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sabato 12 ottobre 2024

Furio Di Castri - Things (1985, vinyl)

 

TRACKLIST:

01. Things
02. The Spot
03. "G" Pleasure
04. Nottembre
05. Dear Friends
06. Blues For C
07. One More Tiime
08. Punta Secca


FORMAZIONE:

Furio Di Castri - contrabbasso
Maurizio Lazzaro - chitarra elettrica, chitarra acustica
Rita Marcotulli - piano
Aldo Romano, Roberto Gatto - batteria
Enrico Rava - flicorno
Maurizio Giammarco - sax tenore, tastiere
Flavio Boltro - tromba, flicorno
Carla Marcotulli - voce


E' sempre un pacere dare il benvenuto ad un nuovo amico che entra nel team della Stratosfera offre i suoi contributi alla "nobile causa" del nostro blog. Andrea Fiore, questo il suo nome, ci accompagna nel mondo del jazz, terreno già ampiamente esplorato in passato, con un grande album attribuito al bassista Furio Di Castri. Forse non tutti lo conoscono o se lo  ricordano ed è per questo che traccerò una sua breve biografia, ho scritto breve, visto che la sua carriera musicale è decisamente lunga oltre che prestigiosa. Nato a Milano nel 1955, ha iniziato a suonare la tromba a 11 anni e successivamente il basso elettrico a 13, a Venezia. Sicuramente ricorderete il primo storico LP eponimo dei Dedalus, pubblicato nel lontano 1973. Ebbene Furio Di Castri era il bassista del quartetto, al fianco del fratello Marco, di Fiorenzo Bonansone e di Enrico Grosso. Da lì in poi la sua carriera è continuata inarrestabile, sia come outsider che come leader di numerose formazioni.


Dopo avere vissuto un anno in Tunisia, nel 1978 si stabilisce a Roma dove inizia a suonare in trio con Maurizio Giammarco e in quartetto con Massimo Urbani. A Roma incontra Chet Baker, con cui lavorerà saltuariamente fino al 1988. In questo periodo inizia un'intensa attività come sideman suonando spesso a Milano con Larry Nocella, Luigi Bonafede, Franco d'Andrea e accompagnando solisti come Art Farmer, Dave Samuels, Jimmy Knepper, Al Grey, Walter Davis Jr. Nel febbraio 1981 entra nel quartetto di Enrico Rava (con cui resterà fino al 1988) e nell'estate dello stesso anno comincia a suonare con il trio di Michel Petrucciani. Nientemeno!


La sua attività di sideman lo ha visto accanto ad alcuni tra i maggiori solisti sulla scena. Ne citiamo solo alcuni: Richard Galliano, Antonello Salis, Steve Lacy, John Surman, Michael Brecker, Lee Konitz, Joe Henderson, Franco Ambrosetti, Franco d'Andrea, John Taylor, Paul Bley, Rita Marcotulli, John Abercrombie, Paul Motian. Dal 1985 (anno in cui realizza il suo primo album come leader) al 1996 compone musica originale e si esibisce in piccole formazioni, Nel 1989 viene selezionato tra i migliori talenti europei al New Jazz Meeting di Baden Baden, organizzato dalla Radio Televisione Tedesca. Dal 1990 suona in duo con Paolo Fresu, in una collaborazione aperta alla partecipazione di altri artisti, come nel caso di John Taylor, Naco, Jon Balke e Pierre Favre. 


Nel 1997 forma il gruppo WOODEN YOU con Mauro Negri, Andrea Dulbecco e Bill Elgart e comincia a scrivere per formazioni allargate - sia in ambito concertistico che per progetti di teatro e danza. Nel 2000 ha organizzato per la Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo il progetto WELCOME (con giovani musicisti siciliani, croati, bosniaci, portoghesi, greci e palestinesi). Nel 2009 il suo album Zapping ha ottenuto una nomination come Best Jazz Album agli Italian Jazz Awards. Dal 2012 al 2016 ha ideato e diretto il Torino Fringe Jazz Festival. Nel 2017 e 2018 ha ideato e diretto il Firenze Fringe Jazz Festival. E' direttore del Dipartimento di Jazz del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal 2001. Infine + stato docente di contrabbasso e musica d'insieme ai Summer Jazz Workshop di Siena Jazz dal 1990 al 2022. Beh, credo che possa bastare, Buona parte della biografia l'ho tratta dal suo sito web (qui) che vi invito a visitare. 

Enrico Rava

L'album in questione, "Things", registrato al Forum Studio di Roma nel maggio 1984, è stato pubblicato l'anno successivo dalla Fonit Cetra in versione vinile e successivamente ristampato in CD nel 1990. Come già ricordato si tratta del primo album del bassista in veste di leader. Per l'occasione è accompagnato da una schiera di musicisti d'eccezione, con i quali da tempo aveva aperto la collaborazione, Fra tutti Rita Marcotulli al piano, Roberto Gatto alla batteria, Enrico Rava al flicorno, Maurizio Giammarco al sax tenore e tastiere e Flavio Boltro alla tromba. In due tracce appare la bellissima voce di Carla Marcotulli, sorella di Rita. Un album di grande freschezza quanto mai attuale. 

Rita Marcotulli

Roberto Gatto

Bene, lo sconfinamento nell'arcipelago del jazz termina qui, Ancora un grazie alla "new entry" Andrea Fiore e a voi tutti auguro, come sempre, buon ascolto.


Post by George - Music by Andrea Fiore

venerdì 20 maggio 2016

Bonansone Dedalus - 2004 - Nomos Apache Alpha


TRACKLIST:

01. Nomos Apache Alpha
02. Dal sonno
03. Luvmin
04. Trenosol
05. Via di Miel
06. Rockocò
07. Turu Turu
08. Canzone capriccio
09. Ciangclumps (Tripartito):
a - Clangs 1
b - Clang-Cuore
c - Clangs 3


FORMAZIONE:

Fiorenzo Michele Bonansone - violoncello, pianoforte, voce
Michele Kathak Strecchi - bateria, percussioni
Anita Cravero - flauto
Riccardo Chiriotto - trombone, basso


Bonansone Dedalus (Group) è il nuovo progetto realizzato da Fiorenzo Bonansone, leader storico del gruppo di Pinerolo (siamo in provincia di Torino) a partire dal 2000. La parca produzione discografica dei Dedalus, consiste in soli tre dischi, pubblicati dal 1973 al 1997 (esclusa la ristampa del 1999 di "Materiali per tre esecutori e nastro magnetico" contenente 9 pezzi inediti del 75-76). Dall'iniziale approccio jazz-rock, che ha caratterizzato il primo album del 1973, i Dedalus hanno repentinamente cambiato rotta con quello successivo del 1974 approdando a suoni minimalisti, introspettivi e di non facile assimilazione. Anche "Pia visione", l'album della reunion datato 1997, prosegue su questi tappeti sonori. A questo proposito vi rimando al post e alla recensione di Odiladilu apparsa su queste pagine nel 2013 che troverete qui, con il link ancora attivo.

"Nomos Apache Alpha" contiene nuovi brani e rifacimenti di tracce sonore già pubblicate su "Pia visione": Dal sonno, Rockocò, Via Miel, Luvmin e Canzone capriccio. Questi ultimi due brani sul disco del 1997 erano intitolati rispettivamente La Bergera e Dedalus vecchio. Prevalentemente basato su violoncello e flauto è un album dal sapore cameristico, con marcate influenze classiche. 
Buon ascolto. 



Post by George

sabato 23 marzo 2013

Dedalus - 1997 - Pia visione



Dedalus da Daìdalos = ingegnoso, personaggio della mitologia greca costruttore di statue semoventi e del labirinto, nel quale fu imprigionato dal re cretese Minosse, per aver favorito l’immortalità della regina Pasiphae.
Il gruppo “DEDALUS” scelse questo nome nel 1973, anno della sua nascita, in seguito a una lettura dell’Ulisse di J.Joyce.
  
E’ con queste note che il gruppo si presenta nel libretto che accompagna il cd “Pia visione”  e, analogamente a quanto fecero gli Area, possiamo trovare nella scelta del nome la sintesi progettuale di una ispirazione artistica:  
la ricerca e la sperimentazione di nuove strutture musicali
(l’ingegnoso personaggio mitologico) attraverso
il libero linguaggio di piani sonori multipli, sovrapposti, paralleli e contrapposti
(il complesso personaggio letterario).

La storia del gruppo narra delle difficoltà incontrate nel cercare un contratto per pubblicare il loro esordio discografico; un loro demo venne si apprezzato, ma rifiutato perché :
“è come se la vostra musica si trovasse al settimo piano, mentre il pubblico è al piano terreno…, dovreste scendere almeno di qualche piano”.
 erano comunque anni in cui c’erano diversi festival dove suonare e farsi conoscere:
 “…Dedalus è stato la vera rivelazione di questo festival; una totale padronanza dello strumento: sax, chitarra, tastiere, violoncello elettrico, basso, batteria, in un amalgama perfetto di tonalità, di colore, di precisione, un suono caldo e travolgente imbevuto del sangue jazzistico dei Weather Report. I quattro ragazzi torinesi vivono una nuova dimensione sonora che ha trasceso di gran lunga anche i suoni di numerose formazioni americane del settore e sono tra i pochi a vivere, oggi, di luce propria. …”
(Maurizio Baiata nel recensire il Festival della Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Napoli su Ciao 2001 n.25 del giugno ‘73)
Il resto è storia con 2 lp usciti per la Trident records (Dedalus del ’73 e Materiale per tre esecutori e nastro magnetico del ‘74), e un terzo disco registrato nel biennio 75-76 ma rimasto inedito fino a gennaio 1999, quando esce su cd Elica accompagnato dalla ristampa del secondo  (Pezzi inediti + Materiali), e la personale sensazione che la musica dei Dedalus riuscisse a volare come il Mito a cui s’erano ispirati.



Per una analisi critica del progetto musicale del gruppo e dei due vinili “storici” vi consiglio di leggere quanto scritto nel blog John's Classic Rock
  
Pia visione esce in private pressing nel 1997 e la proposta musicale, pur proseguendo nel solco tracciato ai tempi degli inediti, evidenzia nuovi sviluppi grazie anche allo spazio riservato alla voce.


Il disco, a mio parere, è pervaso da una serena malinconia, c’è una struggente miscela di suoni, silenzi, voce, a cui è difficile sottrarsi e di cui è facile innamorarsi:
valga su tutti “Il viale delle statue” da una poesia di Guido Gozzano, ma anche le arie popolari de “La Complainte de Michelin” e “La bargera e l’uv”, i dolci temi sonori di “Dal sonno”, “Pia visione”, “Berceuse per il giorno” e “Rockocò”,  i ritmi sottili di “Miel”, “Strango” (già presente in Pezzi Inediti), “Lunalix”, Clangclump” e “Spaventacavalli”. Resta poi a “Dedalus vecchio” (e già il titolo è una premonizione) il compito di ripercorrere strade già battute in passato.
Sul processo compositivo del disco e più in generale sulla bio/discografia dei Dedalus vi invito a leggere direttamente il loro sito qui , nato all’indomani della pubblicazione di “Nomos Apache Alpha” del 2003, a nome Dedalus-Bonansone, e che è valso loro il premio Darwin.

TRACKLIST:

01. Pia Visione

02. Strango

03. Dal sonno

04. Miel

05. Il viale delle statue

06. Rockocò

07. Clangclump

08. La bergera e 'l luv

09. Dedalus vecchio

10. Berceuse per il giorno

11. Spaventacavalli, piccola suite in cinque ruscelli

12. Lunalix

13. La complainte de Michel


Parte del materiale sonoro di "Pia visione" sarà poi rielaborato su Nomos :
Dal sonno, Rockocò, Clangclump, Via Miel, Luvmin (è La Bergera), Canzone capriccio (è Dedalus vecchio).
FORMAZIONE:

Fiorenzo Bonansone (violoncello, voce, pianoforte, fisarmonica, electronics)

Marco di Castri (chitarra, sax soprano, percussioni)

Domenico Sciajno (contrabbasso, percussioni)
Ennio Bonansone (ingegnere del suono)

LINK

Post by Odiladilu

giovedì 23 febbraio 2012

Dedalus - 1973 - Dedalus

Finalmente riesco a postare i Dedalus, il gruppo con cui avrei voluto iniziare la mia collaborazione con la Stratosfera,ma ogni volta che provavo a postarlo c'era qualcosa che mi impediva di farlo(una richiesta o altro) fatto sta che dal primo é passato ad essere forse il settimo o ottavo post.Comunque meglio tardi che mai,sono contento di condividere con voi questo piccolo gioiello del jazz rock italiano,che non ha niente da invidiare ai piu famosi gruppi internazionali dell'epoca(Weather Report per citarne uno).Per una piú esaudiente recensione vi consiglio di leggere QUI .

La Band :

Marco Di Castri (chitarra, sax)
Fiorenzo Bonansone (tastiere, violoncello, voce)
Furio Di Castri (basso)
Enrico Grosso (batteria)

Tracklist:

1 - Santiago (9:13)
2 - Leda (4:30)
3 - Conn (3:48)
4 - C.T.6 (14:02)
5 - Brilla (5:39)

Buon ascolto, Stratosferici amici !!!

NEW LINK
(15-10-2012)