lunedì 7 giugno 2021

Matthias Filippone-Thaulero - 2008 - L'era del silenzio

 

TRACKLIST.

01. L’era del silenzio - 3:15
02. Sulla mia pelle - 2:40
03. L’anima - 3:05
04. Capitano - 3:27
05. L’onda - 3:58
06. Déjeunée - 3:26
07. Volta a destra dopo iIl bar - 3:01
08. C’è un posto - 3:48
09. Le città invisibili - 3:15
10. Scacco - 3:33
11. Piano, piano (demo version) - 2:55
12. Sto venendo lì da te - 3:17


Ho ricevuto dall'amico e collaboratore Domenico Vinci una altro pregevole contributo, il 5° per l'esattezza, come lo stesso Domenico mi ha ricordato. Si tratta di un CD piuttosto raro, visto che non è mai stato distribuito nei normali circuiti. Il disco era allegato, come ricorderà lo steso Domenico, al magazine "Musikbox" n. 36 del 2008. E ora spazio alla recensione di Domenico.

Alla (ri)scoperta di Matthias Filippone-Thaulero

Devo ammettere che la velocità di consultazione dell’immenso archivio di internet rappresenta per noi tutti una comodità a cui forse non riusciamo più a rinunciare, soprattutto in virtù delle innumerevoli risorse disponibili su tutti gli argomenti dello scibile umano. Ogni tanto mi torna però una sorta di nostalgia per cui sono costretto a riprendere in mano vecchie riviste che ancora conservo, piuttosto che accendere il pc e dare sfogo alle connessioni virtuali. Stavolta l’occasione è stata utile per recuperare il numero 36 (maggio/giugno 2008) della rivista Musikbox: all’epoca ero abbonato e ricordo ancora con piacere la sorpresa che ebbi nel ricevere il magazine con l’aggiunta gratuita di un bel CD intitolato “L’Era Del Silenzio”, opera di Matthias Filippone-Thaulero, uno sconosciuto cantautore dal nome poco italiano. Trattasi di una pubblicazione postuma, poiché lo sfortunato Matthias è stato investito da un’auto ed è scomparso il 4 novembre 2001 all’età di soli 29 anni. Rubo le note a firma di Mario Pagano dal libretto interno poiché sono molto utili per iniziare a comprendere la cifra stilistica del personaggio, prima di ascoltare un album che, a mio parere, conserva intatta una raffinata piacevolezza.


«Matthias Filippone-Thaulero … da poco era diventato giornalista della Rai, ma la sua vera passione, la sua “vocazione”, era la musica: uno dei tanti artisti italiani che semi-clandestinamente suonano le loro musiche nelle cantine o dagli amici, sperando in tempi migliori. Matthias era venuto da me nel 1992, insieme al suo più caro amico, Valentino Russo, oggi giornalista e scrittore, presentando un concept album in inglese, molto complesso, legato alla poesia di William Blake e ai racconti di Tolkien. Lo incoraggiai, pur osservando che, per farsi capire, occorreva essere più semplici, immediati e soprattutto cantare in italiano. Si mise a studiare, imparò da un amico marchigiano, Camillo Perazzoli, a comporre musica con il computer e si ripresentò dopo molto tempo con pezzi più orecchiabili in italiano. Notando la validità artistica ed interpretativa delle sue canzoni gli consigliai di partecipare, insieme a Valentino Russo, alle selezioni dell’Accademia della musica di Sanremo. Non furono scelti, ma il loro lavoro fu molto apprezzato per cui mi fu più facile, al suo ritorno, presentare Matthias a Massimo Calabrese e Marco Rinalduzzi, fondatori e animatori della “Piloti Dischi”. E così conobbe anche Alessandro Centofanti, un altro importante musicista romano. 


Presero forma sette dei dodici pezzi del CD: L’Onda, Le città invisibili, Scacco (Alessandro Centofanti); L’Anima, C’è un posto, Capitano, Sto venendo lì da te (Piloti Dischi). Dopo la sua morte per alcune composizioni di Matthias è stato possibile recuperare la voce sul computer e un suo amico carissimo, Pierpaolo Borgia, musicista e compositore napoletano, con grande talento e perizia le ha riarrangiate. Hanno così visto la luce L’Era del Silenzio, Sulla mia pelle, Déjeunée e Volta a destra dopo il bar. Un brano. Piano piano - di cui è stato impossibile recuperare isolata la voce - è stato inserito nel disco “grezzo”, come Matthias lo aveva composto, perché più degli altri, forse, dice di lui, del suo modo di vedere la vita con un misto disordinato di fiducia e disincanto. Delle sue interpretazioni mi impressionarono una forza, una disperazione strazianti, espressione certo di una interiorità sofferta che contrastava con l’aspetto solare di Matthias e la natura avida di divertimento e di conoscenza che trapelava dal suo modo di stare al mondo. Nei testi ci sono insieme pessimismo e attaccamento alla vita, una vita che egli amava con passione e disperazione; forse, chissà, presagiva che quella stessa vita, come una fanciulla troppo bella per essere amata, lo avrebbe respinto, ripagandolo con una morte prematura. Matthias Filippone-Thaulero ha mostrato una maturità musicale (e non solo) inconsueta per un giovane della sua età.»


Nota di merito finale per la bellissima copertina digipack raffigurante l’opera “Mutmassungen Su La Luna Piena” dell’artista romano Gaetano Pompa (olio su tela del 1994). Proprio qui sta la differenza tra la “comodità virtuale” di internet ed il “piacere reale” di godere della bellezza di un’opera d’arte. 


Nel 2013 sono riuscito a contattare il fratello Stefano che, dopo una fitta corrispondenza, mi ha inviato in regalo il libro contenente numerose testimonianze sulla vita di Matthias (volume curato dall’Associazione omonima) ed un DVD con alcuni brani inediti … ma questa sarà un’altra storia.
Buon ascolto e buona lettura (tra i file è inclusa anche la scansione dell’articolo pubblicato da Musikbox).



Post by George (just a little help) - Words & Music by Domenico Vinci

3 commenti:

  1. Ce l'ho! Disco che mi piace molto. Ero un lettore assiduo di "Musikbox", che a Torino si trovava in vendita da Feltrinelli in piazza Castello. So che la facevano a Roma, ma non molto di più...e che a un certo punto ha, purtroppo, interrotto le pubblicazioni :-(

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  2. Grazie della proposta, lo ascolterò molto volentieri!

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  3. Bello, grazie per la segnalazione.

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