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martedì 29 settembre 2026

Cantautores - All Works (1988/1989)


Sono particolarmente felice di poter ultimare questo post che era stato abbozzato anni fa dal mio caro amico Roby (alia il Capitano) per poi rimanere nel limbo per numerose stagioni. L'ho scoperto quasi per caso, andando a rivedere qualche giorno fa i lavori incompiuti rimasti ancora nel settore "bozze". Bene, quando parliamo dei Cantautores, autori di due album nel 1988 e nel 1989, facciamo riferimento ad una sorta di "All Star Band" all'italiana. Forse la maggior parte di voi ha perso memoria di questo gruppo, anche per la sua limitata attività artistica (2 anni e 2 dischi), In alcune biografie di Alberto Radius si legge che "nel 1986 (ndr - ho dei dubbi su questa data) Radius costituisce il gruppo Cantautores con cui partecipa a varie trasmissioni televisive di revival musicale e con cui incide due album (Cantautores e La terra siamo noi) in cui convivono vecchi e nuovi successi". Nulla di più. Il progetto nacque con l'idea di unire grandi musicisti e interpreti della scena nazionale per reinterpretare sia classici della musica d'autore italiana (spesso legati alle storiche collaborazioni di Radius, come i brani di Lucio Battisti) sia pezzi inediti. 


Le informazioni su questo "super gruppo" sono piuttosto . Ma chi erano i componenti dei Cantautores? Ecco i nomi. Iniziamo da Alberto Radius, ex chitarrista della Formula 3, il fondatore della band (voce e chitarra); seguono Bernardo Lanzetti (voce), Mauro Lusini (voce), Angela Baggi (voce), Dino D'Autorio (basso elettrico), Flaviano Cuffari (batteria), Stefano Previsti (tastiere), Mauro Gazzola (tastiere) e Valerio Galavotti (sassofono). Niente male. Ma passiamo alla discografia.

Cantautores - Cantautores (LP, 1988)


TRACKLIST:

Lato A
01. Un'avventura
02. Davanti all'amore
03. Il tempo di morire
04. C'era un ragazzo (che come me...)
05. Questo folle sentimento

Lato B
06. Mi si spezza il cuore
'7. Musica maledetta
08. Che cosa sei
09. La pelle nera
10. Vaffa


Album di debutto del supergruppo con una copertina a dir poco originale. Le donne qui ritratte non sono ovviamente delle modelle o dei personaggi famosi: fanno semplicemente parte del concetto visivo  intitolato "Mamme", ideato da Gabi e Ricky Gianco. Le fotografie del disco furono scattate da Silvio Nobili. L'album venne pubblicato nel 1988 dalla Fonit Cetra in formato vinile e in musicassetta. Non mi risultano ristampe, ma potrei sbagliarmi. Prodotto dallo stesso Alberto Radius il disco vede nella veste di co-produttore la nostra vecchia conoscenza Ricky Gianco. Strano che anche lui non facesse parte della squadra. ."Cantautores" contiene riarrangiamenti in chiave pop-rock di classici della musica d'autore made in Italy, come Il tempo di morire o Questo folle sentimento di Battisti-Mogol, e anche C'era un ragazzo di Mauro Lusini. Affiorano anche alcuni inediti come Musica maledetta e Vaffa.. Come sempre spicca tra i solchi la potente voce del grande Bernardo Lanzetti. Qui sotto la copertina della Mc


Cantautores - La Terra siamo noi (CD, 1989)


TRACKLIST:

01. La Terra siamo noi
02. Non cambieremo mai
02, Pugni chiusi
04. Solo per te
05.Notte dello scorpione
06. C'è un fiume che va
07. Amore no Aids
08. Cinema
09. Impressioni di Settembre
10. Di che colore è la pioggia?
11. La mia chitarra


Secondo e ultimo album per la nostra "All Star Band". "La Terra siamo noi" uscì nel 1989 (sempre per la Fonit Cetra) in vinile, CD e musicassetta. Il disco è focalizzato su tematiche ecologiche - ad iniziare dal titolo - e sonorità tipiche della fine del decennio. Non mancano i messaggi sociali come in "Amore non AIDS". Insomma, un bel polpettone ricco di ingredienti. La formazione non è variata e tra le cover vi è da segnalare l'immancabile "Pugni chiusi" e "Impressioni di Settembre" della PFM, cantata naturalmente da Lanzetti. Come per quello precedente, l'album è prodotto dalla coppia Radius-Gianco. Un album tutto sommato divertente, leggero e disimpegnato di cui potevamo anche fare a meno. Vorrei però salvare "La mia chitarra", un bel blues che chiude degnamente l'album. Colonna sonora ideale per un bel viaggio in auto. Buon ascolto.


LINK Cantautores (1988)
LINK La Terra siamo noi (1989)

Post by George (da una idea del Capitano)

lunedì 28 aprile 2025

Franco Battiato - "Ferro Battuto Tour" live al Castello di Donnafugata (RG), 14.06.2002 - RE-POS & RE-LOAD (post originale 7 giugno 2017)


TRACKLIST:

01 - Il cielo in una stanza
02 - Strani giorni
03 - Il cammino interminabile
04 - Shock in my town
05 - Il mantello e la spiga
06 - La canzone dell'amore perduto
07 - Ruby Tuesday
08 - La cura
09 - Bacterium
10 - E ti vengo a cercare
11 - La stagione dell'amore
12 - Nomadi
13 - Voglio vederti danzare
14 - L'era del cinghiale bianco
15 - Cuccuruccucu
16 - Stranizza d'amuri
17 - L'animale
18 - Gli uccelli
19 - Sarcofagia
20 - I treni di Tozeur
21 - Centro di gravità permanente


Come richiesto da un nostro amico argentino che evidentemente - e lo ringrazio - segue il nostro blog, ecco il re-post e il conseguente nuovo upload di questo ottimo concerto di Franco Battiato. Grazie anche al nostro collaboratore Cimabue per avermi inviato i file che non riuscivo più a trovare. Il post originale, risalente al 7 giugno 2017 (cliccate qui per rileggere la recensione) era stato realizzato da Antonio LM con l'aiuto del Capitano e inserito nella serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 58 (Serie "Bootleg" n. 242). Franco Battiato, allora impegnato nel "Ferro Battuto Tour" propose al pubblico presente al Castello di Donnafugata ben 21 brani, accompagnato dai musicisti che trovate di seguito elencati.


Per chi se lo fosse perso a suo tempo, ecco una buona occasione per riascoltare il nostro Franco Battiato in forma assolutamente smagliante. Ne approfitto per informarvi che è in fase di preparazione il repost (ma a questo punto direi un post nuovo di zecca) dedicato agli Anawim (peraltro richiesto da alcuni amici della Stratosfera) . Con questo è tutto. Vi auguro buon ascolto.



Re-post & Re-load by George

giovedì 5 settembre 2024

Tullio De Piscopo - 2003 - Interski

TRACKLIST:

Interski
Super G.
Downhill
Percussionski


"Ti invio un documento che credo estremamente raro. Nel 2003 l'Associazione Maestri di Sci Italiani partecipò con il proprio Team di dimostratori alla manifestazione Interski, che si tenne in Svizzera, a crans Montana. L'Interski viene organizzato ogni quattro anni ed è una sorta di congresso mondiale sull'insegnamento dello sci. Il nostro Demo Team utilizzò come accompagnamento musicale per le proprie dicese alcuni brani scritti ed eseguiti appositamente per l'occasione da Tullio De Piscopo. I quattro brani originali sono contenuti in un CD realizzato con lo sponsor "La Pizza Leggera" che nell'occasione fu presente alla manifestazione con i propri prodotti. Per la creazione dei brani, a Tullio furono inviate le riprese degli allenamenti nelle quali i dimostratori eseguivano le figure coreografiche che avrebbero portato alla manifestazione. In questo modo egli potè adeguare i ritmi e i tempismi a ciò che gli sciatori avrebbero fatto in pista. Le registrazioni sono del novembre 2002. Con Tullio De Piscopo suonano Patriza Conte ed Evelina Poggi (voce), Maurizio Bianchini (marimba e xilofono), Paul Pelella (basso), Willy Gughy (tastiere), Domingo Dobasel (chitarre), Max Sagnibene (glochenspiel) e Fulvio Chiara (tromba)."

 
... e fino a qui questo post è stato facile, un copia e incolla dalle esaustive informazioni allegate all'invio di questa rarità, per la quale ringrazio l'amico Mario che ha deciso di condividerla e che è giusto citare ad inizio del discorso. Vista la rarità del reperto musicale qui presentato, il ringraziamento è speciale perchè mi consente un rientro col botto, sebbene non defragrante: non certamente per la qualità quanto per la quantità, trattasi infatti di sole 4 canzoni...
 
 Difficile invece mi riesce spiegare questa riapparizione dopo lustri di inattività sulla mia sempre e comunque adorata creatura, che per grazia divina seppi, in tempi più felici, condividere e far amare anche a moltissimi altri amici, che l'hanno resa negli anni sempre più bella, ricca e approfondita, come mai avrei saputo o potuto fare. Una vera e propria enciclopedia della musica Prog e di tutte le sue innumervoli diramazioni. Un'infinità di contenuti, generi musicali, concerti live, rarità a volte davvero introvabili, tutti accompagnati da informazioni professionali ed approfondite. Una mole davvero enorme di cultura, con il valore aggiunto di essere, in tantissimi casi, contenuti che appaiono - come amiamo dire qui - for the "first time on the web" (come tra l'altro dovrebbe essere il caso del mini cd oggi presentato). Una mole così enorme da intimorire persino me, che ne sono il fondatore, al momento di comporre un nuovo post... Amo pensare alla stratosfera come ad una delle poche cose che ho saputo fare bene nella mia vita, senza fallire. Un'idea che ho avuto forse al momento giusto (non esistevano ai tempi blog italiani di condivisione files dedicati al rock progressivo nostrano - in questo siamo stati una specie di Pionieri) e che è diventata nel tempo sempre più grande, esaustiva e ramificata, seguita ed amata da sempre più persone, molte delle quali sono diventate amici e frequentatori abituali. E' stata persino fonte di ispirazione, a volte quasi al limite del plagio, per altri blog... Una creatura così perfetta che, alla mia rarefazione da essa - fino all'eclissi totale - è sopravissuta e si è evoluta in maniera così bella da rendere perfino superflua la mia presenza: il sogno che ogni padre, nel corso degli anni, ha verso i propri figli. 
 
Senza diluirmi oltre in inutli ciance, e con più di una lacrimuccia, abbraccio con affetto l'insostituibile amico George, che ha saputo far diventare grande la stratosfera e sostituirmi come padre nei tempi della maturità dell'amata creatura, donandole uno spessore ed una cultura che mai avrei potuto immaginare all'inizio di questo viaggio. Altresì abbraccio con altrettanto affetto tutti gli amici che hanno amato e contribuito a varissimo titolo a questo blog, il grande FrankOne che ebbi - all'inizio della discesa - il piacere di conoscere personalmente, grande e generosa persona; amicizia che, colpevolmente e con moltissime altre, reali e virtuali, non seppi coltivare nel buio. Cosa di cui mi scuso sentitamente con tutti, senza alcuna giustificazione o difesa. 
 
Abbiate la bontà di considerare questo post, che sta volgendo al termine, un piccolo traguardo personale: diversamente dalle svariate bozze che ho seminato nell'archivio del blog in questi anni e mai terminato, forse per paura di scrivere queste parole, questo post è giunto, tra alti e bassi, alla fine... Vi voglio bene, anche solo per avermi letto fin qui.
 
 
 
Post by Captain, thank you very much to Mario F. 
 
Dedico questo post a mia mamma Vincenza, che una volta sapeva ballare il rock'n'roll
 

mercoledì 17 febbraio 2021

Energia Libera - 2002 - Verso il campo base



01 – Due minuti prima - 2’ 41” (Morando – Energia Libera)
02 – Il tronco e il pupazzo - 4’ 28” (Morando)
03 – Alla finestra - 4’ 40” (Morando)
04 – Verso il campo base - 4’ 13” (Morando - Roveda) 
 
La storia del rinvenimento di questo lavoro, probabilmente, vi farà sorridere, ma le cose stanno così. Ecco il fatto: nel riordinare alcuni pacchi di cd sparsi nel mio studio mi imbatto nel cd degli ENERGIA LIBERA, dei quali non so assolutamente niente.

Quello che conosco si riassume in quanto segue:

a – una quindicina di anni fa un tizio che transitava dalla sala di registrazione (che all’epoca condividevo con un amico musicista) mi mostrava per caso questo cd in suo possesso;
b – com’era mia abitudine, non sapendo cosa fosse, e quindi stuzzicato proprio da ciò, l’ho duplicato e poi nei giorni successivi me lo sono tranquillamente ascoltato;
c – non ho la più pallida idea di chi fosse il proprietario del cd originale ma mi ricordo che mi disse che il gruppo fosse di Genova;
d – all’epoca non esisteva la Stratosfera - e se c’era non la conoscevo - per cui il cd rimase tra le cose mie personali del cui ascolto ogni tanto godevo – poi è finito nel dimenticatoio;
e – ho un ricordo (non certissimo purtroppo) che il cd originale fosse a sua volta un masterizzato, cioè un cd-demo- ossia proprio quelli che oggi cerco di stanare in giro.
E questo è tutto.


 
Pertanto ad oggi non so se sto proponendo qualcosa di sconosciuto o semplicemente qualcosa di già noto al nord (dalle mie parti comunque nessuno li ha mai sentiti). Ecco quindi la parte ridicola: siamo all’assurdo, nel quale lo “scopritore di talenti”, come generosamente ha voluto definirmi il Capitano (che poi non è vero ma lo ringrazierò sempre di questo onore) ha scoperto qualcosa ma non sa cosa…!?! Francamente imbarazzante, ma tant’è.

Girando per la rete non si trova niente – solo in un caso estremo appare, con lo stesso nome, un gruppo musicale rock di Alghero, ma dai nomi dei musicisti della loro pagina Facebook pare che non siano la stessa cosa (non c’entra con questo post, ma magari sarebbe utile anche ascoltare costoro).

Il cd non porta espressamente i nomi dei musicisti – ma ipotizzando che gli autori dei brani (quelli si, riportati) siano anche i componenti del gruppo abbiamo cinque persone (M. Morando; A. Morchio; D. Prato, L. Ricchitelli, M. Roveda - in almeno uno di loro riconosco dal cognome una chiara origine pugliese). I cinque componenti del gruppo sono anche riportati in una foto interna di copertina.

Il cd si chiama “Verso il campo base” – ha solo 4 brani, tutti di ambientazione rock e fatti per niente male – l’unica cosa che evinco è la timbrica grintosa della chitarra elettrica che vira molto sugli stili dei Black Sabbath e dei Deep Purple, mantenendo comunque una completa originalità. I brani sono belli senza comunque essere eccezionali – il cd si fa ascoltare.

Dalle notizie di copertina si sa che i brani sono stati registrati a Genova – Sestri Ponente presso i Gulliver Audio Studios. – ebbene si, ho provato anche a cercare questi studi per contattarli, ma pare che non esistano da nessuna parte – quando si dice nascere fortunati.

La copia della copertina (che allego al post) ha una qualità molto sgranata in quanto all’epoca mi sono limitato a scansionarla con gli strumenti a bassa risoluzione che passava il convento – scanner singoli che oggi sono solo dei dinosauri tecnologici – qualcosina sono riuscito a migliorare con Photoshop, ma insomma quello è.

 
E con questo ho esaurito le scarse conoscenze che avevo di questo gruppo – gruppo peraltro interessante.

Ho provato anche ad effettuare ricerche in rete con i soli cognomi dei musicisti – viene fuori di tutto – biblioteche,  licei, ponti, il sito di Gianni Morandi, ferramenta, investigatori privati – qualunque cosa tranne che roba musicale – e qui mi sono definitivamente arreso.

La fortuna però ci ha messo un pizzico di zampino – all’interno del cd in mio possesso era ben nascosta una fotocopia che riportava gli autori di ogni brano, con nome e cognome (e c’è pure tanto di dedica da parte di uno dei musicisti). E’ bastato un solo nome (Matteo) perché la ricerca si facesse più mirata e – miracolo – ho intercettato in rete un contatto degli Energia Libera.

Riporto integralmente il testo del contatto, che denota un grande senso di humor

Lucio Ricchitelli (batteria)
Leonardo Morchio (basso)
Matteo Morando (voce)
Domenico Prato (chitarra)
Michele Roveda (chitarra).

Ville d'origine. Novi Ligure.

Informazioni
Siamo una boy band della terza età, assai panzona e dedita all'antica arte della birra

Biografia
Nati nel 1999 dalle ceneri dei Via Crosa, gli Energia Libera sono stati operativi nella provincia di Alessandria fino all'agosto 2002 quando, senza destare lo stesso clamore dei Take That, hanno deciso di sciogliersi. Al loro attivo vantano un demo cd contenente quattro brani inediti intitolato "Verso il campo base" (2002) e due apparizioni televisive, entrambe su RAISAT. Diversamente da quanto avvenuto per i Take That non c'è nessuna reunion in vista...........anche se non sono del tutto sicuro!!!

Posizione attuale
disciolti come le calotte polari anche se non si escludono abbassamenti delle temperature

Influenze
nessuna influenza grazie al vaccino

Contatto stampa
energialibera.versoilcampobase@gmail.com

ho usato la mail posta in fondo per chiedere un colloquio, ma anche qui, dopo oltre due mesi in attesa di una risposta, nulla di fatto.


A questo punto, amici della Stratosfera, ed in particolare quelli di Genova, Alessandria, Novi Ligure e zone limitrofe, ci fate sapere qualcosa in più? Questo è il loro unico album? Esiste altro materiale di questo gruppo? I componenti del gruppo hanno avuto carriere musicali interessanti? Cosa fanno oggi? Insomma… muoversi… (se volete e se potete). Per l’intanto, godetevi l’album - almeno questo lo potete fare senza stare a un metro di distanza.

Da parte mia, come sempre, un abbraccio musicale.

 
Post by Giudas, little help by Captain
 

martedì 9 febbraio 2021

Malleus - 1988 - Paranorm (Original LP version) - Bonus rare press booklet

 
Buongiorno e bentrovati a tutti. Sebbene questo post fosse ancora relativamente "fresco" (risale infatti a dicembre 2020), soltanto due mesi dopo vi ripresentiamo questa bellissima ed esaustiva aggiunta che completa in modo perfetto il post suddetto. Come infatti ricorderete, e potrete leggere più sotto, un gentile amico del nostro blog aveva recentemente condiviso sulla stratosfera la rara prima versione in vinile di "Paranorm - Opera 1" di Malleus. 
 
 
Ora un altro amico, Fulvio, arricchisce l'offerta condividendo un probabile booklet per la stampa contenente una raccolta di articoli dell'epoca e diverse chicche, tra cui foto e ritratti di Malleus pressochè inediti. Ho "decorato" questo post con una piccola parte di questo materiale, che ritroverete (insieme a molto altro) nel file che ho messo in condivisione sotto a quello dell'album (notate le immagini del nostro in compagnia di due leggende quali Vangelis e Chet Baker).


Un ultima annotazione: grazie al booklet, abbiamo potuto finalmente dare una giusta datazione a questa rarità: in diversi degli articoli, l'uscita di questo lavoro è collocata nel 1988. e non nel 1992 come scritto prima e come riportato da alcune fonti. Meglio così. Vi lascio al post originale sperando abbiate apprezzato questa gustosa aggiunta...
 
 
Tracklist :

A1 - Paranorm
B1 - Celebration Of A Storm
B2 - The Window Of The Time
 
Ciao a tutti, cari fruitori della Stratosfera. Nell'attesa che il caro George torni al timone del blog, pubblico questa pregevole e raro album di musica "extrasensoriale".   
 
Paranorm Op. 1, nella sua versione originale su vinile (risalente al 1992), permaneva nella wishlist da parecchio tempo. Per fortuna un amico del nostro blog, Carlo Rossi, ha voluto condividere sul blog la rara prima versione di quest'opera molto variegata e, a tratti, anche molto oscura. Per un excursus abbastanza approfondito su Malleus (al secolo Enrico Ragni) vi rimando al post dedicato al CD "Opera totale", uscito nel 1996 e contenente una versione riveduta ed "allargata" del lavoro oggi qui presentato. Vi basti sapere che questo album è basato su una vera esperienza extrasensoriale vissuta dall'autore durante una notte del 1978, presso gli imponenti ruderi di un antico castello. Sperando di aver solleticato la vostra curiostà, che potrà essere soddisfatta al link sopra riportato, vi saluto. 
 
Un abbraccio speciale a George, Frank-One e Andrea Sprasso, e a tutti gli altri amici che, direttamente o indirettamente, in questi ormai 2 anni abbondanti, hanno mantenuto viva e vitale la stratosfera... Captain

LINK

LINK BOOKLET 

 Post by Captain, music by Carlo, booklet courtesy of Fulvio

venerdì 9 ottobre 2020

Serie "Battiato and Friends Special Fan Collection" n. 73 - Franco Battiato - 2013 - Live in Novara


FRANCO BATTIATO in concerto

6 febbraio 2013, Teatro Coccia, Novara

 
01) Un irresistibile richiamo
02) Testamento
03) Quand'ero giovane
04) Eri con me
05) Passacaglia
06) La polvere del branco
07) Caliti junku
08) Aurora
09) Il serpente
10) L'ombra della luce
11) Danza I (dal Telesio)
12) Lode all'Inviolato
13) Prospettiva Nevski
14) Mesopotamia
15) Il mantello e la spiga
16) Nomadi
17) La stagione dell'amore
18) La cura
19) E ti vengo a cercare
20) Bandiera bianca/Up patriots to arms
21) presentazione
22) L'era del cinghiale bianco
23) Voglio vederti danzare
24) 1973/1974 medley [Da Oriente a Occidente/Sequenze e frequenze/Aria di rivoluzione
          /Propiedad Prohibida]
 

 
Premessa by Captain: Questo deve essere il periodo di Battiato, visto che, dopo il post dedicato a Giusto Pio e dopo la bellissima antologia sui primi anni del maestro Siciliano presentata dall'amico George, oggi pubblichiamo un bootleg di Franco Battiato, questa volta risalente al 2013. anno in cui uscì l'album "Apriti Sesamo". Un altro tassello si aggiunge alla serie "Battiato and friends", a cui amo pensare come a una specie di enciclopedia sonora "alternativa" del grande artista. E altrettanto gradito è il ritorno del nostro amico Antonio LM (o ALM se preferite), autore dei testi di questo pregevole post (con l'aiuto di Stefano Abulqasim) e, come sempre, delle magnifiche copertine. Et voilà, c'est fait...



Ciao a tutti gli amici della stratosfera. Spero faccia piacere a molti di voi questa altra documentazione sonora che recupera, quasi per intero, una data del fortunatissimo Tour che Franco Battiato dedicò all'album "Apriti sesamo". 
 
Un concerto molto ricco di musicisti e di suoni con qualche bella sorpresa in scaletta. Dai brani allora nuovi del cd al medley finale dedicato agli anni della prima sperimentazione.
La qualità audio è reperita da youtube ed è piuttosto decente.


Presto un'altra sorpresa dedicata al musicista che da qualche anno si è ormai ritirato a vita privata. Per fortuna dopo averci lasciato note, immagini, parole e idee sulle quali è ancora bellismo perdersi...
Buon ascolto.. se lo vorrete!

 
 
Premessa e messa on line by Captain, post words and art by Antonio LM (welcome back our friend) con l'aiuto imprescindibile di Stefano AbulQasim
 

giovedì 1 ottobre 2020

Uscita di emergenza - 2015 - Uscita di emergenza

 
USCITA Di EMERGENZA – Uscita di Emergenza – 2015

01 – Partenza (2’ 24”) (Gissi)
02 – Via (4’ 04”) (Gissi)
03 – Buona Fortuna (4’ 57”) (Gissi)
04 – Bobby (3’ 54”) (Gissi)
05 – Hans (3’ 47”)  (Terlizzi - Gissi)
06 – To Steven (2’ 36”) (Terlizzi)
07 – Dal Mare (4’ 24”) (Terlizzi - Gissi)
08 – Ruderi di un’amicizia (6’ 03”) (Terlizzi)
09 – Carestia (3’ 25”) (Gissi)
10 – Piazza della Loggia (3’ 57”) (Gissi)
11 – Lacca (4’ 52”) (Terlizzi - Gissi)
12 – Uscita d’Emergenza (5’ 02”) (Terlizzi - Gissi)
13 – Immagina (3’ 33”) (Terlizzi - Gissi)


Intro by Captain - E' doverosa questa mia introduzione all'ottimo nuovo lavoro dello scopritore di talenti ufficiale della stratosfera, il nostro amico Giudas. E altrettanto doverose sono le scuse ufficiali che a lui rivolgo, per aver ricevuto e scaricato il file per questo post già a fine luglio ed essermene poi dimenticato (complici le ferie estive ed il periodo difficle che sto affrontando). Prima di lasciare al caro Giudas la gestione del post, due parole sulla proposta odierna: ci troviamo agli antipodi rispetto all'ultima scoperta del nostro amico, che erano gli ostici e durissimi Cancrena e, nonostante le ingenuità, siamo di fronte ad un lavoro interessante e godibile. Ottimo poi il lavoro grafico sulle covers, migliore di molti albums più famosi. Bando alle ciance, la parola a Giudas...
 
"Dopo avervi proposto, l’ultima volta, i Cancrena – incredibile thrash metal al peperoncino gasato – ritorniamo ad occuparci di qualcosa di più confacente al sottoscritto (a proposito, pensavo che dopo aver proposto i Cancrena i seguaci della Stratosfera mi linciassero sul posto – invece siete stati fin troppo comprensivi e gentili – e vi ringrazio per questo)

Anche questa volta propongo ai miei Stratosferici amici un prodotto di nicchia, inedito e, nel suo genere, gradevole. Ho da diversi anni, tra i tanti album in mio possesso, un lavoro di due amici che avevo completamente dimenticato di avere (il cd, non gli amici).  In sostanza il cd me lo aveva dato alcuni anni fa Stefano Gissi, che non solo ho il piacere di conoscere personalmente, ma che posso dire di aver visto nascere, essendo il figlio del mio collaboratore di studio, purtroppo deceduto prematuramente da diversi anni. Solo che dopo averlo sentito a suo tempo lo avevo completamente dimenticato, sino a quando non mi è capitato sotto il naso durante una risistemazione dello studio (nel quale in genere il casino regna sovrano). Ed era assolutamente adatto perché fosse postato sulla Stratosfera.
 

Gli Uscita d’Emergenza sono un duo creatosi a Barletta per un breve periodo dal 2014 al 2016 e che vedeva due venticinquenni, Stefano Gissi alla chitarra e voce e Gaetano Terlizzi alle tastiere, chitarra e voce.

Ci sono solo le loro voci ed i loro strumenti in questo disco del 2015 uscito in una cinquantina di copie (attenzione il cd NON E’ stampato ma semplicemente masterizzato da loro tante volte quante le copie richieste). Le copie realizzate, di fatto, sono state distribuite ad alcuni locali e ad alcuni amici (tra cui  - appunto – il sottoscritto). Tutto il lavoro sa di autoproduzione: dalla masterizzazione in proprio, alle registrazioni sommarie, alla grafica del libretto allegato in bianco/nero (costa molto meno della quadricromia). Tredici composizioni per circa un’ora di ascolto.

Eppure la stoffa c’e, anche se non si è mai trasformata in abito.
La prima impressione che si ha, ascoltandolo, è quello di essere proiettati in una specie di macchina del tempo che riporta ai tempi in cui gente come Fabrizio De Andrè ed i suoi epigoni incidevano dischi con sola voce e chitarra, spogli di altro. Niente basso, niente batteria, tanto meno tappeti di tastiere e sezioni di fiati. Immaginate questi stessi brani, che sentite in questo cd, completamente riarrangiati con una intera band a disposizione (come fece la PFM con De Andrè) e si potrà avere una idea di come si sarebbero potuti sviluppare se solo le situazioni fossero state diverse. Per puro diletto intellettuale ho provato ad immaginare qualcuno di questi brani riarrangiati in chiave prog,  rock,  blues, easy-listening, metal, funky, con aggiunte di cori e doppie voci – in tutti i casi potrebbero ben funzionare. Se qualcuno degli amici che legge fa del piano-bar, potrebbe tranquillamente adattarli al proprio stile ed eseguirli – penso che figurerebbero bene.


 
I pezzi qui presenti uniscono ad una serie di spunti, molto belli, delle ingenuità evidenti. Anche le registrazioni, effettuate quasi sempre in presa diretta, presentano una serie di slabbrature, che comunque non danneggiano l’economia generale del disco, considerato che si tratta di poco più di una demo. Le atmosfere che riescono a creare sono spesso coinvolgenti, così come allo stesso tempo si notano sezioni ridondanti che avrebbero potuto essere meglio sintetizzate. Tutte le composizioni sono realizzate da loro, sia singolarmente che in coppia. Il lavoro è stato registrato artigianalmente in un locale/garage del Terlizzi con strumentazioni molto ma molto amatoriali. Girando per la rete scopro che lo stesso identico nome è di una ben rodata band musicale rock/blues del vicentino, oltre che di una rivista musicale web. Evidentemente il nome ha un che di attrattivo.

Le loro esibizioni si sono limitate ad alcuni eventi in pub e locali simili per alcuni mesi a cavallo del 2015 – 2016, e soltanto in Barletta. Quando ho chiesto a Stefano Gissi perché avessero realizzato questo cd mi ha detto che era semplicemente perché volevano vedere sino a che punto potessero essere approvati per il loro lavoro musicale. Stefano Gissi oggi lavora stabilmente presso l’Ospedale di Barletta,. Gaetano Terlizzi nella locale industria calzaturiera. Gissi ha appeso al chiodo la chitarra, non potendo fare lo stesso con i pazienti ospedalieri che lo fanno quotidianamente impazzire. Anche Terlizzi ha temporaneamente appeso il pianoforte al chiodo, dovendo quotidianamente “fare le scarpe” a tanti altri.

Un’ultima menzione, atto dovuto, alle illustrazioni in tratto bianco/nero che meritano attenzione per la loro semplicità e bellezza. Sono il frutto della bravura artistica del Terlizzi specialista della tecnica del tratto a penna – ritengo particolarmente bella quella usata per il label del cd, che richiama un particolare della copertina. Per non parlare di quello centrale del libretto, che mi ha causato una botta di nostalgia, facendomi andare con la mente ai coloratissimi ed onirici inserti interni degli album degli Yes. 


 
Come sempre un abbraccio musicale. Giudas 
 

Post by Giudas, little help from Captain

sabato 19 settembre 2020

Stradaperta - 2002 - Antologia 1974/1984

Ripubblichiamo questo bellissimo lavoro degli Stradaperta perchè ci ha contattato nientepopodimeno che Renato Bartolini (cantante, chitarrista e mandolinista della band). Oltre che farci i complimenti per la scheda su di loro, il gentilissimo Renato ha voluto elargirci alcune note esplicative sui brani inediti presenti su questa raccolta. Ringraziando il nostro amico appena citato, vi rimando per la lettura in fondo al post. Captain 
 
 
TRACKLIST :

01. La luna di febbraio
02. Maida vale
03. Laura
04. Karen
 05. Figli dei figli della guerra
06. Adesso ho te
07. Tobruk
08. Strada principale
09. Italian zoo
10. Eva
11. L'altro uomo
12. Quattro chitarre
13. Verità e falsità
14. Una notte purpurea... di vino e altro!
15. Non è più tempo
16. Presentazione


Dell'estrema rarità di questo album degli Stradaperta non v'è alcun dubbio, lo testimonia la sua permanenza per un lustro nella wishlist stratosferica. Fu stampato in pochissime copie nel 2002 e diffuso privatamente dai membri del gruppo, forse in vista di una futura ristampa a più larga diffusione che però, di fatto, non venne mai effettuata. E' quindi cosa doverosa ringraziare il nuovo collaboratore "indiretto" della stratosfera, Adix, che ci ha inviato ben quattro contributi dalla nostra wishlist, tutti titoli di difficilissima reperibilità. Comiciamo appunto da questo -lasciatemelo dire- stupendo album, che ha il pregio di mostrare anche una vena prog-sperimentale, del tutto assente dal repertorio più conosciuto (e comunque di tutto rispetto sotto il profilo musicale) della band.


Gli Stradaperta sono conosciuti soprattutto per essere stati, per quasi un decennio (dal 1975 al 1984), il gruppo di supporto di Antonello Venditti. In realtà anche come band a sè stante ebbero una carriera di tutto rispetto, come ricorda Augusto Croce su Italianprog (al link la scheda completa): "(...) Con la prima formazione suonarono al quarto Festival d'Avanguardia e Nuove Tendenze, tenutosi a Roma, a Villa Borghese nel giugno '74, vincendo la classifica del "miglior nuovo gruppo". A settembre dello stesso anno suonarono anche al leggendario festival pop romano di Villa Pamphili. Gruppo popolarissimi dal vivo, la loro unica apparizione su disco fu sulla compilation live del 1975 Trianon 75 (qui presentata sul nostro blog grazie all'impareggiabile Frank-One - n.d.C.) , suonando sia da soli che come gruppo di accompagnamento di Antonello Venditti (...)"


I primi otto pur validissimi brani di questo lavoro provengono dai dischi ufficiali del gruppo (cinque da "Maida Vale" del 1979 e tre dall'EP del 1983 "Figli dei figli della guerra", che peraltro potete trovare qui). Analizzerò in maniera un po' più approfondita i restanti otto pezzi inediti che compongono quest'album, registrati in studio e live. Si parte dall'ottima "Italian zoo", una forte critica sociale dal testo attualissimo ancora oggi (colpisce e rievoca mondi di periferia una strofa come "fumo tagliato che butta giù"). "Eva" è un buon pezzo cantautoriale che richiama molto alla mente proprio Antonello Venditti. Con "L'altro uomo" si cambia decisamente registro: qui le influenze prog si fanno sentire in maniera più marcata, con una parte cantata reminescente addirittura di un certo Camisasca agli albori. Complici il flauto traverso e un accompagnamento psichedelico, il brano è davvero suggestivo e si piazza nella top personale del Capitano. Sullo stesso livello si colloca la successiva "Quattro chitarre" (tra l'altro, quella di avere 4 chitarristi fu la caratteristica che rese unica questa formazione in italia). A dispetto del titolo, il testo è in lingua inglese. Le atmosfere, anche in questo caso sono decisamente vicine alla psichedelia ed al prog, con il dolce suono del flauto traverso, di nuovo, a tessere delicate trame musicali. Altri due brani più tradizionali, ma sempre con parti musicali estremamente curate ("Verità e falsità" e "Non è più tempo"), inframmezate da una breve gemma di sperimentazione pura ("Una notte purpurea... di vino e altro!") ci conducono ad una "Presentazione" musicale della band durante un'esibizione live, che conclude questo opulento ascolto. Un ascolto che spazia tra diversi generi e che, alla fine, lascisa davvero soddisfatti e "riempiti", provare per credere...

Gli Stradaperta con Antonello Venditti

Come già detto più sopra, mi è risultato impossibile reperire altre info circa i singoli brani di quest'album. E' possibile supporre che i pezzi più prog appartengano alla prima formazione degli Stradaperta, ma sono appunto solo supposizioni. Chiunque sia in grado di aiutarci a fare luce sull'origine dei vari brani inediti è chiaramente benvenuto. Buon ascolto a tutti gli amici della stratosfera dal voster semprer voster Capitan, in combutta con Adix.


STRADAPERTA :

Renato Bartolini (voce, chitarra, mandolino) 1974/1984
Rodolfo Lamorgese (chitarra, armonica, percussioni) 1974/1984
Claudio Prosperini (chitarra) 1974/1984
Maurizio Lamorgese (chitarra, percussioni) 1974/1977
Marco Valentini (sax, flauto) 1974/1984
Marco Vannozzi (basso) 1975/1984
 Tony Tartarini (voce) 1983/1984


Note di Renato Bartolini ai brani inediti:
 
"La prima cosa da dire è che i brani che seguono, sono provini e esecuzioni live, registrati con sistemi semiprofessionali tra la metà degli anni ’70 e i primi anni ’80. Altra cosa che voglio far notare che il nostro nome Stradaperta non fu scelto a caso, ma rappresentava la nostra idea di far musica, senza nessuna direzione precostituita.

09. Italian Zoo -Nei primi anni ’80 abbandonammo il suono acustico, determinato principalmente dal suono delle chitarre acustiche, che fino ad allora erano state la base del nostro suono, lo strumento trainante. Altra cosa importante da dire è che negli anni ’70 la batteria non era presente nei nostri provini, nel senso che non abbiamo mai avuto, come componente del gruppo, un batterista! La utilizzammo solo al momento della registrazione del nostro primo LP Maida Vale (1979) chiamando Agostino Marangolo (Goblin). Questa canzone, insieme ad altre che poi diremo, appartiene quindi al nostro periodo elettrico, suono che ci accompagnerà fino allo scioglimento del gruppo alla fine del 1984. La canzone è stata registrata nel nostro studio di registrazione a Trevignano Romano, che è stato attivo dal 1978 al 1984. In quel periodo stavamo scrivendo nuovi brani per un ipotetico secondo LP. Cercavamo nuove sonorità e il suono elettrico (chitarre elettriche) ci sembrò quello più giusto, per quello che volevamo realizzare in quel momento. Altra caratteristica è che la batteria è sempre presente (Bruno Bergonzi). Alcuni brani di quelle sessioni di registrazione, finirono nel nostro Q-Disc Figli dei Figli della Guerra (1983). Chissà perché non abbiamo incluso questo brano nel Q-Disc !!

10. Eva Anche questa canzone fa parte dei provini del Q-Disc Figli dei Figli della Guerra.

11. L'Altro Uomo Qui siamo a metà anni ’70, precisamente 1975-1976. Eravamo alla ricerca di un cantante inglese. Quando organizzammo le audizioni, arrivò il cantante/attore olandese Peter Deno (già nel cast del film Orfeo 9 di Tito Schipa Jr) che cantava perfettamente in inglese. Rimase con noi fino al 1976. La canzone sul Cd è la versione live, registrata a Piazza Navona, Roma il 22 giugno 1976. Probabilmente uno dei nostri concerti più belli !!

12. Quattro Chitarre Questa canzone fa parte delle sessioni di registrazione che avvennero in un appartamento al centro di Roma, tra il 1975/1976. Usammo un Revox a 2 piste. Avevamo registrato la base e non avevamo il testo. Quando arrivò Peter Deno scrisse il testo in inglese e la cantò. E’ verò che nel gruppo c’erano quattro chitarristi (nella prima formazione, fino al 1977), ma c’è da dire che c’era chi passava dalla chitarra al mandolino, alle congas, all’armonica a bocca… Difatti, qui insieme alle chitarre, c’è anche il mandolino !

13. Verità e Falsità Probabilmente uno dei nostri primi brani scritti tra il 1971/1972.

14. Una notte purpurea... di vino e altro! Che divertimento !!

15. Non è più tempo Canzone del 1974, registrata sempre nel 1976.

16. Presentazione Registrazione live alla 1° Mostra “Il Suono” - Palazzo dei Congressi Roma Eur nel 1975. Con tanto affetto e graditudine ricordiamo che al mixer c’era Spartaco Di Mattei (fonico del Rovescio della Medaglia) che registrò e mixò in maniera perfetta questo nostro concerto."

 
Per finire, vi lascio qualche link per completare ed integrare questo post e l'ascolto dell'album, se vorrete approfondire ulterirmente la vostra conoscenza circa questa storica band.

Qui il sito ufficiale degli Stradaperta
Dal sito psycanprog un'interessantissima intervista a Renato Bartolini
Qui la scheda dedicata su wikipedia
Repetita iuvant: la scheda dell'amico Augusto Croce su Italianprog

 

LINK

Post by Captain, music by Adix, note aggiuntive di Renato Bartolini

venerdì 26 giugno 2020

Cancrena - 2005/2012 - Three album

Pre by Cap - Ricevo e pubblico dall'amico Giudas (autentico scopritore di talenti della stratosfera) questa proposta, lontana dal genere al quale il nostro blog è dedicato. Siamo infatti nel campo del metal, genere cui personalmemente non mi sento affine e, quindi, competente. Sono sicuro che i cultori del genere apprezzeranno sicuramente. Gradevoli e inusuali, comunque i pezzi più lenti segnalati da Giudas, che ho davvero apprezzato. Dopo queste brevissime, lascio come sempre la parola al nostro amico appena citato...

 Alla perenne ricerca di fenomeni musicali locali, da quelli assolutamente sconosciuti a quelli che occupano mini-nicchie musicali, mi imbatto in Fabio Chiarazzo. Il contatto me lo offre un comune amico musicista (Ruggiero Balzano, l’ex bassista degli Articolo 31 versione 2.0). Infatti Fabio Chiarazzo è anche lui un bassista e milita in un gruppo di thrash-metal (sono parole sue). Nulla di più lontano dalle mie preferenze – il mio faro sono gli Yes, tanto per dire – eppure la persona mi è subito simpatica e gli chiedo udienza per ottenere materiale ed informazioni da trasferire agli amici della Stratosfera – hai visto mai che al suo interno si annida, ben nascosto, qualche amante del genere ? 

Le “udienze” si tengono al bar sotto il mio studio professionale (io faccio altro, sono geologo) e mi costano una piccola fortuna in beveraggi, in quanto il buon Fabio trinca più di un alpino – dal prosecco in su – ma ciò non diminuisce la sua simpatia e la bontà della storia che mi racconta.

Il gruppo si chiama CANCRENA, sostantivo che implica la morte di un tessuto cellulare – definizione ben adatta al tipo di musica che propongono, un heavy-metal martellante che non lascia spazio a delicate melodie e tanto meno ad appassionanti ed evolute armonie. Qua i morti li fa risvegliare. Diciamo che non è musica per famiglie e che per ascoltarla devi almeno stare bene di testa. Per apprezzarla non è strettamente necessario essere strafatti, ma probabilmente aiuta.

Eppure se vi ascoltate “to nerve oneself” (dal cd “hidden depravity”, 2012) sentirete una melodia tanto struggente quanto semplice, e francamente bella – alla fine anche questi ragazzi hanno un cuore !! – per quel che conta il mio parere, il brano vale da solo l’intero cd.


Ma veniamo al nostro gruppo.
Il gruppo nasce nel 1999 a Barletta da un’idea di Francesco “Francis” Farinola - se vado indietro con la memoria, devo effettivamente ricordare che nei tardi anni ’80 e nei successivi ’90, quando mi imbattevo in un qualche festival o convention musicale di piazza, nove volte su dieci la musica dominante era l’heavy-metal sparato a palla; difficile ricordare altro perché nel giro di 30 secondi ero già scappato da un’altra parte ed il mese dopo sul tale gruppo che aveva suonato era già caduto il necessario oblio. Qui evidentemente alloggiava sia del talento e sia la necessaria tenacia per proseguire.
I ragazzi hanno tempra e tecnica e si danno da fare.
La formazione iniziale comprende Francesco FARINOLA (chitarre), Francesco MORGESE (voce), Luca CARONE (basso), Ruggiero RICCO (batteria) - (nessun errore, ricordatevi che dalle mie parti tutti i Ruggiero si scrivono e si battezzano con la i). Il nostra Fabio arriverà un po’ di tempo dopo. Rincorrono con astuzia, pervicacia e perseveranza tutti gli organizzatori musicali – di fatto sono una manica di rompicoglioni - ma la tecnica ha successo, ed iniziano a girare diverse piazze, sino a fare da spalla a diversi artisti di punta, tra i quali, per alcuni anni, un Pino Scotto in stato di grazia (ex leader dei Vanadium prima e dei Fire Tails poi)

La loro musica ricorda molto quella dei principali detentori di questo genere musicale, quali Pantera, Metallica, Anthrax, Megadeth. Mi racconta Fabio Chiarazzo che una loro particolarità è sempre stata quella di non seguire l’estetica tipica di questo genere musicale - concerti con costumi borchiati, anelloni di acciaio, giacchettoni di pelle lucida e tutta la paccottiglia a seguire - mi racconta di concerti tenuti con i vestiti con cui escono normalmente di casa e, a volte, con le infradito - comunque abbondano i tatuaggi – se avete voglia e tempo di andarvi a cercare in rete qualcuno dei loro filmati ne troverete un’intera pinacoteca.

La loro esperienza più stralunata riguarda una mini – tournee nella Repubblica Ceca nel 2015. Scoprono una specie di bando di partecipazione e fanno domanda – non si guadagna niente ma hanno il rimborso spese del viaggio e vitto e alloggio garantito – per pochi giorni di vacanza vale la pena - ci vanno e salgono sul palco di Praga, illustri sconosciuti, senza che nessuno se li fili – iniziano a suonare e si accorgono che un po’ alla volta tutti li iniziano a seguire prima e ad apprezzare poi – quando scendono dal palco trovano una sterminata fila di persone che chiedono loro l’autografo – praticamente entrano in Paradiso senza passare dal via.


La loro discografia è la seguente

01 - Cancrena – 2003    (demo)
02 –Fears – 2005
03 - Underneath – 2009
04 – Hidden Depravity - 2012

Fabio Chiarazzo mi fornisce tutto il materiale che a mia volta giro agli amici della Stratosfera, anche quello prodotto negli ultimissimi tempi, e che mi autorizza a divulgare.

CANCRENA – Cancrena – 2003    (demo)
01 – Black Angel        (5’ 03”)
02 – In My Opinion        (14’ 39”)

 Storia curiosa quella di questo demo, In tutti i loro live suonava al basso Luca Carone ma, al momento di andare in sala di registrazione il bassista abbandona la formazione. Sul primo cd, quindi, al basso suona tale Fabrizio “il vichingo” (non sappiamo altro) che si limita a quello, ed è quindi sostituito da Marco Albanese.


CANCRENA – Fears – 2005 

01 – Fears            (4’ 04”)  
02 – Granny’s Lady        (3’ 58”)  
03 – The Truth            (4’ 33”)  
04 – Hollowing Myself     (3’ 50”)      
05 – Raw Child            (1’ 02”)
06 – Black Angel        (5’ 03”)
07 – In My Opinion        (14’ 39”)

Notevole il quinto brano “Raw Child”, uno strumentale breve e particolarmente melodico e con inusitate dissonanze, mentre il successivo “Black Angel” mostra, nella sua prima parte, una inaspettata anima romantica del gruppo. Infatti è dedicata ad un loro amico, Gabriele De Cillis, improvvisamente scomparso per problemi cardiaci a meno di trent’anni. L’ultimo brano – “In My Opinion” -  in realtà dura 4’ 57” – dopo un lungo silenzio appare una traccia fantasma – giusto gli ultimi due minuti – in cui si alternano dialoghi da studio, versacci, scurrilità varie e frasi dialettali di ogni tipo – tanto per rimanere in tema col genere …


CANCRENA – Underneath – 2009 
 
01 – From The South            (4’ 17”)  
02 – Dummies Of The Screen        (5’ 16”)  
03 – The Sponger            (3’ 19”)  
04 – Obscene Slummers         (3’ 53”)      
05 – Six Hours                (3’ 54”)

In questo lavoro fa la sua comparsa Fabio Chiarazzo, in realtà entrato nel 2006, che va a sostituire Marco Albanese al basso, dando così la stura alla formazione definitiva e ad oggi ancora attiva..


CANCRENA – Hidden Depravity – 2012 

01 – Serpent Skin        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 05”)
02 – The Pessimist        (Cancrena – F. Farinola)            (5’ 13”)
03 – Pervert Priest        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 25”)
04 – Dark Torment        (Cancrena – Giuseppe Farinola)        (4’ 29”)
05 – Backdraft            (Cancrena – F. Farinola . Chiarazzo)    (4’ 18”)
06 – Black Underground    (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 05”)
06 – Ancient Strength        (Cancrena – F. Farinola)            (4’ 45”)
07 – Hidden Depravity    (Cancrena – F. Farinola)            (3’ 55”)
08 – To nerve oneself        (F. Farinola – Giuseppe Dentamaro)     (4’ 20”)
09 – Under The Law        (Cancrena – F. Morgese)            (3’ 34”)

I testi sono quasi sempre di Farinola – narrano di problemi di denuncia sociale, di droga, di vicende personali.  E comunque disdegnano la banalità. Le musiche sono sempre corali e mai firmate da singoli elementi.

Oggi questi ragazzi alternano ancora l’attività musicale alla propria attività lavorativa.
Ruggiero Ricco è cuoco in un locale da lui stesso gestito – Francesco Farinola è agente marittimo – Francesco Morgese ha un negozio di abbigliamento – Fabio Chiarazzo lavora nel settore farmaceutico – Luca Carone lavora nel settore calzaturiero – Marco Albanese è grafico.

MA NON FINISCE QUA. Il gruppo ha appena finito di registrare il suo nuovo album, che uscirà fra un po’ di settimane col titolo di “Chapter Five” – un paio di tracce sono già reperibili in rete. Fabio Chiarazzo ha promesso di mandarmene una copia con piena autorizzazione a girarlo sulla Stratosfera e mi ha raccontato che in questo lavoro i brani sono più blues e più melodici. A dimostrazione che vale sempre il detto che si nasce incendiari e si muore pompieri. Sono molto curioso di ascoltarlo e di proporvelo.


In chiusura di post mi imbatto in un curioso fenomeno – giro per la rete e trovo un video dei Cancrena, del 2009, di un brano non presente in alcuno dei loro cd – il brano si chiama “Black Cat Dies” e questo è il link

Solo continuando la lettura dei commenti capisco che si tratta di un altro gruppo, stavolta marchigiano.  Stesso nome, stesso genere musicale, stesso periodo. Una coincidenza incredibile.
Se qualche seguace della Stratosfera si vuole impegnare e farci sapere qualcosa in più …
Di quest’ultimo gruppo so solo che – mi dice Fabio – si sono sentiti una sola volta, discutendo in maniera accesa, in quanto ognuno sosteneva il proprio diritto di primogenitura sul nome. Dopo di che, visto che alla fine non c’erano in ballo soldi, hanno lasciato perdere.

Cari amici della Stratosfera, se siete ancora vivi dopo questa immersione totale nel thrash-metal più tremendo che ci sia, vi prometto che il prossimo post sarà molto ma molto più leggero.

Un abbraccio musicale. Giudas

Link Cancrena (2005) 
Link Underneath (2009)
Link Hidden depravity (2012)

Post by Giudas with a little Captain's help