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giovedì 6 novembre 2025

Goodbye James - In Memory of James Senese (1945-2025 R.I.P.) - Atto II


Perdonate quello che per alcuni di voi potrebbe sembrare un eccesso di zelo e di attenzioni, ma il ricordo di un grande artista come James Senese a mio avviso non può concludersi ed essere liquidato con un solo post, seppur piuttosto corposo. Il desiderio di dedicare un Atto II al grande sassofonista napoletano è scaturito da un rapporto, definiamolo epistolare (ovviamente con wapp), tra me e il mio storico amico Frank-One, uno dei collaboratori della Stratosfera della prima ora, che mi ha inviato i file e mi ha proposto di condividere questo bellissimo doppio CD pubblicato nel 2003 dall'etichetta It-why. Si intitola "Passpartù" e contiene un dischetto registrato in studio e uno dal vivo. E' soprattutto quest'ultimo che pubblico con grande piacere, perché amo molto la dimensione live di Senese che mancava nel precedente post. Passiamo ora all'analisi del double album.

James Senese - Passpartù (2 CD, 2003)


TRACKLIST CD 1 (studio)

01. I pensieri tuoi
02. Apache
03. A musica e padrone
04. Io ci credo e tu
05. All Dance
06. Dentro al mio cuore
07. Passpartù
08. Go To Miles
09. O' miracolo perdute
10. Area 51


MUSICISTI (studio CD)

James Senese — sax tenore, sax soprano, sintetizzatore, voce
Enzo Gragnaniello — voce
Alfredo Paxiao — basso
Agostino Marangolo — batteria
Mitche Forman — tastiere
Alfio Antico, Alfonso Adinolfi, Manolo Baderena — percussioni
Berg Campos — percussioni brasiliane
Ciccio Merolla — percussioni etniche


TRACKLIST CD 2 (live)

01. Azteco Blood
02. Black Mamba
03. Jesceallah
04. Mysterious to 167
05. In My Room
06. Manama
07. Sabato Santo


MUSICISTI (live CD)

James Senese — sax tenore, sax soprano
Umberto Muselli — tastiere, PadX
Mario Mazzaro — basso elettrico
Enrico 40 — batteria


Tre anni dopo l'uscita di "Sabato Santo", ovvero nel 2003, vennero pubblicati due dischi di assoluta importanza per James Senes, che segnarono la collaborazione con Enzo Gragnaniello: il primo si intitolava "Tribù e passione" (attribuito a Gragnaniello, Senese e Zurzolo), il secondo è questo doppio CD dal titolo "Passpartù" che contiene un CD con nuove registrazioni in studio e un secondo CD con 7 brani registrati dal vivo all'Arena di Catania il 16 agosto 2001. Non ci sono termini per definire la bellezza di questo disco: ben cinque percussionisti più la batteria di Agostino Marangolo e il basso elettrico di Alfredo Paxiao formano un potente impianto ritmico, dove le tastiere e soprattutto il sax di James Senese possono volare liberi creando mille rivoli di note. Interessante la rivisitazione de "L'ultimo Apache" (qui intitolato "Apache"), ripescato dall'ultimo CD dei Napoli Centrale del 2001. Si discosta dal resto della produzione "Area 51", posto in chiusura di album, un brano che fluttua tra sperimentazioni elettroniche e ambient music, dall'andamenti ipnotico, interrotto dai vocalizzi di Gragnaniello e dal sax di Senese. Nulla di entusiasmante. Fortunatamente è l'unico episodio di questo tenore.


Il CD registrato dal vivo nel 2001 vede Senese esibirsi in quartetto e comprende 7 brani interamente strumentali. Ancora jazz di alta scuola, di grande eleganza, con ottimi arrangiamenti. Il gruppo propone quasi completamente "Sabato Santo", che allora era l'ultimo lavoro solista pubblicato, ad eccezione di "Jesceallah" tratto dall'omonimo album dei Napoli Centrale del 1992. Un concerto live strepitoso, anche perché viene riproposto in chiave live uno dei massimi capolavori del James Senese solista ("Sabato Santo", postato qualche giorno fa) 


Prima di concludere mi concedo una breve piccola promozione a beneficio dell'amico Frank-One. Se qualcuno di voi riesce a sintonizzarsi su Radio Panda 96.3 (io purtroppo ad Aosta non la ricevo, anche perché la sua diffusione riguarda Milano e provincia) non si faccia scappare la trasmissione condotta dal nostro amico Francone (come preferisco chiamarlo io) intitolata "Radio Taxi - The Prog Side of the Moon", in onda ogni martedì alle 18,30. Se volete ascoltare del buon vecchio (ma anche nuovo) e sano progressive rock presentato e commentato con professionalità e competenza, allora non fatevela sfuggire. Visto che Frank-One promuove spesso la Stratosfera nel corso della sua trasmissione, mi è sembrato giusto ricambiare la cortesia. Con questo è tutto, Cari amici, vi lascio con il consueto buon ascolto. A presto.

GOODBYE JAMES


LINK CD 1 (studio)
LINK CD 2 (live)

Post by George - Music by Frank-One

sabato 1 novembre 2025

Goodbye James - In Memory of James Senese (1945-2025 R.I.P.)

 

INTRO

Il blues, il soul, la musica nera devi averla nel sangue per essere un grande artista di matrice black. E James Senese ce l'aveva, senza ombra di dubbio. Nascere e crescere a Napoli, da madre napoletana e padre afroamericano, in una città portuale crogiuolo di culture, di suoni e stili provenienti da ogni dove, soprattutto dall'America, significa assorbirne l'essenza e trasformarla in nuove esperienze musicali, dove anche la lingua (quella napoletana) diventa strumento e grande protagonista. E poi, con un simile DNA, il gioco è fatto. Narrano le cronache che il giovane James fin da piccolo ascoltasse i dischi che avevano portato in Italia i soldati americani nel corso del secondo conflitto mondiale, dove swing e boogie woogie la facevano da padroni. La folgorazione, però, avvenne ascoltando uh disco di John Coltrane, dove restò affascinato dal suono del sax. Aveva 12 anni quando la madre gliene regalò uno, permettendogli di iniziare la sua carriera di sassofonista sotto la guida del maestro e direttore d'orchestra Pasquale Santoro. Il resto è storia, dagli Showmen (1 e 2) ai Napoli Centrale, dalla fulgida carriera  solista alle numerose collaborazioni con grandi artisti. 

James Senese con gli Showmen negli anni '60

Vale la pena spendere una parola in più per la storica collaborazione con Pino Daniele che raggiunse l'apice con il "Vai Mò Tour" del 1981 (ampiamente documentato sulla Stratosfera (qui). James divenne parte integrante del supergruppo al fianco di Tullio De Piscopo, Toni Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso. Bissarono nel 2008, ma non fu la stessa cosa. Ovviamente per una lettura approfondita della biografia di James Senese vi rimando a wikipedia o ai numerosi siti specializzati. Nella sua lunga carriera, accanto alla musica, non mancarono incursioni nel mondo del cinema: da "No grazie, il caffè mi rende nervoso" (la colonna sonora è su queste pagine) con Massimo Troisi a "Passione" di John Turturro, fino a "Una festa esagerata" di Vincenzo Salemme.

James Senese con Pino Daniele nel gruppo del "Vai Mò Tour" 1981)

Ora che Senese se ne è andato per sempre anche le grandi testate, al fianco di quelle specializzate che lo hanno sempre seguito nel corso della sua carriera artistica, si sono ricordate di lu, inondandoci di biografie, interviste e ricordi più a meno degni di nota. James, e con lui il suo simbiotico sax, è mancato il 29 ottobre scorso all'età di 80 anni (era nato a Napoli, nel quartiere Miano, il 6 gennaio 1945), lasciando dietro di sé una corposa discografia e una bella serie di esperienze musicali. Come d'abitudine (è brutto dirlo) ricordiamo i musicisti scomparsi proponendo la loro musica. Gli Showmen (nelle versioni 1 e 2) sono già ampiamente documentati su questo blog, così come parte della discografia dei Napoli Centrale. E' invece un po' lacunosa la discografia solista del musicista. Siamo qui per rimediare. Per questo tributo ho scelto tre dischi che reputo tra i più significativi (senza nulla togliere agli altri). Si tratta dei primi due album risalenti agli anni '80 e di "Sabato Santo" del 2000. Procediamo con ordine.

James Senese - Omonimo (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. E cchiu' dolore - 2:10
02. Marcus Silos - 3:06
03. Che t'aggia di - 1:14
04. Basta mo' no cchiu' - 3:33
05. So' vivo - 3:21

Lato B
06. Habbanera - 3:30
07. Coccosa e cchiu' - 3:10
08. Io volo - 3:23
09. Whe Ha - 4:15

Bonus Tracks
10. Malafemmena - lato A, 45 giri (1983)
11. Marcus Silos - lato B, 45 giri (1983)


MUSICISTI:

James Senese - sax tenore, sax soprano, lyricon, delay delta 4, harmonizer, voce
Renato Costarella - tastiere, brass prophet, obx-a
Rino Calabritto - basso, chorus ve 400, delay ibanez
Giorgio Cocilovo - chitarre
Walter Martino - batteria, percussioni


Conclusa l'esperienza con i Napoli Centrale e prima ancora con gli Showmen, James Senese apre una nuova pagina nella sua carriera artistica. In compagnia di un gruppo di amici musicisti apre con questo disco omonimo la sua produzione solista, alternandola con qualche uscita dei redivivi Napoli Centrale, che durerà fino al 2025, l'anno della sua morte. "James Senese", pubblicato dalla Polydor in vinile, è stato ristampato sempre dalla Polydor e sempre in vinile nel 2021 in edizione limitata e numerata. Non mi risultano ristampe in CD. IL disco è composto di soli 9 brani, ricchi però di patos e di atmosfera, permeati da quel tipico "Neapolitan Sound", black music cantata in napoletano, che caratterizzerà tutta la sua produzione musicale. Il sax, potente e preciso, volteggia nello spazio e viaggia "verso la stratosfera" (è il caso di dirlo). Infine, come avrete notato, ho inserito due bonus tracks: si tratta di due brani pubblicati nel 1983 su 45 giri e rimasti inediti su LP. Nello specifico il lato A è un arrangiamento jazzato del celebre traditional partenopeo. Di seguito la copertina del singolo.


James Senese - Alhambra (LP, 1988)

ù

TRACKLIST:

Lato A
01. Love Supreme - 4:46
batteria – Carlo Avitabile
piano, synthesizer – Ernesto Vitolo

02. Rosa Maria - 5:30
basso acustico – Rino Zurzolo
batteria – Tullio De Piscopo
voce (canto flamenco) – Anita Vescuso

03. Sciaccò - 4:14

04. Alhambra (memento per Gil Evans) - 5:06
piano, synthesizer – Ernesto Vitolo

Lato B
05. Hiwinnet (Love Supreme) - 5:15
voce (canto tigrino] – Woky Abe

06. Dolce malinconia - 4:10
piano, synthesizer - Ernesto Vitolo

07. Anema nera - 4:27

08. Tambòo (vocal) - 4:38

Bonus Tracks
09. Tamboo (instrumental) - lato B, 45 giri (1987)
10. Love Supreme (long mix)


MUSICISTI (oltre a quelli già indicati nella tracklist):

James Senese - sax tenore, sax soprano, voce solista
Gary Alston, Karen Moore, Sonia Gardner - cori
Andrée-Tia - batteria
Willy 'Nfor - basso elettrico
Franco Giacoia - chitarra elettrica e acustica
Gil Evans - piano elettrico, arrangiamenti
Joe Amoruso - piano, synthesizer
 Rob Vuono Junior - tromba


Non aspettiamoci un disco con cadenza annuale: James i dischi li registra quando è ispirato e quando ha composto del buon materiale da portare in studio. E' il caso di "Alhambra", secondo album pubblicato nel 1988 dalla EMI, ben 5 anni dopo quello di debutto. Anche questo disco restò disponibile nei soli formati vinile e mc. Discogs rende noto che una versione in CD venne pubblicata, sempre nel 1988, dall'etichetta Costa Est per il solo mercato svizzero. In "Alhambra" James Senese sperimenta nuove strade e nuove sonorità, circondato, in molte occasioni, dai vecchi compagni di strada, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Ernesto Vitolo. I testi sono scritti da un altro storico amico, quel Franco Del Prete già batterista degli Showmen 2 e dei Napoli Centrale. L'album vanta anche la prestigiosa collaborazione di Gil Evans al piano e agli arrangiamenti. Gil scomparve proprio nel 1988, pochi mesi prima della pubblicazione del disco. Tra i brani di punta cito sicuramente "Love Supreme", posto in apertura (che diventerà uno dei suoi cavalli di battagliai) e la grande cavalcata di "Anema nera", lo specchio  della parte più "black" di James Senese. Un album forte, verace. a tratti grezzo, ma proprio per questo affascinante. Ultima annotazione: nel 1987 venne pubblicato un singolo contenente sul lato A la versione vocale di "Tamboo", poi confluita sul 33 giri, mentre sul lato B venne registrata una "instrumental version" che rimase inedita. La trovate qui come bonus track. Infine, ricordo che nel 1988 dal 33 giri vennero estratti due singoli, il primo con "Dolce malinconia / Hiwinnet (Love Supreme)" (entrambi presenti nel 33 giri), il secondo contenente tre diverse versioni di "Love Supreme", una long version, Hiwinnet e una radio version. Su YT è stata postata una lunga versione di oltre 7 minuti,  che ho inserito tra le bonus track. Di seguito le copertine dei singoli. 




James Senese - Sabato Santo (CD, 2000)


TRACKLIST:

01. Azteco Blood - 6:26
02. Black Mamba - 5:01
03. Chahida - 5:42
04. Mysterious To 167 - 4:53
05. Manama - 5:35
06. In My Room - 4:11
07. Sabato Santo - 6:02
08. Subway - 6:40


MUSICISTI:

James Senese - sax tenore, sax soprano, basso elettrico per tastiera, programming e batteria elettronica
Rino Zurzolo - basso acustico
Enrico Quaranta - batteria acustica
Berger Campos - percussioni (1)
Mazuk - percussioni arabe (2)


Adoro questo album con cui Senese aprì il nuovo millennio. Salto il terzo LP, "Hey James", uscito nel 1991, un discreto disco che non aggiunge nulla di nuovo al lavoro precedente, per passare direttamente alla quarta prova, "Sabato Santo", 8 tracce che ti lasciano senza fiato. Qui James Senese si è totalmente immerso nella fusion pura, un lavoro che ricorda molto da vicino il sound dei Weather Report. Qui la voce tace (tranne che in Sabato Santo), parlano solo gli strumenti. Il fedele Rino Zurzolo traccia linee di basso incredibili, mentre il sax di Senese volteggia libero, ancora una volta diretto "verso la stratosfera". Questa meraviglia restò un unicum nella discografia del sassofonista napoletano che negli anni a seguire registrerà ancora una manciata di album fino a raggiungere il fatidico 2025. C'è ancora un doppio CD che amo particolarmente, pubblicato nel 2018, quindi un po' troppo recente per il nostro blog. Vedremo di infilarlo nel 2026. Si tratta del live "Aspettanno 'o tiempo", contenente registrazioni di brani di Napoli Centrale e del solo sassofonista. Bene, cari amici, il nostro ricordo di James Senese termina qui. Riparleremo ancora di lui in futuro, non c'è dubbio. Intanto gustiamoci la sua classe ascoltando questi tre splendidi album. Buon ascolto e...buone vibrazioni (come si diceva negli anni '60).

GOODBYE JAMES


LINK James Senese (1983)
LINK Alhambra (1988)
LINK Sabato Santo (2000)

Post by George

mercoledì 6 novembre 2019

Serie "Bootleg" n. 300 - Napoli Centrale live in Viareggio, 28.04.1976

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

File 1
01. ‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella
02. Improvvisazione # 1
03. Vico primo Parise n. 8
04. ‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella (reprise)

File 2
05. Sotto a’ suttana
06. James Senese speech
07. Simme iute e simme venute
08. Sotto e ‘n coppa (part 1)

File 3
09. Sotto e ‘n coppa (part 2)
10. Improvvisazione # 2


TRACKLIST CD 2:

File 3
01. Sangue misto
02. Keyboards & sax solo
03. Vecchie, mugliere, muorte e criature (fade out)

Bonus track
04. Campagna (live 1975)


FORMAZIONE (1976) 

James Senese - sax soprano, sax tenore, percussioni
Giuseppe 'Pippo' Guarnera - tastiere
Kelvin Bullen - basso
Franco De Prete - batteria

FORMAZIONE (1975 - bonus track)

James Senese - sax
Franco De Prete - batteria
Mark Harris - tastiere
Tony Walmsley - basso



Cari amici, siamo giunti alla fatidica "quota 300". Trecento bootleg non sono pochi e questo traguardo si è reso possibile grazie ad un importante lavoro di squadra, che ha visto impegnati in questi anni molti collaboratori e amici della Stratosfera. Per celebrare questo traguardo ci voleva qualcosa di importante e, possibilmente, di inedito. Ecco allora che dai miei (quasi) sconfinati archivi ho recuperato questa rarissima registrazione, dono dell'amico Marco Osel. Si tratta di un concerto dei Napoli Centrale della prima ora datato 28 aprile 1976, registrato a Viareggio in una location non ben precisata. Forse Osel ci verrà in aiuto nei commenti. Il concerto è di rara bellezza e presenta la band di James Senese ai massimi livelli. Non ho mai visto sul web o altrove traccia di un loro intero concerto risalente agli anni '70. Nel 1976 era da poco stato pubblicato il secondo album del gruppo partenopeo, "Mattanza", i cui brani sono in gran parte i protagonisti di questo concerto. Non mancano alcune tracce dal primo omonimo disco del 1975. Per l'occasione ho rimasterizzato (se così si può dire) i file del concerto, equalizzando i suoni e rendendo meno "impastato" il sound originale. Ho anche ricercato la tracklist che mancava nell'invio. Insomma, un lavoretto degno di questa importante celebrazione.


Poche righe, giusto per tracciare una breve biografia del gruppo, fondato nel 1975 da James Senese, eclettico sassofonista, e dal batterista Franco Del Prete, entrambi  provenienti dagli Showmen (già ampiamente presenti sulla Stratosfera). Gli altri componenti della prima formazione sono Mark Harris (piano) e Tony Walmsley (basso e chitarra). Quest'ultimo, dopo la registrazione dell primo LP,  abbandona il gruppo per unirsi  al Rovescio della Medaglia. La chitarra sparisce ben presto dalla line up, lasciando così spazio ai virtuosismi del sax di Senese. Nella band, prima di dedicarsi alla carriera solista, per qualche periodo ha militato anche Pino Daniele al basso. Il nome Napoli Centrale viene suggerito da Raffaele Cascone (uno dei presentatori della storica trasmissione radiofonica "Per voi giovani") riferendosi alla stazione ferroviaria di Napoli, giusto per indicare il via-vai di gente, corpi e volti diversi in un incontro popolare-culturale che è poi la base da cui parte la musica di James Senese, anch'egli "figlio della guerra", come spesso si definisce.


I Napoli Centrale si distinguono subito all'interno del panorama musicale italiano, con un sound lontano dal prog di quegli anni, ispirato invece da John Coltrane, dal Miles Davis elettrico di "Bitches Brew"e dai due mostri sacri dei Weather Report, Wayne Shorter e Joe Zawinul. Il sound che ne esce è un potente jazz-rock con venature prog, unico nel panorama della musica italiana degli anni '70. Qualche affinità la possiamo trovare col Perigeo, anche se Senese & Co., specie nei concerti live, superano gli schemi delle registrazioni in studio, lasciandosi andare a lunghe articolate improvvisazioni (come nel caso del concerto qui proposto).  Il 1975 vede la pubblicazione del primo omonimo disco che si apre con la oramai storica "Campagna". I temi trattati, con testi rigorosamente cantati in dialetto napoletano, sono sostanzialmente dedicati all'emigrazione, alla povertà allo sfruttamento degli operai e degli agricoltori.


Nel 1976 vede la luce "Mattanza", registrato in studio con la presenza di molti musicisti amici, tra i quali il batterista Agostino Marangolo dei Goblin, che dal 1992 in poi, con qualche interruzione, entrerà in pianta stabile nell'organico delle nuove incarnazioni dei Napoli Centrale. Gli anni '70 si chiudono con l'uscita nel 1977 del disco più sperimentale della band, "Qualcosa ca nu' mmore", per la cui realizzazione vengono ingaggiati Pino Daniele al basso e Ciro Ciscognetti alle tastiere. Segue un lungo periodo di silenzio, periodo nel quale James Senese intraprende una carriera da solista, fino all'uscita degli album "Jesceallah" e "Zitte! Sta venenn' 'o mammone", datati rispettivamente 1992 e 2001. L'attività concertistica non è mai venuta meno e ancora oggi James Senese e suoi Napoli Centrali sono presenti sui palcoscenici italiani  ed esteri.


Il concerto di Viareggio, della lunghezza di oltre 80 minuti, è ricco di improvvisazioni e di variazioni sui temi proposti, che si discostano non poco dalle registrazioni in studio. L'apertura è affidata a "‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella", dall'album di esordio, con una jam centrale, un cenno a "Vico primo Parise n. 8" e una ripresa finale del tema principale. I brani tratti da "Mattanza" sono poi i protagonisti del resto del concerto, conditi da lunghe improvvisazioni ora dense di umori free ora più liquide e distese. Anche se ci troviamo di fronte a grandi strumentisti, nessuno escluso, il protagonista assoluto è il sax impazzito di James Senese, vero mattatore in scena e maestro nell'estrarre suoni impossibili dal suo strumento. Non mancano le classiche "Simme iute e simme venute" e "Sangue misto". La registrazione si conclude con "Vecchie, mugliere, muorte e criature", ancora dall'album di esordio. Peccato che il brano venga sfumata nel finale. Probabilmente il concerto proseguiva ancora, magari con "Campagna" proposta come bis. Chissà!
Per non farcela mancare l'ho recuperata da un video del 1975, dove i Napoli Centrale, nella primissima line up, la eseguono dal vivo. Nota tecnica: il concerto è diviso in 4 file (più quello con la bonus track), ognuno dei quali contiene più brani che troverete elencati nelle due tracklist.
Siamo giunti al termine di questa lunga cavalcata dedicata ai Napoli Centrale, a suggellare il raggiungimento del 300° bootleg. Speriamo vivamente  di arrivare a quota 400. sempre con il vostro prezioso aiuto. Sono certo che ce la faremo senza problemi.
Buon ascolto da George e da Osel.


LINK 

Post & words by George - Music by Osel (thanks)


venerdì 18 ottobre 2013

Napoli Centrale - 1977 - Qualcosa Ca Nu' mmore

TRACKLIST :

1. 'O Nemico Mio
2. 'O Specchio Addò Me Guardo
3. Qualcosa Ca Nu' Mmore
4. A Musica Mia Che R'è
5. A Musica Si Tu
6. Nun Song Na Vacca

LINE UP : 

James Senese - sax, synth, voce
Franco Del Prete - batteria
Pippo Guarnera - piano elettrico, Hammond C3
Ngtù Mabula - basso (probabimente si tratta di uno pseudonimo usato da Pino Daniele)
Pippo Guarnera - tastiere
Alfonso Adinolfi - percussioni

Qualcosa Ca Nu' Mmore è il terzo disco a nome Napoli Centrale, uscito nel 1977, è il disco che più dei precedenti si accosta al jazz classico. Della classica formazione resta, oltre a James Senese, il solo Franco Del Prete. Da notare al basso un misconosciuto Ngtù Mabula, probabilmente si tratta di un giovanissimo Pino Daniele mascherato da uno pseudonimo, forse per non creare problemi con la EMI, etichetta con la quale già aveva firmato nel 1976 e con cui da lì a poco fara uscire il suo primo disco "Pino Daniele".
Per capire meglio di cosa si tratta vi rimando alla dettagliata recensione fatta da John Nicolò "JJ" Martin sul suo blog John's Classic Rock. 

"Poco prima di chiudere la fase più progressiva della loro carriera, i Napoli Centrale pubblicano nel 1977 l'album “Qualcosa ‘cca nu’ mmore” che se da un lato si rivela uno dei loro lavori più energici e stridenti, dall’altro denota un sempre maggior spostamento verso il jazz (es: “O specchio addo‘ me guardo"), lasciandosi così alle spalle un po’ di quella immediata comunicatività degli esordi.
Se infatti nel primo album “Napoli Centrale” si aveva l’impressione di trovarsi di fronte a un collettivo compatto sia musicalmente che ideologicamente, in questo frangente siamo invece al cospetto di un vero e proprio gruppo jazz in cui la preponderanza di James Senese (unico superstite della formazione originale insieme al fido batterista Franco del Prete) gli conferì definitivamente l'indiscusso ruolo di capo-orchestra.
Rispetto ai primi due lavori dunque, è un altra Napoli Centrale quella che si ascolta in Qualcosa ‘cca nu’ mmore laddove per le registrazioni, Senese si avvale nuovamente di numerosi musicisti esterni, ma che questa volta sono chiamati ad esprimersi in un linguaggio quasi esclusivamente jazz: Ciro Ciscognetti, ex tastierista di Fabio Celi e gli Infermieri - qui tra l’altro in splendida forma -, un secondo tastierista Pippo Guarnera già con Napoli Centrale nel 1975 e poi andatosene temporanemente con Finardi, nonché un giovane bassista di belle speranze di nome Pino Daniele che di lì a poco diverrà l'alfiere più raffinato della musica napoletana d'autore.
Sebbene però, come dicevamo, il disco del 1977 fosse suonato a livelli altissimi, ascoltando la sequenza dei brani emerse in modo piuttosto drastico l’urgenza di un cambiamento programmatico: o riportare la band verso la conflittualità del passato, o verso una strada ancora più tecnica e sperimentale.
 
E se musicalmente Senese e soci avevano fatto passi da gigante e il “Sonny Rollins di Napoli” dimostrò costantemente di avere sempre più fiuto nel scegliersi i compagni e soprattutto classe da vendere, da un’altro punto di vista le sue performances, specie quelle vocali, iniziavano a suonare ripetitive, quasi come se si fossero eternamente arroccate al sound di “O nonno mio”.
Con questo non voglio dire che Qualcosa ‘cca nu’ mmore sarebbe stato più coerente se fosse stato solo strumentale, ma che le parti cantate avrebbero potuto anche limitarsi al primo folgorante brano d’apertura “O nemico mio”, vero e proprio capolavoro dell’album. E questo perchè a conti fatti, il sound complessivo di quest'ultimo lavoro fu effettivamente una coazione al ricalco delle intuizioni sviluppate nei primi due.
Allo stesso modo, molto autoreferenziale sembrò anche il pezzo di chiusura “Nun song na vacca” che pur riciclando i fasti di “Mattanza” ne ricalcava telmente il groove da lasciare l’ascoltatore perlomeno ansioso di qualche ulteriore novità.
E queste considerazioni le fecero probabilmente anche gli stessi Senese e Del Prete che malgrado le ottime prove su vinile e dal vivo, decisero di sciogliere i Napoli Centrale andandosene ciascuno per la sua strada.
Com'è noto, i frutti migliori dello scisma, li raccolse il bassista Giuseppe “Pino” Daniele che in quello stesso anno avrebbe esordito con il suo “Terra mia”, calamitando a se il meglio dei musicisti napoletani, Senese incluso. (...)"


Buon ascolto e Dajeccosì!
LINK 
Post by Ya Hozna 
Thanx to John Nicolò "JJ" Martin

P.S. LASCIARE UN COMMENTO E/O UN GRAZIE NON GUASTA MAI...  

mercoledì 8 maggio 2013

James Senese - 1982 - No, Grazie Il Caffè Mi Rende Nervoso (OST)


TRACKLIST:
Habbanera
James Death
Parlesia Theme
Rehearsals Theme Part 1
Rehearsals Theme Part 2
Theme 1 (Closing)
Theme 1 (Opening)
Theme 1 (Titles 1)
Theme 1 (Titles 2)
Theme 2
Theme 3
Theme 4
Theme 5
Theme 6
Theme 7
Theme 8
Theme 9
Theme 10 (part 1)
Theme 10 (part 2)
Theme 11
Theme 12
Theme 13
Theme 14
Theme 15

Nuova Napoli Interview


"...Allora a questa non volete rispondere..."

Scritta da James Senese, questa è la colonna sonora del mitico film No, Grazie Il Caffè Mi Rende Nervoso del 1982, con protagonista Lello Arena e la partecipazione di Massimo Troisi, Maddalena Crippa, e lo stesso Senese nel ruolo di se stesso. Stile tipicamente jazz-rock partenopeo, che ricorda molto i Napoli Centrale, la soundtrack scorre tra i vari temi delle scene del film, arricchita dal brano principale "Habbanera". Alla batteria (sia nel film che nelle registrazioni) troviamo il grande Franco Del Prete, il che fa di questa colonna sonora quasi un disco dei Napoli Centrale.
Anni fa ebbi l'occasione di parlare con James Senese, durante un concerto del Banco Del Mutuo Soccorso a Marino, di cui era ospite, e gli chiesi se il disco fosse reperibile, mi disse che purtroppo neanche lui ne era in possesso, solo il brano Habbanera appare nel suo disco solista del 1983 "James Senese". Data la momentanea impossibilità di reperire il vinile, ho estrapolato dall'audio del film, tutte le parti musicali, così facendo in molte tracce ci sono anche le parti parlate dei protagonisti, e la qualità non è il massimo, seppur presa da dvd, visto che presenta quel velo di fruscio tipico della pellicola dell'epoca, ma trovo che sia piacevole lo stesso, ed anche molto divertente!

In attesa che qualcuno in possesso del vinile originale lo posti...

...Buon ascolto e Dajeccosì!

"...Io te scasso 'o sassofono 'nfaccia! Tu si scièm!..."

30 Anni Dopo!

LINK 

Post by Ya Hozna


giovedì 25 aprile 2013

1968 - The Showmen - Un'ora sola ti vorrei/Ma perché ami il gatto?

Grande classico, opportunamente e sapientemente rivisitato dagli Showmen. Della band facevano parte anche James Senese, che negli anni '70 fondò la storica band "Napoli Centrale" e, per un certo periodo, un giovanissimo Pino Daniele.

Mario Musella
James Senese
Franco Del Prete
Luciano Maglioccola
Elio D'Anna
Giuseppe Botta

Un'ora sola ti vorrei

Io che non so scordarti mai
per te darei la vita mia
per dirti quello che non sai

Un'ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
per dirti ancor dei baci miei
che cosa sei per me

Un'ora sola ti vorrei
per dirti quello che non sai
ed in quest'ora donerei
la vita mia per te

Io non vedo il mondo
quando penso a te
vedo gli occhi tuoi nei miei

Ma se non mi vuoi
non e' niente sai
la vita mia per te

Un'ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
per dirti ancor dei baci miei
che cosa sei per me

ed in quest'ora donerei
la vita mia per te

Ma perché ami il gatto?

Ehi ma perché ami il gatto più di me?
Ogni giorno per lui mi trascuri così
tu gli vuoi bene ma, sì lo so
è una bestia un po' matta poi...

Ma perché ami il gatto più di me
e lo tratti come non mi tratti mai
avrà un bel muso, farà le fusa
ma il gatto è solamente un gatto, sai
Se potessi miagolare anch'io miao miao
qualche cosa forse ancora conterei
avrà un bel muso, farà le fusa
ma un gatto è solamente un gatto, sai

Da oggi in poi tu dovrai decidere
tra noi due chi vuoi
ah non potrò, io non potrò
dire che ti amo con un miao miao miao

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