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mercoledì 17 gennaio 2024

Lino Capra Vaccina - Antico Adagio (ristampa 2014 con bonus tracks) e Arcaico Armonico (2015) plus bonus CD


Cari amici, eccoci nuovamente - dopo molto tempo - in compagnia di Lino Capra Vaccina, uno dei nostri beniamini. Lino Capra Vaccina fu il protagonista più di 10 anni fa di un grande superpost curato dal mio caro amico Robi, che approfitto per salutare, dove vennero proposti i suoi primi due album, "Antico Adagio" (nella versione originale del 1978) e "L'attesa" (1992), nonché i due dischi pubblicati a nome Lino Capra Vaccina Ensemble, ovvero "In cammino tra sette cieli" (1995) e "Sulla corda di luce" (1998). Vi rimando a quella pagina risalente al 2012 (qui). Tutti i link sono ancora attivi. Prima di passare alla presentazione dei tre album oggetto del nostro post, giusto per rinfrescarsi la memoria, vi ripropongo la breve biografia dell'artista, utilizzata in apertura del vecchio supepost.


Una breve introduzione all'artista :(dal post del 2012)

Lino Capra Vaccina è un musicista con una preparazione classica alle spalle, tant'è vero che ha studiato percussioni, pianoforte, composizione, storia della musica e canto corale presso la Civica Scuola di Musica di Milano. Come percussionista suona dal 1979 al 1985 nell'Orchestra del Teatro alla Scala sotto la direzione di maestri come Abbado, Pretre, Osawa, ecc. approfondendo la propria esperienza nell'ambito della musica classica e contemporanea. Ingiustamente poco considerato (cercatelo su wikipedia e ve ne renderete conto), questo geniale percussionista e poli strumentista è tra i fondatori degli Aktuala, autori di tre album all'insegna di un prog contaminato con musica di altre culture, soprattutto quelle orientali. Una specie di world music ante litteram, come qualcuno l'ha definita. In forze alla scuderia della Bla Bla, è di fianco a Franco Battiato e Juri Camisasca nei loro primi lavori ed è sempre in loro compagnia, insieme anche a Roberto Mazza, Mino Di Martino e Terra Di Benedetto, che partecipa alla tourneé sperimentale "Telaio Magnetico" nel 1975, di cui uscirà negli anni 90 un CD live postumo a tiratura limitata. Nel 1978 questo poco prolifico artista (almeno a livello di produzione discografica, non di collaborazioni con altri musicisti) autoproduce il suo primo album come solista, al quale presta la sua meravigliosa voce un artista verso il quale, ormai è risaputo, the captain nutre una sconfinata ammirazione, ovvero (semprer lù) Jurone Camisasca!"

Juri Camisasca

In realtà la realizzazione di album solisti, decisamente parca agli inizi (un solo album nel ventennio '70-'80) ha poi preso una improvvisa sterzata nel corso degli anni '90 e 2000, con la pubblicazione di ben 13 album sia da solo che insieme ad altri musicisti. Tra questi ultimi ricordo "Fluxmar" del 1992, con Roberto Donnini e una nutrita schiera di altri artisti (cercatelo sulla Stratosfera perché lo abbiamo già pubblicato), "Radure 1998 Mito" (1998, con Marco Lucchi, Giuseppe Conte e Eranos Ensemble), e ancora "A Mid Autumn's Night Dream" (2019, con Keith & Julìe Tippett e Paolo Tofani). L'ultimo suo lavoro solista è di quest'anno, pubblicato da poco dalla Dark Companion, intitolato "Sin-Thesis". Noi oggi prenderemo in esame la ristampa 2014 del primo LP, "Antico Adagio", arricchita da 4 bonus track, l'album del 2015, "Antivo Armonico" e, come bonus CD, i due brani presenti sul vinile del 2017, a tiratura limitata, intitolato "Echi Armonici da Antico Adagio". E ora si parte.

Lino Capra Vaccina - 2014 - Antico Adagio 
(ristampa del primo LP con bonus track)


TRACKLIST:

Antico Adagio
01. Elegia - 7:37
02. Voce in XY - 5:00
03. Canti delle sfere - 5:14
04. Frammenti di sonno - 6:48
05. Movimenti e silenzi per spazi bianchi - 4:42
06. Antico Adagio - 10:05

Frammenti da Antico Adagio (inediti)
07. Ondulazione melodica - 5:01
08. Motus - 9:03
09. Frammenti di suono - 4:06
10. Vocis - 9:40


Nel 2014 l'etichetta Die Schachtel (che nonostante il nome è italianissima, di Milano, creata nel 2003 da Bruno Stucchi e Fabio Carboni con l'intenzione di promuovere le composizioni elettroniche Made in Italy) pubblicò la versione rimasterizzata con cover gatefold e booklet di 24 pagine, a tiratura limitata, del primo storico disco di Lino Capra Vaccina, risalente al 1978. Il pregio della ristampa risiede nell'aggiunta di 4 bonus tracks, pubblicate nello stesso anno - dalla medesima etichetta - solo su un vinile dal titolo "Frammenti da Antico Adagio", con due brani per ogni facciata, pubblicato a tiratura limitata (solo 500 copie). Le bonus tracks, come si dice "previously unrelesed", provengono dalle session dell'originale "Antico Adagio" del 1978, ma all'epoca vennero scartate per ragioni di spazio. Di questa ristampa ne parla a lungo il sito "Onda Rock". Ripropongo una porzione della lunga recensione: "Ondulazione Melodica è in pratica una risposta al minimalismo ermetico di Battiato (quasi una versione de "L'Egitto Prima delle Sabbie" per vibrafono). "Motus", per pianoforte, tape delay e percussioni a spazzola, avrebbe potuto trovare posto in uno dei tanti dischi della Ecm di quel periodo. "Frammenti di Suono" riprende lo stesso discorso iniziato con "Elegia", mentre "Vocis" è una specie di "Poppy Nogood" di Terry Riley in una versione più rilassata e contemplativa". 
Insomma, viste le premesse, credo che valga la pena avere questa ristampa tra le mani. Di seguito le copertine del vinile contenente le quattro tracce



Lino Capra Vaccina - 2015 - Arcaico Armonico


TRACKLIST:

01. Echi e frequenze - 10:40
02. Dialoghi tra suoni - 15:05
03. Andante ancestrale - 11:04
04. Arcaico armonico - 13:54
05. Improvvisamente (bonus track) - 3:37


MUSICISTI:

Lino Capra Vaccina - gong, cymbal, voice, tabla, bells, bass drum, african monostring, piano, vibraphone, indian and african cowbells, sabar, bows, aeolustubulars
Camillo Mozzoni - oboe, oboe d'amore, emglish horn (tracks 4-5)
Paolo Tofani - mandhura (track 2)
Max Marchini - additonal percussion, gong (track 5)
Juri Camisasca - voice (track 3)


"Arcaico Armonico", venne pubblicato nel 2015 dalla Dark Companion e distribuito dalla Ma.Ra.Cash Records sia in versione CD (con una bonus track) che in vinile (nel 2016 , a tiratura limitata e numerata - 500 copie). 


Per la recensione, mi affido ancora a "Onda Rock".
"Arcaico Armonico, figlio tardivo di "Antico Adagio", è un grande studio sulla triade suono-frequenza-vibrazione, una complessa struttura sinfonica in quattro movimenti. Le percussioni di Lino Vaccina (gong, vibrafono, cimbali, campane, tablas ecc.) creano una musica che è antica ma allo stesso tempo d'avanguardia; è contemporaneamente avveniristica e arcaica, spirituale e laica. Cresti la descrive addirittura come “pre-umana”, in quanto musica che sembra nascere dal cosmo, come fosse sempre esistita, “mai nata”, innata nell’Universo stesso. "Arcaico armonico" è la perfetta continazione di quei suoni, stavolta con collaborazioni eccezionali; dallo straordinario contributo vocale di un ritrovato Juri Camisasca, a Paolo Tofani degli Area, all'oboe di Camillo Mozzoni.


E' proprio il brano dove è presente la voce di Juri Camisasca a raggiungere il vertice assoluto dell'album. "Andante ancestrale" è un doppio inno, da una parte a una musica che vuole parlare all'anima e non al corpo; dall'altro - prendendo in prestito il Bhagavadgītā, libro sacro della tradizione indù - diventa un fortissimo messaggio contro l'inutile corsa verso il nulla della società contemporanea. L'uomo moderno è perennemente in corsa frenetica, ma in effetti la sua corsa è solo apparente, perché il suo è un continuo andare e tornare; senza rendersene conto è sempre lì, fermo nello stesso punto, simile a un insetto che muovendosi continuamente urta sempre su una lampadina illuminata. Il saggio (o il divino) invece -  pur stando fermo - lo supera, in quanto la sua mente viaggia "veloce come il pensiero". Un concetto, declamato dalla splendida voce di Camisasca, in cui è molto difficie non riconoscersi. Da questo punto di vista la tessitura di suoni di Vaccina, con l'aiuto di Camisasca, scrive quasi un nuovo manifesto contro la modernità, e oggi opporsi all'esistente è semplicemente rivoluzionario.

Juri Camisasca # 2

Nei restanti brani si sente molto l'influenza dei mai dimenticati Third Ear Band; l'iniziale "Echi di frequenze" rappresenta meglio la triade suono-frequenza-vibrazione e raggiunge l'apice dell'idea - molto amata da Lino - di "ecologia sonora". Le percussioni, private del concetto di ritmo e tempo, cercano di ricreare l'equilibrio presente nei primordiali elementi; terra, acqua, fuoco, aria. "Dialoghi tra suoni" - suonata insieme a Paolo Tofani - approfondisce aspetti più oscuri; l'equilibrio precedentemente ricercato è perduto, il viaggio sembra più ipnotico, interiore, in un'anima inquieta in perenne ricerca.
La title track, ritmata dal suono delle tabla, concilia in sé ricerca e tradizione; come sottolinea lo stesso titolo, armonia e antichità, dove antichità non sta per desueto o antiquato, ma per rivoluzione. Come direbbe lo stesso Lino: "Un arcaico ritorno al futuro presente".

Paolo Tofani

Bonus CD
Lino Capra Vaccina - 2017 - Echi Armonici da Antico Adagio (vinyl - limited edition)


TRACKLIST:

01. Echi Armonici (parte 1)
02. Echi Armonici (parte 2)

MUSICISTI:

Lino Capra Vaccina - gong, bells, cymbal, percussion
Dana Matus, Juri Camisasca - voice


"Echi Armonici da Antico Adagio", pubblicato in solo formato vinile a tiratura limitata - 300 copie - nel 2017 (ancora una volta dalla Die Schachtel, raccoglie altre due tracce inedite provenienti dalle registrazioni di "Antico Adagio" del 1978.  L'album è veramente una rivelazione: un manufatto perduto e imponente dell'avanguardia italiana. Stupisce che queste due registrazioni siano rimaste nel cassetto fino al 2017. Nei due brani, decisamente ipnotici, troviamo Lino Capra Vaccina alle prese con le sue numerose percussioni, accompagnato dalle voci di Juri Camisasca (ancora lui, il grande Juri) e Dana Matus . Due brani straordinari che, insieme agli altri inediti presenti nella ristampa 2014 di "Antico Adagio" avrebbero di serto raddoppiato l'opera prima. Spero siano di vostro gradimento.
Si chide qui questo lungo omaggio a Lino Capra Vaccina. Per chi volesse ascoltarlo dal vivo, vi ricordo che sul tubo è pubblicato un intero suo concerto. Con questo vi saluto e vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.


LINK Antico Adagio (ristampa 2014)
LINK Arcaico Armonico (2015)
LINK Echi Armonici da Antico Adagio (2017)

Post by George

venerdì 10 novembre 2023

Roberto Mazza - 1991 - Scoprire le orme (vinyl)

 

TRACKLIST:

Lato A
A1 Vulcani blu - 4:26
A2 First Song - 1:50
A3 Stanze parallele - 2:30
A4 Ebridi - 4:15
A5 Acrostici indolenti - 3:20
A6 Altari della Luna - 2:25

Lato B
B1 Visioni del sentiero azzurro - 4:50
B2 Esperidi - 3:40
B3 Mahoraga - 1:45
B4 Artigli arguti - 2:15
B5 Koan - 3:50
B6 Le lunghe ore luminose - 2:10


Questo album ci è stato regalato dall'amico e collaboratore Cimabue, che ringrazio di cuore per avere voluto condividere questo gioiellino con il popolo della Stratosfera. "Scoprire le orme" uscì inizialmente nel 1991 in musicassetta per l'indistria milanese ADN e solo nel 2017 riversato e stampato dall'etichetta Soave sia in vinile nero che trasparente. Le copertine sopra riportate sono quelle dell'edizione vinile. La biografia di Roberto Mazza è stampata sulla back cover. Riporto di seguito quanto scrive Cimabue a proposito dell'album: 
"Dall'esperienza del Telaio Magnetico, leggendario gruppo sperimentale protagonista di un'epico tour nel sud Italia (il disco venne stampato solo nel 1995 dalla Musicando e successivamente nel 2017 e nel 2020 in expanded version) recuperiamo uno dei protagonisti, il polistrumentista Roberto Mazza (oboe, sassofono, arpa, sintetizzatore, etc) che nel 1991 diede alle stampe un interessante lavoro strumentale intitolato Scoprire le orme. Roberto - uno dei sodali del Franco Battiato più misconosciuto (quello della "fase contemporanea" 1975-1978 per intenderci) ci regala un lavoro di musica popolare di tutto rispetto, in cui atmosfere placide si alternano stacchi più energici. Bisserà nel 1999 con Cyprea, edito su formato CD dall'etichetta discografica Ripamonti e poi di lui - discograficamente parlando - se ne perderanno le tracce". Intanto Cyprea finisce tout court nella nostra wishlist. Da qualche parte ho letto dell'esistenza di una compilation intitolata "Rève Bleu", pubblicata nel 2000. Ma non ne sono del tutto sicuro. 

la cover della Mc del 1991

Ha fatto benissimo l'amico Cimabue a recuperare il lavoro di uno dei musicisti forse più trascurati nella line-up del Telaio Magnetico. La visibilità di Juri Camisasca, di Giacomo Di Martino o di Lino Capra Vaccina, per citare altri protagonisti del Telaio (Battiato escluso, ovviamente) è decisamente superiore se confrontata con quella di Roberto Mazza. Eppure il "dimenticato" Roberto è un ottimo polistrumentista, con una particolare passione per le timbriche indoeuropee e scozzesi. ma è rimasto nel limbo per quasi 20 anni dall'esperienza del Telaio Magnetico prima di cimentarsi col suo primo lavoro solista. Nel frattempo la memoria di lui si era persa. Riporto di seguito quanto pubblicato su "Onda Rock" a proposito di Scoprire le orme: 



"Concepito per oboe, arpa bardica (dovuta al contatto con l'arpista Vincenzo Zitello), sintetizzatori e percussioni etniche, è una raccolta di bozzetti di breve durata che esplorano uno spettro concettualmente pan-etnico ma stilisticamente piuttosto ristretto. Una certa magia permea comunque l’aggraziato duetto di oboe e arpa, in un’allucinazione d’echi, di “Ebridi” (fa pensare alla “Crosswinds” dei Dif Juz), oppure “Vulcano blu”, danza marocchina generata dalle risonanze delle tastiere come campane tubolari, o “Visioni del sentiero azzurro”, la più tumultuosa ritmicamente. Al limite dell’aforisma sonoro, purtroppo incompiuto o proprio asettico, sono poi i brevi panneggi per sola arpa, colti tra diffrazioni in penombra (“Stanze parallele”) fino a svolazzare in staccato ultraterreni (“Acrostici indolenti”, “Artigli arguti”). Qualcosa di più moderno arriva verso la fine, una “Mahoraga” quasi ambient-techno con preziosismi nipponici, una “Koan” sostenuta da un ticchettio da orologeria, e, finalmente, una quasi riuscita sublimazione tra codici arcaici e futuribili, “Le lunghe ore luminose”.
Bene, con questa dotta recensione abbiamo concluso il post di oggi. Ancora un grazie a Cimabue e a voi tutti auguro un buon ascolto.



Post by George - Words by Cimabue & George - Music by Cimabue

venerdì 28 luglio 2023

Roberto Donnini - 1992 - Fluxmar (vinyl - Limited Edition)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Luam - 8:30
02. Iana - 10:00

Lato B
03. Marl - 9:30
04. Ml. Immagina - 10:30


Prefazione by George
Con la pubblicazione di "Fluxmar" sulle pagine della Stratosfera, possiamo dirsi conclusa la breve discografia di Roberto Donnini. Da pochissimo tempo abbiamo avuto il piacere di proporvi i primi due lavori dell'artista, "Tunedless" del 1980 e "Tunedless 2" del 1987. "Fluxmar" vede la luce ben 5 anni dopo la prova precedente, sempre grazie alla Lynx Records, anch'esso - come i precedenti - stampato solo in vinile e a tiratura limitata. Questo post ha una particolarità: è frutto della stretta collaborazione tra il sottoscritto e l'amico Stefano AbulQasim che - come ben sapete - è il creatore e amministratore del blog "SoundScapes". Stefano, che ci aveva già inviato i file di "Tunedless 2" questa volta ha fatto qualcosa di più: oltre ai file e alle copertine, di comune accordo ha preparato l'ottima recensione del disco che vi riporto qui di seguito. Non accadono di frequente queste collaborazioni trasversali tra "blogger", ma quando il denominatore comune è la presentazione e la condivisione della buona Musica (quella con la M maiuscola), associate alla stima reciproca, anche questo diventa realtà. Quindi, un enorme grazie a Stefano, con l'auspicio che quello di oggi non resti un episodio isolato. Detto questo, passo a lui la parola.



Recensione by Stefano AbulQasim
I 4 brani che compongono questo disco seguono logiche simili. Come scritto nelle note del disco: "Ciascun esecutore improvvisa ascoltando la traccia del computer ma non gli altri strumenti registrati in piste diverse". Donnini stesso ha preparato la parte per computer ed è presente al pianoforte in tutti e 4 i pezzi. A lui si affiancano altri sei o sette musicisti, a seconda del brano. Nelle note si dice che: "I musicisti, confinati nella solitudine ipnotica di una identica presenza (il computer), sono posti nella condizione di suonare con per e contro l'insieme degli altri esecutori che si impongono unicamente attraverso la loro assenza". Il risultato è qualcosa che da un lato richiama certo minimalismo (la celebrata "In C" di Riley, ad esempio, ma anche "On the other ocean" di David Behrman che anch'essa utilizza il dialogo tra solista improvvisatore e computer) e dall'altro lascia spazio alla assoluta libertà dei musicisti che cercano e trovano rotte inaspettate, a volte più riuscite, a volte meno. 


Tra i collaboratori diversi nomi illustri (ed eterogenei), personaggi provenienti dal mondo del jazz e dintorni come Giancarlo Schiaffini (al basso tuba nei brani 1, 3 e 4) o Andrea Centazzo (percussioni nella traccia 4), altri provenienti dall'universo della contemporanea e dall'avanguardia più contaminata come Giancarlo Cardini (piano nei brani 1, 3 e 4) o Marco Dalpane (piano nel secondo brano) e altri ancora le cui radici si trovano nel magma del progressive più coraggioso come Lino Capra Vaccina (percussioni nei brani 2 e 3) o Donella Del Monaco (voce nel brani 2 e 3). Spicca l'ultima traccia per essere l'unica ad avere un testo ("Immagina", non è chiaro se di Donnini stesso o se improvvisato da Donatella Alamprese che è colei che lo canta).Un disco che si sarebbe splendidamente inserito tra quelli dell'etichetta americana Lovely Records e che respira della stessa aria.

Termina qui il trittico dedicato a Roberto Donnini. Ancora un ringraziamento a Stefano e a voi tutti auguro il consueto buon ascolto.



Post by George - Words & Music by Stefano AbulQasim 

giovedì 17 giugno 2021

Juri Camisasca - 1974 - La finestra dentro (Stratosfera Extended Edition 2 CD)


TRACKLIST:

01- Un galantuomo
02- Ho un grande vuoto nella testa
03- Metamorfosi
04- Scavando col badile
05- John
06- Un fiume di luce
07- Il regno dell'eden


FORMAZIONE

Juri Camisasca: voce, chitarra
Franco Battiato: VCS 3, tastiere
Pino Massara: tastiere
Maurizio Petra: chitarra
Gianni Mocchetti: chitarra, basso
Mario Ellepi: chitarra acustica
Gianfranco D'Adda: batteria, percussioni
Lino Vaccina: percussioni
Marco Ravasio: violoncello
Antonella Conz, Rossella Conz: voci


L'amico Kaiwanna ci ha inviato una proposta molto allettante, ovvero un'edizione "expanded" del primo capolavoro di Juri Camascsca, quel grande album dal titolo "La finestra dentro", pubblicato dalla Bla Bla nel 1974. Il disco è stato ristampato nel 2012. La chicca è il CD 2, contenente i primi due singoli e una serie di altre rarità. Valeva proprio la pena farne una "Stratosfera Extended Edition", a beneficio dei nostri appassionati navigatori. Il disco in questione era già stato postato su queste pagine nel mese di settembre 2011 ad opera del nostro Captain Roby, ma il link è inattivo da parecchio tempo. Quale buona occasione per farne un re-post integrandolo niente meno che con un intero bonus CD?
Grazie Kaiwanna per questa ottima idea e per averne curato la realizzazione. Per la recensione del disco vi rimando a questa pagina (qui). Inutile ripetersi. Mi soffermerei solo sulla lista dei collaboratori di Camisasca, da Franco Battiato alle tastiere e VCS3 a Gianni Mocchetti alla chitarra, da Gianfranco D'Adda alla batteria a Lino Vaccina alle percussioni. Insomma, tutti i più stretti collaboratori del Franco Battiato prima era. Il disco, a distanza di quasi 50 anni, mantiene una freschezza e una vitalità più unica che rara. 
Mi soffermerei, invece, sui contenuti del bonus CD.


Bonus CD (by Kaiwanna)

TRACKLIST:

01. La musica muore (lato A - versione originale del primo 45 giri del 1975) -
il lato B e sul 33 giri
02. Himalaya (lato A - versione originale del secondo 45 giri del 1975) -
il lato B è sul 33 giri
03. La musica muore (mix 2002)
04. Himalaya (mix 2002)
05. Ho un grande vuoto nella testa (live 2019)
06. Scavando col badile (live 1974)
07. John (live 2014)
08. Un fiume di luce (live 2017)
09. Il regno dell'Eden (live 1974)
10. La musica muore (live 2018)
11. Himalaya (live 2014)


NOTE by Kaiwanna

Nel secondo CD ci sono le rare versioni originali dei brani "La musica muore" e "Himalaya" che ho registrato da 45 giri (praticamente introvabili in rete). Presentano alcune differenze rispetto alle versioni uscite sul CD "La convenzione" del 2002: "La musica muore" ha una coda leggermente più lunga, mentre "Himalaya" differisce parecchio per minutaggio (3:51 contro 4:59) e per atmosfera complessiva. Il brano originale è piuttosto allegro, quasi ballabile, con trombe e coriste che fanno molto disco music. Il remix sul CD, invece, ha un'aria molto più solenne con il coro maschile messo in primo piano per tutta la canzone. 


Nel dettaglio:

1 e 2: versioni originali dai 45 giri;
3 e 4: versioni alternative dal CD "La convenzione" del 2002;
5, 8 e 10: dal canale YouTube ufficiale di Juri Camisasca;
6 e 9: dalla compilation Stratosferica "Scavando col badile", curata da Antoine (qui);
7 e 11: dal canale YouTube di Bruna Tesseri.


Credo che di materiale da ascoltare e degustare ce ne sia a sufficienza. E così rendiamo ancora un omaggio al nostro amato Maestro che da poco ci ha lasciati. 
Grazie ancora a Kaiwanna. A voi tutti il consueto buon ascolto.


LINK  La finestra dentro
LINK  Bonus CD

Post by George - Music by Kaiwanna

lunedì 14 ottobre 2013

Serie "Bootleg" n. 124 - "Be-In' Pop Festival" - Napoli, 19-21 giugno 1973 - Le registrazioni salvate e le celebri jam sessions (Superpost)

Il "Be-In" Pop Festival di Napoli è uno di quei pochi raduni avvenuti negli anni '70 sul patrio suolo che è passato alla storia. Pochi altri lo hanno eguagliato, sia per il numero e la qualità degli ospiti, sia per l'interesse che ancora oggi raccoglie intorno a sé, come evento musicale. E' pur vero che un paio di anni prima c'erano stati i due festival di Caracalla, Villa Pamphili, la Controcanzonissima, i due festival di Avanguardia e Nuove Tendenze, il Re Nudo Pop Festival, giusto per citare le principali Woodstock italiane. Però il Be-In ha lasciato una traccia forte, quella traccia indelebile di un'epoca il cui il pop italiano era nei cuori e nelle orecchie dei ragazzi ancora ubriachi dai mega raduni di Woodstock e Wight.  I nostri musicisti, anche se si ispiravano ai grandi nomi del prog e del rock jazz internazionale, avevano sviluppato un proprio modo di reinventare e riscrivere il pop inglese o quello d'oltremanica, contaminandolo con nuove e originali sonorità musicali ispirate, principalmente,  dalla tradizione mediterranea (Osanna su tutti). Il Festival Pop di Napoli lanciò e consolidò una miriade di gruppi nostrani. Voluto principalmente dagli Osanna (non a caso la location fu proprio Napoli), il "Be-In", raccolse musicisti e gruppi quali Biglietto per l'Inferno, Pholas Dactylus, Era D'Acquario, Garybaldi, Living Music, Claudio Rocchi, Franco Battiato, Mauro Pelosi, Tito Schipa Jr. , Perigeo, Rovescio della Medaglia, Quella Vecchia Locanda, Cervello, De De Lind e molti altri. Ospiti stranieri furono nientemeno che gli Atomic Rooster. Il festival nacque dal basso, dai musicisti che avevano voglia di ritrovarsi e suonare insieme e non per volontà dei discografici che cercavano di lanciare gruppi e musicisti. Tre giorni intensi, il 19-20 e 21 giugno 1973, oltre 25.000 ragazzi stipati all'interno del Villaggio Kennedy di Camaldoli: io ero ancora un po' piccolino, ma ricordo che a scuola se ne parlava e leggevamo avidamente le recensioni su Ciao 2001, ad opera di Fiorella Gentile e Dario Salvatori. Se le volete leggere o rileggere anche voi andate QUI

Oltre alle esibizioni dei singoli gruppi e musicisti, il concerto rimase celebre anche per le jam sessions che lo caratterizzarono. 
Scriveva così Fiorella Gentile su Ciao 2001 n. 27 dell'8 luglio 1973: 
"E poi, meravigliosa, la jam session da annali del pop, L'Uomo e la Donna (Elio e Tony) che dialogavano coi loro strumenti: il flauto accattivante e aggressivo, il violino pazzo e remissivo. Una straordinaria intesa musicale, che si traduceva in movimento fisico, in sguardi e sorrisi, nel diffuso rossore di lei e nella prepotente personalità di lui. Il gioco infantile di due artisti eccezionali, alla riscoperta dell'essenzialità musicale. Dietro, un solido mantello ritmico: la chitarra di Danilo, la batteria e il basso (Atomic Rooster) che stavano alle regole, pur abituati a tutt'altro, le altre due chitarre (De De Lind e Living Music) docili, il flauto intimidito (Quella Vecchia Locanda) e il sintetizzatore (Battiato) a volte efficace, altre fastidioso, in mezzo a tanta armonia, come un gesso sulla lavagna, e ridondante".

Questa mitica jam session è stata in parte recuperata ed è apparsa su alcuni bootleg. Peraltro era anche stata postata da Roby sulla Stratosfera, ma oramai - dopo le ben tristi vicende che hanno riguardato tempo fa il nostro blog - il link del download è inattivo. I brani erano contenuti in un post dedicato a Franco Battiato con una serie di rarità del periodo 1973-74. Anche il set dei Garybaldi era stato postato nel 2012 da Roby, ma anch'esso ha oggi il link inutilizzabile. Altre registrazioni in circolazione (ma è sempre più difficile trovare i link attivi) riguardano, oltre ai due sopracitati, Quella Vecchia Locanda. 

Ho allora pensato di riproporre tutto il materiale che ho trovato nei miei archivi, organizzandolo in modo organico in questo superpost: qui si trovano raccolte  tutte le registrazioni in circolazione relative al "Be-In", incluse le celebri jam sessions (una di queste saltata fuori da poco).  Ne è uscito una sorta di cofanetto composto da 4 CD (2 dedicati ai protagonisti e 2 con le jam sessions). Nota importante: le immagini, tratte dal settimanale Ciao 2001, le ho prese in prestito dal sito Helaberarda del mio "big old friend" Danilo. Ma procediamo con ordine



CD1 - I protagonisti
In questa prima parte sono raccolte le registrazioni, quei frammenti salvati e oggi ancora in circolazione, delle performance di alcuni dei protagonisti: nell'ordine Franco Battiato, Garybaldi e Quella Vecchia Locanda. Come piccolo cadeau ho anche inserito il set degli Atomic Rooster (trasgressione!! un gruppo straniero sulla Strato!), che si esibirono il 19 giugno. Da non perdere assolutamente la mitica presentazione di Eddy Ponti: "Noi vogliamo bene all'erba, non bruciamola, usiamola in un altro modo". Anche questa è storia. 

TRACKLIST:

01. Franco Battiato - Improvisation / Sequenze e Frequenze
02. Franco Battiato - Sequenze e Frequenze (spezzone finale dell'improvvisazione di cui alla traccia precedente, con suono migliorato)
03. Garybaldi - Madre di cose perdute (cut)
04. Garybaldi - Sette - part 1
05. Garybaldi - Sette - part 2 (cut)
06. Eddy Ponti presenta Quella Vecchia Locanda
07. Quella Vecchia Locanda - track 1
08. Quella Vecchia Locanda - track 2
09. Quella Vecchia Locanda - track 3
10. Quella Vecchia Locanda - track 4

La qualità delle registrazioni è molto varia. Apre Franco Battiato, da solo col suo sintetizzatore, in una performance di oltre 13 minuti, dalla qualità sonora accettabile. Seguono i Garybaldi, con tre brani (Sette è divisa in due parti) tratti da Astrolabio, allora appena pubblicato. La qualità della registrazione è ottima, così come quella del breve set dei Quella Vecchia Locanda. con lo splendido violino di Donald Lax in primo piano.
Per le informazioni sul concerto dei Garybaldi al "Be-In" andate QUI



CD 2 - gli ospiti stranieri: Atomic Rooster
Il gruppo inglese guidato dal tastierista Vincent Crane venne invitato da Elio D'Anna degli Osanna, come "guest star". Era da poco stato pubblicato l'album "Nice 'N' Greasy". Da notare anche la presenza del cantante Chris Farlowe (lo si sente bene in "Voodoo in You"), del grande chitarrista John Goodsall (in arte Johnny Mandala) e del batterista Ric Parnell. Quest'ultimo nel 1975, dopo che Crane fuggì con la cassa piantando in asso gli altri (gli Atomic Rooster erano in tour in Italia) si fermerà in terra italica per suonare prima con i Nova e poi con i New Trolls. La loro esibizione al Be-In ebbe luogo il 19 giugno. La sezione ritmica partecipò anche alla leggendaria jam session di fine giornata. Gli Atomic Rooster proposero tre brani, qui raccolti in un unico file.

TRACKLIST:

01. Track 1
02. Voodoo in You / Drum solo
03. Track 3



CD 3 - Jam Session #1
Entrata quasi nella leggenda (forse in modo un po' esagerato) questa jam session 
venne guidata da Elio D'Anna e vi presero parte Toni Marcus, Danilo Rustici, Franco Battiato, alcuni componenti degli Atomic Rooster, dei De De Lind, dei Living Music, dei Quella Vecchia Locanda. Lo spezzone di questa rara registrazione, avvenuta il 19 giugno 1973 (dura complessivamente 21 minuti), dalla qualità sonora "accettabile", è suddiviso in tre file. Molto bello l'intreccio tra il flauto di Elio D'Anna e il violino elettrico della bravissima Toni Marcus, collaboratrice di grandi musicisti, tra i quali Van Morrison. 

TRACKLIST :

01. Jam part 1
02. Jam part 2
03. Jam part 3



CD 4 - Jam Session #2 - Pagoda's Jam
Incredibile jam session tra Elio DìAnna, Franco Battiato e tre componenti degli Aktuala, uscita dagli archivi da pochissimo tempo. Si tratta di una lunga improvvisazione della durata di oltre 38 minuti, denominata "Pagoda's Jam" e registrata il 19 giugno 1973. Il suono è ipnotico, le percussioni di Lino 'Capra' Vaccina e di Laura Maioli fanno da tappeto sonoro al synth di Franco Battiato e all'onnipresente flauto di Elio D'Anna. La qualità della registrazione è discreta. 

TRACKLIST:

01. Pagoda's Jam

MUSICISTI:


Lino "Capra" Vaccina - Tablas
Franco Battiato - Vocals, Keyboards, Electronics
Elio D'Anna - Vocals, Flute
Antonio Cerantola - Vocals, Guitar, Dulcimer 
Laura Maioli -Tambura 


Enjoy!

Post by George