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martedì 4 agosto 2026

The Psycheground Group - Psychedelic and Underground Music (LP 1971 - ristampa CD 2009)


TRACKLIST:

01. Psycheground – 8:26
02. Easy – 7:36
03. Traffic – 6:16
04. Ray – 3:07
05. Tube – 7:52


Questo album rientra nella categoria dei dischi o CD che credevo già pubblicati da tempo sulla Stratosfera e invece sono purtroppo ancora assenti. Grazie a Osel, che qualche giorno fa mi ha inviato i file (notare che questo album lo possiedo da anni), ho dato una rapida controllata al catalogo dove ho scoperto il vuoto (che ora andiamo a colmare). Grazie Osel, sei stato provvidenziale. In sostanza questo LP possiamo considerarlo un addendum di quel lungo post del dicembre 2013 dedicato alla Nuova Idea (che ritroverete qui) e alle sue ghost band. 
Vediamo allora di conoscere da vicino  The Psycheground Group, una band che ha realizzato questo unico LP nel 1971 pubblicato dalla Lupus, con numero di catalogo LUS 207.  Contiene cinque tracce, tutte quante strumentali, a parte qualche vocalizzo in "Traffic". L'album, che risente delle influenze blues e psichedeliche inglesi degli anni '60, non riporta i nomi dei musicisti ma solamente lo pseudonimo del produttore, Ninety, dietro al quale si celava il compositore Gian Piero Reverberi, produttore di numerosi gruppi progressive dell'epoca 8a cominciare da Le Orme). Due brani, Psycheground e Ray, sono stati inseriti nella compilation "Oggi & domani", pubblicata nel 1971 dall'etichetta Leo. 


Il dettaglio lo scopriamo sulle pagine di "Italian Prog", la nostra bibbia curata da Augusto Croce. Augusto accomuna The Psycheground Group con gli Underground Set, e non a caso,  visto che dietro questi nomi si nascondevano, per motivi contrattuali, i musicisti della Nuova Idea. Di sicuro l'anima ispiratrice di entrambi i gruppi era il sopracitato compositore Gian Piero Reverberi. Come Planetarium, Blue Phantom o Fourth Sensation si tratta quindi di gruppi italiani i cui componenti non sono stati citati sulle copertine dei dischi. In particolare gli Underground Set (già presenti sulla Stratosfera con i loro due LP del 1970 e 1971) sono stati considerati spesso un gruppo inglese, dal momento che il loro primo album è stato stampato in diversi paesi europei. Ma in un'intervista rilasciata da Paolo Siani alla rivista italiana "Musikbox", il batterista è stato uno dei primi a rivelare che i musicisti che suonarono su quei dischi erano quelli della Nuova Idea, visto che la Radio Records (l'etichetta che aveva pubblicato l'album e i primi singoli) era all'epoca distribuita dalla loro casa discografica, la Ariston. L'ultima ristampa in CD di questo album risale al 2024, ma solo per il mercato giapponese. 

Una manciata di informazioni su questa "ghost band" sono altresì reperibili su banccamp, dove è possibile ascoltare l'album in streaming. 
"Il gruppo Psycheground è rimasto a lungo avvolto nel mistero, di cui non si sapeva nulla se non di un oscuro LP pubblicato nel 1970 (ndr - l'anno esatto di pubblicazione è il 1971) , con una copertina rossa e il disegno stilizzato di un volto maschile con una bandana colorata. Solo di recente si è finalmente scoperto che la "musica psichedelica e underground" veniva suonata e registrata - e cantata in rarissime occasioni - dai musicisti della Nuova Idea ancor prima dell'uscita del loro primo disco". 
E' tutto, vi lascio all'ascolto di questo bellissimo e trascinante album. Alla prossima.


LINK

Post by George - Music by Osel

domenica 26 aprile 2026

Osage Tribe - Arrow Head (1972 - RE-POST & RE-LOAD) & Tamburi di guerra - live Supersonic, Radio RAI (bootleg, 1971 - NEW POST)

 

Dedichiamoci quest'oggi ad un gruppo storico del prog italiano, gli Osage Tribe, autori di due album: il primo, quello storico, sicuramente più conosciuto, oggetto di re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro stratosferico navigatore) si intitola "Arrow Head", pubblicato dalla Bla Bla nel 1972; il secondo, "Hypnosis" venne invece dato alle stampe nel 2013 ad opera della AMS Records. Il post originale di "Arrow Head" risale al 21 maggio 2011 (link inattivo da anni) e lo ritroverete qui, mentre "Hypnosis", l'album del ritorno sulla scena discografica, realizzato da un trio composto da Cucciolo Favia (batteria), Bob Callero (basso) e Mattia Tedesco (chitarra, al posto di Marco Zoccheddu) lo troverete cliccando qui. "Hypnosis", essendo stato postato da chi vi scrive nel 2022, ha il link attivo. Vi riporto, in parte, quanto scrivevano Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone sul volumetto "Progressive Italiano" (Giunti, 2011) a proposito degli Osage Tribe e del loro "Arrow Head".


"Leggendario gruppo ligure formato agli inizi degli anni Settanta da Franco Battiato, Bob Callero, Nunzio "Cucciolo" Favia e dal chitarrista Marco Zoccheddu (ex Gleemen e Nuova Idea). I quattro ottengono subito un contratto con la Bla Bla, ma Battiato fa in tempo ad incidere solo il singolo Un falco nel cielo / Prehistoric Sound e la prima traccia dell'album prima di dedicarsi alla carriera solista (ndr - il 1972 è l'anno di Fetus). Ridotta a trio la band porta a termine le registrazioni dello splendido Arrow Head. che però viene pubblicato a gruppo già sciolto. Con la bellissima copertina realizzata da Jerri Casone, è un disco sottovalutato ma di grandissimo valore, felice connubio tra hard rock e jazz raffinato, originale e di forte impatto. 

Osage Tribe - Arrow Head ( CD version, 1994) 


TRACKLIST:

01. Hajenhanhowa (autori Zoccheddu - Battiato) - 9:46
02. Arrow Head - 5:16
03. Cerchio di luce - 7:20
04. Soffici bianchi veli - 9:40
05. Orizzonti senza fine - 8:22

Bonus tracks on 1994 CD version
06. Un falco nel cielo (lato A, 45 giri, 1971) - 2:58
07. Prehistoric Sound (lato B, 45 giri, 1971) - 2:56

Extra bonus track
08. Crazy Horse (lato B, 45 giri, 1972) - 3:41 (il lato A è "Prehistoric Sound")


FORMAZIONE:

Marco Zoccheddu - chitarra, voce, pianoforte, organo, armonica
Bob Callero - basso, voce
Nunzio "Cucciolo" Favia - batteria
Franco Battiato - voce in 1, 6, 7





Hajenhanhowa è l'unico pezzo scritto da Franco Battiato, insieme a Marco Zoccheddu, caratterizzato da lunghe pause strumentali e divagazioni corali tipiche dello stile dell'artista siciliano, ma in stridente contrasto con il sound compatto ed energico presente nel resto del disco. Le parti vocali diluite lasciano ampi spaziagli strumenti, in particolare alla chitarra di Zoccheddu e al basso di Callero. I testi, allucinati e visionari, sono ben legati alla musica e non appesantiscono l'ascolto. Prima ancora di aspettare i giudizi della critica, Zoccheddu e "Cucciolo" abbandonano il gruppo per dedicarsi ad un progetto più ambizioso, Duello Madre (un solo album, omonimo, realizzato nel 1973). Favia cerca di costituire un nuovo gruppo chiamando Red Canzian (Capsicum Red) e Giampiero Marchiani. Accorciato il nome in Osage preparano un nuovo 33 giri che non verrà mai pubblicato perché Canzian preferisce unirsi ai Pooh (ndr - chiamalo fesso!). Bob Callero ha fatto parte successivamente del supergruppo Il Volo, con Alberto Radius, Mario Lavezzi, Gabriele Lorenzi, Vince Tempera e Gianni Dall'Aglio, ed è poi divenuto uno dei più apprezzati turnisti italiani. Cucciolo entrò nei Dik Dik e successivamente fece coppia con Roberto Carlotto. Anche Marco "Zok" Zoccheddu, a quanto pare è tutt'oggi in attività. 


Per tornare al nostro album, oltre ai 5 brani che lo costituiscono fin dall'inizio, tutti composti da Marco Zoccheddu ad eccezione della track , nella versione qui proposta (ristampa CD del 1994) troviamo due bonus track, ovvero il singolo "Un falco nel cielo" (che qualche boomer come me ricorderà come sigla del programma televisivo per ragazzi "Chissà chi lo sa" condotto da Febo Conti) con il suo lato B, "Prehistoric Sound" che altro non è se non la versione in inglese del lato A. La voce solista è quella di Franco Battiato. Molto particolare la copertina horror alla Dario Argento. L'ultima bonus track si intitola "Crazy Horse", uno strumentale inedito su LP che venne collocato sul lato B di un altro singolo contenente "Prehistoric Sound" sulla prima facciata. Il 45 giri venne pubblicato solo in Spagna e così "Crazy Horse" finì nella compilation "La convenzione", risalente al 2002, attribuita a Franco Battiato, Juri Camisasca e Osage Tribe. . Non dimentichiamo infine che alcuni brani degli Osage Tribe sono inclusi in un'altra compilation, la celebre "Tarzan compilation", presente sulla Stratosfera sia nell'edizione singola che in quella completa. Di seguito le copertine dei due 45 giri. Da notare che nella back cover di Crazy Horse, si vedono i tre Osage Tribe insieme. 

45 giri Un falco nel cielo - front

45 giri Un falco nel cielo - back


45 giri Prehistoric Sound - front

45 giri Prehistoric Sound - back


Serie Bootleg n. 371
Osage Tribe - Tamburi di guerra - live "Supersonic"
Radio RAI, 24 agosto 1971


TRACKLIST:

01. Tamburi di guerra


Questa rara registrazione proviene dal canale YouTube "Massive Obsession" (grazie di cuore all'amico e collaboratore Cimabue per avere scaricato la traccia ed avermela inviata). Si tratta di un solo lungo brano della durata di 29 minuti, intitolato "Tamburi di guerra", una composizione inedita di Marco Zoccheddu e Franco Battiato, dal suono ipnotico, che riporta per qualche verso al sound degli Aktuala Tra gli ospiti il già citato Franco Battiato alle tastiere, chitarra elettrica e kalimba. Quando questa registrazione live venne effettuata negli studi RAI "Arrow Head" non era ancora stato pubblicato (e verosimilmente nemmeno composto). La registrazione è naturalmente di ottima qualità e fa un certo effetto riascoltare in apertura la gloriosa sigla di "Supersonic", una trasmissione radiofonica che ebbe il pregio di trasmettere in diretta molti concerti live (io registrai quello delle Orme, qui postato). Detto questo detto tutto. Buon ascolto e buona riscoperta degli Osage Tribe.


NEW LINK Arrow Head (CD 1994)
LINK Tamburi di guerra (live Supersonic, 1971)

Post by George (with the help of Cimabue)

giovedì 14 agosto 2025

Ofelia - Concerto in Stereo (LP, 1971)

 

TRACKLIST:

Lato A
A1 - Come t'amo t'amerei - 3:12
A2 - Dimmelo parlami  - 2:58
A3 - Rose e amore -  3:01
A4 - Napoli '70 - 2:43
A5 - Il mondo delle ore -  2:31
A6 - Hemingway - 3:36

Lato B
B1 - Non voltarti più indietro - 3:05
B2 - Il pittore - 2:24
B3 - Il sapore del tempo - 2:50
B4 - Malinconia - 3:04
B5 - Simpatia - 2:45
B6 - L'ultima canzone - 4:03


MUSICISTI:

voce - Ofelia (Anna Maria Bianchi)
violoncello – Paolo Salvi
contrabbasso – Antonio De Serio
batteria – Ciro Dammicco
basso elettrico – Mario Tomat
flauto – Vincenzo Marangoni
chitarra – Enzo Giuffrè
viola – Pasquale Palmieri
violino – Eros Ferraresi, Teresa Pasquali
orchestra diretta da Danilo Vaona


Qui ci troviamo di fronte ad un altro colpaccio del nostro infaticabile amico Jack Beatrici. Questo disco, pubblicato sul suo canale YouTube, è praticamente introvabile altrove (se non sul mercato on line alla modica cifra di 49,99 euro). Visto e considerato che ristagna da tempo nella nostra wishlist e che alcuni amici si sono pure prodigati per separare le tracce, non possiamo che ospitarlo di diritto nel nostro lungo e corposo "catalogo". Parliamo allora di Ofelia, all'anagrafe Anna Maria Bianchi, nata a Bologna e residente a Massa Fiscaglia, un comune in provincia di Ferrara di cui è stata anche sindaca. Tralascio volutamente le sue partecipazioni (sempre con lo pseudonimo Ofelia) ad alcuni talent show per scoprire invece il personaggio Ofelia, la cantante, l'artista. Anna Maria. Oggi 81enne, ha dichiarato di avere avuto da sempre un rapporto di amore-odio con la musica. "Mi vergogno molto di me da sempre - ha dichiarato l'artista in occasione di una intervista. Ero brutta da giovane, figurati ora con l'età. Ed è un problema grande. Ho iniziato a cantare per una promessa fatta a mia madre; altrimenti io non mi sarei mai esposta, non sono il tipo. Non è che io arrivo al cuore di tutte le persone, devono aver una sensibilità particolare perché mi devono accettare prima di tutto per l'aspetto, poi per la voce".


La musica, però, è una certezza nella sua vita: "Io quando canto sono in un altro mondo, non vedo più nessuno, non sento più niente. Vago nello spazio". Ofelia, oltre ad avere realizzato "Concerto in Stereo", pubblicato dall'etichetta Disco Tec nel 1971, ha all'attivo (fonte Discogs) due singoli e un secondo LP registrato col maestro Pino Calvi, al pianoforte, intitolato "Una serata con Ofelia e Pino Calvi" - etichetta Ariston, 1974). I singoli invece sono "Hemingway / Simpatia" (1971, entrambi tratti da "Concerto in Stereo") e "I tuoi vent'anni / Quattro piccoli soldati" (1973). A seguire le copertine.




E' un po' anomalo il fatto che sul web si tracci solamente la biografia di Ofelia senza fare cenno alcuno ai contenuti di "Concerto in Stereo". Non sappiamo praticamente nulla di questo album, se non il gruppo di musicisti che ha accompagnato la cantante lungo le 12 tracce. tra cui il batterista Ciro Dammicco, che avrà una discreta attività musicale sia come solista che come componente dei Daniel Sentacruz Ensemble. Nonostante la presenza di chitarra elettrica, basso elettrico, flauto e batteria, l'uso smodato degli archi appesantisce l'intero lavoro, tranne qualche raro episodio (ad esempio Il mondo delle ore). A prescindere dalla indiscussa rarità del vinile, lo stesso si presenta piuttosto deludente, Parere mio, ovviamente. Sentiamoci nei commenti. Per il momento è tutto. Buon ascolto.



Post by George

lunedì 21 luglio 2025

Various - O.K. Complessi (musicassetta, 1971)

 

TRACKLIST:

Lato A
A1. Alta Società - Occhi chiari
A2. Alta Società - Non hai capito
A3. Alta Società - Butterfly
A4. Jutta & Ice - Here's to You
A5. Jutta & Ice - Black Sheep of the Family
A6. Jutta & Ice - Toast and Marmelade for Tea

Lato B
B1. III Classe - Animal Love
B2. III Classe - It Brings a Tear
B3. III Classe - In the Wake of Poseidon
B4. Chattanooga - Chicago
B5. Chattanooga - Per un flirt
B6. Chattanooga - Up on the Ground


Di solito preferisco non attingere file già pubblicati su altri blog o su canali YT, ma quando ci si trova di fronte ad una simile rarità una eccezione può essere fatta. Il merito del recupero di questa rarissima musicassetta va a Jack Beatrici, che ovviamente ringrazio, così come ringrazio l'amico e collaboratore Cimabue per avere suddiviso i 12 file che compongono la nostra ambita cassettina. Ricordo altresì che da un bel po' di tempo ristagnava nella nostra wishlist. E' sempre un piacere riuscire a darle una bella sforbiciata. Lo stesso percorso seguirà, a breve, un altro "oggetto del desiderio", ovvero l'opera "Ofelia Concerto in Stereo" del 1971. Non è una novità che, sovente, il materiale proposto dall'amico Jack su YT coincida con quello postato sulla Stratosfera, anche se la linea editoriale, se così vogliamo definirla. si discosta di molto. Però è anche vero che la musica deve circolare, quindi ben venga questa rara compilation sulla nostra Stratosfera. 



I contenuti ce li illustra Augusto Croce sul suo sito "Italian Prog" (grazie infinite, come sempre, Augusto):
 
"Questa compilation uscita solo in cassetta e cartuccia Stereo 8 (n.I8T 120) per la sconosciuta etichetta IRT, collegata ad altri marchi minori come Ventotto, Cooper, Grand Prix. O.K. Complessi (da non confondere con un'altra dal titolo quasi identico, OK complessi, uscita in LP nel 1972 per la CBS e comprendente I Pooh, I Profeti, I Califfi, I Camaleonti, The Tremeloes e Christie) è una rara e interessante compilation contenente molti brani già editi su 45 giri, ma attribuiti a gruppi diversi, e alcuni rifacimenti inediti di composizioni di gruppi inglesi. Tutti i brani sono usciti su 45 giri nel 1971, ad eccezione degli inediti Black sheep of the Family, Up on the Ground (entrambi rifacimenti di brani dell'unico LP dei Quatermass) e In the Wake of Poseidon, cover dei King Crimson. Dei tre brani qui attribuiti al gruppo Alta Società, i primi due sono usciti su 45 giti per la Ventotto, il terzo è uscito su un 45 giri promozionale (Gran Prix CPI 7009) a nome Gianni Di, che comprende anche Per un flirt, qui presente a nome dei Chattanooga. 


Here's to You è uscita su 45 giri a nome Juta & Ice (Juta con una sola "t") per la Cooper (NDR - stiamo parlando di Jutta Nienhaus, futura cantante degli Analogy), mentre Toast and Marmelade for Tea era su un 45 giri dei Blue Sharks (Grand Prix CPI 7010) insieme a Chicago di Graham Nash, anch'essa presente qui a nome Chattanooga. Infine i primi due brani dei III Classe qui inseriti sono tratti rispettivamente dal primo 45 giri e da un loro singolo promozionale usciti per la Ventotto". 

COMMENTO FINALE
Ricordo di avere già citato qualche settimana fa i III Classe, in quanto si tratta dell'embrione dei futuri Perdio. Nulla da dire sui loro tre brani qui presenti, tra cui la bella over dei King Crimson. Insomma, una bella collezione di rarità anche se alcune, sotto il profilo musicale, sono piuttosto discutibili (ho usato un eufemismo): mi riferisco ai tre melensi brani dell'Alta Società per non parlare della cover di "Toast and Marmalade for Tea", qui reinterpretata da Jutta & Ice, la celebre languidissima pop song che giunge subito dopo la cover dei Quatermass. Roba da non credere. Infine, evito di fare qualsiasi apprezzamento riguardo a Per un flirt, di certo il punto più basso dell'intera compilation (lascio a voi il piacere di giudicare). Fortunatamente i Chattanooga si rifanno con Up on the Ground, altra cover dei Quatermass, purtroppo troppo breve per essere gustata fino in fondo. Vabbè, come spesso accade, più che quello musicale vale l'aspetto storico e collezionistico. Purtroppo le 12 tracce sono penalizzate da una registrazione di bassa qualità (anche se ritengo sia già stato un miracolo trovare la cassetta), aspetto questo già sottolineato dallo stesso Jack Beatrici. Se qualcuno si vuole cimentare nel migliorarne il suono sarà il benvenuto. Vi lascio con questa bella immagine di Jutta e vi auguro il consueto buon ascolto.



Post by George with the precious help of Cimabue

domenica 9 marzo 2025

Donatello - Com'è dolce la sera (musicassetta compilation, 1971)

 

TRACKLIST:

01. Com'è dolce la sera
02. Io mi fermo qui
03. E' bello
04. Quaggiù in città
05. Notte di verità
06. L'ultimo tram
07. Malattia d'amore
08. La vuoi
09. Storia di un fiore
10. Come il vento
11. Solo
12. Senza buona notte


Questa compilation contenente i maggiori successi di Donatello, ben inteso quelli della prima ora, rientra in quella categoria di raccolte confinate esclusivamente su musicassetta, fenomeno piuttosto diffuso nel corso degli anni '70. Donatello, vero nome Giuliano Illiani, nato a Tortona (AL) nel 1947, non è nuovo su queste pagine. Raccontiamola meglio: la sua comparsa sulla Stratosfera è legata al suo vero nome, quel Giuliano Illiani sopra menzionato: con un disco del 1977, in cui figura come componente del Canzoniere Popolare Tortonese ("Cantà par no murì", quasi interamente cantato in dialetto tortonese - qui) e uno come solista, quel piccolo gioiello dal titolo "A mio nonno ambulante" pubblicato nel 1978 (qui). Questa compilation, pubblicata dalla Ricordi nel 1971, copre, seppur parzialmente, gli esordi musicali del cantautore, che risalgono al 1970. I 12 brani contenuti nella cassettina ricalcano sostanzialmente la scaletta del primo album del 1970 (semplicemente intitolato "Donatello"), con l'aggiunta di qualche canzone pubblicata solo su 45 giri tra cui "Com'è dolce la sera" del 1971. 


La tracklist include anche la bellissima versione di "Io mi fermo qui", portata al festival di Sanremo del 1970 in coppia con i Dik Dik. Sotto un profilo puramente musicale va riconosciuta la dolcezza del suo timbro vocale e la delicatezza con cui interpreta i brani scritti per lui da autori importanti quali Luca Albertelli e Maurizio Vandelli. Brani molto soft, sostenuti da chitarra acustica, pianoforte e archi. Abbandonerà presto la canzone "leggera" per approcciarsi ad altri stili musicali: dopo la collaborazione con il gruppo prog Alberomotore (con i quali suona nell'album "Il grande gioco" del 1974), collabora con Ricky Gianco, Gian Pieretti e Claudio Dentes. Nel 1975 la svolta con "Il tempo degli dei", un buon album con musiche composte dallo stesso Donatello/Illiani, testi di Gianfranco Manfredi e con la presenza di musicisti quali Tullio De Piscopo, Gigi Cappellotto e i due vecchi amici Ricky Gianco e Claudio Dentes. Il resto è storia conosciuta. Un bel tuffo nel passato che vale la pena rivivere. Vi lascio col consueto buon ascolto.



Post by George

venerdì 19 luglio 2024

Le Antologie della Stratosfera vol. 50 - Retrospettiva: Il Segno dello Zodiaco / I Fratelli - The Complete Works in vinyl (1968-1977)

 

    PREFAZIONE

Per tracciare l'epopea e la lunga carriera artistica di questo gruppo ci vorrebbero decine di pagine. Per fortuna ci ha pensato nel 2018 il giornalista Giorgio Pezzana, autore del volume "Quei Fratelli del Segno dello Zodiaco", edito dall'Associazione Artistica AnniVerdi, scritto in stretta collaborazione con il leader del gruppo, Gianni Borra. In questa sede vorrei evitare qualunque approccio "enciclopedico", limitandomi a ripercorrere per sommi capi la carriera musicale de Il Segno dello Zodiaco e del gruppo che lo ha storicamente preceduto, I Fratelli. Non a caso il titolo del libro di cui sopra comprende entrambe le denominazioni. I Fratelli prima e Il Segno dello Zodiaco poi, provengono da Biella, luogo in cui tra l'altro risiede (non so bene se in città o nei dintorni)  il nostro amico e collaboratore Ilario che, in passato, fornì alla Stratosfera dell'ottimo materiale (bootleg e album rari, anche di gruppi locali). Cito, a titolo di esempio, gli Uh! e i New Blues con la loro discografia completa. Rileggendo il post dei New Blues, Ilario scrive che che Il Segno dello Zodiaco è "già presente" sul nostro blog. Sono quindi andato a ricercarli ma senza successo. Purtroppo non ho memoria delle centinaia di post presenti sul blog, ma semmai un post del Segno dello Zodiaco fosse presente, non sarebbe stato etichettato/taggato, tant'è che non appare nell'archivio. Poco male, l'occasione è buona per presentare questo gruppo, sicuramente un po' di nicchia e - credo - sconosciuto a molti appassionati di musica. Ho raccolto la loro intera discografia, sia a 45 che a 33 giri, inclusi alcuni brani apparsi solo su compilation, suddividendola tra i due periodi storici, quello de I Fratelli e quello successivo de Il Segno dello Zodiaco.

la copertina del volume di Giorgio Pezzana

ATTO I - I FRATELLI (1966-1971)


Per tracciare la breve biografia dei due gruppi ho attinto le informazioni da Wikipedia (sempre citare la fonte!), anche perché il web è assolutamente avaro di notizie al riguardo. Come sopra ricordato il complesso venne fondato a Biella nel 1966 e poiché era formato dai tre fratelli Borra (Gianni alla chitarra e voce, Luigi alla batteria e cori e Luciano al basso e cori), ai quali si unì successivamente un quarto elemento (all'organo), venne scelto il nome «I Fratelli». Iniziarono ad esibirsi in tutto il Piemonte e poi nel Nord Italia, e nel 1967 firmarono un contratto con la CGD. Il debutto discografico avvenne l'anno successivo con la pubblicazione del primo singolo "Il sole/Bambino quando dormi". Dopo altri 45 giri, tra cui una cover di "A Salty Dog" dei Procol Harum (intitolata "Il marinaio"), il complesso decise di cambiare nome ribattezzandosi Il segno dello Zodiaco e passando dal beat ad un pop melodico con qualche influenza progressive (ne parlerò più avanti nell'analisi del disco). I Fratelli non realizzarono nessun LP. Tutta la loro discografia originale è confinata sul vinile.

I Fratelli - Singoli 1968-1971


TRACKLIST:

01. Il sole - lato A, 1968
02. Bambino quando dormi - lato B, 1968
03 Il marinaio (Salty Dog) - lato A, 1969
04. Marilù - lato B, 1969
05. Arizona - lato A, 1970
06. Lasciami vedere il sole - lato B, 1970
07. Un sì (A mi me parecio) - lato A, 1971
08. Viva l'amore (Y'en a plus) - lato B, 1971




Bonus Tracks

Compilation "Le canzoni del Disco per l'Estate 1969"
09. Simone Simonette
10. Sole



Compilation "Le canzoni del Disco per l'Estate 1970"
11. Color cioccolata
12. Tu bambina mia



Il primo singolo del 1968 "Il sole/Bambino quando dormi" è caratterizzato dalle tipiche atmosfere beat, mentre siamo su livelli più alti con "Il marinaio" del 1969, una bella cover di "A Salty Dog" dei Procol Harum. con testi di Mogol. Anche "Marilù" è un bel brano beat con un intro che richiama lo Spencer Davis Group. "Arizona" è un pop melodico abbastanza banale mentre assolutamente degno di nota è il lato B, "Lasciami vedere il sole", un rhythm n' blues utilizzato come sigla della trasmissione TV "Speciale per voi". L'ultimo singolo de  I Fratelli venne pubblicato nel gennaio 1971, ma registrato a fine 1970 e contiene due cover, con un suono decisamente atipico che si ascolta, in particolare, in "Viva l'amore". Due brani de I Fratelli vennero inseriti nella compilation "Le canzoni del Disco per l'Estate 1969", un 33 giri pubblicato nello stesso anno dalla CGD ("Simone Simonette" e "Sole"). La stessa cosa avvenne l'anno successivo con la compilation "Le canzoni del Disco per l'Estate 1970", con "Color cioccolata" e "Tu bambina mia". Da notare la fantasia nella realizzazione delle due copertine. E qui si chiude la sezione dedicata a I Fratelli e si apre una nuova pagina che vede come protagonisti Il Segno dello Zodiaco.


ATTO II - IL SEGNO DELLO ZODIACO (DAL 1972 AL...)

Nel 1971  I Fratelli decisero di cambiare il nome ribattezzandosi Il Segno dello Zodiaco (i tre fratelli avevano lo stesso segno zodiacale) passando dal beat al pop melodico, seppur con qualche venatura prog, dati i tempi, firmando un nuovo contratto con la Ri-Fi. Il gruppo iniziò subito ad incidere una serie di 45 giri e nel 1973 partecipò alla rassegna " Un Disco per l'Estate" con il brano "Sole rosso", composto a quattro mani da Gianni Borra con Ezio Leoni, riuscendo addirittura a superare la prima fase. Finalmente nel 1974 giunse il momento di realizzare il primo 33 giri, omonimo, dove in alcuni brani il sound si avvicinò al rock progressivo. Gli esempi più luminosi furono la "Toccata e fuga in re minore" (rielaborazione in chiave rock del brano di J.S. Bach), "Dormi cara" e "Mio padre". Anche Augusto Croce, su Italian Prog. traccia un breve profilo del gruppo ricordando che " iI loro genere era un pop melodico, ma nel primo album vi sono alcuni brani con influenze rock e progressive (Mio padre, Dormi cara e Odio, amore, versione italiana del successo dei Geordie "Black, Cat Woman"). Il secondo album del 1977 è molto più leggero del primo." Nel 1976 entrarono in formazione Mino Vergnaghi, Claudio Botto Fiora e Franco Finotti.


 Fu a questo punto che il gruppo decise di incidere la cover di un grande successo del 1939 dal titolo "Parlami sotto le stelle" che ottenne un buon successo e diede il titolo al secondo album, pubblicato nel 1977. Il Segno dello Zodiaco cercò di bissare il successo con la stessa formula, proponendo una nuova cover, questa volta di una canzone del 1964 tratta dal repertorio di Peppino Gagliardi, "Questa sera non ho pianto" (con testi di Mogol). L'anno successivo però, dopo la separazione da Vergnaghi - che decise di dedicarsi alla carriera solista - la band prese la strada dell'estero per una serie di impegni contrattuali proseguendo l'attività concertistica per dieci anni ancora in Svizzera, Austria, Germania, Finlandia e Norvegia. Ad oggi, almeno io, ho perso le tracce di questo gruppo. Info finale: sulle principali piattaforme (Spotify, YT music, ecc) si può ascoltare in streaming una compilation di 12 brani, per la maggior parte 45 giri, dal titolo "Il Segno dello Zodiaco - Rarities". TSono tutti brani che troverete in questo post. Termina qui la parte biografica che lascia ora spazio a quella musicale.

Il Segno dello Zodiaco - Singoli 1972-1977


TRACKLIST:

01. Un sorriso - lato A, 1972
02. Odissea - lato B, 1972
03. Delta Queen - lato A, 1972 (sul lato B "Odissea")
04. Sole rosso - lato A, 1973
05. Cuore arido - lato B, 1973
06. Un attimo di gelosia - lato A, 1974
07. Hai mai visto - lato B, 1974
08. E mi guardi - lato A, 1975
09. Io, io, io - lato B, 1975
10. Parlami sotto le stelle - lato A, 1976
11. Boogie Boogie Bump - lato B, 1976
12. Questa sera non ho pianto - lato A, 1977
13. Noi di più - lato B, 1977
14. Le ragazze Pon Pon - lato A 1977 - (lato B "Sexy Jeans", attribuito a Roxy Robinson)



Sei lunghi anni costellati da 8 singoli e 2 LP: questo il carnet del gruppo biellese, caratterizzato da profonde differenze stilistiche. La parte musicalmente più interessante è quella iniziale, dal 1972 al 1974. Già dal primo 45 giri, "Un sorriso/Odissea" si percepisce nettamente il salto di qualità rispetto alle ultime registrazioni de I Fratelli. Quello che colpisce sono soprattutto le parti vocali, degne dei migliori gruppi italiani a loro contemporanei. L'apice viene raggiunto con "Cuore arido". lato B di "Sole rosso", che deve non pochi tributi ai New Trolls. Da lì in avanti si scadrà in un pop melodico, piuttosto banale, realizzato solo per "fare cassetta". Peccato, perché il gruppo aveva delle grosse potenzialità: è probabilmente mancato il coraggio di "osare", di proseguire su percorsi più impegnati, come dimostrano le contraddizioni del primo 33 giri del 1974, a cavallo tra canzone melodica e rock progressive. 



Nella carrellata dei 45 giri si distingue "Hai mai visto", lato B di "Un attimo di gelosia" del 1974, piuttosto anomalo, con testi di ispirazione cattolica sul genere Gen Rosso e simili. Il fondo però lo si tocca con la disco music di "Boogie Boogie Bump" e, visto che non c'è limite al peggio, con la terrificante "Le ragazze Pon Pon", ultimo singolo del 1977, condiviso con la cantante Roxy Robinson, vera bomba sexy (basta guardare la copertina) e la sua "Sexy jeans" sul lato B. Il brano de Il Segno dello Zodiaco  finì nella colonna sonora del film omonimo uscito nel 1974.




Il Segno dello Zodiaco - LP omonimo (1974)


TRACKLIST:

Lato A
01. Hai mai visto - 3:20
02. Dolce Laura (Your Side Of The Bed) - 3:32
03. Vecchia canzone nuova - 3:22
04. Mio padre - 5:10
05. Dormi cara - 4:00
06. Rimpianto - 3:20

Lato B
07. Solo qualcosa in più - 4:15
08. Un attimo di gelosia - 4:10
09. Odio, amore (Black Cat Woman) - 3:35
10. Aria d'estate - 4:00
11. Toccata e Fuga (dalla "Toccata e Fuga In Re Minore" di J.S. Bach - 4:55


Il primo omonimo LP del gruppo venne pubblicato dalla Rifi nel 1974. Nulla di più discontinuo e disomogeneo tant'è che in alcune tracce è difficile riconoscere lo stesso gruppo. Come già scritto in precedenza l'album si distingue per alcune sterzate di ottimo livello sui sentieri del rock e del progressive. Il primo brano, "Hai mai visto" lo abbiamo già incontrato nella sezione 45 giri. Segue "Dolce Laura", altra canzone melodica, cover di "Your Side On The Bad" del pop singer americano Morris Mac Davis (pubblicata nello stesso anno). Anche "Vecchia canzone nuova" non si discosta da questa linea. Sta per giungere la rassegnazione quando all'improvviso giungono le sorprese. L'altra anima della band (come Dr. Jekyll & Mr Hyde) sforna un grande brano prog rock intitolato "Mio padre", con ottime parti vocali, begli interventi di flauto e un grande assolo di chitarra elettrica. Incredibile! Ma sono proprio loro? "Dormi cara" continua a stupirci, con le tastiere che giocano con la chitarra arpeggiata. Anche qui le parti vocali richiamano da vicino i New Trolls (senza Nico). Ancora il flauto di Gianni Borra a dominare la sezione centrale del brano. "Rimpianto" è una dolce pop song con voce, cori, chitarra acustica arpeggiata e pianoforte. 


Altra sorpresa: "Solo qualcosa in più", con un inizio jazzato e la chitarra elettrica con timbro alla Shaft a farla da padrone. Grande l'assolo centrale su questo brano dall'incedere rock molto deciso. Con "Un attimo di gelosia" si ripiomba nella canzonetta melodica. "Odio amore" è la cover di "Black Cat Woman" dei Geordie, gruppo britannico di glam rock, sostenuta da un buon ritmo e un accattivante riff di chitarra elettrica. "Aria d'estate" ha un bel intro di chitarra acustica arpeggiata. Sarebbe stata una discreta ballata se non fosse per gli arrangiamenti orchestrali pesanti e fastidiosi. L'album si chiude con l'arrangiamento della classica "Toccata e Fuga" di Bach, già ampiamente saccheggiata da decine di gruppi, ben suonata ma fuori contesto. In definitiva, previa qualche epurazione, sarebbe stato un disco più che dignitoso da inserire nel vasto arcipelago del prog nostrano. Peccato per il "minestrone" che denota incertezza sulla linea musicale da seguire. Un gruppo dalle grandi potenzialità che purtroppo ha preferito - e lo vedremo con l'album successivo - adagiarsi sui morbidi cuscini della canzone melodica, forse più redditizia.


Il Segno dello Zodiaco - Parlami sotto le stelle - 1977


TRACKLIST:

Lato A
01. Questa sera non ho pianto
02. Hai mai visto
03. Puertorico
04. Febbre d'amore
05. E mi guardi

Lato B
06. Parlami sotto le stelle
07. Mi manchi
08. Le ragazze Pon Pon (dal film omonimo)
09. Noi di più
10. Attimi d'amore
11. Ho cantato


FORMAZIONE:

Gianni Borra: voce, pianoforte, flauto
Luciano Borra: basso, cori
Luigi Borra: batteria, cori
Franco Finotti: chitarra, cori
Mino Vergnaghi: voce, chitarra
Claudio Botto Fiora: tastiere, voce, cori


Lo abbiamo già ampiamente ricordato all'inizio di questo post. Il secondo e ultimo 33 giri del gruppo biellese, qui in sestetto, pubblicato nel 1977 sempre dalla Rifi, è caratterizzato da canzoni pop molto commerciali ad iniziare dalle due cover: la prima è "Questa sera non ho pianto", vecchio successo di Peppino Gagliardi (risaliva al 1964) firmato da Mogol; la seconda "Parlami sotto le stesse", da cui l'album prese il titolo, è un vecchio successo del 1939 pubblicato a 78 giri (sul tubo potrete ascoltare la versione originale). L'album, e soprattutto questa canzone, ebbero un discreto successo. A seguito di alcune defezioni Il Segno dello Zodiaco non fece più ingresso in sala di registrazione, spostandosi sul mercato estero. 
E qui si conclude questa lunga maratona musicale, anche un tantino faticosa da realizzare. Come potrete notare dai classici disturbi, in special modo nell'album del 1977, di vinile autentico si tratta. Ricordo ancora una volta che nessuno di questi album, meno che mai i singoli, sono stati ristampati in formato digitale. Chiuso il baule dei ricordi non vi resta, cari amici, che passare all'ascolto del materiale proposto. Direi che servirà un po' di tempo per assimilarlo. Alla prossima settimana.


LINK I Fratelli - Singoli 1968-1971
LINK Il Segno dello Zodiaco - Singoli 1972-1977
LINK Il Segno dello Zodiaco - 33 giri omonimo (1974)
LINK Il Segno dello Zodiaco - 33 giri "Parlami sotto le stelle" (1977)

Post by George