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lunedì 21 agosto 2023

Ricky Gianco e gli anni '70: Alla mia mam...(1976) e Arcimboldo (1978)

 

PREMESSA
Se vogliamo entrare nel mondo di Ricky Gianco, personaggio che fino ad oggi abbiamo trascurato, dobbiamo spingerci agli albori degli anni '60, quando iniziò a sfornare i suoi primi 45 giri. Era il 1961 allorché la Round Table pubblicò "Come un bambino", un singolo accreditato a Ricky Gianco e ad un altro. L'altro era Gino Paoli. Singoli e album proseguirono senza sosta. Poi, a metà degli anni '70 la svolta. Il sodalizio artistico con Gianfranco Manfredi portò i suoi frutti: testi e musiche si allinearono alla cultura del decennio. l'impegno politico e sociale trasudò da ogni brano mentre i suoni colsero gli ultimi aneliti di un rock di ispirazione progressivo che stava sopravvivendo a se stesso. Fondò nel 1974, insieme al discografico Nanni Ricordi l'etichetta Ultima Spiaggia che ebbe purtroppo vita breve. Cessò la sua attività nel 1979. In questo breve lasso di tempo mise sotto contratto artisti del calibro di Ivan Cattaneo, Roberto Colombo, Enzo Jannacci, Claudio Lolli, oltre a Gianfranco Manfredi. L'elenco è solo parziale. Gianco incise per la sua label due dischi fondamentali, "Alla mia mam..." nel 1976 e "Arcimboldo" nel 1978. Entrambi vennero preceduti da quel gioiellino, fuori da ogni schema, intitolato "Disco dell'angoscia" (1975), frutto della collaborazione di Ricky con una schiera di artisti afferenti all'Ultima Spiaggia: da Gianfranco Manfredi a Ivan Cattaneo, da Nanni Ricordi (proprio lui, che prestò la sua voce) a Tullio De Piscopo. Questo disco è stato postato sulla Stratosfera nel lontano 2011. Eccolo qui. Per tornare agli album ho preso in esame quelli che possiamo definire "impegnati", quelli del "nuovo corso" tralasciando volutamente altre due produzioni anni '70, ovvero i due inascoltabili Braccio di Ferro (1975 e 1976), con musiche per bambini,  e la colonna sonora del film "Liquirizia" (1979), condivisa con altri artisti. E ora diamo spazio alla musica.

Ricky Gianco - 1976 - Alla mia mam...


TRACKLIST:

Lato A
01. Un amore - 6:15
02. Campo minato - 3:03
03. Fango - 4:00
04.Repubblica - 4:50

Lato B
05. Mangia insieme a noi - 3:22
06. Ospedale militare - 3:55
07. Nel mio giardino - 3:40
08. Un pipistrello in abito da sera - 4:57
09. Davanti al nastro che corre - 2:35


MUSICISTI:

Ricky Gianco - voce, chitarra acustica
Claudio Dentes - chitarra acustica
Giuliano Illiani (alias Donatello) - chitarra acustica, flauto
Glauco Borrelli - basso
Marcello Vento - batteria
Oscar Rocchi - tastiere
Lucio Fabbri - violino
Giovanni Unterberger - pedal steel guitar
Flavia Baldassari, Gianfranco Manfredi, Naimy Hackett - cori


Come riporta il sito "John's Classic Rock" che propone una ottima e condivisibile recensione dell'album "Ricky Gianco rimase silente lungo tutta la prima metà degli anni ’70 sospeso tra il declino del Beat e qualche produzione per l’infanzia, ma è evidente che la sua coscienza politica stava rafforzandosi esponenzialmente sia grazie a un certo tipo di frequentazioni, sia grazie a un'innata capacità d'osservazione degli eventi in corso. Prova ne è che quando nel 1976 uscì il suo primo 33 giri del “nuovo corso”, Ricky si era completamente trasformato: non più il ragazzo ye ye che scriveva Pugni Chiusi per i Ribelli, ma un trentetreenne baffuto e sornione che nell’album “Alla mia mam...” faceva lucidamente il punto sulla situazione del Movimento. In più, con un’invidiabile consapevolezza musicale che, se proprio non possiamo chiamare Prog, ne aveva sicuramente assimilato la lezione. I nove brani che compongono il disco tracciano di fatto quella linea di demarcazione che allontanerà irreversibilmente la musica autorale, progressiva o politica, da quella nuova concezione provocatoria e dadaista che sarebbe stata poi propria del movimento del 77. Il tutto però, senza rinunciare a momenti poetici di alta classe, partoriti soprattutto dalla penna di uno straordinario Gianfranco Manfredi. 


Tra sferzate ritmiche, momenti folk, rincorse vocali, citazioni etniche e arrangiamenti tipici della label Ultima spiaggia, si parte così già con la classica “Mangia insieme a noi” che, pur omaggiando Pete Seeger, ha in se una forza analitica che la incolla spietatamente al proprio tempo storico: “E’ chiaro che l’emotività nell’istituzione, dinamica non ne ha. Dialettica dell’autonomia, ottica e... insomma... ognuno a casa sua”. Ritmiche Progressive promanano dalla dissacrante “Ospedale militare” alla quale segue, bilanciandola perfettamente, la struggente “Nel mio giardino”: asciutto ritratto degli immensi quartieri dormitorio milanesi da cui era appena partito il movimento dei Circoli del Proletariato e da cui di lì a poco sarebbero nate le prime soggettività Punk. Tra le isteriche “Davanti al nastro che corre” e “Un pipistrello...” si insinuano poi le ballate “Fango”, dal chiaro sapore militante, e la dolcissima “Un amore”, per poi chiudere il tutto con “Repubblica”, cantata in sei dialetti diversi e il cui concetto è chiaro:
“Tutti dicono che si può avere tutto. Io non voglio niente. 
Basta solo che mi lascino in pace”. 


Un disco sostanzialmente aggressivo quindi, i cui eccessi verranno poi limati nel 78 col più calibrato “Arcimboldo”: uno dei momenti più alti della carriera di Gianco. Ma tra il 76 e il 78 erano passate due ere geologiche e nell’anno del Lambro, occorreva ancora fare i conti con un passato chiuso e un futuro non ancora definito e “Alla mia mam...”, possiamo dire, fu una tra le migliori sintesi di quella situazione: sia musicalmente che poeticamente".
Il disco, dopo un lungo periodo nel dimenticatoio, è stato ristampato in versione CD dalla RCA nel 1995.

Ricky Gianco - 1978 - Arcimboldo


TRACKLIST:

Lato A
01. Compagno si, compagno no, compagno un caz - 3:37
02. Arcimboldo - 4:15
03. Uomini non parlate più - 2:35
04. Vita, morte e miracoli - 3:21
05. Ironia - 2:36

Lato B
06. Il deserto è pulito (ha collaborato Riccardo Zappa) - 3:45
07. Obrigado, obrigadinho - 3:52
08. Il fiume Po - 5:20
09. A Nervi nel '92 - 4:28


MUSICISTI:

PFM al completo (Mussida, Di Cioccio, Premoli, Djivas)
Roberto Colombo


Qui ci troviamo di fronte ad uno dei punti più alti della produzione discografica di Rocky Gianco. I testi si fanno più aderenti al movimento del 77-78, ironici e critici, e le musiche ancora più raffinate rispetto al disco precedente grazie alla presenza della PFM al gran completo. Ancora da "John's Classic Rock":
"Tecnicamente: nove canzoni prodotte da Claudio Fabi, eseguite dalla PFM post-Pagani in gran completo e in più, con la collaborazione di Roberto Colombo. Registrate presso gli studi milanesi della Ricordi, e mixate alllo Stone Castle di Carimate tra il maggio e il giugno del 1978. Concettualmente: una vera e propria analisi ex-post di tutte quelle problematiche che vennero trattate, dibattute e vivisezionate l’anno precedente ma, ripeto, mai risolte a livello collettivo: la frammentazione e le contraddizioni della sinistra, il silenzio sociale come conseguenza dei processi di modernizzazione, le possibili nuove forme di lotta, l’antimilitarismo, l’ecologia e, a chiudere il tutto, il ruolo della memoria storica sublimata in una curiosa canzone quale A Nervi nel 92, là dove due reduci del movimento si ritrovano quindici anni dopo sulla riviera ligure a raccontarsi le proprie esperienze. Degradati nella scala sociale, ma indomiti nel loro grande amore per la vita e appunto per l'esperienza.

front cover della ristampa del 1987

Musicalmente siamo invece di fronte a un insieme di stili differenziati che, come in uso all’epoca, mettono l’appena defunto prog al servizio di una comunicazione più immediata di taglio cantautorale. E in questo, c’è da dirlo, la PFM è davvero perfetta. Un lavoro molto sofisticato insomma, a partire dalla splendida copertina dello Studio Dada2 che ritrae una “testa composta” di Gianco nello stile del pittore Giuseppe Arcimboldo (1526-1593).  Altra caratteristica che legò indubbiamente l’album al suo tempo storico fu poi il linguaggio utilizzato nei testi, tutti firmati da un Gianfranco Manfredi in evidente stato di grazia. Versi speso ermetici - “comprensibili al movimento, ma oscuri al potere” si diceva allora - ma che toccano ogni atomo della coscienza sino a coinvolgerla tutta. Così, memorie e sensazioni che sembrano attraversare il disco quasi per caso,  rivestono in realtà un ruolo preciso, come quel “cielo che era blu / a volte di un triste blu: blu-polizia” nella splendida Obrigado Obrigadinho che, insieme alla title track, è a mio avviso l'autentico capolavoro dell’album.


Oppure come quel “deserto che è pulito e non fa rumore, ma è vivo e pieno di colore”, che poi sarebbe la metafora di una "Milano del futuro" che il potere vorrebbe sempre scintillante e asettica, ma dove le sacche di disobbedienza continuano ad incontrarsi, a resistere, a riprodursi. Parole certamente datate in effetti. Sentimenti quasi impossibili da spiegare a trent’anni di distanza, ma che non solo riflessero una rivolta diffusa e temuta dal sistema borghese, ma, se vogliamo, ancora attuali. Del resto, Il fiume Po, è sempre “un fiume chimico, ma senza H2O”, la sinistra è tuttora inquinata da “compagni del caz...”, e l’Ironia è sempre una delle armi più detestate dal potere. La sola differenza tra oggi e gli anni Settanta è che, se quarant’anni fa si osava toccare un qualsivoglia diritto civile, scattavano in piazza milioni di persone decise a tutto. Oggi invece, non solo “paghiamo” come Totò, ma sembra ci sia qualcuno che è pure contento di farlo. Ecco perché Arcimboldo fu allo stesso tempo un capolavoro e un sasso nell’oceano. Ma ricordiamoci sempre: ”è facile morire / ma è più difficile capire".
"Arcimboldo" è stato ristampato due volte in versione CD: la prima nel 1995 (RCA), la seconda nel 2002 (BMG Ricordi). E ora non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Alla mia mam...(1976)
LINK Arcimboldo (1978)

Post by George

domenica 9 dicembre 2018

Gianni Mocchetti - 1978 - Andare (vinyl)


TRACKLIST:

01. Talismano nero
02. Cantilena
03. Il balcone di Marta
04. Leggenda Maya
05. Paisà
06. Sulla punta di una stella
07. Bianco
08. Canzone di paese
09. Angelina non lo sa
10. L'ultima poesia


MUSICISTI

Gianni Mocchetti - voce, chitarra
Sergio Farina - chitarra
Hugh Bullen, Paolo Donnarumma - basso
Andy Surdy, Ottavio Corbellini, Walter Calloni - batteria
Roberto Colombo - piano, sintetizzatore
Pietro Pellegrini - vibrafono

La back cover di "Paisà", versione del 33 giri "Andare" per il mercato tedesco

"Andare" è il primo disco solista di Gianni Mocchetti, pubblicato dalla Ricordi nel 1978 e non più ristampato negli anni a seguire. Le discografie di Gianni Mocchetti creano un po' di confusione. Discogs lo indica come primo LP in assoluto datato 1978. Nello stesso anno il disco, con diversa copertina e diversa disposizione dei brani, viene pubblicato nella sola Germania. Wikipedia data invece "Paisà" 1978 e "Andare" 1979. Sta di fatto che le 10 tracce sonio le stesse.

Conclusa questa entusiasmante disquisizione, ricordo che dal disco vennero tratti alcuni 45 giri: Paisà/Il balcone di Marta (1978), Cantilena/Il balcone di Marta (ancora!) (1978), Talismano nero/Bianco (1979).  In merito ai contenuti siamo ben distanti dalle sperimentazioni che Mocchetti condivise, al basso e alla chitarra, con Franco Battiato nei suoi primi album (Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic).  il disco è all'insegna di un buon rock, senza lode né infamia. Talismano nero, in apertura, è un perfetto biglietto da visita. Seguono le copertine dei singoli tratti da questo album.



45 giri per il mercato italiano
45 giri per il mercato tedesco

Manca ancora all'appello il disco "Terra di nessuno" registrato da Gianni Mocchetti nel 1992 con lo pseudonimo di "Matusalemme", anch'esso presente da tempo nella wishlist. E sapete chi ce l'ha, se non l'amico Frank-One, che possiede tutto e anche di più? Bene. ha promesso l'invio dei file a breve. Sarà un piacere condividerlo con voi.

Intanto vi lascio con la copertina magistralmente realizzata dal Capitano nel lontano 2011, quando pubblicò la compilation dei singoli di Mocchetti.  Buon ascolto



Post by George

martedì 21 maggio 2013

Colombo-Harris - 1980 - Astrolympix

TRACKLIST :

01 Harlequin
02 Man on the (hot) Spot
03 The Mighty Team
04 Glad You Could Come
05 Gimme Lovin'
06 Keep Movin'
07 Nobody to Love
08 Finale

La miglior ricchezza di questo blog, come ho già avuto occasione di dire, è qualla di essere aperto ai contributi di tutti. Nel tempo la stratosfera è diventata un punto di ritrovo per tutti gli appassionati di "certa" musica italiana, spesso dimenticata ai più e ancora più spesso non più fruibile perchè ormai fuori catalogo. E' il caso di questo ottimo album, terza opera solistica di Roberto Colombo, anche se in questo caso è a nome del nostro con Marc Harris. Lascio la parola all'amico Frankoff, ringraziandolo enormemente per aver condiviso con tutti noi questa perla dimenticata nel tempo.

"Ciao, seguo con molto interesse le vicende del tuo blog artistiche e purtroppo anche non, e devo dire che il tuo è uno dei più corretti della rete, (gli stranieri purtroppo per noi godono di molta più libertà e democrazia). So che stai cercando dischi introvabili e fuori produzione, proprio per non incorrere in guai con le società e con i diritti degli autori ed editori, per questo ti invito a cercare su youtube i filmati inerenti l'ultima assemblea della SIAE, per renderti conto della situazione in cui si trovano gli artisti italiani, in special modo l'intervento di Vittorio Nocenzi. Comunque non voglio tediarti sulla situazione italiana, anche perchè non va niente bene anche a me. Il motivo di questa mia riguarda un piccolo omaggio che volevo fare da molto tempo, ma per tanti motivi, sono riuscito a fare solo ora: nell' allegato troverai Astrolympix di Colombo Harris, disco che effettivamente non sono riuscito a reperire in nessun formato, e che perciò ho deciso di rippare e pulire un po' dal vinile. Il lavoro l'ho fatto con notti insonni usando A.... A....... (cancella il nome se no è pubblicità). La copertina è quella che vedo io in cartone, composta in quattro pezzi, per problemi di dimensione dello scanner (comunque niente male).

Che dire del disco, grande disco music (adatta al periodo e ormai fuori tempo progressive) con una piccola punta di prog, grandi musicisti, soprattutto nelle rifiniture di chitarra di Radius e basso di Tavolazzi. Sezione ritmica da brivido, con Calloni e De Piscopo che sembrano delle drum machine (che tristezza, però paragonare due umani co 'o core a delle volgarissime scatole elettroniche) e l'inventiva dei due nostri eroi, che di idee ne avevano da vendere anche su un prodotto commerciale come questo, e che purtroppo non credo abbia avuto grande successo, perchè grazie a Dio era fatto troppo bene. Disco che ci riporta alla nostra gioventù (forse solo mia) quando si cercava di marcare stretto qualche giovane femminista in crisi psicologica che cercava conforto nelle discoteche ( sto scherzando non me ne vogliate ambo sessi, anzi triplo sessi)."

LINK

Post by Frankoff with Captain

giovedì 8 dicembre 2011

Serie "Cantautori ai margini" n° 5 - Francesco Currà - 1976 - Rapsodia meccanica


TRACKLIST :

01 - 16 giugno
02 - Non mi parlare di rivoluzione
03 - Incubo
04 - Quanto dura il mio minuto
05 - Preferirei piuttosto
06 - Tra cespugli di ginestre
07 - La rovina del porto e il marinaio
08 - Hanno sputato sui vetri
09 - L'alunno dell'ultimo banco
10 - La massa della miseria
11 - Tavola ansaldina
12 - Son le puttane le donne migliori

Un album davvero a parte della discografia seventies italiana. Di ascolto piuttosto difficile, questo Rapsodia Meccanica anticipò la musica del genere cosidetto "industriale", che nasceva proprio in quegli anni, mischiando inserti musicali a suoni meccanici ed alienanti provenienti dal mondo delle fabbriche. Un linguaggio popolare, sporco e spesso scurrile caratterizza i testi di tutte le canzoni, oltre che l'usi di un'ironia tagliente e decisamente politically incorrect, verso tutto e tutti, compresi i simboli di quegli anni delle masse operaie. Autore delle musiche e curatore degli inserti musicali e rumoristici nelle varie canzoni un vero genio musicale della seconda metà degli anni 70, ovvero quel Roberto Colombo già noto agli aficionados della Stratosfera, dato che abbiamo già postato due suoi stupendi albums degli anni 70 (vedere qui).

Così su Italianprog.it: "Canzoni suonate con strumenti musicali convenzionali ma anche con strumenti meccanici ed industriali, ecco il contenuto di Rapsodia meccanica, prima realizzazione discografica di Francesco Currà, nato in Calabria ma trasferito a Genova. Un album insolito che può essere paragonato in alcuni momenti ai lavori di Battiato o Juri Camisasca. Currà realizzò anche un libro con un titolo simile nel 1977, Rapsodia meccanica. Poesia in fabbrica con le canzoni del disco dell'ultima spiaggia (Squilibri, 1977), un secondo album nel 1979, ed ha recentemente pubblicato un altro libro di poesie nel 2004."

Qui trovate un articolo dedicato a questo album su John Classic Rock
Buon ascolto meccanico, cari amici

NEW LINK
(15-5-2015)

domenica 12 giugno 2011

Roberto Colombo - 1977 - Botte da orbi


TRACKLIST :

01 - Ascolta si fa sera
02 - Botte da orbi
03 - Fiato alle trombe
04 - Dai non fare il romantico
05 - Alegher alegher
06 - Danza disumana
07 - Il ritorno di Ukembe
08 - Fine del trentatrè

Penso che la miglior presentazione, per questo disco e quest'artista, sia lasciar parlare le note sul retro della cover, scritte forse dallo stesso Colombo, che quì riporto:

"Da anni Roberto Colombo ha deciso che il suo mestiere è la musica, ma non ha ancora perso il piacere della musica come giuoco. Quando dirige i musicisti e finge di litigare con il tecnico del suono sembra un bambino che smonta un giocattolo nuovo, e un attimo dopo si lamenta di una nota poco pulita e grida di abbassare la cuffia perchè vuole fare il suo lavoro fino a sessant'anni e la sordità è una malattia professionale frequente. La sua specialità è ribaltare l'atmosfera di un brano registrando urla belvine di sottofondo, voci di bar affollati e enigmatici interventi tenorili. La sua musica è una continua altalena fra serietà ed autoironia perchè, al di là dell'impegno di ricerca su ritmo e suoni, deve restare il giuoco."

Questa volta non trascrivo gli artisti coinvolti, dato che sono veramente tantissimi... Se volete, fate clik sul retro di cover quà sopra e leggete da voi le decine di musicisti che hanno partecipato a questo progetto di Roberto Colombo. Naturalmente, come nell'album precedente, spiccano diversi nomi di prima grandezza del panorama musicale di quegli anni.

Augurandovi buon ascolto, vi indico il...

...LINK

sabato 16 aprile 2011

Roberto Colombo - 1976 - Sfogatevi bestie

TRACKLIST :

01 - Sono pronto
02 - Caccia alla volpe
03 - Entreneuse
04 - Sfogatevi bestie
05 - Assurdo parte 1
06 - Metronomo 138
07 - Assurdo parte 2

C'era una volta... un altro capolavoro poco conosciuto del rock progressivo italiano, questa volta con forti influenze jazz. Roberto Colombo, tastierista molto dotato, già nei primi anni 70 (fino a tutt'oggi) era un session man e produttore che collaborava con praticamente tutti i più grandi nomi della musica italiana. Questo disco esce per l'etichetta "L'ultima Spiaggia" nel 1976, alla fine del periodo Prog, e come già "Il disco dell'angoscia", oggetto di un precedente post, è un disco che mostra una altra possibile evoluzione del genere rock progressivo in Italia. Altra peculiarità di questo album meraviglioso è la sua godibilità, la noia non fa mai capolino nei quasi 40 minuti che occorrono per ascoltarlo, unita ad una simpatica vena di ironia, che permea tutto il disco, tanto che qualcuno ha parlato di forti influenze Zappiane (inteso come di Frank Zappa).

Un grande cast di artisti partecipa alle registrazioni di Sfogatevi bestie, tra cui spiccano Walter Calloni, batterista di Finardi, Ricky Belloni alla chitarra e Marco Ferradini alla voce, proprio quello di "Teorema", chi non se lo ricorda... Per altre informazioni e per la descrizione di quest'album e del successivo "Botte da orbi", che prima o poi posterò, vi rimando quì al solito al solito ottimo blog di "John Classic Rock".

Artisti Partecipanti:

Roberto Colombo - Tastiere, musiche, testi ed arrangiamenti
Pepe Gagliardi - Piano
Alberto Mompellino - Violino, organo, moog
Claudio Fasoli - Saxofono
Gigi Belloni, Paolo Donnaruma - Basso
Flaviano Cuffari, Walter Calloni - Batteria
Mario Lamberti - Percussioni
Maurizio Martelli, Ricky Belloni - Chitarra
Gianni Zilioli - Xilofono
Marco Ferradini - Voce
Nanni Ricordi - Voce


Buon ascolto a tutti

P.S. - Posseggo solo questa versione in mp3 160 kbs, se qualcuno conoscesse una versione migliore e volesse segnalarla nei commenti, gliene sarei veramente grato