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domenica 10 aprile 2016

Raul Lovisoni - 1982 - La gnôve lune


TRACKLIST :

01 Ros di buinore / 02 La gnôve lune
03 Misteri dal fuc
04 Nadir
05 In che gnot lis stelis
06 Atlantide I / 07 Atlantide II
08 Tu vivaras

Ed ecco finalmente svelato l'arcano: questo è il secondo ed ultimo regalo, almeno per questa tornata, del nostro amatissimo Anonimo Benefattore (che non ringrazieremo mai abbastanza), serbato un mesetto tra le bozze per farlo invecchiare un po', come i vini più buoni... Come quasi tutti i contributi del nostro misterioso, impagabile amico, ci troviamo di fronte ad una rarità assoluta, mai ristampata, tanto che "La Gnôve Lune" è rimasto almeno un paio d'anni nella wishlist stratosferica. Questo album presenta testi, ove presenti, in dialetto friulano, curati dallo stesso Raul Lovisoni, con revisoni del Poeta Meni Ucel (!?!) e del Professor Giovanni Frau. L'uso di questa lingua antica, che in alcuni momenti può ricordare il latino, e l'utilizzo della voce ricorda, a momenti, il Camisasca più solenne (pur non ragiungendone le immense vette vocali). Non a caso, come a confermare una comunità di intenti tra i due grandi musicisti, Juri prestò la sua straordinaria voce al brano "Amon Ra" nell'album "Prati bagnati dal monte Analogo", che Lovisoni registrò con Francesco Messina nel 1979. Musicalmente "La Gnôve Lune" si presenta certo più accessibile rispetto all'appena citato album del 1979, pur non essendo comunque di facilissimo ascolto. Il suono è molto ricco e variegato, lo dimostra la lunga lista di musicisti (e strumenti nuovi e antichi, alcuni dei quali a me sconosciuti) che potete leggere verso il fondo di questo post. Non mi dilungo oltre, si tratta di un lavoro davvero per palati fini, dove ognuno di voi, se ascolterà con attenzione, troverà qualcosa che farà sua e che lo farà innamorare di questa stupenda opera musicale. Qui si rasenta il capolavoro, parola del capitano...

A conclusione, prima di augurarvi buon ascolto, una breve nota tecnica: i brani 1/2 e 6/7 risultano uniti in un unico mp3 per non spezzare la continuità dell'album.

Hanno suonato...

Raul Lovisoni - Voce, chitarra acustica, pianoforte, effetti speciali, glasspiel, flauto e flauto britto, cori, salterio, percussioni, sintetizzatore, campane tubolari, chitarra con archetto, tastiere e glockenspiel
Paolo Bergamo - Piano elettrico, organo, fisarmonica, mellotron, tastiere
Marco Blasig - Voce, cori, basso, chitarra corde, effetti, sintetizzatore
Fabio Cascioli - Chitarra classica
Fabio Sambo - Oboi, corno inglese
Gianpaolo Vatta - Clarinetti
Armando Battiston - Pianoforte, organo
Patrizia Tassini - Arpa
Flavio Zaina - Chitarra elettrica ed acustica
Ario Comelli - Batteria, percussioni
Enzo Mitidieri - Chitarra acustica, classica ed elettrica
Ester Sallai - Voce
Antonella Fonda - Soprano
Checo Comelli, Paola Pauluzzi, coro "Amici di San Giorgio" - Cori
(non tutti contemporaneamente, of course...)

 Meni Ucel (poeta) e Giovanni Frau (professore) - Revisione testi in dialetto friulano
Ucel / Frau

Come spessissimo accade, non lo ripeterò mai abbastanza, l'unica fonte di notizie per quel che riguarda quest'album è il nostro vate ispiratore Augusto Croce, che su ItalianProg dedica qualche riga a quest'album: "(...) Raul Lovisoni ha realizzato nel 1982 un interessante album intitolato La gnôve lune (AVF 985), cantato in lingua ladino-friulana e con influenze progressive e folk (...)"

Music by Anonimous Benefactor (semper Benemeritus est), text by Captain

domenica 22 settembre 2013

Raul Lovisoni / Francesco Messina - 1979 - Prati bagnati dal monte Analogo

TRACKLIST :

01. Prati bagnati dal monte Analogo
02. Hula Om
03. Amon Ra

Si tratta di un disco di non facile reperibilità, di sperimentazione pura, precursore del genere "ambient", l'unico realizzato dalla premiata ditta Lovisoni-Messina e, non a caso, pubblicato dall'etichetta Cramps.

Il titolo richiama l’opera incompleta  dello scrittore e poeta francese Renè Daumal, Il monte Analogo. Concordo con alcuni commenti trovati sul web, ovvero che l'album ricorda la fase sperimentale di Franco Battiato, leggasi "L'Egitto prima delle sabbie" e "M.elle Le Gladiator". Sta di fatto che proprio Battiato ha deciso di produrre questo disco che diventa così il naturale seguito delle sue sperimentazioni. Le tracce sono completamente diverse l'una dall'altra sia per le sonorità che per gli strumenti utilizzati. Di seguito l'ottima recensione tratta dal sito hamelin prog

"Prati bagnati del monte Analogo.

Lunghissimo brano (dura oltre 23 minuti) che copre un’intera facciata del disco. Semplicemente ipnotico. Un piano, suonato da Michele Fedrigotti (nella sua carriera una lunga collaborazione con Franco Battiato), che esegue alcune sequenze di note quasi in loop. Ricorda molto da vicino L’Egitto prima delle sabbie, contenuto nell’album omonimo di Battiato del 1978, in cui il compito di ipnotizzatore è toccato ad Antonio Ballista. Dopo oltre 14 minuti appare sulla scena un altro “suono”: è il synth di Francesco Messina, quasi una cornamusa in lontananza. Il finale space tocca al solo synth.

Lovisoni decide di occupare il lato del disco di sua pertinenza con due brani. Il primo Hula Om, è affidato esclusivamente ai suoni dolci e rilassanti di un’arpa, suonata magistralmente dalle delicate mani di Patti Tassini. Con Amon Ra (il Dio-Sole egizio nato dalla fusione del Dio Ra di Eliopoli e la divinità principale di Tebe Amon) Lovisoni si spinge molto oltre. La parte “strumentale” è affidata ad un glasspiel, cioè una serie di bicchieri di cristallo fatti risuonare dalle dita umide dell’artista stesso. L’idea è geniale, il suono che ne viene fuori però potrebbe sembrare, a tratti, un po’ fastidioso, quasi fosse un fruscio di sottofondo ma con un volume troppo alto. Secondo l’artista l’ambiente, che si crea, è un atto di devozione alle sonorità che circondano il nostro sonno. L’idea resta comunque apprezzabilissima perché va molto oltre i canoni musicali cui siamo abituati. Straordinaria la presenza di Juri Camisasca (in una delle sue ultime esperienze musicali prima di abbracciare la vita monastica) che gioca con la voce in modo molto particolare, diventando a volte quasi un tutt’uno col suono emesso dai bicchieri. Una curiosità finale: Steven Wilson, leader dei Porcupine Tree, ha inserito l’album in una delle sue personali playlist del 2008 presenti sul sito della band".

MUSICISTI :

Francesco Messina - vocoder moog, vocoder, sinthi EMS
Raul Lovisoni - glasspiel, piano
Patti Tassini - arpa
Juri Camisasca - voce
Michele Fedrigotti - piano


Post by George