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mercoledì 21 ottobre 2026

Serie "Battiato and Friends" Special Fan Collection n. 83 (Serie "Bootleg" n. 382) - Franco Battiato live in Padova, 28.05.1975

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST

01. Prima parte - 15:42
a) Improvvisazione n. 1
b) Improvvisazione n. 2 (Leoncavallo)

02. Seconda parte - 35:01
a) Novena Suite (?)

Bonus tracks 
03. No U Turn (versione con testo iniziale decifrato) -  8:02
04. No U Turn (versione estesa con testo iniziale al contrario) - 11:48


Questo è uno di quei documenti sonori che rendono grande e unica la Stratosfera. Permettetemi di dirlo con una punta di orgoglio. Il merito va al nostro storico amico e collaboratore Albe, che già in passato ci aveva inviato dei bootleg di grande interesse: ma questo supera ogni aspettativa. Non speravo più di utilizzare la gloriosa serie "Battiato and Friends - Special Fan Collection" con un bootleg del tutto eccezionale che appare per la prima volta sul web. E' alquanto difficile riuscire a trovare nuove registrazioni di concerti live di Franco Battiato riferiti agli anni '70. Quello oggi proposto si è tenuto a Padova, il 28 maggio 1975. Un grazie infinito ad Albe che ha digitalizzato il concerto da una musicassetta (qualche disturbo solo nella sezione finale) e ha altresì realizzato la copertina. Detto questo passiamo al concerto partendo dalla strumentazione usata dal musicista in quel periodo: sintetizzatore VCS3, organo, nastri registrati e radioline. E' sempre complicato capire cosa suonasse in concerto Battiato intorno alla metà degli anni '70, nel suo massimo periodo di sperimentazione elettronica. L'anno precedente era uscito "Clic!", tra gli album più belli e geniali realizzati da Battiato in quella fase,  e sul finire del 1975 avrebbe fatto la sua comparsa "M.lle Le Gladiator". Nel corso dei concerti dal vivo vengono proposte delle suite che in parte attingono dalle registrazioni in studio (in minima parte), in più larga misura sono frutto di improvvisazioni. E' questo il caso del concerto di Padova suddiviso in due parti per una durata complessiva di oltre 50 minuti. 


Mi soffermo sulle sezione iniziale del concerto, dove nella seconda metà Battiato pronuncia la frase "Le pareti del cervello non hanno più finestre". La stessa verrà ripetuta nella suite contenuta nella traccia 2. E qui occorre fare una sosta e un piccolo approfondimento. La frase la ritroveremo nei cori di "New Frontiers", brano contenuto nell'album "L'arca di Noè" del 1982. Non solo, il verso finirà anche nella traccia strumentale elettronica intitolata "Leoncavallo", inclusa nell'album "Joe Patti's Experimental Group" pubblicato nel 2014, una collaborazione tra Franco Battiato e il produttore e sound engineer Pino 'Pinaxa' Pischetola, Come è evidente questo frammento testuale veniva già utilizzato da Battiato durante i suoi concerti d'avanguardia del 1974 e 1975 all'interno di un brano d'archivio mai pubblicati in studio all'epoca, intitolato "Novena". Ed in effetti una rielaborazione di "Novena" (ho un filo di incertezza, per questo ho inserito il punto interrogativo) la ritroviamo nella seconda parte del concerto. Lo stesso artista ha dichiarato in un'intervista a "La Repubblica" di aver voluto recuperare quel vecchio frammento isolato -parliamo della frase - che gli era sempre rimasto nel cuore. In merito all'inedito "Novena" ricordo che venne presentato nel corso del 1975 in alcune tappe, tra cui Torino. E qui mi riallaccio al post del 2013 (lo troverete qui) in cui Battiato, eseguì questa mini suite il 5 ottobre 1975..


Vogliamo parlare delle due bonus track, anche queste gentile omaggio del nostro Albe? Si tratta di due diverse versioni di "No U Turn", dall'album "Clic!". A dire il vero sono entrambe un mix tra "Propiedad Prohibida" e "No U Turn". Nella prima versione è finalmente possibile capire il testo della sezione iniziale (quella che precede il segmento "Per conoscere me e le mie verità") che nella versione studio è pronunciato al contrario. Ve lo riporto:

"Uomini di una certa età che la sera vanno in cerca di affetto nei parchi. 
Soffrono ansie e paure per false morali e ai loro figli le insegnano uguali. 
Egregio signor ministro, sei sicuro che i tuoi problemi sono uguali ai miei? 
Io so che la vita come nasce muore. 
A che ti serve l'abuso del potere?"

La seconda traccia bonus è una versione estesa dei due brani mixati con il testo iniziale cantato al contrario, come nella versione ufficiale. 


Un memo finale in relazione all'attività concertistica di Franco Battiato in quel periodo storico. Il 1975. fu caratterizzato dal tour del Telaio Magnetico, supergruppo formato, oltre che dallo stesso Battiato, da Lino Capra Vaccina, Juri Camisasca, Mino Di Martino, Roberto Mazza, Terra Di Benedetto e- in un concerto - Vincenzo Zitello. Al loro attivo un breve tour nel Sud Italia e un album dal titolo "Live '75", anche in versione expanded. Con questo abbiamo concluso, Un'altra rara meraviglia è entrata nel baule di suoni della Stratosfera. Grazie Albe (aspettiamo da te altre rarità live) e a voi tutti auguro il mio consueto buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

martedì 6 ottobre 2026

Francesco Guccini atto II - Il ricordo del cantautore e poeta a due mesi dalla sua scomparsa


Cari amici, siamo ancora qui a parlare di Francesco Guccini, a due mesi dalla sua scomparsa (era il 6 agosto 2026). Non potevamo limitarci ad un solo ricordo (il concerto di Imola del 1983 pubblicato un mese fa), tenuto conto dello spessore del personaggio e del bagaglio musicale e culturale che ci ha lasciato. Per questo secondo appuntamento voglio ringraziare ancora una volta l'amico e collaboratore Albe che, alla stregua degli altri collaboratori del nostro blog, periodicamente fornisce materiale raro e dischi di difficile reperibilità al fine di arricchire sempre più la Stratosfera. In un batter d'occhio siamo giunti a quasi 8 milioni e 500 mila visualizzazioni. Non è cosa così frequente. Quindi grazie ad Albe e grazie a tutti gli amici e collaboratori che partecipano con passione alla vita del blog facendolo crescere giorno dopo giorno. Per questa occasione Albe ci ha inviato due bei concerti, registrati rispettivamente a Perugia nel 1981 e a Milano nel 1986. Anche le copertine sono opera sua Doppio cadeau. Abbiamo già parlato a lungo di Francesco e del ruolo che ha avuto nel panorama musicale italiano nel precedente post. Oggi ci limiteremo, si fa per dire, ad ascoltare la sua musica. Partiamo allora con i due concerti. 


CONCERTO # 1
Francesco Guccini - Perugia, Stadio Curi, 31 luglio 1981


TRACKLIST:

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.talk
06.Dio è morto
07.talk
08.Lager
09.talk
10.Venezia
11.Il vecchio e il bambino 
12.Bologna
13.talk
14.Eskimo
15.talk
16.Bisanzio


MUSICISTI:

Francesco Guccini - voce, chitarra
Jimmy Villotti - chitarra
Tiziano Barbieri - basso
  Juan Carlos "Flaco" Biondini - chitarra


Bonus tracks: interviste e traccia inedita

01. intervista inedita - Pavia, concerto 1978 per Radio City
02. intervista - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979
03. Un altro giorno è andato - Milano, concerto per Demetrio Stratos, 14.6.1979. Traccia non inserita nel disco, poiché la chitarra di Francesco, durante l'esecuzione del brano, era scordata. 


Ottimo concerto, con una notevole qualità audio. E' sempre bello ascoltare Francesco che dialoga col suo pubblico e qui i dialoghi non mancano. Il concerto venne registrato il 31 luglio 1981 allo Stadio Curi di Perugia. Non è lunghissimo, ma contiene brani storici quali Canzone per un'amica, Auschwitz, Dio è morto, Il vecchio e il bambino, Eskimo. Il nostro Albe ha recuperato anche due interessanti interviste, di cui una inedita risalente al 1978, e un brano scartato dal disco ufficiale pubblicato a seguito del Concerto per Demetrio Stratos" (intitolato Un altro giorno è andato) poiché la chitarra di Francesco era scordata (e si sente). 


CONCERO # 2
Francesco Guccini - Milano, Arena Civica "Gianni Brera"
12 settembre 1986


TRACKLIST CD 1

01.talk
02.Canzone per un'amica
03.talk
04.Auschwitz
05.Autogrill
06.talk
07.Culodritto
08.talk
09.Il vecchio e il bambino
10.talk
11.Signora Bovary
12.L'isola non trovata
13.Asia
14.talk
15.Scirocco
16.Canzone dei dodici mesi
17.Il frate 

TRACLIST CD 2:
01.Canzone della bambina portoghese
02.Canzone quasi d'amore
03.Venezia
04.talk
05.Bologna
06.talk
07.L'avvelenata
08.talk
09.Incontro
10.Vedi cara
11.Dio è morto
12.Il pensionato
13.Un altro giorno è andato
14.Bisanzio
15.La locomotiva
16.talk
17.Blue Suede Shoes


MUSICISTI:
Francesco Guccini - voce, chitarra
Ellade Bandini - batteria
Vince Tempera - tastiere
Ares Tavolazzi - basso
Juan Carlos Flaco Biondini - chitarra
Antonio Marangolo - sassofono


Secondo grande concerto, raggruppato in 2 CD, dalla qualità audio sempre buona. Qui siamo nel 1986, per la precisione il 12 settembre, e la location è l'Arena Civica "Gianni Brera" di Milano. La scaletta è quanto mai completa dove non mancano i grandi classici del suo repertorio. Decisamente infuocato il finale con quella Blue Suede Shoes scritta da Carl Perkins nel 1955, che Guccio amava interpretare dal vivo ma che non aveva mai registrato ufficialmente in studio. 
Con questo abbiamo veramente concluso. Un abbraccio virtuale a Francesco. 
A voi tutti auguro buon ascolto.


LINK Live Perugia 1981
LINK Bonus tracks (intervste + inedito)
LINK Live Milano 1986 CD 1
LINK Live Milano 1986 CD 2

Post by George & Albe

mercoledì 23 settembre 2026

Serie "Bootleg" n. 380 - Ricky Gianco live in Padova, C.S.O. Pedro, 10.12.1997

FIRST TIME ON THE WEB 


TRACKLIST CD 1:

01. speech
02. Non si può smettere di fumare
03. speech
04. Nel mio giardino
05. Repubblica
06. Un amore
07. speech
08. Parigi con le gambe aperte
09. speech
10. Compagno sì, compagno no, compagno un cazz


TRACKLIST CD 2:

11. La gente
12. speech
13. Campo minato
14. Pugni chiusi
15. Arcimboldo
16. speech
17. Fango
18. speech
19. Questa casa non la mollerò
20. speech
21. Hasta siempre, Comandante
22. speech
23. E' rock 'n roll


Grazie Albe, grande amico e collaboratore della Stratosfera, per l'ennesimo concerto live che mi hai inviato per essere condiviso con i nostri navigatori. Questo concerto, che appare per la prima volta sul web, è bello e intenso e ha una qualità audio assolutamente eccezionale. E poi, che dire? Siamo un po'tutti affezionati a Ricky Gianco, oggi un po' attempato (83 anni) ma ancora attivo, un cantante e compositore che si è speso molto e che ha ricevuto forse meno di quello che si sarebbe meritato. Non è la prima volta che parliamo di lui su questo blog: anni fa presentammo due suoi album solisti risalenti agli anni '70 (Alla mia mamma e Arcimboldo). Andate a riscoprirli perché ne vale veramente la pena. Tra l'altro ricordo che in "Arcimboldo" lo accompagna in studio l'intera PFM post Pagani. Privilegio di pochi. Grande disco e grandi musiche. Impegnato politicamente, non ha mai negato le sue profonde simpatie per i movimenti di sinistra. Lo ricordiamo come co-protagonista dei grandi raduni giovanili, da Re Nudo al Parco Lambro. In questa occasione è ospite del Centro Sociale Occupato (C.S.O.) "Pedro" di Padova. La registrazione risale al 10 dicembre 1997. Il C.S.O. di Padova, lo ricordo, è uno storico spazio sociale autogestito, attivo da quasi 40 anni come punto di riferimento per la socialità, la politica indipendente e la musica alternativa. Il concerto qui presentato ha mantenuto tutti i dialoghi col pubblico (speech) che, ad iniziare da quello di apertura, si configurano come momenti di denuncia e di riepilogo di fatti di cronaca legati agli anni '70. 

Ricky Gianco very young

L'impegno politico si è fuso con quello discografico. Gianco nel 1972 fondò l'etichetta Indigo, legata alla canzone politica e di denuncia. Nel 1973 fu il turno dell'Ultima Spiaggia, etichetta discografica fondata insieme a Nanni Ricordi, un'etichetta che ebbe un ruolo importante nel panorama musicale italiano. Stipulò un contratto di distribuzione con la RCA e mise sotto contratto alcuni importanti cantautori, tra cui Enzo Jannacci, Ivan Cattaneo, Claudio Lolli, David Riondino, Massimo Boldi e Gianfranco Manfredi. Fu attiva fino al 1979, quando chiuse per fallimento. Proprio con Gianfranco Manfredi Ricky portò avanti alcuni progetti musicali (e in seguito teatrali) tra i quali spicca l'album "Zombie di tutto il mondo unitevi" pubblicato nel 1977 (da cui è tratta l'iconica Compagno sì, compagno no, compagno un cazz, presente anche in questo concerto). Gianco compose tutte le musiche. Questo disco, finora dimenticato dal nostro blog, sarà oggetto di un prossimo post. 


Non voglio addentrami nella lunga e complessa biografia del "Pete Seeger italiano" (così lo definì  la critica) anche perché è facile trovarla sul web. Basta dire che sul finire degli anni '50 fu uno dei padri del rock 'n roll in Italia e che il suo primo 45 giri risale addirittura al 1959 (col nome Ricky Sann). Mi piace ricordare la sua collaborazione con i Ribelli (Pugni chiusi - proposta anche in questo concerto - è una sua composizione). Non entro nel merito della sua disastrosa partecipazione al clan di Celentano. 
Attivo nei decenni '80 -'90 e 2000 ha pubblicato il suo ultimo album in studio nel 2010 (Come un bambino). La sua ultima apparizione televisiva risale al 2024, allorché, ospite in Domenica In, cantò alcuni brani tra cui la storica Pugni chiusi. 
Qui vi lascio all'ascolto del concerto. Un ultimo grazie ad Albe e a voi tutti auguro 
buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

lunedì 10 agosto 2026

Addio a Francesco Guccini, cantautore e poeta della nostra inquietudine (RIP, 1940-2026)

 

6 agosto 2026: la notizia giunge all'improvviso e ci lascia sgomenti. Francesco Guccini se ne è andato per sempre all'età di 86 anni (era nato a Modena il 14 giugno 1940). E' difficile parlare di un gigante come lui e francamente non so nemmeno da dove iniziare. Allora partiamo dal titolo di questo post, il titolo pubblicato da un quotidiano, quello che tra i tanti titoli mi è piaciuto di più perché a mio avviso è il più appropriato e ben si addice ad un uomo del calibro di Francesco Guccini. Ebbene, il titolo è quello apparso sul quotidiano cattolico "Avvenire". Laici e cattolici, senza distinzione, hanno riconosciuto lo spessore del personaggio, dell'uomo, del poeta, del musicista, lui che con la Chiesa non era molto in sintonia. anzi era stato per anni un tedoforo con la fiaccola dell'anarchia per poi sposare la causa della sinistra italiana. Però è vero. è innegabile, a modo suo era un  poeta, come lo sono stati molti altri eroi delle passate generazioni, un musicista portavoce dei malesseri e delle inquietudini delle fasce giovanili di almeno due decenni, gli anni '70 e gli anni '80. Guccini era Guccini e i suoi concerti erano veri e propri happening con il pubblico. Il dialogo con i presenti era un rituale imprescindibile e questa regola non sfugge di certo al concerto che oggi vi presentiamo.


Il ricordo di Francesco Guccini si mescola con la leggendaria Osteria delle Dame, con gli amici Augusto Daolio e i suoi Nomadi, con le bevute e le cantate, con i concerti di piazza e con canzoni iconiche quali Auscwitz (la canzone più triste del mondo, portata al successo dall'Equipe 84), L'Avvelenata, La locomotiva, Il vecchio e il bambino e quante altre ancora.
Guccini, uomo di sinistra fino al midollo, era amato e apprezzato da molti ma non da tutti. Era però conosciuto e rispettato da tutti, anche da chi - musicalmente - si trovava su sponde diametralmente opposte. Negli ultimi anni, dopo il ritiro dalle scene e accantonata la canzone, si era dedicato alla scrittura realizzando romanzi e saggi che, insieme alla precedente produzione musicale, hanno avuto il merito di raccontare una fetta importate della storia dell'Italia contemporanea e della cultura giovanile. 


Dopo la sua scomparsa le biografie sono spuntate come funghi. Ve ne consiglio una su tutte, chiara e completa, apparsa sul quotidiano on line Il Post (qui). Francesco se ne è andato lasciando dietro di sé una scia lunghissima di ricordi. Come è già accaduto in passato per altri grandi eroi scomparsi, la memoria di Guccini non si esaurirà con questo post. Nel breve avremo altre sorprese. Ricordo altresì che un paio di concerti sono già stati presentati sulla Stratosfera. Oggi iniziamo il mesto ricordo con un concerto bootleg registrato a Imola il 27 luglio 1983.


Francesco Guccini - Live Imola, 27 luglio 1983


TRACKLIST CD 1:
01. talk
  02. In morte di S.F
03. talk
  04. Auschwitz
05. talk
  06. Autogrill
07. talk
  08. Gulliver
  09. Il vecchio e il bambino 
  10. Canzone dei 12 mesi
11. talk
  12. Shomèr ma mi-llailah
  13. Argentina

TRACKLIST CD 2:

  14. Bisanzio 
15. talk
  16. Venezia
  17. Bologna
  18. Inutile
19. talk
  20. L'avvelenata
  21. Incontro
  22. Gli amici
23. Un altro giorno è andato
  24. Canzone di notte
  25. La locomotiva


MUSICISTI:

Vince Tempera - tastiere
Ares Tavolazzi - basso
Ellade Bandini - batteria
Juan Carlos "Flaco" Biondini - chitarra
Renato D'Aiello - sax


Per quanto riguarda le tracce audio, voglio ricordare che il nostro collaboratore Albe, che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera, ha scaricato il concerto da YT, suddiviso le tracce e creato anche le due copertine. Ottimo lavoro Albe. Ti sono veramente grato. La registrazione è di buona qualità e il concerto rende perfettamente l'idea del clima "infuocato" che caratterizzava le performance di Francesco. La scaletta è quanto mai appetibile e, tra i musicisti che lo accompagnano, oltre ai fidi Vince Tempera e Flaco Biondini, troviamo l'ex Area, Ares Tavolazzi al basso e Ellade Bandini alla batteria. Buon concerto, amici miei e... 

a presto, caro Francesco

LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Albe


INFORMAZIONE FINALE PER GLI AMICI DELLA STRATOSFERA
Visto che nella settimana di Ferragosto tradizionalmente l'Italia si ferma (tranne i turisti e i vacanzieri), prendiamoci anche noi qualche giorno di pausa. Ci rivedremo subito dopo il 15 agosto con un post dedicato a quell'oggetto del desiderio, tanto richiesto, che si chiama OFFICINA DEL TEMPO.
Ciao 

domenica 26 luglio 2026

Serie "Bootleg" n. 377 - Napoli Centrale live in Padova, 26.09.1975

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. A gente 'e Buciano - 10:47
02. O lupo s'ha mangiato 'a pecurella - 10:40
03. Vecchie, mugliere, muorte e criaturi - 10:06
04. Sangue misto - 17:54
05. Campagna - 7:09
06-Vico primo Parise n. 8 - 4:55


FORMAZIONE:

James Senese - sax tenore, voce
Mark Harris - piano elettrico
Tony Walmsley - basso
Franco Del Prete - batteria, percussioni


Cari amici, continua inesorabile la serie dedicata ai bootleg, uno dei punti di forza del nostro blog. Ma con oggi non si scherza più. Le cose si fanno serie. Trovare e pubblicare un concerto inedito dei Napoli Centrale, risalente al 1975, l'anno del loro esordio discografico, non è cosa per niente facile. Lasciatemi dire che questo è veramente un colpaccio che solo la Stratosfera poteva realizzare.  Ancora una volta il merito va al nostro collaboratore di lunga data Albe che, attraverso la sua rete di amici, è riuscito a reperire questa autentica rarità che appare, come è ovvio, per la prima volta sul web. Grazie Albe per questa eccezionale condivisione. Mi hai inviato altri file molto interessanti, ma non voglio spoilerare. Li tireremo fuori al momento opportuno. Tutto ciò detto si tratta di un concerto registrato a Padova (non conosciamo la location) il 26 settembre 1975. I Napoli Centrale, tra le più grandi band italiane di jazz-rock-prog (possiamo definirli così?) sono presenti sul palco nella formazione originale, guidata dal grande James Senese che approfittiamo per ricordare a 9 mesi di distanza dalla sua scomparsa (29 ottobre 2025). 


Nel corso dello show vengono proposti tutti i brani inclusi nel primo omonimo album del 1975, eccezion fatta per "Pensione Floridiana". In compenso il quartetto propone una prima versione di "Sangue Misto", della durata di oltre 17 minuti, brano che apparirà sul secondo LP,  "Mattanza", pubblicato nella primavera 1976. Qui alla batteria troviamo Franco Del Prete ma, se vi ricordate, nella versione in studio dietro i tamburi siede nientemeno che Bruno Biriaco del Perigeo. E' curioso notare come in questo concerto "Sangue Misto" venga annunciato da Senese come una anticipazione del nuovo album in uscita nel mese di dicembre 1975. In realtà bisognerà attendere ancora qualche mese prima di averlo tra le mani. Nel corso del concerto non può mancare, naturalmente, "Campagna", il brano di punta del disco che ottenne maggiore successo. 
La registrazione, tenuto conto dei 51 anni intercorsi, è tutto sommato di buona qualità e il sax di Senese...che dire? Vola in alto, sempre più in alto, libero nei cieli verso la Stratosfera. Ancora un grazie ad Albe (che ha realizzato anche le due copertine). A voi tutto auguro buon ascolto.



Post by George - Music by Albe

mercoledì 15 luglio 2026

Serie "Historic Prog Bands Live in Italy" - Capitolo 104 - Jethro Tull live at Pistoia Blues Festival - Piazza Duomo, 10 luglio 2026


TRACKLIST CD 1:

01 Intro (tape)
02 Some Day the Sun Won't Shine for You
03 Beggar's Farm
04 A Song for Jeffrey 
05 banter
06 Thick as a Brick (short version)
07 Mother Goose
08 Songs From the Wood
09 The Navigators
10 Curious Ruminant
11 Living In The Past
12 banter
13 Bourrée 

TRACKLIST CD 2:

14 My God
15 The Zealot Gene
16 band introduction
17 Pastime With Good Company
18 Over Jerusalem
19 Budapest 
20 Aqualung
21 Locomotive Breath
22 Cheerio


LINE-UP

Ian Anderson (vocals, flute, guitar)
Jack Clark (guitar)
David Goodier (bass)
John O'Hara (keyboards)
Scott Hammond (drums)


Cari amici, anche questo concerto lo pubblico in tempi rapidi per mantenerne la "freschezza". Come potete vedere lo show ("full concert") risale a pochi giorni fa, 10 luglio, all'interno del Pistoia Blues Festival 2026. La celebre band inglese si esibì nella Piazza del Duomo di Pistoia per presentare il suo "Curiosity Tour". E qui torniamo al quesito che avevo già posto in occasione del recente concerto della PFM: si tratta di uno show dei Jethro Tull o di Ian Anderson & Friends, visto che (osservata la formazione)  Ian è l'unico superstite/fondatore della celebre band britannica? Vedete voi. Certo è difficile abbandonare il marchio "Jethro Tull", un marchio glorioso attivo fin dal lontano 1968. Lascio a voi eventuali considerazioni al riguardo. Sta di fatto che il concerto di Pistoia è stato un grande evento, dove Anderson e soci hanno ripercorso con classe e maestria quasi 60 anni di storia. Non dimentichiamoci che Ian Anderson, nato il 10 agosto 1947, ha raggiunto i suoi 78 anni. Ben portati direi, specie sotto il profilo musicale e della capacità di essere rimasto quel grande istrione che delizia ancora il pubblico per quasi due ore. . 
Il concerto qui proposto è una gentile omaggio del nostro amico Albe (che sta recuperando un sacco di splendidi bootleg) che ringrazio a nome di tutti gli amici della Stratosfera per questo magnifico regalo. Qualità della registrazione: ottima. 


Dal momento che io non ero presente al concerto e sicuramente anche molti di voi, per la recensione ci affidiamo a quanto scritto da Maurizio Domini sul sito "TuttoRock".

"Affidare ai Jethro Tull la chiusura della 45ª edizione del Pistoia Blues Festival significa consegnare il palco a una delle formazioni che hanno contribuito a riscrivere i confini del rock. Ian Anderson, 78 anni e una carriera lunga quasi sei decenni, arriva a Pistoia con il Curiosity Tour, confermando come il nome Jethro Tull sia ancora oggi sinonimo di eleganza musicale, tecnica e personalità.
La serata prende il via con “Some Day the Sun Won’t Shine for You”, seguita da “Beggar’s Farm” e “A Song for Jeffrey”, una partenza che riporta immediatamente alle radici blues della band. Il viaggio prosegue con una versione ridotta di “Thick as a Brick”, prima di attraversare alcune delle pagine più amate del repertorio come “Mother Goose”, “Songs From the Wood”, “Fat Man” e “Living in the Past”. Nel mezzo trovano spazio anche composizioni più recenti, “The Navigators” e la splendida “Curious Ruminant”, dimostrando come Anderson continui a credere nella propria produzione contemporanea senza limitarsi a vivere di nostalgia. A chiudere il primo set arriva “Bourrée”, l’inconfondibile rilettura del tema di Johann Sebastian Bach. Ancora oggi il dialogo tra flauto e basso conserva tutta la sua freschezza e raccoglie una delle ovazioni più convinte della serata.


Il secondo set cambia atmosfera con “My God”, dopo l’esecuzione Anderson, istrionico e giocoso per tutto il live, riuscendo a mantenere un rapporto diretto con il pubblico grazie al suo immancabile humour britannico, presenta i musicisti che lo accompagnano scherzando sul fatto che tastierista, bassista e batterista provengano tutti da Bristol, mentre “l’unico diverso” sia il chitarrista Jack Clark, originario di Manchester. Un siparietto accolto con sorrisi che contribuisce a creare un clima di grande familiarità. Si ricomincia con “The Zealot Gene”, “The Donkey and the Drum” e “Over Jerusalem”, prima di arrivare a una delle interpretazioni più intense della serata, “Budapest”, eseguita con grande sensibilità dalla band. Naturalmente il pubblico attende i grandi classici e non rimane deluso. “Aqualung” trasforma Piazza Duomo in un enorme coro a cielo aperto, mentre il ritorno sul palco per il bis con “Locomotive Breath” chiude definitivamente una serata che celebra la straordinaria longevità artistica dei Jethro Tull.


Accanto ad Anderson si conferma una band di altissimo livello: Jack Clark alla chitarra si dimostra un capace virtuoso, David Goodier al basso, John O’Hara alle tastiere e Scott Hammond alla batteria sostengono il leader con precisione, gusto e grande affiatamento, valorizzando ogni sfumatura di un repertorio che attraversa oltre cinquant’anni di storia. Più che un concerto celebrativo, quello di Pistoia è stato il racconto di una band che continua a guardare avanti senza dimenticare il proprio passato. Ian Anderson non possiede più l’estensione vocale degli anni d’oro, ma compensa con esperienza, carisma e una presenza scenica ancora magnetica. Il suo flauto rimane uno dei timbri più riconoscibili della storia del rock e basta sentirne le prime note per capire perché i Jethro Tull continuino a riempire le piazze di tutta Europa".
Buon ascolto, cari amici


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Albe (thanks friend)

lunedì 13 luglio 2026

Serie "Bootleg" n. 375 - Area live in Padova, 3 luglio 1976

FIRST TIME ON THE WEB
 

TRACKLIST:

1. Elefante bianco
2. Arbeit macht frei
3. Megalopoli
4. Cometa rossa
5. Gerontocrazia
6. La mela di Odessa
7. Luglio, agosto, settembre (nero)
8. Caos - L'internazionale


FORMAZIONE:

Demetrio Stratos - voce, organo, steel drums
Giampaolo Tofani - chitarra elettrica - VCS 3
Patrizio Fariselli - piano elettrico, arp, sax soprano
Ares Tavolazzi - basso elettrico, contrabbasso, tromba, trombone
Giulio Capiozzo - batteria


Secondo voi è ancora possibile reperire un bootleg degli Area - periodo Stratos - che non sia ancora stato pubblicato sul web e men che mai sulla Stratosfera? Direi proprio di sì, dal momento che mi sono permesso di classificarlo come "first time on the web". E sapete da dove proviene questo raro concerto? Da una storica musicassetta giunta nelle mani del nostro amico e collaboratore Albe (a lui va una particolare menzione anche per l'assidua presenza nei commenti) . Albe si è preoccupato di digitalizzare la registrazione, suddividere le tracce e realizzare le due copertine, front e back cover. Più di così. Grazie Albe per questo importante contributo alla Stratosfera. E non sarà nemmeno l'ultimo, visto che Albe mi ha da poco inviato una serie di concerti live e di album in studio decisamente interessanti. Un po' alla volta vedranno la luce su queste pagine.


A proposito di musicassette, quanti storici concerti di artisti italiani e stranieri sono stati salvati grazie alle registrazioni effettuate su Mc? Prima dell'avvento dei registratori digitali tutti noi immortalavamo i nostri eroi muniti di registratore a cassette. Io stesso ne ho salvato decine e decine. Adesso mi lascio andare ai ricordi: spesso utilizzavo le Basf o le TDK, ma quando avevo pochi soldi in tasca mi accontentavo delle più economiche (ma meno performanti) Trifil.  Spesso ritenevo sufficiente una C90 e così succedeva di non avere nastro a sufficienza per registrare il finale del concerto. E quante registrazioni abbiamo perso nel corso degli anni? Tanto per fare un esempio avevo registrato al Palasport di Torino la PFM con Arti e Mestieri open act credo nel 1975. Persa. E che dire degli Area (in una località marina della Liguria che ho dimenticato) con Maxophone open act? Doveva essere anche in questo caso il 1975. Persa pure quella. Fortunatamente le altre le ho conservate.
Avete qualche ricordo anche voi in proposito? Scrivetelo nei commenti, se volete. Sarà divertente leggerli.


Per tornare al nostro concerto, vi ricordo che sul blog abbiamo pubblicato in passato numerosi show degli Area periodo 1976-77, ma questo ha un fascino particolare, quello del concerto "ritrovato", tra l'altro con una buona qualità audio. 
Gli Area, nel 1976, pubblicarono l'album in studio "Maledetti (maudits)", dal quale sono tratte "Gerontocrazia" e "Caos". Le altre tracce appartengono alla discografia precedente. Nello stesso anno la Cramps pubblicò il live sperimentale "Event '76". A proposito di eventi accaduti in Italia in quell'anno, mi sono preso la briga di andare a rileggermi le cronache dell'epoca. Fu veramente un anno terribile costellato di tragedie. Ne ricordo alcune: il terremoto del Friuli, il disastro di Seveso (la nube tossica di diossina fuoriuscita dalla ICMESA), la tragedia del Cermis (la rottura della fune della funivia nella Val di Fiemme). Insomma, un quadro desolante. Lascio fuori la politica che è meglio, Meno male che c'erano gli Area a fornire una nota positiva. A proposito di musica: il Festival di Sanremo del 1976 venne vinto da Peppino di Capri (un abbraccio ad un artista da poco scomparso) con il brano "Non lo faccio più". Di ben altro tenore artistica fu il Festival del Parco Lambro a Milano (26-29 giugno) giunto alla sua sesta e ultima edizione. Bene, con questo è tutto. Tra l'altro, ridendo e scherzando, con i bootleg siamo giunti a quota 375. Non è poco. 
Un ultimo ringraziamento a Albe. Buon ascolto, cari amici.


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Post by George - Music by Albe