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sabato 9 luglio 2016

Cocky Mazzetti

Cocki Mazzetti, pseudonimo di Elsa Mazzetti; talvolta indicata anche come Cochi Mazzetti (Milano, 28 febbraio 1937).

Cocky Mazzetti è il nome d’arte della milanese Elsa Mazzetti. Cocky Mazzetti aveva iniziato a cantare nel 1954 nell'"Orchestra Zerosei", composta da Sergio Cassani al pianoforte, Walter Finelli al sax alto e al clarino, Vittorio Baroncini alla tromba, Mario Palmieri al sax tenore e al violino e Giorgio Banchetti alla batteria; con l'orchestra compie anche varie tournée all'estero e nel 1960 aveva ottenuto il suo primo contratto discografico con la Primary, etichetta distribuita prima dalla Bluebell ed aver assunto il nome d'arte Cocki; in seguito dalla RiFi record di Milano di Giovanbattista Ansoldi. L’anno dopo esordirà al Festival di Sanremo del 1961, interpretando il brano “Qualcuno mi ama“, in coppia con Emilio Pericoli, nella facciata B del disco A.A.A.Adorabile cercasi (Primary CRA 91817), canzone partecipante alla stessa manifestazione, non finalista, cantata da Bruno Martino (La voce del Padrone) e Jula De Palma (Circus), ma è nel corso dell'estate che si farà conoscere dal grande pubblico grazie al notevole successo del brano Pepito. Al primo posto si classificò “Al di là”, cantata da Luciano Tajoli (Car juke box) e Betty Curtis (CGD); al secondo posto 24000 baci, cantata da Adriano Celentano (Jolly J 20127) e da Little Tony (Durium LdA 6974).

Nel 1962 è nuovamente al Festival di Sanremo con Tobia e Occhi senza lacrime, partecipa al Festival di Napoli ed è presente al VI Festival di Zurigo con il brano Fuochi d'artificio. Inoltre, è la prima cantante ad incidere il brano La partita di pallone che però arriverà ai primi posti delle hit-parade qualche mese più tardi nella versione di Rita Pavone.

Dal 1962 in poi Cocky Mazzetti parteciperà a diverse manifestazioni canore, presentando brani cover e originali, collezionando molteplici successi personali. Chi le impedì il grande successo fu Rita Pavone, che incidendo La Partita di Pallone (RCA PM45 3140) , che già aveva inciso la Mazzetti (Primary CRA NP 91886), la relegò ingiustamente nella posizione di gregaria, ovviamente mi riferisco a quella particolare occasione.

La delusione viene presto riscattata dal Festival di Sanremo 1963 in cui si classifica terza con Giovane giovane cantata in coppia con Pino Donaggio; allo stesso festival presenta anche Perché perché in coppia con Tony Renis.
Sempre nel 1963 incide Dimmelo sottovoce, sigla della trasmissione televisiva "Leggerissimo".
Anche nel 1964 partecipa ad importanti manifestazioni musicali: è nuovamente al Festival di Sanremo con Mezzanotte, in coppia con Los Hermanos Rigual, al Cantagiro e al Festival delle Rose; nel prosieguo del decennio inciderà altri dischi senza tuttavia ottenere significativi riscontri di vendita.

Dopo un periodo di pausa, nei primi anni ottanta diventa una componente del gruppo Gli Oldies con Wilma De Angelis, Claudio Celli, Ernesto Bonino e Nicola Arigliano: con questa formazione incide un nuovo album e partecipa a svariate trasmissioni televisive, soprattutto su Antenna 3 e Canale 5.
Dal 1998 al 2001 partecipa come ospite fissa a trasmissioni di Paolo Limiti su Rai Uno interpretando successi di tutti i tempi facenti parte del suo sterminato repertorio. Si segnala Il tema di Harry Lime dal film Il terzo uomo e Non chiamarmi autunno del repertorio di Flo Sandon's.
Attiva tuttora in serate con orchestre da ballo.

45 giri
1960: Flamenco rock/Quando c'è la luna piena
1961: Qualcuno mi ama/A. A. A. Adorabile cercasi (Primary CRA 91817)
1962: Carnaval do Brazil/Cielito Lindo1962: Che dirà la gente?/Abreme la puerta (Primary CRA 91824)
1962: Flamenco Rock/Pepito
1962: Nuttata 'e luna/Paese 'e cartulina/Chin'e fuoco (Primary CRA 91877)
1962: Pepito/Zero In Cha Cha Cha (Primary CRA 91833)
1962: Tobia/Occhi senza lacrime (Primary CRA 91857)
1962: Tango Italiano+Virgola di luna
1963: Un caffè/ Tu sei differente (Primary CRA 91880)
1963: La partita di pallone/Il tuo compleano (Primary CRA 91886)
1963: Giovane giovane/Le gocce (Primary CRA 91896)
1963: Perché, perché?/Di baci (Primary CRA 91897)
1963: La domenica/Pizza Pye
1963: Dimmelo sottovoce/Qui sotto il cielo di Capri (Primary CRA 91899)
1963: Casanova Baciami/Tu lo sai (Primary, CRA NP 91903)
1963: Ronf ronf / Pagherai (Primary CRA 91920)
1963: Buio/Pagherai (Primary CRA 91921)
1964: Carneval do Brasil/Pizza Pye/La domenica/Cielito Lindo
1964: Mezzanotte/Dicono di me (Primary CRA 91927)
1964: La fine di tutto/Ho perso la bussola (Primary CRA 91933)
1965: Abbracciami forte/Cominciamo ad amarci
1968: Pioggia di settembre/Coltivatore di garofani (Zeus, BE 234)
1971: Gitano/Un Caffè
1993: Till, Nessuno al mondo, Inno all’amore, A pugni stretti.

Album
60 The best years
I grandi successi
Il meglio di Cocky Mazzetti 1998
Incominciò con un caffè (manca una traccia)
Festival di Zurigo 1963 (una sola canzone)

Dal 1983 agli anni 2000 Cocky Mazzetti ha inciso CD per l’etichetta Bang Bang, SAAR record, Dig It, Duck Record etc.
Curiosità: molti dischi riportano il nome Cocki Mazzetti ed altri Cocky Mazzetti.

venerdì 17 gennaio 2014

Andrea Lo Vecchio - Superpost

Cantante, compositore, autore di canzoni, libri e programmi televisivi. Si affaccia sulla scena della musica leggera italiana nel 1962, cantando in alcuni locali estivi accompagnandosi con la chitarra.

Nel 1963 fonda il suo primo complesso e vince il Disco d’oro in un concorso di voci nuove con la sua “Dorme la città” che gli frutta il primo contratto discografico.
Nel 1964 apre a Milano “Le clochard” un cabaret dove tutte le sere si esibisce insieme a Cochi e Renato, Bruno Lauzi e ai futuri Gufi ed altri. Il suo brano “Era troppo bello” interpretato da Wilma Goich vince il Festival delle rose, ma soprattutto scopre e lancia Bobby Solo: insieme elaborano la famosissima “Una lacrima sul viso”.

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Nel 1965 compie una fortunata serie di esibizioni (Ribalta per il festival, Cantagiro, Cantaitalia) che gli procura una seconda opportunità discografica e pubblica il singolo "La ragazza di Reggio Emilia" sempre con la CBS. Nel 1966 scrive “Io non t’amo più” che nella versione inglese (Sha-la-la) fa il giro del mondo. E’ questo inoltre l’anno che segna l’inizio della collaborazione con Roberto Vecchioni (Luci a San Siro, Povero ragazzo, Io non devo andare in via Ferrante Aporti, ecc...).





Nel 1967 è protagonista di alcune fasi della trasmissione “Settevoci” con “Ho scelto Bach” con la quale partecipa al Festivalbar. Nel 1968 partecipa al Festival di San Remo come autore di “Sera”, un brano di atmosfera presentato e portato al successo da Gigliola Cinquetti. Nello stesso anno scrive altri successi: “Betty blu” (Mal), “Questo è un addio” (Nuovi angeli), “Il bene di Luglio” (cantata da lui stesso e da Bruno Lauzi), "Sweet Inspiration” che conquista i primi posti delle classifiche americane interpretata dalle coriste di Aretha Franklin che prendono il nome proprio dalla canzone.


Sempre nel 1968, anno cruciale per la sua carriera, scrive per Claude François il testo originale di My Way che Paul Anka tradurrà anni dopo per Frank Sinatra. Incide inoltre il suo primo LP come cantante, "Srorie d'amore", ed esordisce nella produzione discografica con il primo disco di Roberto Vecchioni e Casatschok di Dori Ghezzi (seguiranno poi la produzione di vari artisti tra cui Loredana Bertè, Patty Pravo, Roberto Soffici, Simonluca, Bobby Solo, Gli Incesti, Celeste, Antonella Bucci, ecc).

LATO A
1) Il bene di luglio
2) L'erede dei Proof
3) Di te
4) Il solito Dikinson
5) L'anniversario
6) Quando Dio vincerà

LATO B
1) Non era il caso
2) Quello che non sai
3) La battaglia di Maratona
4) Il mio coraggio
5) La piazza
6) Poi vennero a cercarla

BONUS TRACKS:
1) Roberto Vecchioni - Quello che non sai (1992)
2) Roberto Vecchioni - Il bene di luglio (2011)
3) Bruno Lauzi - Il bene di luglio (1970)

Nel 1969 conquista le classifiche inglesi con “If I only had time”, cantata da John Rowles; scrive “In fondo al viale” per i Gens e “Tu non meritavi una canzone” per Fausto Leali che la lancia al Disco per l’estate. Nel 1970 scrive “L’addio” portata al festival di San Remo da Michele e “Falsedad” che nella versione di Valdos de los Rios diventa un inno per tutto il latino america. Scrive anche testi per Gino Paoli ed Umberto Bindi.







Ancora nel 1969 esce con un singolo "Perchè ora non ridi" con testi di Roberto vecchioni.
Nel 1971 mette a segno una serie di successi: “Luci a San Siro” (che uscirà poi nel 1995 nell'album "Luci a San Siro e altri lampioni" per la Duck redords) ripresa poi da Roberto Vecchioni e presentata al disco per l’estate da Rossano con il titolo “Ho perso il conto” per via della censura radiofonica, “Donna felicità” (Nuovi Angeli), “La leggenda di Olaf” (Ornella Vanoni).

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Come solista, passato alla Durium, partecipa con "30 anni" a Un disco per l'estate 1973, venendo eliminato. Nel 1975 si dedica all'attività discografica, fondando con Mariano Detto ed Enzo Scimé la Love.
Collabora con numerosi artisti tra i quali Mina (“E poi...” , “La vigilia di Natale”, “Due o forse tre” ,”Magica follia”, “Ormai”, "Colori”, "Musica d’Argentina”, “Tutto passerà vedrai”, “Fate piano”, e altre), Ornella Vanoni(“Per...”, “Minuto per minuto”, Giorni e giorni” ), Raffaella Carrà (“Rumore”, “Male”, “Felicità ta ta”, Soca dance”, ecc) Patty Pravo, Mia Martini, Nicola di Bari, Adriano Celentano, Al Bano e Romina Power, Abba, Mario del Monaco, Demis Roussous, Ivan Graziani, Mireille Mathieu, Shirley Bassey, ecc... vendendo oltre 96 milioni di dischi con le sue canzoni.

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Nel 1976 fonda con Mariano Detto ed Ezio Scimè la Love Records per la quale incideranno tra gli altri Bobby Solo, Mario del Monaco, Leo Ferrè.
Lui però inciderà "Di avventura in avventura" con Aguamanda








Partecipa al Festival di Sanremo 1977 con Dedicato, interpretata dall'autore della musica, Santino Rocchetti.
Nel 1978 ritorna alla CBS, e partecipa con Lì al Festivalbar 1978.

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Sempre a partire dal 1978 è intensa la sua attività di autore e interprete di sigle musicali di anime giapponesi, tra cui "Bia, la sfida della magia", "Sally sì Sally ma", Gundam, Baldios e molte altre.

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Dal 1974 è autore di programmi televisivi di successo tra i quali Canzonissima, Premiatissima, Drive in, Serata d’onore, State bboni, Furore, Festa di classe, Una città per cantare e molte altre.  Ha realizzato jingles pubblicitari, ha scritto per il teatro di alcuni attori comici ed ha composto numerose colonne sonore per film e serie televisive.





venerdì 21 giugno 2013

I Ribelli - I Singoli 1960-1970 - Una storia lunga 10 anni

Tracciare la storia dei Ribelli in modo enciclopedico e dettagliato richiederebbe un numero spropositato di pagine e non credo sia proprio il caso. Se andate a rispolverare vecchi numeri di "Raro!" o, più banalmente, la sezione di Wikipedia dedicata alla band, troverete biografia e discografia complete, aneddoti e notizie curiose. A parte questo va detto che la mia profonda stima e passione per questo fondamentale gruppo beat (anche se il termine è riduttivo) italiano, mi ha portato a ricercare e postare l'intera produzione a 45 giri, ad iniziare dal lontano 1960, e quindi a percorrere insieme un decennio di storia della musica italiana. Ho tralasciato solamente un paio di 45 del 1960, dove i Ribelli sono semplici accompagnatori di Colin Hicks, così come ho volutamente ignorato i successi di Adriano Celentano prima maniera, accompagnato proprio dai Ribelli. Mi sono dedicato alle loro pubblicazioni come gruppo autonomo e non come session men alla corte di altri cantanti. Per la maggioranza di noi il nome I Ribelli evoca la voce (leggendaria e unica nel panorama mondiale) di Demetrio Stratos, futuro co-fondatore e vocalist degli Area. Ma Demetrio è subentrato nel gruppo solo in un secondo tempo. Partiamo allora dalle origini.

Il debutto in sala d'incisione dei Ribelli avviene nel 1960 dove accompagnano un giovane cantante rock, Ricky Sanna (che nel 1962 prenderà il nome d'arte Ricky Gianco). Il primo vero 45 giri come gruppo autonomo risale al 1961 e passa del tutto inosservato. E' composto da "200 all'ora", musicato da Detto Mariano e da "Enrico VIII" che, giustamente, passa anch'esso inosservato. Continui cambi di formazione caratterizzano la vita del gruppo in questi primi anni: dal 1960 al 1963 transitano, a volte come meteore, personaggi famosissimi (??) quali Dino Pasquadibisceglie, Giannino Zinzone, Gino Santercole (l'unico conosciuto), Nando De Luca,  Gianfranco Lombardi. Penso possa bastare. L'unica presenza fissa e costante nella storia dei Ribelli è il batterista Gianni Dall'Aglio, presente fin dai primi vagiti del 1960 e artefice della reunion degli anni '70. Con la nascita del Clan Celentano il gruppo entra nella nuova casa discografica, suonando in molti dischi di Adriano Celentano e di Don Backy e pubblicando alcuni 45 giri. Il primo si intitola "La cavalcata", eseguito in alcune apparizioni televisive. Nel 1964 sono coinvolti nell'entusiasmante operazione della Ragazza del Clan, per il lancio di Milena Cantù. Alla ragazza del Clan, che per mesi non si fa vedere in viso pur incidendo dischi, viene abbinato il lancio di una canzone dei Ribelli, intitolata "Chi sarà la ragazza del Clan?" (cover di Keep on dancin' di Brian Poole & The Tremeloes). Come risultato la nostra Milena vende circa mezzo milione di 45 giri (cifra più che rispettabile per l'epoca) ed anche il disco dei Ribelli riscuote un buon successo.

Nel 1966 entra nel gruppo un giovane cantante e tastierista di origine greca, Demetrio Stratos, insieme all'ex bassista dei Los Bravos, Angel Salvador. Con questa formazione i Ribelli pubblicano "Come Adriano" ancora per l'etichetta Clan, per poi passare alla Dischi Ricordi, la casa discografica presso cui incideranno tutte le loro canzoni di maggior successo. Sempre nel 1966 partecipano al Festival di Sanremo con "A la buena de Dios", canzoncina solare e messicaneggiante, senza lode né infamia. La prima vera impronta di Demetrio Stratos la si ritrova nel successivo leggendario 45 giri del 1967: "Pugni chiusi" che, sul lato B, contiene una spettacolare cover di "Friday on my Mind " degli Easybeats (tradotta in italiano col titolo "La follia"), con l'incredibile riff di chitarra di Giorgio Benacchio. La voce di Stratos si fa piena e prepotente e lascia intravedere il futuro genio vocale degli Area. Il 45 giri riscuote un grande successo e conferma I Ribelli come uno dei più importanti gruppi beat italiani.

Anche il disco successivo ottiene ottimi riscontri: si tratta della cover di "You Keep Me Hanging On" delle Supremes, eseguita però con un arrangiamento più vicino alla versione dei Vanilla Fudge, ed è intitolata "Chi mi aiuterà". In questo periodo I Ribelli fanno molte apparizioni in televisione, tra le quali è da ricordare quella a Settevoci, programma musicale condotto da Pippo Baudo, in cui si presentano a cavallo di motociclette.

Nel 1968 pubblicano il loro primo e unico LP, prodotto da Ricky Gianco, intitolato semplicemente "I Ribelli", che racchiude alcuni 45 giri già editi più qualche nuovo brano, come la cover del classico rhythm and blues dei Temptations "Get Ready" o "La nostra favola", cover di Delilah di Tom Jones. Dopo queste buone prove, però, i Ribelli incidono alcuni brani non adatti al loro stile e alla voce di Stratos, come "Yummy Yummy Yummy" (degli Ohio Express, uno dei più orridi esempi di bubble-gum music) o la cover di "Obladì Obladà" dei Beatles (in questi brani per fortuna Stratos non canta). La passione per i Beatles prosegue con le cover di "Goodbye" (un demo di McCartney inciso nel 1969) e. soprattutto, con "Oh, Darling", tratta dal capolavoro Abbey Road, dove Stratos si cimenta in una grande performance vocale. Siamo nel 1970: il disco, nonostante la bellezza e gli ottimi arrangiamenti, vende poco, mentre le divergenze tra i componenti del gruppo si fanno sempre più marcate. Da lì a poco avverrà lo scioglimento.

Il dopo Ribelli significa per Demetrio Stratos la fondazione degli Area nel 1973. Dall'Aglio fa il session man per Lucio Battisti fino al 1977, quando riforma il gruppo (per la prima volta) con Natale Massara, Giorgio Benacchio e Dino D'Autorio, per pubblicare un 45 giri per la Dischi Ricordi, "Illusione" (cover di un classico degli anni '30). Tra scioglimenti e reunion, sempre con formazioni diverse, il gruppo è sopravvissuto sino ai giorni nostri, Ma di questa operazione nostalgia "a tutti i costi" , un po' tristina, non voglio parlare. Resta vivo il valore di un gruppo che, soprattutto nel quinquennio 1966-1970 ha lasciato una forte e indelebile impronta nella musica italiana.

I SINGOLI - TRACKLIST CD 1:

01.  Ribelli in Blues / 02.  La camicia blu (con Richi Sanna) - 1960
03.  200 all'ora / 04.  Enrico VIII - 1961
05.  La cavalcata / 06.  Serenata a Vallechiara - 1962
07.  Alle nove al bar / 08.  Danny Boy (pubblicato come Natale Befanino e i Ribelli) - 1963
09.  Chi sarà la ragazza del Clan / Quella donna (missing) - 1964
10.  Come Adriano / 11.  Enchinza Bubu - 1966
12.  A la buena de Dios / 13.  Ribelli - 1966
14.  Per una lira / 15.  Hei...voi - 1966
16.  Pugni chiusi / 17.  La Follia - 1967

I SINGOLI - TRACKLIST CD 2:

18.  Chi mi aiuterà / 19.  Un giorno se ne va - 1967
20.  Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto / 21.  Come sempre - 1968
22.  Yummi Yummi Yummi / 23.  Un posto al sole - 1968
24.  Obladì Obladà / 25.  Lei m'ama - 1969
26.  Goodbye / 27.  Josephine - 1969
28.  Oh Darling / 29.  Il vento non sa leggere - 1970
30.  Illusione / 31.  Calore - 1977

PS. La qualità delle tracce varia da brano a brano, essendo state tratte da differenti supporti sonori.


E per finire...
I Ribelli - LP omonimo (1968)

TRACKLIST :

01.  Come sempre (Baby Make Your Own Sweet Music)
02.  Chi mi aiuterà (You Keep Me Hanging On)
03.  Un posto al sole
04.  Baby è un'abitudine (Baby Now That I've Found You)
05.  Un giorno se ne va
06.  Arcobaleno (Over The Rainbow)
07.  Yummi Yummi Yummi
08.  Pugni chiusi
09.  Get Ready
10.  Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto
11.  La nostra favola (Delilah)
12.  Lei m'ama

FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, tastiere
Gianni Dall'Aglio - batteria
Natale Massara - voce, sax, fiati
Angelo Salvador - basso
Giorgio Benacchio - chitarra

Per dovere di cronaca ricordo che nel corso degli anni sono uscite numerose raccolte antologiche dedicate ai Ribelli (incluso un album live di dubbio valore). L'unica compilation consigliabile è consiste in un doppio CD pubblicato nel 2000, dal titolo "I grandi successi", ma dopo questo post l'acquisto è del tutto inutile. 


Post by George

martedì 31 luglio 2012

Fabrizio De Andrè - I Singoli Karim 1961-1966

Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute e sono state considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie, tanto da essere inserite nelle antologie scolastiche.

Era conosciuto presso i suoi amici anche come "Faber", soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio e derivante dalla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell. Tale soprannome godrà di una certa popolarità presso il grande pubblico negli anni successivi alla morte dell'artista.

In quasi 40 anni di attività artistica, De André ha inciso tredici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi ripubblicate in varie antologie.

Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste, è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure; ha esplorato inoltre, in misura minore, altri idiomi come il gallurese e il napoletano.

La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole subito dopo la prematura scomparsa.

Nell'ottobre del 1961 la Karim pubblica il suo primo 45 giri, con copertina standard forata (la ristampa del 1971 della Roman Record avrà invece una copertina con un disegno anonimo). Il disco contiene due brani, Nuvole barocche ed E fu la notte. Secondo quanto affermato dal cantautore in un'intervista al Corriere della Sera, nel 1964 sostenne l'esame di ammissione come autore della parte letteraria alla SIAE di Roma per poter depositare a proprio nome le canzoni (in realtà la data è sicuramente errata, in quanto De André già nel 1961 firmava i testi e le musiche delle sue canzoni, depositandole alla Siae); nel 1997, durante la consegna del Premio Lunezia, confessò di aver utilizzato una buona parte del testo della canzone Le foglie morte di Jacques Prévert nella prova di esame.

Negli anni successivi De André andò affermandosi sempre più come personaggio riservato e musicista colto, abile nel condensare nelle proprie opere varie tendenze ed ispirazioni: le atmosfere degli storici cantautori francesi, tematiche sociali trattate sia con crudezza sia con metafore poetiche, tradizioni musicali di alcune regioni italiane e mediterranee sonorità di ampio respiro internazionale e l'utilizzo di un linguaggio inconfondibile e, al tempo stesso, quasi sempre semplice per essere alla portata di tutti.

In questo periodo uscirono i suoi primi 33 giri. La sua discografia non è numerosissima come, del resto, inesistenti fino al 1975 erano i suoi concerti. L'album del debutto è Tutto Fabrizio De André (1966, ristampato due anni dopo con il titolo di La canzone di Marinella sotto un'altra etichetta e con una diversa copertina), una raccolta di alcune delle canzoni che sino ad allora erano state edite solo in 45 giri, seguita da Volume I (1967), Tutti morimmo a stento (1968), Volume III (1968), Nuvole barocche (1969); quest'ultimo è la raccolta dei 45 giri del periodo Karim esclusi da Tutto Fabrizio De André.



Il brano di apertura di Volume I è "Preghiera in gennaio", una canzone scritta di getto poche ore dopo la morte a Sanremo di Luigi Tenco, amico di giovinezza di Fabrizio. Il cantautore, che aveva interpretato la canzone "La ballata dell'eroe" nel film "La cuccagna", perse la vita durante il Festival della Canzone Italiana di San Remo del 1967, appunto a gennaio. Il legame tra Luigi e Fabrizio era fortissimo.



BY


GROG

lunedì 30 luglio 2012

Piero Umiliani - nanopost di addenda per l'altro - le parole non servono

Come promesso (ma a chi?) do modesto contributo al postone di MessiGrog e appioppo rinforzino doveroso con 'sta cinquina maledetta. Purtroppo per te, caro blogghista, altre ne seguiranno, se non vengo bruciato prima. I links sono nei titoli stessi. Ah, te ne eri accorto? Bravo! Avviso acorrettore notturno: l'intenzione è prorpio un nano-post, lascialo così com'è. Magari se ho tempo intervengo io, un bugiardone dentuto.

(nota del correttore notturno: bella la scusa dei nano post per fare male i compiti... Com'è che dicevano a scuola? E' intelligente ma non si applica).













mercoledì 23 maggio 2012

Piero Ciampi 1934-1980 (Superpost)


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/3f/Piero-ciampi-piccola.jpg




Volevo fare il mio primo post parlando di un gruppo modenese, ma ho poi deciso di incominciare dagli albori, così ecco a voi Piero Ciampi (nato a Livorno il 28 Settembre 1934). Non viene annoverato tra il vero prog, ma lo si può considerare tale e come tale il precursore, in quanto in quel periodo di inglesizzazione per il fenomeno Beatles giravano pochi dischi e si tenevano un sacco di concerti dove venivano eseguite cover, ma di nostro, di italiano, poco. Se non era per i cantautori la nostra musica sarebbe ancora agli antipodi...

Aleggia nelle sue note e nei suoi testi un chè di noir, di depressione border line, c'è chi lo paragona a Montand o a Vian o a Becaud, mentre io sento in lui uno stile alla Tenco, anche se la sottile linea che li divide non ci svela quanto l'uno abbia influenzato l'altro, anche se Ciampi ebbe vita più lunga e forse più travagliata, amante più della bottiglia che delle donne, incostante nell'esistenza, mai fermo in una meta, sempre a rincorrere non sapeva neppure lui cosa... gli applausi? la rissa? l'alcool? la stabilità familiare? l'amicizia? il successo? Chi può mai dirlo, leggendo la sua biografia si scopre un uomo invaso da contraddizioni infinite, un uomo che ha passato la vita a scappare dai suoi fantasmi passando da un estremo all'altro.


Simone Coacci scrive di lui:
"Piero Ciampi, ogni notte, collezionava donne di cui poche ore dopo a stento ricordava il nome, solo due ne ha amate veramente e le ha perse entrambe, per colpa sua e per sempre. Piero Ciampi cominciava a bere di primo mattino, per schiarirsi le idee, innaffiandole e mescolandole in piccole poesie fino a che il sonno non concedeva una tregua ai suoi cattivi pensieri. Piero Ciampi si dà con tutto se stesso alle persone che incontra oppure le prende a pugni. Qualsiasi cosa pur di abbattere a colpi di scure la foresta d’indifferenza che lo circonda. Piero Ciampi è amico degli scaricatori, degli stradini, dei disoccupati come e più di quanto può esserlo di intellettuali come Moravia, Bene o Schifano. Piero Ciampi si fa pagare cinquecentomila lire (degli anni Settanta!) per cantare mezza canzone e mandare affanculo il pubblico. Piero Ciampi è odiato dai colleghi, dai discografici, dalle radio e dalle televisioni. Piero Ciampi sputa in faccia al successo ogni volta che può e, scommetteteci pure, gode come un pazzo a mandare tutto in vacca. L’unica formalità a cui tiene, a questo mondo, è che lo si chiami poeta e tanto briga che riesce a farsi stampare, a chiare lettere, questa bestemmia dell’industria culturale perfino sul suo passaporto lercio e spiegazzato, alla voce professione."

Girando per la rete si incontrano tante parole spese su di lui a segnalare tutto sommato il successo ottenuto, se pur postumo, un successo che avrebbe potuto ottenere in vita ma che ha sempre ricacciato via per il suo carattere distruttivo. L'unico modo per apprezzare la sua musica è ascoltarla, parole stupende, un vero poeta, lasciatevelo dire da uno che scrive poesie, da uno che ascoltandolo invidia la sua capacità di espressione verbale, dove con poche parole riesce ad esprimere migliaia di sentimenti puri leggiadri ed eterei, tutto il contrario della sua vita...

Nel 1960 Ciampi pubblica, per la Bluebell di Antonio Casetta, i primi due dischi. Il nome che compare in copertina è quello di Piero Litaliano (riprendendo quindi, senza l'apostrofo e senza l'accento, il suo nomignolo parigino):
L'ultima volta che la vidi / Quando il vento si leva (1961)


Poi cambia etichetta e incide altri 45 giri:
Fino all'ultimo minuto / Qualcuno tornerà (1961)
Autunno a Milano / Hai lasciato a casa il tuo sorriso (1961)





Confesso / Non siamo tutti eroi (1962)
Fra cent'anni / Confesso (1962)
Alé Alé / Fra cent'anni (1962)
Lungo treno del Sud / Non siamo tutti eroi (1962)
Un giorno o l'altro ti lascerò / E va bene (1963)



Per questa etichetta inciderà altri singoli e, nel 1963 il suo primo album: Piero Litaliano (ristampato in cd nel 1990 con lo stesso titolo ma con il vero nome del cantante). L'album però non ha successo né di pubblico né di critica (se si eccettua il giudizio di Natalia Aspesi che scrisse «nei suoi versi ci si trova qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all'amatore abituale di canzonette»):
1963 Piero Litaliano




In questo periodo Ciampi si dedica a composizioni più orecchiabili e firma canzoni per altri interpreti tra cui "Ho bisogno di vederti" che, cantata da Gigliola Cinquetti, arrivò quarta al Festival di Sanremo del 1965; la incise poi anche lui, ma senza successo:

Ho bisogno di vederti / Chieder perdono non è peccato (1965)

Nel 1970 incide Tu no / Barbara non c'è (1970) e L'amore è tutto qui / Il vino (1971) che saranno poi immessi nel suo successivo album: 1971 Piero Ciampi.

Escono altri 45 giri:
Dunque / Sotto il Bar Campanile (1972)
Il giocatore / 40 soldati 40 sorelle (1972)
Io e te, Maria / Te lo faccio vedere chi sono io (1973)
e a seguire un nuovo album 1973 Piero Ciampi - Io E Te Abbiamo Perso La Bussola Amico

Nel 1973 Nada, sua concittadina, incide un album con le sue canzoni
1973 Nada & Piero Ciampi - Ho Scoperto Che Esisto Anch'io.


Intanto Piero si trascinava da un club all'altro, spesso senza concludere i concerti e litigando con organizzatori, baristi e ascoltatori. In questi anni tornò spesso a Livorno e nel 1975 escono i suoi ultimi 45 giri:
Andare camminare lavorare / Cristo tra i chitarristi (1975)
Uffa che noia / Canto una suora (1975)
Te lo faccio vedere chi sono io / Adius (1975)
e a seguire l'album
1975: Andare camminare lavorare e altri discorsi .





Dello stesso anno è 1976 Piero Ciampi - Dentro E Fuori, il quinto ed ultimo album del cantautore italiano, pubblicato in doppio 33 giri nel 1975, ma distribuito sul mercato solo all'inizio dell'anno seguente.
Del 1976 è la sua storica apparizione al Club Tenco: la serata viene registrata e anni dopo pubblicata anche su CD 1976 Piero Ciampi - Live Al Tenco '76.

Tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977 Ciampi prova ad esibirsi in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA: sono Paolo Conte, Nada e Renzo Zenobi, ma le serate non riscuotono molto successo; viene anche registrata una trasmissione televisiva, che però la Rai non trasmetterà mai. In compenso, in questi stessi anni, anzi sin dalla prima metà del decennio, in pratica non c'è trasmissione musicale di Radio Capodistria - emittente jugoslava all'epoca molto seguita in Italia centro-settentrionale - che non mandi in onda un suo brano.

Morì a Roma il 19 gennaio 1980 per un cancro alla gola, assistito dal suo medico, anche lui cantautore: Mimmo Locasciulli (che per ricordare l'amico incise, anni dopo, una delle canzoni di Ciampi: Tu no).



Merita darvi il link anche dell'album 1976 Piero Ciampi - Inediti E Provini


Postumo furono poi incisi raccolte varie con tributi e inediti, che se vi interessano non avete che da chiedere:

1990 Piero Ciampi - L'assenza E' Un Assedio
1992 Piero Ciampi - 5 Canzoni Inedite 
1992 Piero Ciampi - Il Disco
1997 Piero Ciampi - Il Mondo Di Piero Ciampi
1999 Artisti Vari - Tributo A Piero Ciampi-Te Lo Faccio Vedere Chi Sono Io
2010 Piero Ciampi - Le Canzoni E Le Sue Storie




Grazie a tutti per la pazienza, spero che il post sia stato di vostro gradimento.



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