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domenica 26 aprile 2026

Osage Tribe - Arrow Head (1972 - RE-POST & RE-LOAD) & Tamburi di guerra - live Supersonic, Radio RAI (bootleg, 1971 - NEW POST)

 

Dedichiamoci quest'oggi ad un gruppo storico del prog italiano, gli Osage Tribe, autori di due album: il primo, quello storico, sicuramente più conosciuto, oggetto di re-post e relativo re-upload (richiesto da un nostro stratosferico navigatore) si intitola "Arrow Head", pubblicato dalla Bla Bla nel 1972; il secondo, "Hypnosis" venne invece dato alle stampe nel 2013 ad opera della AMS Records. Il post originale di "Arrow Head" risale al 21 maggio 2011 (link inattivo da anni) e lo ritroverete qui, mentre "Hypnosis", l'album del ritorno sulla scena discografica, realizzato da un trio composto da Cucciolo Favia (batteria), Bob Callero (basso) e Mattia Tedesco (chitarra, al posto di Marco Zoccheddu) lo troverete cliccando qui. "Hypnosis", essendo stato postato da chi vi scrive nel 2022, ha il link attivo. Vi riporto, in parte, quanto scrivevano Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone sul volumetto "Progressive Italiano" (Giunti, 2011) a proposito degli Osage Tribe e del loro "Arrow Head".


"Leggendario gruppo ligure formato agli inizi degli anni Settanta da Franco Battiato, Bob Callero, Nunzio "Cucciolo" Favia e dal chitarrista Marco Zoccheddu (ex Gleemen e Nuova Idea). I quattro ottengono subito un contratto con la Bla Bla, ma Battiato fa in tempo ad incidere solo il singolo Un falco nel cielo / Prehistoric Sound e la prima traccia dell'album prima di dedicarsi alla carriera solista (ndr - il 1972 è l'anno di Fetus). Ridotta a trio la band porta a termine le registrazioni dello splendido Arrow Head. che però viene pubblicato a gruppo già sciolto. Con la bellissima copertina realizzata da Jerri Casone, è un disco sottovalutato ma di grandissimo valore, felice connubio tra hard rock e jazz raffinato, originale e di forte impatto. 

Osage Tribe - Arrow Head ( CD version, 1994) 


TRACKLIST:

01. Hajenhanhowa (autori Zoccheddu - Battiato) - 9:46
02. Arrow Head - 5:16
03. Cerchio di luce - 7:20
04. Soffici bianchi veli - 9:40
05. Orizzonti senza fine - 8:22

Bonus tracks on 1994 CD version
06. Un falco nel cielo (lato A, 45 giri, 1971) - 2:58
07. Prehistoric Sound (lato B, 45 giri, 1971) - 2:56

Extra bonus track
08. Crazy Horse (lato B, 45 giri, 1972) - 3:41 (il lato A è "Prehistoric Sound")


FORMAZIONE:

Marco Zoccheddu - chitarra, voce, pianoforte, organo, armonica
Bob Callero - basso, voce
Nunzio "Cucciolo" Favia - batteria
Franco Battiato - voce in 1, 6, 7





Hajenhanhowa è l'unico pezzo scritto da Franco Battiato, insieme a Marco Zoccheddu, caratterizzato da lunghe pause strumentali e divagazioni corali tipiche dello stile dell'artista siciliano, ma in stridente contrasto con il sound compatto ed energico presente nel resto del disco. Le parti vocali diluite lasciano ampi spaziagli strumenti, in particolare alla chitarra di Zoccheddu e al basso di Callero. I testi, allucinati e visionari, sono ben legati alla musica e non appesantiscono l'ascolto. Prima ancora di aspettare i giudizi della critica, Zoccheddu e "Cucciolo" abbandonano il gruppo per dedicarsi ad un progetto più ambizioso, Duello Madre (un solo album, omonimo, realizzato nel 1973). Favia cerca di costituire un nuovo gruppo chiamando Red Canzian (Capsicum Red) e Giampiero Marchiani. Accorciato il nome in Osage preparano un nuovo 33 giri che non verrà mai pubblicato perché Canzian preferisce unirsi ai Pooh (ndr - chiamalo fesso!). Bob Callero ha fatto parte successivamente del supergruppo Il Volo, con Alberto Radius, Mario Lavezzi, Gabriele Lorenzi, Vince Tempera e Gianni Dall'Aglio, ed è poi divenuto uno dei più apprezzati turnisti italiani. Cucciolo entrò nei Dik Dik e successivamente fece coppia con Roberto Carlotto. Anche Marco "Zok" Zoccheddu, a quanto pare è tutt'oggi in attività. 


Per tornare al nostro album, oltre ai 5 brani che lo costituiscono fin dall'inizio, tutti composti da Marco Zoccheddu ad eccezione della track , nella versione qui proposta (ristampa CD del 1994) troviamo due bonus track, ovvero il singolo "Un falco nel cielo" (che qualche boomer come me ricorderà come sigla del programma televisivo per ragazzi "Chissà chi lo sa" condotto da Febo Conti) con il suo lato B, "Prehistoric Sound" che altro non è se non la versione in inglese del lato A. La voce solista è quella di Franco Battiato. Molto particolare la copertina horror alla Dario Argento. L'ultima bonus track si intitola "Crazy Horse", uno strumentale inedito su LP che venne collocato sul lato B di un altro singolo contenente "Prehistoric Sound" sulla prima facciata. Il 45 giri venne pubblicato solo in Spagna e così "Crazy Horse" finì nella compilation "La convenzione", risalente al 2002, attribuita a Franco Battiato, Juri Camisasca e Osage Tribe. . Non dimentichiamo infine che alcuni brani degli Osage Tribe sono inclusi in un'altra compilation, la celebre "Tarzan compilation", presente sulla Stratosfera sia nell'edizione singola che in quella completa. Di seguito le copertine dei due 45 giri. Da notare che nella back cover di Crazy Horse, si vedono i tre Osage Tribe insieme. 

45 giri Un falco nel cielo - front

45 giri Un falco nel cielo - back


45 giri Prehistoric Sound - front

45 giri Prehistoric Sound - back


Serie Bootleg n. 371
Osage Tribe - Tamburi di guerra - live "Supersonic"
Radio RAI, 24 agosto 1971


TRACKLIST:

01. Tamburi di guerra


Questa rara registrazione proviene dal canale YouTube "Massive Obsession" (grazie di cuore all'amico e collaboratore Cimabue per avere scaricato la traccia ed avermela inviata). Si tratta di un solo lungo brano della durata di 29 minuti, intitolato "Tamburi di guerra", una composizione inedita di Marco Zoccheddu e Franco Battiato, dal suono ipnotico, che riporta per qualche verso al sound degli Aktuala Tra gli ospiti il già citato Franco Battiato alle tastiere, chitarra elettrica e kalimba. Quando questa registrazione live venne effettuata negli studi RAI "Arrow Head" non era ancora stato pubblicato (e verosimilmente nemmeno composto). La registrazione è naturalmente di ottima qualità e fa un certo effetto riascoltare in apertura la gloriosa sigla di "Supersonic", una trasmissione radiofonica che ebbe il pregio di trasmettere in diretta molti concerti live (io registrai quello delle Orme, qui postato). Detto questo detto tutto. Buon ascolto e buona riscoperta degli Osage Tribe.


NEW LINK Arrow Head (CD 1994)
LINK Tamburi di guerra (live Supersonic, 1971)

Post by George (with the help of Cimabue)

venerdì 21 maggio 2021

Serie "Battiato and Friends" Special Fan Collection n.76- Franco Battiato live al Club Tenco, 26 ottobre 1990 (radio show)


 

 

TRACKLIST:

1 Fisiognomica

2 Parlato

3 L'oceano di silenzio

4 L’ombra della luce (parziale)

5 E ti vengo a cercare

  

FORMAZIONE:  

Franco Battiato- voce

Filippo Destrieri- tastiera

 

Non possiamo dire che la notizia sia giunta inaspettata. Purtroppo le condizioni di salute di Battiato erano da tempo note, e non lasciavano sperare nulla di buono.

Ciò nonostante, quando se ne va un Artista, un Artista vero, il dolore è comunque immenso.

Franco Battiato è stato uno dei pochissimi che ha saputo coniugare raffinata ricerca musicale e testuale con una popolarità davvero sorprendente. Dopo i primi anni all'insegna della sperimentazione e della musica colta, ecco la "svolta" di fine anni '70, in cui Battiato lancia a se stesso la sfida di continuare a sperimentare dentro le forme del pop. Da quel momento in poi l'amore del suo pubblico non è venuto mai meno, anche quando per sfuggire al fanatismo generato dal milione di copie vendute da La Voce del padrone si è via via inoltrato in altre strade, tornando ogni tanto alla canzone, e regalandoci ancora dei gioielli inestimabili.


Non ci dilungheremo sulle tappe di una esperienza artista unica e scintillante, qua, almeno, crediamo che non ce ne sia bisogno. “Verso la Stratosfera”, come ha ben raccontato George nel post precedente, ha sempre nutrito una spassionata venerazione per il Maestro siciliano, di cui abbiamo pubblicato in questi anni numerosi contributi con live, inediti, pezzi rari, collaborazioni.

Un archivio, permetteteci l’immodestia, che ha pochi eguali in rete e che sarà sempre a disposizione per chi volesse approfondire l’opera di Battiato, anche al di là dei dischi ufficiali.

 

A distanza di qualche giorno dalla sua morte ( o dal suo passaggio ad altre forme di esistenza) ci piace ricordare Franco Battiato con una cosa piccola, ma buona, che speriamo vi sarà gradita. 


 

Nel 1990 Franco Battiato viene ospitato dal Club Tenco per la prima volta, a parziale risarcimento di anni di incomprensioni reciproche in cui da una parte in quel di Sanremo si vedeva Battiato come una sorta di oggetto estraneo alla grande famiglia dei cantautori, dall’altra lo stesso artista siciliano si sentiva distante da quel solco musicale che il Tenco, in maniera abbastanza ortodossa, andava ogni anno a difendere.

 

Sia come sia, nel '90 Battiato rompe gli indugi e si presenta sul palco dell’Ariston in versione minimale, accompagnato solo dal fido Filippo Destrieri alle tastiere. Per il suo debutto al Tenco sceglie un repertorio niente affatto facile, privilegiando i pezzi più mistici di “Fisiognomica” e alcuni inediti che da lì a poco andranno a costituire “Come un cammello in una grondaia”. 

La particolarità di questo set, è che Battiato, appena uscito dal suo personale eremo alle pendici dell’Etna, interrompe a sorpresa il flusso delle canzoni e chiede di aprire un dialogo con il pubblico in sala, con uno scambio di battute tra il divertito e l’imbarazzato.

Quella che vi presentiamo è la registrazione radiofonica RAI di quell’evento, rippata dalla mia vecchia MC e per la prima volta (a quanto ne so) disponibile sul web. L’audio è purtroppo “sporcato” qua e là dal commento dello speaker (che, non ci vorremmo sbagliare, dovrebbe essere Ernesto Bassignano) il quale di fronte alle nuove composizioni mostra con tono ironico una certa perplessità.

Ben altra sarà la reazione del pubblico in sala che tributerà un applauso scrosciante a “L’ombra della luce”, presentata, crediamo, in prima assoluta.

Curiosa anche la chiusura di “E ti vengo a cercare”, un bis inaspettato che Battiato improvvisa a gentile richiesta (e infatti per un attimo si impappina nel testo), dando fulminee indicazioni a voce a Destrieri per cambiare il finale.

 

Rotto il ghiaccio (anche grazie a un dopofestival in cui, attorno a un tavolo e qualche bicchiere, Battiato farà ridere tutti con una serie infinita di barzellette), il Nostro tornerà altre volte al Tenco: nel ’92 per ritirare il premio per “Povera patria” (miglior canzone), nel 1999 in occasione di “Gommalacca” (miglior album), nel 2000 con “Fleurs” (miglior interopretazione) e infine nel 2009 per un altro Premio Tenco.


Abbiamo preferito lasciare la registrazione, in tutto circa 25 minuti, in un unico file, per motivi logici e pratici che comprenderete ascoltandola. La qualità non è eccelsa (31 anni sono passati da quando chi scrive spinse il tasto REC del suo vecchio stereo per registrare quella trasmissione alla radio), ma insomma, c'è di peggio.

 

Lasciateci chiudere infine con le parole che Fabio Zuffanti, un grande studioso di Battiato (oltre che notevole musicista e giornalista musicale), ha scritto nella prefazione del suo fondamentale libro del 2020, “Franco Battiato- Tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965  al 2019”:

 

“Lo ringrazio per averci donato tutto questo. Le sue opere rimarranno per sempre a elevarci: con le sue invenzioni, suggestioni e stimoli Franco ci ha resi tutti persone migliori”



LINK

venerdì 14 maggio 2021

Serie "Battiato and Friends Special Fan Collection" n. 75 - Franco Battiato live in Zaragoza, 10.10.1986 (radio show)

 

TRACKLIST (in spagnolo)

Franco Battiato è ancora una volta ospite graditissimo sulle pagine della Stratosfera. Grazie all'amico e collaboratore della Stratosfera, Kaiwanna, che ha il merito di averci inviato i file, abbiamo il piacere di condividere questo magnifico concerto tenutosi a Zaragoza, in Spagna, il 10 ottobre 1986 e trasmesso da Radio Saragoza. L'autore della registrazione  è un amico spagnolo di Kaiwanna, "battiatologo" di ferro di nome Christian Glaria, al quale va tutto il nostro ringraziamento, Come nel caso del recente post che racchiudeva il concerto della PFM a Bari nel 1997 (ancora grazie a Frank-One) dobbiamo adattarci ad ascoltare la voce del conduttore. Nulla di male, anche perché gli interventi sono brevi e discreti: abbiamo così la sensazione di ascoltare lo show in diretta. Vorrei ricordare che Franco Battiato ha alle spalle una discreta produzione di album in lingua spagnola. Tra questi "Nomadas", pubblicato dalla EMI sul mercato spagnolo proprio nel 1986. 


Oltre all'intero concerto, nella cartella dei file ho trovato le due cover e alcuni ritagli di giornale. La stampa spagnola a suo tempo diede ampio rilievo al concerto del nostro artista. Abbiamo quindi l'occasione di riascoltare il Battiato dei primi anni '80, da "L'era del cinghiale bianco" (1979) fino a "Mondi lontanissimi" (1985), con brani cantati sia in spagnolo che in italiano. La registrazione, inutile dirlo, è di ottima qualità. Grazie ancora a Christian Glaria e a Kaiwanna per questo splendido regalo che, ne sono certo, renderà felici tutti gli estimatori del Maestro. A voi, cari amici, porgo il consueto buon ascolto




Post by George - Music by Christian Glaria
Grazie a Kaiwanna per la "mediazione"

sabato 9 gennaio 2021

Serie "Bootleg" n. 319 - Le Orme - Special "Raistereonotte" 1996

 

TRACKLIST CD 1
01. Prima parte della trasmissione

TRACKLIST CD 2
02. Seconda parte della trasmissione

TRACKLIST CD 3 (mini concerto negli studi RAI)
01. Gioco di bimba
02, Amico di ieri
03. Ruby Tuesday (Rolling Stones cover)
04. India
05. Madre mia
06. Il vecchio


FORMAZIONE

Aldo Tagliapietra - voce, basso
Michi Dei Rossi - batteria
Michele Bon - tastiere
Francesco Sartori - pianoforte, tastiere


Un graditissimo regalo da parte del nostro amico Ilario. Si tratta dell'intera registrazione di una puntata  di "Superprogressive", nell'ambito della celebre trasmissione radiofonica "Raistereonotte", condotta da Maurizio Becker. Le Orme sono ospiti negli studi RAI TT14 di via Asiago in Roma. 
I primi due CD racchiudono l'intervista ai componenti de Le Orme e non solo, intervallata da spezzoni di brani musicali. Gli altri ospiti sono Giampiero Reverberi, Peter Hammil e Mario Giammetti (scrittore, giornalista e critico musicale). Pura operazione nostalgia che si apre con la storica sigla di "Raistereonotte", quella magnifica "Viaggiando", realizzata da Roberto Colombo appositamente per la trasmissione. che ci ha accompagnato per tante e tante serate. Ascoltate l'intera registrazione. Ne vale la veramente la pena.


Al termine dell'intervista Le Orme, nella formazione a quattro con doppie tastiere (Michele Bon e Francesco Sartori), ci regalano , sempre negli studi RAI, un mini concerto di soli sei brani (peccato), carico di magia e anche di nostalgia. Il 1996 è l'anno della pubblicazione dell'album "Il fiume", un concept album che riporta il gruppo agli albori progressive degli anni '70. "Madre mia" e "Il vecchio", posti in chiusura del concerto, provengono proprio da questo disco. L'apertura è dedicata a "Gioco di bimba", uno degli evergreen incluso in qualunque performance dal vivo, attinto dal glorioso "Uomo di pezza" del 1972. Seguono a ruota "Amico di ieri", da "Smogmagica" del 1975 e una inedita cover di un classico dei Rolling Stones, quella "Ruby Tuesday" risalente nientemeno che al lontano 1967 . E' la volta di "India", da "Contrappunti" (1974) prima di giungere alla chiusura con le sopracitate due tracce da "Il fiume". Ricordo agli amici della Stratosfera che molto tempo fa pubblicammo il video di un intero concerto risalente al 1996, registrato a Torino (lo ritroverete qui), in seguito pubblicato su Youtube (che ha correttamente citato la fonte).
Grazie ancora all'amico e collaboratore Ilario (che  nel frattempo ci ha inviato altri ottimi documenti sonori live che vedranno la luce a breve su queste pagine) e a voi tutti auguro buon ascolto.



Post by George - Music by Ilario

giovedì 24 maggio 2018

Underground Life atto finale - Gloria Mundis (1988, vinyl) + Questo Soave Sabba (1993, CD) + Live in Roma 1993 (bootleg)


Eccoci giunti al quarto e ultimo atto della lunga saga musicale dedicata agli Underground Life, iniziata più o meno un anno fa. A dire il vero mi ero quasi dimenticato di questo ultimo capitolo che giaceva da tempo tra le bozze. Evito di riproporre la biografia del gruppo, che troverete nei post precedenti, per lasciare spazio ai dischi e alla musica. Nella penultima "puntata" vi avevo proposto "The Fox" del 1983 e "Filosofia dell'Aria" del 1987. E' ora il turno degli ultimi due album in studio registrati dal gruppo ovvero "Gloria Mundis" del 1988 e "Questo Soave Sabba", del 1993. Ciliegina sulla torta: un bonus CD che racchiude un concerto dal vivo degli Underground Life negli studi di Rai Radio 2, il 23 ottobre 1993, ospiti della celebre trasmissione "Planet Rock".


Underground Life - 1988 - Gloria Mundis


TRACKLIST:

01. Giorno automatico
02. Al buio con te
03. Il pensiero come anima
04. Arrivi dal cielo (Blue Room)
05. Glass House
06. Novantanovesimo piano
07. I fiori ghiacciati
08. Einstein sulla spiaggia
09. Angeli di distruzione
10. Tristezza ed estasi (al di là della scienza)


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - chitarra elettrica, ritmica e solista, chitarra acustica 9 e 12 corde, voce solista e seconde voci, cori
 Lorenzo La Torre - batteria, timpani
 Enzo Onorato - basso elettrico, cori.

MUSICISTI AGGIUNTIVI

Marco Manini - chitarra
Gabriele Mazzei - sintetizzatori, tastiere
Michele Bettel - violino
Maurizio Signorino - sax
 Nadia Busi e Marine Schiopetti - cori


 Come scrive Alessio71 sul sito "Debaser" (al link la recensione completa ) "gli Underground Life pubblicano nel 1988 Gloria Mundis, un disco nevrotico e poetico, in continuo bilico tra sonorità punk ossessive e ballate decadenti degne della più pura new wave, E proprio del decennio d'oro della new wave italiana (1978-1988) sembra esserne la summa, o l'epitaffio. Ogni canzone è l'eco lontano di una band che della new wave era la portavoce, come se gli Underground Life si fossero divertiti nel fare il verso alle band "rivali", come a voler dire che la new wave non può morire così, ed essere dimenticata". Echi dei Bauhaus e omaggi agli Ultravox di John Foxx (con quest'ultimo si era ventilata una collaborazione, poi sfumata), la new wave italiana in uno dei suoi momenti più alti. L'album è stato pubblicato solo in vinile.


Underground Life - 1993 - Questo Soave Sabba


TRACKLIST:

01. Gola del mondo / 02. Milano malinconica
03. Anima Alma Mater
04. Signora dei gigli 
05. L'eclissi 
06. Adolescente X 
07. Canzone dell'eterno settembre 
08. Selene 
09. Nel silenzio 
10. L'arte di cadere 
11. Donnagatto dopo l'amore


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - voce, chitarra ritmica
Enzo Onorato - basso
Lorenzo La Torre - batteria

MUSICISTI AGGIUNTIVI

Alberto Radius - chitarra acustica, chitarra elettrica, sitar
Gabriele Mazzei - piano, tastiere
Silvia Drago - voce in track 3


"Questo Soave Sabba", pubblicato ben 5 anni dopo "Gloria Mundis", rappresenta l'ultima fatica discografica degli Underground Life prima del definitivo scioglimento. Ci eravamo accomiatati dalla band di Giancarlo Onorato & Co. al crepuscolo degli anni '80 con un album epitaffio dedicato alla new wave italiana e la ritroviamo in un album con maggiori venature rock (già dal riff iniziale della chitarra di Giancarlo in Milano malinconica si percepisce il nuovo corso). In alcuni brani fanno capolino gli strumenti acustici, come in Donnagatto dopo l'amore. E' l'album della piena maturità degli Underground Life, grazie anche alla produzione di un musicista dilungo corso quale Alberto Radius (le registrazioni avvennero a Milano, proprio negli studi Radius). Il vecchio amore per i timbri new wave permane ancora tra le 11 tracce del disco, soprattutto per l'uso delle tastiere elettroniche e della batteria. I testi sono ben curati, introspettivi. In allegato alle prime 1000 copie del CD veniva regalato un racconto scritto da Giancarlo Onorato intitolato "L'officina dei gemiti", che riprendeva i contenuti dell'album.


Piccolo cadeau finale...

Underground Life - Live in Roma, 23 ottobre 1993 (radio show)
(bootleg - soundboard)


TRACKLIST:

01. Intro
02. Milano malinconica
03. Il pensiero come anima
04. Glass House
05. L'eclisse
06. L'arte di cadere
07. Selene
08. I fiori ghiacciati
09. Anima Alma Mater
10. Canzone dell'eterno settembre
11. Uccidiamo il lavoro di massa
12. Inedito (acustico)


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - voce, chitarra
Enzo Onorato - basso
Lorenzo La Torre - batteria
Gabriele Mazzei - piano, organo

Giancarlo Onorato # 1
Chiudiamo il lungo capitolo dedicato agli Underground Life, di cui abbiamo presentato l'opera omnia in quattro puntate, con questo inedito concerto dal vivo trasmesso da Radio Rai 2 il 23 ottobre 1993 nell'ambito di quel mitico programma che si chiamava "Planet Rock". Per questo canto del cigno gli UL, che si presentano in quartetto, con Gabriele Mazzei alle tastiere, già collaboratore della band in "Questo Soave Sabba", propongono in larga misura brani tratti proprio dall'album da poco pubblicato.  In chiusura regalano al pubblico un brano inedito, completamente acustico. Il gruppo dimostra un affiatamento incredibile, con ampie impennate chitarristiche e giochi di tastiere che danno una veste più grintosa alle tracce in versione studio. Lo scioglimento non può che lasciarci ancor di più l'amaro in bocca. Va anche segnalata la pubblicazione  nel 1990 di un disco antologico, per l'etichetta Lilium (fondata da Giancarlo con i fratelli Sandro ed Enzo), intitolato "La primula rossa". Dopo lo scioglimento Giancarlo Onorato inizia una proficua carriera solista, Non solo musicista, Giancarlo è anche scrittore, pittore  e produttore discografico. Il suo ultimo prodotto discografico, pubblicato lo scorso anno, si intitola "Quantum".
E' proprio tutto, cari amici. Buon ascolto.

Giancarlo Onorato # 2
Link Gloria Mundis
Link Questo Soave Sabba 
Link Live in Roma 1993


Post by George

giovedì 2 giugno 2016

Serie "Bootleg" n. 217 - Roberto Cacciapaglia - 1989 - Aurea Carmina (Prima esecuzione di opera inedita)

Aurea Carmina (su testi di Pitagora) - Prima esecuzione (19:19)
Per baritono, voce bianca, coro e orchestra

Registrato da RadioRAI a Roma, presso l'Auditorium di Santa Cecilia, il 2 Aprile 1989 - First time on the web


"Accostandosi ad un testo straordinario e significativo come “I Versi d'Oro” si ha la conferma che Pitagora possedeva quel sapere e quella saggezza che scavano in profondità nell'essenza delle cose. Armonizzava e metteva in relazione conoscenze e discipline considerate lontanissime tra loro, con un senso e un significato unificante e totale. Pitagora è attuale e vicino alla sensibilità e alle percezioni psichiche ed emozionali della nostra epoca, divisa nelle sue scelte e attraversata da suggestioni musicali diverse e lontane tra loro. Oggi è necessario seguire un cammino, ritrovare una relazione e un valore dimenticati insieme a molti aspetti della musica non considerati o addirittura evitati. In quest'itinerario dell'anima verso la perfezione un ruolo primario è affidato alla musica.

Se ad un livello conoscitivo esso aveva costituito il modello per configurare la struttura del mondo, nella dimensione etica la musica offre lo strumento per organizzare il comportamento umano secondo sapienza. L'esercizio della musica e delle attività ad essa connesse, come la danza, è educazione della mente e del corpo, in quanto ammaestra nei valori dell’armonia e del ritmo, che sono essenziali per lo sviluppo della persona. Ma la musica, all'ascolto, è anche la via diretta attraverso cui la voce intima della realtà perviene all'anima, senza la mediazione precaria e ingannevole della materia. Essa è percezione ed espressione dei sentimenti; e poichè questi, come ogni fenomeno del reale, riconducono la loro essenza ai rapporti numerici, sarà possibile produrre determinati effetti nella psiche in relazione ai diversi modi, individuati dalla successione degli intervalli.

Se musica e anima sono la stessa cosa, nelle leggi della musica si dovrà cercare la natura dell'anima, scoprire il segreto delle sue aspirazioni, che il trauma della materia confonde e occulta. Musica e numero, in una simbiosi che nell'essenza profonda del reale si rivela come identità, affermano il valore supremo della proporzione, a cui si conforma l'armonia della vita universale. Nella proporzione l'anima riconosce quest'armonia di cui essa è parte, e attraverso questo processo d'identificazione realizza la propria autenticità. Nella conoscenza di sè risiede il fine dell'uomo, e questa si ottiene grazie alla sensazione del bello, il quale nasce dall'esperienza della proporzione.


Ma il numero è anche la norma del vero; e dunque bellezza e verità coincidono, al punto in cui si annullano anche le differenze fra razionalità e intuizione, categorie di un pensiero che si è separato dalla totalità del reale, di cui invece la musica è segno, nel suo essere partecipe di entrambe. Nell’armonia universale rientra pure l'azione dell'uomo, secondo il concreto svolgersi dei suoi comportamenti. Uniformarsi a tale misura dell'essere è il dovere e il premio della vita umana.

"Conosci il ritmo che possiede gli uomini" aveva detto, qualche tempo prima di Pitagora, il poeta Archiloco; e quest'ammonimento solenne diviene la linea portante della sua dottrina etica. Devozione verso gli dei e comprensione per gli uomini anche quando sono nell'errore, temperanza nelle cose necessarie della vita e fermezza nel dolore, rispetto della dignità propria e giustizia di fronte al mondo, meditazione sui propri atti e purificazione dell'interiore sono i grandi precetti, in cui la sapienza pitagorica individua la strada per raggiungere l'equilibrio fra la condizione umana e l'ordine nell'universo
."

LINK

Post e cover by Captain, all the rest by Abulqasim

mercoledì 20 maggio 2015

Serie "Documenti Stratosferici" n. 3 - Super Progressive - 1997 - Speciale Bla Bla


Ringrazio di cuore l'amico Antonio LM (e mi scuso con lui per i lunghi tempi di "latenza" di questo post tra le bozze) per la condivisione di questa interessantissima registrazione che, nel corso di un'ora e mezza o forse più, ripercorre l'intera storia dell'etichetta Bla Bla grazie alla partecipazione, in studio e in collegamento esterno, di coloro che ne furono, a vario titolo, i protagonisti.
  

Insieme al conduttore è presente in studio per tutta la trasmissione Mr. Pino Massara, vero e proprio Deus ex Machina della Bla Bla, purtroppo scomparso nel 2013 (credo che sia doveroso, infatti, dedicargli questo post). I preziosi interventi di altri protagonisti come lo stesso Franco Battiato, Juri Camisasca ed altri meno noti operatori della scena musicale italiana dei primi 70, raccontano con dovizia di particolari un'epopea dei tempi moderni...


Nel corso della trasmissione avremo anche l'occasione di riascoltare diversi pezzi storici carissimi agli amanti del prog, soprattutto dell'universo Battiatesco. Cito a caso: "Una cellula" da Fetus, "Paranoia", "Scavando col badile" live at the phone by mr. Camisasca, ed innumerevoli altre perle più o meno dimenticate dell'etichetta milanese più underground dei 70 (insieme alla Cramps). 

Buon ascolto e, come dice Frank-One, buona salute a tutti...


Link disc 1
Link disc 2

Post del Capitan, Registrazione, Art e suddivisione dei brani di Antonio LM. 

Un'altra versione di questa registrazione in formato Flac è stata condivisa suDimeadozen by Maclen