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martedì 6 ottobre 2026

Francesco Guccini atto II - Il ricordo del cantautore e poeta a due mesi dalla sua scomparsa


Cari amici, siamo ancora qui a parlare di Francesco Guccini, a due mesi dalla sua scomparsa (era il 6 agosto 2026). Non potevamo limitarci ad un solo ricordo (il concerto di Imola del 1983 pubblicato un mese fa), tenuto conto dello spessore del personaggio e del bagaglio musicale e culturale che ci ha lasciato. Per questo secondo appuntamento voglio ringraziare ancora una volta l'amico e collaboratore Albe che, alla stregua degli altri collaboratori del nostro blog, periodicamente fornisce materiale raro e dischi di difficile reperibilità al fine di arricchire sempre più la Stratosfera. In un batter d'occhio siamo giunti a quasi 8 milioni e 500 mila visualizzazioni. Non è cosa così frequente. Quindi grazie ad Albe e grazie a tutti gli amici e collaboratori che partecipano con passione alla vita del blog facendolo crescere giorno dopo giorno. Per questa occasione Albe ci ha inviato due bei concerti, registrati rispettivamente a Perugia nel 1981 e a Milano nel 1986. Anche le copertine sono opera sua Doppio cadeau. Abbiamo già parlato a lungo di Francesco e del ruolo che ha avuto nel panorama musicale italiano nel precedente post. Oggi ci limiteremo, si fa per dire, ad ascoltare la sua musica. Partiamo allora con i due concerti. 


CONCERTO # 1
Francesco Guccini - Perugia, Stadio Curi, 31 luglio 1981


TRACKLIST:

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.talk
06.Dio è morto
07.talk
08.Lager
09.talk
10.Venezia
11.Il vecchio e il bambino 
12.Bologna
13.talk
14.Eskimo
15.talk
16.Bisanzio


MUSICISTI:

Francesco Guccini - voce, chitarra
Jimmy Villotti - chitarra
Tiziano Barbieri - basso
  Juan Carlos "Flaco" Biondini - chitarra


Bonus tracks: interviste e traccia inedita

01. intervista inedita - Pavia, concerto 1978 per Radio City
02. intervista - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979
03. Un altro giorno è andato - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979. Traccia non inserita nel disco, poiché la chitarra di Francesco, durante l'esecuzione del brano, era scordata. 


Ottimo concerto, con una notevole qualità audio. E' sempre bello ascoltare Francesco che dialoga col suo pubblico e qui i dialoghi non mancano. Il concerto venne registrato il 31 luglio 1981 allo Stadio Curi di Perugia. Non è lunghissimo, ma contiene brani storici quali Canzone per un'amica, Auschwitz, Dio è morto, Il vecchio e il bambino, Eskimo. Il nostro Albe ha recuperato anche due interessanti interviste, di cui una inedita risalente al 1978, e un brano scartato dal disco ufficiale pubblicato a seguito del Concerto per Demetrio Stratos" (intitolato Un altro giorno è andato) poiché la chitarra di Francesco era scordata (e si sente). 


CONCERO # 2
Francesco Guccini - Milano, Arena Civica "Gianni Brera"
12 settembre 1986


TRACKLIST CD 1

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.Autogrill
06.talk
07.Culodritto
08.talk
09.Il vecchio e il bambino
10.talk
11.Signora Bovary
12.L'isola non trovata
13.Asia
14.talk
15.Scirocco
16.Canzone dei dodici mesi
17.Il frate 

TRACLIST CD 2:
01.Canzone della bambina portoghese
02.Canzone quasi d'amore
03.Venezia
04.talk
05.Bologna
06.talk
07.L'avvelenata
08.talk
09.Incontro
10.Vedi cara
11.Dio è morto
12.Il pensionato
13.Un altro giorno è andato
14.Bisanzio
15.La locomotiva
16.talk
17.Blue Suede Shoes


MUSICISTI:
Francesco Guccini - voce, chitarra
Ellade Bandini - batteria
Vince Tempera - tastiere
Ares Tavolazzi - basso
Juan Carlos Flaco Biondini - chitarra
Antonio Marangolo - sassofono


Secondo grande concerto, raggruppato in 2 CD, dalla qualità audio sempre buona. Qui siamo nel 1986, per la precisione il 12 settembre, e la location è l'Arena Civica "Gianni Brera" di Milano. La scaletta è quanto mai completa dove non mancano i grandi classici del suo repertorio. Decisamente infuocato il finale con quella Blue Suede Shoes scritta da Carl Perkins nel 1955, che Guccio amava interpretare dal vivo ma che non aveva mai registrato ufficialmente in studio. 
Con questo abbiamo veramente concluso. Un abbraccio virtuale a Francesco. 
A voi tutti auguro buon ascolto.


LINK Live Perugia 1981
LINK Bonus tracks (intervste + inedito)
LINK Live Milano 1986 CD 1
LINK Live Milano 1986 CD 2

Post by George & Albe

lunedì 23 febbraio 2026

Baracca & Burattini - Opera Omnia (1981- 1983 - 2012) - great post by Roberto, Osel & George

 

Presto dimenticati e spariti nel nulla dopo le prime registrazioni degli anni '80, riapparsi quasi miracolosamente nel 2012, i Baracca & Burattini meritano la riscoperta e la giusta valorizzazione Questo post, che se ben ricordo è stato anche caldeggiato da alcuni amici navigatori, è stato reso possibile grazie ai contributi e alla pronta risposta dei nostri due collaboratori Osel e Roberto che ringrazio infinitamente. Questo "gioco di squadra", permettetemi di sottolinearlo, è da sempre il sale e la forza della Stratosfera. Visto che oggi presenteremo l'opera omnia della band torinese, ricordo subito che Baracca & Burattini (nome, ahimé, un po' troppo sfruttato il quale, dopo il successo del film di Corbucci, è stato adottato da associazioni, imprese, circoli culturali e ricreativi e persino da ristoranti) hanno registrato tre album nel corso della loro carriera, molto diversi l'uno dall'altro: "Hinterland" (etichetta Mama Barley, 1981), "Trio + 1" (etichetta On Records,1983) e "Bib-Rambla" (etichetta Electromantic Music, 2012). I due album degli anni '80 sono reperibili solo in formato vinile, visto che non sono mai stati ristampati, mentre "Bib-Rambla" è ovviamente disponibile su CD. Le informazioni sul gruppo, al di là della discografia pubblicata su Discogs; sono praticamente nulle, a parte uno splendido lungo articolo realizzato da Luigi Cattaneo l'11 aprile 2014, pubblicato sul blog "ProgressivaMente" col titolo "Baracca & Burattini, dall'Hinterland di Torino alla Bib-Rambla". Ed è quello che utilizzerò per accompagnarci in questo viaggio musicale. Ora passiamo alla musica.

Baracca & Burattini - Hinterland (LP, 1981)


TRACKLIST:

Lato A
01. Hinterland - 3:25
02. Adriatica - 5:30
03. Terra e mare - 5:30
04. Rock & Tarocs - 4:08

Lato B
05. Come in Sudamerica - 3:55
06. Una nuvola in gabbia - 5:00
07. Asso di bastoni - 3:50
08. Scivolando... - 4:00
09. Senza rete - 3:00


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - piano elettrico Rhodes, synthesizer ARP Odyssey, synthesizer polifonico Korg, voce, percussioni, battito di mani
Gianni Melis - basso elettrico, battito di mani
 Sandro Marangon - batteria, percussioni, battito di mani

ospite
Silvano Borgatta - synthesizer polifonico (track 6), piano elettrico Rhodes (track 4), voce, 
synthesizer ARP Odyssey, battito di mani (track 9)

Silvano Borgatta

La recensione degli album (dal blog "ProgressivaMente" dell'11 aprile 2014)

1975: le origini del trio
"L’occasione per parlare dei Baracca & Burattini ci è fornita dalla pubblicazione di un nuovo album per l’etichetta Electromantic di Beppe Crovella (tastierista degli Arti & Mestieri). Bib-Rambla (ossia la piazza centrale di Granada), uscito nel 2012, ha riacceso i fari su una delle tante realtà torinesi dedite al jazz rock negli anni ’70. Potremmo addirittura ipotizzare l’idea di una scuola jazz rock radicata su un territorio definito. Il jazz era una sorta di attrazione per chi lavorava in ambito rock e, al tempo stesso, i jazzisti del luogo erano interessati alla genuina semplicità della grammatica rock (Riccardo Storti, Rock Map Viaggio in Italia dal 1967 al 1980, Aereostella). Come ha sottolineato Storti nella sua opera del 2009, Torino era davvero un centro propulsore fondamentale per capire certi sviluppi sonori ed è impossibile per ogni amante del genere non conoscere gruppi storici come Arti e Mestieri e The Trip, ma anche realtà rivalutate con il passare degli anni come Dedalus, Beia come Aba, Gialma 3 o Living Life. In questo contesto nascono e si inseriscono, anche se con qualche anno di ritardo, i Baracca & Burattini, bizzarro monicker ripreso da un film degli anni ’50 di Sergio Corbucci. È il 1975, quando Luciano Zaffalon (tastiere), Sandro Marangon (batteria) e Gianni Melis (basso) danno vita al progetto pensando di unire il progressive colto dei King Crimson con il jazz rock targato Perigeo. Il risultato è un disco autoprodotto con l’aiuto di Silvano Borgatta (all’epoca tastierista del gruppo di Gigi Venegoni) che vedrà la luce solo nel 1981, fuori tempo massimo, come si suol dire in certi casi.


1981: l'album "Hinterland"
Hinterland è un album intriso di frizzante jazz rock, sulla scia di Esagono e Combo Jazz, con qualche leggera venatura world che colora le composizioni, sempre in bilico tra stacchi virtuosi e cura per l’aspetto più melodico. Peccato che ormai l’epoca d’oro dei raduni e delle attenzioni verso questi suoni fossero oramai esaurite, perché questo esordio, pur presentando qualche ingenuità, rimane un disco di buon livello che con gli anni ha raggiunto anche elevate valutazioni tra i collezionisti di vinili. Pezzi come Asso di Bastoni, Scivolando o la title track mostrano il potenziale del gruppo, che avrebbe probabilmente meritato qualcosa di più. I tre scelgono di non avvalersi per questo esordio di un chitarrista, affidando gli spunti maggiori alle tastiere di Zaffalon, che può spaziare in maniera sistematica all’interno di ogni singolo brano. Luciano viene però sempre ben coadiuvato dal lavoro ritmico di Marangon, preciso e mai irruento e dal tocco funk del bravo Melis. 

Baracca & Burattini - Trio +1 (LP, 1983)


TRACLIST:

Lato A
01. Tango elettrico
02. Accarezzami, accarezzati
03. Tarocchi
04. Crisi d'identità

Lato B
05. E' volare
06. Trio
07. Passerà


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - tastiere
Gianni Melis - basso elettrico
 Sandro Marangon - batteria, percussioni
Salvo Occhipicca - chitarra elettrica

1983: l'album "Trio + 1"
La band, senza perdersi d’animo, riuscì a pubblicare anche un secondo lavoro passato del tutto inosservato, "Trio + 1", con l’aggiunta di Salvo Occhipicca alla chitarra e una maggiore propensione per la forma canzone, contiene brani non più strumentali ma cantati da Zaffalon. È un platter che presenta contatti con il mondo cantautorale (la bellissima Tarocchi), senza dimenticare spunti jazzati che fanno parte del dna del gruppo, ma imbevuti di quel clima che si respirava nel pieno degli anni ’80. Il risultato è un disco indubbiamente piacevole ma che non lascia il segno come il precedente, forse anche per via di una stanchezza compositiva che affiora tra le trame di alcune tracce o per la smania di voler tentare strade che non erano proprie e che non rispecchiavano appieno le caratteristiche primigenie dei musicisti. Come spesso è accaduto per tanti di quei gruppi, ci sono voluti ben 30 anni per tornare ad ascoltare musica a loro nome

Baracca & Burattini - Bib-Rambla (CD, 2012)
 

TRACKLIST:

01. Bib-Rambla
02. Hinterland
03. Adriatica
04. Terra e mare
05. Le bambole
06. Balleranno (i burattini)
07. Secondina
08. Pensando più a Sud
09. Senza rete
10. Sequenza Meccanica Blues
11. Una nuvola in gabbia


FORMAZIONE:

Luciano Zaffalon - organo Hammond
Sandro Marangon - batteria, percussioni
Diego Mascherpa - sax, clarinetto


2012: il CD "Bib-Rambla"
È il 2012 quando i Baracca & Burattini rinascono con la forza della determinazione. Rimangono in sella Zaffalon (che si concentra solo sull’organo Hammond) e Marangon, a cui si aggiunge un autentico fenomeno come Diego Mascherpa al sax e al clarinetto. Un Hammond trio che in Bib-Rambla rivisita alcune tracce presenti in Hinterland, migliorandole e rendendole molto più coinvolgenti, oltre che proporre inediti convincenti e di elevato spessore. L’album scorre via veloce ma non per questo risulta di semplice assimilazione e i vari strumenti giocano a rincorrersi o sfidarsi all’unisono, con Zaffalon magnifico interprete all’Hammond e in dialogo costante con Mascherpa, entrambi sostenuti dal drumming energico e preparato di Marangon. Il trio appare molto affiatato e le doti tecniche si sono affinate nel corso del tempo, rendendo il tutto estremamente fluido e ricco di groove. 

Diego Mascherpa

Ne sono una prova la brillante title-track, che spazia dal latin al jazz rock, mettendo subito in risalto le grandi capacità dei tre e le riproposizioni di Hinterland e Adriatica, con la prima leggermente funky e la seconda pregna di elementi balcanici. Anche Terra e mare era già presente nel disco del 1981, mentre è nuova la seguente Le bambole, in cui possiamo assistere alle brillanti escursioni di Zaffalon e Mascherpa. Colpiscono la ritmica dance di Balleranno (i burattini), che si trasforma in un grande episodio jazz rock, soprattutto per la notevole prova di Mascherpa al sax, e le delicate melodie di Secondina (con lo stesso bravissimo anche al clarinetto). I paesaggi dell’Italia meridionale vengono evocati con una bella dose di progressive rock nella superlativa Pensando a Sud, salvo poi ritornare ai tempi di Hinterland con Senza rete. Chiudono l’album Sequenza Meccanica Blues, che come suggerisce il titolo ha echi della musica del diavolo ed una carica rock che ricorda i Cream di Eric Clapton e la rivisitazione sudamericana di Una nuvola in gabbia. Bib-Rambla è il disco più maturo dei Baracca & Burattini, merito di un interplay costante ed efficace tra l’Hammond di Zaffalon, i fiati di Mascherpa e le ritmiche di Marangon, abilissimi nel creare un sound sempre in bilico tra la fusion, il jazz rock e il progressive (anche se decisamente meno vistoso rispetto alle altre componenti). È un’opera piena di passione, quella di un trio che finalmente, dopo anni di assenza, torna perché ha davvero qualcosa da comunicare. Il consiglio è quello di cercare gli album degli anni ’80 e di fiondarsi poi su questo ultimo lavoro, per cogliere le differenze strutturali e le maggiori capacità acquisite in 30 anni di lontananza. Come il vino buono, anche il tempo ha migliorato i Baracca & Burattini".


Conclusione
Il viaggio attraverso la musica dei Baracca & Burattini termina qui. Ancora un enorme grazie a Roberto e a Osel che hanno fornito il materiale audio qui pubblicato. Buon ascolto, cari amici e...se avete voglia di partecipare alla vita del blog, ricordatevi che i vostri commenti saranno sempre molto graditi.


LINK Hinterland (LP 1981)
LINK Trio + 1 (LP 1983)
LINK Bib-Rambla (CD 2012)

Post by George, Roberto & Osel

sabato 14 febbraio 2026

Serie "Just One Record" - Free Wave System - Nonostante tutto (LP 1981 - ristampa CD 2004)

 

TRACKLIST:

01. Oltre il tempo (2:16)
02. Xenophobia (2:51)
03. La coda di Mr. Freeman (4:57)
04. 21/5/81 (3:43)
05. Flavours (4:50)
06. Nonostante tutto (4:31)
07. Fonodipendenza totale (5:12)
08. Mia zia Frenesia (2:35)
09. Frammenti (4:46)
10. Soft Imagine (5:30)


FORMAZIONE:

Luca Morandi - piano, organo, synth
Mauro Ravizza - sax tenore, sax soprano
Luciano Devietti - basso elettrico
Enrico Morandi - batteria, percussioni


"Nonostante tutto ce l'abbiamo fatta!". Potrebbe essere l'esclamazione di molti gruppi che dopo numerose fatiche e un po' di intoppi sono riusciti a registrare il loro primo album, Spesso, come nella fattispecie, il primo resta anche l'unico. I Free Wave System, un ottimo quartetto di jazz rock proveniente da Torino, registrarono nel 1981 nel White Studio di Lanzo Torinese questa unica ma convincente prova discografica pubblicata dalla Drums Edizioni Musicali. Dopo oltre 20 anni di oblio, la Mellow Record nel 2004 ristampò il prezioso vinile in formato CD, restituendo al gruppo la meritata dignità e visibilità. Tracciare un po' di storia non guasta mai, specie se i protagonisti sono questi gruppi di nicchia. I Free Wave System si formarono negli anni '70 dalle ceneri di un gruppo chiamato Assoluto Naturale, che era più che altro una band di rock progressivo tradizionale influenzata dai soliti noti, PFM, Banco e simili. 


I Free Wave System inizialmente avevano un vocalist, ma quasi subito decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica strumentale. Il nuovo gruppo, guidato dai due fratelli Morandi, si ritagliò alcuni spazi nel Nord Italia per svolgere una intensa attività live e nel 1981 riuscì a pubblicare il sospirato album "Nonostante tutto" prima di sciogliersi. Il disco fin dal primo ascolto è accattivante e gradevole e le 10 tracce scorrono rapidamente (la durata complessiva del disco è di circa 45 minuti) tra grandi passaggi di sax e di tastiere. Forse, ma è un mio parere personale, in alcune tracce si sente la mancanza della chitarra elettrica, vuoto compensato, anche in modo eccessivo, dal sax di Mauro Ravizza. In ogni caso sono certo che l'album non deluderà gli appassionati dello storico jazz rock italiano, leggasi Perigeo, Arti e Mestieri, Etna ed Esagono. Peccato che questi musicisti non si siano "accasati" in altri gruppi restando nell'alveo del panorama musicale. Unica eccezione è Luciano Devietti, oggi imprenditore torinese di successo, che continua a suonare in una band jazz/blues, La passione è dura a morire. E' tutto. Vi auguro buon ascolto.


LINK

Post by George

sabato 18 ottobre 2025

Serie "Bootleg" n. 360 - Ivano Fossati - Cronaca di un concerto (special TV, 1981)

 

TRACKLIST:

01. J'adore Venise
02. La crisi
03. La Signora cantava il blues
04. E di nuovo cambio casa
05. La mia banda suona il rock
06. Cocaine  
07. Dolce acqua
08. Panama
09. Dedicato


Cari amici, qui dobbiamo ringraziare a gran voce l'amico e storico collaboratore Frank-One per averci inviato in tempo record (incredibile, ma vero!!) i file di questo splendido concerto live di Ivano Fossati datato 1981. Se ben ricordo un live di Fossati di questo periodo era stato altresì richiesto da un nostro amico navigatore. Bene, eccolo qui. Sono molto grato  a Frank-One per il lavoro svolto, tenuto conto che ha digitalizzato l'intero concerto registrato su musicassetta. Attenzione, perché su YouTube è presente un video con la sintesi del concerto, composto da soli 3 o 4 brani, provenienti dallo show del 19 luglio 1981 registrato a Santa Croce di Magliano (CB). Qui invece troviamo l'intero concerto che ci offre l'opportunità di ascoltare, oltre alle tracce provenienti da "Panama e dintorni" (pubblicato proprio nel 1981) e da "La mia banda suona il rock" del 1979, anche la cover di "Cocaine" di JJ Cale / Eric Clapton, una rara riproposta di "Dolce acqua" dei primi Delirium e, in chiusura, la versione originale di "Dedicato", scritta nel 1978 da Ivano Fissati per Loredana Bertè che la portò in vetta alle classifiche. 


Lo special TV, verosimilmente intitolato "Cronaca di un concerto" dovrebbe coincidere con il sopracitato concerto di Santa Croce di Magliano del 19 luglio 1981. Questa ipotesi viene confermata dal sito "Set List" che fa coincidere data, luogo e scaletta. La registrazione è veramente ottima. Spero che questo bel regalo ottenga il gradimento di tutti i nostri amici navigatori. Buon ascolto.



Post by George - Music by Frank-One

venerdì 26 settembre 2025

Luna - Omonimo (LP, 1981) - (Stratosfera Extended Edition)

 

TRACKLIST:

Lato A
01. Sulla Luna
02. L'isola
03. Lou Jean
04. In concerto

Lato B
05. Firebird
06. Serenade
07. Un seme strano
08. Come va?

Bonus Tracks - I singoli
09. Hallò - lato A, 1977
10. Silian era diversa - lato B, 1977
11. Iron Far - lato A, 1978
12. Stay Here With Me - lato B, 1978
13. Tunnel feat. Danilo Rustici - Spped Up - lato A, 1978
14. Tunnel feat. Danilo Rustici - Tunnel Lights - lato B, 1978


FORMAZIONE:

Danilo Rustici - voce, chitarra
Joe Amoruso - tastiere
Dario Franco - basso
Sabatino Romano - batteria


La Luna è da sempre fonte di ispirazione nel mondo dell'arte e anche quello della musica non sfugge a questa regola. Sono decine e decine i musicisti italiani e stranieri che hanno reso protagonista il nostro affascinante satellite, da Angelo Branduardi ai Doors (cito i poli estremi) fino  a giungere ai Pink Floyd con TDSOTM. Ma qui Danilo Rustici e soci ne assumono addirittura il nome. Un nome evocativo, così come è evocativa la copertina dell'album disegnata non so proprio da chi. Ma da dove spuntano i Luna, autori di questo unico eponimo 33 giri pubblicato dalla Splash (l'etichetta fondata nel 1970 da Peppino Di Capri)? A proposito, il vinile venne distribuito dall'etichetta Seven Seas anche sul mercato giapponese (sempre nel 1981) e solo nel 2006 venne ristampato in versione CD. Qui sotto la copertina della stampa giapponese. Il 33 giri originale è in vendita su e-bay alla "modesta" cifra di 79,99 euro. 


Per tornare ai nostri Luna, dalle notizie attinte dal web (e, naturalmente, da Italian Prog del nostro maestro Augusto Croce), il gruppo nacque da un'idea di Danilo Rustici, già chitarrista degli Osanna, a seguito dell'insuccesso dell'album della band partenopea  "Suddance", pubblicato nel 1978 ed eseguito da una formazione rimaneggiata. In realtà gli Osanna si erano già sfaldati l'anno precedente dopo "Landscaper of Life". A questo punto Danilo Rustici si sentì libero di percorrere altre strade. Con al suo fianco l'amico tastierista Joe Amoruso e una sezione ritmica composta da Dario Franco al basso e Sabatino Romano alla batteria i neonati Luna incisero tre singoli, nel 1977 e 1978 (tutti inclusi come bonus tracks in questa particolare Stratosfera Extended Edition), che precedettero di qualche anno l'uscita del 33 giri. Purtroppo le atmosfere cambiarono radicalmente, spostandosi su un genere disco, decisamente facilone e commerciale, anche se non privo di una certa raffinatezza. "Hallò", "Iron Far" e l'ultimo 45 giri registrato col nome di Tunnel, sono quanto di più lontano dallo stile chitarristico a cui ci aveva abituati Danilo Rustici. Ma quella era l'era della disco music e, come si dice, bisognava pur campare. Diverso è il discorso per "Silian era diversa", una lenta e soffice ballata, e per "Stay Here With Me", un discreto brano dalle venature rock, con un bell'assolo di chitarra del nostro Danilo. Volendo fare i pignoli ricordo che la formazione dei Tunnel comprendeva anche una sezione fiati composta da Enzo Avitabile (sax), Pino Carapelli (trombone) e Tony Stotuti (tromba). "Speed Up" è stato ristampato lo scorso anno in versione vinile 12", tiratura limitata, con 4 brani: i due originali e due versioni remix. For fans only! Di seguito le copertine dei tre singoli.




Anche le otto tracce contenute nel 33 giri sono caratterizzate da un suono "leggero", con belle melodie dove emerge la chitarra di Danilo e qualche inserto un po' più graffiante come nel caso della rivisitazione della celebre "Firebird" di Igor Stravinskij. Nel complesso, ma questo è un mio personale parere, nessun guizzo, nessuna particolare emozione, nessuna scintilla. Al di là della rarità del vinile, la fine dei Luna non credo abbia lasciato dietro di sé grossi rimpianti. Sono stato troppo brutale? Non lo so, ditelo voi. Buon ascolto, dear friends. 



Post by George

giovedì 1 maggio 2025

Posto Blocco 19 - Motivi di sempre (2014) plus bonus tracks (1981-2011)

 

TRACKLIST:

01. A un passo dal cielo (Suite 1) - 4:06
02. E la musica va - 5:12
03. All'alba del giorno dopo - 6:48
04. Scandendo il tempo - 7:01
05. A un passo dal cielo (Suite 2) - 4:48
Bonus Track
06. L'ultima acqua (master 2014) (voce Bernardo Lanzetti) - 7:20

Extra bonus tracks
07. Scandendo il tempo (versione originale da "Decameron" - 2011)
08. E la musica va (lato A, 45 giri, 1981)
09. Lascia che ancora (lato B, 45 giri, 1981)


FORMAZIONE (2014):

Raimondo Fantuzzi - chitarra, voce
Francesca Campagna - voce
Massimo Casaro - basso
Graziano De Palma - tastiere
Stefano Savi - percussioni
Vittorio Savi - batteria
con
Bernardo Lanzetti - voce (6)
Giancarlo Di Bella - tastiere (6)


FORMAZIONE (1981)

Raimondo Fantuzzi - chitarra, voce
Roberto Zazzi - flauto
Giancarlo Di Bella - tastiere
Franco Coruzzi - basso
Vittorio Savi - batteria


Con i Posto Blocco 19, gruppo purtroppo scarsamente conosciuto nonostante l'indiscusso valore, si riaprono le porte del grande prog, quello con la P maiuscola, quello da noi tanto amato. Iniziamo la loro conoscenza riportando quanto scrive, in modo sintetico ma efficace, l'amico Augusto Croce su Italian Prog (sito o volume che dir si voglia):

"Formato nel 1971 a Collecchio (PR) con il nome iniziale di Collettivo Musicale Collecchiese, questo gruppo è rimasto in attività per molti anni con concerti prevalentemente in Emilia ed una partecipazione al Festival Rock di Pescara del 1979. Inizialmente ispirati dalla PFM, hanno modernizzato il proprio suono con influenze di gruppi americani come Kansas e Styx. All'inizio degli anni '80 il gruppo registrò un album per l'etichetta Bazar, ma solo due brani vennero pubblicati su 45 giri (NDR - qui inseriti tra le bonus tracks). Dopo un graduale passaggio ad uno stile più commerciale, il gruppo si sciolse nel 1983. Dal 2005 il Posto Blocco 19 si è riformato, suonando in vari Festival di Progressive Rock nella zona di Parma con alcuni dei componenti originali. Il gruppo ha realizzato il primo CD della sua lunga carriera nel 2014".




Veniamo al disco in questione, "Motivi di sempre", pubblicato dalla Lizard Records e contenente 6 brani, l'ultimo dei quali indicato come bonus track. Colpisce subito l'artwork, decisamente bello e delicato, realizzato dal pittore Teo Di Palma. Così l'album viene descritto su "Rock Impressions": 

"Sin dalle prime note del brano strumentale apripista Ad un passo dal cielo (Suite1) le carte sono scoperte, pelle d’oca per i prog fans incalliti vecchio stile, mentre la chitarra elettrica se la spassa comunicando con le tastiere, un classico. Segue E la musica va, energia e vintage sotto una buona formula canzone. I giochi si fanno ancora più seri con il brano All’alba del giorno dopo, cantato da Francesca Campagna, con cambi di tempo ed umorali che portano alla mente i lavori di band culto come i Raccomandata Ricevuta Ritorno. Arpeggi aprono Scandendo il tempo, altro brano totale, dove introspezione si alterna a momenti solari ed ariosi. Ad un passo dal cielo (Suite 2) non sfigurerebbe nella discografia delle Orme, anche per l’enfasi della chitarra elettrica. Chiude la bonus track L'ultima acqua, tratta dalla collection del 2010 “The Divine Comedy - Part III – Paradiso”, spettacolo vero assieme a Bernardo Lanzetti al microfono. Quando il progressive italiano gira a questi livelli, si capisce il perché dell’eternità del genere. Un disco che non può assolutamente mancare nella vostra discografia prog degna di questo nome".

cover del 45 giri (1981)

Esaminiamo ora quel poco materiale registrato dai Posto Blocco 19 oltre al CD "Motivi di sempre". Iniziamo dallo storico 45 giri pubblicato nel 1981 dalla Publiart Bazar, Il lato A, E la musica va, è riproposto nel CD con un arrangiamento e una veste completamente nuovi. Questo brano è facilmente reperibile su YT. Il discorso cambia completamente per il lato B, Lascia che ancora, assolutamente introvabile. Noi abbiamo il piacere di proporlo grazie al provvidenziale intervento del nostro anonimo benefattore (ve lo ricordate?), che ringrazio di cuore per la disponibilità. In questo modo possiamo completare la discografia del gruppo. Proseguendo nel tempo, a reunion avvenuta, nel 2010  li ritroviamo nella già menzionata raccolta “The Divine Comedy - Part III – Paradiso” per Musea e la Finlandese Colossus con il brano “Canto IX : L'ultima acqua” cantato da Bernardo Lanzetti. Infine, sempre la Musea Records chiede loro l’anno successivo (2011) anche la partecipazione nell’opera musicale/letteraria “Decameron "Ten Days in 100 Novellas - Part 1", con una nuova composizione dal titolo “Scandendo il tempo”. Anche in questo caso sul CD "Motivi di sempre" è presente una nuova versione che si discosta da quella originale soprattutto per gli interventi vocali. La versione originale del 2011 è qui inclusa tra le extra bonus tracks. 


Ulteriori approfondimenti sulla biografia del gruppo li potete trovare qui, sul sito Donato Ruggiero. Volendo, sul tubo, sono pubblicati parecchi video con brani live di Bernardo Lanzetti accompagnato dai Posto Blocco 19. Con questo è tutto. Buon ascolto, cari amici


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Post by George