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giovedì 22 giugno 2017

Miro - 1977 - Real life games


TRACKLIST :

1 - I am taken (5:35)
2 - Real life games (4:38)
3 - Hoo hoo the lights (4:22)
4 - Carly (4:06)
5 - Safari of love (6:08)
6 - Ok girl (3:32)
07 - Take my life (3:59)
8 - Flying oceans and mountains (4:47)



Dopo moltissimo tempo torno a postare un album personalmente (leggi con testi di accompagnamento miei), grazie all'amico Anonymous Benefactor, con il quale mi scuso per aver tenuto in stand-by per un tempo indeterminato  alcuni dei suoi graditi contributi. Ci occupiamo questa volta di Miro, cantautore dalla lunga carriera e paroliere di successo, anche se non di grande notorietà, almeno ai nostri giorni (i più curiosi di voi possono consultare su wikipedia l'accurata scheda a lui dedicata). La prima impressione di fronte a quest'album, ancor prima dell'ascolto, è quella di trovarsi di fronte ad un artista internazionale, e ciò è confermato dall'uso della lingua inglese in tutti i brani. Solo andando a dare un'occhiata al retro-copertina, e leggendo i nomi (e che nomi!) dei musicisti che collaborarono a quest'album, ci si rende conto di stare in italy.

A livello musicale il genere imperante è il funky, di gran moda tra l'altro ai tempi, con venature rock e disco. La miscela risulta piacevole e abbastanza varia, e non così ammiccante al successo commerciale da suonare sgradevole (anche se le strizzatine d'occhio al pubblico ci sono eccome). Si denota un ottimo lavoro chitarristico, strumento in evidenza in tutto l'album. Tra i consigli del capitano metterei "Hoo hoo the lights", un funk (disco) rock con un'insolita e piacevole apertura jazz nel ritornello (pezzo che può ricordare, per alcuni versi, il Micha dei giorni nostri) e "Safari of love", brano più lungo dell'album, con i suoi oltre 6 minuti e con parti strumentali più dilatate. Segnalo questo pezzo per un motivo particolare: non ci crederete ma, tra sonorità funky, parti cantate parrebbe da Amanda Lear e facili arrangiamenti sinfonici, mi è parso di udire, in un determinato punto della canzone, il riff di "Probiedad Prohibida" di Battiato. E questa cosa ad ogni ascolto anche successivo. Che volete che vi dica, probabilmente l'eccesso di caldo, weed and stress mi stanno giocando un brutto scherzo...

Miro in tutto il suo splendore

Anche il nostro vate Augusto Croce ha dedicato qualche riga al lavoro di Miro su Italianprog : "Un cantautore originario della provincia di Macerata, che aveva cominciato la carriera a Perugia negli anni '60 con il nome di Miro Banis, accompagnato dal gruppo I Transistors, e che dopo molti 45 giri ha pubblicato tre album negli anni '70. Per il secondo di questi, Real life games, la casa discografica cercò di lanciare Miro come artista internazionale, così l'album è interamente in inglese e con un produttore straniero, ed è spesso descritto come disco progressivo, anche se il suono è abbastanza commerciale con venature funky."


Hanno suonato:

Miro - Voce
Ken Stage - Chitarre
Marco Pellegrini - Batteria
Luigi Cappellotto - Basso
Gianni Dall'Aglio - Percussioni
Vince Tempera - Pianoforte, Sintetizzatore, Pipe Organo
Luigi Quaglia - Acoustic Piano



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Post by A.B. & C. (respectively music and words)