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domenica 17 agosto 2025

Goad atto II - Creatures (LP, 1984) & Glimpse (CD, 1998)


TRACKLIST:

Lato A
A1. Outbreak Of My Crisis - 4:04
A2. The Era Of The Game - 4:14
A3. Care Your Look - 4:05
A4. A Sight - 4:18
A5. Bright Light - 3:31

Lato B
B1. Automatic - 3:53
B2. The Witch - 3:13
B3. How You'll Be Mine - 3:51
B4. Fairy And Wizard - 4:20
B5. Veil Of Mist - 5:55


Dopo il bootleg del 2007, l'atto II dedicato ai Goad prosegue con un paio di rarità. Riusciamo a pubblicarle grazie al contributo di due amici della Stratosfera: il primo è Cimabue, che ha raccolto il mio appello e che ha estratto dai suoi archivi il disco (ovviamente in vinile) del 1984, quel "Creatures" citato nel precedente post. Il secondo, anch'esso di difficile reperibilità è "Glimpse", del 1998, inviatomi da un  amico della Stratosfera che lascio nell'ombra. Purtroppo non ho trovato altre immagini riguardanti "Creatures", a parte la front cover: niente back cover, niente label e nemmeno una foto (con relativa indicazione della formazione) della band nel 1984. Dobbiamo accontentaci (si fa per dire) della musica. Qui i Goad, alla loro prima prova discografica, sono assolutamente irriconoscibili. Ma siamo nella metà degli anni '80 e i Goad sposano - anche un po' forzatamente a causa della pressioni della casa discografica - le sonorità del synth pop inglese, banale e noioso fin che basta. Anche quei tocchi di chitarra elettrica sparsi lungo i solchi non riescono a rivitalizzare un disco da infilare direttamente nel dimenticatoio. Siamo alle solite: raro fin che si vuole ma deludente in larga misura. Un'opera ancillare, fuori dal contesto musicale dei Goad, a volte nemmeno indicata nella loro discografia. Dopo questa primitiva esperienza i Goad percorreranno le strade del new prog, regalandoci album decisamente colti e maturi. "Creatures" venne pubblicato dalla Emmegi Records nel 1984 e non venne mai ristampato negli anni a seguire. In ogni caso, grazie ancora all'amico Cimabue per averlo recuperato e condiviso con tutti noi. Una interessante intervista a Maurilio Rossi, che ricorda anche i vecchi tempi e le registrazioni degli anni '80, la potete trovare qui, sul sito "Arlequins". 

Goad - Glimpse (CD, 1998)


TRACKLIST:

01. I'll Celebrate You
02. Be Happy
03. Glimpse
04. Power Of Habit
05. King's Knigts
06. Promise
07. Renaissance Dance
08. Alice's Birthday
09. My Flame
10. Tango in the Night
11. Summer's End
12. On The Brow of The Whole


FORMAZIONE:

Maurilio Rossi - basso, voce, tastiere, chitarra  classica 
Roberto Masini - violino, chitarra elettrica
Paolo Carniani - batteria


Con "Glimpse" i suoni cambiano radicalmente. Si tratta del secondo album dei Goad, dopo la svolta prog degli anni '90. pubblicato dalla Multipromo nel 1998. Uscì sul mercato 4 anni dopo "Tribute To Edgar Allan Poe" (1994), un disco raffinato e laborioso. L'album, che subì numerosi tagli e un missaggio non approvato da Maurilio Rossi, chiuse il rapporto con la Multipromo. Le 12 tracce sono un perfetto amalgama ed equilibrio tra tastiere, chitarre, batteria e violino. Sono disposto a scusare lo scarso missaggio a fronte di un album di così grande portata. I Goad si presentano in trio con il leader Maurilio Rossi alle tastiere chitarra classica, oltre che a cantare, con  una voce bella e potente (le influenze di un grande artista come Bernardo Lanzetti si fanno sentire), in tutte le tracce. La lingua scelta è quella inglese.  Anche in questo caso le immagini del CD sono decisamente scarse e me ne scuso, ma il web è piuttosto avaro al riguardo. E' tutto. Vi lascio con il consueto buon ascolto. 


Post by George, Cimabue & another friend

LINK Creatures (1984)
LINK Glimpse (1998)

domenica 27 luglio 2025

Serie "Bootleg" n. 355 - Goad - Bootleg 2007

 

TRACKLIST:

01. Intro (Johann Pachelbel's Canon in D)
02. I'll Celebrate You
03. Yet Another Battlefield
04. It's Always The Same Thing
05. Brain Cobweb
06. Dream Land
07. Dark Virgin II
08. As Nothing Had Chamged
09. The Aunthed Palace + The City In The Sea
10. Genius Of Europe


FORMAZIONE:

Maurilio Rossi - vocals, bass, keyboards, nylon guitar
Gianni Rossi - Gibson Les Paul Gold 
Roby Masini - violin, guitars 
Francesco Diddi - flute, 5 string violin, sax, moog, guitar, 5 string bass 
Paolo Carniani - drums 
Martin Rush - back vocals - 2nd bass - 2nd guitar


Chi, se non il nostro grande Osel, poteva scovare  un bootleg dei Goad? Grazie per questo bel regalo, amico mio. Tra l'altro è la prima volta che i Goad fanno la loro apparizione sulla Stratosfera, nonostante abbiano alle spalle una ricchissima discografia composta da bel 14 album e 2 singoli, dal 1984 al 2025. Mea culpa. Meglio tardi che mai eccoli qui con un bel bootleg che ritengo sia un album "non ufficiale" a tutti gli effetti, dal momento che non viene citato in nessuna delle discografie che li riguarda. Magari Osel ci saprà dire qualcosa di più preciso. Innanzitutto due parole sui Goad, forse non così conosciuti da tutti i frequentatori della Stratosfera. La loro biografia è parecchio lunga, dal momento che si formarono addirittura alla fine degli anni '70, nell'area fiorentina, per iniziativa dei fratelli Rossi, Maurilio e Gianni. I primi due album, "Creatures" (1985) e "Who Can It Be" (quest'ultimo un disco di cover) vennero pubblicati dall'etichetta newyorkese Northcott Production. Nonostante la mancanza di supporto da parte della label, fu completato un altro album. "Perfume", una raccolta di brani scritti e registrati dal 1985 al 1988, mai pubblicati. I due album di cui sopra, ad iniziare da "Creatures", sono di difficile reperibilità. E qui lancio il solito appello ai naviganti: Se qualcuno li possiede e li vuole condividere si faccia vivo. Avrà tutto il nostro riconoscimento.


Negli anni successivi Maurilio iniziò a lavorare a un progetto dedicato a Edgar Allan Poe. Il disco "Tribute to Edgar Allan Poe" uscì nel 1995 e venne distribuito nello stesso anno da Multipromo. Questa volta, il tono era molto diverso dagli altri due album: si trattava di un progressive rock più atmosferico ed evocativo. Il rapporto con Multipromo si concluse dopo la pubblicazione di "Glimpse", uscito nel 1998, a seguito di numerosi tagli e un mix non approvato da Rossi. Il loro successivo album, intitolato "Streghe?", fu la colonna sonora dell'omonima opera teatrale. L'album non fu mai pubblicato, ma fa ancora parte del catalogo Multipromo. L'anno successivo, la band di Rossi registrò la colonna sonora ufficiale del film "La Scacchiera" del regista Massimiliano Mauceri. Il CD contiene 6 brani, ma solo "La Scacchiera" era presente nel cortometraggio omonimo.


Nel 1999 i Goad pubblicarono "Il Minosse", una delle loro creazioni più complesse e personali, un'opera teatrale scritta da Franco Petrone e Luca Leonello Rimbotti. Il loro sound si fece più cupo e progressivo, con sfumature sinfoniche e richiami all'hard rock, combinando la solennità dei primi King Crimson con l'energia aspra degli Zeppelin. Nel 2002 Rossi tornò a lavorare a un progetto molto ambizioso: una versione musicale di "Spoon River Anthology" di Edgar Lee Masters, una pietra miliare della letteratura americana (N.B. De André fu un precursore, visto che pubblicò la sua versione dell'Antologia di Spoon River, dal titolo "Non al denaro, non all'amore né al cielo" nel 1971). Fu pubblicato nell'estate del 2004 dalla Mellow Records come singolo album (anche se l'originale era un doppio) con il titolo di "Raomen - Spoon River Anthology Songs": un sofisticato lavoro di progressive rock, influenzato dal prog sinfonico. Da lì in poi il percorso musicale dei Goad continuerà senza interruzioni fino al 2025, con la recente pubblicazione del singolo "Be Happy". 


Il bootleg protagonista del nostro post, dal semplice titolo "Bootleg 2007", venne registrato dal vivo non si sa bene dove (forse a Rovereto?) né in quale data. Meno male che abbiamo almeno la tracklist, composta da 10 brani tratti dalla già corposa discografia antecedente il 2007, composta da ben 7 album, esclusi i primi due degli anni '80. Le influenze dei grandi maestri del prog anni '70 si fanno sentire anche se, tutto sommato, i Goad hanno sviluppato un suono proprio che va al di là dei confini del progressive rock tradizionale. Un gran bel disco che merita di essere gustato lentamente, senza fretta, Grazie ancora, caro Osel, per questo ottimo regalo (come sempre). Vi lascio con il consueto buon ascolto.


LINK

Post by George - Music by Osel