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martedì 29 settembre 2026

Cantautores - All Works (1988/1989)


Sono particolarmente felice di poter ultimare questo post che era stato abbozzato anni fa dal mio caro amico Roby (alia il Capitano) per poi rimanere nel limbo per numerose stagioni. L'ho scoperto quasi per caso, andando a rivedere qualche giorno fa i lavori incompiuti rimasti ancora nel settore "bozze". Bene, quando parliamo dei Cantautores, autori di due album nel 1988 e nel 1989, facciamo riferimento ad una sorta di "All Star Band" all'italiana. Forse la maggior parte di voi ha perso memoria di questo gruppo, anche per la sua limitata attività artistica (2 anni e 2 dischi), In alcune biografie di Alberto Radius si legge che "nel 1986 (ndr - ho dei dubbi su questa data) Radius costituisce il gruppo Cantautores con cui partecipa a varie trasmissioni televisive di revival musicale e con cui incide due album (Cantautores e La terra siamo noi) in cui convivono vecchi e nuovi successi". Nulla di più. Il progetto nacque con l'idea di unire grandi musicisti e interpreti della scena nazionale per reinterpretare sia classici della musica d'autore italiana (spesso legati alle storiche collaborazioni di Radius, come i brani di Lucio Battisti) sia pezzi inediti. 


Le informazioni su questo "super gruppo" sono piuttosto . Ma chi erano i componenti dei Cantautores? Ecco i nomi. Iniziamo da Alberto Radius, ex chitarrista della Formula 3, il fondatore della band (voce e chitarra); seguono Bernardo Lanzetti (voce), Mauro Lusini (voce), Angela Baggi (voce), Dino D'Autorio (basso elettrico), Flaviano Cuffari (batteria), Stefano Previsti (tastiere), Mauro Gazzola (tastiere) e Valerio Galavotti (sassofono). Niente male. Ma passiamo alla discografia.

Cantautores - Cantautores (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Un'avventura
02. Davanti all'amore
03. Il tempo di morire
04. C'era un ragazzo (che come me...)
05. Questo folle sentimento

Lato B
06. Mi si spezza il cuore
'7. Musica maledetta
08. Che cosa sei
09. La pelle nera
10. Vaffa


Album di debutto del supergruppo con una copertina a dir poco originale. Le donne qui ritratte non sono ovviamente delle modelle o dei personaggi famosi: fanno semplicemente parte del concetto visivo  intitolato "Mamme", ideato da Gabi e Ricky Gianco. Le fotografie del disco furono scattate da Silvio Nobili. L'album venne pubblicato nel 1988 dalla Fonit Cetra in formato vinile e in musicassetta. Non mi risultano ristampe, ma potrei sbagliarmi. Prodotto dallo stesso Alberto Radius il disco vede nella veste di co-produttore la nostra vecchia conoscenza Ricky Gianco. Strano che anche lui non facesse parte della squadra. ."Cantautores" contiene riarrangiamenti in chiave pop-rock di classici della musica d'autore made in Italy, come Il tempo di morire o Questo folle sentimento di Battisti-Mogol, e anche C'era un ragazzo di Mauro Lusini. Affiorano anche alcuni inediti come Musica maledetta e Vaffa.. Come sempre spicca tra i solchi la potente voce del grande Bernardo Lanzetti. Qui sotto la copertina della Mc


Cantautores - La Terra siamo noi (CD, 1989)


TRACKLIST:

01. La Terra siamo noi
02. Non cambieremo mai
02, Pugni chiusi
04. Solo per te
05.Notte dello scorpione
06. C'è un fiume che va
07. Amore no Aids
08. Cinema
09. Impressioni di Settembre
10. Di che colore è la pioggia?
11. La mia chitarra


Secondo e ultimo album per la nostra "All Star Band". "La Terra siamo noi" uscì nel 1989 (sempre per la Fonit Cetra) in vinile, CD e musicassetta. Il disco è focalizzato su tematiche ecologiche - ad iniziare dal titolo - e sonorità tipiche della fine del decennio. Non mancano i messaggi sociali come in "Amore non AIDS". Insomma, un bel polpettone ricco di ingredienti. La formazione non è variata e tra le cover vi è da segnalare l'immancabile "Pugni chiusi" e "Impressioni di Settembre" della PFM, cantata naturalmente da Lanzetti. Come per quello precedente, l'album è prodotto dalla coppia Radius-Gianco. Un album tutto sommato divertente, leggero e disimpegnato di cui potevamo anche fare a meno. Vorrei però salvare "La mia chitarra", un bel blues che chiude degnamente l'album. Colonna sonora ideale per un bel viaggio in auto. Buon ascolto.


LINK Cantautores (1988)
LINK La Terra siamo noi (1989)

Post by George (da una idea del Capitano)

mercoledì 1 aprile 2026

David Riondino si è spento il 29 marzo (1952-2026 R.I.P.) - La Stratosfera ricorda il grande artista

 

INTRO by GEORGE
Gli organi di informazione in questi giorni hanno dato fondo alla loro fantasia per trovare un titolo legato alla scomparsa dell'artista fiorentino (deceduto il 29 marzo 2026 all'età di 73 anni): "poeta della satira", "cantautore, attore e autore", "il cantautore padre di Maracaibo", "la gioia e la follia di una vita in rima", "il poeta anarchico che ipnotizzò Maurizio Costanzo", "Addio al picaresco David Riondino, sempre in attesa delle ballerine". Può bastare? Direi proprio di sì. Anche l'Osservatore Romano si è unito al coro di elogi con un breve trafiletto. Noi della Stratosfera siamo molto più modesti: ci occupiamo di musica e non ci dedichiamo alle frasi roboanti (seppur giuste e legittime). Noi vogliamo ricordare l'artista solamente per la sua musica. Lo facciamo attraverso un lavoro corale che ha coinvolto, oltre che il sottoscritto, altri due amici/collaboratori del nostro "Stratospheric Team", ovvero Osel, e Cimabue. Un lavoro a 6 mani che, ne sono certo, sarà di vostro gradimento. Ognuno di noi ci ha messo "del suo", come si dice, con l'obiettivo comune di rendere omaggio al "caleidoscopico" artista, un creativo  "a tutto tondo",  e di condividerne la musica con i nostri lettori/navigatori. L'amico Frank-One, sempre per tenere vivo il nome di David Riondino, fra qualche giorno metterà a disposizione i file di un inedito concerto live. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. 
Si apre la carrellata con una sintetica, ma precisa ed efficace biografia, tracciata da Cimabue.


IL PROFILO DI DAVID RIONDINI - A CURA DI CIMABUE (Pietro)
"Sintetizzare in poche righe l’opera di un’artista poliedrico come David non è cosa facile. Per dieci anni bibliotecario presso la biblioteca nazionale di Firenze e poi…… poi musicista (cantante e autore), giornalista, attore (cinema, teatro e televisione), conduttore radiofonico, produttore, consulente teatrale… e sicuramente ho tralasciato qualcosa. Un uomo tanto appassionato, quanto illuminato, capace di spaziare dai primi passi (decisamente impegnati ed impegnativi) con il Collettivo Victor Jara (già documentati sul blog) per arrivare a Maracaibo, hit di successo affidata a Lu Colombo nella calda estate del 1981. Ma prima, nel 1978, l’album omonimo del debutto solista (anche questo già postato) e l’apertura dei concerti del celeberrimo tour di Fabrizio De André con la PFM, ben testimoniato dallo stesso David nel docufilm “Il Concerto Ritrovato” edito nel 2020 con la regia di Walter Veltroni. Al cinema frequenta Marco Tullio Giordana (con una comparsata nel suo film d’esordio) e persino Gabriele Salvatores e Giuseppe Bertolucci; sulla carta stampata imprime il suo tratto satirico in testate  leggendarie, quali “Tango”, “Il Male”, “Cuore”, “Comix” e “Boxer” oltre che sul quotidiano “Il Manifesto”. In TV lo ricordiamo in altrettanti epici programmi comico-satirici, tra cui “Lupo Solitario”, “Zanzibar” e “L’Araba Fenice” oltre che come ospite al “Maurizio Costanzo Show” e a “Quelli che il Calcio”. A teatro, lo ricordiamo complice di personaggi del calibro di Paolo Rossi, Silvio Orlando e Sabina Guzzanti (per un certo periodo anche compagna di vita), Ricca e di qualità, infine, la produzione discografica, in cui spiccano collaborazioni eccellenti. Un istrione gentile, dal tratto pressoché unico, con quel suo fare scanzonato che è divenuto il suo marchio di fabbrica".
Bon voyage, David 


Per una lettura completa della biografia, della discografia e dell'attività artistica in genere, vi rimando al sito ufficiale di David che troverete qui. 

Qualcuno di noi - io no, purtroppo - ha avuto l'opportunità di conoscerlo personalmente, come nel caso dell'amico Osel che ha voluto dedicargli questo toccante ricordo.

IL RICORDO DI OSEL (Marco)
Ho incontrato David tantissimi anni fa, eravamo tutti giovani di belle speranze, politicamente impegnati e artisticamente esaltati. Era il tempo dell'immaginazione al potere e sogni vari. Ci si vedeva fra festival, incontri a casa di amici, concerti, ecc. Il suo talento era già ben visibile, grande affabulatore, musicista per nulla sprovveduto, cantante ben impostato. teatrante istrionico. Non ci siamo mai persi di vista e, nonostante le scelte di vita differenti, ha sempre accettato i nostri inviti e ci ha donato, qui in zona, spettacoli mirabolanti. Fra tutti una rilettura del Boiardo (in un convegno sul grande poeta, all'interno di quella che era stata la sua rocca a Scandiano) e una serata di canzoni ispirate a Boccaccio. David era un uomo colto, simpatico (come sanno essere i toscani), dolce e burbero al contempo (come sanno essere i toscani....mi ripeto), coerente e testardo. A volte abbiamo discusso aspramente, come quella volta sul green pass, ma riuscendo sempre a rimanere rispettosi uno dell'altro. Come ha scritto Patrizio Roversi: "Se ne è andato e non ci ha aspettato...noi della sua generazione... Pensare che qualche settimana fa sembrava stesse meglio.
Ciao David, con te se ne va un pezzo della nostra anima giovanile.


ED ORA LA MUSICA DI DAVID
Premetto che il nostro blog, come ha ricordato Cimabue, si è già occupato nel passato, in modo piuttosto significativo, della discografia di Riondino e del Collettivo Victor Jara. Pur tuttavia alcuni album mancano ancora all'appello. Per questa mesta circostanza lo vogliamo ricordare attraverso due CD risalenti al 1989 e al 1991, ovvero "Racconti Picareschi" e "Non svegliate l'amore".  

David Riondino - Racconti Picareschi (CD, 1989) 


TRACKLIST:

01. Africa - 3:41
02. Elefanti - 4:04
03.Maracaibo - 4:07
04. Dottor Livingstone, I Suppose - 3:50
05. Inno dei Professionisti - 3:31
06. La Mantide Religiosa - 3:55
07. Milano sembra - 4:09
08. Canzone del silenzio degli animali - 3:49
09. Crepuscolo del Novecento - 4:25
10. Jessica - 1:53
11. E va Po Ro - 1:53
12. La grande aragosta - 1:27
13. Canzone della foca - 2:02
14. Canzone dell'impiegatino asburgico 1:17
15. Giuseppina che cammina sul filo (Francesco Del Gregorio?) - 3:12
16. Franco a Catania (Francesco Battiuto?) - 3:23
17. Parco Dell'Uccellina - 2:10
18. Le strade di Tex - 3:39
19. Alegria do Brasil - 0:56
20. Empepada de Cajajo - 1:33


Questo album è stato gentilmente fornito dall'amico Osel che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera. Purtroppo i musicisti che accompagnano David lungo queste 20 tracce non sono indicati. Peccato. Ma andiamo oltre. "Racconti picareschi" venne pubblicato dalla CGD nel 1989 in versione vinile, CD e musicassetta. Ma cosa sono i "racconti picareschi"? Perdonate questo piccolo sfoggio di erudizione. Il termine "racconti picareschi" si riferisce al celebre genere letterario nato nella Spagna del Cinquecento. La letteratura picaresca è un genere di narrativa che racconta le avventure di un picaro, un antieroe di umili origini, che sopravvive grazie alla propria astuzia in una società corrotta. Questo in sintesi. Riondino volle titolare così il suo album, un mix di narrazione teatrale e musica in cui ogni traccia descrive storie avventurose e personaggi bizzarri. Tra i brani più conosciuti ricordiamo Africa, Elefante e Maracaibo. L'opera riflette lo spirito ironico e affabulatorio di Riondino, trasportando il concetto di "picaro" in un contesto più moderno e decisamente surreale. Da non perdere le due tracce in cui Riondino fa la parodia di De Gregori (De Gregorio) e Battiato (Battiuto). Un album storico. 


David Riondino - Non svegliate l'amore (CD, 1991)


TRACKLIST:

01. Un sogno
02. Non svegliate l'amore
03.Amica mia
04.Dialogo
95.Primavera
06. Tutto passa in un soffio
07. Un infinito vuoto
08. Danza (violino Angelo Branduardi)
09. Vento
10. Donna
11. Tempo
12. Morte
13. Vento (ripresa)


Congedatosi dai racconti picareschi, nel 1991 David Riondino realizza "Non svegliate l'amore", sempre pubblicato dalla CGD nei tre classici formati dell'epoca: vinile, CD e musicassetta. Da allora l'album non è più stato ristampato. Da sottolineare la bellissima copertina, caratterizzata da un volto femminile, molto elegante, e da una iguana. L'album, oltre che per la delicatezza e la bellezza dei testi e delle musiche, è anche noto per il coinvolgimento di grandi nomi della cultura e dell'arte italiana. In particolare i testi sono stati curati dal fumettista Andrea Pazienza, mentre la copertina e il retro sono opera rispettivamente dello stesso Pazienza (l'ultima da lui realizzata) e di Milo Manara. L’album è l’omaggio commosso di David Riondino al suo amico geniale e compagno di tante avventure, Andrea. Per quanto riguarda le musiche, molte tracce sono sostenute da ritmi di danza come bolero e tango. Nel disco vi sono altresì collaborazioni di rilievo come quella di Angelo Branduardi, che suona il violino nel brano "Danza", Un lavoro di grande spessore che ha lasciato il segno. L'album - che mi è stato inviato anche dall'amico Osel, proviene questa volta dai mei archivi. Insomma, melius abundare...


Abbiamo concluso questo breve viaggio che vuole semplicemente ripercorrere alcuni significativi passaggi musicali all'interno della ricca discografia di David Riondino. Il suo ricordo, ne sono certo, non si esaurirà con questo post. Più avanti ritorneremo sul personaggio con qualche bel regalo. Per il momento è tutto. Ringrazio ancora gli amici Osel e Cimabue per la sempre preziosa collaborazione e a voi tutti auguro buon ascolto,

Ciao David, il viaggio con te continua...


LINK Racconti Picareschi
LINK Non svegliate l'amore 

Post by George, Cimabue, Osel (six hands for the Stratospheric friends)

mercoledì 17 dicembre 2025

P:iano "Ollen" - Rock Repeat (LP, 1989)


TRACKLIST:

Lato A
A1 Rock Repeat
A2 Normale si?
A3 Runny '71
A4 Apice
A5 Tu Jimi...

Lato B
B1 Quando nacqui libero
a) Overture
b) Quando nacqui libero
B2 In A Nice Roll
a) Parte prima
b) Parte seconda


MUSICISTI:

P:iano "Ollen" (Nello Porracciolo) - chitarra solista, chitarra acustica, chitarra ritmica
Italo Angelozzi - basso
Roberto Tiberti - batteria, percussioni, tastiere
Keith Burberry - organo Hammond
Alessandro Dell'Orto - voce


Album stranissimo e sconosciuto, questo di P:iano "Ollen", vero nome Nello Porracciolo). "Rock Repeat" è il suo unico disco, autoprodotto, pubblicato in solo formato vinile nel 1989. Ne aveva parlato la scorsa settimana il nostro amico Frank-One all'interno della sua trasmissione radiofonica "The Prog Side Of The Moog". Anzi, avevamo ascoltato pure un brano, se non vado errato quello di apertura, forse il più vicino allo stile progressive. Grazie amico mio per avere lanciato l'idea. Eh si, bisogna dire che il disco nel suo complesso è un gran bel "guazzabuglio", dove all'interno troviamo di tutto un po', dal country rock suonato con la chitarra acustica, alla ballata, dalla canzone melodica al rock 'n roll. Una insieme di idee, non del tutto originali, inserite tra i solchi forse un po' tropo frettolosamente, senza legame e senza un minimo di omogeneità. Ad accompagnare P:iano "Ollen" in questa sua avventura troviamo dei buoni musicisti, nell'insieme un discreto quintetto con doppie tastiere (suonate da Roberto Tiberti e dall'organista Hammond Keith Burberry), basso, batteria e vocalist. Tutte le parti di chitarra sono affidate al nostro Nello Porracciolo. 


Non aspettatevi un "Tu Jimi" dedicato a Jimi Hendrix. Nulla di più lontano. La seconda facciata è strutturata in due mini suite della durata complessiva di circa 17 minuti. Come indicato nelle note di copertina, l'album venne registrato negli studi A DIESIS di Roma nei mesi di aprile-settembre 1989. Non ho altro da aggiungere. Lascio a voi esprimere i vostri giudizi nei commenti. Buon ascolto.


LINK

Post by George

lunedì 15 dicembre 2025

Aton's - The First Works: H (1985-1992) & A.I. 2984 (1989)

 

Grazie all'intervento del nostro amico e collaboratore Frank-One, che ringrazio per l'invio dei file e per la condivisione, riusciamo a pubblicare i primi due dischi degli Aton's, gruppo già apparso sulle nostre pagine (qui) nello scorso mese di novembre. Allora parlammo di due album risalenti al 1991 e al 2002 intitolati rispettivamente "Caccia Grossa" e "Capolinea" (il canto del cigno). Oggi partiamo dai primi anni '80 dove troviamo gli Aton's in formazione a cinque che, grazie alla vittoria ad un concorso per gruppi emergenti indetto da Radio Italia 1, ottennero la possibilità di registrare il loro primo 45 giri. Era il 1983. I due brani "Ore tre / Sogni" non ebbero alcun successo. Dopo una lunga serie di concerti finalmente nel 1985 gli Aton's riuscirono a registrare il loro primo album. Per essere la prima prova si tratta di un lavoro piuttosto ambizioso. "H", questo il titolo, è un'opera rock della durata di oltre 55 minuti, suddivisa in due atti.  Ne parleremo tra poco. Prima vediamo la tracklist e la formazione.

Aton's - H (CD, 1992 - registrazioni del 1985)


TRACKLIST:

Atto 1°
01. H (4:31)
02. E ti ritrovo qui (2:19)
03. Ronf (2:02)
04. Rimpianto (1:42)
05. Spiriti della morte (3:43)
06. Rendez-vous (4:33)
07. Io (parte prima) (2:54)
08. Transfert (3:12)

Atto 2°
09. Un giorno perfetto (3:23)
10. Dialogo (parte prima) (1:47)
11. Wind of the Night (3:55)
12. Presentazione (3:17)
13. Star (4:51)
14. Sosta vietata (3:55)
15. Dialogo (parte seconda) (1:56)
16. Io (parte seconda) (1:42)
17. La festa (5:32)


FORMAZIONE:

Pietro Ratto - voce, chitarra solista, ritmica, arpeggi
Vito Frallonardo - chitarra ritmica, arpeggi
Andrea Marro - basso, seconda voce
Massimo Trasente - batteria, cori
Chicco Porzio - tastiere



Come spiegato dalle note di copertina, l'album venne registrato dal vivo in un piccolo studio di Torino (lo Studio F che ora non esiste più) nel corso del 1985 e pubblicato nel 1993 (senza sessioni di mixaggio) dalla Mellow Records. Non conosco per quali motivi il disco rimase otto anni negli archivi prima della sua pubblicazione ma creso si tratti, verosimilmente, di problemi di etichetta  discografica. 'H' è un concept album sulla storia di un soldato e la morte (interpretata da una donna) durante una guerra. Qui sopra, nella copertina interna, vengono illustrati i contenuti. Mentre il tema e di grande interesse e ben sviluppato, la musica è ancora un po' acerba, ed è normale se paragonata alle prove successive degli anni '90. Non mancano però interessanti spunti di chitarra acustica ed elettrica e di tastiere (allora a queste ultime si dedicava Chicco Porzio). Anche la voce di Pietro Ratto è in fase di evoluzione. Però, tutto sommato, per essere nel 1985, il gruppo riesce a sfoggiare un discreto progressive rock distante dalle sonorità del periodo. Bene ha fatto la Mellow a tirarlo fuori dal cassetto. 

Aton's - A.I. 2984 (CD, 1989)


TRACKLIST:

01. Prologue (1:45)
02. A.I. 2984 (6:29)
03. Scacco matto (4:10)
04. Principessa (5:03)
05. Il soldato e il drago (7:16)
06. Figli del buio (7:47)
07. Sulla ferrovia (5:28)
08. Vai (4:29)
09. Libertà (6:02)

Bonus tracks (45 giri del 1983)
10. Ore tre
11. Sogni 


FORMAZIONE:

Pietro Ratto - voce, chitarra elettrica, chitarra acustica
Vito Frallonardo - basso
Massimo Trasenta - batteria, percussioni



Due anni dopo il gruppo si assottigliò, riducendosi a trio (Ratto, Frallonardo e Trasenda). Risale al 1988 l'incontro con Giulio Tedeschi della Toast Records che portò l'anno successivo alla realizzazione e pubblicazione - seppur a tiratura limitata - del primo vero album intitolato "A.I. 2984". Il disco venne apprezzato nei circuiti del progressive rock nazionale e internazionale tanto da spingere gli Aton's a dedicarsi, senza soluzione di continuità, alle composizioni dei brani che confluiranno nel 1991 su "Caccia Grossa" (album che abbiamo già presentato il mese scorso). Il resto della loro storia musicale lo conosciamo già. 



Parliamo allora di "A.I. 2984", un gran bel disco impregnato di progressive rock dalla prima all'ultima nota, che ben si inserì nel panorama del neo prog nazionale e internazionale. La voce di Pietro Ratto questa volta, calda e brillante,  trasmette delle emozioni, supportata dalle armonie della chitarra, sia acustica che elettrica, suonata dallo stesso Ratto. Tutte le nove tracce presenti nel disco hanno una struttura molto complessa e articolata e una durata media sui 7 minuti. La band ha trovato il suo corso e questo album ne segna l'avvio. Come vedete nella tracklist vi sono due bonus track, ovvero il primo singolo registrato dal gruppo nel 1983. Qui sotto le copertine.
Con questo è tutto, cari amici. Ancora un ultimo grazie a Frank-One e a voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.



LINK   A.I. 2984

Post by George - Music by Frank-One

venerdì 28 novembre 2025

Serie "Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 98 - Anderson, Bruford, Wakeman, Howe: An Evening of Yes Music Plus live in Milan, Palatrussardi, 21.11.1989

 

TRACKLIST CD 1:

01. Young Persons Guide To The Orchestra 
02. Time And A Word/Owner Of A Lonely Heart/Teakbois/Time And A Word (reprise) 
03. Clap 
04. Mood For A Day 
05. Rick Wakeman Solo 
06. Long Distance Runaround/Bill Bruford Solo 
07. Birthright 
08. And You And I 
09. I've Seen All Good People 
10. Themes 
11. Levin/Bruford Duet 


TRACKLIST CD 2:

12. Brother Of Mine 
13. Heart Of The Sunrise 
14. Order Of The Universe 
15. Roundabout 
16. Starship Trooper 
17. Sweet Dreams


LINE UP

Jon Anderson - lead vocal, guitar
Bill Bruford - drums, percussion
Steve Howe - guitars, vocal
Rick Wakeman - keyboards

with
Julian Colbeck - keyboards
Tony Levin - bass
Milton McDonald - guitars


Questo post nasce casualmente a seguito della sistemazione di alcuni miei vinili, allorché mi è capitato tra le mani un album degli Yes dove i musicisti non si chiamano Yes bensì Anderson, Bruford, Wakeman, Howe. Il disco, che assunse semplicemente il nome dei quattro musicisti, venne pubblicato nel 1989 dalla Arista Record e fu l'unico lavoro in studio realizzato dagli ABWH (un acronimo un po' complicato giusto per evitare di ripetere i quattro nomi per esteso). Come è facile intuire, questa denominazione forzata nacque a seguito di beghe legali e della divisione degli Yes in due tronconi (nulla di nuovo, anche in Italia i litigi e le scissioni non erano una novità). Un po' di aiuto ce lo fornisce la solita wikipedia. Nel 1987 gli Yes avevano acquisito la cosiddetta formazione "Yeswest" con il chitarrista Trevor Rabin. Jon Anderson, che con questi Yes, detentori del glorioso marchio, aveva realizzato due album (90125 e Big Generator), ritenendosi insoddisfatto della direzione pop presa dal gruppo, se ne andò e chiamò con sé tre musicisti dell'epoca storica degli Yes, che avevano abbandonato il gruppo in diversi momenti: il chitarrista Steve Howe, il tastierista Rick Wakeman e il batterista Bill Bruford.


Il materiale dell'album fu provato a Parigi e poi inciso nell'isola di Montserrat. Contrariamente a quanto scritto da alcuni critici musicali (che, ovviamente rispetto) ovvero che questo lavoro ricorda gli Yes classici "con brani strutturati e complessi, melodie sofisticate, ritmiche inusuali, e così via", a mio avviso, al di là della bellissima copertina realizzata ancora una volta da Roger Dean, l'album è piuttosto deludente, privo di fantasia e lontano dalla magnificenza dei vecchi Yes. Troviamo anche elementi di musica latina e caraibica che mal si conciliano col glorioso marchio "Yes" a cui eravamo abituati. A seguito della pubblicazione del disco, il quartetto intraprese un lungo tour che toccò anche l'Italia nel novembre 1989. Da qui il recupero di questa registrazione live, con il gruppo in concerto al Palatrussardi di Milano il 21 novembre, che dimostra come le esibizioni dal vivo fossero di ben altro tenore rispetto al lavoro in studio. Vorrei sottolineare la presenza al basso del grande Tony Levin. 



Il mini tour italiano fu particolarmente sfortunato a seguito dello stato di salute di Jon Anderson che rischiò anche di perdere la voce. Le tappe previste erano Torino, Milano, Roma e Modena. Già nelle prime tre date vennero cancellati alcuni brani, tra cui la suite  Close To The Edge. La tappa romana fu ancora più stringata. Quella di Modena fu addirittura cancellata. Il tour si intitolò "An Evening with Yes Music Plus" (il tribunale concesse ai quattro di utilizzare il marchio Yes almeno nel titolo dello show). Dal lungo tour mondiale venne tratto un album live pubblicato nel 1993 intitolato proprio "An Evening of Yes Music Plus". Nel corso del concerto milanese il quartetto miscelò brani storici con le composizioni presenti sull'album in studio. Beh, dal vivo nulla da dire. la magia degli Yes emerge prepotente e non delude mai. Forse potrà sorprendere l'inizio dello show, completamente acustico, un po' inusuale. Ma è solo l'apertura. Concluse  le due personali performance di Steve Howe (Clap e Mood For A Day) il sound degli Yes si sviluppano in un crescendo inarrestabile. Il CD 2 ci regala i grandi classici, quelli che i fans volevano assolutamente ascoltare, da "Heart Of The Sunrise" a "Roundabout". da "Starship Trooper" a "Sweet Dreams". Un tripudio. La qualità della registrazione è decisamente buona. E' tutto. Non mi resta che augurarvi buon ascolto. Una piccola anticipazione per tutti i fans e gli ammiratori di Frank Zappa: è in arrivo una gran bella sorpresa, frutto dei contributi del nostro amico Morris. A breve su queste pagine. 



LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

venerdì 27 settembre 2024

Sensation's Fix - Antidote (unreleased live and studio recordings from 1978-80) - 1989

 

TRACKLIST:

01. Time to Decide
02. Out of Her Mind
03. Consideration Time (live)
04. Hendrix Pocket-Size Game (live)
05. Oh No!
06. Atomic Bomb (live)
07. I Don't Want to Go
08. No More Lies
09. Substance of You (part 1 and 2)
10. La Deviation
11. Attack Suddenly
12. More Generation (live)


LINE UP:

Franco Falsini / guitar, vocals
Richard Ursillo / bass (3,4,6,12)
Matt Noble / bass (1,2,8-10)
Keith Edwards / drums (5,7,11)
Mark Frazier / drums (2,9,10)

With:
Rick Falsini / synthesizers, backing vocals
Beta Brizzi / bass
Jon Dogliantis / drums
Bronco Gaglioti / drums
Rob Noble / drums


Frugando nei vari archivi mi sono imbattuto in questo CD dei Sensation's Fix risalente al 1989. Nonostante non si tratti di un disco datato è da tempo fuori catalogo. Volendo lo si può trovare a poco prezzo sul mercato on line dell'usato (leggasi e.bay). Ma perché perdere tempo quando c'è la Stratosfera? Intanto esaminiamo le caratteristiche dell'album, Come chiarisce il sottotitolo, "Antidote" contiene be 12 "unreleased and studio recordings from 1978 to 1980". Fin qui tutto bene. E' già sufficiente per destare la nostra curiosità. Vediamo il dettaglio:

Tracks 3, 4, 6 and 12 - recorded live at Piper Club, Rome, 1979.
Tracks 1, 2, 9 and 10 - recorded in N.Y.C., Northcott Studio, 1978.
Tracks 5, 7 and 11-  recorded in Paris, Montmatre Studio, 1980.
Track 8 recorded in ... (unkbown)

L'album venne pubblicato in origine dall'etichetta Habla Label nel 1989 (quella qui proposta è la versione originale), successivamente venne ristampato con diversa copertina dalla Get Back nel 1996. Infine l'etichetta russa Мирумир (notare il copia-incolla) stampò una versione vinile nel 2012, destinata al solo mercato russo, dal titolo "Time To Decide", con una copertina ancora diversa. Di seguito le due front cover.

copertina CD del 1996 (Get Back Records)

copertina LP del 2012 distribuito in Russia

Il fatto che, oltre ai demo registrati a Parigi e New York, "Antidote" contenga ben 4 tracce registrate dal vivo nel 1979 nel leggendario Piper Club di Roma è già di per sé una chicca. "Substance of You" , registrata nel 1978, è suddivisa in due parti, la prima un grintoso rock' n'roll strumentale, la seconda cantata da Franco Falsini. Il brano verrà ripreso, in versione decisamente differente, nel 1983 dagli Antennas, band synth pop e new wave formata dai fratelli Falsini, Franco e Riccardo. Finirà sull'album "Vertical Love". Il periodo delle registrazioni, come già sottolineato, va dal 1978 fino al 1980. Qui niente musica cosmica, niente elettronica o krautrock, ma solo (si fa per dire) ottimo rock con qualche venatura psichedelica. Un disco godibilissimo che propone l'atra faccia dei Sensations Fix e che fa il paio con "Music Is Painrting In The Air", pubblicato nel 2012, anch'esso contenente brani inediti dal vivo e in studio legati al loro periodo più creativo, quello che va dal 1974 al 1977. Intanto vi suggerisco di andare a riguardare qualche vecchia pagina della Stratosfera, dove i Sensations Fix e gli Sheriff sono i protagonisti. Vi lascio, cari amici, augurandovi il consueto buon ascolto.



Post by George