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domenica 27 settembre 2026

Serie "Doppelganger" n. 22 - Le Orme: Verità nascoste & Secret Truth's (1976)

 

TRACKLIST:

01. Insieme al concerto – 6:04
02. In ottobre – 6:44
03. Verità nascoste – 3:52
04. Vedi Amsterdam – 4:54
05. Regina al Troubadour – 6:43
06. Radiofelicità – 4:55
07. I salmoni – 2:54
08. Il gradino più stretto del cielo – 5:00

Bonus tracks
09. Canzone d'amore (lato A, 45 giri, 1976)
10. E' finita una stagione (lato B, 45 giri, 1976)


FORMAZIONE:

Aldo Tagliapietra – voce, basso
Tony Pagliuca – tastiere
Michi Dei Rossi – batteria, percussioni
Germano Serafin – chitarra

back cover ristampa CD

Non avrei mai pensato di riesumare dopo molto tempo la gloriosa serie "doppelganger", ma visto che in questo frangente ho trovato il "sosia" in inglese di "Verità nascoste" tanto vale riprenderla in mano. Questo post nasce da una chat fra me e l'amico Frank-One, che mi ha mostrato la versione in inglese del celebre album de Le Orme del 1976, chiedendomi se fossi a conoscenza della sua esistenza. Se ben guardate sul web non esiste traccia di questo album da nessuna parte: solo wikipedia ne fa un cenno che vi riporterò più avanti. Ed  è così che per presentare "Secret Truth's", questo il titolo della versione inglese,  ho scomodato la nostra vecchia serie "doppelganger". Ma veniamo a "Verità nascoste", pubblicato dalla Philips nel 1976, che seguì a ruota l'album della sterzata stilistica che era "Smogmagica". Questo disco segna anche la sostituzione del chitarrista Tolo Marton con Germano Serafin. Il brano più originale è la title track che vede l'innesto di un quartetto d'archi, aprendo così lentamente la strada alle future sperimentazioni di "Florian" e "Piccola rapsodia dell'ape". 


L'album venne registrato a Londra, città peraltro descritta nel brano In ottobre. Un'altra città famosa, Amsterdam, viene ricordata nel lavoro come patria della perdizione e degli stupefacenti. "Verità nascoste fu pubblicato in formato LP, musicassetta e Stereo8 (qualcuno se le ricorda queste mitiche cartucce?) nel 1976. Nel 1994 avviene  per la prima volta la ristampa in formato CD, sempre ad opera della Philips. Nel 2017 e 2021 "Verità nascosta" è oggetto di ristampa in due differenti edizioni su vinile colorato da parte della Vinyl Magic. Dall'album venne tratto un singolo contenente "Regina al Troubadour / Verità nascoste". Un altro 45 giri sempre pubblicato nel 1976 contenente "Canzone d'amore / E' finita una stagione" (non incluse nel 33 giri) fece seguito all'album. Il lato A, in particolare, ebbe un successo clamoroso. Entrambi i brani li ho inseriti come bonus tracks. Una ottima recensione di "Verità nascoste" la troverete qui, sul sito "John's Classic Rock". 

copertina del 45 giri

Le Orme - Secret Truth's (1976)
English version of "Verità nascoste"
album non pubblicato ufficialmente


TRACKLIST:

01. Queen To Troubadour
02. Friend Of Yesterday
03. The Step Most Narrow In The Sky
04. Secret Truth's
05. In October
06. Happyradio and See Amsterdam
07. With To The Concert 


LINE-UP

Aldo Tagliapietra – vocals, bass
Tony Pagliuca – keyboards
Michi Dei Rossi – drums, percussion
Germano Serafin – guitar


Ed eccolo qui il pezzo raro di questo post: la versione inglese di "Verità nascoste", mai pubblicata ufficialmente. Come sopra ricordato, solamente wikipedia ne fa cenno, in modo molto stringato. Vi riporto il testo: "Una versione inglese dell'album (Secret Truth's), con testi tradotti dall'italiano all'inglese da Peter Hammill, fondatore dei Van Der Graaf Generator, venne registrata ma non distribuita. (ndr - Tra l'altro anche il missaggio non è dei migliori). I titoli di questa versione sono: Friend of Yesterday, Secret Truths, Happyradio and See Amsterdam, Queen to Troubadour, The Step Most Narrow in the Sky, In October, With to the Concert". Null'altro. D'altronde vanno fatte due considerazioni: la prima è che Le Orme erano a Londra a registrare il nuovo disco (quindi nulla di più facile che incidere una english version); la seconda è che il trio (ora quartetto) aveva già realizzato una versione inglese di un loro album passato, "Felona & Sorona" nel 1973, anche in questo caso con testi scritti da Peter Hammill. Le ragioni per cui l'album non venne immesso sul mercato non mi sono note, così come non ricordo assolutamente dove ho recuperato questo album in versione CD, con tanto di copertine, che conservo nella mia collezione da parecchi anni. 


In merito alle tracce contenute nel disco vi sono alcune curiosità. Innanzitutto manca la versione inglese del brano "I salmoni", mentre "Radiofelicità" e "Vedi Amsterdam" sono unite in una sola traccia intitolata "Happyradio and See Amsterdam". Una bella chicca è la versione inglese di "Amico di ieri", brano tratto da "Smogmagica", qui intitolato "Friend Of Yesterday". Anche la tracklist differisce rispetto all versione in italiano. E così abbiamo infilato nel nostro catalogo un'altra bella rarità. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


LINK Verità nascoste
LINK Secret Truth's

Post by George

giovedì 20 agosto 2026

Serie "Bootleg" n. 379 - Le Orme dal vivo al Teatro Ridotto di Venezia, marzo 1980

 

TRACKLIST:

01.  Introduzione e presentazione del gruppo
02. Piccola rapsodia dell' ape
03. Fragile conchiglia
04. Raccogli le nuvole
05. La mia bianca sposa
06. Il treno
07. Jaffa
08. Fine di un viaggio
09. Sguardo verso il cielo
10. Il mago
11. Gioco di bimba
12. El gran senser
13. Amico di ieri
14. Felona e Sorona
15. Sera / Canzone d'amore


FORMAZIONE:

Aldo Tagliapietra - voce, violoncello, chitarra acustica
Tony Pagliuca - pianoforte, clavicordo, Harmonium
Germano Serafin - violino, chitarra acustica, bouzouki, mandola
Michi Dei Rossi - marimba, vibrafono, glockenspiel, percussioni acustiche


Sono molte le ragioni che rendono questa registrazione live un evento eccezionale. Vediamo di esaminarle, ma prima lasciatemi ringraziare il mio sodale amico Frank-One per avermi inviato i file di questo raro bootleg. Detto questo passiamo ai protagonisti del post odierno ovvero Le Orme. 

Iniziamo dalla formazione. Qui Le Orme sono in quartetto, esperienza nata nel 1975 con l'album "Smogmagica" e con l'ingresso del chitarrista Tolo Marton. Quando Marton lasciò la band al termine delle registrazioni al suo posto subentrò Germano Serafin alla chitarra e al violino. Con Tagliapietra & Co, incise il singolo "Canzone d'amore", seguito da ben quattro album: "Verità nascoste, Storia o leggenda, Florian" e "Piccola rapsodia dell'ape". In quest'ultimo disco Germano Serafin diede il maggior contributo, sia per l'uso di numerosi strumenti a corda, sia per la stesura dei brani. Dopo avere contribuito alla realizzazione del primo album solista di Aldo Tagliapietra, "...Nella notte" del 1984, in cui suonava la chitarra in un brano, lasciò la musica pop per concentrarsi sul violino, entrando a far parte dell'orchestra sinfonica comunale di Treviso. Morì purtroppo nel 1992 per un tumore al polmone. 
Perdonatemi, ma ci tenevo a ricordare la figura di Germano Serafin, un grande musicista scomparso prematuramente e troppo presto dimenticato. Ascoltate in questo live il suo incredibile apporto come violinista nel rifacimento di "Felona e Sorona". Di seguito due immagini del musicista. 



Altra particolarità risiede nella scelta degli strumenti utilizzati dal quartetto in questo concerto, avvenuto nel prestigioso Teatro Ridotto di Venezia (mi risulta che oggi non sia più attivo) che offrì una atmosfera intima, perfetta per la strumentazione utilizzata in quel periodo. Nel 1979 e 1980 troviamo Le Orme in piena fase acustica legata alla pubblicazione di due dischi importanti quali "Florian" (1979) e "Piccola rapsodia dell'ape" (1980), quest'ultimo non ancora pubblicato all'epoca della registrazione (come precisato in apertura di concerto). Questi due progetti portarono la band a suonare in versione "unplugged", utilizzando solo strumenti classici. E qui emerge l'abilità tecnica e la bravura dei quattro musicisti (già iniziata in studio di registrazione) alle prese con strumenti quali violino, violoncello, mandola, clavicordo, percussioni varie e altri ancora. Questa fase concertistica, di ispirazione cameristica, durò lo spazio di circa un anno e mezzo.  Si tratta dunque di un documento storico di notevole importanza per fan e collezionisti, riportato anche da Discogs tra i vari bootleg del gruppo. 
La scaletta propone tracce tratte dai due album "classici" del 1979 e 1980 e alcuni rifacimenti di vecchi classici quali "Sguardo verso il cielo", Gioco di bimba e "Felona e Sorona" (come non li avete mai sentiti).


Questa memorabile esibizione chiuse (ma questa notizia ve la passo coi benefici d'inventario) la fortunata tournée della svolta acustica. In particolare, per promuovere l'album "Florina", nel corso del 1979 Le Orme intrapresero un lungo tour di circa 40 date, sia in Italia che all'estero. Sulla Stratosfera troverete un ottimo concerto acustico di questo periodo, registrato a Padova il 28 luglio 1979 (qui, con link ancora attivo). Dal 1982 Le Orme, ritornate in trio, realizzeranno album più "leggeri", marcatamente pop, ad iniziare da "Venerdì". E' tutto. Un ultimo ringraziamento a Frank-One. A voi tutti auguro buon ascolto



Post by George - Music by Frank-One

domenica 17 marzo 2024

Faveravola - La Contea dei cento castagni (2006)

 

TRACKLIST:

01. L'antefatto - 4:50
02. Lo specchio - 7:40
03. La contea dei cento castagni - 4:40
04. La foresta degli Elfi alati - 9:12
05. L'incontro - 4:45
06. Il sogno - 4:36
07. La piana dei temoli del Livenza (voce Aldo Tagliapietra) - 9:44
08. Lo scontro - 7:43
09. Danza di Messer Reale e Madonna Fantasia - 4:21
10. Leggenda della foglia, della vita e del vento - 4:46
11. Neorinascimento - 5:31
12. La strada ai confini di... - 5:08

Bonus Track
13. Voices In The Sky (dalla compilation "Higher and Higher - A Tribute To Moody Blues" (2005)


FORMAZIONE:

Franco Violo / vocals
Tiziana Carraro / vocals
Alessandro Bonotto / acoustic guitar
Gianluca Tassi / electric guitar
Giancarlo Nicorelli / keyboards, narrator, composer
Consuelo Marcon / violin
Luca Boldrin / concert flute
Ivan Durighetto / flute
Nicola Durighetto / flute
Adriano Durighetto / bass
Paolo Coltro / drums, percussion

with:
Aldo Tagliapietra / voice (7)


Dopo lo sconfinamento nel campo del jazz e jazz rock ritorniamo alle atmosfere più consuete del progressive rock, Lo facciamo con un gruppo autore di un solo album (almeno fino ad un paio di mesi fa), "La Contea dei cento castagni", pubblicato nel 2006 dall'etichetta Locanda del Vento. I Faveravola, originari di Treviso, sono attivi sin dagli anni '70, ma solo nel 2006 sono riusciti a realizzare il loro primo disco. Come si può vedere la formazione è molto nutrita, con chitarre elettriche e acustiche, tastiere, flauti e violino, basso e batteria. Le 12 tracce sono incentrate su un sinfo-prog piuttosto morbido, che ricorda non poco Le Orme, il folk medioevale di Angelo Branduardi e per citare gruppi stranieri i Procol Harum e i Moody Blues. Non a caso Aldo Tagliapietra, con la sua inconfondibile voce, è ospite nella traccia 7, "La piana dei temoli di Livenza" e i Faveravola hanno contribuito con una traccia (Voices In The Sky) alla compilation "Higher and Higher (A tribute To Moody Blues)" pubblicata dalla Mellow nel 2005 (qui postata come bonus track).. 


Non avendo altro da aggiungere, vi riporto qui di seguito la recensione scritta da Peppe Di Spirito, pubblicata sul sito "Arlequins". 

"A volte la copertina di un disco fa già capire tutto. Prendiamo quella de “La contea dei cento castagni”: paesaggio fiabesco e un po’ bucolico, un castello all’orizzonte, alberi dalla forma umana, piccole fate ed un cavaliere pronto a seguire un sentiero. D’altronde è arcinoto che il fantasy tolkieniano è sempre stato una fonte di ispirazione per molti musicisti che si sono avventurati nel prog. I Faveravola esordisco con questo conept-album inevitabilmente fiabesco e, pur mantenendo certi cliché tipici di certo rock sinfonico, riescono a raggiungere un risultato molto buono. C’è tutto ciò che un appassionato del genere adora: quel romanticismo un po’ genesisiano, un po’ mediterraneo e un po’ medievale, quelle melodie calde tipicamente italiane (anche il cantato è in madrelingua), quelle combinazioni strumentali che vedono intrecci e solos epici, un’atmosfera costantemente incantata, accenni di folk con piacevoli momenti acustici, quelle sonorità vintage che vedono accanto all’utilizzo della classica strumentazione rock anche flauto e violino. 



I brani sono costruiti elegantemente e si vede che sono eseguiti da musicisti navigati (attivi dagli anni ’70, ma solo da poco approdati ad un nucleo stabile che ha potuto finalmente fare il suo debutto), bravi ad ammaliare a volte con impasti elettroacustici di ampio respiro, a volte con semplici e dirette melodie, a volte con affascinanti contaminazioni di rock e classica. Un difetto, comune a molti gruppi italiani come noto, è un cantato non sempre all’altezza, anche se in una traccia troviamo un ospite d’eccezione che risponde al nome di Aldo Tagliapietra. Su questa colonna sonora la band racconta la sua favola, con passione, con umiltà, con trasporto. E ci coinvolge in una sorta di viaggio spazio-temporale verso un passato musicale che ha affascinato non pochi appassionati di progressive rock. Potete dire quanto volete che è una proposta retrò, quando la qualità è così elevata la cosa migliore e ringraziare con un caloroso applauso".



Stiamo per concludere. A sorpresa, ancora una volta, è il caso di dirlo, i Faveravola hanno realizzato il loro secondo album, dopo 18 anni di silenzio, pubblicato il 15 gennaio scorso sempre dall'etichetta La Locanda del Vento, dal titolo "Castrum Zumellarum". Da ascoltare assolutamente. Il mio ringraziamento finale va all'amico e collaboratore Marco Osel che mi ha inviato i file di questo notevole album. Grazie amico mio. E' tutto, cari amici. Vi lascio col mio consueto buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Osel

venerdì 21 ottobre 2022

Serie "New Italian Prog" n. 10 - Ezra Winston: the two first works (1988-1990) with bonus tracks

 

PREFAZIONE
Sollecitato da un frequentatore della Stratosfera che ha richiesto l'ultimo lavoro degli Ezra Winston, purtroppo pubblicato lo scorso anno e quindi non "postabile" sul nostro blog, sono andato a ripescare i primi due lavori di questa eccellente band di new prog datati rispettivamente 1988 e 1990. A parte questi due album, gli EW ne hanno realizzato un terzo, pubblicato lo scorso anno, dal titolo "Tertiur Non Datur", con brani in studio e una traccia live risalente al 2004. Solo in vinile. 
Per ripercorrere la loro storia musicale mi sono basato su un articolo che ho trovato sul sito "artistsandbands", scritto da Gianluca Livi e intitolato "Il volo della Crisalide". In realtà, come precisato dallo stesso autore, l'articolo era originariamente apparso sul N. 29 (nuova serie), anno 2007, di "Musikbox, rivista di cultura musicale e guida ragionata al collezionismo" e pubblicato sul sito per gentile concessione dell'autore. Fatta questa doverosa premessa, giusto per citare le fonti, passiamo alla biografia degli Ezra Winston. 


BIOGRAFIA 
"Sono unanimemente riconosciuti come i pionieri e i propulsori del movimento new progressive italiano; sono gli unici, nell’ambito di tale genere musicale, ad aver visto il loro esordio discografico schizzare ad elevate valutazioni economiche nel mercato del collezionismo discografico; i loro due lavori sono talvolta citati nella ristretta rosa dei 10 o 20 dischi da portare su un isola deserta, unitamente a perle degli anni ’70; sono stati tra i pochissimi del new prog ad essere bootlegati dagli orientali.
Stiamo parlando dei romani Ezra Winston, il cui primo nucleo si forma nel 1986 grazie a tre compagni di liceo (Mauro Di Donato, Fabio Palmieri e Mario Bianchi), uniti dalla comune passione per il rock dei seventies. I tre – che traggono il nome del complesso dal protagonista del fumetto “Mort Cinder” – si incontrano per arrangiare alcuni brani di stampo tipicamente progressive, principalmente concepiti da Mauro Di Donato. Nel giro di breve tempo acquisiscono il batterista Daniele Iacono, diplomato in percussioni al Conservatorio di Roma e professionalmente già avviato, il quale, oltre a fornire un prezioso apporto anche a livello di arrangiamenti, di fronte alla necessità del gruppo di trovare un flautista, propone l’amico Paolo Lucini, anch’egli diplomato al Conservatorio.
Con questa line-up il gruppo autoproduce il primo album, “Myth of the Chrysavides”, stampato nel 1988 in sole 1000 copie, ben presto esaurite. Il fiatista della band riferisce a riguardo: “si registrò presto il tutto esaurito, grazie anche a copiosi ordini provenienti da Giappone, Germania e Francia. Non ultimo il fatto che il contenuto musicale staccava decisamente da una tendenza generale volta all’eccessiva scontatezza”. La medesima formazione, con l’aggiunta di un bassista occasionale di cui si sono perse le tracce, si esibisce al “Progressive Day” di Scandicci (FI).


Poco tempo dopo, nonostante la dipartita di Mario Bianchi (che lascia per impegni legati allo studio), il gruppo lavora al secondo album che esce in una lussuosa veste grafica nel 1990 per la Angel Records, in una tiratura di sole 5000 copie, alcune delle quale andate perse. “Ad un certo punto girò la voce che alcune copie presentavano difetti di fabbricazione mentre altre erano andate distrutte a causa di un allagamento dovuto ad una torrenziale pioggia. L’effettiva tiratura di quell’album costituisce un mistero ancora oggi, anche per noi” (Lucini). L’album si segnala anche per la presenza di 9 fiatisti professionisti (principalmente ottoni, diretti dallo stesso Lucini, attinti da varie Bande e Orchestre) e addirittura di Aldo Tagliapietra (Le Orme), alla voce e al basso in “Night Storm”. 
Nel 1992 la Musea - etichetta francese dedita tanto al recupero di opere progressive degli anni 70, quanto alla produzione di nuovi artisti che a quel genere si ispirano - vuole il gruppo per un ardito progetto dal titolo “7 Days of a Life”, un’opera mai tentata prima, un concept strutturato su 7 brani allegoricamente indicati con i giorni della settimana - realizzati da altrettante band, peraltro di differente nazionalità - ciascuno dei quali rappresentante ogni fase dell’esistenza di un uomo, dalla nascita alla morte. Gli Ezra Winston partecipano con “Dark Angel Suite”, durante la realizzazione del quale Fabio Palmieri abbandona la band per raggiungere gli Epsilon Indi, altro complesso di culto dell’area romana, votato a sonorità più intimiste. 


Il gruppo, ormai ridotto ai soli Di Donato e Lucini, con Iacono in veste di collaboratore occasionale a causa dei suoi molteplici impegni professionali, chiede aiuto a Vito Laruccia, valido chitarrista, già fonico del gruppo, che inciderà tutti gli assolo presenti nel brano.
Nel 1993, la formazione è nuovamente mutata: al posto di Laruccia subentra Stefano Pontani, già ingegnere del suono durante la lavorazione del secondo album, da questo momento in poi chitarrista stabile della band. Si tratta di un acquisto importante che rende il suono della band sempre più particolare e ricercato: il chitarrista, infatti, guarda con interesse alla sperimentazione sonora, soprattutto con il guitar synth, strumento mai utilizzato prima da un prog band. Con l’aggiunta di un bassista di cui gli stessi Ezra Winston hanno saputo fornire ben pochi elementi (tale Lorenzo, alias “Rivendell”, studente violoncellista al Conservatorio di Roma, presentato da Iacono), il gruppo si esibisce al “Festival prog” di Terni, presentando la suite “Ancient Afternoons” dilatata a ben 46 minuti.


Nel 1994 lo studio di Campolungo viene trasferito a Roma e ribattezzato “Three Fates Recording Studio”: i tre “Fates” sono Di Donato, Lucini e Pontani i quali, supportati sempre occasionalmente da Daniele Iacono, elaborano una serie di progetti che non vedranno mai la luce, fatta eccezione per “Shades Of Grey (As The Obscurred Side Of The D.A.)” (inserito come bonus track nella ristampa in CD dell’album “Ancient Afternoon”), arricchito anche di una voce femminile, Cristina Santoni, compagna dello stesso Di Donato".
Io mi fermo qui. Per leggere l'articolo nella sua integralità vi rimando direttamente al sito (qui). Ora passiamo alla presentazione dei due album.

Ezra Winston - 1988 - Myth Of The Chrisavides (LP)


TRACKLIST:

01. The Bird And The First Flight (04:25)
02. The Journey In the World Above (16:06)
03. The Journey In the World Below (18:34)
04. The Waiting And The Knowledge (5:43)

Bonus track
05. Dark Angel Suite (6:54) (da "7 Days of a Life" - 1992)


FORMAZIONE:

Mario Bianchi: rhythm samples & synthesizers, piano, organ
Mauro Di Donato: solo samples & synthesizers, vocals, bass
Daniele Iacono: drums, percussions, vibes
Paolo Lucini: flute, piccolo
Fabio Palmieri: electric & classical guitars

Formazione in "Dark Angel Suite"

Mauro Di Donato: keyboards, bass, vocals
Paolo Lucini: flutes
Vito Laruccia: guitars
Ospite: Daniele Iacono: drums


Ecco la recensione di questo stupendo primo lavoro degli Ezra Winston, sempre tratta dal sito "artistsandbands".
"Quello degli Ezra Winston è un progressivo di classe, colto, che attinge con dovizia dall’eredità inglese degli anni settanta (e non da quella italiana: un paradosso, se si pensa che con questo lavoro il gruppo diede vita al new progressive italiano). Nel loro primo album sono rinvenibili tracce del romanticismo dei Genesis, si riconosce la costruzione delle melodie vocali che fu propria dei Gentle Giant e si percepisce la delicatezza e la raffinatezza di certa scuola di Canterbury, sebbene il loro stile rimanga fortemente personale. La contrapposizione tra flauto e tastiere è il punto forte dell’album: magistrale in tal senso è l’intermezzo centrale di “The Journey In the World Below” ove, su un oscuro sottofondo di tastiere, il flauto intesse inaspettatamente efficaci melodie romantiche: un geniale e apparente contrasto la cui validità è percettibile solo dopo diversi ascolti. La ricercatezza delle atmosfere romantiche e sognanti è palese nell’intro di “The Bird And The First Flight” (evidente l’eredità dei primi Genesis e, soprattutto, dei primissimi Crimson). Altra caratteristica del gruppo è quella di non incedere mai troppo nelle singole melodie proposte, davvero molteplici: i pezzi, anche quelli più brevi, sono pertanto caratterizzati da continui cambi di tempo e dal continuo susseguirsi di svariate melodie che non si evolvono mai in crescendo, ma che appaiono sempre interrotte improvvisamente. Quest’album incarna in toto il concetto di rock progressivo: cioè a dire che dai 4 brani che lo compongono, un bravo cantautore potrebbe trarre decine di canzoni costruite secondo gli stilemi della musica leggera italiana (in cui il pattern predominante è rappresentato dall’alternanza ripetuta tra strofa e ritornello). I motivi vocali non sono mai semplici e scontati (un’ingenuità in cui incorrono molti fautori del new prog italiano, soprattutto di quel periodo): parrebbero cantilene o nenie, peraltro oscure (tutte volute, lo si capisce) che preludono spesso ad inaspettate aperture solari. 


Gli assoli di chitarra elettrica, talvolta caratterizzati da un che di schizoide, non incedono mai nel manierismo puro: lungi dall’essere contraddistinti dall’eccessivo tecnicismo, sono perfettamente incastonati nel sottofondo delle tastiere o si alternano ai molteplici fraseggi di queste ultime. Sul piano acustico, spesso terreno minato anche per i grandi del prog, va anche meglio: gli arpeggi sono misurati e calibrati soprattutto nelle due lunghe suite, ove sono spesso arricchiti dagli eleganti interventi al flauto. Il batterista propone costruzioni proprie della fusion (come nella parte centrale di “The Journey In the World Above”) o ritmiche di stampo più marcatamente rock (come nella parte finale di “The Bird And The First Flight”). Sul piano dei testi l’opera è altrettanto ardita: il concept narra le allegoriche vicende delle Crisavidi, esseri dal corpo umano e dalle ali simili a farfalle che, dopo un lungo percorso interiore, matureranno la consapevolezza che l’unica verità della materia è la morte, vedendo vanificata ogni possibilità di elevazione spirituale. All’epoca, tra l’entusiasmo generale che l’opera suscitò, ci fu anche chi espresse giudizi poco generosi, accusando il gruppo di aver costruito a tavolino le due lunghe suite, cariche di tanti tasselli melodici asseritamente amalgamati senza un filo logico. Chi scrive, ovviamente, non concordò allora e non concorda oggi: “Myth of the Chrysavides” è un prodotto eccezionale, non solo come opera prima, ma anche in termini di valore assoluto, le cui due uniche pecche riguardano la mediocre produzione globale (ampiamente giustificata, attesi gli scarsi mezzi a disposizione) e l’imbarazzante povertà della veste grafica (soprattutto in 2a di copertina) alla quale la band cercò comunque di sopperire allegato un booklett di 16 pagine con i testi in inglese (la lingua cantata), italiano, francese e tedesco. Si attende con ansia la ristampa in CD, auspichiamo senza ritocchi." (ndr - esiste una ristampa in CD ad opera dell'etichetta Tachika Records con "Dark Angel Suite" come bonus track - fonte Discogs),

PS. Come bonus track ho inserito "Dark Angel Suite", di cui abbiamo parlato nella biografia iniziale, tratta dall'album "7 Days of a Life" pubblicato nel 1992,

Ezra Winston - 1990 - Ancient Afternoons (CD)


TRACKLIST:

01. The Painter And The King (10:05)
02. Verge Of Suicide (09:04)
03. Nightstorm (06:07)
04. Ancient Afternoon Of An Unknow Town (26:05)

Bonus tracks:

05. Shades Of Grey (As The Obscure Side Of The D.A.) (04:15) - solo nella versione in CD
06. Call Up - inedito - sulla compilation "Progressivamente Story 1970-2014" (2014)
07. Live al "Progressivamente Rock Festival", Foro Italico, Roma, 29.06.2004


FORMAZIONE:

Mauro Di Donato: Synths, Samples, electric piano, vocals, bass, contra bass, ac. and cl. guitars
Daniele Iacono: acoustic & electric drums, percussions, noise
Paolo Lucini: flute, piccolo, saxes, noise
Fabio Palmieri: electric, ac. Cl. & 12 strings guitars, noise

ospiti:
Aldo Tagliapietra: bass and voice on Nighstorm
Francesco Berluti, Tony Saltz: trumpet
Domenico Sebastiani, Giovanni Giuliano, Giancarlo Berluti: horns
Tommaso Guidi: oboe
Augusto Mentuccia: tuba
Francesco Scalone, Salvatore Sanzelli: trombones

Formazione in Shades Of Grey
Mauro Di Donato: keyboards, acoustic guitars, vocals
Paolo Lucini: flute, wind synth
Steve Pontani: electric guitars, loops

ospiti:
Daniele Iacono: drums
Gianni Colaiacomo: bass
Cristina Santoni: vocals


“Ancient Afternoons” rappresenta una conferma del valore tecnico e compositivo del gruppo. La proposta musicale, ancorché altrettanto valida, appare invece diversificata rispetto al passato. Viene abbandonata quasi del tutto la cupezza che aveva tipizzato l’esordio a favore di una maggiore solarità, percepibile sin dall’iniziale melodia suonata dal flauto, decisamente allegra e briosa, quasi scanzonata. Vengono recuperate alcune sonorità della nostrana tradizione musicale, assenti invece nel primo album (l’incedere a “tarantella” in “Ancient Afternoon…”, ad esempio, oppure l’intro di stampo medievale di “The Painter and the King”). Le molteplici melodie che caratterizzano ogni singolo brano, ancora una volta mai volutamente sviluppate, sono certamente articolate con maestria talché, nel momento in cui il motivo portante entra in testa e sarebbe pronto per essere canticchiato, il gruppo volge l’attenzione ad altro, spiazzando l’ascoltatore. Ne consegue che, ancora una volta, quest’ultimo è indotto a successivi e ripetuti ascolti al fine di assimilare completamente l’intero lavoro. Il fiatista Paolo Lucini, stranamente ancora assente a livello compositivo, risulta invece più incisivo e presenzialista sul piano esecutivo: suo il solo di sax tenore “anticonformista” su “The Painter and the King”; sua la direzione degli ottoni attinti da Bande e Orchestre professionali. Centrale anche il ruolo di Mauro Di Donato, autore di ben 4 brani (in coppia con Fabio Palmieri o da solo), nonché unico membro ad occuparsi delle tastiere dopo la dipartita di Mario Bianchi. 


Notevole l’apporto di Daniele Iacono, batterista di indubbie capacità, qui impegnato non solo alla costruzione del ritmo, ma anche alla produzione di un sottofondo percussivo principalmente ottenuto con giochi e tecnicismi sul rullante ma anche utilizzando “chincagliere” del tutto inusuali. Fabio Palmieri, infine, oltre ad aver partorito l’unico crescendo mai proposto dal gruppo (in “Verge of Suicide”, di cui è anche unico autore), si palesa con assoli di chitarra meno schizoidi che in passato, decisamente più pacati ma non per questo meno efficaci. Ma non basta: il complesso osa l’inosabile e schiaffa un tappeto ritmico creato da una drum machine nel bel mezzo della lunga suite: un’operazione ardita per chi si misura con il progressive, già miseramente fallita da formazioni assai più blasonate. Il risultato, neanche a dirlo, è eccellente: quali siano gli svariati modi per utilizzare una drum machine in una suite, questo è decisamente l’unico metodo. Il fatto non deve sorprendere: il gruppo, infatti, guarderà sempre con interesse alla tecnologia, arrivando in futuro ad utilizzare wind e guitar synth (quest’ultimo introdotto dal successivo chitarrista, Pontani), strumenti mai utilizzati in passato da una prog band. Deludente, invece, l’apporto di Aldo Tagliapietra (Le Orme), la cui voce su “Nighstorm” non solo è a stento riconoscibile, ma mal si adatta al geniale stampo cantilenante tipico delle armonie vocali degli Ezra Winston. Questo, forse, l’unico neo dell’album. Peccato, perché il brano è stupendo, con quel suo incedere lento e maestoso, quasi regale.


A livello di produzione le cose migliorano: i vari strumenti sono ben equilibrati, il suono è decisamente cristallino e nitido. La veste grafica, infine, è di lusso: l’album è apribile, è stampato su lussuosa carta lucida e presenta un inserto di 4 pagine con testi in inglese e italiano. “Shades Of Grey”, la bonus track che compare nella ristampa in CD, si segnala tanto per l’uso innovativo del wind synth da parte di Lucini, quanto per la presenza di Gianni Colaiacomo (ex Banco del Mutuo Soccorso e Angelo Branduardi Band) nonché del nuovo chitarrista, Stefano Pontani (che registreranno le loro parti solo nel 1996). Soffuso ed etereo all’inizio, cadenzato e più energico nel proseguo, sconta la sua originaria collocazione all’interno di “Dark Angel Suite”, da cui fu estrapolato per esigenze di spazio. Ne deriva, all’ascolto, una sgradevole sensazione di “ottima idea”, decisamente poco sviluppata".


POSTFAZIONE
Alcune informazioni sulle bonus tracks e sulla restante discografia degli Ezra Winston. "Shades of Grey" è stata pubblicata solo nella versione in CD. "Call Up" è una traccia inedita che appare sulla compilation "Progressivamente Story 1970-2014", pubblicata dalla Sony nel 2014. La terza bonus track è una traccia live registrata in occasione del "Progressivamente Rock Festival" tenutosi nel Foro Italico di Roma il 29 giugno 2004. Una versione alternativa di "The Painter and the King" si trova sulla compilation "Progressivamente 1973-2003" (2004) che ritroverete sulla Stratosfera. Qui sotto la copertina. Ringrazio ancora Gianluca Livi e il sito "artistsandbands" per le preziose informazioni sugli Ezra Winston. Vi lascio, come sempre, augurandovi buon ascolto.


LINK Mith of the Chrysavides (1988)
LINK Ancient Afternoons (1990)

Post by George

sabato 9 gennaio 2021

Serie "Bootleg" n. 319 - Le Orme - Special "Raistereonotte" 1996

 

TRACKLIST CD 1
01. Prima parte della trasmissione

TRACKLIST CD 2
02. Seconda parte della trasmissione

TRACKLIST CD 3 (mini concerto negli studi RAI)
01. Gioco di bimba
02, Amico di ieri
03. Ruby Tuesday (Rolling Stones cover)
04. India
05. Madre mia
06. Il vecchio


FORMAZIONE

Aldo Tagliapietra - voce, basso
Michi Dei Rossi - batteria
Michele Bon - tastiere
Francesco Sartori - pianoforte, tastiere


Un graditissimo regalo da parte del nostro amico Ilario. Si tratta dell'intera registrazione di una puntata  di "Superprogressive", nell'ambito della celebre trasmissione radiofonica "Raistereonotte", condotta da Maurizio Becker. Le Orme sono ospiti negli studi RAI TT14 di via Asiago in Roma. 
I primi due CD racchiudono l'intervista ai componenti de Le Orme e non solo, intervallata da spezzoni di brani musicali. Gli altri ospiti sono Giampiero Reverberi, Peter Hammil e Mario Giammetti (scrittore, giornalista e critico musicale). Pura operazione nostalgia che si apre con la storica sigla di "Raistereonotte", quella magnifica "Viaggiando", realizzata da Roberto Colombo appositamente per la trasmissione. che ci ha accompagnato per tante e tante serate. Ascoltate l'intera registrazione. Ne vale la veramente la pena.


Al termine dell'intervista Le Orme, nella formazione a quattro con doppie tastiere (Michele Bon e Francesco Sartori), ci regalano , sempre negli studi RAI, un mini concerto di soli sei brani (peccato), carico di magia e anche di nostalgia. Il 1996 è l'anno della pubblicazione dell'album "Il fiume", un concept album che riporta il gruppo agli albori progressive degli anni '70. "Madre mia" e "Il vecchio", posti in chiusura del concerto, provengono proprio da questo disco. L'apertura è dedicata a "Gioco di bimba", uno degli evergreen incluso in qualunque performance dal vivo, attinto dal glorioso "Uomo di pezza" del 1972. Seguono a ruota "Amico di ieri", da "Smogmagica" del 1975 e una inedita cover di un classico dei Rolling Stones, quella "Ruby Tuesday" risalente nientemeno che al lontano 1967 . E' la volta di "India", da "Contrappunti" (1974) prima di giungere alla chiusura con le sopracitate due tracce da "Il fiume". Ricordo agli amici della Stratosfera che molto tempo fa pubblicammo il video di un intero concerto risalente al 1996, registrato a Torino (lo ritroverete qui), in seguito pubblicato su Youtube (che ha correttamente citato la fonte).
Grazie ancora all'amico e collaboratore Ilario (che  nel frattempo ci ha inviato altri ottimi documenti sonori live che vedranno la luce a breve su queste pagine) e a voi tutti auguro buon ascolto.



Post by George - Music by Ilario

mercoledì 8 luglio 2020

Cristiano Roversi - 2012 - AntiQua


TRACKLIST:

01. Morning In Antiqua  5:20
Electric Guitar – Fabio Serra  

02. Tales From Solitude Suite  13:39
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Electric Guitar – David Cremoni, Fabio Serra
Vocals – Bernardo Lanzetti
I) A Silent Rite
II) Tales From Solitude
III) Crave Some Loneliness
IV) East Or West?

03. L'amore  3:41
Acoustic Guitar – Erik Montanari
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra

04. Nessie Revealed  3:34
Electric Guitar – Cristiano Roversi

05. Falling  9:17
Electric Guitar – Fabio Serra
Vocals – Leonora
I) Falling
II) Celestial Slowfall

06. Dimlit Tavern  5:18
Hurdy Gurdy – James Larcombe

07, Nirayed’s Secret Diary  3:13

08. Antiqua  5:46
Drums – Gigi Cavalli Cocchi
Electric Bass [Fretless] – Mirko Tagliasacchi
Electric Guitar – Fabio Serra

09. Antiqua's Evening  1:27


MUSICISTI

Acoustic Guitar – Erik Montanari (tracks: 2, 3)
Bass – Mirko Tagliasacchi (tracks: 8)
Drums – Gigi Cavalli Cocchi (tracks: 8)
Guitar – David Cremoni (tracks: 2), Fabio Serra (tracks: 1, 2, 5, 8)
Hurdy Gurdy – James Larcombe (tracks: 6)
Twelve-String Guitar, Classical Guitar, Grand Piano, Synthesizer [Polymoog], Drum Machine [Roland CR-78], Effects, Mellotron, Organ [Hammond L100] – Cristiano Roversi
Vocals – Leonora (tracks: 5)
Vocals - Bernardo Lanzetti (tracks: 2)
Vocals, Acoustic Guitar – Aldo Tagliapietra (tracks: 3)


I grandi dischi di progressive rock esistono ancora, per fortuna. "AntiQua" di Cristiano Roversi è uno dei più grandi album prog pubblicati in questo decennio. Già dalla copertina si intuiscono i contenuti. Chitarre acustiche ed elettriche, queste ultime molto delicate, organo Hammond, mellotron, tutti strumenti a noi cari. Le tracce che compongono l'album, tranne qualche rara eccezione, ci riportano direttamente ai suoni dei primi Genesis, quelli con Anthony Phillips per intenderci. Impregnato di atmosfere oniriche e di brani quasi esclusivamente strumentali, "AntiQua" è il capolavoro di Cristiano Roversi. Due brani spiccano per particolarità: la lunga suite "Tales From Solitude Suite", che ospita la sempre splendida voce di Bernardo Lanzetti e "L'amore", con la voce e la chitarra acustica di Aldo Tagliapietra. I quest'ultimo caso sembra di fare un balzo nel passato ai tempi di  "Collage" o "Uomo di pezza". Semplicemente meraviglioso. Ed ora, dopo avere scritto queste mie suggestioni di getto, spendiamo due parole su Cristiano Roversi.


La carriera musicale (quella solista) di Cristiano Roversi viaggia in parallelo con quella dei Moongarden , band di prog rock sinfonico fondata nel 1993 con all'attivo sei album in studio, l'ultimo dei quali pubblicato nel 2018. Sempre in parallelo ha collaborato con numerosi artisti tra i quali John Wetton, Submarine Silence, Mangala Vallis, Bernardo Lanzetti, CCLR, Massimo Zamboni, Saro Cosentino, SCRAPS Orchestra, Rosenkreutz, ACB Band. La sua produzione solista prende forma nel 1999 con "Music From My Room's Window", distribuito dalla Mellow Records. Segue "The Park" del 2003, ancora per la Mellow. In entrambi gli album Roversi suona tutti gli strumenti e propone una musica sinfonica basata soprattutto sulle tastiere, molto solenne, ben distante dalla magnificenza e dalle raffinate elaborazioni acustiche di "AntiQua". Nel 2015 vede la luce "Quasi Engish", condiviso con Bernardo Lanzetti, etichetta Ma.Ra.Cash (così come "AntiQua"). Ad oggi, l'ultima prova si intitola"Sonata a Kreuzberg", realizzata insieme a Massimo Zamboni e Angela Baraldi.
Cristiano Roversi, infine, è direttore artistico dell’etichetta discografica ARATRO Incisioni (ARCI Mantova) e dello studio di registrazione LaSala1 sempre a Mantova.
Vi lascio all'ascolto dell'album nella speranza (bontà vostra) di leggere qualche commento. 



Post by George