vaso"
Alessandro Fiori: violino, voce
Rocco Marchi: basso
Gianluca Giusti: aggeggi, cori
Enzo Cimino: percussioni
Hanna Rifkin: voce
Giovanni Logroio: oboe, viola
Stefano Cortese: tromba, arrangiamento fiati ne "Il piromane" e "La reale forma del vaso"


Prosegue la scoperta del sottobosco musicale italiano ricco di meraviglie e gioiellini passati inosservati da parte del grande pubblico. Queste scoperte sono possibili grazie al lavoro del nostro infaticabile collaboratore Marco Osel, che ringrazio a nome di tutti gli amici navigatori. Tra i gruppi passati sotto traccia troviamo questi Addamanera, con il loro album di debutto del 2005, caratterizzato da una copertina bella e originale (vagamente warholiana) intitolato "Nella tasca de il zio". Mah, di certo la traduzione in inglese, "In the uncle's pocket" avrebbe avuto un altro effetto. Voi che dite? Traduzioni a parte, il titolo è un omaggio diretto a Robert Wyatt, icona del rock progressivo e sperimentale al quale il quartetto messinese si è ispirato. La band, il cui nome significa "in quel modo" in dialetto siciliano, ha scelto questo titolo per riflettere l'influenza profonda di Wyatt sulla loro musica, definendosi scherzosamente i suoi "nipotini" cresciuti tra le braccia di Cariddi. L'espressione "nella tasca" suggerisce un senso di protezione, vicinanza e appartenenza alla tradizione sonora visionaria del musicista britannico. 

Robert Wyatt (81 anni il 28 gennaio scorso)

 Ora sappiamo cosa significa Addamanera in siciliano. Ma attenzione perché per la cronaca Addamanera è anche il nome di un vino rosso "Terre Siciliane IGT" che nulla ha a che fare col gruppo musicale, Vi posso però proporre una degustazione combinata tra disco e calice di vino. 
Mi piace riportare queste frasi - le ho tratte dal web - che trovo particolarmente efficaci: "Nella tasca de il zio è la loro lisergica opera prima, incredibilmente fuori dal tempo. Credeteci: anche se Verga non è stato mai surreale quanto Carroll, la Trinacria un giorno sarà la nuova Britannia e la sua Canterbury sarà Messina. Di questa novella questo disco è solo lo straordinario preludio".


La loro musica da molti critici è stata definita come folk-psichedelica, ma io ci vedo qualcosa di più; di certo echi del Canterbury Sound, del Robert Wyatt ispiratore, ma anche dei nostri Picchio dal Pozzo. Perché no? La miscela costituita da arpeggi di chitarre acustiche, improvvisi cambi di ritmo e di atmosfera, inserti di strumenti a fiato che vagano liberi tra i solchi, rende il suono degli Addamanera un qualcosa di assolutamente originale: musica creativa, sperimentale ma non cerebrale. Un plauso anche al anche alle voci di Daniele Calandra e Hanna Rifkin. 


"Lemonjelly" resta il capolavoro dell'album: oltre 10 minuti di psichedelia allo stato puro, con quel finale free jazz inaspettato. Come hanno scritto gli stessi Addamanera all'interno del CD, "questo è un disco di musica componibile che conferma la diffusione di questo viìrus al di là del suo raggio di azione". Ci sono infatti i Mariposa, lo storico gruppo bolognese della scena indipendente, sparsi qua e là per il disco. a dare manforte Una aggiunta di sperimentazione. 



Per ripercorrere a grandi tratti la loro storia artistica ricordo che gli Addamanera nascono nel 2000 a Messina dall'incontro di quattro musicisti che da subito esplorano i territori del folk, del rock, del pop classico-psichedelico. Nel 2001 esce il loro primo lavoro: un EP omonimo (poco più che un demo) contenente quattro brani, prodotto dalla Mechanism Records. Trasferitisi a Bologna nel 2004 entrano in contatto con l'etichetta Trovarobato che produce il loro primo vero LP, quello qui oggi proposto, coprodotto dall'etichetta Lizard di Treviso e con distribuzione Audioglobe per il territorio italiano e Pick Up per l'estero. Nel corso degli anni gli Addamanera hanno suonato con numerosi gruppi italiani e stranieri ed hanno partecipato a diversi festival tra cui Arezzo Wave 2001/02; Sonica Tour 2002/2003; Musiche Migranti 2003; Art Interakt 2003 (manifestazione policulturale in scena a Spalato in Croazia); Delia-rock 2002 e 2004; Iceberg 2005; Selezione RadioWave 2006.


Gli Addamanera hanno realizzato nel 2006, presso lo studio 'Magazzeno bis' di Bologna, le registrazioni del loro secondo album "Un uomo che si pensava quell'altro". ma la band si è sciolta prima della sua pubblicazione. Nel 2011 l'album è stato pubblicato per la collana Paranormal Discography di Trovarobato Netlabel-Le tracce sono a disposizione per il download. 
Bene, credo di avervi detto tutto. Non mi resta che ringraziare ancora una volta Osel e augurare a tutti voi buon ascolto. 



LINK

Post by George - Music by Osel

mercoledì 20 agosto 2025

Conqueror - Storie fuori dal tempo (CD, 2005)

 

TRACKLIST:

01. Ouverture (6:00)
02. Mosaico di colori (5:13)
03. No Photo (7:07)
04. Pagine di poesie (6:45)
05. Klaus (5:42)
06. Morgana (31:16):
I) Il sogno rivive
II) Il castello
III) Negli abissi
IV) Morgana "Theme"
V) Puri zaffiri
VI) Immagini a distanza

Bonus track on 2016 & 2018 reissues
07. Altre storie (8:28) 


FORMAZIONE:

Simona Rigano / voce, tastiere, synth
Tino Nastasi / chitarra
Sabrina Rigano / flauto, sassofono
Fabio Ucchino / basso, basso a pedali
Natale Russo / batteria, percussioni

Con:
Antonella Cernuto / armonica (1,6)
Vincenzo Cavalli / cori (4)
Sofia Ferraro / sassofono, flauto (7)


Altro mega regalo del nostro amico e collaboratore Marco Osel. Era da tempo che tenevo i Conqueror in lista di attesa e l'invio dei file di questo grande album ha fatto scattare la molla. Grazie, come sempre, amico mio. "Storie fuori dal tempo" è il secondo album, in ordine cronologico, registrato dal gruppo siciliano (formato a Santa Teresa di Riva, nei pressi di Messina, nel 1994) dopo la pubblicazione del debut album, "Istinto" nel 2003. La Ma.Ra.Cash Records ha provveduto a ristampare il CD nel 2016 e nel 2018 (qui come doppio LP) con l'aggiunta di una bonus track, "Altre storie". La discografia dei Conqueror comprende altri 7 CD, fino a giungere al più recente "20 Years of Games", del 2023, una bella raccolta di cover di celebri gruppi stranieri e italiani. 


Caratteristica di spicco della band messinese è la presenza in formazione di due musiciste, Sabrina e Simona Rigano, rispettivamente al flauto e sassofono e alla voce e tastiere, affiancate da altri tre componenti, chitarra, basso e batteria. Ci stupiscono e ci affascinano fin dalle prime note (la splendida "Ouverture" dominata da pianoforte, flauto, chitarra e synth) per la grande capacità tecnica e la creatività compositiva. La lunga suite "Morgana". divisa in 6 movimenti, della durata di oltre 30 minuti, racchiude - in modo originale - le esperienza del progressive rock dei decenni precedenti. Calati nei meandri del prog classico, la presenza di flauto e sax ha dato maggiore equilibrio e stabilità al gruppo, rispetto agli esordi, che ha cercato di esprimersi al meglio anche sul palcoscenico. Già nel 2004 i Conqueror avevano messo in scena uno spettacolo multimediale accolto favorevolmente dal pubblico. Anche la critica ha speso parole di elogio, non solo per "Storie fuori dal tempo", ma anche e soprattutto per il terzo lavoro, "74 giorni", pubblicato nel 2007. Da qui in poi gli inviti e le partecipazioni ai più importanti festival prog non si contano più. 


La band merita sicuramente degli approfondimenti e un allargamento della conoscenza della loro attività discografica. Sono certo che prima di fine anno torneremo a parlare di loro, presentando qualche ulteriore lavoro.  Per ora fermiamoci qui. Come sempre lascio a voi i giudizi. Buon ascolto.



Post by George - Music by Osel

mercoledì 21 maggio 2025

Fluido Rosa # 2: Live (2005) & 4 lustri (2013)

 

TRACKLIST:

01. Terminal Frost
02. Learning To Fly
03. Astronomy Domine
04. Atom Heart Mother - Echoes
05. Mother
06. Time
07. The Great Gig In The Sky
08. Money - Us And Them
09. Avviso di tempesta


Perdonatemi, ma voglio battere il ferro finché è caldo (celebre proverbio italiano che significa "sfruttare al massimo le opportunità quando si presentano"). Nel caso specifico le opportunità sono piovute. Dopo il recentissimo post dedicato ai Fluido Rosa con il loro CD in studio  "Le vie dei sogni" del 2016 e il mio appello finale per la ricerca e la condivisione di "4 lustri", nel corso della giornata di ieri sono giunti i file del suddetto doppio CD da parte degli amici Adix e Roberto (troppa grazia San Gennaro!) nonché - tra i commenti - la segnalazione di Cimabue del disco live del 2005. Grazie infinite amici, questa sì che è collaborazione e partecipazione. Non potevo sperare di più con un simile tempismo. Grande squadra!!


Ebbene, tutto ciò detto, oggi abbiamo il piacere di ascoltare i Fluido Rosa (ovvia derivazione da "Pink Floyd"), una tra le più grandi cover band dei Pink Floyd di portata internazionale, con due stupende registrazioni live. Il primo album, "Live" (risulta pubblicato nel 2005, anche se la data non mi convince) non appare nelle discografie ufficiali (le pochissime disponibili); al contrario è presente su alcune piattaforme on line. Inseriamolo dunque nel "catalogo" della Stratosfera, che male non fa. La selezione dei brani dei Pink Floyd raccolta nel CD, che potremmo definire una sorta di "The Best", è semplicemente stupenda e copre con eleganza  un lungo arco temporale della produzione floydiana. Spezzo una lancia a favore del medley "Atom Heart Mother" / Meddle" e delle interpretazioni di "Mother" e soprattutto di "The Great Gig In The Sky", con le splendide voci di Cristiana Polegri e Roberta Lombardini. Da brivido. Il chitarrista Maurizio Perfetto si commenta da solo. Nulla da invidiare alla classe e alla tecnica di David Gilmour. Il concerto si chiude con un brano originale, una composizione del gruppo intitolata "Avviso  di tempesta". Di seguito alcune foto scattate sul palco. 






Fluido Rosa - 4 lustri (2013)


TRACKLIST CD 1:

01. Breathe - 4:17
02. Dogs - 8:33
03. Shine On You Crazy Diamond - 12:09
04. See Emily Play - 2:55
05. Any Color You Like - 3:40
06. Brain Damage - 3:49
07. Eclipse - 1:43
08. What Do You Want From Me - 4:09
09. On The Turning Away - 6:07
10. Sheep - 3:46
11. One Of These Days - 8:21
12. Comfortably Numb - 11:29


TRACKLIST CD 2:

01. Across The Universe - 7:06
02. Being For The Benefit Of Mr Kite! - 3:35
03. A Day In The Life - 5:24
04. Because - 4:38
05. Blue Jay Way - 4:19
06. Lucy In The Sky With Diamonds - 5:07
07. I Am The Walrus - 3:52
08. I Me Mine - 6:07
09. Eleanor Rigby - 4:32
10. Goodbye Blue Sky - 3:44


FORMAZIONE:

Gabriele Marciano - voce e chitarra acustica
Maurizio Perfetto - chitarre
Adriano Lo Giudice - basso
Danilo Cherni - tastiera e voce
Derek Wilson - batteria
Cristiana Polegri - voce e sax
Roberta Lombardini - voce


Eccoci al duplice regalo da parte di Adix e Roberto. Grazie ancora a entrambi. "4 lustri" venne pubblicato in versione doppio CD nel 2013 dall'etichetta P&C Fluido Rosa Music ed è una compilation di altre grandi cover. Per la precisione il primo CD contiene 12 tracce live dei Pink Floyd, non presenti nel precedente "Live", mentre il secondo dischetto contiene 9 tracce dei Fab Four, tranne quella posta in chiusura (Goodbye Blue Sky) ancora dei Floyd. I sette musicisti vantano un curriculum di tutto rispetto e grandi collaborazioni. Giusto per fare un paio di esempi Maurizio Perfetto ha lavorato per Venditti, Zarrillo, Patty Pravo e molti altri. Insieme a Danilo Cherni e Adriano Lo Giudice, ha scritto hit per Venditti quali «21 modi per dirti ti amo», «Benvenuti in Paradiso», «Noi», «Raggio di luna», «Parla come baci», «La coscienza di Zeman» ed «Estate Rubìno». Derek Wilson, scozzese in Italia di adozione da molti  anni, ha suonato con Keith Emerson, Vangelis, Zucchero, Venditti, Cocciante, Rino Gaetano, Ron. L'elenco potrebbe continuare. la formazione è arricchita dalle grandi voci delle già citate Roberta Lombardi e Cristiana Polegri, quest'ultima impegnata anche al sax. 



Le cover dei PF rasentano la perfezione: vale quanto già scritto per il precedente "Live". Ampio spazio viene concesso ai brani epici di "DSOTM" e, cosa non comune ad altre cover band, da "Animals", con Dogs e Sheep. Bellissima la versione di "Shine", della lunghezza di oltre 12 minuti. Ogni singola traccia meriterebbe un commento, ma preferisco lasciarvi all'ascolto. Le considerazioni le farete voi al termine dell'album. D'altronde qui stiamo parlando dei Fluido Rosa, non di una qualsiasi cover band. 



La sorpresa giunge con il secondo CD, dedicato quasi esclusivamente agli immortali Beatles. La scelta delle cover è decisamente originale, con l'inserimento di brani inusuali come Blue Jay Way, Mr. Kite, A Day In The Life, I Am The Walrus, che presentano non poche difficoltà nella riproduzione, La classe non è acqua e i Fluido Rosa si destreggiano senza problemi nella ricerca delle giuste sonorità, riarrangiando i classici beatlesiani con gusto e originalità. Già dalle prime battute di Across The Universe ci rendiamo conto che non assisteremo alla mera riproduzione precisa e perfetta. Anzi, mi viene da dire dire "When The Floyd Meets The Beatles" con l'innesto di un bel tocco di psichedelia. E' come se i Pink Floyd decidessero di reinterpretare i Beatles. Probabilmente questo sarebbe il risultato. Una su tutte la new version di I Me Mine. Un bel 30 e lode alla genialità dei Fluido Rosa. Per un beatlesiano (come me (e spero come molti altri) ascoltare queste perle è una vera delizia. 



Bene, cari anici della Stratosfera, il nostro tributo ai Fluido Rosa si conclude qui. Sono curioso di conoscere il vostro pensiero al riguardo, sempre che abbiate voglia di spendere un minuto del vostro prezioso tempo per lasciare un commento. Il blog vive se diventa anche un forum di conversazione, dove esprimere i propri pensieri musicali e scambiarsi idee e giudizi. Non basta solo scaricare e "arrivederci e grazie",  se no, prima o poi, qualcuno si potrebbe stancare. A buon intenditore...
Buon ascolto.


LINK Live (CD - 2005)
LINK 4 lustri (2 CD - 2013)

Post by George, Adix & Roberto