Visualizzazione post con etichetta 2025. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2025. Mostra tutti i post

domenica 15 marzo 2026

Goodbye Walter Martino (1953-2026 - R.I.P.) - Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (original motion picture soundtrack) (LP, 1976) & Goblin Legacy Live 2025


Ennesimo lutto, ennesimo ricordo di un protagonista di almeno sei decenni di grande musica italiana: Walter Martino, da tutti ricordato come batterista e co-fondatore dei Goblin, ci ha lasciati il 7 marzo scorso all'età di 72 anni. La notizia è stata immediatamente comunicata dalla band con un messaggio pubblicato sui social, in cui i membri hanno ricordato il ruolo di Martino nella storia del gruppo e nella costruzione della loro identità musicale. A seguire fiumi di parole e di articoli su tutti i principali mezzi di informazione. Come già sopra accennato il suo nome resta legato soprattutto alla realizzazione della colonna sonora del film "Profondo Rosso" diretto da Dario Argento, uscito nel 1975. L'album, pubblicato dalla Cinevox nello stesso anno, è divenuto nel tempo un oggetto di culto, un cavallo di battaglia ancora oggi riproposto dalle diverse incarnazioni dei Goblin. Nel loro post i Goblin parlano di "un suono costruito nel tempo, grazie anche alla sensibilità ritmica di Martino". Il riconoscimento internazionale del gruppo passa da quella stagione e dalla collaborazione con Argento, che ha consolidato nel grande pubblico l’associazione tra la band e un certo tipo di tensione narrativa e atmosferica.

I Goblin con Dario Argento (1975)

Walter era nato a Milano il 18 aprile 1953 ed era un cosiddetto "figlio d'arte", così come l'amico e collega Claudio Simonetti. In particolare il padre di Walter, Bruno Martino, era stato un famoso pianista, cantante e compositore, con una lunga produzione discografica, iniziata negli anni '50 e proseguita in modo più intenso nei due decenni successivi. Cresciuto a Roma, negli ultimi anni si era trasferito a Portoferraio, sull’isola d’Elba. La sua lunga carriera artistica comprende, oltre che nei Goblin, la presenza come batterista e percussionista in altri gruppi storici del progressive rock italiano tra i quali Il Ritratto di Dorina Gray (già al fianco di Claudio Simonetti - nessun album in studio realizzato), la Reale Accademia di Musica, la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, i Libra e il Banco del Mutuo Soccorso. 

Walter con la Reale Accademia di Musica

Conclusa la breve stagione delle colonne sonore (una di queste la presentiamo più avanti) Walter Martino ha lavorato a lungo anche come turnista e in tournée con molti cantanti italiani, tra i quali Mia Martini, Alan Sorrenti, Claudio Baglioni, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Loredana Bertè e Renato Zero, oltre a collaborazioni con musicisti internazionali. Il legame con il cinema è proseguito anche oltre "Profondo Rosso", con le musiche di “Schock” firmate insieme ai Libra. Negli anni Novanta si è occupato anche di percorsi formativi, fondando la Percussion System School e organizzando per anni un concorso nazionale per batteristi e percussionisti non professionisti, oltre a pubblicare un videometodo per lo studio dello strumento. Voglio anche ricordare i suoi due album solisti pubblicati nel 1980, "Walter Martino" e "Nervi a pezzi", nonché la partecipazione al disco di Gianfranco Continenza "Face The Truth" del 2011. 

Walter con i Libra

Oltre alla colonna sonora di "Profondo Rosso" dove Walter Martino contribuì alla composizione e suonò la batteria in tutti i brani ad eccezione di "Death Dies" (affidata ad Agostino Marangolo), il musicista insieme ai compagni di avventura Goblin, registrò - sempre nel corso del 1975 - un album fino a qualche anno fa ritenuto "misterioso", perché attribuito ad un gruppo fantasma, ovvero Il Reale Impero Britannico. Queste musiche furono scritte per la colonna sonora del film "Perché si uccidono", conosciuto anche come "La merde", diretto dal regista Mauro Macario e uscito nelle sale nel 1976. Per chi non lo conoscesse si tratta di un film drammatico che esplora il mondo dell'emarginazione giovanile e del consumo di droga negli anni '70, analizzando le ragioni sociali e psicologiche che stanno dietro l'autodistruzione e il suicidio. 
La colonna sonora fu composta da vari autori: Willi Brezza venne incaricato di comporre le musiche (qui 5 brani strumentali e una canzone), il maestro del cinema horror Fabio Frizzi scrisse un pezzo intitolato Kalù e compose altri 4 brani con Simonetti, Morante, Pignatelli, Martino, tra cui la suggestiva Edda, che vede la fantastica voce del cinema italiano Edda Dell'Orso. E' questa l'unica colonna sonora della lunga filmografia dei Goblin in cui hanno usato un nome diverso e dove di nuovo la band ha dimostra la sua padronanza della musica progressive. 


L'album originale venne pubblicato dalla Cinevox nel 1976 e ristampato alcune volte nel corso degli anni sia in vinile che in CD, anche per il mercato giapponese (nel 2000 e 2010). Bene, passiamo ora alla musica. Il primo ricordo di Walter Martino è legato proprio a questo poco conosciuto album del Reale Impero Britannico. Per un approfondimento riguardante la nascita e i contenuti del disco vi invito a leggere la dettagliata recensione pubblicata sul blog "John's Classic Rock" cliccando qui, 

Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono 
(original motion picture soundtrack) - (LP, 1976)


TRACKLIST:

01. Epopea – 2:56 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
02. Ammoniaca – 2:24 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino)
03. Kalu – 4:52 (Frizzi)
04. Edda – 2:58 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli, Morante, Martino - voce Edda Dell'Orso)
05. Epopea (reprise) – 1:26 (Simonetti, Frizzi, Pignatelli,  Morante, Martino)
06. My Damned Shit – 3:03 (Pietravalle, Brezza - voce Tony Tartarini)
07. Dodici e un quarto – 1:54 (Brezza)
08. Block – 2:38 (Brezza)
09. R.I.B. – 4:09 (Brezza)
10. Apotheke – 2:28 (Brezza)
11. Distrazioni – 2:28 (Brezza)


FORMAZIONE IL REALE IMPERO BRITANNICO (alias GOBLIN)

Claudio Simonetti - tastiere
Massimo Morante - chitarra
Fabio Pignatelli - basso
Walter Martino - batteria

Goblin (1975)

Nonostante i brani siano stati composti agli inizi del 1975, in contemporanea con quelli che confluiranno in "Profondo Rosso", qui i suoni sono decisamente diversi. Non aspettatevi un "P.R. 2". Tranne alcune eccezioni, i brani sono decisamente più soft, probabilmente per essere adattati ad una pellicola che non era l'horror di Dario Argento. I brani di punta, in cui emerge la verve dei Goblin, sono "Epopea" (che riporta vagamente a Theme One dei VDGG), Block (con la chitarra di Morante in primo piano), Apotheke (ispirato a Shaft di Isaac Hayes ) e Distrazioni (con le tastiere di Simonetti a farla da padrone). Nulla da dire sulla grande sezione ritmica Pignatelli-Martino.  


Il ricordo si Walter Martino prosegue con un secondo momenti musicale che dista ben 50 anni da quello precedente. Dopo Il Reale Impero Britannico, ovvero i Goblin della prima ora, passiamo ora ad una serie di brani live suonati da una costola del vecchio "gruppo madre", i Goblin Legacy, Vorrei ricordare che, parallelamente, sempre nel nel 2025, sono stati attivi anche i Claudio Simonetti's Goblin con un proprio tour dedicato, tanto per cambiare, al cinquantennale di Profondo Rosso, con date in alcuni teatri italiani. Il solito guazzabuglio che abbiamo già conosciuto in passato per altri gruppi (leggasi New Trolls, tanto per fare un esempio). I Goblin Legacy (questo termine che sta per "eredità" è molto utilizzato anche da band straniere) comprendono 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗚𝘂𝗮𝗿𝗶𝗻𝗶, tastierista e membro storico insieme al nostro protagonista  𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼, accompagnati da due new entry già note ai fans: il chitarrista 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗔𝗻𝘀𝗲𝗹𝗺𝗶 (Goblin Rebirth), che aveva già partecipato alle precedenti sessioni di prove, e 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗙𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗶 (Fabio Frizzi plays Fulci) al basso.


Sbirciando sul loro sito ufficiale, ahimé piuttosto scarno, si apprende che la formazione ha tenuto pochi concerti: tre nel 2024 e quattro nel 2025, tra cui quello del 30 maggio 2025 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, da cui sono tratti quasi tutti i brani live di seguito proposti. Tra l'altro i concerti  dei Goblin Legacy sono scarsamente documentati su YT: quello che ho trovato è quello che vi propongo. 

Goblin Legacy - Live in Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, 30 maggio 2025


TRACKLIST:

01. Dawn Of The Dead
02. Snip Snap
03. Goblin Intro
04. Drum solo by Walter Martino
05. Profondo Rosso
06 Profondo Rosso # 2 - Live in Genova, Porto Antico, Progfest 2025


Siamo agli sgoccioli. Questi pochi brani risalgono a meno di un anno fa e Walter Martino dimostra ancora tutta la sua classe e la sua potenza. Basta ascoltarlo nel lungo assolo per rendersene conto. Purtroppo la sua improvvisa scomparsa ha interrotto il tour con le date già programmate per il 2026. Prima di concludere vi propongo questa photo gallery dei Goblin Legacy. Buon ascolto.






GOODBYE WALTER

    LINK Il Reale Impero Britannico - Perché si uccidono (1976)
LINK Goblin Legacy Live in Roma 30.05.2025

Post by George

giovedì 20 novembre 2025

NOVITA': DA OGGI ARRIVA LA RADIO SULLA STRATOSFERA

 

Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
e se una radio è libera ma libera veramente
mi piace anche di più perché libera la mente

Così cantava Eugenio Finardi nel lontano 1976 e così cantiamo noi, ancora oggi, nel 2025, noi che amiamo la radio. Avevo già accennato, qualche giorno fa, in calce al post di "Passpartù" di James Senese, della trasmissione radiofonica intitolata "Radio Taxi - The Prog Side of the Moog" (già il titolo è un programma e vi aiuterà anche a capire quale mestiere svolge il conduttore), curata e condotta dal nostro storico amico e collaboratore Frank-One, in onda sulle frequenze di Radio Panda 96,3. Questa emittente ha però un raggio di diffusione limitato a Milano e provincia. I contenuti sono di altissimo livello, trattati con competenza e professionalità dal nostro Frank-One e ben si armonizzano con quelli proposti dal blog "Verso la Stratosfera" . Ho dunque ritenuto un elemento positivo l'inclusione della trasmissione radiofonica all'interno della nostra consueta "programmazione", in coerenza con la linea editoriale e come valore aggiunto e arricchimento ai contenuti proposti.
La trasmissione ha una cadenza settimanale (va in onda ogni martedì dalle 18.30 alle 19,30), di conseguenza troverete il link per ascoltarla attraverso il nostro blog uno o due giorni dopo. 
Quindi spazio al buon vecchio e sano progressive rock che potrete ascoltare comodamente seduti sulla vostra poltrona. L'inserimento della trasmissione radiofonica su queste pagine non sostituirà né rallenterà la normale programmazione che proseguirà con la consueta regolarità.
 Ultima annotazione: le copertine dei dischi raccolte nella foto qui sotto, rappresentano - in sintesi - i contenuti musicali della trasmissione. Grazie Frank-One  e a voi tutti auguro buon ascolto

Trasmissione andata in onda martedì 18 novembre. 



Post by George

lunedì 15 settembre 2025

Serie "Bootleg" n. 358 - Banco del Mutuo Soccorso - Trasimeno Prog Festival - Castiglione del Lago, 21 agosto 2025

 

TRACKLIST:

01. Vittorio Nocenzi presenta "Metamorfosi"
02. Metamorfosi
03. Il ragno
04. Lontano da
05. Presentazione di "Storie invisibili" / Studenti
06. Presentazione band / Il giardino del mago
07. R.I.P.
08. L'amore non mi spaventa più
09. Paolo Pa


FORMAZIONE:
Vittorio Nocenzi - organo, sintetizzatore, pianoforte
Michelangelo Nocenzi - pianoforte e tastiere
Filippo Marcheggiani - chitarra elettrica e acustica
Marco Capozi - basso elettrico
Andrea Bruni - batteria
Tony D'Alessio - voce solista


Dopo avere ascoltato- e visto - un concerto storico del Banco del Mutuo Soccorso risalente al 1978, veniamo ora al Banco ultima edizione, con una formazione composta da ottimi musicisti, ma - come ben sappiamo - con il solo Vittorio Nocenzi appartenente al nucleo originario. Qualcuno, in passato, l'ha catalogata oramai come una cover band del glorioso Banco, vista l'assenza, anche per motivi luttuosi, degli storici componenti, Vittorio Nocenzi a parte. Sarà pur vero, ma il fascino del suono e delle loro musiche rimane immutato nel tempo. Questo è il secondo regalo da parte del nostro amico e collaboratore Morris, presente al concerto e (suppongo) autore della registrazione. Peccato che il suono presenti parecchie distorsioni. Il concerto, risalente al 21 agosto scorso a Castiglione del Lago, in occasione del "Trasimeno Prog Festival", vide il Banco impegnato nel tour di presentazione del suo ultimo lavoro in studio, "Storie Invisibili". Il concerto, come ci conferma Morris, venne sospeso subito dopo l'esecuzione di "Paolo Pa", causa pioggia (lo dice anche Vittorio rivolgendosi ai presenti). Morris ha volutamente lasciato i dialoghi tra Vittorio e il pubblici, carichi di ricordi e aneddoti, che restano sempre un punto di forza all'interno delle esibizioni live del gruppo. Nulla da aggiungere se non passare all'ascolto e congedare il Banco per un po' di tempo.



Post by George & Morris

mercoledì 16 aprile 2025

Nuova Era - Atto III: "Return To The Castle" (2016) plus "20.000 leghe sotto i mari" (presentazione nuovo album, 2025)

 

TRACKLIST:

01. Return To The Castle, part 1 - 9:55
02. Carousel I: Through The Battles And The Years - 2:56
03.The Dragon And The Knight - 12:21
04. Carousel II: Dancing Shadows In The Forest - 4:05
05. The Prophecy - 8:00
06. Carousel III: Living For The King - 2:36
07. The Castle - 9:47
08. Carousel IV: At The Banquet (Including The Princess) - 6:25
09. Court Life - 6:08
\10. Carousel V: The Dreams Of Childhood - 4:31
11. Return To The Castle, part 2 - Conclusion - 7:45


FORMA<IONE

Alex Camaiti - voce, chitarra
Walter Pini - tastiere
Rudi Greco - basso
Maurizio Marra - batteria


I Nuova Era sono una nostra vecchia e gradita conoscenza e non a caso ci eravamo già occupati di loro in due riprese non molto tempo fa, pubblicando la loro discografia dal 1988 al 2010. Qui ritroverete l'atto I (con gli album L'ultimo viaggio (1988), Dopo l'infinito (1989) e Io e il tempo (1992), mentre qui ritroverete l'atto II (con gli album Il passo del soldato (1995) e l'omonimo Nuova Era del 2010). In quel periodo ho avuto il piacere di intraprendere una corrispondenza con il tastierista e fondatore della band, Walter Pini, il quale di recente - nei commenti - mi ha informato dell'avvenuta pubblicazione, agli inizi del 2025, dell'ultimo lavoro dal titolo "20.000.leghe sotto i mari". Ma lo sapevo già. Ne parleremo alla fine di questo post. Nel rispetto della cronologia, mancava ancora all'appello Return To The Castle, uscito nel 2016, che ho il piacere di presentarvi in questa occasione. Premetto che le foto, molte delle quali "di repertorio" sono tratte dalla pagina Fb del gruppo fiorentino. 


"Return To The Castle", pubblicato dalla AMS nel 2016, segna il ritorno dei Nuova Era, con nuove composizioni,  addirittura dal 1995 quando uscì' sul mercato discografico "Il passo del soldato". E' pur vero che nel 2010 la band colmò la lacuna temporale con l'omonimo "Nuova Era", una sorta di compendio con versioni live e alternative di brani già conosciuti, oltre alle tracce dedicate alla "Divina Commedia", ma è con "Return To The Castle" che ci possiamo  deliziare nell'ascolto di nuove composizioni. Questo scrisse la AMS a suo tempo: "La pubblicazione di “Return to the Castle” rappresenta un evento importante: ben 75 minuti di rock progressivo sinfonico cantato in inglese per la prima volta nella storia della band, che spazia da frangenti barocchi ad altri più sognanti e atmosferici. Contribuiscono alla durata consistente di questo album, costituito da sei lunghi brani inframezzati da più brevi interludi – qui denominati ‘Carousel’ – numerose e lunghe sezioni strumentali. Un must!"
Una buona recensione, assolutamente condivisibile,  la curò Valentino Butti su "Arlequins". Di seguito alcune parti. 

Walter Pini

"Un ritorno in grande stile con una copertina “a tema” ed un bel booklet fotografico e provvisto delle doverose liriche. Due aspetti appaiono subito evidenti e si tratta di due importanti novità. I testi, per la prima volta nella storia del gruppo, sono in inglese (curati da James Hogg, come del resto la copertina), inoltre alla voce ed alla chitarra c’è il ritorno di Alex Camaiti (presente per l’ultima volta in “Io ed il tempo” del 1992) che si aggiunge ai nuovi Rudi Greco al basso e Maurizio Marra alla batteria. Per il resto siamo di fronte ad un sound che possiamo definire “tipicamente Nuova Era”, con importanti trame strumentali barocche e piene di enfasi in cui, neanche a dirlo, le tastiere di Walter Pini imperversano (quasi) incontrastate. 75 minuti (e capiamo la difficoltà di vedere in circolazione anche la versione in vinile…) spalmati su 11 brani, di cui solo tre cantati, impregnati del gusto “seventies” di Pini e compagni, le cui influenze (dai Deep Purple agli EL&P, da Le Orme al Museo Rosenbach ed altro ancora) riecheggiano piacevolmente in tutto il lavoro. 


Un album che è il naturale seguito musicale de “L’ultimo viaggio” o di “Dopo l’infinito”, anche se i tempi pioneristici targati Contempo sono ormai lontani e la band è inevitabilmente maturata. “Return to the Castle” è un concept, come nella consolidata tradizione prog, e tratta le vicende di un cavaliere che ritorna al suo castello e scopre che il suo re è passato a miglior vita. Il prog ad alto tasso sinfonico della band ben si sposa con le atmosfere medioevali che pervadono l’opera ed il risultato finale è senza dubbio gradevole. Non mancano delle ombre qua e là, come qualche incertezza nel cantato (comunque limitato a 3 tracce come si diceva) e forse l’eccessiva lunghezza dell’album. Il tutto però ampiamente compensato dalla bellezza delle musiche e dal pathos che ne scaturisce."


In conclusione, aggiungo io, oltre a sottolineare la bellezza dell'album e la grande abilità tecnica dei quattro musicisti, vorrei ricordavi che Walter Pini ci regalò a suo tempo una outtake composta per "Return To The Castle" intitolata "Marcia degli gnomi" (che venne scartata dal CD per ragioni di spazio) già postata in calce all'album "Nuova Era" del 2010. Ne approfitto per ringraziare ancora una volta Walter. Pe ritornare al vecchio post del 2022 Walter Pini, in merito ai futuri lavori del Nuova Era mi scrisse "Stiamo provando, da diverso tempo, per registrare il nuovo album che si sta rivelando molto impegnativo. Saranno circa 90 minuti di musica prog molto ma molto primi anni '70. Il disco si intitolerà "20 mila leghe sotto i mari"
Tutto vero (tranne la durata), tant'è che alla fine del mese di febbraio 2025 finalmente "20.000 leghe sotto i mati" è diventato una realtà". Eviterò di postare i file, tenuto conto che è fresco di stampa, ma essendo presente su YT vi fornirò i link per ascoltarlo. 

Nuova Era - 20.000 leghe sotto i mari (2025)
presentazione del nuovo album


TRACKLIST:

01. 20.000 leghe sotto i mari - 36:25
a) La partenza
b) La caccia
c) Smarrimento
d) Capitan Nemo
e) Il signore delle acque
f) Mondi misteriosi
g) Nel profondo
h) Prigionieri dell'abisso
02. Nautilus - 16:05 (solo su CD)


FORMAZIONE

Walter Pini - tastiere, voce (1,4)
Alex Camatti - chitarra elettrica, chitarra acustica, voce 
Rudy Greco - basso
Maurizio Marra - batteria, percussioni


Il nuovo lavoro dei Nuova Era, pubblicato dalla AMS, è costituito da due soli brani, composti da Walter Pini, una lunga suite della durata di oltre 36 minuti che dà il titolo al disco e una traccia conclusiva, "Nautilus" di 16 minuti. "20.000 leghe sotto i mari" è un lavoro decisamente ambizioso e anche difficile da proporre in un'epoca in cui le lunghe suite sembrano essere state poste in soffitta. Ma tant'é: la formazione a quattro (con Walter Pini troviamo lo storico chitarrista Alex Camatti supportati dalla sezione ritmica costituita da Rudy Greco al basso e Maurizio Marra alla batteria) sfoggia un arsenale di strumenti, Roland, Hammond, Gibson, ecc. suonati magistralmente che ci rimbalzano direttamente negli anni '70. La suite è molto ben strutturata e articolata, con cambi repentini di tempo e ritmo che fanno volare i 36 minuti di durata. Infine, spendo una parola in più per la conclusiva "Nautilus", purtroppo non inclusa nella versione vinile, la quintessenza di quelle grandi sonorità che hanno caratterizzato gli anni '70 e le storiche band che ne sono state la spina dorsale. Ma non era forse questa la volontà espressa dai Nuova Era? Un album imperdibili per tutti gli amanti del classico progressive rock. 


Dello stesso parere la AMS Records: "I Nuova Era hanno ulteriormente ‘affilato le lame’ per la realizzazione di quello che è forse il loro album più ambizioso di sempre, nuovamente cantato in lingua madre. “20.000 leghe sotto i mari”, infatti, apertamente ispirato al capolavoro letterario omonimo di Jules Verne, è costituito da un’unica lunga suite di quasi 40 minuti – divisa in due atti nella versione LP – che costituisce una sorta di summa di tutto ciò che ha sempre rappresentato il rock progressivo italiano, genere musicale spesso utilizzato per descrivere la complessità e varietà dell’animo umano, grazie a continui e imprevedibili mutamenti armonici, ritmici e melodici, tutti intimamente legati da un unico filo conduttore. Non fosse per alcuni spunti più ‘attuali’ di chitarra elettrica e tastiere, “20.000 leghe sotto i mari” potrebbe benissimo essere scambiato per uno dei grandi album di prog sinfonico pubblicati all’inizio degli anni 70!".
E' tutto. Buon ascolto, cari amici.


LINK Return To The Castle
LINK YouTube 20.000leghe sotto i mari
LINK YouTube Nautilus

Post by George

giovedì 3 aprile 2025

Serie "Bootleg" n. 351 - Banco del Mutuo Soccorso - Teatro Alessandrino, Alessandria, 22 marzo 2025 - "Storie Invisibili Tour"


TRACKLIST CD 1:

01. Introduzione - Vittorio speech
02. Metamorfosi
03.Il ragno
04. Lontano da
05. Studenti
06, Presentazione della band e dell'album "Storie invisibili"
07. Eterna Transiberiana
08. Il giardino del mago

TRACKLIST CD 2:

09. R.I.P.
10. Il mietitore
11. Non mi spaventa più l'amore - Vittorio speech
12. Paolo Pa
13. Moby Dick
14. Traccia - encore
15. Tanti auguri
16. Non mi rompete


FORMAZIONE:

Vittorio Nocenzi – tastiere, voce
Filippo Marcheggiani – chitarra
Tony D'Alessio – voce
Marco Capozi – basso
Michelangelo Nocenzi – tastiere
Andrea Bruni – batteria


Immortale. Esiste forse un altro aggettivo per definire il Banco del Mutuo Soccorso? Nel 2025 sono ancora qui, dopo avere attraversato quasi sei decenni di storia. La nuova formazione gravita intorno al leader storico Vittorio Nocenzi, fondatore del primo embrione del Banco nel lontano 1968 insieme al fratello Gianni, occasionalmente ospite in qualche concerto. Vittorio Nocenzi (da un po' di tempo col suo immancabile cappellino) è una vera e propria icona della musica rock italiana che con il suo Banco del Mutuo Soccorso ha attraversato periodi musicali splendidi ma anche difficili (quali gli anni '80) e ha subito lutti gravissimi, come la morte di Francesco Di Giacomo e di Rodolfo Maltese. Ma non si è lasciato prendere dallo sconforto, anzi, affiancato da nuovi e virtuosi musicisti ha realizzato negli ultimi anni una trilogia di album di altissimo livello, da "Transiberiana" del 2019, passando attraverso "Orlando le forme dell'amore" (2022) per giungere al recentissimo "Storie invisibili". Ed è proprio dedicato a quest'ultima fatica il nuovo tour preparato da Nocenzi e soci che ha preso avvio in questo scorcio iniziale del 2025. 


Ho voluto realizzare questo post per due ragioni: la prima risiede senza dubbio nel grande affetto e rispetto che ho da sempre nei confronti di questa storica band; la seconda è che non volevo lasciarmi sfuggire questo recentissimo concerto del "nuovo" Banco del Mutuo Soccorso (risale al 22 marzo scorso) che denota - ancora e sempre - la potenza musicale del sestetto e il forte impatto scenico. Oggi, al fianco di Vittorio Nocenzi, troviamo il cantante Tony D'Alessio (in formazione dal 2016), l'oramai storico chitarrista Filippo Marcheggiani (con il Banco da ben 31 anni), che ha sostituito più che degnamente Rudy Maltese, il figlio di Vittorio, Michelangelo, anche lui alle tastiere a supportare con abilità i virtuosismi di cotanto padre, Il bassista Marco Capozi e per finire la new entry, il batterista Andrea Bruni, da poco entrato nell'organico. Per tornare alla trilogia discografica (di cui Vittorio parlerà nel corso del concerto)  ed, in particolare, a "Storie invisibili", sono quasi certo che a qualcuno avrà lasciato un po' di amaro in bocca. Confesso di non averlo apprezzato più di tanto al primo ascolto. Ma come dirà Vittorio nel corso del concerto, i tempi cambiano e le suite oggi non vanno più. I nuovi brani sono brevi, veloci, come delle fotografie istantanee che immortalano un personaggio o un evento. Io per primo, e con me coloro che hanno seguito l'evoluzione del Banco fin dagli albori, dobbiamo imparare a prendere le distanze dalla pura e semplice nostalgia. Come si dice...i tempi cambiano e il mondo va avanti. E il Banco del Mutuo Soccorso ha avuto la capacità di rigenerarsi.


Il concerto qui proposto è stato registrato (con ottima qualità sonora) al Teatro Alessandrino di Alessandria il 22 marzo 2025. L'autore, al quale vanno i nostri ringraziamenti, è Max Zarucchi che ha altresì postato l'intero video su YouTube. Ringrazio Max anche per averlo pubblicato nella sua integrità, lasciando i numerosi dialoghi di Vittorio, grande affabulatore e "chiacchierone", come lui stesso si è definito: i suoi ricordi spaziamo dagli anni '70 ("ero vestito con la pelliccia di mia madre, i jeans a zampa di elefante e gli stivaletti tacco 12 acquistati a Londra...e in ogni cantina, garage o sala c'era qualcuno che suonava") all'analisi degli ultimo tre album. C'è anche spazio per festeggiare il compleanno di Michelangelo Nocenzi, con una improvvisata "tanti auguri a te". 


Veniamo ai contenuti del concerto, costituito da 16 tracce da me suddivise e ripartite in due CD (per chi volesse ancora masterizzarli). L'apertura è all'insegna della potenza, con la classica "Metamorfosi" tratta dal Salvadanaio. Seguono altri brani storici quali "Il ragno", "Lontano da", "R.I.P." , "Traccia" e "Moby Dick". Ma la vera sorpresa è la riproposta integrale de "Il giardino del mago", dal 1° album del 1972, dove Filippo Marcheggiani, in particolare nel segmento finale, sfodera tutta la sua tecnica e la sua abilità chitarristica. Dalla recente trilogia vengono presentati solo quattro brani: "Studenti" e "Il mietitore", da "Storie invisibili", "Eterna Transiberiana", da "Transiberiana" e "Non mi spaventa più l'amore" da "Orlando". Un buon equilibrio tra storia e attualità. Il finale non poteva che essere l'onnipresente "Non mi rompete", brano iconico, divenuto nel tempo un vero e proprio inno negli spettacoli del Banco. 



Io ho concluso, Lascio ora a voi lo spazio per esprimere le vostre considerazioni e i vostri commenti.
Buon ascolto.



LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George - Music by Max

mercoledì 26 marzo 2025

Serie "Bootleg" n. 350 - Treves Blues Band live in Saint-Vincent (AO), Grand Hotel Billia - Blues & Soul Spring Festival - 22.03.2025

 

TRACKLIST:

01. No
02. Can't Let Go
03. Instrumental (composed by Larry Carlton)
04. Between The Devil And The Deep Blue Sea
05. Don't Start Me Talkin'
06. Unknown (composed by Alex Garlazzo)
07. Wrecking Ball
08. Marbletown
09. Take The Hammer
10. From Four Till Late
11. Nashvegas
12. The Midnight Special
13. Bring It On Home To Me
14. Flip Flop And Fly
15. Final and Band Intro


FORMAZIONE:

Fabio Treves - voce, armonica
Alessandro "Kid" Garlazzo - chitarra, banjo, mandolino, voce
Gabriele Delle Piane - basso
Massimo Serra - batteria


A volte ritornano. Questa volta è ritornato sul serio dopo anni di assenza dai palcoscenici della Valle d'Aosta. Stiamo parlando di Fabio Treves, soprannominato "Il Puma di Lambrate" (chissà se a lui piace questo nomignolo), accompagnato da una ennesima incarnazione della celebre Blues Band. Al suo fianco tre musicisti di indiscusso valore e grande abilità tecnica, ad iniziare dal virtuoso chitarrista Alex Garlazzo e da Massimo Serra, quest'ultimo al fianco di Fabio da ben 34 anni, sempre seduto dietro i suoi tamburi. Tra cover di grandi bluesmen americani e brani originali, sia acustici che elettrici, le 15 tracce di cui si compone il concerto ci riportano alle calde atmosfere del Delta e della più torrida Chicago blues. Non manca una grande cover di "Bring It On Home To Me" portata al successo dagli Animals. Fabio, quando scalda gli animi  con la sua voce graffiante e la sua armonica a bocca, sembra essersi scodato delle sue 76 primavere. Non è forse vero che il blues e i bluesmen non invecchiano mai?


Chi vi scrive purtroppo non era presente al concerto, ma ha avuto il piacere di ascoltare l'ottima registrazione fornitami da un amico, che oggi voglio condividere con tutti voi. Vorrei sottolineare l'ottima qualità audio paragonabile ad un album live ufficiale. Non c'ero al concerto ma ho letto alcuni articoli sui giornali on line locali che lo recensivano. In particolare ho avuto modo di apprezzare, come sempre d'altronde, quello scritto dal mio amico di lungo corso Chris (giornalista professionista, che ricorderete come occasionale collaboratore della Stratosfera) sul quotidiano "AostaSera" che vi invito ovviamente a leggere con attenzione. Per rispetto di quanto da lui scritto ho evitato di "cannibalizzare" i suoi testi per riportarli su queste pagine. Questo il link. con l'articolo corredato da foto e video. A proposito di foto, tutte quelle pubblicate in questo post sono riferite al concerto di Saint-Vincent del 22 marzo. Ancora una informazione: il concerto era inserito nella rassegna musicale "Blues & Soul Spring Festival". In cartellone anche Neal Black & The Healers, Black Gold e Joyce Yuille & The Soul Experience.


Sono certo che questo freschissimo concerto della Treves Blues Band (sono solamente trascorsi 4 giorni dall'esibizione) renderà felici molti amici della Stratosfera amanti del blues, ad iniziare dal mio storico amico Frank-One che, se non sbaglio, è legato a Fabio Treves da un rapporto di amicizia. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.
Vi lascio con altre immagini tratte dallo show. Buon ascolto.





Post by George