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lunedì 18 maggio 2026

Runaway Totem - Viaggio Magico (Live, 2 CD, 2014)

 

TRACKLIST CD 1:

01. Mongolian Voyage / Cucamonga Valley (Frank Zappa tribute) - 14:44
02. Mozambico - 14:18
03. Jaipur la Città Rosa - 12:54

TRACKLIST CD 2:

01. Segreto tra le mura - 12:32
02. Ganesha Puja - 13:40
03.TAT L'albero cosmico - 19:12



MUSICISTI:

Roberto Gottardi - chitarra, synth, effetti elettronici, voce in TAT
Giuseppe Buttiglione - basso, Fretless bass
Germano Morghen - batteria, tastiere in TAT
Raffaello Regoli - voce (diplofonica), marranzano
Antonella Bertini - voce (diplofonica)


Un doppio album registrato dal vivo il 4 maggio 2013 al Teatro Sociale Gustavo Modena di Mori, in provincia di Trento, pubblicato nel 2014 dalla Lizard. Questo secondo live realizzato dalla band trentina (il primo era "Ai cancelli dell'ombra" del 2010, contenente registrazioni del 1994) ha il pregio di raccogliere tutta la forza e la capacità creativa dei Runaway Totem del secondo periodo. La dimensione live evidentemente si addice loro: dai solchi esce un suono acido fino al midollo, degno del miglior Frank Zappa e delle sue Mothers, un suono erede del grande rock psichedelico californiano di fine anni '60, quello portato sui palcoscenici da Grateful Dead, Seeds, Electric Prunes. Ma non basta: i cinque musicisti miscelano folk, world music, rock jazz e progressive ricavandone un suono decisamente unico e originale che per ceri versi si avvicina a quello dei Magma o dei primi Amon Duul. Personalmente, per tutte queste caratteristiche, privilegio il CD 1, con gli inediti. Come potete vedere nella tracklist vi sono solamente sei tracce in tutto, ma di notevole lunghezza. TAT l'Albero Cosmico supera addirittura i 19 minuti. Non possono mancare due parole sulle voci diplofoniche di Raffaello Regoli (cantante dei Cormorano) e Antonella Bertini, usate come uno strumento, emuli della scuola di Demetrio Stratos. 


Vi riporto alcune parti della recensione, molto interessante, scritta da Giovanni Cara e pubblicata su "Arlequins".
"Seconda sostanziosa tappa live per gli storici Runaway Totem, ad oggi una delle formazioni più durevoli e prolifiche della nuova ondata progressiva italiana: “Viaggio Magico” inteso come una rivisitazione della storia dei Runaway Totem attraverso diverse tappe, ma anche come un tributo al compianto Claudio Rocchi. La vena cosmica e psichedelica dei Runaway Totem continua infatti ad essere rigogliosa nelle sue sfumature profumate d’incenso ed oriente… Se è vero che l’identità “gotico spaziale” della loro prima fase, com’era anche testimoniata sul primo eccellente disco live è ormai in buona parte andata perduta, quella più autenticamente progressiva e freak rimane ancora viva e pulsante. 
+

 La prima parte del concerto è riservata specialmente alle due composizioni inedite, “Mongolian Voyage/Cucamonga Valley” e “Mozambico”, brani che mettono in risalto l’organicità orchestrale dei Runaway Totem e la loro capacità evocatrice di mondi sonori che attraversano le distanze e lo spazio con un linguaggio musicale obliquo e contaminato, dalle sterminate steppe mongole al territorio zappiano della Cucamonga Valley dove Gottardi si esibisce in un lungo ed acido assolo di chitarra degno di “Hot Rats”. Il feeling tribale e mistico si colora anche delle tinte zeuhl fusion ma anche di variazioni ed improvvisazioni vocali free form e diplofoniche vicine alle esplorazioni di Demetrio Stratos, di cui era amico ed allievo proprio Raffaello Regoli. 


La poliritmia world fusion di “Mozambico” profuma ancora di Magma e si espande fluidamente nei territori space-rock cari ad Ozric Tentacles e Gong. E’ interessante notare come i tre brani del repertorio tratto dall’ultimo disco in studio “Affreschi e Meditazione” abbiano trovato la dimensione ideale proprio in concerto, come nella jam etno-fusion indiana di “Jaipur La Città Rosa”, vicina agli Shadowfax più esotici, e nella devota improvvisazione mistica di “Ganesha Puja” in cui possiamo apprezzare la precisa profondità sonora del basso di Buttiglione e le penetranti stratificazioni sonore dei synths di Gottardi, melodie liquide sulla scia di certe sperimentazioni ambient di Steve Hillage". 
In conclusione ricordo che i Runaway Totem hanno alle spalle una storia piuttosto lunga, iniziata a Riva del Garda nel 1988 da un'idea del polistrumentista Roberto "Cahal" Gottardi. L'intento era quello di esplorare tematiche mistiche, filosofiche ed esoteriche attraverso la musica. Il nome stesso simboleggia la "fuga dal totem", ovvero il rifiuto dei dogmi. La lunga discografia parte dal 1991 e si snoda attraverso ben 16 album fino al 2025. Non so cosa stia bollendo in pentola nell'anno in corso ma non è da escludere un nuovo lavoro. Intanto gustiamoci questo ottimo live. Buon ascolto.


LINK (2 CD)

Post by George

lunedì 1 settembre 2025

Delirio Sonoro - Delirio Sonoro (CD, 1992)


TRACKLIST:

01. Intro: The Dream (7:03)
02. Strange Fruit (3:05)
03. Emily (9:14)
04. Tyrannical Rule (6:50)
05. Maoam (7:11)
06. Dark Father (4:46)
07. She Snapped the Stick Over Her Knee (3:46)
08. The Bonny Earl of Murray (5:38)
09. Emily Theme (3:43)


FORMAZIONE:

Roberto Cruciani - basso
Alessandro Piscini - chitarra
Saulo Chiaramoni - voce
Daniele Santini - batteria, percussioni, computer, tastiere, voce

con
Antonio Pirolli - chitarra (track 3)
Cristiano Michelangeli - voce (track 2)


Ancora un gruppo proveniente dal cosiddetto "sottobosco musicale", alle prese con il loro primo album, omaggio freschissimo da parte del nostro collaboratore Osel. Grazie per farci scoprire questi gioiellini nascosti. I Delirio Sonoro si formarono nel 1991 per volontà di Roberto Cruciani (basso), Alessandro Piscini (chitarre), Saulo Chiaramoni (voce) e Daniele Santini (batteria, percussioni, computer, tastiere, campionamenti, nastri, voce). Il loro primo lavoro fu quello di riarrangiare e registrare le composizioni precedentemente realizzate da Chiaramoni e Santini, che furono pubblicato nel 1992 come album di debutto della band. Questo primo lavoro, intitolato semplicemente Delirio Sonoro, venne pubblicato nel 1992 inizialmente come musicassetta autoprodotta (qui sotto troverete le copertine) e successivamente stampato in CD dalla piccola etichetta italiana TIBProd, specializzata in musica elettronica, rock psichedelico e space rock. 


I Delirio Sonoro realizzarono altri due album, "Bottiglie e tempo" (1996) e, dopo alcuni cambi di formazione, "Atto Terzo" (2009). Ma non finisce qui: al fianco di queste registrazioni ufficiali in studio vennero pubblicate tre compilation, una nel 2008 e due nel 2018, contenenti anche alcuni inediti. Una discografia quanto meno strana. Fin da questo primo album i Delirio Sonoro si avvicinano ai suoni psichedelici, ad iniziare da quelli degli Hawkwind, lasciandosi alle spalle il progressive e altri generi affini. Un ruolo di primo paino lo gioca la chitarra di Alessandro Piscini, che cesella ogni brano con assoli contorti e raffinati. Tranne un brano decisamente debole e noioso (Emily), il resto del CD rimane su livelli decisamente alti. Un album bello e coinvolgente.
Ed ora, chiusa questa lunga parentesi dedicata al new prog e affini ci ritufferemo per qualche tempo sui grandi classici, gruppi e singoli musicisti (compreso qualche bel concerto live), in modo tale da favorire l'alternanza tra passato e presente. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Osel

domenica 23 aprile 2023

Chetro & Co. - 1968 - Danze della sera (45 giri) - RE-POST


TRACKLIST:

01. Danze della sera (Suite in modo psichedelico) - lato A
02. Le pietre numerate - lato B


A seguito della richiesta di re-post lasciata nei commenti da parte di un nostro amico, mi accingo volentieri a riscoprire  questo gioiellino di stampo psichedelico, targato Chetro & Co. e pubblicato dall'etichetta Parade nel 1968. Si tratta dell'unico prodotto discografico da parte di questo duo formatosi a Roma nel corso degli anni '60.  


Riporto qui di seguito il testo di Augusto Croce, come sempre preciso e dettagliato, così come pubblicato sul sito "Italian Prog":

"Se Dedicato a... delle Stelle di Mario Schifano o Ad Gloriam delle Orme sono considerati i migliori album di psichedelia di produzione italiana, di certo Danze della sera di Chetro & Co. è tra i migliori singoli psichedelici mai realizzati in Italia. Questo duo di Roma ha realizzato solo questo 45 giri per la piccola etichetta Parade nel 1968 con una splendida copertina apribile in più parti, e, così come Le Stelle avevano nell'artista Mario Schifano il loro supporter più importante, Chetro & Co. vennero assistiti dal regista Pier Paolo Pasolini, i cui versi (da una poesia chiamata Notturno) vennero usati come testi per Danze della sera.





Danze della sera e Le pietre numerate vedono i due musicisti aiutati dal bassista Gianni Ripani e dal batterista Gegè Munari ed entrambi contengono particolari sonorità di strumenti ad arco e a fiato, che danno origine ad un unico stile ipnotico di derivazione orientale. Entrambi i componenti del duo comparvero anche sull'unico album di Leone Tieri nel 1970 (NDR - già postato sulla Stratosfera tempo fa, ma con link inattivo). Il chitarrista Gianfranco Coletta suonò con i fratelli Vittorio e Gianni Nocenzi nella primissima formazione del Banco del Mutuo Soccorso, e suona ancor oggi con Gli Alunni del Sole. Coletta e De Carolis suonarono anche con La Stanza della Musica sull'omonimo LP del 1978, un album che mescolava poesia e musica prevalentemente acustica".


Avrete notato che tra gli strumenti utilizzati da De Carolis troviamo la violaccia, un particolare strumento ad arco inventato dagli stessi Chetro & Co,, piuttosto simile alla gironda, strumento utilizzato dai trovatori nel corso del Medioevo. Lo strumento è ben descritto nella back cover. 
A questo punto riterrei opportuno, magari nelle prossime settimane, continuare i ripescaggi di questi piccoli capolavori della psichedelia italiana di fine anni '60, iniziando proprio da quel leggendario disco delle Stelle. Alla prossima.



Post by George

mercoledì 15 gennaio 2020

Dono Celeste - 1999 - So Linger


TRACKLIST:

01. Cold Day
02. Obsessional Soul
03. Narcotic Swaying
04. Aloofness (Third Part)
05. L. August
06. Tripping Man
a) Schizoid Child
b) Dear People
c) Light Of Heaven


FORMAZIONE

Antony Graham Milner - vocals
Ignazio Serventi - acoustic, classic, electric & 12 strings guitars
Alessandro Buzzi - drums & percussion
Enrico Ghezzi - piano, mini-moog, tape-loops, sampler


Splendido e unico album, pubblicato dalla Mellow nel 1999, da parte del Dono Celeste, "So Linger" è una sapiente miscela di suoni prog e psichedelici, con ampi richiami ai Pink Floyd più sperimentali, specie gli ultimi tre brani del disco, con dissertazioni nella cosmic music nelle prime tracce. Un gioiellino dimenticato che vogliamo riscoprire per originalità e creatività. Purtroppo non ha mai ricevuto le giuste attenzioni da parte del pubblico, se non da una ristretta cerchia di appassionati. 
Ecco cosa è stato scritto sul blog "Rottersclub.net" a proposito di "So Linger".

"Il disco si sviluppa attraverso sei composizioni eteree, dai toni molto riflessivi, che si riallacciano a sonorità vicine allo space-rock, ai corrieri cosmici tedeschi, sfiorando la new-age ed avvicinandosi anche a quel post-rock che cominciava a farsi notare alla fine dei nineties. Melodie indolenti, tappeti tastieristici ipnotici, arpeggi di chitarra delicati e ritmi compassati sono le caratteristiche che permeano "So Llinger" e che lo rendono così unico, così inclassificabile, così pieno di intuizioni. Anche quando si punta sulle chitarre elettriche, come in Obsessional soul, si avverte sempre una vena elegiaca, in parte discendente dalle visioni dei Pink Floyd di Echoes. In altre situazioni, si può persino intravedere un'anticipazione di quanto stavano per fare i Sigur Ros con Agaetis Byrjun, come si può notare chiaramente in Narcotic Swaging, una sorta di lenta sinfonia dalle atmosfere incantate e malinconiche"


"Se si entra in sintonia con il sound bucolico e tranquillo proposto dai Dono Celeste, si rimane inevitabilmente intrappolati e si viene assaliti da magnifiche emozioni. Non certo adatto a chi cerca quel prog roboante fatto di innumerevoli cambi di tempo e di tastiere superclassicheggianti, né a chi si esalta con le avanguardie legate al prog, So Linger è un grandissimo album che dimostra come la seconda metà degli anni '90 abbia visto in Italia il sorgere di svariate formazioni che provavano ad andare oltre certi cliché, ottenendo a volte, come in questo caso, risultati sorprendenti e meravigliosi".
E con questo vi auguro buon ascolto



Post by George

sabato 15 ottobre 2016

Serie "Italian Neo Psychedelic Sound" n. 14 - Fractal Mob - 2006 - Presenting The World Of (recorded in 1998)


TRACKLIST:

01. Presentig The World Of Fractal Mob
02. Swans & Beams
03. Om Berserk
04. Change Your 2097
05. Dig My Cosmo
06. Infectious Consequences
07. M 13
08. Quasar Mind


MUSICISTI

Fabrizio Cecchi - drums, bass, combo organ, theremin, noise generator, tape loops
Piero Papini - guitar, sitar, oscillator & filters, electronics, radio signal


Echi del krautrock e dei corrieri cosmici, aromi di incenso, sintetizzatori e good vibrations in questo perfumed garden anni 2000 dove elettronica e sperimentazione vanno a braccetto. Loro sono i Fractal Mob, alias Fabrizio Cecchi, musicista fiorentino già noto negli ambienti dell'acid folk come "Trip Hill". Questo disco è l'unico frutto tangibile dei Fractal Mob, un duo composto dal già citato Fabrizio Cecchi e da Piero Papini. L'intento iniziale era quello di suonare questi brani essenzialmente dal vivo, poi seguì la decisione di registrali e pubblicarli.

Il disco è composto da otto brani strumentali, a parte un recitato sulle note del sitar nella track 1. Incredibile la serie di strumenti elettronici utilizzati, incluso il glorioso theremin. Vorrei ricordare che queste tracce vennero pubblicate nel 1998 solo su audiocassetta in pochissimi esemplari. Le registrazioni ebbero luogo nell'Oblivion Home Studio di Firenze, con un Tascam a 4 tracce. Seguì l'edizione in vinile nel 2006 (quella postata) ad opera della Psych-Out, pressata in sole 300 copie numerate a mano sul retro, con copertina cartonata e vinile pesante. Autentica rarità. Un tuffo agli albori degli anni '70. Gran disco.


Post by George

domenica 5 luglio 2015

Die Anderen / Kannibal Komix / Apocalypse - Discografia 1968-1970


Perché realizzare un post dedicato ad un gruppo tedesco, i Die Anderen alias Kannibal Komix alias Apocalypse? Le ragioni sono due: tra i musicisti vi è un italiano e i due dischi proposti sono veramente deliziosi, con suoni a cavallo tra psichedelia e protoprog. 

Die Anderen (L'altro) era il nome originale della band. Con questa denominazione i nostri incisero alcuni singoli e un 33 giri. Il web è abbastanza ricco di informazioni e Discogs propone, come di consueto, una discografia dettagliata. Anche Augusto Croce, su Italian prog, fa un cenno stringato, ma efficace sui Kannibal Komix: "Gruppo tedesco, i Kannibal Komix comprendevano anche un italiano (Jurgen Drews, Gerd Muller e Bernd Scheffler erano tedeschi, il bassista Enrico Lombardi di Piacenza), ed ebbero una certa notorietà comparendo in alcuni spettacoli televisivo in Germania e Inghilterra. Il loro primo album, Kannibal Komix, venne realizzato in Germania nel 1968 dalla Ariola, e poi scelto come colonna sonora per il film "The house in white" dal regista George Moorse; l'album uscì dunque più tardi negli Stati Uniti per la Colossus che pubblicò anche il loro secondo album, e in Italia per la Saint Martin, nel 1971 e con copertina singola".


Die Anderen - 1968 - Kannibal Komix

Front cover LP originale tedesco, Ariola, 1968
Front cover edizione USA, Colossus, 1970
TRACKLIST:

01. Little Little  
02. Neurotic Reaction  
03. Sing A Song  
04. Mind Your Own Business  
05. Little Queen  
06. Man In The Moon  
07. Love  
08. White House  
09. Sunday Morning  
10. Choo Choo Train  
11. Elenor  
12. Cosy Rosy  

Bonus tracks

13. Forever And A Day (45 giri, lato A, 1968)
14. Sardegna (45 giri, lato B, 1968)
15. Somebody Loves You (45 giri, lato A, 1969)
16. In The Morning (45 giri, lato B, 1969)


FORMAZIONE:

Bernd Scheffler - drums, vocals
Jürgen Drews - lead guitar, vocals
Enrico Lombardi - bass, vocals 
Gerd Müller - guitar, vocals


Questo primo LP dei Kannibal Komix, che in Germania venne pubblicato nel 1968 a nome "Die Anderen", è a cavallo tra beat e psichedelia inglese, tipica del finire degli anni '60. Venne prodotto da Giorgio Moroder, allora produttore per la Ariola e ancora molto lontano dalla disco music elettronica dei mid '70's. I dodici brani sono piuttosto brevi, con belle parti corali supportate dal suono acido delle chitarre di Drews e Muller. Ottimo il supporto del basso da parte del nostro Enrico Lombardi. Va segnalata qualche sdolcinatura di troppo (Sing a Song, ad esempio), qualche omaggio eccessivo ai Bee Gees (Love) e una presenza a volte troppo ingombrante degli archi. Le ultime quattro track (escluse le bonus) sono senza dubbio le migliori. In particolare Cosy Rosy apre nuovi orizzonti musicali, una sorta di trait-d'union ideale con le sonorità del disco successivo. I brani di questo album vennero in seguito utilizzati per la colonna sonora di un film ispirato ai Beatles, quelli psichedelici di "Magical Mystery Tour", dal titolo "The House in White". Nel 1970 l'album venne stampato negli Stati Uniti, ad opera dell'etichetta Colossus, semplicemente col nome "Kannibal Komix", dato che il nome tedesco non era indicato per il mercato internazionale. La copertina apribile presenta una donna nuda a cavallo, con sguardo truce e teschio in posizione...strategica. 

Front cover edizione australiana, Festival Records, 1970
Le quattro bonus tracks altro non sono che i due 45 giri del 1968 e 1969 che rimasero inediti su LP. I KK pubblicarono un terzo singolo nel 1970 contenente Little Little/Love. Entrambi i brani sono inclusi nel 33 giri.






Apocalypse - 1970 - Apocalypse


TRACKLIST:

01. Life Is Your Profession 
02. Let It Die
03. Patricia 
04. Milkman
05. Try To Please Me
06. Pictures Of My Woman
07. Linda Jones
08. Blowing In Blow

Bonus track

9. Reflections Of A Summer


Il titolo completo di questo album, così come riportato da Discogs, è "Apocalypse - Original Soundtrack of Cinerama Film Wunderland Der Liebe". Pubblicato nel 1970 in Germania e negli USA a nome "Apocalypse", il 33 giri venne nuovamente prodotto da Giorgio Moroder. La ristampa in CD risale al 2003 e contiene una bonus track, tratta dalla colonna del film. Il disco è decisamente più maturo di quello precedente: i suoni, le voci, la tecnica musicale si sono affinati e qui e là emergono spruzzate di prog, anche se il disco è ancora un chiaro esempio di ottima post-psichedelia. Splendida Let it die, acidissima, con l'intro/outro di sitar e il basso prepotente di Enrico Lombardi. Il commiato dal disco si chiama Reflections of a Summer, pubblicato come bonus track, un capolavoro di chitarre acustiche, percussioni e cori. L'album ebbe un discreto successo e a ruota vennero pubblicati un buon numero di singoli (compreso qualche ripescaggio dal primo album), senza però nessun inedito. 
Gran bel disco. Tutto da ri-scoprire.

La formazione degli Apocalypse, già Kannibal Komix, già Die Anderen, è invariata.



Post by George

domenica 26 aprile 2015

Serie "Italian Neo Psychedelic Sound" n. 13 - Who Are Them? Songs the Who taught us (1991) - from original vinyl


TRACKLIST:

01  Marshmallow Overcoat - Good's gone
02  Sancho Panza - My generation
03  Statuto - Ci sei tu (Substitute)
04  Magic Potion - Boris the spider
05  Pow - So sad about us
06  Lilith - Odorono
07  Fasten Belt - Magic bus
08  Tony Face Big Roll Band - Sparks
09  Not Moving - Pinball Wizard
10  No Strange - Welcome
11 Double Deck Five - Young man blues
12  Excessives - Bargain


Gli Who sono da sempre un importante e insostituibile punto di riferimento multi generazionale, trasversali ai movimenti giovanili e alle scene musicali per almeno quattro decenni. Quale gruppo, dagli anni '60 ad oggi, non ha realizzato almeno una cover di un brano degli Who? Anche le band garage e neo psichedeliche degli ani '80-'90 non hanno dimenticato la capacità compositiva di Pete Townshend & Co. e la potenza dei loro brani. Gli Who sono diventati un'icona nella storia della musica rock e ancora oggi le rare apparizioni di Townshend e Daltrey ci mettono i brividi e ci fanno viaggiare nel tempo.  Nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un disco decisamente raro, mai ristampato in CD, edito dall'etichetta indipendente Face Records, creata da Tony Face (alias Antonio Bacciocchi), personaggio piuttosto noto sulla scena garage anni '80-'90. Già componente dei Not Moving sul finire degli anni '80, poi leader della Big Roll Band, Tony Face è stato scopritore e produttore di numerosi musicisti. Tra questi Lilith, peraltro anche sua compagna di vita, alla quale abbiamo già dedicato un post sulla Stratosfera. Per maggiori informazioni sulla storia della Face Records vi rimando al sito ufficiale di Tony Face

Lilith

Sta di fatto che, nel 1991, l'etichetta Face Record iniziò ad avere un certo riscontro di pubblico e critica, e la distribuzione venne affidata alla Helter Skelter. La prima compilation prodotta fu proprio questa "Who are them?", un tributo agli Who, corredata da una copertina psichedelica di Ursus D'Urso. Il disco, contenente 12 cover, vendette ben 1400 copie (vi pare poco?). Le versioni qui proposte sono decisamente "personalizzate": d'altronde non ci troviamo di fronte a delle tribute band, ma a gruppi in larga misura poco conosciuti della scena garage italiana che hanno reinterpretato a loro insindacabile gusto una serie di composizioni del gruppo inglese. Particolare apprezzamento esprimo per Tony Face e la sua Big Roll Band per l'originale rivisitazione di un classico come Sparks, così come la Young man blues dei Double Deck Five. Giudicate voi, non voglio influenzare i vostri ascolti e i vostri eventuali commenti. La registrazione, divisa in due file (lato A, tracks 1-6 e lato B, tracks 7-12) proviene direttamente dal vinile di mia proprietà che acquistai all'epoca. Ed è oggi venuto il momento di toglierlo dalla scaffale, spolverarlo e condividerlo con voi. Buon ascolto.

Statuto


Post by George 

lunedì 28 luglio 2014

Serie "Italian Neo Psychedelic Sound" n. 9 - The Hunchmen - 2001- A Bunch of Hunches (ultra rare)

From Bari to London: the fantastic garage sound of 
The Hunchmen

TRACKLIST:

01. I Need You (The Kinks)
02. Like No Other Man (The Sonics)
03. Game 
04. Remember (The Ranger Sound  - con testo tradotto in inglese)
05. Don't Want Your Lovin' 
A6 E.S.P. (Beaver Patrol)
07. Fat Girl 
08. Open Up Your Door (Richard and The Young Lions)
09. Lost & Found 
10. Tired Of Waiting (The Kinks)
11. Emy Part II "The Revenge"
12. I Believe In You (Barry and The Remains)
13. Just A Shake (I Cadetti - con testo tradotto in inglese)
14. Dirty Young Man 

FORMAZIONE:

Franco Mongelli - voce, chitarra
Danilo Villafranca - basso, cori
Carlo Cusatelli - chitarra, cori
Marco Genchi - batteria
Dario Divella - Farfisa Compact

Incredibile album di neopsichedelia italiana, senza dubbio tra le cose migliori che ho ascoltato in questi ultimi anni. Il disco, rarissimo, è stato stampato in sole 500 copie numerate dalla Psych Out Records nel 2001. Gli Hunchmen (i Gobbi), guidati dal chitarrista e cantante Franco Mongelli, sono originari di Bari ma hanno maturato una lunga esperienza a Londra, dove hanno affinato il loro garage psychedelic sound, con sonorità tipiche degli anni '60, complice l'intrigante suono del Farfisa (do you remember Ray Manzarek?). Anche se i paragoni non mi sono mai piaciuti, alcuni critici li hanno accostati agli Shadows Of Knights e ai Chocolate Watchband, leggendaria band californiana della metà degli anni '60. Bah, giudicate voi!

Dalle 14 tracce emerge l'antico e mai dimenticato profumo della "swinging London", con molte cover (Kinks, Sonics e altre band) che si intervallano alle composizioni originali di Mongelli & Co. (Fat Girl è la mia preferita). Tra l'altro Fabio Mongelli è noto per essere stato uno dei principali protagonisti della scena sixties italiana dalla fine degli anni ’80 ad oggi. Fondatore e leader di diverse band (oltre gli Hunchmen vi sono stati i Middle Finger and his Fingertips, surf band nel ’97, gli Skarraphon-X, ska band nel 2001 e i Lysergics, psichedelia nel 2006), a partire dal 2003 si è trasferito a Londra dove ha collaborato con musicisti di tutto il mondo e ha fatto della sua grande passione di collezionista di vinili garage e beat, una sua attività. Ho letto da qualche parte che girando per Camden Town è facile notarlo nel dare consulenze alle centinaia di turisti che affollano il suo negozio di dischi. La copertina del disco, con la mitica Ford Capri, è accattivante e ci invita senza riserve all'ascolto. Ad alto volume, mi raccomando. 


Post by George