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domenica 22 marzo 2026

Serie "Just One Record" - Space Craft's Men - Adventures (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. Crossing - 3:40
02. Surprise - 2:34
03. Adventure - 2:52
04. Sideral Tango - 2:57
05. America's Cup - 3:52

Lato B
06. Future City - 2:37
07. Immersion - 2:53
08. Make Maid - 3:45
09. Escalade - 3:32
10. Windsurfer - 3:07


Anche questo raro LP, come già accaduto qualche settimana fa all'amico Andrea (degli "Sprassolati"), l'ho trovato casualmente riordinando gli hard disk pieni zeppi di file musicali, audio e video. E non è il solo. Non ricordavo per nulla di avere archiviato questo unico album realizzato dal fantomatico gruppo Space Craft's Men intitolato "Adventures" e pubblicato nel 1983 dall'etichetta Music Scene, specializzata in library music. Dietro gli Space Cratt's Men si nascondono Fabio Fabor (vero nome Fabio Borgazzi) e Antonio Arena, due musicisti-compositori, nel caso specifico di musica elettronica per sonorizzazioni suonata con le loro tastiere. Musica da film, da video ma non solo: musica che può essere semplicemente ascoltata in totale relax. Il vinile in oggetto non è mai stato ristampato: Discogs evidenzia che venne stampato in tiratura limitata 300/350 copie non distribuite sul mercato. Molto ricercato dai collezionisti, il suo costo medio si aggira sui 150-200 euro. Non ci resta che ascoltarlo. Alla prossima. 


LINK

Post by George

lunedì 23 febbraio 2026

Baracca & Burattini - Opera Omnia (1981- 1983 - 2012) - great post by Roberto, Osel & George

 

Presto dimenticati e spariti nel nulla dopo le prime registrazioni degli anni '80, riapparsi quasi miracolosamente nel 2012, i Baracca & Burattini meritano la riscoperta e la giusta valorizzazione Questo post, che se ben ricordo è stato anche caldeggiato da alcuni amici navigatori, è stato reso possibile grazie ai contributi e alla pronta risposta dei nostri due collaboratori Osel e Roberto che ringrazio infinitamente. Questo "gioco di squadra", permettetemi di sottolinearlo, è da sempre il sale e la forza della Stratosfera. Visto che oggi presenteremo l'opera omnia della band torinese, ricordo subito che Baracca & Burattini (nome, ahimé, un po' troppo sfruttato il quale, dopo il successo del film di Corbucci, è stato adottato da associazioni, imprese, circoli culturali e ricreativi e persino da ristoranti) hanno registrato tre album nel corso della loro carriera, molto diversi l'uno dall'altro: "Hinterland" (etichetta Mama Barley, 1981), "Trio + 1" (etichetta On Records,1983) e "Bib-Rambla" (etichetta Electromantic Music, 2012). I due album degli anni '80 sono reperibili solo in formato vinile, visto che non sono mai stati ristampati, mentre "Bib-Rambla" è ovviamente disponibile su CD. Le informazioni sul gruppo, al di là della discografia pubblicata su Discogs; sono praticamente nulle, a parte uno splendido lungo articolo realizzato da Luigi Cattaneo l'11 aprile 2014, pubblicato sul blog "ProgressivaMente" col titolo "Baracca & Burattini, dall'Hinterland di Torino alla Bib-Rambla". Ed è quello che utilizzerò per accompagnarci in questo viaggio musicale. Ora passiamo alla musica.

Baracca & Burattini - Hinterland (LP, 1981)


TRACKLIST:

Lato A
01. Hinterland - 3:25
02. Adriatica - 5:30
03. Terra e mare - 5:30
04. Rock & Tarocs - 4:08

Lato B
05. Come in Sudamerica - 3:55
06. Una nuvola in gabbia - 5:00
07. Asso di bastoni - 3:50
08. Scivolando... - 4:00
09. Senza rete - 3:00


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - piano elettrico Rhodes, synthesizer ARP Odyssey, synthesizer polifonico Korg, voce, percussioni, battito di mani
Gianni Melis - basso elettrico, battito di mani
 Sandro Marangon - batteria, percussioni, battito di mani

ospite
Silvano Borgatta - synthesizer polifonico (track 6), piano elettrico Rhodes (track 4), voce, 
synthesizer ARP Odyssey, battito di mani (track 9)

Silvano Borgatta

La recensione degli album (dal blog "ProgressivaMente" dell'11 aprile 2014)

1975: le origini del trio
"L’occasione per parlare dei Baracca & Burattini ci è fornita dalla pubblicazione di un nuovo album per l’etichetta Electromantic di Beppe Crovella (tastierista degli Arti & Mestieri). Bib-Rambla (ossia la piazza centrale di Granada), uscito nel 2012, ha riacceso i fari su una delle tante realtà torinesi dedite al jazz rock negli anni ’70. Potremmo addirittura ipotizzare l’idea di una scuola jazz rock radicata su un territorio definito. Il jazz era una sorta di attrazione per chi lavorava in ambito rock e, al tempo stesso, i jazzisti del luogo erano interessati alla genuina semplicità della grammatica rock (Riccardo Storti, Rock Map Viaggio in Italia dal 1967 al 1980, Aereostella). Come ha sottolineato Storti nella sua opera del 2009, Torino era davvero un centro propulsore fondamentale per capire certi sviluppi sonori ed è impossibile per ogni amante del genere non conoscere gruppi storici come Arti e Mestieri e The Trip, ma anche realtà rivalutate con il passare degli anni come Dedalus, Beia come Aba, Gialma 3 o Living Life. In questo contesto nascono e si inseriscono, anche se con qualche anno di ritardo, i Baracca & Burattini, bizzarro monicker ripreso da un film degli anni ’50 di Sergio Corbucci. È il 1975, quando Luciano Zaffalon (tastiere), Sandro Marangon (batteria) e Gianni Melis (basso) danno vita al progetto pensando di unire il progressive colto dei King Crimson con il jazz rock targato Perigeo. Il risultato è un disco autoprodotto con l’aiuto di Silvano Borgatta (all’epoca tastierista del gruppo di Gigi Venegoni) che vedrà la luce solo nel 1981, fuori tempo massimo, come si suol dire in certi casi.


1981: l'album "Hinterland"
Hinterland è un album intriso di frizzante jazz rock, sulla scia di Esagono e Combo Jazz, con qualche leggera venatura world che colora le composizioni, sempre in bilico tra stacchi virtuosi e cura per l’aspetto più melodico. Peccato che ormai l’epoca d’oro dei raduni e delle attenzioni verso questi suoni fossero oramai esaurite, perché questo esordio, pur presentando qualche ingenuità, rimane un disco di buon livello che con gli anni ha raggiunto anche elevate valutazioni tra i collezionisti di vinili. Pezzi come Asso di Bastoni, Scivolando o la title track mostrano il potenziale del gruppo, che avrebbe probabilmente meritato qualcosa di più. I tre scelgono di non avvalersi per questo esordio di un chitarrista, affidando gli spunti maggiori alle tastiere di Zaffalon, che può spaziare in maniera sistematica all’interno di ogni singolo brano. Luciano viene però sempre ben coadiuvato dal lavoro ritmico di Marangon, preciso e mai irruento e dal tocco funk del bravo Melis. 

Baracca & Burattini - Trio +1 (LP, 1983)


TRACLIST:

Lato A
01. Tango elettrico
02. Accarezzami, accarezzati
03. Tarocchi
04. Crisi d'identità

Lato B
05. E' volare
06. Trio
07. Passerà


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - tastiere
Gianni Melis - basso elettrico
 Sandro Marangon - batteria, percussioni
Salvo Occhipicca - chitarra elettrica

1983: l'album "Trio + 1"
La band, senza perdersi d’animo, riuscì a pubblicare anche un secondo lavoro passato del tutto inosservato, "Trio + 1", con l’aggiunta di Salvo Occhipicca alla chitarra e una maggiore propensione per la forma canzone, contiene brani non più strumentali ma cantati da Zaffalon. È un platter che presenta contatti con il mondo cantautorale (la bellissima Tarocchi), senza dimenticare spunti jazzati che fanno parte del dna del gruppo, ma imbevuti di quel clima che si respirava nel pieno degli anni ’80. Il risultato è un disco indubbiamente piacevole ma che non lascia il segno come il precedente, forse anche per via di una stanchezza compositiva che affiora tra le trame di alcune tracce o per la smania di voler tentare strade che non erano proprie e che non rispecchiavano appieno le caratteristiche primigenie dei musicisti. Come spesso è accaduto per tanti di quei gruppi, ci sono voluti ben 30 anni per tornare ad ascoltare musica a loro nome

Baracca & Burattini - Bib-Rambla (CD, 2012)
 

TRACKLIST:

01. Bib-Rambla
02. Hinterland
03. Adriatica
04. Terra e mare
05. Le bambole
06. Balleranno (i burattini)
07. Secondina
08. Pensando più a Sud
09. Senza rete
10. Sequenza Meccanica Blues
11. Una nuvola in gabbia


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - organo Hammond
Sandro Marangon - batteria, percussioni
Diego Mascherpa - sax, clarinetto


2012: il CD "Bib-Rambla"
È il 2012 quando i Baracca & Burattini rinascono con la forza della determinazione. Rimangono in sella Zaffalon (che si concentra solo sull’organo Hammond) e Marangon, a cui si aggiunge un autentico fenomeno come Diego Mascherpa al sax e al clarinetto. Un Hammond trio che in Bib-Rambla rivisita alcune tracce presenti in Hinterland, migliorandole e rendendole molto più coinvolgenti, oltre che proporre inediti convincenti e di elevato spessore. L’album scorre via veloce ma non per questo risulta di semplice assimilazione e i vari strumenti giocano a rincorrersi o sfidarsi all’unisono, con Zaffalon magnifico interprete all’Hammond e in dialogo costante con Mascherpa, entrambi sostenuti dal drumming energico e preparato di Marangon. Il trio appare molto affiatato e le doti tecniche si sono affinate nel corso del tempo, rendendo il tutto estremamente fluido e ricco di groove. 

Diego Mascherpa

Ne sono una prova la brillante title-track, che spazia dal latin al jazz rock, mettendo subito in risalto le grandi capacità dei tre e le riproposizioni di Hinterland e Adriatica, con la prima leggermente funky e la seconda pregna di elementi balcanici. Anche Terra e mare era già presente nel disco del 1981, mentre è nuova la seguente Le bambole, in cui possiamo assistere alle brillanti escursioni di Zaffalon e Mascherpa. Colpiscono la ritmica dance di Balleranno (i burattini), che si trasforma in un grande episodio jazz rock, soprattutto per la notevole prova di Mascherpa al sax, e le delicate melodie di Secondina (con lo stesso bravissimo anche al clarinetto). I paesaggi dell’Italia meridionale vengono evocati con una bella dose di progressive rock nella superlativa Pensando a Sud, salvo poi ritornare ai tempi di Hinterland con Senza rete. Chiudono l’album Sequenza Meccanica Blues, che come suggerisce il titolo ha echi della musica del diavolo ed una carica rock che ricorda i Cream di Eric Clapton e la rivisitazione sudamericana di Una nuvola in gabbia. Bib-Rambla è il disco più maturo dei Baracca & Burattini, merito di un interplay costante ed efficace tra l’Hammond di Zaffalon, i fiati di Mascherpa e le ritmiche di Marangon, abilissimi nel creare un sound sempre in bilico tra la fusion, il jazz rock e il progressive (anche se decisamente meno vistoso rispetto alle altre componenti). È un’opera piena di passione, quella di un trio che finalmente, dopo anni di assenza, torna perché ha davvero qualcosa da comunicare. Il consiglio è quello di cercare gli album degli anni ’80 e di fiondarsi poi su questo ultimo lavoro, per cogliere le differenze strutturali e le maggiori capacità acquisite in 30 anni di lontananza. Come il vino buono, anche il tempo ha migliorato i Baracca & Burattini".


Conclusione
Il viaggio attraverso la musica dei Baracca & Burattini termina qui. Ancora un enorme grazie a Roberto e a Osel che hanno fornito il materiale audio qui pubblicato. Buon ascolto, cari amici e...se avete voglia di partecipare alla vita del blog, ricordatevi che i vostri commenti saranno sempre molto graditi.


LINK Hinterland (LP 1981)
LINK Trio + 1 (LP 1983)
LINK Bib-Rambla (CD 2012)

Post by George, Roberto & Osel

sabato 21 febbraio 2026

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 102 - Santana live at Palaeur, Roma, 27.04.1983 (a gift by Morris)


TRACKLIST CD 1:

01 - intro
02 - Nowhere to Run
03 - Hold On
04 - Tales of Kilimanjaro
05 - Black Magic Woman / Gypsy Queen
06 - Oye Como Va (Tito Puente cover)
07 - Incident at Neshabur
08 - Watch Your Step (Brother Phelps cover)
09 - Aqua Marine
10 - That's the Way God Planned It (Billy Preston cover)
11 - Savor
12 - Jin-go-lo-ba (Babatunde Olatunji cover) (Jingo)


TRACKLIST CD 2:

13 - Havana Moon (Chuck Berry cover)
14 - Soul Sacrifice
15 - Open Invitation
16 - She's Not There (The Zombies cover)
17 - American Gypsy
18 - Europa (Earth's Cry, Heaven's Smile)
19 - Shango

encore
20 - Samba Pa Ti
21 - Super Boogie / Race with the Devil on a Spanish Highway
22 - Shake Your Money Maker (Elmore James cover)


FORMAZIONE:

Carlos Santana - lead guitar, vocals, percussion
Greg Walker . vocals
Keith Jones - bass
Chester D. Thompson - keyboards
Graham Lear - drums
Raul Rekow - congas, bongos, percussion, backing vocals
Armando Peraza - congas, bongos, percussion, backing vocals
Orestes Vilató - timbales, percussion


Ringrazio moltissimi l'amico Morris per avermi inviato tempo fa questo ottimo concerto dei Santana e, nel contempo, mi scuso con lui per averlo tenuto un po' troppo tempo nel cassetto. Era da parecchio tempo che volevo dedicare qualche pagina al grande Carlos e alla sua band. Il concerto che ci ha regalato Morris - almeno nelle mie intenzioni - farà da apripista ad altre esibizioni dei Santana sul patrio suolo, in particolare negli anni '70. Quando si parla di quel decennio le date e le location sono sempre piuttosto confuse. Di certo il primo breve tour dei Santana risale al 1971. Allora eravamo tutti follemente innamorai della sua lancinante chitarra, ancora rovente dopo l'esibizione a Woodstock '69. Ma qui i ricordi si perdono nelle nebbie del tempo. Seguì un breve tour nel 1973 e, infine, il decennio si concluse con il disastro del 1977. 


  Ne parleremo in modo dettagliato riportando in superficie non solo le registrazioni audio salvate, ma anche alcuni momenti di storia contemporanea legati ai famigerati "anni di piombo" e alle contestazioni prima, durante e dopo i concerti. Sta di fatto che dopo quel drammatico tour del 1977 i Santana (ma non solo loro) non vollero più tornare a suonare in Italia. Solo nel 1983, passati i momenti di furore e navigando in acque più tranquille, Carlos Santana e la sua band tornarono in Italia. Il mini tour del 1983 comprendeva solo tre date: il 26 e 27 aprile al Palaeur di Roma e il 28 aprile al Palasport di Genova. Le date sono confermate dal sito ufficiale di Carlos. Visto che il tour andò liscio, i promoter lo chiamarono in Italia anche l'anno successivo. Un paio di concerti di quest'ultimo tour sono documentati su bootleg. 


Per tornare al nostro concerto va ricordato che i Santana nel 1983 effettuarono un lungo tour mondiale per promuovere l'album "Shango", realizzato in studio nell'agosto dell'anno precedente, nonché  il disco solista di Carlos, "Havana Moon" pubblicato nel 1983. Concluso il breve tour italiano i Santana conclusero l'european leg  in Germania e in Gran Bretagna.  



Ascoltare i gloriosi Santana significa, per molti di noi che abbiamo qualche annetto sulle spalle, fare un tuffo nel passato, lasciandoci trasportare dalla magica chitarra di Carlos e dal tappeto di percussioni che lo supportava. Io purtroppo non ho avuto l'opportunità di vederlo e sentirlo dal vivo nei decenni passati, ma forse qualche amico navigatore ha assistito ad un suo concerto e potrà trasmetterci le sue emozioni e raccontarci la sua esperienza.  Il vecchio leone, uno dei grandi eroi di Woodstock '69 immortalato nel docufilm di Michael Wadleigh mentre col suo gruppo esegue "Soul Sacrifice" (proposta anche nel nostro show romano), ha oggi 78 anni e continua a esibirsi dal vivo nonostante alcuni problemi di salute che lo hanno afflitto, tra cui un infortunio alla mano sinistra all'inizio del 2025 e un intervento al cuore nel 2021. Ma nonostante tutto, mi sembra che stia "tenendo duro". 


La nostra scaletta include prevalere i grandi successi storici, da Black Magic Woman a Oye Como Va, da Savor a Soul Sacrifice . Al nuovo album vengono dedicati solo tre brani. Grandioso il finale, con i bis concessi al caloroso pubblico romano: Samba Pa Ti apre il trittico che si conclude con Shake Your Money Maker, una cover del potente rock n' roll di Elmore James. A proposito di cover, dal momento che le stesse vengono indicate nella tracklist, mi permetto di fare l'azzeccagarbugli e ricordare che "Gypsy Queen", la coda di "Black Magic Woman" è una composizione originale del chitarrista ungherese Gabor Szabo. risalente al 1966. Merita particolare attenzione la versione qui proposta di "She's Not There" degli Zombies che, nella sezione entrale, riprende nientemeno che "Marbles", brano composto da John McLaughlin e collocato in apertura dello storico LP "Santana & Buddy Miles! Live!" del 1972. 
Basta, qui mi fermo. Dopo un ultimo grazie a Morris non mi resta che augurarvi buon ascolto. A presto.


LINK (2 CD)

Post by George & Morris

sabato 1 novembre 2025

Goodbye James - In Memory of James Senese (1945-2025 R.I.P.)

 

INTRO

Il blues, il soul, la musica nera devi averla nel sangue per essere un grande artista di matrice black. E James Senese ce l'aveva, senza ombra di dubbio. Nascere e crescere a Napoli, da madre napoletana e padre afroamericano, in una città portuale crogiuolo di culture, di suoni e stili provenienti da ogni dove, soprattutto dall'America, significa assorbirne l'essenza e trasformarla in nuove esperienze musicali, dove anche la lingua (quella napoletana) diventa strumento e grande protagonista. E poi, con un simile DNA, il gioco è fatto. Narrano le cronache che il giovane James fin da piccolo ascoltasse i dischi che avevano portato in Italia i soldati americani nel corso del secondo conflitto mondiale, dove swing e boogie woogie la facevano da padroni. La folgorazione, però, avvenne ascoltando uh disco di John Coltrane, dove restò affascinato dal suono del sax. Aveva 12 anni quando la madre gliene regalò uno, permettendogli di iniziare la sua carriera di sassofonista sotto la guida del maestro e direttore d'orchestra Pasquale Santoro. Il resto è storia, dagli Showmen (1 e 2) ai Napoli Centrale, dalla fulgida carriera  solista alle numerose collaborazioni con grandi artisti. 

James Senese con gli Showmen negli anni '60

Vale la pena spendere una parola in più per la storica collaborazione con Pino Daniele che raggiunse l'apice con il "Vai Mò Tour" del 1981 (ampiamente documentato sulla Stratosfera (qui). James divenne parte integrante del supergruppo al fianco di Tullio De Piscopo, Toni Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso. Bissarono nel 2008, ma non fu la stessa cosa. Ovviamente per una lettura approfondita della biografia di James Senese vi rimando a wikipedia o ai numerosi siti specializzati. Nella sua lunga carriera, accanto alla musica, non mancarono incursioni nel mondo del cinema: da "No grazie, il caffè mi rende nervoso" (la colonna sonora è su queste pagine) con Massimo Troisi a "Passione" di John Turturro, fino a "Una festa esagerata" di Vincenzo Salemme.

James Senese con Pino Daniele nel gruppo del "Vai Mò Tour" 1981)

Ora che Senese se ne è andato per sempre anche le grandi testate, al fianco di quelle specializzate che lo hanno sempre seguito nel corso della sua carriera artistica, si sono ricordate di lu, inondandoci di biografie, interviste e ricordi più a meno degni di nota. James, e con lui il suo simbiotico sax, è mancato il 29 ottobre scorso all'età di 80 anni (era nato a Napoli, nel quartiere Miano, il 6 gennaio 1945), lasciando dietro di sé una corposa discografia e una bella serie di esperienze musicali. Come d'abitudine (è brutto dirlo) ricordiamo i musicisti scomparsi proponendo la loro musica. Gli Showmen (nelle versioni 1 e 2) sono già ampiamente documentati su questo blog, così come parte della discografia dei Napoli Centrale. E' invece un po' lacunosa la discografia solista del musicista. Siamo qui per rimediare. Per questo tributo ho scelto tre dischi che reputo tra i più significativi (senza nulla togliere agli altri). Si tratta dei primi due album risalenti agli anni '80 e di "Sabato Santo" del 2000. Procediamo con ordine.

James Senese - Omonimo (LP, 1983)


TRACKLIST:

Lato A
01. E cchiu' dolore - 2:10
02. Marcus Silos - 3:06
03. Che t'aggia di - 1:14
04. Basta mo' no cchiu' - 3:33
05. So' vivo - 3:21

Lato B
06. Habbanera - 3:30
07. Coccosa e cchiu' - 3:10
08. Io volo - 3:23
09. Whe Ha - 4:15

Bonus Tracks
10. Malafemmena - lato A, 45 giri (1983)
11. Marcus Silos - lato B, 45 giri (1983)


MUSICISTI:

James Senese - sax tenore, sax soprano, lyricon, delay delta 4, harmonizer, voce
Renato Costarella - tastiere, brass prophet, obx-a
Rino Calabritto - basso, chorus ve 400, delay ibanez
Giorgio Cocilovo - chitarre
Walter Martino - batteria, percussioni


Conclusa l'esperienza con i Napoli Centrale e prima ancora con gli Showmen, James Senese apre una nuova pagina nella sua carriera artistica. In compagnia di un gruppo di amici musicisti apre con questo disco omonimo la sua produzione solista, alternandola con qualche uscita dei redivivi Napoli Centrale, che durerà fino al 2025, l'anno della sua morte. "James Senese", pubblicato dalla Polydor in vinile, è stato ristampato sempre dalla Polydor e sempre in vinile nel 2021 in edizione limitata e numerata. Non mi risultano ristampe in CD. IL disco è composto di soli 9 brani, ricchi però di patos e di atmosfera, permeati da quel tipico "Neapolitan Sound", black music cantata in napoletano, che caratterizzerà tutta la sua produzione musicale. Il sax, potente e preciso, volteggia nello spazio e viaggia "verso la stratosfera" (è il caso di dirlo). Infine, come avrete notato, ho inserito due bonus tracks: si tratta di due brani pubblicati nel 1983 su 45 giri e rimasti inediti su LP. Nello specifico il lato A è un arrangiamento jazzato del celebre traditional partenopeo. Di seguito la copertina del singolo.


James Senese - Alhambra (LP, 1988)

ù

TRACKLIST:

Lato A
01. Love Supreme - 4:46
batteria – Carlo Avitabile
piano, synthesizer – Ernesto Vitolo

02. Rosa Maria - 5:30
basso acustico – Rino Zurzolo
batteria – Tullio De Piscopo
voce (canto flamenco) – Anita Vescuso

03. Sciaccò - 4:14

04. Alhambra (memento per Gil Evans) - 5:06
piano, synthesizer – Ernesto Vitolo

Lato B
05. Hiwinnet (Love Supreme) - 5:15
voce (canto tigrino] – Woky Abe

06. Dolce malinconia - 4:10
piano, synthesizer - Ernesto Vitolo

07. Anema nera - 4:27

08. Tambòo (vocal) - 4:38

Bonus Tracks
09. Tamboo (instrumental) - lato B, 45 giri (1987)
10. Love Supreme (long mix)


MUSICISTI (oltre a quelli già indicati nella tracklist):

James Senese - sax tenore, sax soprano, voce solista
Gary Alston, Karen Moore, Sonia Gardner - cori
Andrée-Tia - batteria
Willy 'Nfor - basso elettrico
Franco Giacoia - chitarra elettrica e acustica
Gil Evans - piano elettrico, arrangiamenti
Joe Amoruso - piano, synthesizer
 Rob Vuono Junior - tromba


Non aspettiamoci un disco con cadenza annuale: James i dischi li registra quando è ispirato e quando ha composto del buon materiale da portare in studio. E' il caso di "Alhambra", secondo album pubblicato nel 1988 dalla EMI, ben 5 anni dopo quello di debutto. Anche questo disco restò disponibile nei soli formati vinile e mc. Discogs rende noto che una versione in CD venne pubblicata, sempre nel 1988, dall'etichetta Costa Est per il solo mercato svizzero. In "Alhambra" James Senese sperimenta nuove strade e nuove sonorità, circondato, in molte occasioni, dai vecchi compagni di strada, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Ernesto Vitolo. I testi sono scritti da un altro storico amico, quel Franco Del Prete già batterista degli Showmen 2 e dei Napoli Centrale. L'album vanta anche la prestigiosa collaborazione di Gil Evans al piano e agli arrangiamenti. Gil scomparve proprio nel 1988, pochi mesi prima della pubblicazione del disco. Tra i brani di punta cito sicuramente "Love Supreme", posto in apertura (che diventerà uno dei suoi cavalli di battagliai) e la grande cavalcata di "Anema nera", lo specchio  della parte più "black" di James Senese. Un album forte, verace. a tratti grezzo, ma proprio per questo affascinante. Ultima annotazione: nel 1987 venne pubblicato un singolo contenente sul lato A la versione vocale di "Tamboo", poi confluita sul 33 giri, mentre sul lato B venne registrata una "instrumental version" che rimase inedita. La trovate qui come bonus track. Infine, ricordo che nel 1988 dal 33 giri vennero estratti due singoli, il primo con "Dolce malinconia / Hiwinnet (Love Supreme)" (entrambi presenti nel 33 giri), il secondo contenente tre diverse versioni di "Love Supreme", una long version, Hiwinnet e una radio version. Su YT è stata postata una lunga versione di oltre 7 minuti,  che ho inserito tra le bonus track. Di seguito le copertine dei singoli. 




James Senese - Sabato Santo (CD, 2000)


TRACKLIST:

01. Azteco Blood - 6:26
02. Black Mamba - 5:01
03. Chahida - 5:42
04. Mysterious To 167 - 4:53
05. Manama - 5:35
06. In My Room - 4:11
07. Sabato Santo - 6:02
08. Subway - 6:40


MUSICISTI:

James Senese - sax tenore, sax soprano, basso elettrico per tastiera, programming e batteria elettronica
Rino Zurzolo - basso acustico
Enrico Quaranta - batteria acustica
Berger Campos - percussioni (1)
Mazuk - percussioni arabe (2)


Adoro questo album con cui Senese aprì il nuovo millennio. Salto il terzo LP, "Hey James", uscito nel 1991, un discreto disco che non aggiunge nulla di nuovo al lavoro precedente, per passare direttamente alla quarta prova, "Sabato Santo", 8 tracce che ti lasciano senza fiato. Qui James Senese si è totalmente immerso nella fusion pura, un lavoro che ricorda molto da vicino il sound dei Weather Report. Qui la voce tace (tranne che in Sabato Santo), parlano solo gli strumenti. Il fedele Rino Zurzolo traccia linee di basso incredibili, mentre il sax di Senese volteggia libero, ancora una volta diretto "verso la stratosfera". Questa meraviglia restò un unicum nella discografia del sassofonista napoletano che negli anni a seguire registrerà ancora una manciata di album fino a raggiungere il fatidico 2025. C'è ancora un doppio CD che amo particolarmente, pubblicato nel 2018, quindi un po' troppo recente per il nostro blog. Vedremo di infilarlo nel 2026. Si tratta del live "Aspettanno 'o tiempo", contenente registrazioni di brani di Napoli Centrale e del solo sassofonista. Bene, cari amici, il nostro ricordo di James Senese termina qui. Riparleremo ancora di lui in futuro, non c'è dubbio. Intanto gustiamoci la sua classe ascoltando questi tre splendidi album. Buon ascolto e...buone vibrazioni (come si diceva negli anni '60).

GOODBYE JAMES


LINK James Senese (1983)
LINK Alhambra (1988)
LINK Sabato Santo (2000)

Post by George

venerdì 18 ottobre 2024

Le Antologie della Stratosfera vol. 51 - Incontro con Anna Melato - Discografia completa in vinile (1973-1985)

 

Abbandoniamo per un momento prog e jazz, che hanno caratterizzato i nostri ultimi post, per addentrarci nel mondo della canzone d'autore, La protagonista di questa lunga e corposa retrospettiva è Anna Melato, sorella minore della più celebre Mariangela, nota attrice che, ahimé, ci ha lasciati nel 2013. Anche Anna è stata attrice di successo, con una lunga e importante filmografia alle spalle, iniziata nel lontano 1973 co quello storico capolavoro di Lina Wertmuller, "Film d'amore e d'anarchia", di cui parleremo più avanti. Forse è meno nota la sua (breve) carriera di cantante e compositrice ed è proprio quest'ultimo aspetto che esamineremo nel post odierno. Di seguito vi proporrò la sua intera discografia, su 33 e 45 giri, precisando che tutti i brani sono tratti dai vinili dell'epoca. Nessun album e nessun singolo (magari in una bella compilation) ha avuto l'onore di essere ristampati in versione digitale. 


PARTE 1 - LA BIOGRAFIA

Anna Melato nasce a Milano nel 1952 e, poco più che quindicenne, si trasferisce a Roma (siamo sul finire degli anni '60) insieme alla sorella, Mariangela. Qui impara a suonare la chitarra appassionandosi soprattutto al genere folk d'autore. Non a caso le sue prime composizioni sono ballate dai contenuti sociali impegnati. L'attività artistica vera e propria prende il via nel 1973, dopo avere firmato un contratto con la Ricordi. Il 1973 è un anno ricco per Anna: realizza ben tre 45 giri, il primo dei quali con due brani tratti dalla colonna sonora del sopracitato film della Wertmuller. Anna ottiene anche  la sua prima parte come attrice. Sarà per lei il primo disco inciso in diretta con l'orchestra. Più avanti troverete l'intera colonna sonora, composta dal maestro Nino Rota. Alla fine dello stesso anno ottiene un buon successo con una canzone provocatorio e dal testo impegnato intitolata "Dormitorio pubblico", con la quale partecipa a "Canzonissima" 1973.

Che dormitorio pubblico la mia città!
Nella mia stanza ma chi dormirà?
Sui marciapiedi sporchi vedo verità
Le vostre scarpe infangate il giorno le asciugherà


L'anno successivo partecipa al Festival di Sanremo 1974 con "Sta piovendo dolcemente" (autori Pino Donaggio e Maurizio Piccoli) e a Un disco per l'estate con "Vola" (la canzone sul retro, "Madame Marilou" è scritta da Flavio Giurato). Di lì a poco esce il suo primo LP intitolato "Domenica mattina". Con "Comunque sia" partecipa infine al Festivalbar 1975. Cambia quindi casa discografica nel 1977, passando alla RCA Italiana e incide il secondo album, "Ritratto" (il suo produttore è Alberigo Crocetta), con brani da lei composti e arrangiati dal suo compagno di allora, il maestro Gianni Mazza. Anna continua ad incidere anche nel decennio successivo, per poi ritirarsi dalla carriera musicale. Prosegue nel frattempo quella cinematografica. Parallelamente svolge anche l'attività di doppiatrice. Negli anni ottanta e novanta partecipa a svariati film comici e, a partire dal 1985 con "Caccia al ladro d'autore", inizia a lavorare sempre più spesso in televisione. Dagli anni 2000 (chissà se ve li ricordate) è anche protagonista di una celebre serie di spot del Tantum verde, nei quali interpreta la madre della "famiglia boccasana". È del 1985 la sua esperienza teatrale con il regista Mario Moretti che la porta in tournée come primadonna del musical "Diario di una gatta" (fonte Wikipedia). Ha oggi 72 anni.


PARTE 2 - I 33 GIRI (1973-1977)

In questa sezione vi propongo i due album registrati da Anna Melato rispettivamente nel 1974 e nel 1977. Come "bonus" ho inserito l'intera colonna sonora del "Film d'amore e d'anarchia" del 1973, dove la Melato è presente con tre brani. Gli album sono proposti in in ordine cronologico.

 Nino Rota / Anna Melato - Film d'amore e d'anarchia
 (colonna sonora originale) - 1973

front cover versione originale Italia 1973

TRACKLIST:

Lato A
01. Canzone arrabbiata (voce Anna Melato) 
02. Antonio Soffiantini detto «Tunin» (voce Anna Melato)
03. Ninna Nanna (voce Isa Danieli)
04. Passeggiata

Lato B
05. Voci casa tolleranza
a) L'amore è un pizzicor
b) Si fa ma non si dice
c) Violino tzigano
d) Son tornate a fiorire le rose
e) Signorinella pallida
f) Rumba delle noccioline
06. Amara me (voce Anna Melato)
07. Canzone arrabbiata (strumentale)
08. Canzone appassionata (voce Isa Danieli)

back cover Italia 1973

Il film diretto da Lina Wertmuller, uscito nelle sale nel 1973, ha un titolo completo molto lungo, una delle passioni della regista: "Film d'amore e d'anarchia ovvero stamattina alle 10 in Via Dei Fiori nella nota casa di tolleranza". La colonna sonora originale contiene tre brani cantati da Anna Melato (i primi due usciranno anche su 45 giri) e due da Isa Danieli. Gli altri, a parte le voci nella casa di tolleranza (molto divertenti), sono strumentali composti da Nino Rota. Le tre canzoni interpretate dalla Melato sono in perfetta sintonia con sua originaria passione per la canzone folk con testi a sfondo sociale. La voce contiene quel filo di aggressività che esploderà da lì a poco nei primi singoli e nel primo 33 giri del 1974. "Amara me" è cantata in dialetto napoletano. Per quanto riguarda il film gli attori protagonisti erano Giancarlo Giannini e Mariangela Melato.


Il disco venne pubblicato originariamente nel 1973 dalla Cinevox. Fu poi oggetto di alcune ristampe sia in Italia che all'estero, sempre con differente copertina. In particolare venne ristampato nel 1984, sempre in Italia, quindi nel 1988 e 1997 in Grecia (anche in CD) e nel 2005 in Spagna, ancora in CD. Quest'ultima versione contiene 7 bonus tracks strumentali. Di seguito le copertine.

front cover ristampa Italia 1984

front cover ristampa Grecia 1997

front cover ristampa Spagna 2005

Anna Melato - Domenica mattina (1974)


TRACKLIST:

Lato A
01. Vola
02. Faccia di pietra
03. Gradi meno tre
04. Orient Express
05. Nuvole nuvole

Lato B
06. Dormitorio pubblico
07. Madame Marilou
08. Coprimi d'amore
09. Era bello
10. Prima che faccia giorno

retro della cartuccia Stereo 8 con diversa tracklist

Il primo vero LP di Anna Melato viene pubblicato nel 1974 dall'etichetta Ricordi e contiene 10 brani, di cui alcuni già pubblicati l'anno precedente su 45 giri. E' il disco che lancia la Melato in modo compiuto nel panorama musicale italiano. I turnisti che la accompagnano in studio non sono indicati. Unico rifermento è quello dell'orchestra, diretta da Gianni Mazza. Il lato B si apre con "Dormitorio pubblico", brano che ebbe un discreto successo e che destò anche alcune polemiche per i suoi testi. In generale si tratta di un buon disco con non pochi richiami allo stile di Mia Martini sia nelle composizioni che nel timbro vocale (Orient Express, Nuvole nuvole ne sono due esempi). L'unica pecca, a mio avviso, è l'eccessivo appesantimento degli archi da parte di Gianni Mazza. L'album venne pubblicato anche in versione musicassetta e cartuccia Stereo 8. Di seguito le copertine.



Anna Melato - Ritratto (1977)


TRACKLIST:

Lato A
01. Ritratto  - 2:54
02. Sono sola -  3:30
03. L'alba di un martedì - 4:05
04. Non sia mai la gelosia - 4:09
05. Fingerò - 4:00

Lato B
06. Che uomo sei - 3:08
07. La coppia - 3:30
08. Il bolide - 4:48
09. Rosalia - 3:10
10. Io so come si fa - 3:03


Trascorrono tre anni prima di vedere un nuovo 33 giri targato Anna Melato. "Ritratto", secondo ed ultimo album, viene pubblicato dalla RCA nel 1977. Tra i solchi si percepisce la presa di distanza dalla prova precedente e dal genere folk, soprattutto nei testi: su 10 brani, 6 sono scritti interamente da lei e altri 3 in collaborazione con l'onnipresente Gianni Mazza. Quest'ultimo cura gli arrangiamenti oltre a dirigere l'orchestra. La voce della Melato è più potente, a tratti ruvida (Fingerò) e le 10 canzoni oscillano tra ironia (Il bolide, ispirata alla leggenda di Nuvolari, Che uomo sei e Non sia mai la gelosia) e sentimento. Dal disco venne tratto il singolo "Ritratto/Io so come si fa".


PARTE 3 - I 45 GIRI (1973-1985)


TRACKLIST:

01. Canzone arrabbiata (lato A, 1973)
02. Antonio Soffiantini detto "Tunin" (lato B, 1973)
03. Punto d'incontro (lato A, 1973)
04. La notte fu (lato B, 1973)
05. Dormitorio pubblico (lato A, 1973) - sul lato B "Punto d'incontro"



06. Sta piovendo dolcemente (lato A, 1974)
07. Faccia di pietra (lato B, 1974)
08. Vola (lato A, 1974)
09. Madame Marilou (lato B, 1974)



10. Comunque sia (lato A, 1975)
11. La mia pelle in libertà (lato B, 1975)
12. Ritratto (lato A, 1977)
13. Io so come si fa (lato B, 1977)
14. Voglio fare l'ospite (lato A, 1980)
15. Uan tu tri (lato B, 1980)




16. Poco e malefficiente (lato A, 1983)
17. Dove credi di andare (lato B, 1983)
18. Rudy Rap (lato A, 1985)
19. Schizo & sola (lato B, 1985)



PARTE 4 - DAL VIVO


01. Canzone arrabbiata (Canzonissima 73)
02. Dormitorio pubblico (Canzonissima 73)
03. Punto d'incontro (Senza Rete 1973)


PARTE 5 - PARTECIPAZIONI

04. Il treno dei bambini (dal film "L'ingorgo", 1979)
05. Dancing Paradise (dall'omonima mini serie TV, 1982)


PARTE 6 - COMMENTI FINALI

Iniziamo dai 45 giri. Molti brani erano già presenti nei 33 giri, ma per completezza li ho riproposti ugualmente, insieme alle loro copertine. A partire dal 1980 inizia la svolta commerciale con brani dalla forte connotazione disco music. Fortunatamente non durerà a lungo. Anna preferirà proseguire con la sua carriera di attrice cinematografica e televisiva, abbandonando definitivamente quella di cantante. "Rudy Rap" è tratto dalla colonna sonora del film "Chi mi aiuta" diretto da Valerio Zecca. 
Passiamo alle esibizioni live, decisamente scarse. Ho trovato tre brani in tutto, i primi due presentati nel corso dell'edizione 1973-74 di Canzonissima presentata da Mita Medici (la voce che si sente in apertura). e Pippo Baudo. "Canzone arrabbiata" venne proposta nella prima puntata e nel primo turno. Su sette canzoni presenti a sorpresa arrivò seconda e si aprì il passaggio al secondo turno. Le cronache ricordano che uno sconosciuto Roberto Vecchioni venne invece eliminato. Nel turno successivo la Melato presentò "Dormitorio pubblico". Merita un approfondimento la canzone "Punto d'incontro", bellissimo brano scritto da Maurizio Piccoli. Provinato e destinato inizialmente a Mia Martini venne poi "ceduto" alla Melato. Il brano venne proposto dal vivo all'interno del programma tv "Senza Rete". Il 45 giri contenente sul lato B "La notte fu" venne ritirato poco dopo dal commercio poiché l'artista nell'imminenza presentò in anteprima assoluta il nuovo 45 giri "Dormitorio pubblico" a Canzonissima 1973. "Punto d'incontro" divenne quindi il lato B del nuovo singolo. Ottimi gli arrangiamenti e magistrale interpretazione del pezzo da parte di Anna Melato. Una voce splendida, non dimentichiamolo.


Ancora due parole relative alle partecipazioni. Qui siamo nell'ambito "for fans only" ma sapete com'è, noi completisti siamo fatti così. La prima partecipazione con 3 brani, quella degli esordi (1973), che ho documentato postando l'intero 33 giri, riguarda la colonna sonora di "Film d'amore e d'anarchia". Nel 1979 troviamo invece la Melato prestare la sua voce e la sua chitarra in una brevissima canzone intitolata "Il treno dei bambini". all'interno del film "L'ingorgo" di Luigi Comencini. Nella sequenza cinematografica si vede Angela Molina, che interpreta la parte di Martina, cantare la canzoncina di Rodari-Carpi, ma la voce è in realtà quella di Anna Melato. Quest'ultima la ritroveremo poi nel coro che accompagna Renzo Arbore sul suo album del 1981 "Ora o mai più ovvero cantautore da grande". Infine è sempre Anna Melato che canta "Dancing Paradise", tratto dall'omonima mini serie televisiva scritta e diretta da Pupi Avati che divenne anche un film in versione ridotta. 
Bene, termina qui la nostra corposa retrospettiva dedicata ad un personaggio che da tempo avevo piacere di riscoprire e di condividere con voi. I commenti sono sempre graditi. Bontà vostra. E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto. 
Pausa di una decina di giorni. Appuntamento a fine ottobre.


LINK Film d'amore e d'anarchia (1973)
LINK Domenica mattina (1974)
LINK Ritratto (1977)
LINK I 45 giri 1973-1985
LINK Dal vivo e partecipazioni

Post by George