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venerdì 28 agosto 2026

Serie "Just One Record" - Alice's Mirror - Through The Mirror (CD, 2018)

 

TRACKLIST:

1. Fake Communication #1 (3:30)
2. Fake Communication (6:24)
3. Alice's Dance (4:06)
4. Ronin (11:32)
5. Bach Town (6:41)
6. Merigold (4:32)
7. Jump The Step (5:32)
8. Arabian Carpet (9:25)


FORMAZIONE:

Fulvio Bucci / voce, basso
Eduardo Bucci / tastiere
Walter Antonio Lanotte / chitarre, bouzouki, lap steel
Michele Di Modugno / batteria, pad

con:
Ass. Corale Polifonica "Rubis Canto" diretta dal M° Nicola Bucci (4)


Inizio, come faccio abitualmente, con i ringraziamenti, che indirizzo al generoso amico e collaboratore Marco Osel, sempre attento nel farci scoprire qualche perla rimasta nel sottobosco musicale e che vale la pena portare in superficie e condividere con i frequentatori della Stratosfera. Grazie come sempre, per questo ennesimo regalo. E di perla si tratta, dal momento che questo unico lavoro realizzato dagli Alice's Mirror nel 2018 è di una bellezza straordinaria (mio modesto pensiero, che sia ben chiaro). Visto che non si parla molto in giro per il web di questa band pugliese, riprendo quanto riportato dal sito Prog Archives.

Gli Alice's Mirror si sono formati nel 2016 a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, con l'obiettivo di proporre un progressive rock personale che fondesse influenze del passato con sonorità moderne. Dopo un periodo dedicato alla composizione di brani originali e al loro affinamento attraverso concerti nella scena locale, nel 2018 la band ha pubblicato un album di debutto intitolato "Through The Mirror" per l'etichetta indipendente Hydra Music (ndr - l'album si può ascoltare in streaming e scaricare da alcune piattaforme), con una formazione composta da Fulvio Bucci (voce, basso), Eduardo Bucci (organo, pianoforte, tastiere), Walter Antonio Lanotte (chitarre, bouzouki, lap steel) e Michele Di Modugno (batteria, pad). L'artwork dell'album, realizzato da Francesco Pio Marcone, rispecchia il contenuto musicale e nelle immagini presenti nel libretto si può apprezzare la cura che i musicisti dedicano all'aspetto visivo della loro musica, ispirata al romanzo di Lewis Carroll e al colorato film d'animazione di Walt Disney. Secondo la band, lo specchio riflette ciò che siamo e potrebbe essere visto come una porta d'accesso all'anima di un musicista, mentre Alice, la protagonista di un viaggio attraverso un mondo surreale e folle, rappresenta una metafora della ricerca musicale del gruppo...


Descrizione delle tracce (solo per chi ha voglia di leggerla)

L'ipnotico brano strumentale d'apertura "Fake communication # 1" inizia dolcemente con un'atmosfera spaziale e si conclude con un estratto del film commedia-drammatico italiano del 1981 "Sogni d'oro" diretto da Nanni Moretti, in cui si può sentire la voce infuriata di quest'ultimo ripetere "Non parlo di cose che non conosco!". È l'introduzione a "Fake Communication", una riflessione sincera e sentita sugli effetti negativi dei social media sul nostro modo di comunicare, dove le parole diventano solo rumore e troppe persone sembrano parlare senza avere nulla da dire, prigioniere dei like nelle loro chat...

Un estratto dalla versione italiana di "Alice nel Paese delle Meraviglie", il film d'animazione musicale fantasy americano del 1951 prodotto dalla Walt Disney Productions, introduce l'eccellente brano strumentale "Alice's Dance", che fonde echi degli anni Settanta e passaggi nervosi e intensi con chitarra elettrica e organo in primo piano. Questo brano introduce "Ronin", una sorta di elegia per un amico perduto, che inizia con un delicato arpeggio di chitarra acustica e un sognante motivo di pianoforte. L'atmosfera è malinconica, mentre la musica e le parole dipingono nuvole pallide in un cielo immobile e fiori che sbocciano nei campi... Il paesaggio primaverile fa da triste cornice all'ultimo addio di un guerriero errante, un samurai senza signore né terra... Questo brano contiene i cori della Corale Polifonica "Rubis Canto" diretto dal Maestro Nicola Bucci.

Un breve estratto da un documentario su Johann Sebastian Bach, che stigmatizza il cattivo carattere del celebre compositore, introduce "Bachtown", uno scintillante esercizio di stile in cui i musicisti mettono in mostra il loro talento e la loro grande maestria, fondendo rock e musica classica, da Bach a Mozart e alla sua Marcia Turca dalla Sonata per pianoforte in La maggiore n. 11...


"Merigold" è un bel pezzo folk che affronta il tema dell'emigrazione. Ci si trova di fronte a una scelta difficile: si è davvero sicuri di essere più felici se si lascia la propria patria e le proprie radici, dimenticandole, per cercare un posto migliore dove vivere e guadagnare? È questa la vita che si desidera veramente? Non è tutto oro quel che luccica...

L'album si chiude con due brani strumentali: la nervosa "Jump The Step" e la lunga e sognante "Arabian Carpet", intrisa di sonorità orientali e tocchi di psichedelia che evocano un forte senso di mistero, dove aggressivi riff di chitarra elettrica si alternano a passaggi acustici più delicati.

Insomma, un album che non poteva mancare nel catalogo della Stratosfera. Vi segnalo infine la recensione curata da Donato Ruggiero sul suo sito (la troverete qui).
E' tutto. Buon ascolto


LINK

Post by George - Music by Osel

lunedì 25 luglio 2022

Vittorio De Scalzi ci ha lasciato e ha raggiunto la sua Aldebaran (R.I.P. 1949-2022) - Il ricordo (part I)

 

Vittorio De Scalzi ci ha lasciato , ha raggiunto la sua Aldebaran.
Grazie a tutti per l’amore che in tutti questi anni gli avete dimostrato .
Continuate a cantare a squarciagola “ quella carezza della sera” ...
lui vi ascolterà.
Mara Armanda Alberto

Questo il laconico messaggio firmato dalla moglie Mara e dai figli Armanda e Alberto pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook per informare amici, fan e tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano della sua scomparsa. Il fondatore dei New Trolls ci ha lasciati all'età di 72 anni (era nato a Genova il 4 novembre 1949). Vittorio era stato colpito da fibrosi polmonare un mese dopo essere guarito dal Covid (stra maledetto!!!). Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate ed era stato ricoverato e messo in coma farmacologico. Con lui se ne va una delle grandi anime dei New Trolls, gruppo da noi tanto amato e celebrato di cui le nostre pagine sono piene zeppe di album e di grandi concerti live. E' giunto il momento di andarle a riscoprire. Credo, ma non vorrei peccare di presunzione, che Vittorio seguisse il nostro blog, magari solo in occasione dei post dedicati a lui e ai NT. Ricordo che scrisse anche un commento in occasione della pubblicazione di qualche bootleg. Dovrei andare a recuperarlo. 
Devo dire che questo post era già pronto ieri pomeriggio, poi l'amico Gaetano mi ha telefonato ieri sera per informarmi di avere inviato alcune rarità, oltre che un suo personale ricordo di Vittorio. Pubblicherò il tutto domani, per prolungare, anche se solo di un giorno, il nostro commiato dal grande Vittorio De Scalzi. 


"I fan, ma anche tanti colleghi musicisti piangono sui social la morte di Vittorio De Scalzi. "Genova e l'Italia intera piangono la scomparsa di Vittorio De Scalzi. Co-fondatore del gruppo musicale dei New Trolls, nonché musicista ed interprete di prima grandezza. Io sono qui dalle 4:30 di oggi - scrive Renato Zero - che respiro un vuoto assoluto, di una perdita per me profonda ed incolmabile. Quello che tenterò di fare per Vittorio, è adoperarmi, affinché non vengano dimenticati, i suoi talenti e la sua lealtà nei confronti della musica e di chi lo ha amato profondamente come me! Vi chiedo una preghiera per lui".

"Ci ha lasciati Vittorio De Scalzi, purtroppo. Con i #NewTrolls ed il suo grande talento ha animato quegli anni pieni di energia nei quali tutti noi seguivamo con entusiasmo e determinazione la strada che la musica ci indicava. Buon viaggio Vittorio…", è l'omaggio di Dodi Battaglia dei Pooh. E Roby Facchinetti ricorda che "i New Trolls sono nati negli anni 60 come i Pooh, e sono tanti i ricordi che ci legano a loro. Abbiamo sempre avuto un profondo rispetto reciproco sia musicalmente che umanamente. Chiamai Vittorio al telefono, dopo che aveva superato miracolosamente il Covid, e durante la nostra lunga chiacchierata, mi raccontò quanto fosse ancora viva in lui la voglia di fare musica. Caro Vittorio, sono convintissimo che da lassù continuerai a fare musica come hai sempre fatto nel corso della tua vita, con sensibilità, passione e talento vero. Buon viaggio caro Vittorio. Riposa in pace". "Addio, amico mio. Che la terra ti sia lieve", è il tweet di Rita Pavone. Shel Shapiro parla di "grandissimo dolore" e abbraccia "tutta la famiglia e tutti i New Trolls passati e presenti per questa grandissima perdita". "Ci lascia un altro grande artista...Ciao Vittorio salutaci le stelle", è l'addio dei Nomadi". 
Questo è quanto riportava ieri l'agenzia ANSA. 


Raccontare le vicende artistiche di Vittorio significa ripercorrere 55 anni di storia della musica italiana, perché i NT, è proprio così, hanno attraversato cinque decenni, lasciando una impronta indelebile sia nella nascita del progressive rock che nella composizione di brani memorabili dagli anni '80 in avanti, Le travagliate vicissitudini del gruppo le conosciamo bene, ma tra defezioni, ricomposizioni, gruppi paralleli (Atomic System, Ibis, Il Mito, La Storia, la Leggenda) ed esperienze soliste, i vari componenti dei NT, e soprattutto Vittorio De Scalzi, sono giunti fino ai giorni nostri. 
Tutti i mezzi di informazione hanno riportato la triste notizia, ripercorrendo - seppur a tratti - la lunga vicenda artistica del musicista. Noi, come di consueto (ma quando finirà questa catena di lutti???) vogliamo ricordare l'artista, oltre che con le parole, con la sua musica. 
Ho scelto due album, non ancora postati sulla Stratosfera: il primo insieme ai New Trolls, il secondo con Nico Di Palo, suo storico amico e compagno di avventure fin dalla prima ora. 

New Trolls - 1970 - New Trolls 


TRACKLIST:

01. Una miniera – 4:05
02. Cosa pensiamo dell'amore – 3:20
03. Lei mi diceva – 3:10
04. Quella musica – 3:45
05. Corro da te – 3:05
06. Sensazioni – 3:30
07. Una nuvola bianca – 3:30
08. Annalisa – 3:50
09. Un'ora – 2:45
10. Io che ho te – 2:40
11. Visioni – 2:53
12. Davanti agli occhi miei – 3:15


FORMAZIONE:

Vittorio De Scalzi - voce, chitarra
Nico Di Palo - voce, chitarra
Mauro Chiarugi - tastiere
Giorgio D'Adamo - basso
Gianni Belleno - batteria, cori


Questo disco, pubblicato dall'etichetta Cetra nel novembre 1970, venne prodotto da Gian Piero Reverberi e rappresenta la prima compilation / raccolta di singoli precedentemente pubblicati tra il 1967 e il 1970. La formazione è quella originaria, in quintetto, con Mauro Chiarugi alle tastiere e, naturalmente, Vittorio De Scalzi alla voce e chitarra. L'album uscì a cavallo tra due capolavori: "Senza orario senza bandiera" (1968), che segnò la collaborazione con Fabrizio De André, altro genovese d.o.c. e "Concerto Grosso per i New Trolls", uno dei grandi capolavori del progressive rock italiano. 
Riascoltare i NT degli esordi è sempre un piacere. A voi la palla.


Vittorio De Scalzi e Nico di Palo - 2018 - Due di noi


TRACKLIST:

01. Ritorneremo a casa
02. Rumore di fondo
03. L’equilibrio della Terra
04. L’onda che bagna lo scoglio
05. Arrendersi mai
06. La strada che porta il tuo nome
07. Alì Babà
08. Jeff Bauman
09. La battaglia che perderò
10. Interno notte
11. Radio Luxembourg


Un grazie, innanzitutto a Marco Osel che, sempre molto attento ai fatti di cronaca e agli eventi luttuosi che colpiscono i musicisti, mi ha scritto e inviato i file di questo bellissimo album (che possiedo anch'io e che ho apprezzato fin dal primo ascolto). Per questa volta, data l'eccezionalità del caso, mi prendo la libertà di infrangere la regola dei 10 anni. Questo album è stato infatti pubblicato quattro anni fa dall'etichetta Aerostella. Segna il ritorno della premiata ditta De Scalzi-Di Palo, amici di lunghissima data, entrambi fondatori dei NT, poi artisticamente divisi per qulche periodo, poi di nuovo insieme. 
L'album è un bell'esempio di rock contemporaneo, con influenze progressive (immancabili), con le due voci che duettano e si rincorrono su un tappeto sonoro formato da basso, batteria, tastiere, chitarra e...flauto, naturalmente. Se ancora non lo conoscete, ascoltatelo e mi direte.



Goodbye Vittorio
A domani, sempre sulla Stratosfera, ancora con Vittorio De Scalzi.

LINK New Trolls (1970)
LINK De Scalzi / Di Palo - Due di noi (2018)

Post by George

domenica 31 maggio 2020

Serie "Italian Prog Now" n. 8 - NYE - 2011-2018 - Demos

Ciao a tutti dal vostro capitano. Ricevo e pubblico dall'amico Giudas, già più volte collaboratore del nostro blog, una proposta sconosciuta ai più. Ecco infatti uno dei tanti gruppi, davvero validi, che avrebbe meritato sicuramente un'accoglienza migliore ed una maggior notorietà di quella ricevuta, musicalmente parlando. La loro proposta è infatti di indubbio valore e freschezza, tanto da consigliare vivamente a tutti l'ascolto. Non mi dilungo oltre, mi faccio da parte e lascio la parola all'amico Giudas, ringraziandolo di cuore per la graditissima condivisione.


All’interno del mio studio professionale, in un’ala a parte, ha sede una piccola sala di registrazione. Il suo fonico, Cosimo Cirillo, è alla base di questo post. Scopro infatti che ha fatto parte di una band di indie-rock, esistita dal 2010 al 2012 e che si chiamava NYE. Non hanno mai prodotto cd ufficiali ma solo un paio di cd demo autoprodotti e, come si usa oggi, alcuni video fai-da-te ancora reperibili in rete.



I NYE nascono nell’estate del 2010 da un’idea di Antonio Saponaro (voce e chitarra acustica) e Mariano Doronzo (chitarre). Dopo un po’ che i due suonano insieme decidono di estendere il progetto e di formare una vera band. Si associano quindi Giulio Lamacchia (batteria), Cosimo Caggia (basso) ed il nostro Cosimo Cirillo (chitarra e synth). Sono tutti in età universitaria, e questa sarà la principale causa del successivo scioglimento. Ma ci arriveremo.

Iniziano subito a comporre – mi dice Cosimo Cirillo che i brani sono tutti di fatto corali, non esiste un vero e proprio autore completo, ma qualcuno forniva delle idee alle quali altri contribuivano e così via sino al raggiungimento di quello che era ritenuto un soddisfacente risultato finale.



All’inizio del 2011 si autoproducono un EP – demo che comprende appena tre brani

1 – NYE – (senza titolo) – 2011
01 - This Is Not        (2” 27”)
02 - Upside Down    (4” 07”)
03 – Panagiotis    (7” 42”)

A questo si aggiunge, nello stesso anno un EP di sole quattro tracce (tre brani ed una intro), praticamente una specie di suite in quattro parti

2 – NYE – Black Hat And Ghosts – 2011
01 - Introducing the man with the black hat    (1” 26”)
02 - black hat and ghosts                (5” 12”)
03 - out of range                    (4” 07”)
04 - escape                        (4” 59”)

Come si usava già da un po’ di tempo, riescono ad infilare su you-tube dei video autoprodotti, a scopo pubblicitario, per i quali sono riuscito ad avere i relativi link, che qui vi fornisco

https://www.youtube.com/watch?v=rISEOTMlNMM

https://www.youtube.com/watch?v=PRdJvUkwmik

I testi sono tutti in inglese e hanno vari significati. In genere, anche se la parte musicale è corale, per i testi si ha che ogni brano ha un testo scritto da uno solo, poi rivisto insieme agli altri. Per esempio: “Panagiotis” parla di una nave e di un pirata, “Black Hat And Ghosts” prende spunto dal film “El Topo” di Jodorowsky, “Escape” parla di una fuga



Dalla loro musica si intravedono dei lontani echi di altre band prog – l’uso in alcuni brani di echi e delay sulle chitarre rimanda ai suoni psichedelici dei primi Pink Floyd – alcuni pieni musicali fanno concorrenza a Marillion e Radiohead. Ma sono, per l’appunto, lontani echi che nulla tolgono all’originalità delle tracce Stranamente, per chi di voi ci volesse provare, è molto difficile reperirli tramite una semplice ricerca su Google. Il problema è che in inglese NYE è l’acronimo di New Year Eve ossia della notte di Capodanno, ed esce sempre quello – se inserisci il loro nome (anche se specifichi che riguarda il settore musica) ti viene fuori un flauto tradizionale iraniano, un cd di un gruppo rock danese e varia altra roba – ma mai loro. Sulla faccenda del danese in effetti ci andiamo vicini. Il nome scelto dal gruppo – NYE – infatti è semplicemente la traduzione danese del sostantivo “nuovo” – non vi scrivo come si pronuncia perché quando ho cercato il suono in rete mi sono accorto che per riprodurlo occorre avere come minimo una laringite. In questo sono stati anticipatari rispetto, ad esempio, a gruppi come i Maneskin  - non tutti sanno infatti che il nome di quel gruppo è stato deciso dalla bassista, italo-danese, e che in lingua originale danese vuol semplicemente dire “chiaro di Luna” (e si legge mo-ne-sgen)



La storia musicale dei NYE si chiude nella primavera del 2012, perché le necessità di lavoro irrompono nella loro vita. Oggi li ritroviamo a lavorare nei seguenti settori:

Cosimo Cirillo è produttore musicale e fonico;
Cosimo Caggia è laureato al Conservatorio in contrabbasso e prosegue l’attività musicale;
Giulio Lamacchia milita in alcune cover band ed ha iniziato la professione di architetto;
Antonio Saponaro ha seguito le orme paterne ed è medico;
Mariano Doronzo è fotografo e poeta.



In realtà il destino ha mostrato un piccolo e promettente seguito. I vincoli di amicizia sono rimasti molto forti, e capita che nel 2018 si ritrovino a passare una giornata insieme nella sala di registrazione di uno di loro. Decidono di fare un po’ di musica per conto proprio, per il puro piacere di suonare. Ed è così che, in un pomeriggio, costruiscono un singolo originale che, all’istante, decidono di registrare. Nasce “Us”, cioè “noi” (perché infatti solo loro ci stavano in quel momento) – che resta nei cassetti e che sono in grado di fornirvi.

3 – NYE – Us – 2018
01 - Us    (3” 06”)

Se tanto mi dà tanto, prima o poi si riuniranno di nuovo per partorire (si spera) qualcos’altro di piacevole. Da quanto ne so, in realtà nessuno dei cinque ha appeso lo strumento musicale al chiodo, vedremo se il futuro riserverà a loro ed a noi qualche piacevole sorpresa.

Un abbraccio musicale (purtroppo ancora a un metro di distanza …). Giudas

LINK

Post by Giudas, introduction by Captain

domenica 24 novembre 2019

Serie "Italian Prog Now" n. 6 - Barafoetida - Buio scarlatto (2018) & Here comes the Raven (2019)

Dopo una lunga pausa, riprende la serie "Italian Prog Now" sulla stratosfera, assente addirittura dal 2015. Penso sia utile ricordare che in questa sede pubblichiamo lavori contemporanei con l'esplicita autorizzazione degli stessi artisti. Denny, tastierista dei Barafoetida, è stato in grado addirittura di oltrepassare questa contemporaneità, infatti oltre ai due album recentissimi che qui vi presentiamo, ha inviato al nostro blog anche un lavoro che sarà disponibile a febbraio 2020, e che pubblicheremo contemporaneamente alla sua uscita (non si chiude qui dunque la presenza di questa band molto particolare ed interessante sulla stratosfera)



Barafoetida - 2018 - Buio scarlatto

01 - Buio scarlatto
02 - La casa dalle cento finestre
03 - Preludio alla morte part.1
04 - Preludio alla morte part.2
05 - Monia
06 - Nel bosco di notte
07 - Quieta non movere
08 - La stanza delle mantidi nere
09 - Lugubria
10 - Finale



BUIO SCARLATTO è un progetto multimediale ideato dai BARAFOETIDA, l'unione di musica e immagini in movimento, ovvero la colonna sonora di un omonimo film horror. Ma solamente l'Ade sa quanto siano mutevoli le vie dell'Arte ed ora, l'album BUIO SCARLATTO è colonna sonora del film del regista romano Fabrizio Spurio: CRIPTE di imminente uscita.


L'album dei BARAFOETIDA non si limita ad essere solo una serie di composizioni da usufruire con la visione del film di cui,comunque, orgogliosamente vi raccomandiamo,ma è un opera musicale che sa muoversi di vita propria, dove gli autori hanno tentato una fusione tra la musica elettronica industriale moderna e le sonorità vintage del rock progressivo e della musica tipica dei film italiani di genere, usciti negli anni 70. BUIO SCARLATTO è un album dedicato agli amanti del rock orrorifico dei Goblin e agli appassionati dei più oscuri suoni dark elettronici. BUON ASCOLTO!



Le origini del nome Barafoetida:
Noi siamo di Rovigo, nel Delta del Po. Le acque del grande fiume  hanno alimentato vari miti e leggende. Il più conosciuto è il mito di Fetonte. Salito sul carro del Sole, non possedendo la forza necessaria per condurre i cavalli alati del padre, perde il controllo del carro. I cavalli, infatti, imbizzarriti, iniziarono a correre all’impazzata per la volta celeste, salendo prima troppo in alto, bruciando un tratto di cielo che divenne la Via Lattea. Poi scesero troppo vicino alla terra, devastando alcuni territori che divennero deserti. Per salvare la Terra, Zeus, adirato, scaglia un fulmine contro Fetonte, che cade, così, alle foci del fiume Eridano e muore. Le Eliadi, sorelle di Fetonte, piangono inconsolabili la sua morte e vengono trasformate in pioppi. Le loro lacrime sono mutate in ambra. Anche un amico di Fetonte, Cicno, lo piange sulle sponde, fino a quando gli dei, impietositi, lo trasformano in un candido uccello, il cigno. Gli Argonauti nelle loro avventurose navigazioni, si erano spinti fino alle acque dell’Eridano, (attuale fiume Po) là dove era caduto Fetonte. Essi ritrovarono il corpo ancora fumante che puzzava tanto che anche gli uccelli morivano all’istante. L’espressione odore fetido o fetente deriverebbe, quindi, da questo mito. Il mito di Fetonte ha ispirato i Barafoetida cioè Bara (che sta per sarcofago cioè la terra che fa da tomba a Fetonte, ovvero la terra polesana, il delta del Po e fetido da Fetonte), una band di Rovigo.


Barafoetida - 2019 - Here comes the raven

01 - Here comes the raven
02 - Honest
 03 - Tantrika
04 - Chemtrails & Haarp
05 - Two full moons & no sun
06 - Love never dies (Remastered 2018)
07 - Do my way (Remastered 2017)
08 - Laetitia! (Remastered 2017)
09 - kapalika (video version)


Here Comes The Raven è uscito il 3 Gennaio 2019 e contiene 9 brani. Here Comes The Raven, Honest feat. Antony Crepaldi (Ex Egofobica), Tantrika, Chemtrails & HAARP feat. Diego Banchero de IL SEGNO DEL COMANDO e la strumentale Kapalika che fa parte della colonna sonora di un cortometraggio "LA MARIONETTA" di Valentino Martelozzo in collaborazione con il body painter Massimo Dengo e la modella Beatrice Ganeo.



In aggiunta al Full Lenght sono stati inseriti il singolo Two Full Moons & No Sun uscito a settembre 2017 solo su bandcamp con la sua Doppelganger in italiano dal nome "Due Lune Senza Sole" . Questa traccia è dedicata all'avvento delle unioni civili in Italia. L'amore non ha colore nè sesso ma è l'unione di due cuori e due anime che si sono incontrate e hanno capito che il vivere insieme darà un reale senso alla loro vita. E nessuno ha il diritto di impedirlo. Inoltre sono presenti nell'' album 3 brani rimasterizzati facenti parte del nostro DEMO "A Coffinful of Secrets".



Di questi 3 brani, in coda all'album, "Laetitia! (Remastered 2017)" è il primo realizzato con la formazione attuale. Here Comes the Raven è una nostra autoproduzione ed è stata realizzata, composta e pensata dai "Barafoetida & Marco Fregnan". L'album è stato registrato nello studio dei Barafoetida mentre  il mix e il mastering è a cura di Giordano Sandalo del SINCRO studio di ADRIA (RO).




Formazione attuale :

Luke Warner - Lead vocal, computer programming, theremin, sound devices
Triplax Vermifrux - Lyrics, sound devices, computer programming
Denny Z - Keyboards, synthesizer, computer programming


Pubblico qui anche un estratto della mail dell'amico Denny, per la gentilezza da lui dimostrata, per creare un po' di hype in vista dell'anteprima del prossimo album e, non me ne vogliate, anche per le belle parole da lui spese per il nostro blog, che sono il combustibile alla base del nostro lavoro...

"Salve Captain, sono Denny e seguo "La Stratosfera" da sempre e spero possa continuare x secoli e secoli perchè a me del 1978 ha dato molto... Ti scrivo perchè spero che tu possa accogliere questa mia folle richiesta!!! Io ho una band dal 2010 circa e mi piacerebbe che fosse fatto un post con almeno gli ultimi 3 album ufficiali ... Ti passo un po' di info (poi in rete ne potrai trovare altre). Il trio si chiama Barafoetida, una band di musica Dark-Pop-Gothic.
 
Scrivo perchè sarei veramente felice di poter essere aiutato a far  ascoltare alcuni dei nostri lavori, compreso anche l'ultimo che uscirà in febbraio del prox anno e che vi posso già spedire in digitale e se possibile, voi in anteprima potete pubblicarlo per primi in febbraio (29 febbraio 2020) e nel caso voi decideste che ne valga la pena, avere una vostro super post.Abbiamo registrato già alcuni album autoprodotti (https://barafoetida.bandcamp.com/) e nel  febbraio 2020 uscirà l'ultimo dal titolo ''777 Obscura Somnia''. Il disco comprende musica composta da noi tranne una cover dei Sisters of Mercy (https://barafoetida.bandcamp.com/track/alice-the-sisters-of-mercy-cover-2). Il genere matrice è dark, con basi elettroniche, psichedelia e qualche elemento "metal" con testi inerenti il tantrismo, il futuro distopico. Tutti i brani sono stati eseguiti da noi tranne la chitarra  basso del brano ''God of Nothing'' dove abbiamo avuto l'onore di avere Diego Banchero de "Il Segno del Comando" e altre collaborazioni."


LINK Buio scarlatto (2018)
LINK Here comes the Raven (2019)

E per finire in bellezza, eccovi una lista di links per approfondire il lavoro di questa validissima band: link Bandcamp, link sito ufficiale, link Youtube, link Facebook, link Istagram, link Biography

Post by Captain, music covers and words by Barafoetida
 

martedì 12 novembre 2019

Serie "Bootleg" n. 301 - Giorgio 'Fico' Piazza Band - Autumn Shades live (with bonus tracks)


PREFAZIONE AL POST

Giorgio 'Fico' Piazza si è ritagliato il suo spazio tra le leggende del progressive made in Italy. La sua lunga carriera di musicista affonda le radici in un glorioso passato ad iniziare dall'avventura beat anni '60 de I Quelli alla fondazione della Premiata Forneria Marconi di cui fu il bassista nei primi due storici album, "Storia di un minuto" e "Per un amico" (e anche in "Photos of Ghosts" per essere precisi". Dopo decenni di silenzio e qualche rara ospitata come bassista in altri gruppi, dal 2016 Giorgio Piazza è ritornato prepotentemente sulle scene con una sua band, riproponendo, soprattutto, i vecchi classici della PFM dove lui stesso contribuì alla realizzazione. Nei corso dei suoi concerti non mancano i tributi ai Quelli e a Fabrizio De André (era Piazza il basso ne "La buona novella", insieme agli altri Quelli in odore pre PFM)). Finalmente, dopo innumerevoli concerti tenuti in lungo e in largo nella nostra penisola, nell'ottobre 2018 la Giorgio 'Fico? Piazza Band è entrata in sala di registrazione per realizzare l'opera prima. L'album si intitola "Autumn Shades", pubblicato dalla MaRaCash Records e registrato dal vivo (si sentono gli applausi a conclusione di ogni brano) negli Elfo Studios. Il disco riprende per intero le tracce dei due primi LP della PFM, con qualche arrangiamento qui e là,  inclusa una splendida versione di Grazie davvero. Nel nostro live quest'ultima è seguita da una seconda proposta di Impressioni, questa volta senza Annie Barbazza al canto.

La PFM degli esordi con Giorgio Fico Piazza
È un disco che parte da molto lontano, da quando Piazza fu ospite di un palco allargato per una occasione benefica creata da Paoli Siani (ex Nuova Idea). Il pubblico lo riconobbe e riversò su di lui un affetto inaspettato che dura ancora oggi. Giorgio ha intrapreso un progetto di rilancio del prog italiano, e non solo, evitando la creazione di una band composta da "vecchi leoni". Ha invece preferito farsi circondare da giovani talenti impegnati a rilanciare i magici suoni della storica Premiata Forneria Marconi. "Autumn Shades" per un nostalgico come me dei cari vecchi suoni della PFM, è semplicemente un disco magico.

La copertina di Autumn Shades
Ho scelto di proporvi l'album nella sua interezza, ma in versione "palco", completamente dal vivo, raccogliendo in rigorosa successione, così come le presenta il disco ufficiale, le 10 tracce che lo compongono, Si tratti di un collage di varie esibizioni live che spaziano dal 2016 ad oggi. Anche in questo concertone home made, tutto "stratosferico", avrete modo di ascoltare la splendida voce di Annie Barbazza (grande musicista, collaboratrice anche di Greg Lake) in Impressioni di settembre e nella cover di 21st Century Schizid Man (dove suona anche la chitarra). Concludo la premessa invitandovi a leggere questa intervista a Giorgio Piazza pubblicata sul sito "Open magazine" che troverete qui . Ed ora lasciamo campo libero alla musica.

Annie Barbazza e Giorgio Fico Piazza on stage
TRACKLIST:

01. Appena un po'
02. Dove...quando (parte I - parte II)
03. La carrozza di Hans
04. Geranio
05. Generale
06. Per un amico
07. Il banchetto
08. Introduzione / Impressioni di settembre (feat. Annie Barbazza)
09. E' festa
10. Grazie davvero / Impressioni di settembre #2


BONUS CD
LIVE IN GENOVA - "PER FARE MUSICA"
3 febbraio 2017


TRACKLIST:

01. Presentazione
02. La carrozza di Hans
03. Per u amico
04. E' festa
05. Impressioni di settembre

Bonus tracks
11. Generale - version #2
12. 21st Century Schizoid Man (cover King Crimson - feat. Annie Barbazza)


Chiudiamo il post con un bonus CD che contiene la performance della Giorgio Fico Piazza Band al Club Angelo Azzurro di Genova il 3 febbraio 2017, in occasione della rassegna "Per fare musica". Quattro grandi classici che hanno due bonus track come appendice: una versione della crimsoniana 21 Century Schizoid Man, con Annie Barbazza alla voce e chitarra e una 2nd version di Generale. Per la cronaca Giorgio Fico Piazza suona il basso che fu di Greg Lake (regalo di quest'ultimo). Forse è proprio il basso che si ascolta nella versione originale dei KC di 21st Century.
E' tutto. Enjoy my friends. 


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Post by George

domenica 9 giugno 2019

Serie "Banco Special Fan Collection" n. 30 (serie "Bootleg" n. 294) - Aspettando la Transiberiana - Banco del Mutuo Soccorso 2.0 live Veruno, 08.09.2018 (with bonus tracks)


TRACKLIST CD 1:

01. Nel cielo e nelle altre cose mute / Metamorfosi
02. R.I.P.
03. Cento mani e cento occhi
04. La conquista della posizione eretta
05. Canto nomade per un prigioniero politico
06. Il ragno
07. Canto di primavera
08. Traccia (con Gianni Nocenzi)
09. Non mi rompete (encore - con Gianni Nocenzi)


TRACKLIST CD 2 (bonus CD):

01. Gianni e Vittorio Nocenzi - 750.000 anni fa...l'amore? (strumentale)
02. Gianni Nocenzi - Terra nova / Ritorni


FORMAZIONE

Vittorio Nocenzi - piano, tastiere, cori
Filippo Marcheggiani - chitarra solista, cori
Nicola Di Già - chitarra ritmica, chitarra acustica, balalaika
Marco Capozzi - basso
Fabio Moresco - batteria 
Tony D'Alessio - voce solista
Gianni Nocenzi - pianoforte in CD 1 (8-9)  e CD 2 (1-2)


La recente pubblicazione di "Transiberiana" rappresenta sicuramente un evento: si tratta del primo disco in studio del Banco del Mutuo Soccorso a distanza di ben 25 anni da "Il 13", risalente al 1994. Lasciamo perdere i live, le ristampe e le antologie, naturalmente. Il Banco del Mutuo Soccorso 2.0, con una nuova veste e una formazione completamente rimaneggiata si riaffaccia con tutta la sua potenza sulla scena musicale. Nel frattempo due eventi luttuosi hanno contrassegnato la storia del gruppo, la scomparsa sia di Francesco Di Giacomo che di Rodolfo Maltese. Vittorio Nocenzi è rimasto l'unico storico portavoce del Banco e si è circondato di musicisti di ottimo livello, quasi tutti "nuovi", ad eccezione di Filippo Marcheggiani, da innumerevoli anni parte integrante della band. La figura più difficile da sostituire è naturalmente quella del grande e carismatico Francesco. Tony D'Alessio è sicuramente bravo, ha un ottimo timbro e una grande estensione vocale, però...Francesco era Francesco. Competere con lui è impossibile e questo Tony lo ha capito perfettamente. Anche la dicitura (seppur non ufficiale) del Banco punto zero, sta a significare la conclusione di un lungo periodo storici e l'apertura di una nuova pagina musicale, Il tour di presentazione di "Transiberiana " dal vivo è previsto per ottobre. Nel frattempo la nuova formazione del Banco si sta rodando e non rinuncia  a presenziare a qualche appuntamento live. E il caso del "Veruno Prog Festival", che si è tenuto nella cittadina nei pressi di Novara lo scorso settembre 2018.  


Come potete vedere dall'immagine riportata qui sopra, il cartellone del festival era molto ricco: oltre al già citato Banco del Muto Soccorso erano presenti tra gli altri Gianni Nocenzi, che ha riproposto al pianoforte i brani di "Miniature" e, dulcis in fundo, i leggendari Vanilla Fudge.
La performance del Banco è stata assolutamente di grande intensità, con la riproposta dei brani storici. Ciliegina sulla torta il ritorno, seppur nei due brani conclusivi, Traccia e Non mi rompete, di Gianni Nocenzi. E' una grande emozione quella di vedere e ascoltare i fratelli Nocenzi ancora insieme sul placo. Nelle due tracce bonus, tratte dal concerto solista di Gianni, Vittorio ricambia la cortesia e accompagna il fratello suonando la melodica in una toccante versione strumentale di 750.000 anni fa...l'amore?
Nell'attesa di assistere ai nuovi concerti del Banco, vi lascio augurandovi il consueto buon ascolto.



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Post by George