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venerdì 4 settembre 2026

Arcadelt - The Demo Tapes (1995?) - addendum al post del 3 settembre 2026


Side A

A1. A Deceiving Melody's Dream
A2. Instrumental
A3. Untitled # 1
A4. The God in the Bottle
A5. Untitled # 2

Side B

B1. The Ballad of Friendship
B2. Flight on a Marzipan Throne
B3. The Bullet-tear
B4. Untitled # 3


FORMAZIONE:

Pierfrancesco Drago - voce solista, flauto
Fabrizio Verzaschi - chitarra elettrica, chitarra acustica
Giacomo Vitullo - tastiere, cori
Fabio Cifani - basso, viola
Fabio Ferri - batteria


Noi siamo sempre a caccia di rarità, questo è un dato di fatto. Ebbene, il nostro amico Roberto, insieme ai file dei due album ufficiali degli Arcadelt, postati nella giornata di ieri, 3 settembre, mi ha anche inviato una cartella contenente un demo tape risalente verosimilmente al 1995, anno precedente la registrazione di "Enjoy".  Ma non ho certezze al riguardo, così come non ne ha il nostro Roberto che non è riuscito a risalire alla fonte. Poco male. Sta di fatto che per realizzare questo addendum al post di ieri mi sono preso la briga di suddividere le tracce (i file che le contenevano erano solo due), identificarle laddove possibile e di creare per l'occasione una copertina, giusto per dare un tocco di professionalità. Missione compiuta. Il demo, suddiviso in due side, contiene ben 9 brani (due in più rispetto all'album di esordio) ovviamente in versioni differenti rispetto alle registrazioni in studio. Alcune tracce le ho nominate "untitled", dal momento che non sono riuscito ad identificarle. Quasi sicuramente si tratta di tracce rimaste inedite. Se per caso vi è qualche cover fatemelo sapere. E' tutto. Vi lascio con una photogallery della band tratta dalla loro pagina Fb. Buon ascolto.





LINK

Post by George - Music by Roberto

domenica 16 agosto 2026

Officina del Tempo (demo inedito - 1999)

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

The Originals
01. Viaggio nella Luna
02. G
03. Pianeta rosso
04. Ride
05. Lo stagno
06. Iside
07. Apologia
08. La caccia
09. Grande albero
10. Carnivora

The Covers
11. Aqualung (Jethro Tull cover)
12. Locomotive Breath (Jethro Tull cover)
13. Hymn 43 (Jethro Tull cover)
14. La carrozza di Hans (Premiata Forneria Marconi cover)

FORMAZIONE:

Michele Rusmini - chitarra
Massimo "Cerry" (o forse Cherry) Selva - voce
Francesco Mottarella - basso
Giacomo Mottarella - batteria
Gabriele Agosta - tastiere
Lucio Tremolizzo - flauto

BREVE PREMESSA by GEORGE
Non vi nascondo che forse per la prima volta provo un filo di emozione nel realizzare questo post, e questo per molte ragioni. Innanzitutto si tratta del demo (a questo punto mi piacerebbe chiamarlo  l'album perduto che oggi vede la luce) di un gruppo di tutto rispetto e di alto livello tecnico e artistico come l'Officina del Tempo; di conseguenza è la prima volta che appare sul web ed è un vero onore per il blog Verso la Stratosfera poter presentare in esclusiva questa autentica rarità al pubblico nazionale e internazionale che ci segue. Infine non dimentichiamo il numero di richieste che sono pervenute. Frank-One aveva simpaticamente (ma forse non troppo!) posto la condizione di riceverne almeno 12-15 nei commenti prima di inviarmi i file per il post e ne sono giunte 34. E dulcis in fundo è un lavoro proposto da un amico, come Frank-One, a cui sono molto affezionato. Il demo (io preferisco usare il termine al maschile) raccoglie tracce che miscelano rock tradizionale e rock progressivo, con un buon uso di flauto e tastiere e con la chitarra di Michele Rusmini sempre in primo piano. E' anche presente una breve traccia acustica (Grande albero). L'anno di registrazione di questo demo è il 1999. Spero di riportare correttamente la data. Anche le due foto del gruppo sono un gentile omaggio di Michele. 
Ora taccio, perché il post è di Frank-One e di Michele ai quali cedo subito la parola.


LA GENESI DEL POST by FRANK-ONE
"Questo post nasce da un incontro di oltre 20 anni fa, come ho raccontato nella puntata di The Prog Side of the Moog del 28 luglio che mi auguro abbiate ascoltato. Se non l'avete fatto...siete ancora in tempo. Ma pubblicità a parte, un lunedì sera di un indefinito mese ed anno (a naso direi intorno al 2004 più o meno) viene a trovarci a From Genesis to Revelation, storica trasmissione di Progressive di Radio Popolare con i due redattori principali, Renato Scuffietti e Matthias Scheller, ed in piccolo io terzo facente parte della redazione, un gruppo di giovani musicisti: l'Officina del Tempo. La cosa incredibile è che io ho sempre conservato le trasmissioni che mi hanno visto presente in particolar modo con ospiti più o meno noti, eppure....questa proprio non la trovo, ma non dispero. Ricordo bene che fui colpito innanzitutto dalla loro giovane età, ma poi anche dalle loro capacità tecniche e compositive, trasmettemmo brani da un loro demo, che poi mi fu donato, e che poi è quello che troverete qui. In particolar modo legai con uno dei fondatori, Michele, al quale regalai la prima edizione del libro di Paolo Barotto "Il ritorno del Prog Italiano", cosicchè lui con cadenza quasi settimanale mi "ordinava" un bel po' di CD citati nel libro, così da poterli ascoltare. Ricordo che studiava musica a Villa Simonetta e spesso era quello il nostro punto di incontro. Per l'ultima puntata della stagione di The Prog Side cercavo qualche chicca da trasmettere, e così riesumai il qui presente, e subito da parte di George e degli amici del Blog arrivarono una marea di richieste per la pubblicazione dell'intero demo. Onestamente inizialmente non era mia intenzione condividerlo, ed i motivi ben li conoscete, poi oltre alle tante richieste mi ha fatto capitolare l'intervento dell'Amico Maestro Augusto Croce, così eccolo qua. Un ultimo aneddoto: avrei avuto piacere di coinvolgere anche Michele, col quale avevo perso i contatti, ma nel mio cellulare il nominativo non c'era. Però mi tornò in mente un DataBase della Casio di ben 256 MB che usavo ai tempi, e che vi propongo in foto, ebbene lì trovai : Michele Officina del Tempo, provai....ed era ancora quello il suo numero; emozionatissimi ci cominciammo a raccontare questi quasi 25 anni trascorsi, ma questa è un'altra storia e forse a voi neanche interessa. Buon ascolto e buona vita a tutti voi".


BIOGRAFIA DELL 'OFFICINA DEL TEMPO CURATA DA MICHELE RUSMINI
Abbiamo cominciato a chiamarci Officina del Tempo a fine agosto del ’97, quando, dopo 
alcune variazioni, la formazione si è stabilizzata con i fratelli Giacomo e Francesco Mottarella (rispettivamente batteria e basso), Massimo “Cèrry” Selva voce e Michele Rusmini alla chitarra. Da subito abbiamo cominciato a cercare un altro musicista che suonasse uno strumento diverso per arricchire la sonorità, ma il primo demo, inciso in autonomia tra dicembre ’97 e gennaio ’98, è stato registrato dai soli quattro. Nell’autunno ’98 la formazione si completa con Gabriele Agosta alle tastiere, e con la partecipazione saltuaria del flautista Lucio Tremolizzo (già compagno di scuola delle medie di Michele Rutz) abbiamo scritto e arrangiato alcuni brani che abbiamo poi registrato, sempre con mezzi autonomi nella nostra sala prove, più o meno nell’autunno del ‘99.


La sala prove l’abbiamo ricavata da una vecchia stalla di proprietà della mia famiglia (a Regoledo, un paesino alle porte di Morbegno, in provincia di Sondrio), di quelle a conduzione familiare, in una struttura di pietre e legno risalente a inizio ‘900 e dismessa dagli anni ’70 circa. Con un po’ di pulizia, costruzione di qualche parete e insonorizzazione alla buona ci siamo costruiti uno spazio dove creare la nostra musica, dove ci chiudevamo almeno un paio di sere a settimana e affinavamo prima le cover e poi i nostri brani. Innamorati della musica degli anni ’70, siamo partiti suonando Jethro Tull, Deep Purple, Rush, PFM, Banco, ma anche cose più moderne, ad esempio Dream Theater e cercando di comporre qualche pezzo anche ispirandoci alla loro musica.


Aneddoto divertente, quando andavamo nei locali per proporre la nostra musica e parlavamo di prog la maggior parte dei gestori non capiva, non conosceva il genere, poi spiegavamo, facevamo degli esempi e ci si chiariva. Abbiamo suonato molto nella zona tra Valtellina, Milano, Lecco, Monza Brianza e la Lombardia in generale. Nei locali il rock suonato con passione attirava ancora l’attenzione, pur non essendo materiale commerciale o di grande consumo. L’attività live è stata notevole, tutto l’anno avevamo qualche serata a settimana, c’erano degli appuntamenti fissi di locali che apprezzavano il genere o anche situazioni più varie come le Feste dell’Unità dove sempre apprezzavano la nostra musica.


Nel 2003 il cantante Cherry ha preso un momento di distacco dalla musica e l’esperienza è terminata; si sono tentate altre direzioni ma non più con la costanza e coerenza di prima, giungendo di fatto a uno “sbandamento” dell’Officina. Ad oggi, agosto 2026, anche sulla spinta dell’interesse dei fans di progressive rock in blog e in radio, c’è la volontà di rimaneggiare e riarrangiare i brani storici per poterne realizzare (finalmente) una registrazione professionale.


CONCLUSIONE by GEORGE
A questo punto non posso che ringraziare ancora una volta Frank-One in primis, artefice e vero deus ex machina di questo post e Michele Rusmini, chitarrista della band che, con una serie di efficaci pennellate, ha illustrato l'iter musicale dell'Officina del Tempo. Come vedete nella tracklist mi sono preso la libertà (spero di non offendere nessuno) di suddividere il demo in due sezioni, gli originali (i primi 10 brani) e le cover (le 4 tracce conclusive). E' tutto. Mi auguro che questo post riceva il suo giusto apprezzamento. Lo scopriremo leggendo i commenti. Vi lascio con il consueto buon ascolto.



Great Post by George, Frank-One & Michele Rusmini

giovedì 19 marzo 2026

Dunwich - Horror At Red Hook (demo 1988 - musicassetta)


TRACKLIST:

01. Dark Ice - 4:51
02. Keep Running - 4:04
03.Time Still Lives Dying - 3:22
04. The Return - 6:21
05. On My Skin - 4:40
06. Sometimes, Somewhere - 6:52



FORMAZIONE:

Claudio Nigris - tastiere
Paolo Di Virgilio - basso
Fabiana Del Vico - batteria
Vincenzo Trasca - chitarra
Maethelyiah Luisa Nash (Max) - voce

ospite
Stefano Curasi - violino

Max #1

Max #2

Dunwich Atto III. E'il caso di dirlo. Quando un nostro lettore, nei commenti, chiese poco tempo fa se era possibile postare questo raro demo del 1988, mai più mi sarei aspettato di trovarmelo nella posta elettronica dopo pochissimi giorni. E' proprio vero che il team della Stratosfera riesce a scovare anche gli "introvabili". Il merito va al nostro amico e collaboratore Roberto che ringrazio vivamente. Roberto, è bene ricordarlo, ci aveva già inviato nello scorso mese di gennaio il primo album ufficiale dei Dunwich (postato qui), "Sul monte è il tuono" del 1994.  Mi chiedo da dove sbuchi questa introvabile cassetta. Eh sì, perché "Horror At Red Hook" è il secondo demo della band romana - dopo "Dunwich Horror" del 1987 - registrato a Roma l'8 agosto 1988 e contenente 5 brani. Almeno così scrivono gli stessi Dunwich sul loro sito ufficiale. Quindi la traccia n. 6 (Sometimes, Somewhere), che oltretutto risulta essere quella più lunga, è una inaspettata e ben gradita bonus track. Ci spiegherà Roberto da dove proviene. 

Dunwich nel 1987

Gli esordi del gruppo (1985-1988) ce li raccontano loro stessi all'interno del sito ufficiale: "Nell'estate del 1985 il tastierista Claudio Nigris decide di avviare un progetto musicale e chiama a sé il bassista Paolo Di Virgilio, la batterista Fabiana del Vico e il chitarrista Vincenzo Trasca con il quale aveva condiviso la precedente esperienza con gli Stormwitch. Il 20 ottobre 1985 segna la data di nascita dei Dunwich, nome scelto da Claudio ispirandosi sia alla letteratura dei racconti di H.P. Lovecraft, che hanno segnato le atmosfere dei brani del primo periodo della band, che al nome dell'omonima città del Suffolk sprofondata e inghiottita dal mare del Nord tra il 1287 e il 1328 a causa di tempeste e fenomeni di erosione.

Dunwich nel 1988

La voce della cantante Maethelyiah Luisa Nash (Max) arriva nel gruppo nel febbraio del 1987, e con questa formazione si registrano i primi due demo tape: Dunwich horror (Roma 12/06/1987) e Horror at Red Hook (08.08.1988)". Vorrei ricordare, per completezza d'informazione, che il 30 dicembre 2022 l'etichetta Bloodrock Records pubblicò un CD "limited edition" intitolato "Horror At Red Hook - Anthology of the 1985/88 + Revisited Unreleased Tracks" contenente 9 brani tra cui quelli appartenenti ai primi due demo. 

Dunwich nel 1988

Come si può evincere, nella formazione che registrerà il primo album ufficiale, il già citato "Sul monte è il tuono" troveremo il solo Claudio Nigris. I brani inclusi in questa cassetta sono acerbi, ancora embrionali,  ma lasciano già trapelare quel suono particolare, quel metal-gothic che caratterizzerà i futuri lavori. Nulla di straordinario, ma un bel documento che fotografa gli esordi di una band che realizzerà dei grandi album. Un ultimo grazie a Roberto che, sempre in tema di demo, me ne ha inviato un secondo di una band ottima ma sconosciuta, Ne riparleremo più avanti. 
Vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.

Dunwich live Roma 1988


Post by George - Music by Roberto

venerdì 27 settembre 2024

Sensation's Fix - Antidote (unreleased live and studio recordings from 1978-80) - 1989

 

TRACKLIST:

01. Time to Decide
02. Out of Her Mind
03. Consideration Time (live)
04. Hendrix Pocket-Size Game (live)
05. Oh No!
06. Atomic Bomb (live)
07. I Don't Want to Go
08. No More Lies
09. Substance of You (part 1 and 2)
10. La Deviation
11. Attack Suddenly
12. More Generation (live)


LINE UP:

Franco Falsini / guitar, vocals
Richard Ursillo / bass (3,4,6,12)
Matt Noble / bass (1,2,8-10)
Keith Edwards / drums (5,7,11)
Mark Frazier / drums (2,9,10)

With:
Rick Falsini / synthesizers, backing vocals
Beta Brizzi / bass
Jon Dogliantis / drums
Bronco Gaglioti / drums
Rob Noble / drums


Frugando nei vari archivi mi sono imbattuto in questo CD dei Sensation's Fix risalente al 1989. Nonostante non si tratti di un disco datato è da tempo fuori catalogo. Volendo lo si può trovare a poco prezzo sul mercato on line dell'usato (leggasi e.bay). Ma perché perdere tempo quando c'è la Stratosfera? Intanto esaminiamo le caratteristiche dell'album, Come chiarisce il sottotitolo, "Antidote" contiene be 12 "unreleased and studio recordings from 1978 to 1980". Fin qui tutto bene. E' già sufficiente per destare la nostra curiosità. Vediamo il dettaglio:

Tracks 3, 4, 6 and 12 - recorded live at Piper Club, Rome, 1979.
Tracks 1, 2, 9 and 10 - recorded in N.Y.C., Northcott Studio, 1978.
Tracks 5, 7 and 11-  recorded in Paris, Montmatre Studio, 1980.
Track 8 recorded in ... (unkbown)

L'album venne pubblicato in origine dall'etichetta Habla Label nel 1989 (quella qui proposta è la versione originale), successivamente venne ristampato con diversa copertina dalla Get Back nel 1996. Infine l'etichetta russa Мирумир (notare il copia-incolla) stampò una versione vinile nel 2012, destinata al solo mercato russo, dal titolo "Time To Decide", con una copertina ancora diversa. Di seguito le due front cover.

copertina CD del 1996 (Get Back Records)

copertina LP del 2012 distribuito in Russia

Il fatto che, oltre ai demo registrati a Parigi e New York, "Antidote" contenga ben 4 tracce registrate dal vivo nel 1979 nel leggendario Piper Club di Roma è già di per sé una chicca. "Substance of You" , registrata nel 1978, è suddivisa in due parti, la prima un grintoso rock' n'roll strumentale, la seconda cantata da Franco Falsini. Il brano verrà ripreso, in versione decisamente differente, nel 1983 dagli Antennas, band synth pop e new wave formata dai fratelli Falsini, Franco e Riccardo. Finirà sull'album "Vertical Love". Il periodo delle registrazioni, come già sottolineato, va dal 1978 fino al 1980. Qui niente musica cosmica, niente elettronica o krautrock, ma solo (si fa per dire) ottimo rock con qualche venatura psichedelica. Un disco godibilissimo che propone l'atra faccia dei Sensations Fix e che fa il paio con "Music Is Painrting In The Air", pubblicato nel 2012, anch'esso contenente brani inediti dal vivo e in studio legati al loro periodo più creativo, quello che va dal 1974 al 1977. Intanto vi suggerisco di andare a riguardare qualche vecchia pagina della Stratosfera, dove i Sensations Fix e gli Sheriff sono i protagonisti. Vi lascio, cari amici, augurandovi il consueto buon ascolto.



Post by George

sabato 24 agosto 2024

Tundra Hotel - Demo '93 (musicassetta)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Stockings
02. Albany
03. Disturbance At Heron House
04. The Witch
05. Roses

Lato B
06. Closer To Your Heart
07. Lancelot
08. She Moves Through The Fair
09. Spancil Hill


BREVISSIMA PREMESSA BY GEORGE
Questa volta il nostro amico Cimabue ha fatto un vero e proprio colpaccio, dal momento che ha recuperato questa rara musicassetta contenente un demo del 1993 dei Tundra Hotel, gruppo assolutamente sconosciuto. Di rarità in rarità questa cosa del mese di agosto si presente piuttosto succulenta. Non aggiungo altro. Lascio la parola all'amico e collaboratore Cimabue, a cui va il nostro corale ringraziamento per questa chicca. 

RECENSIONE BY CIMABUE
Incredibilmente sopravvissute ad un paio di traslochi, nei mesi scorsi mi sono ritrovato tra le mani due reperti storici (una MC e una VHS) dei Tundra Hotel, band “folk progressive” orobica attiva negli anni ‘90 con un’intensa attività live, anche oltre i confini provinciali. Il progetto Tundra Hotel ruota intorno al tastierista compositore Maurizio Gherardi - alla cui memoria è dedicato questo post - principale autore dei brani originali, cui si aggiungono un manipolo di validi strumentisti, tra cui spiccano le corde di Massimo Grazioli e la voce scintillante di Patrizia Gherardi, cugina del leader. A completare l’organico la sessione ritmica composta dal bassista Luigi Cortinovis e dal batterista Diego Ancordi.


La MC è un estratto demo di un concerto realizzato il 31 gennaio 1993 presso il Cine Teatro Serassi di Villa d’Almè (in provincia di Bergamo), immortalato sulla VHS (che eventualmente proporrò in un’secondo tempo come appendice). Pur essendo riportato come registrazione live nelle note di copertina è assai probabile che si tratti di un lavoro in studio (visto l’assenza pressoché totale del pubblico). Ai brani originali si aggiungono alcune cover di gruppi quali Cramberries, Clannad e R.E.M.:
La riproposizione audio - editata dal nastro RAKS SX60 dell’epoca - specie in taluni parti non è eccellente; spero in una migliore resa nell’estrazione audio del filmato VHS (con scaletta più dilatata rispetto al demo).


Massimo Grazioli e Patrizia Gherardi, terminata l’esperienza con i Tundra Hotel - non mi risultano pubblicazioni ufficiali - daranno vita ai Color Sounds, gruppo caratterizzato nella riproposizione di folk song inglesi, irlandesi e americane con all’attivo un paio di pubblicazioni e - con alcuni rimaneggiamenti nella formazione - attivi ancora oggi.

Grazie, caro amico, per questo raro documento sonoro. Nell'attesa dell'appendice (la VHS) con l'intero concerto live (sul tubo vi sono solamente tre brani) saluto tutti i nostri amici e auguro loro, come di consueto, buon ascolto.


LINK

Post by Cimabue (with a little help by George)

lunedì 26 settembre 2022

Quasar Lux Symphoniae (QLS) atto II - The first works (1984-1995)

 

Ogni promessa è debito e, con pazienza, cerco di mantenerle. Ecco il secondo atto dedicato ai QLS ed ai loro primi lavori. Riprendiamo il discorso da qui, dove l'avevamo interrotto lo scorso 17 agosto, Allora vi avevo proposto "Synophsis", un lavoro già maturo pubblicato nel 2009. Questa volta faremo un bel salto nel passato per giungere al 1977, anno della registrazione del primissimo album dei QLS intitolato "The Dead Dream". Queste registrazioni sono rimaste però un oggetto misterioso e, naturalmente, inascoltabile, dal momento che i nastri sono stati perduti. Nel 1995 il gruppo, come già ricordato nel precedente post, registrò nuovamente  l'album e nel 2012 finalmente venne pubblicato dalla Lizard. Avrete modo di ascoltarlo in chiusura di questo post. Qualche anno prima della pubblicazione del primo disco ufficiale, "Abraham - One Act Rock Opera", datato 1994, i QLS incisero un demo, su cassetta, col solo nome Quasar. Questa registrazione, che non appare nemmeno in alcune loro discografie, si intitolava "Night Hymn" e venne realizzato nel 1984. Visto che le registrazioni originali di "The Dead Dream" andarono perdute, questo demo autoprodotto divenne a tutti gli effetti la prima prova discografica dei QLS.

Quasar - 1984 - Night Hymn (demo - Mc - 5 tracks version)


TRACKLIST:

Lato A
A1 Instead Of You
A2 Moon Delirium

Lato B
B1 Black Lady
B2 Night Hymn
B3 Lady Of The Night


FORMAZIONE

Umberto Del Negro - basso
Fabrizio Morassutto - batteria
Stefano Vallan - tastiere
Roberto Sgorlon - voce, chitarra


In questo demo del 1984 le atmosfere prog sono distanti anni luce. Le 5 tracce sono caratterizzate da un hard rock piuttosto pesante, in stile americano, con la chitarra di Roberto Sgorlon a farla da padrone. Non vi sono solo potenti riff ma anche alcuni notevoli assoli. Questa è la versione 5 tracks, come si può vedere dalla cover iniziale, ma ne esiste anche una versione 8 tracks (seconda copertina) che in più contiene Rock’n’Roll Baby, Night Queen e Stranger Shadow. Visto che i brani sono praticamente incollati gli uni con gli altri, ho semplicemente suddiviso le due facciate della cassetta in due file. I Quasar dovranno ancora fare molta strada e maturare artisticamente, prima di sfornare una prova degna di menzione. 

Quasar Lux Symphoniae - 1994
Abraham - One Act Rock Opera


TRACKLIST CD 1:

01. Overture (8:31)
02. El Shadday (3:32)
03. What Rights Has My Soul? (4:39)
04. The Journey (6:35)
05. If a Woman Is Like Wheat (3:25)
06. The Purifying Fire (3:35)
07. Trembling Star (4:02)
08. Sarai's Fear (0:44)
09. Night Lovers Silhouettes (4:23)
10. Berit (2:45)
11. The Oaks of Mamre (1:50)
12. Hospitality (2:48)

TRACKLIST CD 2:

01. Sodom (8:28)
02. The Birth of Isaac (4:22)
03. Ishmael (9:49)
04. Be'er Seba (2:48)
05. The Sacrifice (4:53)
06. Silver Bridge of Memories (6:27)
07. Abraham's Death (4:24)
08. The Resurrection (epilogue) (2:06)


FORMAZIONE

Roberto Sgorlon /chitarra, voce
Paolo Paroni / tastiere, piano
Fabrizio Morassutto / batteria, percussioni
Italo Cigainero / basso
Fabio Giacomello / chitarra acustica

VOCI:
Abraham / Roberto Sgorlon
- Sarah / Annalisa Malvasio
Voce di Dio / Giorgio Turcati
Ishmael / Hansi Fuchs
Il faraone / Thommi Muller
 Coro Panarie


Ecco finalmente il primo vero album dei Quasar Lux Symphoniae. E non si tratta di un album qualunque: abbiamo tra le mani una rock opera racchiusa in un doppio CD. Erano anni che non veniva realizzata un'opera rock, come succedeva spesso negli anni '70. Ecco la recensione del disco, che condivido, pubblicata sul sito "Arlequin" nel 1994, anno di pubblicazione di "Abraham"

"I friulani QLS hanno sfornato il più bell'album italiano dell'anno. sicuramente tra i migliori in assoluto anche se andiamo a guardare fuori dai nostri patrii confini; così bello che è perfino riduttivo parlare di Progressive rock. E' difficile anche trovare le parole adatte per far sì che ogni tipo di descrizione non risulti riduttiva. E' anche vero che il lavoro non è esente da critiche, come una certa prolissità in certe situazioni. Paolo Paroni è un tastierista coi fiocchi (nonché direttore d'orchestra) e la sua opera al pianoforte è spesso preponderante, cosa che a volte può risultare pesante, ma è sicuramente un difetto molto, molto marginale. Ad ogni modo, i 90 minuti di questo doppio CD si bevono tutti d'un fiato, a partire dall'Overture, la quale per molti minuti rimane tale, ovvero un'introduzione con tastiere e piano soffusi e d'atmosfera, per poi dar spazio alla chitarra che fa salire la ritmica del pezzo, assieme al livello d'adrenalina del nostro corpo. Difficile, probabilmente impossibile, parlare di autentici pezzi di spicco in questo album. 


Certamente uno di quelli che m'ha impressionato di più è "Ishmael", probabilmente perché lo conoscevo già, essendo presente sul demo già recensito, qui con testo adeguato al concept dell'album e ripulito di ogni impurità. A proposito del concept, si tratta ovviamente della vita di Abramo, il personaggio biblico. Proprio per questa caratteristica della storia narrata, si ricorre spesso a soluzioni particolari che si riesce a far convivere fianco a fianco. Si passa quindi da un pezzo rock tirato, ad uno strumentale per solo pianoforte, ad un canto gregoriano, ad altri stili particolari che non starò qui ad elencare in quanto apprezzabili e riconoscibili solo da addetti ai lavori ("...lo stile Palestriniano di 'Berit', il basso di Ciaccona che caratterizza 'The birth of Isaac'..." e così via). Quel che posso dire è che l'opera è da godere in silenzio, da apprezzare minuto per minuto, nota per nota, situazione per situazione. La proposta, intesa a livello generale, può essere ricondotta al lato genesisiano del Prog, ma solo perché, partendo essi stessi da un punto d'avvio legato alla musica classica, i QLS giungono spesso agli stessi risultati del gruppo maggiore, senza bisogno di copiare granché; ricordiamo poi che il gruppo ha avuto origine negli anni 70. Un album che rimarrà meritatamente nella storia del rock italiano, e che meriterebbe un numero di copie vendute adeguato al suo elevato valore".
Per non rischiare di "rovinare" la fluidità dei brani, proposti senza soluzione di continuità, troverete solo 2 file, uno per ogni CD. 


Quasar Lux Symphoniae - 1995 (2012) - The Dead Dream


TRACKLIST:

1. Ouverture (7:29)
2. Life for Art (4:25)
3. Stranger Shadow (4:53)
4. Cast Revelation (5:07)
5. Look Again (2:19)
6. Game Over (4:44)
7. Instead of You (4:01)
8. Leave Me Alone (2:55)
9. The Dead Dream (5:03)
10. San Francisco California (8:06)


FORMAZIONE:

Roberto "Beattie" Sgorlon / voce, chitarre, tastiere
Fabrizio Morassutto / batteria
Umberto Del Negro / basso


Di questa ri-registrazione abbiamo già parlato a lungo. Per completezza vi propongo anche questa recenaone pubblicata sul sito "Rock Impressions"

"Ufficialmente si fanno conoscere al pubblico nel 1984 con "Night Hymn" in piena era New Prog, quando IQ, Marillion e Pendragon su tutti, imperversavano fra i fans. La curiosità attorno alla band, visto l'interesse del periodo sul genere, è pressoché immediata e si comincia a parlare anche di un disco debutto mai edito del 1977, il fantomatico "The Dead Dream". Questo è un concept album influenzato dalla psichedelìa dei Pink Floyd e anche da vigorose atmosfere elettriche, come quelle dell'Hard Rock. Quindi le canzoni risalgono al 1977, ma vengono riregistrate nel 1995 rispettando fedelmente le originali. Grazie alla Lizard, oggi (2012) possiamo godere di questo concept e chiudere il capitolo "album fantomatico". Un encomio a parte per l'artwork di Davide Guidoni, sempre più ispirato e prezioso. Il sogno della morte è profondo e drammatico sin dall'iniziale "Overture" e l'aurea degli anni '70 aleggia sopra l'ascoltatore, mentre le tastiere compongono buone melodie ed accompagnamenti. Per narrare un sogno servono atmosfere quantomeno psichedeliche e qui il tutto viene sottolineato anche da respiri ritmici e da una narrazione recitata d'impatto. 


Ma è "Life For Art" che si addentra nei meandri di questa storia, canzone semplice e sentita nell'interpretazione vocale. L'Hard Rock a cui mi riferivo in precedenza è quello di "Stranger Shadow", nulla di trascendentale, cadenzato e diretto, supportato da assolo di chitarra gradevole e trascinante. Qui con difficoltà si riscontrano i QLS che conosciamo oggi. Resta comunque palese che gli anni '70 hanno avuto un fascino sonoro di assoluta rilevanza, emotivi nell'approccio sia mentale che corporale, come nella strumentale "Cast Revelation". La chitarra lascia sognare anche a noi, una ballata sentita, accompagnata dalle sempre presenti tastiere. Tutti i brani probabilmente avrebbero necessitato di un migliore supporto di arrangiamenti, però dobbiamo sempre tenere alla mente che "The Dead Dream" doveva essere sempre un debutto e se vogliamo paragonarlo alle uscite degli anni '70 si può dire che siamo decisamente sopra la media. L'acustica "Look Again", "Game Over" e via verso la conclusiva "San Francisco California" trasportano la mente in questo oscuro viaggio onirico. L'ultimo brano è a mio avviso un piccolo gioiello in ambito Prog e battezza una band che successivamente saprà mantenere la promessa di buona scrutatrice d'idee"


Il post si chiude qui. Per completare la discografia dei QLS mancano ancora due album: The Enlightening March Of The Argonauts (1997) e Mit (2000). Non li pubblicheremo su questo blog per cui vi consiglio vivamente di procurarveli perché ne vale veramente la pena. Buon ascolto.

LINK Night Hymn
LINK Abraham - One Act Rock Opera
LINK The Dead Dream

Post by George

mercoledì 26 aprile 2017

Underground Life - 1980 - Fiori del male (demo, MC)


TRACKLIST:

01. Notte polare
02. Desolation Boulevard
03. Marlene 
04. Make up 
05. Oltre il vetro 
06. Killer
07. Real good time together (Lou Reed cover)
08. Tel Aviv 2


FORMAZIONE

Gian Carlo Onorato - voce, synthesizer, chitarra, drum programming
Gian Paolo Civita - basso, chitarra, voce 
Lorenzo La Torre - batteria 
Egidio Pastore - chitarra, basso 
Roberto Tagliaferri - synthesizer
Marco Mariani - sax tenore in "Marlene"


Chi si ricorda dei monzesi Underground Life, considerati tra gli elementi di spicco della scena post punk/new wave italiana degli anni '80? Tutti o quasi. Ai "quasi" proponiamo allora questa breve biografia che ho attinto dalla solita wikipedia:

"Il gruppo nasce a Monza nel 1977 su iniziativa del batterista Lorenzo La Torre e del chitarrista Egidio Pastore ai quali in breve tempo si uniscono il bassista Paolo Civita, il tastierista Antonio Cardellicchio e, appena più tardi, il cantante Giancarlo Onorato; l'unione delle avanguardie di diverse epoche e provenienti da diverse arti era il modus operanti del gruppo. Con questa formazione nel 1979 incidono il primo 45 giri "Noncurance". Dopo alcuni cambi di formazione e l'incisione di alcuni demotape, realizzano l'EP "Cross" (1981) seguito dal primo vero album "The Fox" (1983), caratterizzato dall'uso quasi esclusivo della lingua inglese per le liriche. Nel 1984 vengono scritturati dall'IRA di Firenze, all'epoca l'etichetta di riferimento per la new wave italiana, e partecipano alla compilation "Catalogue Issue" con due brani. L'anno successivo realizzano il suggestivo mix "Fuoco nella città di ghiaccio". Allontanatisi dall'IRA a causa di alcuni contrasti (simile a quanto accadrà per i Diaframma) e stabilizzatisi la formazione con l'ingresso di Enzo Onorato al basso, il gruppo incide "Filosofia dell'aria" e "Gloria Mundis" che originariamente sarebbe dovuto essere prodotto dall'ex Ultravox John Foxx. Approdati alla Lilium licenziano la raccolta "La primula rossa" e nel 1993 il loro ultimo lavoro, "Questo soave sabba" prodotto da Alberto Radius. Dopo il tour di promozione di "Questo soave sabba" il gruppo si scioglie e il cantante Giancarlo Onorato inizia la propria avventura solista".


Fin qui la sintesi della breve vita di questa band e della loro discografia ufficiale. Però ci piace ricordare che subito dopo la pubblicazione del primo singolo del 1979, gli Underground Life realizzarono una cassetta auto prodotta, dal titolo "Fiori del male" contenente otto brani registrati tra il 1979 e il 1980. Si tratta di demo dalla qualità audio mediocre (la qualità differisce da un brano all'altro, segno che sono stati incisi in studi e in tempi diversi). Ad eccezione di Make Up, traccia dalle forti tinte punk, la tracklist è caratterizzata da suoni minimali, sostenuti dal synth, dalla batteria elettronica e dalla voce "malata" di Gian Carlo Onorato, divisa fra canto e recitato. Due esempi su tutti: la stravolgente Marlene (Dietrich, a cui è dedicata la copertina) e la cover lugubre e ossessiva di Real Good Time Together di Lou Reed (unica cover presente nella discografia degli UL). L'ultima traccia, Tel Aviv 2, è caratterizzata dal classico difetto dei nastri. Lo scoprirete voi stessi. Nel 1984, subito dopo la pubblicazione di "The Fox", il gruppo realizzò un'altra cassetta auto prodotta, dal titolo "VM Uno". Prossimamente sulla Stratosfera insieme ad un concerto del 1993.
Per il momento, buon ascolto.



Post by George