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lunedì 26 ottobre 2026

Eris Pluvia - The Remains - part II (2019) plus bonus CD (demo 1990)

 

Eccoci giunti alla seconda e ultima parte della discografia dedicata agli Eris Pluvia, arricchita con un bonus CD del tutto inaspettato. Infatti il nostro collaboratore Roberto, nel giro di un "amen" dalla mia cortese richiesta, mi ha inviato i file del primissimo lavoro della band, pubblicato come demo nel 1990. Lo ascolteremo in chiusura di post. A proposito di post, quello di oggi ha per me un valore particolare perché è frutto della collaborazione tra il sottoscritto, Osel e Roberto. Un gran bel lavoro a sei mani che denota come il nostro team riesca a collaborare al meglio per realizzare prodotti di qualità. Detto questo torniamo agli Eris Pluvia, i protagonisti del lungo post odierno. Nella prima parte avevamo presentato e ascoltato due CD, cronologicamente il primo e il terzo, ovvero "Rings Of Earthly Light" (1991) e "Different Earths" (2016). Il secondo, "Third Eye Light" del 2010 è stato presentato in un post precedente). Giungiamo così al 2019 allorché il quartetto genovese sforna un altro bellissimo album, "Tales From Anotherr Time" che andiamo subito ad ascoltare.

Eris Pluvia - Tales From Another Time (CD, 2019)
(from George archives)


    TRACKLIST:

01. When Love Dies - 5:07
02. Lost In The Sands Of Time - 5:47
03. La Chanson de Jeanne (I-III) - 17:39
04. The Call Of Cthulhu (I-III) - (11:55)
I. A Stormy Night
II. The Secrets Of The Sea
III. The Awakening Of The Gods
05. Last Train To Atlana - 4:39
06. The Hum (I-V) (14:22)
I. A Dream In The Night
II. In The Time Of Darkness
III. Going Deeper
IV. 10 O'clock P.M. In Katmandu
V. Arriving Morning


FORMAZIONE:

 Alessandro Cavatorti - chitarre, testi
Marco Forella - basso, pianoforte, tastiere e batteria
Roberto Minniti - voce
Roberta Piras - flauto, voce

Con:
Ludovica Strizoli - voce (3)


Praticamente si tratta dell'ultimo lavoro realizzato in studio dal gruppo, considerato  che il secondo CD pubblicato nello stesso anno è una compilation, seppur con alcuni interessanti inediti. Ne parleremo in seguito. "Tales From Another Time" ancora una volta si ispira al sound dei Pink Floyd, quelli da "The Dark Side" in poi,  (interventi di flauto esclusi), specialmente nelle parti di chitarra. Gli assoli di Alessandro Cavatorti si richiamano molto allo stile introdotto da David Gilmour, ma questo non disturba anzi, qualifica ancor di più il lavoro. A questo proposito ricordo che il CD contiene ben due suite: la prima "The Call Of Cthulhu", della durata di quasi 18 minuti, suddivisa in tre movimenti, è il punto più alto dell'album, un elogio al progressive più puro degli anni '70; la seconda, "The Hum" è divisa in 5 parti e ha una durata di oltre 14 minuti, Il brano più "struggente", basato su chitarra acustica, tastiere soprattutto flauto (ma quanto è brava Roberta Piras) è "Last Train To Atlana". Insomma, per farla breve, gli Eris Pluivia, come canto del cigno, ci hanno regalato questo gioiellino, un album da ascoltare più volte per apprezzarne tutte le sfumature. 


Eris Pluvia & Ancient Veil 
1991/1995 - Rings Of Earthly Light and Other Songs (CD, 2019)
(from Osel archives)


TRACKLIST:

01. Rings Of Earthly Light (Suite) - (17:12) - remaster
a) Earthcore
b) Portrait
c) Sell My Feelings
d) Following Her In A Fantasy Lake
e) I Re-emerged Ancient Knight
02. In The Rising Mist - 4:34
03. The Broken Path - 1:40
04. Glares Of Mind - 3:58
05. Pushing Together - 4:46
06. You'll Become Rain - 2:16
07. The Way Home - 9:08

Other Songs
08. Through The Sky (Unpublished) - 4:04
09. And When The Train Has Left (Unpublished) - 2:43
10. Flying (Instrumental) - 4:00
11. You´ll Become Rain Part Two - 2:14
12. Walking Around - 1:38
13. Landscape And Two - 3:41


MUSICISTI:

Alessandro Serri
Edmondo Romano
Paolo Raciti
Marco Forella
Martino Murtas
Alessandro Cavatorti
Fabio Serri
Valeria Caucino
Sabrina Quarelli
Enrico Paparella
Roberto Mazzola
Sara Diano
Alessandro Sacco
Stefano Cabrera
Marco Fadda
Gianni Serino
Massimo Tarozzi
Sergio Grazia
Antonella Trovato
Tomaso Olivari
Alice Nappi
Sirio Restani ed il suo coro


Album antologico, pubblicato il 15 aprile 2019, contenente molte tracce interessanti per tutti gli amanti degli Eris Pluvia e degli Ancient Veil. Attingo le informazioni, molto accurate, dal sito ufficiale di questi ultimi.

"Il volume è diviso in due parti: la prima è la ristampa ufficiale di "Rings of Earthly Light" degli Eris Pluvia, a 28 anni dal suo esordio sulla scena musicale, mentre la seconda comprende brani inediti e storici degli Ancient Veil dello stesso periodo. L'opera è stata curata personalmente, sia dal punto di vista grafico che sonoro, da Edmondo Romano e Alessandro Serri degli Ancent Veil (ndr - come si può vedere le storie dei due gruppi continuano ad intersecarsi). “Rings of Earthly Light” è stato riconosciuto come uno degli album che hanno dato origine alla corrente del New Progressive italiano degli anni '90 ed è entrato a far parte di quella serie di dischi storicamente importanti per il genere prog in Italia e all'estero. È stato prodotto e distribuito nel 1991 da Musea e nel corso degli anni ha visto ristampe di ogni tipo in Polonia, Indonesia, Corea, Giappone, Russia. Il CD porta il doppio nome Eris Pluvia  e Ancient Veil, perché esiste una linea di continuità tra la prima opera di Eris Pluvia e la prima opera di Ancient Veil, una linea tracciata dai fondatori e principali compositori di entrambe le formazioni, Alessandro Serri ed Edmondo Romano.


Hanno così deciso di contattare i membri rimanenti del gruppo Eris Pluvia, il bassista Marco Forella e il chitarrista Alessandro Cavatorti (che hanno recentemente pubblicato l'album "Tales From Another Time"). Questi musicisti avevano lavorato al CD del 1991 insieme all'ex batterista Martino Murtas e al compianto tastierista Paolo Raciti), Sono stati cooptati per dare nuova vita a questo lavoro, che esce poco dopo la sua riproposizione dal vivo sul CD "Rings of Earthly … Live" degli Ancient Veil. Il suono è stato modificato utilizzando i nastri DAT originali, più compatti e profondi rispetto al CD pubblicato nel 1991 e, dopo una pulizia audio, si è proceduto a una rimasterizzazione per dare maggiore presenza al suono. A completamento del momento storico, sono stati aggiunti sei brani, composti nello stesso periodo.


“And When the Train Has Jeft” è un brano inedito mai registrato fino ad oggi e per un certo periodo tra il 1988 e il 1990, sempre composizione del duo, era il brano di apertura dei concerti di Eris Pluvia, così come inedito è anche “Through The Sky”, una dolce ballata sempre composta da Serri e Romano, subito dopo l'uscita di “Rings of Earthly Light”. Dopo le due opere inedite seguono il brano “Flying” questa volta in versione strumentale e il successivo “You’ll Become Rain part two” per solo quartetto d'archi, “Walking Around” per coro lirico, contrabbasso e flauto dolce e “Landscape And Two” per cinque flauti della tradizione boliviana chiamati mohozeno, questi ultimi tre erano stati pubblicati in “The Ancient Veil”. “Walking Around”, in una forma diversa, era presente nel primo demo tape commercializzato da Eris Pluvia, intitolato “Pushing Together” e datato 1990. La copertina è come nell'originale, la pittura di Giovanni Romano intitolata “Aurora”.


Bonus CD
Eris Pluvia - Pushing Together (demo, MC 1990)
(fron Roberto archives)


TRACKLIST:


Other info about the tracklist:

“Going” that it will entitled “Rings of earthly light” in the same CD.
“Pushing together” that it will maintain the same title in CD “Rings of earthly light”.
“The last” “The way home” in CD “Rings of earthly light”
“Walking around suite“(recorded live) that it will come inserted partially in choral version in CD “The ancient veil” and the first part of this song will be published in the CD “I am changing with the new title “Chime of the times”

LINE UP:



E fu così che grazie all'intervento del nostro collaboratore Roberto, abbiamo tra le mani anche il primo demo registrato dagli Eris Pluvia nel 1990, autoprodotto e, a quanto si legge sul sito degli Ancient Veil, pubblicato su musicassetta in 150 copie. Contiene 4 brani, molto belli, in perfetto prog style, di cui uno registrato dal vivo a Genova nel 1990. La descrizione delle quattro tracce la trovate qui sopra e l'ho lasciata in inglese, così come era presentata sul sito.
E con questa bella rarità (tanto per non smentirci) si conclude il lungo doppio post dedicato agli Eris Pluvia e alla loro discografia completa. Dal 2019 il gruppo genovese non ha più dato notizie di sé e non sappiamo se ritornerà o meno in studio - speriamo di sì - con un nuovo lavoro. Io mi auguro che la conoscenza con questa band sia stata di vostro gradimento. Se volete, scrivetelo nei commenti. 
Buon ascolto.

Edmondo Romano

LINK Tales From Another Time (2019)
LINK 1991/1995 - Rings Of Earthly Light And Other Songs (2019)
LINK Pushing Together (1990)

Post by George - Music by George, Osel & Roberto

lunedì 12 gennaio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 100 - Blues Brothers Band live in Aosta, Discoteca "Divina", 10 maggio 1990 - In Memory of Steve Cropper (1941-2025 RIP)

 FIRST TIME ON THE WEB


Qualche giorno fa la rivista "Rolling Stone" ha pubblicato l'elenco dei musicisti scomparsi nel corso del 2025. Mi sono venuti i brividi. Praticamente se ne è andata una fetta consistente di una generazione di musicisti, quella dei nati tra il 1941 e il 1945 (ma anche dopo), oggi ottantenni. Alcuni di essi avevano poco a che fare con il rock - soul - jazz, altri invece facevano parte dei miti di una generazione (la mia, ad esempio). Ne cito alcuni che rappresentano solo una piccola fetta dei defunti: Ozzy Osbourne (cantante dei Black Sabbath), Sam Moore (del duo Sam & Dave), Garth Hudson (The Band), Marianne Faithfull, Roberta Flack, David Johansen (già front man dei New York Dolls), Dandy Bestia (chitarrista degli Skiantos), Mike Peters (Alarm), Sly Stone (uno degli eroi di Woodstock con la sua Family), Brian Wilson (il genio fragile dei Beach Boys), Ace Frehley (Kiss), Jack DeJohnette (tra i più influenti batteristi di jazz moderno, a lungo con Miles Davis), James Senese, Ornella Vanoni, Jimmy Cliff (tra i primi a portare il reggae fuori dalla Giamaica), Perry Bamonte (chitarrista e tastierista dei Cure), Jesse Colin Young, Danny Thompson (fondatore dei Pentangle), Chris Dreja (co-fondatore degli Yardbirds), Roy Estrada (bassista, con Mothers Of Invention di Frank Zappa, Little Feat, Magic Band di Captain Beefheart), Mick Abrahams (co-fondatore e chitarrista dei primi Jethro Tull e fondatore dei grandi Blodwyn Pig), Mike Ratldge (co-fondatore e tastierista dei Soft Machine), Joe Ely, Chris Rea. E' del 10 gennaio di questo nuovo anno l'annuncio della scomparsa del chitarrista e cantante dei Grateful Dead, Bob Weir. Penso che possa bastare. Per i musicisti italiani (e non solo) ci pensa puntualmente il nostro caro amico e maestro Augusto Croce a ricordarli, sul suo sito Italian Prog. Insomma, una vera e propria strage di grandi artisti.


Va detto che il nostro blog ha sempre reso omaggio ai musicisti scomparsi, siano essi italiani o stranieri, proponendo album o concerti live. Non tutti, ma in buona parte. Qualcuno compreso nel lungo elenco di cui sopra, verrà ricordato  prossimamente su queste pagine, come nel caso specifico di Steve Cropper, il leggendario chitarrista dei Blues Brothers (che ho omesso dal lungo elenco). Attenzione: siamo giunti al capitolo 100 della nostra rubrica dedicata ai concerti di artisti stranieri sul nostro patrio suolo. Per l'occasione ho estratto dal mio baule uno splendido concerto della Bues Brothers Band, da me registrato il 10 maggio 1990 nella Discoteca "Divina" di Aosta (che oggi non esiste più). Per la prima volta questo show viene pubblicato sul web. La registrazione è una audience di ottima qualità e Steve Cropper gioca la parte del leone. Passiamo ora alla tracklist. 


TRACKLIST CD 1:

01. Opening / Peter Gunn Theme
02. Band Introduction
03.Soul Finger
04.You Don't Know
05. She Caught The Katy
06. Hold On I'm Coming
07. The Thrill Is Gone
08. Sweet Home Chicago

TRACKLIST CD 2:

01. I Can't Turn You Loose
02.Raise Your Hand
03. 634-5789
04. Stand By Me
05. Knock On Wood
06. Soul Man
07.Alé-oo
08. Everybody Needs Somebody To Love


Due parole su Steve Cropper, detto "The Colonel" (ogni componente dei Blues Brothers aveva un soprannome), nato a Dora il 21 ottobre 1941 e deceduto il 3 dicembre 2025 a Nashville. Cropper, chitarrista, compositore e paroliere, è ricordato soprattutto per la sua militanza nella soul band Booker T. & the MG's (quelli di Green Onions), per la partecipazione al film di John Landis "The Blues Brothers" del 1980, al fianco di Dan Aykroyd e John Belushi e per la sua presenza costante nella Blues Brothers Band. Qui sotto la locandina del celebre cult movie.


Steve Cropper (ricordato anche da Frak-One nel corso di una sua recente trasmissione radiofonica) è uno dei musicisti che di più ha contribuito allo sviluppo del cosiddetto Memphis Sound. Ha lavorato principalmente per la Stax, celebre casa discografica rhythm e blues di Memphis (in concorrenza con la Motown) per la quale incideva anche Otis Redding. Tra i suoi pezzi più famosi: (Sittin' on) the Dock of the Bay e Respect scritte e prodotte in coppia con Otis Redding, In the Midnight Hour assieme a Wilson Pickett e Knock on Wood assieme a Eddie Floyd. Insomma, alcune tra le pietre miliari della soul music. Nel concerto aostano Cropper condivide il palco con altri mostri sacri della band quali i cantanti Eddie Floyd e Larry Thurston, il bassista Donald Dunn e il sassofonista Lou Marini. Gli altri musicisti vengono presentati ad inizio concerto, subito dopo "Peter Gunn Theme". Da ricordare che nel 1990, dopo il trionfale concerto dell'anno precedente al Festival Jazz di Montreux (dal quale venne tratto l'album "Live! In Montreux" pubblicato proprio nel 1990), la band tenne una serie di concerti in Italia e in Europa. Fortunatamente il tour toccò anche Aosta. Dopo questa prima performance del 1990,i Blues Brothers (vado a memoria), con formazione rimaneggiata, torneranno almeno un altro paio di volte in Valle d'Aosta. Questo concerto però rimane unico, memorabile, con una scaletta grandiosa che riprende tutti i principali successi del gruppo, chiudendo con l'immancabile "Everybody Needs Somebody To Love". cantata da Larry e Eddie. Purtroppo non ricordo i titoli di due brani che ho semplicemente indicato come "unknown". Mi volete aiutare ad identificarli? 


Qui mi fermo e qui lascio spazio alla musica. Buon ascolto,

LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George

venerdì 12 settembre 2025

Formula Tre - 1990 (CD 1990)

 

TRACKLIST:

01. Eppur mi son scordato di te - 4:29
02. Io ritorno solo - 4:16
03. Sole giallo, sole nero - 3:42
04. Nessuno nessuno - 4:15
05. Non è Francesca - 3:48
06. Sognando e risognando - 3:13
07. Il tempo di morire - 3:28
08. Questo folle sentimento - 3:06
09. Bambina sbagliata - 3:16


FORMAZIONE:

Alberto Radius - voce, chitarra, cori
Gabriele Lorenzi - tastiere, cori
Tony Cicco - voce, batteria, cori

Altri musicisti

Dino D'Autorio - basso
Mauro Gazzola - tastiere
Stefano Previsti - tastiere

Pubblico questo album della Formula Tre (si scrive anche Formula 3) per una serie di ragioni; la prima è dovuta all'assenza di "1990" dalla discografia del gruppo già pubblicata sulla Stratosfera (vi è la versione live ma non quella in studio); la seconda - se ben ricordo - è che questo album è stato richiesto di recente da un nostro amico frequentatore del blog; la terza e ultima è personale, visto che ho sempre avuto una grande ammirazione per la Formula Tre e questo album di remake mi piace particolarmente. L'album venne pubblicato nel 1990 (non ci si può sbagliare sulla data) dalla Numero Uno in formato vinile, musicassetta e CD. Ricordo brevemente che il trio si sciolse ufficialmente qualche mese dopo la pubblicazione de "La grande casa", del 1973. La reunion, con l'aggiunta di alcuni musicisti ospiti, avvenne proprio nel 1990, ben 17 anni dopo l'ultima registrazione. Nessuna nuova composizione, ma semplicemente il rifacimento di brani già noti, attinti dal loro repertorio, registrati allo Studio Radius di Milano. Nello stesso anno La Formula Tre partecipò al Cantagiro con "Non è Frabcesca" e fu ospite in alcune trasmissioni televisive. 


Tutte le canzoni sono firmate dal duo Mogol-Battisti, fatta eccezione per Bambina sbagliata che è di Radius, Gabriele Lorenzi, Marva Jan Marrow, Mogol e Tony Cicco. Da notare che è presente per la prima volta in un album della Formula Tre, il brano "Il tempo di morire" di Lucio Battisti.
Di seguito le copertine interne del vinile.



Concludo: vi sono amici che nei commenti segnalano giustamente che alcuni album postati, tra cui questo, sono presenti su alcune piattaforme on line quali YT o Spotify. Verissimo. Ma una cosa è l'ascolto sul Pc altra cosa è, a mio modesto avviso, raccogliere i file con le copertine e le immagini in una cartella da conservare nei nostri archivi personali, se non, per gli appassionati, realizzare un CD audio. Poi ognuno faccia naturalmente quel che vuole. E' tutto. Buon ascolto



Post by George

lunedì 4 agosto 2025

Arcansiel - Four Daisies (pubblicato nel 1988 - versione CD del 1990)

 

TRACKLIST:

01. Un arc dans le ciel (6:05)
02. Four Daisies (9:03)
03. Evelyn (8:28)
04. When You're Right (11:38)
05. Stories Of A Lake (5:21) - bonus track on CD


FORMAZIONE:

Marco Galletti / tastiere, voce
Claudio Baretta / chitarra
Piero Zancanaro / sassofono, clarinetto
Nico Clerici / basso
Gianni Lavagno / batteria


Prima apparizione degli Arcansiel sulla Stratosfera e primo album registrato dal gruppo alessandrino. Ringrazio il nostro collaboratore Roberto per l'invio dei file (che ho tenuto - mea culpa - in archivio per troppo tempo). Roberto, alla stregua di altri collaboratori storici, sta inviando del materiale decisamente  interessante e poco conosciuto che vale la pena pubblicare e condividere. Credo proprio che torneremo sugli Arcansiel nei prossimi mesi, sia perché si tratta di un gruppo che amo molto, sia perché ho ancora negli hard disk alcuni lavori da proporvi (inviatimi dall'amico Marco Osel un po' di lune fa). Grazie anche a te, Marco, per l'enorme lavoro che stai facendo. Conclusi i giusti ringraziamenti caliamoci nella biografia degli Arcansiel. E qui, wikipedia viene in mio aiuto.


Fondato nel 1986 dal tastierista e cantante Marco Galletti, il gruppo (con base nella provincia di Alessandria) ha debuttato sul panorama musicale con la produzione di Galletti, il disco "Four Daisies" nel 1988, seguito da "Stillsearching" nel 1990 sotto l'egida della storica etichetta Contemporary Records di Firenze. La carriera di Galletti con la band si conclude nel 1990, anno in cui decide di intraprendere una carriera solista con l'album "Boxes For Foxes", lasciando il posto a Paolo Baltaro che diventa anche l'autore e il produttore delle future produzioni del gruppo, segnando l'inizio di una nuova era con il disco "Normality of Perversion" nel 1994, pubblicato da Mellow Records.

back cover LP

Nel 2004, la formazione degli Arcansiel, guidata da Paolo Baltaro alla voce, tastiere e basso, affiancato da Gianni Opezzo alla chitarra, Sandro Marinoni al sassofono, Barbara Rubin al violino e ai cori, e Diego Marzi alla batteria, ha dato vita a "Swimming In The Sand (The Best of 1988-2004)" sotto l'etichetta Musea Records. Questo lavoro si presenta come una raccolta unica, che ripropone tracce precedentemente rilasciate in una nuova veste sonora, arricchita dall'aggiunta di una traccia inedita intitolata "Swimmer in the Sand". La vita concertistica della band, che ha visto la partecipazione attiva sia in Italia che in Europa, attraversando una varietà di contesti lungo gli anni, ha raggiunto un punto di sosta nel 2007, segnato dall'esibizione come headliner al Progfarm Festival a Bakkeveen, nei Paesi Bassi.


Parallelamente, alcuni membri del gruppo hanno esplorato nuovi orizzonti musicali attraverso progetti distinti quali Società Anonima Decostruzionismi Organici, Mhmm, e The Pillheads, segnando così la continuazione della loro espressione artistica in ambiti musicali diversificati. Dopo una pausa di vent'anni dall'ultimo album e un significativo rinnovamento della formazione, che vede ora solo uno dei membri fondatori, Gianni Lavagno, gli Arcansiel tornano con il loro quinto album “Hard Times” pubblicato nel 2024 e distribuito dall’etichetta discografica Ma.Ra.Cash Records. Questo nuovo capitolo è frutto della collaborazione tra la triade Lombardo-Sorella-Valvo, che ha sapientemente intrecciato le proprie radici culturali nelle composizioni dei quattro brani che delineano l'album."

Marco Galletti

La prima stampa di "Four Daisies", in versione LP, risale al 1998 (etichetta Arcansile) e conteneva solo i primi 4 brani. Nel 1990 l'album venne ristampato dalla Contempo Records sia in vinile che in CD, entrambi con "Stories of a Lake" come traccia bonus. Discogs riporta anche una versione LP (1992, etichetta Contempo) destinata al solo mercato della Corea del Sud. Questo debut album, caratterizzato da lunghe parti strumentali, dominate dall'onnipresente organo di Marco Galletti e dagli arpeggi/assoli di chitarra di Claudio Baretta, traccia una linea piuttosto precisa sui futuri sviluppi del suono della band che troveranno completa maturazione nelle prove successive. Il disco non è sicuramente una pietra miliare nel panorama del neo prog italiano (da sottolineare la scelta di cantare tutti i brani in inglese, approfittando della bella voce del leader), ma denota la volontà di sintetizzare l'ispirazione fornita dai maestri del passato (Camel, Genesis, Marillon) con il gusto della novità e della creatività (ricordo che siamo nel 1988). Un lungo commento sull'album da parte di Marco Galletti (non perdetevelo perché si tratta di un indispensabile approfondimento) lo potrete trovare qui, sul sito "Arlequins". Sullo stesso sito è pubblicata una intervista allo stesso Marco Galletti curata da Marco Del Corno (qui).
Bene, l'opera prima si chiude qui. Prossimamente troveranno spazio anche gli altri album (escluso ovviamente il troppo recente "Hard Times"). Ancora un grazie a Roberto e voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Roberto

giovedì 15 maggio 2025

Serie "Just One Record" - Cafewien - Terrae Motus (1993)


TRACKLIST:

01. Golem - 5:31
02. La sfera di Itten - 5:16
03. Aspettando le rose - 5:47
04. Cafewien - 9:35
05. La notte dei cristalli - 4:46
06. John Keating - 5:26
07. Elementi - 6:15
08. Senegal - 6:00


FORMAZIONE:

Roberto Cosimi: tastiere
Bruno Comanduli: chitarre
Maurizio Dell'Olio: basso
Giancarlo Dossena: batteria
guest
Tino Tracanna: sax tenore & soprano


Ringrazio subito l'amico Roberto, oramai entrato a fare parte della schiera dei collaboratori della Stratosfera, per l'invio dei file e la condivisione di questo ottimo album di prog-fusion (se proprio vogliamo etichettarlo). "Terrae Motus" venne pubblicato dalla Mellow nel 1993, anche se le registrazioni vennero effettuate a Cremona nel 1990. Purtroppo le informazioni riguardanti questo ottimo quartetto, o meglio quintetto, se includiamo il sassofonista Tino Tracanna, sono praticamente inesistenti. Come cercare un ago nel pagliaio. Qualche stringata notizia appare sul sito del bassista Maurizio Dell'Olio dove si legge quanto segue:
"Terrae Motus è l’unica testimonianza del lavoro di accurata ricerca musicale ed espressiva effettuata dal gruppo cremasco CAFEWIEN, composto da Maurizio Dell’Olio al basso elettrico - Giancarlo Dossena alla batteria - Bruno Comanduli alla chitarra elettrica e Roberto Cosimi alle tastiere. Si tratta di un prodotto alquanto interessante che spazia tra il Rock Progressive e la Fusion, anche se  il lavoro in studio non rende il giusto merito alle notevoli capacità tecniche ed espressive raggiunte dal gruppo nelle esibizioni live".



Questo è quanto. Devo dire che le otto tracce, ovviamente tutte strumentali, rimandano non poco a Venegoni & Co. o ad altri gruppi ruotanti nell'orbita degli Arti e Mestieri, giusto per avere un punto di riferimento. Sono certo che la massima espressione l'abbiano fornita nelle esibizioni  live, come riportato da Dell'Olio. Purtroppo questa è l'unica testimonianza sonora dei Cafewien (al di là della presenza di un brano già edito nella compilation "Accordo" del 1994, insieme ad altri gruppi cremaschi), un album di grande spessore che soddisferà i palati più raffinati. Dopo la registrazione di questo disco con i Cafewien, Maurizio Dell'Olio ha proseguito nella sua carriera solista con altri lavori e varie iniziative. Informazioni accurate le troverete sul suo sito (qui) dal quale ho anche recuperato le foto d'archivio dei Cafewien risalenti al 1990. Con questo è tutto. Un ultimo ringraziamento a Roberto e a voi tutti auguro il consueto buon ascolto.



Post by George & Roberto

sabato 14 gennaio 2023

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 80 - In Memory of Jeff Beck (1944-2023 R.I.P.)


PART 1 - PREFAZIONE by GEORGE
Il mondo della musica internazionale ha appena dato l'addio ad uno dei suoi "maestri". Il leggendario chitarrista Jeff Beck è morto il 10 gennaio a 78 anni, stroncato da un'improvvisa meningite batterica, come ha spiegato il suo staff su Instagram, chiedendo di rispettare la privacy della famiglia in un momento così difficile da affrontare. Praticamente tutte le teste giornalistiche nazionali e internazionali hanno ricordato il triste evento e la figura del grande chitarrista. Anche noi, nel nostro piccolo, in punta di piedi, vogliamo ricordare questo mostro sacro. Lo facciamo, come d'abitudine, proponendo due suoi concerti italiani. Purtroppo chi vi scrive non ha amai avuto l'occasione di assistere ad un suo concerto, ovviamente non per mancanza di volontà. Probabilmente alcuni di voi avranno invece avuto il piacere di vederlo e ascoltarlo. Vi invito fin da subito a scrivere le vostre memorie nei commenti. 


Per ripercorrere la pluridecennale carriera musicale del chitarrista inglese, occorrerebbe un volume di alcune centinaia di pagine. Ripercorrerò solo i momenti salienti ad iniziare dalla metà degli anni '60, quando nel 1965 fece il suo ingresso negli Yardbirds in sostituzione di Eric Clapton, volato alla corte di John Mayall. Con la band di Keith Relf e soci inciderà brani storici del calibro di "For Yout Love" e "Shapes Of Things" e quella memorabile pietra miliare che fu l'album "Over Under Sideways Down", anche conosciuto come "Roger The Engineer". Nel 1967, dopo un anno di coabitazione nel gruppo con Jimmy Page, Jeff se ne andò e Page restò il solo chitarrista degli Yardbirds. Dopo la breve parentesi New Yardbirds, Page formò i Led Zeppelin. Ma questa è un'altra storia. Risale al 1966 la prima apparizione live di Jeff Beck in Italia, seppur ridotta a presentare due brani all'interno del Festival di Sanremo. Ne riparleremo più avanti.

Gli Yardbirds a Sanremo nel 1966

Conclusa l'esperienza Yardbirds fu la volta di un'altra leggenda, il Jeff Beck Group, insieme a Rod Stewart (voce), Ron Wood (basso), Nicky Hopkins (piano) e Mick Waller (batteria). Questa formazione inciderà due album leggendari, Truth (1968) e Beck-Ola (1969). Hard rock allo stato puro. A cavallo tra gli anni '60 e '70 si diffusero, sulla scia dei Cream, i cosiddetti power trio. Jeff Beck non fu da meno: insieme ai due ex Vanilla Fudge, Tim Bogert (basso) e Carmine Appice (batteria) diede vita ai Beck, Bogert & Appice. La produzione musicale si ridusse a due album pubblicati nel 1973, uno in studio, l'altro dal vivo in Giappone. 

Jeff Beck Group 1968

Beck, Bogert & Appice 1973

Dal 1975 prende inizio la sua lunga e articolata carriera solista, in alcuni momenti al fianco di altri musicisti, come nel caso di Jan Hammer (ex Mahavishnu Orchestra), ma furono esperienze di breve respiro. Le collaborazioni si contano a decine. Fra le più significative quelle con Jon Bon Jovi, Roger Waters, Carlos Santana, ZZTop, Brian May, David Bowie. 
Così scrive "La Gazzetta.it" il giorno dopo la sua scomparsa:
"La sua musica ha sempre spaziato, passando dall'hard rock, al fusion, al pop ma con di base un approccio blues. In un incidente d'auto si frattura il cranio negli anni '70 ma senza conseguenze sulla sua carriera. Nel 1975 le cronache segnalano il suo grande rifiuto ai Rolling Stones quando Jagger e Richards gli chiesero di sostituire Mick Taylor. "Sarei diventato ricco, ma sono felice" il commento di Beck. Negli anni '80 a causa dell'acufene che lo tormentava, la sua produzione cala drasticamente. Nel 1985 l'album "Flash" rappresenta una svolta nella sua musica per la presenza di brani pop guidati dalla voce. In epoca più vicina a noi i suoi album sono pochi e si era sempre più ritagliato un ruolo da gran maestro, chiamato magari ad affiancare altri artisti, a colorare brani di altri con le sue sfumature. Nel 2022 ha partecipato a un tour con Johnny Depp, con cui ha realizzato l'album "18" con brani originali di Depp e cover di altri artisti. La sua musica è l'eredità che ha lasciato al mondo intero". 

Jeff Beck con la sua fedele Fender

PART 2 - I RICONOSCIMENTI
Nel corso di oltre 50 anni di carriera musicale Jeff Beck ha vinto 8 incredibili Grammy Awards, è stato citato da Rolling Stone tra i "100 più grandi chitarristi di tutti i tempi" ed è stato inserito due volte nella Rock & Roll Hall of Fame – una volta come membro degli Yardbirds e un’altra come artista solista. Nell'estate del 2016 Jeff Beck ha celebrato i suoi cinque decenni di musica con uno straordinario concerto alla celebre Hollywood Bowl che è poi divenuto Jeff Beck: Live At The Hollywood Bowl, un album e un film. Alla nutrita produzione discografica si sono affiancate centinaia di esibizioni live. 
E qui entra in gioca la terza parte di questo "special post", ovvero i tour italiani. 


PART 3 - I TOUR ITALIANI
Jeff Beck solcò il suolo italico più volte nel corso della sua carriera musicale. Se vogliamo fare i "precisini" la prima volta in assoluto fu con gli Yardbirds, come prima ricordato, nel 1966. Non si trattò di un tour ma di una semplice apparizione al Festival di Sanremo. Allora, se vi ricordate, veniva invitato un ospite straniero a proporre lo stesso brano di un cantante italiano. E così ai poveri Yardbirds toccò una versione di "Pafff...Bum!" in coppia con Lucio Dalla. Per la precisione gli Yardbirds fecero due apparizioni a Sanremo, la prima il 27 gennaio, la seconda il 28. Suonarono dal vivo 2 brani: nella prima serata la già citata "Pafff...Bum!" seguita da "Questa volta", nella seconda serata gli stessi brani ma in ordine inverso (Questa volta aveva un testo più esteso). Ovviamente i due brani vennero cantati in italiano. La storica formazione era composta da Jeff Beck (chitarra solista), Chris Dreja (chitarra ritmica), Keith Relf (voce), Jim McCarty (batteria) e Paul Samwell-Smith (basso). Nello stesso anno venne pubblicato, solo per il mercato italiano, un 45 giri con questi due brani. Qui sotto la copertina.


Di seguito i file con i brani tratti dalle due esibizioni sanremesi. Al di là di questa apparizione, gli Yardbirds non vennero mai a suonare in Italia.

TRACKLIST
01. Pafff...Bum! / Questa volta (27 gennaio 1966 - prima serata)
02. Questa volta (con testo esteso) / Pafff...Bum! (28 gennaio 1966 - seconda serata)


Jeff Beck con l'amico Mick Jagger

Ho cercato di ripercorrere i tour italiani di Jeff Beck consultando i vati tour gigs presenti sul web, ma ritengo che ci siano parecchi margini di errore. Non prendete tutto peroro colato. Il primo vero concerto del chitarrista in Italia dovrebbe essere datato 1989, quando fu ospite del Pistoia Blues Festival. Va detto che Beck partecipò a numerose edizioni del Festival, per la precisione nel 1998, nel 2001 e nel 2007. Nel 1990 vi fu il primo vero tour, non molto lungo a dire il vero, in quanto durò solo 3 giorni, dal 23 al 25 aprile e toccò Milano, Lido di Camaiore e Roma. Possiedo la registrazione del concerto di Milano, ma non sono certo della sua autenticità. Quindi ho deciso di non postarlo onde evitare di propinarvi una possibile fake. Jeff Beck tornerà in Italia 7 anni dopo, nel 1997, per un solo concerto a Salerno, il 23 luglio, nell'Arena del Mare. 

Jeff Beck al Pistoia Blues Festival nel 2001

L'anno successivo, nel 1998, Jeff Beck e il suo gruppo vennero in Italia per ben 11 date, dal 13 al 26 luglio (sempre nei estivi per favorire i concerti all'aperto) partecipando anche al Pistoia Blues Festival (17 luglio). Le altre tappe, che toccarono molte regioni italiane, furono Roma (13), Genova (14), Milano (15), Como (18), Sarnico (19), Catania (21), Salerno (23), Tarquinia (24), Arbatax (25) e Desenzano (26). Da questo tour è tratto il concerto di Como che vi propongo nella parte successiva, dedicata al live show. Il 2001 lo vedrà presente per due sole date: il 6 luglio all'Idroscalo di Milano, il 17 luglio al solito Pistoia Blues. Proseguendo negli anni 2000, Jeff Beck tornerà in Italia nel 2007 (Pistoia Blues), 2009 (Viareggio), 2010 (2 date il 12 e 13 luglio, Roma e Lucca Summer Festival, quest'ultimo qui proposto), 2011 (Castello Sforzesco di Vigevano), 2018 (3 date dal 23 al 25 giugno, ovvero Vittoriale di Gardone Riviera, Rock in Roma e Stupinigi-Torino). Arriviamo così all'ultimo tour italiano di Jeff Beck, quello dello scorso anno, dal 17 al 21 luglio 2022, insieme all'amico Johnny Depp (alla chitarra e voce). La strano coppia si esibì a Perugia per l'edizione 2022 di Umbria Jazz, nuovamente al Vittoriale di Gardone, al Pordenone Blues Festival e per finire a Cattolica. Sul tubo troverete molte testimonianze di questi ultimi show.

Attenti a quei due: Jeff Beck e Johnny Depp

PART 4 - I LIVE SHOW
E ora, dopo questi antipasti, non ci resta che passare al piatto forte rappresentato dai due concerti. Ho scelto due show distanti 12 anni l'uno dall'altro: il primo è stato registrato a Como il 18 luglio 1998 ed è una discreta registrazione "audience", mentre il secondo raccoglie l'intera esibizione al Lucca Summer Festival il 13 luglio 2010, trasmesso in diretta da Rai Radio 2.  

Jeff Beck - Live in Como, 18 luglio 1998


TRACKLIST (album wrap):

01. What Mama Said (aka New Tech)
02. Savoy
03. Star Cycle
04. Even Odds
05. Sending Sweets
06. Big Block
07. Orbit
08. Manic Depression
09. Psycho Sam (aka Arab Hoot)
10. Brush With The Blues
11. Angel (Footsteps) (aka La Veranese)
12. Led Boots
13. Blue Wind / Crowd / Band Intros
14. Where Were You
15. Sling Shot


LINE-UP

Jeff Beck - guitar
Jennifer Batten - guitar ang guitar synthesizer
Randy Hope taylor - bass 
Steve Alexander - drums


Nel 1990 Jeff Beck tornò in Italia per intraprendere il suo primo vero tour. L'anno precedente, come già ricordato, tenne un solo concerto al Pistoia Blues Festival. In questa prima tranche, il tour toccò solo tre località, tra queste Como. Beck si fece accompagnare da altri tre musicisti, tra i quali la bravissima Jennifer Batten alla chitarra synth. Il concerto, della durata di oltre 73 minuti, si apre con la potente cavalcata di "What Mama Said". "Savoy", da "Guitar Shop" del 1989 rimane saldamente ancorata sui sentieri di un grande hard rock, Non manca l'omaggio a Hendrix con "Manic Depression" e qualche torrido blues a condire un concerto muscolare, di grande potenza, che vede un Jeff Beck in forma smagliante. Pubblico entusiasta, ma su questo non avevamo dubbi. 


Jeff Beck - Lucca Summer Festival 2010 - Piazza Napoleone, Lucca, 13 luglio 2010 (FM broadcast)


TRACKLIST (album wrap):

01. Radio Introduction
02. Eternity's Breath
03. Stratus
04. Led Boots
05. Hammerhead
06. Mna Na Eireann
07. Rhonda's jam
08. Rollin' and Tumblin'
09. People Get Ready
10. Big Block
11. I Want To Take You Higher
12. A Day In The Life
13. encore break
14. Nessun Dorma
15.  Outro and Goodbye  1.53

Bonus track
16. Jeff Beck & ZZ Top - La Grange

ZZ Top & Jeff Beck - La Grange

LINE-UP

Jeff Beck - electric guitar
Rhonda Smith - electric bass and vocals
Jason Rebello - keyboards
Narada Michael Walden - drums and vocals


Esistono parecchi bootleg di questo grande concerto di Jeff Beck al Lucca Summer Festival edizione 2010, come dimostrano le due copertine qui pubblicate. Quella che vi propongo è invece la registrazione diretta mandata in onda da Rai Radio 2 la sera del 13 luglio. La qualità sonora è perfetta, anche se il concerto è, per così dire, "sporcato" dalle voci dei conduttori  quali, però, sono stati molto parsimoniosi a livello di interventi. Anzi, alcuni commenti sono di aiuto per conoscere i brani e le varie fasi dell'esibizione, Accompagnano Jeff Beck una squadra di musicisti di altissimo livello, tra i quali spicca la bassista Rhonda Smith, una vera virtuosa dello strumento, già alla corte di Sheila E e Prince, e il celebre batterista Narada Michal Walden, già componente della seconda incarnazione della Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin e collaboratore di musicisti e gruppi del calibro di Chick Corea, Jaco Pastorius, Wayne Shorter, Weather Report. Da segnalare, all'interno della scaletta, una particolare versione della beatlesiana "A Day In The Life" e il bis costituito da un struggente versione strumentale di "Nessun dorma", quale grande omaggio all'Italia. Conclusa l'esibizione di Beck, non molto lunga a dire il vero, salirono sul palco di Lucca i ZZ Top (altro memorabile concerto). Alla fine della serata ZZ Top e Jeff Beck si trovarono insieme sul palco per una spettacolare versione di "La Grange". La troverete come bonus track (in quanto non inclusa nel bootleg). 

Rhonda Smith

Narada Michael Walden

PART 5 - POSTFAZIONE by GEORGE
Siamo giunti al termine di questo lungo omaggio al leggendario Jeff Beck. So di aver volutamente tralasciato molti aspetti della sua lunga carriera ma, come ho scritto all'inizio, ci sarebbe volute decine di pagine. Speriamo veramente di non dover più realizzare post "in memoria", almeno per un po'. Vi ringrazio per la lettura delpost e per gli eventuali commnete che vorrete lasciare (sempre graditi) e vi auguro buon ascolto.

Ciao grande Jeff. Non ti dimenticheremo


LINK Live in Como 1998
LINK Lucca Summer Festival 2010

Post by George