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martedì 19 maggio 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 13 - 1998 - Senza tempo noi


TRACKLIST:

01. La Bottega del Fabbro - Perché tu non vuoi (1973)
02. La Bottega del Fabbro - Solo con te (1973)
03. Invisible Force - Morti vident (1971)
04. Invisible Force - 1999 mundi finis (1971)
05. Theodoro Re dei Poeti - Jumbo rock (1974)
06. Theodoro Re dei Poeti - Preparati bambina (1974)
07. Crema - Sei sempre tu (1976)
08. Crema - Se io fossi (1976)
09. Anonima Sound Ltd - Io prendo amore (1971)
10. Anonima Sound Ltd- Cerchi (1971)
11. Paradiso di Robots - Paradiso di robot (1972)
12. Paradiso di Robots - Non si torna indietro (1972)
13. I Vermi - Collina (pt.I) (1972)
14. I Vermi - Collina (pt.II) (1972)
15. Ora Esatta - Confilandia (1980)
16. Ora Esatta - Giostra infame (1980)
17. Scala Mercalli - Una come te (1973)
18. Scala Mercalli - Una donna (1973)
19. Reattori Caldi - Il mio cuore è un reattore (1973)
20. Cugini di Campagna - Hallo cousins (1978)



Prosegue il viaggio attraverso le compilation presentate da Augusto Croce sul suo Italianprog. Vediamo insieme cosa scrive a proposito di questo disco, pubblicato privatamente nel 1998 (etichetta Totem 01): "Un'altra rarissima compilation realizzata privatamente con brani da singoli, uscita in sole 35 copie numerate con copertine diverse dipinte a mano. Come Meteora (ndr - ancora fresco di pubblicazione sulla Stratosfera) questo CD non è mai più stato ristampato. Anche se questa raccolta contiene artisti meno conosciuti rispetto alla precedente, ci sono comunque grosse rarità, come il singolo di Antonius Rex/Invisible Force".


La compilation si apre con l'unico singolo registrato nel 1972 dal gruppo bresciano "La bottega del fabbro", con sonorità a cavallo tra beat e prog. Segue a ruota il singolo del 1971 di Antonio Bartoccetti, alias Antonius Rex, personaggio arcinoto sulla Stratosfera che non necessita certo di presentazioni. Bartoccetti è stato il fondatore di diverse formazioni alle quali ha attribuito nomi diversi: Jacula, Dietro noi deserto, Antonius Rex e, nella fattispecie, Invisible Force.  I due brani del singolo vennero poi ripresi in "Tardo pede in magiam versus" e "Zora"; il lato B, 1999 mundi finis, venne ribattezzata con i nomi di U.F.D.E.M. e Morte al potere. Bartoccetti, alla voce e chitarra, è qui accompagnato da Elisabeth d'Esperance alla voce, Charles Tiring alle tastiere e Peter McDonald al basso e alla batteria. Si prosegue con l'unico 45 giri inciso nel 1974 da Diego Pepe (vero nome Rosario Sferrazza), già leader del gruppo beat "I cavernicoli". Nel disco, registrato con lo pseudonimo "Theodoro Re dei Poeti", troviamo sul lato A uno scanzonato rock'n'roll, mentre sul lato B, grazie alla presenza dell'onnipresente flauto, appare un brano più vicino alle sonorità prog. Gli sconosciuti "Crema" sono invece gli autori di un unico singolo datato 1976, con due brani melodici, decisamente ancillari rispetto ai suoni prog.



Il 45 giri dell'Anonima Sound, presente sulla compilation, risale al 1971 e appartiene alla fase di transizione del gruppo, subito dopo la dipartita di Ivan Graziani. La formazione dell' "Anonima Sound Ltd." (questo il nuovo nome), comprende Massimo Meloni (chitarra, voce), Walter Monatti (basso) e Velio Gualazzi (batteria). L'anno successivo, diventati un settetto, sforneranno quel grande album che è "Red tape machine". Dei "Paradiso di Robots" non abbiamo notizie. Sono evaporati subito dopo la pubblicazione di questo unico 45 giri del 1972. Unico singolo anche per "I vermi", piemontesi dei dintorni di Biella, che nel 1970 incisero questo ottimo brano, Collina, suddiviso in due parti, con le tastiere di Mauro Schellino in bella evidenza. 




Anche il gruppo "Ora esatta" è da includere nel "Trofeo sconosciume" (vi ricordate questo mitico concorso apparso qualche anno fa sulla Strato?). Augusto Croce riferisce quanto segue: "Solo un singolo a 33 giri per questo gruppo, uscito nel marzo 1980, e contenente due brani di oltre 5 minuti ciascuno, a metà strada tra pop melodico e prog, basati sulla chitarra acustica". Non è molto ma è sempre meglio che niente. Stiamo volgendo al termine. Altro gruppo con all'attivo un solo singolo: sono i genovesi "Scala Mercalli", che propongono un brano orchestrale piuttosto pomposo sul lato A e una canzonetta pop sul lato B. L'anno è il 1973. 



In chiusura troviamo il lato B dell'unico singolo dei "Reattori Caldi", Il mio cuore è un reattore, del 1973. Strano che il lato A, da cui la compilation ha preso il nome, non sia stato incluso. Dulcis in fundo (??) nientemeno che "I cugini di campagna", tra i gruppi più sdolcinati che abbiano mai solcato il patrio suolo, con il lato B (Hallo cousins) di un singolo uscito nel 1978, Dentro l'anima.
 
E con questo abbiamo concluso. Buon ascolto. 




Post by George

giovedì 29 gennaio 2015

Doris Norton - 1981 - Parapsycho (vinyl version)

TRACKLIST:

Lato A
01. Parapsycho
02. Ludus
03. Psychic Research
04. Telepathia 

Lato B
01. Hypnotised by Norton
02. Tears
03. Obsession
04. Precognition

LINE UP:

Doris Norton - vocal, keyboards, software
Alex Cooper - flute
Mike Lee - guitars
Antonius Rex - bass, guitar synth
Andy Jackson - drums

Guest:

Tullio De Piscopo - drums
Hugo Heredia - flute in "Hypnotised"

Un po' per pigrizia, un po' per non ripetersi, ho scelto una delle tante recensioni relative a questo disco pubblicato nel 1981 da Doris Norton, da poco ristampato dalla Black Widow (2013) per celebrarne il 32° anniversario. La versione qui postata è rippata direttamente dal vinile originale, I file sono due, uno per ogni facciata. Leggiamo allora quanto scrive Leonardo Di Maio sul sito "Ondarock": "Doris Norton rappresenta un piccolo vanto nazionale. Figura di culto in ambito internazionale, la Norton è da considerarsi un'autentica pioniera nel campo della techno "ante litteram", sebbene le sue radici affondino nel vero rock gotico degli anni Settanta, in virtù di tenebrosa tastierista dei gruppi Jacula e Antonius Rex, formati insieme a suo marito Antonio Bartoccetti e svariati turnisti di studio (che andavano da pseudo satanisti come Charles Tiring a jazzisti come Marco Ratti e Hugo Heredia, fino addirittura a una comparsata fugace di Paolo Tofani degli Area). Già gli Antonius Rex lasciavano presagire una svolta stilistica meno scura degli Jacula, sperimentando di più sull'elettronica e su nuovi prototipi di sintetizzatori. La Norton quindi pensò bene di cimentarsi in proprio su questo tipo di sperimentazioni in ambito rock, seguendo l'influsso dei maestri tedeschi del genere, Tangerine Dream e Klaus Schulze in primis. Dopo l'album per soli software musicali, "Under Ground" (1980), stampato in proprio per la Musik Research, nel 1981 vide la luce il primo album ufficiale della Norton, "Parapsycho", uscito per la Disco Più/CGD.

Il disco gode di una fama forse superiore ai suoi effettivi meriti artistici (che saranno sviluppati con più cognizione di causa nei successivi "Raptus" e "Nortoncomputerforpeace", usciti entrambi per la Durium rispettivamente nel 1981 e 1983), ma contiene in nuce già tutti i codici stilistici della sua arte. "Parapsycho" soffre ancora di poca omogeneità, attaccato in parte al progressive del passato, mentre i pochi punti musicalmente più avanzati guardano decisamente al futuro. La title track, per esempio, è un classico brano progressive di matrice hard, seppure di buona fattura (diciamo affine a certe cose degli Atomic Rooster). La morbida "Ludus" richiama alla mente l'elettronica di Schulze (la leggenda narra che Angelo Badalamenti si sia ispirato a questo pezzo per il suo "Laura Palmer's Theme", ma francamente i due pezzi non si somigliano affatto). L'aria sentimentale di "Telepathia" non è troppo distante da certi languidi temi del Guardiano Del Faro, mentre la melodia mistica di "Tears" sarebbe stata ideale in una colonna sonora di un film di genere degli anni Settanta. Il vero zenith del disco è l'incredibile proto-acid-techno di "Psychic Research", con un ritmo serrato (se aumentato e rimixato, potrebbe sembrare un pezzo gabber), elettronica psicotica (ottenuta smanettando a iosa sui synths) e lugubre declamazione di un Bartoccetti in trance. Altro brano eccentrico è "Hypnotised By Norton", un curioso connubio tra il progressive avanguardistico degli Opus Avantra e quello sanguigno degli Osanna. Chiude l'album "Obsession", che riprende in chiave più acida "The Gnome" degli Antonius Rex. Eccellente la bonus track qui contenuta, che si stenterebbe a credere che sia stata creata nel 1981 (e che forse qualche aggiustamento in fase recente c'è stato, dato che i coniugi Bartoccetti non sono esenti da sospetti del genere), "Precognition", che è una versione alternata in chiave minimal-synth di "Psychic Research".

Un'altra buona recensione è stata scritta da Giosué Impellizzeri sul sito "Soundzrise", La potrete leggere cliccando qui


Post by George

martedì 17 luglio 2012

1981 Doris Norton - Raptus

Doris Norton è nata con il MiniMoog ed è cresciuta con Apple Computer. Fondamentalmente è una musicista elettronica che sa anche fondere classico, contemporaneo e sperimentale. Riesce a creare con le sue tastiere ed i suoi personalissimi timbri gli ambienti giusti atti ad una costante simbiosi con il mio modo espressivo chitarristico.

Doris Norton è una musicista storicamente appassionata dell’elettronica e autentica progenitrice di mescolanze sonore tra questa scena musicale ed i paradigmi più classici del rock. Raputs non è il primo suo lavoro, uscì nel 1981, ma già parlava il linguaggio dei computer che a quei tempi veniva interpretato con effetti stroboscopici, moog e sintetizzatori onnipresenti. In fondo quello era il futuro come lo si immaginava a quei tempi, quando solo alcuni intravedevano le influeze disco-dance che avrebbero corso per tutti gli anni ’80 mentre la maggior parte delle persone lo intendeva come puro avant-garde, senza sapere bene il significato di questo termine. Solo alcuni si accorsero però di questo immenso potenziale (ad esempio la Roland, che oltre a promuovere quest’artista, ottenne dei grandi risultati musicali ed economici per tutto il decennio) che rischiava di restare inespresso per alcuni versi ed incompreso per altri, ma su cui al di là di qualsiasi rischio valeva la pena scommettere.

Raputs è un incedere continuo dove l’elettronica fa da contorno ma finisce per sovrastare anche la scena; il mix con le radici rock emerge solo in alcuni frangenti come nella title track con una batteria davvero preziosa. Non è un caso che compaia anche il nostro Tullio De Piscopo il quale, seppur noto ai più per brani dall’incastro pop, rappresenta un importantissimo batterista per la scena italiana e non solo (si veda l’esperienza con il primissimo Pino Daniele e James Senese). Soave l’inizio di Drugraptus che richiama la maestosità per anni elargita dai Queen seppur con una dose molto sottile di rock, quasi come ad autoescludersi da questo filone. Solo dopo due minuti fuoriesce qualche suono caro al progressive rock anni ’70 e qualche passaggio acustico dal sapore folk. Una tecnica basata sulla sovraincisione delle varie componenti che andavano ad arricchire i singoli brani, quando però la sovraincisione era a sua volta una tecnica molto poco diffusa. Erosraptus è fautore di uno space rock ancora più avanguardistico rispetto ai precedenti minuti, traccia corposa con elementi acustici e strumentali che dettano legge e utilizzano i sintetizzatori solo a margine della propria scena fatta di tecnica ma anche di arte. Il brano più affascinante e completo del lotto.

Doris Norton è una figura importante per la scena rock italiana, chi ha un paio d'anni d'ascolto alle spalle la rimembra di sicuro per la vita condivisa sia artisticamente che in qualità di moglie del re del rock occulto
Antonio Bartoccetti (Antonius Rex).
Questo album può essere considerato un piccolo gioiello di avanguardistico rock-elettronico, perché Doris è sempre stata un'interprete particolare sia nell'uso dell'organo negli anni Settanta che nell'evoluzione avuta con l'apporto dei sintetizzatori negli Ottanta, qualità che l'ha condotta a collaborazioni illustri con case quali la Roland nonché come appassionata del mondo dei software a ricoprire il ruolo d'esperto per la IBM.

Un personaggio geniale e sperimentatore è ciò che la Norton è stata ed è tuttora, non molti sapranno a esempio che ha supportato il figlio Rexanthony in fase di scrittura e arrangiamento di brani divenuti poi hit come
"Capturing Matrix" e "Polaris Dream".
L'artista in questione era già avanti nella propia concezione musicale nel 1981 con questo "Raptus", nel quale ritroviamo a supporto anche il compagno Antonius Rex in più vesti e con la sezione ritmica affidata a Lorenz Schulze e al batterista/percussionista d'eccezione Tullio De Piscopo, incrociando un'era musicale che stava cambiando notevolmente portando sempre più riscontri positivi al sound elettronico e tastieroso dei maestri Kraftwerk. Erano però anche gli anni dell'ascesa "synth-pop" dei Depeche Mode e Doris Norton riusciva nella sua alta fruibilità, nel suo essere orecchiabile a non cedere alle volontà di massa evidenziando all'interno dei brani una ricerca ossessiva di soluzioni mirate.

La sua musica è complessa, punta a espandere i fattori sensoriali tramite una continua presenza di elementi cangianti riscontrabili nella totalità del platter ma che divengono spiccati e di ancor più pregevole fattura nella conclusiva "Doris Norton Lab".
La ristampa di questo lavoro offre la possibilità ai più giovani di venire a contatto con una rilevante forma di progressive italiano, l'aggiunta della traccia video di "Psychoraptus" è un orpello comunque piacevole.
Qualunque sia la motivazione che vi spinga ad avvicinarvi a "Raptus" non perdete l'occasione di farlo vostro, è un pezzo di storia, della nostra storia.

Doris Norton è un personaggio che evoca ricordi spettrali negli amanti del progressive italiano a tinte scure: a fianco del compagno Antonio Bartoccetti ha scritto pagine indelebili di dark progressive. La sua voce e il suo organo chiesastico e macabro hanno impreziosito e hanno contribuito a rendere indimenticabili i dischi di Jacula e Antonius Rex che rimangono ancora oggi un’esperienza singolare nel panorama della musica italiana anni ’70, una sorta di colonna sonora ideale per i film horror di autori come Mario Bava e Riccardo Freda.
Un’artista che ci ricorda il passato e soprattutto come in passato si intravedeva il domani, ma nelle cui composizioni riusciamo a scovare alcune scelte fuori dai canoni di band attualissime.

Raptus

Doris Norton – voce, tastiere, software
Antonio Bartoccetti – voce, chitarra, tastiere
Lorenz Schulze – drum machine, percussioni
Tullio De Piscopo – batteria


Psychoraptus
Raptus
Drugraptus
Erosraptus
Doris Norton Lab


RAPTUS


GROG


venerdì 25 novembre 2011

Antonius Rex - 1978 - Ralefun

TRACKLIST :

01 - Magic sadness (03:44)
02 - Agonia per un amore (04:54)
03 - Witch dance (04:12)
04 - Incubus (04:06)
05 - In Einsteinesse's memory (05:25)
06 - Enchated wood (12:15)

Album del 1978 che ebbe un certo successo commerciale, cosa inedita per l'artista dall'anima più nera del rock progressivo italiano. Paradossalmente, un disco che mister Bartoccetti rinnegherà, insieme al già postato Zora, perchè registrati entrambi per mere esigenze pecuniarie. Effettivamente il sound è molto più accessibile in quest'album che in passato e vengono abbandonate certe sperimentazioni e certe atmosfere oscure dei primi anni 70 a favore di una maggior immediatezza ed orecchiabilità. L'unico brano che ci riporta al vecchio Antonius Rex o agli Jacula della prima ora è l'ultima canzone, "Enchanted wood", non a caso la più lunga dell'intero album, anche se non sempre l'eccessiva verbosità conferisce bellezza ad un pezzo, e questo è, secondo me, uno di quei casi in cui sarebbe stato meglio tagliare prima...

Gli ANTONIUS REX :

Antonio Bartoccetti - Voce, chitarre e basso
Doris Norton - Voce, sintetizzatore
Albert Goodman (1942/1978) - Batteria

Buon ascolto

LINK

domenica 30 ottobre 2011

Antonius Rex - 1977 - Zora


TRACKLIST :

01 - The Gnome
02 - Necromancer
03 - Spiritualist Seance
04 - Zora
05 - Morte Al Potere

"Zora" del 1977 è uno dei dischi "rinnegati" da Antonio Bartoccetti aka Antonius Rex (insieme al successivo "Ralefun" del 1978). Questo perchè furono entrambi registrati solo per il vile danaro, tanto che per la prima volta, in quest'album vi è qualche piccola concessione ad un discorso più commerciale, o perlomeno più comunicativo...

Interessante ed indicativo del clima in cui si registrò quest'album, è questo testo, tratto dalle cronache di Antonius Rex di quegli anni: "Nel '76 Antonio trascorse tutto il tempo a comporre e meditare, cercando il segreto delle due estreme vie, il bene e il male, optando a volte per l'uno, a volte per l'altro. Antonio non voleva più registare altro, ma nel 1977 fu contattato da Emanuele Daniele che si occupò di stampare 3000 copie dell'album "Zora" registrato a Milano dalla stessa line-up di "Tardo Pede". Alcuni brani furono ripresi proprio da "Tardo Pede", con delle aggiunte di batteria, le registrazione furono nervose, con Antonio che inceneriva una sigaretta dietro l'altra e Doris che si occupava del bambino durante le sessioni. La Ticket vendette 3000 copie di quel disco in circa 10 giorni e la produzione venne ceduta persino alla compagnia cinematografica BE.PA. L'anno seguente esce la ristampa di "Zora" con una traccia in più: "The Gnome". L'lp vende 5000 copie in un mese."

Gli ANTONIUS REX :

Antonio Bartoccetti - Voce, chitarre e basso
Doris Norton - Voce, sintetizzatore
Albert Goodman (1942/1978) - Batteria

Tenebroso ascolto a voi, cari viandanti che vi siete persi nella Stratosfera...

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lunedì 29 agosto 2011

Jacula - 1979 - Anno demoni


TRACKLIST :

01 - Anno demoni (11:58)
02 - Missanigra (4:52)
03 - Jacula the witch (2:46)
04 - Ego sum qui sum (7:40)
05 - Soul satan (5:40)

L'ennesimo incubo firmato Antonius Rex, tenebroso ed oscuro signore del dark prog italiano, ovvero colui che osò addentrarsi a fondo laddove i Goblin (gli altri tenebrosi per eccellenza) penetrarono appena - Quest'ultima frase è una citazione letta da qualche parte, non me ne voglia l'autore originale se non ricordo dove... Per quanto riguarda quest'album, uscito in anni diversi nelle due incarnazioni Jacula e Antonius Rex, esso è costituito da una raccolta di canzoni composte in un arco di tempo che va dal 1969 al 1974. A livello musicale, come sempre con mister Bartoccetti e consorte, ci si addentra in un mondo particolare, oscuro sino al parossismo, dove testi recitati in latino, lancinanti riff di chitarra e tenebrosi suoni d'organo la fanno da padrone. Un artista così radicale e coerente negli anni da suscitare negli ascoltatori emozioni estreme: in altre parole, il buon Antonius è il classico artista che o lo si ama o lo si odia, non esistono mezze misure. Dunque, cari visitatori, preparatevi ad entrare un'altra volta nel mondo dell'occulto, con la sola speranza che sia tutto un incubo e che possiate presto risvegliarvi. Ed in effetti, ascoltando quest'album nell'anno del demonio, durante una messa nera in compagnia di Jacula, la strega, con buone probabilità Satana in persona (Io sono quello che sono) vi ruberà l'anima...

Gli JACULA :

Antonio Bartoccetti - Voce, chitarre e basso
Doris Norton - Voce, sintetizzatore
Albert Goodman (1942/1978) - Batteria
Charles Tiring - Organo da chiesa, piano

Buoni incubi a tutti...

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giovedì 28 aprile 2011

Jacula - 1971 - Tardo Pede In Magiam Versus

Altro oscuro semi sconosciuto album firmato dal genio maledetto di Antonius Rex (quì con il suo vero nome "Anthony" Bartoccetti, a parte l'inglesizzazione del nome) sempre in collaborazione con la bellissima di lui consorte Doris Norton o Fiamma Dello Spirito che dir si voglia. Di nuovo, come nel precedente "In Cauda Semper Stat Venenum", atmosfere oscure e malate, riffs granitici di chitarra e tastiere cupe e "da chiesa", anche se oscura. Nessuna concessione alla musica commerciale, uso della lingua latina, tematiche ecologiste- nella song che apre l'album, che è anche la più orecchiabile dell'album, unite ad una caparbietà davvero unica fanno di Antonio Bartoccetti e della sua produzione musicale un caso unico nella musica italiana.
Di quest'album furono stampate 1000 copie e se ne vendettero 300, in parte allegate all'omonimo sexy fumetto in edicola. C'è chi odia Antonius Rex e lo considera un mistificatore, altri lo adorano incondizionatamente (ho sentito che, ancora recentemente, l'antica magione castello in cui la coppia Bartoccetti-Norton vive è meta del pellegrinaggio di seguaci ed ammiratori da tutto il mondo). Se aggiungiamo che a quest'album partecipa anche un certoFranz Partenzhy in qualità di medium, le cui melodie cantate in stato di trance sarebbero parte di quest'album, rielaborate dai musicisti, ci rendiamo conto di quanto oscuro possa essere quest'album. Anche la cover, che tra l'altro è la stessa del primo album, questa volta a colori, ci mostra una specie di monaco in tonaca rossa che addenta un gustoso snack a base di carne umana putrescente, il tutto in un antico cimitero di notte... C'è davvero di che stare allegri...

Per la recensione come sempre attenta ed approfondita di J.J.John, dal quale tra l'altro ho avuto l'onore di ricevere un commento nel mio blog sul film dei Trip- Grazie J. J. John- vi rimando quì.

Gli JACULA :

Anthony Bartoccetti - Chitarre, basso e voce
Charles Tiring - Organo, hapsicord, Moog e voce
Fiamma Dello Spirito - Voce, violino, flauto
Franz Parthenzy - Medium


Buon ascolto a tutti e alla prossima, cacche e pappe permettendo

sabato 26 marzo 2011

Antares- 1979- Sea of tranquillity


TRACKLIST :

01 - The leaving (Bullfrog- Tessitore)
02 - My girl friend (Bullfrog- Bartoccetti- Tessitore)
03 - Apollo 11 (Tessitore)
04 - Galaxy (Bullfrog- Bartoccetti- Tessitore)
05 - Running on the meteors (Tessitore)
06 - The return (Bullfrog- Tessitore)

Disco prog elettronico-spaziale questo degli Antares: fuori tempo massimo di almeno 3 anni rispetto al movimento prog, fu stampato come sempre in tiratura limitata dalla sconosciuta etichetta unfunk (e ristampato poi dalla mellow nel 1994) e registrato da musicisti italiani e stranieri ad Oslo (Norvegia!!). Non chiedetemi come, ma il genio (secondo me) Antonius Rex mise il suo zampino nella composizione di due delle 6 canzoni che compongono quest'album, My girl friend e Galaxy, tra l'altro molto belle (se qualche lettore sapesse qualcosa in più circa le relazioni tra il Bartoccetti e gli Antares e volesse farcelo sapere nei famigerati commenti gliene sarei davvero grato). Poche parti cantate e molto spazio ad atmosfere rilassate e spaziali. Non un disco propriamente prog ma un ascolto interessante ed adatto, secondo me, ad alcune situazioni (per es: in macchina imbottigliati nel traffico).

Gli ANTARES sono:

Marco Tessitore - Sinth, Organo, Strings, Piano
Ennio Barone - Basso
Joseph Kalì - Chitarre
Lorenz Shulze - Batteria, Percussioni, Chitarra

Buon ascolto
PS: il consueto link alla pagina di J.J.John stavolta non c'è, dato che il sommo JJJ non ha ancora dedicato un post al suddetto gruppo dunque, e ve lo dico in latino, appenam ei posterat in summo Classicus Rock blogum, me quoque ad giungere linkum in piccolum Stratosferis blogum... Aggiornamento: John Classic Rock ha pubblicato una scheda dedicata a questo album. Potete trovare, dunque, la stroncatura (lo si capiva già dal suo commento, tra l'altro espressa in antico latino, a questo post) degli Antares a questo link.

Buon ascolto...

martedì 15 marzo 2011

Jacula- 1969- In Cauda Semper Stat Venenum

" La mia barca naviga nel mare, ma nessuna nuova terra all'alba... In cauda semper stat venenum".

TRACKLIST :

01 - Ritus
02 - Magister Dixit
03 - Triumphatus Sad
04 - Veneficium
05 - Initiatio
06 - In Cauda Semper Stat Venenum


Signori e Signore, si sconsiglia la lettura di questo post ed il conseguente download ed ascolto del file musicale alle persone impressionabili ed ai deboli di cuore, che sono pregati di recarsi quì...
Ecco, ora può cominciare il viaggio nel mondo oscuro del più dark dei folli artisti che costellarono i mitici seventies: Antonius Rex.
La storia comincia nel 1969 proprio con quest album mefitico, che uscì in 310 copie e fu in gran parte distribuito a non meglio identificate sette religiose... Ciò lo rende uno degli album italiani più ricercati dai collezionisti di vinile raro, tanto da raggiungere in originale quotazioni assurde.
Registrato a Londra da Antonius Rex aka Antonio Bartoccetti con Fiamma Dello Spirito aka Doris Norton, gran bella figlia e consorte futura del Bartoccetti, entrambi futuri genitori del genio (così mi dicono) della techno music Rex Anthony, il disco è caratterizzato da tappeti di organo da chiesa, spesso contrappuntati da riff chitarristici cattivissimi, da far invidia ai Black Sabbath (non scherzo, sentitevi l'attacco di Triumphatus sad o Veneficium), il tutto in un'atmosfera dark fatta di poetiche con riferimenti a maghi, scheletri, sabba satanici, parole e salmi in latino, oracoli, oscuri maestri, rumori di vento, cigolii... Nessuna concessione al formato canzone, nulla si salva dal nero dell'oscurità più cupa, tanto che a volte, se l'umore non è quello giusto, tracce di angosciosa inquietudine ti si appiccicano addosso e ti rimangono anche dopo l'ascolto. Quello che stupisce è la proposta di un sound simile nel 1969, quando la cosa più gotica che potevi ascoltare erano alcuni passaggi delle messe beat...
Girano stranissime storie sulla coppia Norton- Rex, riguardanti castelli della Transilvania e delle Italiche terre, vecchi folli batteristi fidanzati con ninfe ventenni e poi morti in circostanze strane, antiche invocazioni a mefisto scritte al contrario ed altre decine di suggestioni per le quali vi rimando ad una sana googleata quà e là per il web... Vedrete che ne troverete delle belle.

Vi lascio piuttosto con una suggestione mia personale:

1) nonostante abbiano attraversato anni veramente tempestosi Doris Norton e Antonius Rex sono vivi, vegeti ed attivi in mille progetti anche se oramai sessantenni (Quì il sito ufficiale, vedere per credere);

2) Doris Norton negli anni 80 ottenne un contratto immagino plurimilionario con nientepopodimeno che la Apple computers per sviluppare un software musicale ed incidere tre albums, sebbene ci fossero artisti molto più famosi sicuramente più qualificati di lei;

3) mettici che la Norton, davvero di una bellezza spettacolare, in tutte le foto che sono riuscito a rintracciare sul web è sempre uguale, quella che vedete quà sotto ed anche meglio (anche in questo caso provare per credere). Inoltre, Doris produce tuttora con grande successo, insieme al figlio Rex Anthony, tonnellate di musica techno;

4) lo stesso si può dire per il Bartoccetti, musicalmente sempre attivo (l'ultimo album risale al 2009 e si chiama Per Viam) ed anche nelle foto più recenti, sebbene per chiari motivi siano meno interessanti rispetto a quelle della di lui consorte, sembra quello di ormai 40 anni fa.

Considerando tutti questi elementi, se devo essere sincero, mi sono chiesto più volte, tra il serio ed il faceto, ma non sarà che l'invocazione al diavolo dalla cover di "Neque Semper Arcum Tendit Rex" del 1974 i due l'abbiano veramente recitata, vendendosi l'anima in cambio della vita eterna? Solo il tempo potrà rispondere, in teoria avendo io 42 anni ho un pò di vantaggio per vedere come saranno i due tra vent'anni, ed allora forse saprò....

Antonius Rex

Doris Norton

"Il maestro disse: io sono il mago, hai cercato riposo sullo scheletro del monte e non l'hai trovato..."

LINK

Buon ascolto e buoni incubi a tutti
Per la recensione di John Classic Rock siete pregati di recarvi qui