sabato 18 maggio 2024
I Baronetti - I Baronetti 1977 (2013) - REPOST (COMPLETE VERSION)
lunedì 7 giugno 2021
Matthias Filippone-Thaulero - 2008 - L'era del silenzio
sabato 29 agosto 2020
Frà Claudio Canali - 2005 - Inno dell'oblato
Ricevo dal nostro amico Domenico Vinci questo pregevole contributo, e mi scuso da subito con lui per aver postato questo meraviglioso e dovuto ricordo di Frà Claudio con due giorni di ritardo rispetto all'anniversario della sua scomparsa, ovvero il 27 agosto di due anni fa. Purtroppo sono rientrato solo ieri da una breve vacanza, quindi ho letto oggi la mail di Domenico. Fatta questa doverosa premessa, lascio la parola al titolare di questo contributo, ringraziandolo di cuore.
Minipost in ricordo di fra’ Claudio Canali
Ho avuto il grande piacere di conoscere fra’ Claudio nella primavera/estate del 2005, durante una mia visita presso l’Eremo Beata Vergine del Soccorso di Minucciano (LU) dove l’ex frontman del Biglietto per l’Inferno aveva trovato la sua ultima e più appagante dimensione di vita, dedicandosi alla preghiera in qualità di eremita e ponendo altresì il suo talento di incisore, scultore e disegnatore a servizio dell’ispirazione cristiana.
Fra’ Claudio ci ha purtroppo lasciato due anni fa (27 agosto 2018): è stato certamente un personaggio di grande spessore umano, artista nella più ampia accezione del termine, col quale ho avuto la fortuna di intraprendere una periodica corrispondenza costituita da brevi lettere piuttosto che da messaggi augurali in occasione delle principali festività; egli stesso mi spedì poi un CD con la registrazione dei due brani allegati al presente post, “L’Inno dell’Oblato” nelle versioni vocale e strumentale (registrate il 27 novembre 2005, festa della Medaglia Miracolosa).
Ho reso disponibile anche la scansione completa del libretto (che troverete nel file - Nota del Capitano), così da permettere a tutti i frequentatori della Stratosfera di leggere alcune preziose informazioni. Ciao fra’ Claudio, grazie per tutto ciò che ci hai donato con il tuo passaggio sulla Terra.
Buon ascolto e buona lettura.
Domenico Vinci
Post by Domenico & Captain
domenica 29 marzo 2020
Vari - 2002 - Live at the Torrita Blues Festival
A te la parola Domenico, e grazie...
1-1 A Good Fool Is Hard To Find
1-2 Living In The Ghetto
1-3 You’re Takin Up Another Man’s Place
1-4 The Way You Treated Me
1-5 Keep Your Head Up
1-6 The Sky Is Crying
1-7 Take Me To The River
Mike Onesko's Blindside Blues Band
1-8 Crying Shame
1-9 To The Station
1-10 The Light
1-11 Running
1-12 Natural Thang
2-1 My Babe’s Good To Me
2-2 Big Money 2
2-3 Like A Rolling Stone
2-4 It Took Just One Minute
2-5 The Same Thing
2-6 Red House
Comet Records All-Stars Jam Session
2-7 Rock Me Baby
2-8 Crossroads
2-9 Spoonful
2-10 Rambling On My Mind
2-11 Mike Shuffle
«Se la sensibilità, la freschezza e il talento degli italiani Mama’s Pit, complici la grande voce di Barbara Vulso e gli agili quanto sapienti arrangiamenti guidano l’ascoltatore attraverso un’ideale combinazione di blues e soul, la schietta irruenza e la voce fumosa di Mike Onesko (e della sua Blindside Blues Band) offrono al pubblico un lato robusto, spinto, quasi duro del blues. Cuore e generosità, unitamente a una voce acuta, a tratti quasi aspra, sono prerogative di Vic Vergeat, un virtuoso dello strumento che rende omaggio ai più grandi, da Bob Dylan a Willie Dixon a Jimi Hendrix oltre a proporre brani propri. Non esiste modo migliore di concludere se non con una jam session che vede fondersi tre “universi differenti” a ribadire la loro matrice comune. Il rosso “terra di Siena” incontra il blues, per una notte davvero speciale.»
Domenico Vinci
lunedì 2 settembre 2019
Vari - 1989 - A guitar night in Italy
02. Pete Haycock, Steve Hunter “Dr. Brown I Presume”
03. Robby Krieger, Steve Hunter “Your’re Lost Little Girl”
04. Randy California “Hey Joe”
05. Leslie West “Theme From An Imaginary Western”
06. Ted Turner, Andy Powell “In The Skin”
07. Pino Daniele, Robby Krieger, Pete Haycock, Phil Manzanera “Ue Man!”
08. Jan Akkerman “Sylvia”
09. Jan Akkerman “Hocus Pocus”
10. Phil Manzanera “Instrumental”
11. Robby Krieger “Roadhouse Blues”
Concludo col desiderio di dedicare questo mio contributo all’amico giornalista ed appassionato collezionista di dischi rari Pio De Bellis, che purtroppo ci ha lasciati lo scorso mese di giugno e che da par suo aveva concesso a queste pagine il “post d’autore” a proposito del meraviglioso singolo de “I Vermi”. Ciao Pio, vola alto nei cieli del Rock! Domenico Vinci.
venerdì 1 aprile 2016
Post d'autore - "I VERMI E L'ALTRO NASCOSTO" by Pio De Bellis
Sembra che, addirittura, il quartetto usasse confrontarsi, ancor prima, in giovanissima età, undicenni, vantando, nel corso del 1° anno della Scuola Media, un proprio gruppetto “formato Beatles”, affiatatissimo, che li vide, pertanto, bambini prodigio eccezionalmente costituiti in formazione (ecco spiegata la ragione della perfezione dell’impasto sonoro e della maturità scaturenti dal singolo!). Avvenimenti che dovettero giustamente motivare i genitori a incoraggiare e a sostenere in tutti i modi possibili gli sviluppi dell’indole dei piccoli artisti sotto la rassicurante prospettiva che, ben presto, si sarebbe rivelato, “agli occhi e alle orecchie di loro, Matusa”, un “gioco troppo serio”. Al punto di garantire, a protezione del futuro di “musicisti professionisti dei figlioli”, un margine di organizzazione compatibile con i doveri scolastici e con il profitto, affidato ai “mai trascurati compiti assegnati dal maestro al termine delle lezioni in classe”. Soddisfacente, efficace “prova personale” nell’ambito di una incontestabile intelligenza musicale “fuori dell’ordinario”, che dovette far gridare al miracolo, e, in molte sedi, a lunghe meditazioni su ciò che si delineava, per giovani marmotte davvero in gamba, quale “bizzarra predestinazione” nel campo della Pop Music di qualità.
Nell’esprimersi, il progetto si concretizzava gradatamente, a tavolino e nello studio/cantina, sulla base di una rara sensibilità sorretta da un’incrollabile amicizia ed arcigna fiducia nei propri mezzi. Sensibilità inesauribile, quindi, verso il “Valore” avvertito, in allora, prossimo alla propria vocazione di Paladini della Natura. Si trattava, senza dubbio, di una “Fede Cieca” (Blind Faith), a convogliare completamente le energie creativo-compositive, verso quella “Madre Terra” che scorgevano, nella loro non corta percezione, minacciata di continuo dall’umano egoismo, violata in nome dell’interesse, bieco, per “l’inutile mito di falsi denari”, come si troveranno coralmente a denunciare nell’originalissima traccia.
Ai primissimi solchi il “cupo in penombra” di “Collina” - prima parte - bruscamente irrompe, parendo già condizionare integralmente la trama, che, al contrario, si dipana presto mediante un’introduzione bucolica, rasserenante, delicatissima grazie all’inatteso, magistrale “tocco d’angelo”, alla acustica, di Dario Bosio, atto a svitare impercettibilmente la serratura della Porta dell’Ignoto, per l’ingresso, altrettanto inaspettato, di flauti agresti (Schellino e Michelatti), preziosamente inumani nel cautamente sondare le spire degli Imprescrutabili Orizzonti di Dei avidi di “Perfetta Armonia”. L’ispirazione “melodica”, “disturbata da stranissime intromissioni aliene in stile prog”, ed, evidentemente, l’attrazione per “il suono onesto e veritiero”, stimolata dal tema ecologico prescelto, determinava la creazione di un capolavoro della Musica Progressiva italiana.
La protesta che ne risulta, emergente pian piano dalle misteriose atmosfere prettamente prog (o pop, come meglio si evidenziava allora), non risponde affatto ai canoni sociali, di derivazione dylaniana per intenderci, sconfinando al di là di una Saggezza che possiede la forza ed il carattere di una “Fede”, o forse di un “Amore sostenuto da una Fede da cui non si potrebbe mai e pur mai prescindere”. L’aggressività di questi sbalorditivi “avventurieri vercellesi” assume i toni di un “mai detto”, “mai declamato con tanta veemenza”! Stupisce, in particolare, il sentimento di assoluta padronanza che esalta, finalmente, la massima libertà di affrontare, senza mezzi termini, ma, anzi, “in sede di colloquio nel tessuto testuale”, un tema così fastidioso, addirittura scabroso per i tempi in esame. Si avverte, recisa e violentissima, la volontà di esternare i propri indignati intendimenti verso l’ignara umanità che subisce, subisce e subisce, ingenua, sprovveduta, disarmata, correndo a perdifiato, incoscientemente, verso il baratro. Dal 45 giri appare verosimile la personalissima nostra ipotesi in base alla quale “I Vermi” nutrissero e professassero, fin da piccini, il Culto, Fede Incommensurabile, per l’idea incapsulata nell’ultimo, disperato verso, urlato all’Indifferente Incoscienza Umana: “...la vita è natura – ah, la vita è natura – ah”, sintomo di un profondissimo stato emozionale. Similari stati emozionali parrebbero avvicinabili a quelli presenti nella seminale composizione, pubblicata nel 1976 dalla EMI – Harvest, “Le tue radici”, dell’autore del LP “Aria” (EMI 1972) e del LP “Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto”(EMI 1973), Alan Sorrenti.
Ci sentiamo di sostenere che detta canzone genera indubitabilmente “bellezza”, ispirando all’unisono, oltre la pensabile carnalità della passione, una estremizzata, idealistica purezza: se avessimo colto nel segno, il progressivo, per una illustrissima volta, si sarebbe imbevuto impeccabilmente di romanticismo... e spieghiamo, qui di seguito, la nostra interpretazione. Il passaggio, nell’acuta intonazione del cantore partenopeo “...e vorrei essere capace di amare il tuo amor senza di te...” ricorda e sottolinea, indiscutibilmente, che la poesia è poesia e che, rimanendo essa tale, difficilmente se ne potranno svelare i reconditi significati con l’aiuto della nostra parte razionale... La motivazione di ciò è semplice, in quanto la poesia nasce dal piano emozionale allorché l’energia emozionale non viene sprecata da altre invadenti risorse, quelle del piano intellettivo, ad esempio. In altre parole, la poesia si enuclea dalla fonte ove l’acqua è incontaminata, “luogo-non luogo” in cui il verbo si tinge, perennemente, di “inesplicabile”. Emozionalmente, acclariamo che Alan, con l’apporto dei descritti, sublimi versi, vuole significare che l’amore per la propria donna, quando di Amore Vero si tratti, è di tale eccelso stadio che il partner maschile, umilmente, si sente a priori incapace di elevarsi al grado dei vertici di Sentimento che, momento per momento, esperimenta … fino al punto che vorrebbe, anche per un attimo, estraniarsi dalla carne debole, per accedere ad una divina dimensione del Sentimento stesso che ogni cosa travalica … se non fosse di dubitarne, di ritenersi vano esecutore, pur volendolo (“...e vorrei...). Rammenta la condizione dell’eremita in raccoglimento che, per Fede, rivolge la preghiera al Dio Non Visibile, al quale, ciononostante, sacrifica tutto il suo essere.
Per quanto più sopra abbia tentato di spiegare, concluderei con il raccontare il mio personale rapporto tra letteratura e musica, nel senso che posso tranquillamente affermare, sul versante della mia esperienza, d’esser stato naturalmente incanalato proprio dalla Prog Music verso i lidi dell’Esoterismo. A dire il vero, l’opera di avvicinamento di me medesimo alle Verità Esoteriche è stata poi completata dalla Musica Minimalista Americana, specialmente di Terry Riley (dalla Biennale Musica di Venezia 1976 in poi) che, per via delle vibrazioni immesse nel “circolo della mia atmosfera”, ha sorprendentemente contribuito a dilatare in me “il circolo del riscontro libero al suono puro”. Tutto questo miracolo, nel tempo, è stato determinante per comprendere, parallelamente, l’essenziale “ruolo rivelatore” di Battiato nella mia esistenza. Il percorso, conseguentemente, si è snocciolato, sempre in piena sintonia con la musica e gli autori sopra indicati, in uno stato di reiterato scambio, evolutivo in primis, tra le onde sonore che persisto ad assorbire, in parallelo a quelle ideali Verità esposte nei testi esoterici, che, ho alla fine realizzato, fanno sinceramente crescere sul piano umano, soggettivo e oggettivo. È così che la piega della vita, riservatami, si è attestata su teorie diametralmente opposte al concetto di “Stato bidet”, istituito essenzialmente sulla “Situazione di NON ritorno”, emblema di una corruzione da cui siamo attorniati, volenti o nolenti, e che, oramai insostenibile, fa, nel quotidiano e del quotidiano, la travolgente Valanga nera, per causa di corruttori meschini e abietti.
Ecco le ragioni che mi inducono a condurre l’essere in cui sono concentrato, e a capacitarmi di esserne sempre più convinto, sul valore assoluto della Prog Music come “Suono nascosto”, “Pulito”, “Intatto”, “Esoterico”, fondamentale “Ancora di salvezza”, o, se più vi garba, “Arca di Noè” nel sistema in perdizione in pieno corso di svolgimento. Per quanto pessimo possa essere o apparirci il disastroso mondo che ci circonda, ritengo che i fenomeni dilaganti della guerra in atto e della corruzione inarrestabile, siano indici tangibili della prossima “fine del mondo” di cui si parla sempre più di frequente, mondo che, sicuramente, risorgerà dalle sue proprie ceneri, per oltrepassare la funesta fase individuata col binomio “Kali Yuga”. Si coglie occasione per vivamente consigliare, a tal proposito, oltre all’ “assorbimento integrale” di “Collina” de I Vermi, l’ascolto del pezzo, forse sfuggito a molti, “Auto-Motion” di Giusto Pio (45 giri EMI 1984), nonché, in matematica sintonia, la lettura del libro-profezia “La crisi del mondo moderno” - Edizione 2015 - di Renè Guenon, il Tutto a proficuo vantaggio di quella Cultura apparentemente dimenticata … insomma dell’ALTRO NASCOSTO al quale, come a un Concerto del Maestro Franco Battiato, dovrà ogni volta farsi convenientemente riferimento per un Salubre Respiro Rigenerante. PIO DE BELLIS

Ringraziamo infine il gentile staff della Cosmorecord, meritevole etichetta che ha confezionato una perfetta ristampa del singolo de I Vermi. A loro dobbiamo la foto soprastante, che "riguarda la ristampa del 2015, che è scrupolosamente identica in ogni minimo particolare all'originale e si differenzia SOLO per i vari inserti con foto, storia del gruppo e dati tecnici". Unico distributore (e produttore) della ristampa in questione è la piccola e benemerita etichetta Cosmorecord, alla quale potete rivolgervi direttamente per stringere questo gioiellino tra le vostre mani, indirizzando una mail a cosmorecord@libero.it

































