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lunedì 31 luglio 2023

RE-LOAD - Serie "Bootleg" n. 131 - Banco del Mutuo Soccorso, Teatro Alcione, Genova, 7 dicembre 1973 (post del 28.11.2013)

 

TRACKLIST:

1. Instrumental Jam 
2. Dopo...niente è più lo stesso 
3. Cento mani e cento occhi 
4. La danza dei grandi rettili 
5. La città sottile 
6. Non mi rompete 
7. Miserere alla storia 
8. Traccia 
9. Il Giardino del mago (seconda parte)


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi - organo, voce
Gianni Nocenzi - pianoforte, voce
Rodolfo Maltese - chitarra elettrica e chitarra acustica
Renato D'Angelo - basso
Pierluigi Calderoni - batteria
Francesco Di Giacomo - voce


Le promesse sono promesse e come tali vanno (quasi) sempre mantenute. Come richiesto dal nostro amico  elmolewis ecco il re-upload del mitico concerto del Banco del Mutuo Soccorso tenutosi a Genova, presso il Teatro Alcione, il 7 dicembre 1973. La qualità della regisstrazione è un po' scarsa, ma i contenuti sono veramente notevoli. Il post originale lo feci ben 10 anni fa (era il 28 novembre 2013) ma il link, purtroppo, è ultra defunto da tempo. Buon ascolto


Post by George

venerdì 12 agosto 2022

Serie "Bootleg" n. 333 - Banco del Mutuo Soccorso & Eugenio Finardi - Teatro Comunale di Carpi (MO), 14.02.2002 (acoustic show)

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1

01. Metamorfosi (cut intro)
02. Francesco speech / R.I.P.
03. Francesco speech / Il ragno / Band presentation
04. Francesco e Vittorio speech / Emiliano
05. Vittorio speech / E mi viene da pensare

TRACKLIST CD 2:

06. Eugenio Finardi speech / Le ragazze di Osaka
07. Non è nel cuore (E. Finardi)
08. Eugenio speech / Mezzaluna (E. Finardi)
09. Hoochie Coochie Man (Eugenio Finardi con BMS) / Rodolfo speech
10. Francesco e Rodolfo speech / Canto di primavera
11. Alessandro Papotto clarinet solo 
12. L’evoluzione

encore
13. Intro a Non mi rompete / Non mi rompete


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi - tastiere
Rodolfo Maltese – chitarra acustica, voce
Alessandro Papotto – clarinetto, sax, flauto
Filippo Marcheggiani – chitarra acustica, voce
Francesco Di Giacomo - voce


Questo magnifico concerto è il regalo di Ferragosto per tutti gli amici della Stratosfera che continuano a seguirci anche in questo periodo vacanziero. Lo show, che viene pubblicato sul web per la prima volta in assoluto, esce dagli archivi dell'amico Marco Osel ed è stato registrato nel Teatro Comunale di Carpi, in provincia di Modena, il 14 febbraio 2002. Me lo aveva inviato molti mesi fa (chiedo venia Marco), insieme ad un altro show, sempre del 2002, sempre con Finardi come ospite (che prometto di pubblicare a breve) e l'ho ritrovato qualche giorno fa scorrendo i vecchi archivi. In alcune date del tour 2002 il Banco ospitò Eugenio Finardi, un accostamento apparente azzardato che diede invece degli ottimi frutti. Amo molto questo concerto per diverse ragioni: la prima riguarda la trackist, perché il Banco propose solo i "grandi classici" che ne segnarono la storia, brani epici, tutti in versione acustica, tratti dal "Salvadanaio" (Metamorfosi, RIP), da "Darwin" (L'evoluzione), passando da "Io sono nato libero" (Traccia II, Non mi rompete), fino a "Canto di primavera" (la traccia omonima, Il ragno, E mi viene da pensare). Il brano più recente, se così vogliamo definirlo, è "Emiliano", dal live "Nudo" del 1997. Sostanzialmente uno show che, musicalmente parlando, copre un arco temporale che va dal 1972 al 1979, saltando a piè pari i discutibili dischi in studio degli anni '80. 


La seconda ragione per cui mi sono affezionato a questo concerto risiede nel lavoro di "sartoria" che ho eseguito, tagliando e cucendo tutti i brani della scaletta, molti dei quali ricompresi in una sola track, altri tagliati a metà per evidenti problemi di registrazione. Nonostante queste difficoltà tecniche ne è uscito un buon lavoro (almeno spero) e ringrazio ancora Osel per l'ottima qualità della registrazione (si sfiora il soundbard). Infine, ho apprezzato molto l'apparizione di Eugenio Finardi, seppur concisa, da solo sul palco con la sua chitarra acustica, Finardi, con un pizzico di verve umoristica tipica del personaggio, sciorinò tre meravigliose versioni acustiche de "Le ragazze di Osaka", "Non è nel cuore" e "Mezzaluna". Ma la vera sorpresa fu la cover di "Hoochie Coochie Man", un grande classico del blues, dove, dalla sezione centrale, si unirono i musicisti del Banco del Mutuo Soccorso. Una vera chicca. 


Ultima ragione del mio attaccamento verso questo concerto è dovuta al mantenimento integrale dei dialoghi nel corso di tutta la registrazione. Li ho anche indicati nella tracklist (spero di non avere commesso errori). E' toccante risentire ancora Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese (oltre che Vittorio Nocenzi che per fortuna è ancora super attivo), che intrattengono il pubblico. Tanta roba! e tanta nostalgia per un periodo che si è inesorabilmente concluso.
Resta la bellezza dei suoni, la musica cristallina che fuoriesce dagli strumenti. Insomma...una delle migliori performance del Banco che ho ascoltato in questi ultimi tempi. Sono certo che piacerà anche a voi. Buon ascolto cari amici, E buon Ferragosto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Osel

giovedì 16 settembre 2021

Indaco - 2006 - Tracce Mediterranee (audio files from DVD)

 

TRACKLIST:

1. Intro
2. Waiting for Kundalini
3. Andalusiana
4. Ascea
5. Puja
6. Amorgòs
7. Maralacqua
8. Teatro do Mar
9. Il Volo del Gabbiano
10. Mediterraneo
11. Norwegian Wood
12. Soneanima
13. Tharros
14. Canto di Primavera
15. Su Nuraghe
16. Saluti


FORMAZIONE

Rodolfo Maltese/ electric & acoustic guitar, horn
Mario Pio Mancini / violin, bouzouki
Luca Barberini / electric bass
Pierluigi Calderoni / drums
Antonio Magli / keyboards
Massimo Carrano / percussion

Guest musicians:
Rosie Wiederkehr, Francesco Di Giacomo, Raiz, Raffaello Simeoni, 
Massimo Alviti, Alessandro Papotto & Andrea Biondi


Piccola appendice ai post dedicati all'intera discografia ufficiale degli Indaco. La volta scorsa non ho citato "Tracce Mediterranee", in quanto trattasi di un DVD pubblicato dalla Not On Label nel 2006. E' da tempo che non pubblichiamo più i video. Cercatelo, perché ne vale veramente la pena. Tra l'altro è  disponibile anche sul tubo. Il concerto è stato registrato a Roma nell'Auditorium Parco della Musica il 28 gennaio 2006. Devo ringraziare l'amico Pietro per avere estratto in formato audio mp3 le 16 tracce contenute nel video. A questo punto perché non condividerle? Tanto lavoro merita il giusto spazio e il giusto riconoscimento. Visto che degli Indaco abbiamo parlato in lungo e in largo non ritengo di aggiungere altro se non due richieste: la discografia presente su wikipedia indica nel 2002 una uscita intitolata "Anteprima Terra Maris", un singolo di 4 brani di cui 2 in versione diversa da quella che apparirà nell'album; inoltre rientra nella discografia degli Indaco l'album "Flying With The Chakras" del 1995, seppur attribuito al solo Mario Pio Mancini.' Se qualcuno li possiede si faccia vivo. 
PS. il mio sodale amico Frank-One, sentito per vie brevi, mi ha confermato che il pezzo mancante nella discografia degli Indaco era proprio "Tracce Mediterranee". 
E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Pietro 

venerdì 10 settembre 2021

Indaco: The Last Two Records - Terra Maris (2002) & Porte d'Oriente (2005)

 

Mancano ancora due album per completare la discografia degli Indaco, gruppo fondato, tra gli altri, da Rodolfo Maltese e Mario Pio Mancini sul finire del 1991. Quattro album e un bootleg sono già patrimonio della Stratosfera. Risultano ancora assenti i due lavori finali, "Terra Maris" del 2002 e "Porte d'Oriente" del 2005. Da buoni completisti quali siamo non potevamo lasciarceli sfuggire.

Indaco - 2002 - Terra Maris


TRACKLIST:

1. D'oriente (4:08)
2. Amargura I (3:21)
3. Amargura II (3:21)
4. Aran (4:06)
5. Terza Qualità (2:04)
6. Terza Qualità special (0:58)
7. Norwegian Wood (4:31)
8. Vento nel deserto (3:59)
9. Concentrico (5:06)
10. Umbras (3:04)
11. Puja (8:04)

FORMAZIONE

Rodolfo Maltese / guitar
Mario Pio Mancini / bouzouki, violin
Arnaldo Vacca / percussion
Pierluigi Calderoni / drums
Carlo Mezzanotte / keyboards
Luca Barberini / bass
Gabriella Aiello / vocals

Guest musicians:
 Eugenio Bennato, Mauro Pagani, Paolo Fresu, Andrea Parodi, 
Daniele Sepe, Francesco Sotgiu, Massimo Carrano, Giuliana De Donno


A distanza di due anni dall'album dal vivo "Live...Spezia" e di tre anni da quel capolavoro che è "Amorgòs", gli Indaco ci sfornano un'altra gemma, che riprende i suoni e gli umori delle prove precedenti. Il nucleo storico composto da Maltese, Mancini e Calderoni (è bello risentire insieme due ex Banco del Mutuo Soccorso) coagulo intorno a sé una schiera di ospiti d'eccezione, da Eugenio Bennato a Mauro Pagani, da Paolo Fresu ad Andrea Parodi. Da buon beatlesiano non ho potuto che apprezzare l'elaborazione in chiave etnica della celebre Norwegian Wood. Pubblico qui di seguito una buona recensione del disco scritta da Giuseppe Catani, che ringrazio, pubblicata sul sito Rockit.

"Le parole sono importanti diceva qualcuno. E per tentare un approccio ad un cd come “Terra maris”, partiamo dai testi, da uno in particolare. Dice bene Eugenio Bennato quando, in “Terza qualità”, impugna il microfono e spiega il suo pensiero sullo stato di salute della musica: “E’ il terzo mondo che oggi si ascolta nei ghetti intorno alla stazione”. E’ come se gli Indaco avessero affidato al cantautore napoletano il compito di spiegare la filosofia della world music, disprezzata dai rockettari duri e puri, ma da sempre anticipatrice di tendenze delle quali, prima o poi, tutti, o quasi, si appropriano. Non è per niente strano sentirsi dire che certa musica parta dai ghetti, quando la realtà è strozzata dalle multinazionali del disco che non cercano altro che livellare le differenze, mentre la stragrande maggioranza delle radio privilegia una programmazione precotta. 


Gli Indaco, sin dalla loro nascita, hanno intrapreso un percorso interessante che ha fornito alla loro proposta una lettura trasversale e “Terra maris” è un caleidoscopio di suoni, che abbraccia tradizione e modernità, fuse tenendo come modello la contaminazione delle culture mediterranee. Lungo la strada si incontra il fascino dell’est mutuato dai Beatles (l’attacco di “D’oriente” ricorda l’harrisoniana “Within you without you”), poi omaggiati con la cover di una “Norwegian wood” (riconoscibile ma non troppo), il rispetto per la tradizione sarda (le due “Amargura”, interpretate dall’ex Tazenda Andrea Parodi), ma, soprattutto, l’amore per un folk-rock semplice ma assolutamente non dozzinale, ibridato da elementi diversi (che dire della tromba di Paolo Fresu e del piano jazzato di “Puja”? ), ed affrontato con l’atteggiamento di chi vuole abbattere qualsiasi tipo di frontiera. 


“Terra maris” non è il disco che cambierà le sorti della storia, ma siamo comunque di fronte ad un lavoro ben fatto ed appassionato. Per i cultori del rock ‘mediterraneo’ (una parolaccia?) e per coloro che non sopportano l’innalzamento di barriere. Di ogni genere".

Indaco - 2005 - Porte d'Oriente


TRACKLIST:

1. Salentu (4:03)
2. Su nuraghe (5:30)
3. Andalusiana (4:36)
4. To the lighthouse (5:40)
5. Tharros (5:32)
6. Il volo del gabbiano (4:21)
7. Father P. (3:04)
8. Waiting for Kundalini (7:02)
9. Soneanima (5:02)
10. Mantra (6:26)
11. Teatro do mar (5:33)
12. Amorgos (6:41)


MUSICISTI

Rodolfo Maltese / guitars
Mario Pio Mancini / bouzouki, electric violin
Arnaldo Vacca / percussions
Pierluigi Calderoni / drums
Luca Barberini / bass
Carlo Mezzanotte / keyboards
Gabriella Aiello / vocals
Antonio Magli / keyboards

Guest musicians:
Francesco Di Giacomo / vocals (5)
Mauro Pagani / violin (3, 6, 8), flute (3)
Tony Esposito / percussions (2)
Enzo Gragnaniello / vocals (2, 3, 8, 11)
Andrea Parodi / vocals (1, 9)
Antonello Ricci / reed-pipe (3)
Antonello Salis / accordion (5, 6)
Fiona Davidson / harp, vocals (7)
Lester Bowie / trumpet (12)
Pivio / remix (12)


Il percorso musicale degli Indaco si conclude nel 2005 con questa bella compilation pubblicata da Il manifesto, che include anche un paio di inediti tra cui l'iniziale Salentu. Dodici brani che ripercorrono le vicende musicali di questo grande gruppo, aperto a numerose collaborazioni. Guardate l'elenco dei musicisti ospiti. Personalmente trovo che sia una raccolta "ragionata", che traccia con grande cura e precisione la storia più che decennale degli Indaco, senza tralasciare brani di grande bellezza come Waiting for Kundalini che si apre sulle note di Set The Controls For The Heart Of The Sun dei Pink Floyd (è anche presente nel bootleg del 2001 registrato a Guastalla). Un grande epilogo per questa band che ricorderemo sempre con affetto.
Buon ascolto


LINK Terra Maris
LINK Porte d'Oriente

Post by George

venerdì 9 ottobre 2015

Rodolfo Maltese Group - 1987 - Il gabbiano Jonathan

Rodolfo Maltese (R.I.P. 1947-2015)


Era tra i miei musicisti preferiti, per la sua bravura, la sua capacità tecnica e, soprattutto, per la sua grande umiltà. Un'altra scomparsa illustre e un altro vuoto incolmabile nei ranghi del glorioso Banco del Mutuo Soccorso. Questa volta l'amico Captain, causa una mia prolungata assenza per ragioni di lavoro, mi ha preceduto nel ricordo di Rodolfo Maltese, indimenticabile chitarrista e polistrumentista. Grazie Captain per avere ricordato con prontezza sulle pagine della Stratosfrea la scomparsa del nostro amico Rudy. Ho pensato di integrare il ricordo già tracciato con un disco di Rodolfo, a nome "Rodolfo Maltese Group", forse poco conosciuto, un album molto bello, pubblicato nel 1987 (e poi ristampato in CD nel 2009) dal titolo "Il gabbiamo Jonathan". Si tratta di un disco completamente strumentale, musica libera come  libero è il gabbiano raffigurato sulla copertina, assolutamente distante dalle atmosfere prog del BMS o da quelle etniche degli Indaco. Qui siamo sul terreno di un solido soft rock jazz di alta levatura, con un Rodolfo Maltese che si destreggia tra chitarre acustiche ed elettriche, accompagnato da ottimi musicisti (Walter Martino, Andrea Alberti, ecc. ) e da qualche ospite celebre (Vittorio Nocenzi, Riccardo Cocciante, Alfredo Golino). Un lavoro atipico nel panorama dei dischi solisti di Rodolfo Maltese, da assaporare e gustare con la giusta calma e con una certa attenzione, se volete coglierne tutte le sfumature.

Rodolfo Maltese Group - Il gabbiano Jonathan


TRACKLIST:

01 Flamingo 
02 Mirage 
03 Long time a go 
04 Eleonor 
05 Geronimo 
06 Births86: uno 
07 Il volo del gabbiano 
08 Births86: due
09 Classical gas (bonus track dalla ristampa CD 2009)


FORMAZIONE

Rodolfo Maltese - electric and acoustic guitars, Roland synthesizer
Tony Armetta - bass
Walter Martino - drums
Francesco Marini - sax and Heavy 2000 AKAY
Andrea Alberti - piano, keyboards
Massimo Carrano - percussion

Special guests:

Vittorio Nocenzi - Mini Moog (1)
Riccardo Cocciante - vocals (3, 8)
Alfredo Golino - drums (9)
Beppe Cantarelli - rhythm guitar (9) 


Due parole per ricordare Rodolfo Maltese, grande eroe del prog italiano, spentosi sabato scorso, 3 ottobre, all'età di 68 anni. E' mancato al Policlinico Umberto I di Roma, dopo anni di lotta contro un male incurabile che alla fine se l'è portato via. Ma nonostante la malattia, Rodolfo, con tenacia, da vero cambattente, non ha mai smesso di portare avanti le sue attività attraverso il Banco e gli altri progetti paralleli. Questo il messaggio di commiato pubblicato sulla pagina facebook del Banco, citando Moby Dick: "Ci stringiamo in un silenzio raccolto, discreto, profondo - proprio come te Rudy. Il dolore e' troppo, ma ti dedichiamo il sorriso che, in tanti anni, non ci hai fatto mai mancare.... E danzerai colpendo al cuore la luna".


Rodolfo (con il nomignolo Rudy) nasce a Orvieto e, figlio di musicisti, fin da piccolo viene incoraggiato alla musica. Il suo primo strumento è la chitarra. Dopo l'esperienza con gli Homo Sapiens, iniziata nel 1966, nel 1973 entra nel Banco del Mutuo Soccorso al posto di Marcello Todaro. "Io sono nato libero" sancisce il suo battesimo musicale col Banco sia alle chitarra che alla tromba. Collabora poi con artisti del calibro di Angelo Branduardi e Riccardo Cocciante e forma negli anni successivi un gruppo parallelo al Banco, gli Indaco (ampiamente presenti sulla Stratosfera) addentrandosi nei campi dell'etno rock. Il mio ricordo per Rodolfo è ancora più forte se teniamo conto che, come me, aveva una grande passione e ammirazione per i Beatles. Non a caso aveva dedicato loro il The Beatles Project in Jazz con Andrea Biondi e Gabiele Lazzarotti e il trio Beat-Less con Francesco Di Giacomo e Maurizio Pizzardi. Negli ultimi anni ricordiamo la sua collaborazione con i Tetes De Bois, i Nu Indaco e La Fonderia. Insegnante di chitarra blues, rock, jazz presso il Progetto Musica a Roma. promotore di eventi multimediali dove fondeva arte, poesia e musica, Rodolfo Maltese era un uomo di grande cultura, eclettico e lungimirante. Che dire?
 
 Ti salutiamo con affetto, grande Rudy.

E speriamo veramente che per quest'anno sia finita qui.

Vi lascio, in conclusione, con una bella carrellata di immagini di Rodolfo Maltese col Banco del Mutuo Soccorso scattate al Tavagnasco Rock nel 1998. Le foto sono dell'amico Danilo alias Mister X, tratte dal suo blog Music Italy 70. La registrazione del concerto (peraltro acustico) l'avevo realizzata io e postata a suo tempo su questo blog. Il link è oramai defunto da tempo, ma se qualcuno desidera il reupload non ha che da chiederlo.
Buon ascolto, amici. 



Post by George

lunedì 9 febbraio 2015

Indaco - 2000 - Live ...Spezie...

TRACKLIST:

1. Preludio (0:52) 
2. Teatro do Mar (5:29) 
3. Waiting for th Kundalini (7:42) 
4. Tammurriata (4:11) 
5. Ragillek ya Bladi (7:47) 
6. Andalusiana (4:13) 
7. Spezie (2:58) 
8. Su Nuraghe (9:32) 
9. Breathing with the Lotus (6:41) 
10. To the Light House (6:14) 
11. Amorgòs (Remix) (6:40)

Rodolfo Maltese
LINE UP:

Mario Pio Mancini / bouzuki, violin
Rodolfo Maltese / guitars
Arnaldo Vacca / percussions
Carlo Mezzanotte / keyboards
Luca Barberini / bass
Pierluigi Calderoni / drums

Guest musicians:

Lester Bowie / trumpet
Enzo Gragnaniello / vocals
Nando Citarella / vocals, tammorra
Antonio Magli / keyboards
Antonello Ricci / bagpipes
Pivio / "Amorgos" remix

Quarta apparizione degli Indaco sulla Stratosfera per rendere omaggio a questo splendido e unico album live del gruppo fondato dal chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso, Rodolfo Maltese. Il disco è stato pubblicato dall'etichetta Il Manifesto nel 2000. I brani live provengono dalla tournée del 1999-2000 e sono tratti in gran parte dai precedenti dischi della band. Interessanti i due inediti posti in apertura e in chiusura dell'album. Ho una particolare predilezione per il remix di Amorgòs, realizzato da Pivio dei  Transcedental, con la tromba di Lester Bowie in apertura. Gli altri brani sono un perfetto mélange di sonorità mediterranee, melodie arabe, contaminazioni della tradizione napoletana, andalusa, sarda, con melodie sorrette da strumenti etnici quali la zampogna, il bouzuki, la tammorra. Un disco ethno-prog di altissimo livello che emana, è il caso di dirlo, un intenso profumo di... spezie... Tra i musicisti ritroviamo una vecchia conoscenza proveniente anch'essa dal Banco del Mutuo Soccorso: si tratta di Pierluigi Calderoni, immancabilmente alla batteria. Infine un plauso a Mario Pio Mancini, magistralmente impegnato al violino e al bouzouki. Un grande disco live da ascoltare e riascoltare.

Pierluigi Calderoni

Post by George

sabato 9 novembre 2013

Indaco - 1997 - Vento del Deserto

TRACKLIST:

1. Su nuraghe (5:26)
2. Set the controls for the heart of the sun (3:33)
3. Waiting for the Kundalini (3:30)
4. Vento nel deserto (4:02)
5. Ascea (5:22)
6. Friend - ship (5:42)
7. Green fog (3:52)
8. Il volo del gabbiano (4:21)
9. Goccie (2:34)
10. Vision of the sea (3:01)
11. Tharros (5:29)
12. Norvegian wood (bonus live)

Terzo capitolo per gli Indaco di Rodolfo Maltese & Co,. dopo le recenti pubblicazioni di Amorgòs da parte mia e del primo rarissimo LP del 1992, attribuito a Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese & The New Ensemble, ad opera dell'amico Ya Hozna. Bene, nell'attesa che Ya posti anche "Flying with the Chakras" del 1995 (stampato anch'esso, come il disco del 1992, in sole 1000 copie), occupiamoci di "Vento del deserto", terza prova discografica in ordine temporale, anche se da alcuni considerato come il primo vero disco d'esordio degli Indaco. L'album viene pubblicato nel 1997, per l'etichetta Il Manifesto Dischi,  ed è veramente uno splendore. Tra i brani spicca la personalissima versione di una delle composizioni più psichedeliche dei Pink Floyd, quella "Set the controls for the heart of the sun", risalente alla fine degli anni '60. Non mi dilungo oltre, dal momento che molto abbiamo già scritto sugli Indaco. Sottolineo ancora la presenza di una seconda cover, posta a chiusura del disco come live bonus track. Confesso di non avere mai ascoltato un rifacimento così stravolto e nello stesso tempo così affascinante della beatlesiana "Norvegian Wood" (riconoscibile solo negli ultimi secondi).  Il resto è pura arte e creatività. Nella formazione, oltre ai vari Mancini, Maltese, Vacca e Zurzolo (quest’ultimo, in veste di ospite), compaiono anche il tastierista Carlo Mezzanotte, il bassista Luca Barberini e, appena fuoriuscito dal Banco del Mutuo Soccorso, il batterista Pierluigi Calderoni. Tra gli ospiti abbiamo nientemeno che Toni Esposito, Antonello Salis, Massimo Carrano (che entrerà stabilmente in organico nel 2006), Enzo Gragnaniello e, ciliegine sulla torta, Francesco di Giacomo  e Mauro Pagani. Inutile ricordare che anche questo disco non è di facilissima reperibilità.
Una bella recensione di questo disco, ad opera di Donato Zoppo, la potete trovare sul sito movimentiprog.net, cliccando qui

FORMAZIONE

Rodolfo Maltese: chitarre, mandola, voce
Mario Pio Mancini: mandolino, bouzuki
Pierluigi Calderoni: batteria
Arnaldo Vacca: percussioni, voce
Carlo Mezzanotte: tastiere 
Luca Barberini: basso
Toni Esposito: percussioni 
Enzo Gragnaniello: voce
Francesco Di Giacomo: voce
Mauro Pagani: violino, bouzuki 
Antonello Salis: fisarmonica
Rino Zurzolo: basso
Massino Carrano: percussioni 

I vostri commenti e giudizi sul disco sono graditissimi.

LINK albumwrap


Post by George

venerdì 25 ottobre 2013

Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese And The New Ensemble - 1992 - Indaco



TRACKLIST :

1. Mother Earth
2. Neal Brose
3. Aran
4. Dream Is Freedom
5. Malaga
6. Indaco
7. Serenata Ad Un Pierrot
8. 26 Febbraio
9. Havet
10. Elettra
11. Silver Rain
12. Water Sky
13. Lylis


LINE UP 


George chiama, Ya Hozna risponde.
Ed ecco in tutto il suo splendore il primo lavoro omonimo degli Indaco datato 1992. In realtà il disco è accreditato a Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese And The New Ensemble, ed il titolo è appunto Indaco, nome con il quale poi si identificherà dal 1997 in poi una band vera e propria guidata dai due musicisti. 
Ovviamente Rodolfo Maltese non ha certo bisogno di presentazioni, membro storico ed anima pulsante del Banco Del Mutuo Soccorso, musicista dalle doti tecniche, esecutive e compositive indiscutibili, ma c'è da dire che l'artefice dei suoni degli Indaco è principalmente Mario Pio Mancini, musicista eclettico e raffinato, che grazie ai suoi studi sulla musica etnica, intesa come una sorta di "suono del mondo", delinea un impasto sonoro delicato e pulsante allo stesso tempo, forse unico, sicuramente riconoscibile, nel panorama italiano.

In questo disco, registrato tra Ottobre e Dicembre del 1991 al Cantina Studio di Roma, tutti i pezzi sono scritti da Mancini, ad eccezione di "Aran" (Maltese-Mancini), "Neal Brose" (tradizionale), "Havet" (Tartaglia) e "Silver Rain" (Mancini-Pizzardi), Maltese è comunque fondamentale per l'alchimia delle atmosfere, proprio per il suo ottimo e riconoscibilissimo stile, sia sugli arrangiamenti che sull'esecuzione, qui certamente libero dagli schemi più marcatamente progressivi del B.M.S.
Rodolfo Maltese qui si esprime non solo con la sua chitarra, ma ci ricorda anche che è un grande suonatore di tromba, in più arricchisce molte delle composizioni di Mancini (che suona violino e mandolino) con incursioni di chitarra synth e flugehorn.
Certo, bisogna dire che questo primo lavoro, quasi totalmente strumentale, è ancora lontano dalle sonorità più ritmicamente incisive, che poi renderanno famosa la band, sonorità che cominceremo ad ascoltare in "Vento Del Deserto", il primo lavoro vero e proprio a nome Indaco, che uscirà per Il Manifesto solo cinque anni dopo questo disco. 
In questi brani sentiamo sicuramente richiami etnici, ma si rimane prevalentemente in Europa, spesso di medievale ispirazione, ora provenzale, ora albionica, grazie anche a strumenti come l'hurdy gurdy, l'arpa celtica e la concertina, le composizioni sono delicate e sognanti, davvero di classe.
Il New Ensemble che accompagna Mancini e Maltese è composto da musicisti turnisti, prevalentemente della scena romana, che suonano in ordine sparso nel disco, tra di essi da segnalare la presenza di Stefano Tavernese, violinista e futuro collaboratore della P.F.M., e di Gianfranco Tartaglia, tastierista ed autore di alcuni arrangiamenti ed appunto del brano "Havet".
Come già sottolineava George nel suo post su "Amorgòs", i dischi degli Indaco non sono più di facile reperibilità, ma questo è davvero raro, visto che è stato stampato esclusivamente su vinile in una tiratura limitata di 1000 copie, e che io possiedo, e lo dico con orgoglio, perchè mi fu regalato anni fa (ancora sigillato) dal mio amico Rodolfo Maltese.
Presto metterò a disposizione della Stratosfera l'altro dono a me fatto, stavolta da Mario Pio Mancini, vale a dire "Flying With The Chakras", anch'esso uscito in sole 1000 copie, che possiamo considerare il secondo disco del progetto Indaco, sebbene uscito a nome del solo Mancini.
Questo è quanto, godete a più non posso di questo grandissimo disco, alla faccia di chi specula sul nostro lavoro e sulle nostre passioni!

"How Many Colours Are There In The Rainbow...
INDIGO Is The Colour Of Dreams"




Buon ascolto e Dajeccosì!

LINK 

Post by Ya Hozna 

Visti gli ultimi accadimenti, dedico questo post a Stratospheric Captain, George, Scorpione, Odiladilu, Grog, Roby, Rattus Italicus, Dogma X e SalParadise, perchè è grazie alla passione e alla competenza di gente come loro che sono fiero di condividere le mie emozioni in musica! Daje Stratosfera!


Un grande, grandissimo abbraccio a Rudy, che anche grazie alla musica uscirà sempre vincitore da qualsiasi avversità! Ti voglio bene!










martedì 22 ottobre 2013

Indaco - 1999 - Amorgòs

TRACKLIST:

1. Amorgos (5:49)
2. Andalusiana (3:47)
3. To the lightouse (5:37)
4. Soneanima (4:59)
5. Improvviso (3:32)
6. Breathing with the lotus (5:03)
7. Mantra (6:22)
8. Omdurman (5:10)
9. Sahasra in the sky (7:53)
10. Pietre bianche (5:40)
11. Nel tempo (4:28)
12. Mediterraneo (3:46)
13. Avran (6:13)
14. Soneanima (live, bonus track) (4:47)

front cover del disco originale

Amorgòs, splendida isola dell'arcipelago greco delle Cicladi, ricca di profumi, di colori, di suoni, di misticismo (vi sorge un incantevole monastero), di immagini bucoliche (mulini a vento che si ergono a picco sulle scogliere e sull'Egeo dal blu intenso): per il principio della trasposizione potrebbe essere questa la sintesi della terza prova discografica degli Indaco, pubblicata nel 1999. Stiamo parlando della band  "prog-ethno-folk" (mi assumo tutta la responsabilità di questa definizione un po' macchinosa) capitanata da Mario Pio Mancini e Rodolfo Maltese. Quest'ultimo, per quei pochi se lo fossero dimenticato, risulta essere lo storico chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso, subentrato nell'ormai lontano 1973 al posto di Marcello Todaro.  

Chi sono gli Indaco? (from the bible "Wikipedia")

Indaco è il nome di un gruppo italiano di musica etnica (??), certamente una delle band più 
importanti del panorama italiano, attivo dal 1992 al 2007. Le origini del gruppo risalgono al 1992, quando Mario Pio Mancini e Rodolfo Maltese fondano un gruppo, o meglio un progetto musicale dove, attorno alla coppia di musicisti, ruotano numerosi collaboratori che appaiono in veste di ospiti. Il duo pubblica un vinile che, stampato in sole 1000 copie, tuttora inedito in CD, esce a nome Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese and The New Ensemble (Ndr - se qualche navigatore lo possiede e ha voglia di postarlo, si faccia vivo). Grazie al titolo di quell'album (appunto Indaco), ha preso forma e nome questa band, che nel corso del decennio successivo sarebbe stata riconosciuta quale principale artefice del nuovo suono etnico peninsulare.L'opera discografica vedeva la presenza di numerosi artisti, tra cui preme citare almeno il violinista Stefano Tavernese, futuro collaboratore della PFM nella tournée di Ulisse. Nel 1995 viene pubblicato, in una tiratura di sole 1000 copie, il CD Flying with the Chakras, il quale, pur essendo uscito a nome del solo Mario Pio Mancini, vede la partecipazione di tre membri del futuro gruppo, ovvero Rodolfo Maltese alla chitarra, Arnaldo Vacca alle percussioni e Rino Zurzolo al basso.  L’opera ospita anche la cantante e arpista celtica Fiona Davidson, alter ego scozzese di Lorena McKennit, scoperta dallo stesso Mancini in un pub romano.

Al 1997 risale il primo album vero e proprio del gruppo, intitolato Vento del deserto, comprendente una formazione nella quale, oltre ai già citati Mancini, Maltese, Vacca e Zurzolo (quest’ultimo in veste di ospite), compaiono anche il tastierista Carlo Mezzanotte, il bassista Luca Barberini e, appena fuoriuscito dal Banco del Mutuo Soccorso, il batterista Pierluigi Calderoni. Il CD vede ospiti quali Toni Esposito, Antonello Salis, Massimo Carrano (che entrerà stabilmente in organico nel 2006), Enzo Gragnaniello, Francesco di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso) e, soprattutto, Mauro Pagani.
(altra Ndr - fra una decina di giorni sarà postato anche questo disco). Gli ultimi tre compariranno, sempre in qualità di ospiti, in Amorgòs, unitamente a Mario Rivera (Agricantus), Vittorio Nocenzi (Banco del Mutuo Soccorso), Andrea Parodi (compianto leader dei Tazenda), nonché Lester Bowie, mostro sacro del jazz internazionale.

Interessante scoprire le ragioni della mancata partecipazione del gruppo al Festival di Sanremo del 1999. Gli Indaco compongono un brano dal titolo Salentu (insieme ad Andrea Parodi che compare anche in veste di cantante). Ebbene, "il pezzo piacque molto, ma fu purtroppo scartato perché gli Indaco erano un gruppo de Il Manifesto", ha ricordato Mancini in una intervista web. Il brano rimarrà inedito per almeno 6 anni. Dopo Spezie (2000), primo ed unico live della band, contenente anche alcuni episodi in studio (e nel quale suona, in qualità di collaboratore, un altro futuro membro degli Indaco, Antonio Magli), sarà la volta di Terra Maris (2002), preceduto dall’unico singolo realizzato dalla band, Anteprima Terra Maris, distribuito in occasione del concerto del trentennale del Banco del Mutuo Soccorso (ove gli stessi Indaco suoneranno in qualità di ospiti). L’organico si estende ulteriormente con l’innesto della cantante Gabriella Aiello, già apparsa nelle esibizioni live da diverso tempo. Nel lavoro – oltre ad Andrea Parodi, Massimo Carrano e all’immancabile Mauro Pagani – suonano Eugenio Bennato, Paolo Fresu e  Daniele Sepe.

L’antologia Porte d’oriente (2005) raccoglie brani attinti da Flying with the Chakras , Vento del deserto, Amorgòs e Spezie. Assenti i pezzi da Terra Maris, poiché la band non riuscì ad ottenere l’autorizzazione dalla casa discografica, Helikonia. Il già citato brano dal titolo Salentu - estrapolato dalla esperienza sanremese - è l’unico brano inedito dell’antologia. Al 2006 risale l’ultimo lavoro del gruppo, il Dvd Tracce mediterranee.

A questo punto nascono due tronconi, ciascuno capeggiato dai due leader. Da un lato Rodolfo Maltese con gli Indaco, dall'altro Mario Pio Mancini con gli Ypsos prima e con i Nu Indaco successivamente. Sul solito YouTube troverete agevolmente tracce dei concerti dei Nu Indaco.

FORMAZIONE in AMORGOS:

Mario Pio Mancini: bouzuki, violino, bouzuki irlandese
Rodolfo Maltese: chitarre, mandola, mandolino
Luca Barberini: basso elettrico
Pierluigi Calderoni: batteria
Carlo Mezzanotte: tastiere, programmazione
Arnaldo Vacca: percussioni, voce, samples, programmazione

plus:
Lester Bowie: tromba
Mauro Pagani: flauto, violino
Francesco Di Giacomo: voce
Vittorio Nocenzi: piano
Andrea Parodi: voce
Mario Rivera: basso
Massimo Carrano: percussioni
Enzo Gragnaniello: voce
Abdulla Mohamed: flauto 

Come potete vedere si tratta di un ensemble di tutto rispetto, con addirittura quattro elementi della formazione storica del Banco del Mutuo Soccorso più Mauro Pagani & Co. 
Ultima annotazione: gli album degli Indaco non sono di facile reperibilità.

Concludo proponendovi questa interessante recensione di Amorgòs firmata da Flavio Brighenti (apparsa sul sito "Musica - rock & altro").

"Al cimento del "difficile terzo disco" gli Indaco si presentano con molte idee e soprattutto chiare. Il rimorchiatore del loro progetto scivola lento e immaginifico dal porto della creatività sbuffando, come la tromba del divino Lester Bowie (primo ospite dell'album in ordine di apparizione) verso approdi mediterranei sempre più caldi e vicini, dove concetti astratti come musica etnica e trance si concretizzano nelle acque spumose della memoria mescolando rock progressivo e improvvisazioni jazz. Il bouzouki di Mario Pio Mancini e le chitarre di Rodolfo Maltese, timonieri del vascello Indaco, indicano la rotta nel mare magnum delle emozioni imbarcando passeggeri ugualmente attratti dall'impatto con il magma delle possibilità. Così Enzo Gragnaniello aggira con il canto d'un infervorato muezzin gli scogli di Andalusiana, Andrea Parodi porge gli armonici cristallini della sua voce alla melodia ancestrale di Soneanima, mentre Francesco Di Giacomo offre inconfondibili vibrati a Nel tempo, una ballata che si configura come ideale passerella di transito dal Banco alla world music. Alla navigazione partecipano anche Mario Rivera, possente bassista degli Agricantus (nell'impetuoso gorgo ritmico di Omdurman), il proverbiale folletto Mauro Pagani (violino e flauto traverso), il motore di percussioni etniche Massimo Carrano, il "pifferaio magico" Abdulla Mohamed e il "vecchio", vitalissimo Vittorio Nocenzi con il suo pianismo visionario. Ma, al di là dell'innegabile apporto delle guest star, va riconosciuto al nucleo intero degli Indaco la capacità di circumnavigare con destrezza il Mediterraneo innervandolo di seduzioni "altre" rispetto alle sue già ricchissime tradizioni". 


E per concludere...un'immagine dell'isola di Amorgòs, semplicemente come suggestione per una eventuale prossima vacanza. Ciao 

LINK (albumwrap)

Post by George