venerdì 12 giugno 2026

Ropa 11 - The First Two Albums - Infrangibile (CD, 2006) & Mark III (CD, 2008)

 

Altre due rarità fanno capolino sulla Stratosfera, questa volta grazie al prezioso contributo del nostro amico e collaboratore Roberto. Se vi ricordate avevamo postato qualche tempo fa (7 ottobre 2025 qui) il terzo e ultimo CD in ordine cronologico della band torinese intitolato "Amazing Stories" (2010), regalo del grande Osel. I due primi CD della band sono piuttosto difficili da recuperare, specie "Mark III" del 2008. Detto questo passiamo alla presentazione.

Ropa 11 - Infrangibile (CD, 2006)


TRACKLIST:

01. Strategie - 4:49
02. Ropa 11 - 4:38
03. Speranza sarà (la prima a morire) - 3:58
04. Eternal Hate - 3:23
05. Antieroe - 4:00
06. Strada Statale 28 - 3:41
07. Cristallo - 5:05
08. Se io fossi - 4:27
09. In fondo al mare - 5:45
10. Meglio tardi o meglio mai? - 3:51
11. Bonus track: Hope Will Be (english demo) - 4:00
12. Bonus track: Better Late Or Better Never? (english demo) - 3:54

Eugenio Mirti

FORMAZIONE:

Chiara Onida - voce
Eugenio Mirti - chitarra
Andrea Quaglino - chitarra
Adriano Raspo - basso
Paolo Inserra - batteria

con:

Lara Brachet Cota - cori ("Strategie", "Se io fossi", "Ropa 11")
Alberto "Lallo" Vitale Brovarone - sax ("Ropa 11")


Primo album del quintetto jazz-rock torinese. Come ben sappiamo Torino ha una lunga tradizione nel campo del jazz-rock, fin dagli anni '70 (Art e Mestieri, Furio Chirico Band, Venegoni & Co., Esagono, Silvano Borgatta, giusto per citarne alcuni). Dei Ropa 11 avevamo già tracciato la biografia col sopracitato post dello scorso anno, ma giusto per rinfrescarci la memoria ricordo che gli ideatori si chiamano Chiara Onida (vocalist) e Eugenio Mirti (chitarrista), quest'ultimo con alle spalle una discreta carriera musicale pre Ropa 11. Inglobati gli altri tre elementi, la band si caratterizzò per la miscela tra rock, jazz, blues, funk, con testi tutt'altro che banali. Sono queste, in estrema sintesi, le caratteristiche dei 12 brani (di cui due demo cantati in inglese e inseriti come bonus tracks) inclusi in questa opera pima. I due demo sono le versioni in inglese di "Speranza sarà" e di "Meglio tardi o meglio mai?"

Ropa 11 - Mark III (CD, 2008)


TRACKLIST:

01. Led Boots - 4:23
02. November in Vegas - 6:56
03. Hoover Dam - 5:17
04. La piccola Chiara - 6:30
05. And So Do I - 4:48
06. Déjà vu - 6:49
07. Bella ciao - 6:05
08. Resolution - 8:29


FORMAZIONE:

Eugenio Mirti - chitarra acustica
Andrea Quaglino - chitarra elettrica
Michele Anelli - double bass
Paolo Inserra - batteria

ospiti:
Marco Cimino - tastiere in "Led Boots"
Alessandro Muner - tromba in "And So Do I"


Nel 2008 ritroviamo i Ropa 11 in formazione a quattro, temporaneamente orfani della cantante Chiara Onida (che ritroveremo in "Amazing Stories"). "Mark III", unico album esclusivamente strumentale della trilogia realizzata dalla band piemontese, è un grande album di jazz, caratterizzato dalle performance dei due chitarristi, Andrea Quaglino ed Eugenio Mirti. Ho una grande passione per questo album, specie per alcuni gioiellini quali "November in Vegas", "La piccola Chiara" e la totale revisione sonora di un classico popolare come "Bella ciao" (chi la riconosce è bravo). "And So Do I" è il brano più cool, con la tromba di Alessandro Muner a dialogare con le chitarre di Mirti e Quaglimo. Le otto tracce che costituiscono l'album vennero composte nel corso del mini tour che i Ropa 11 tennero negli Stati Uniti nel 2007 per presentare il loro primo album. Il lavoro ottenne buoni riscontri anche grazie all'attività live.

Paolo Inserra

A proposito di Eugenio Mirti, il fondatore del gruppo, vorrei spendere qualche parola in più per ricordarne la figura. Nato a Torino nel 1972 ha studiato a lungo tecnica chitarristica prima di formare nel 1995 la rock band Matka con la quale ha registrato per la Toast di Torino due album, "Lavorare stanca" nel 1998 e "Zen n° 3" nel 2000. Nel 2001 ha formato l'Eugenio Mirti Trio (ancora attivo) con Paolo Narbona e Davide Liberti, dedicato al jazz. Il trio ha prodotto nel 2005 il CD "Il Piccolo Uragano".


Con l'incontro di Chiara Onida, nel 2005, sono nati i Ropa 11 di cui abbiamo già ampiamente parlato. Terminata questa esperienza, nel 2011, Mirti insieme a Chiara Onida ha costituito il B.B.Duo, suonando in Italia, Inghilterra e Asia e pubblicando un CD omonimo. Nel 2013 insieme a Marco Giaccaria e Sergio Ponti forma il Collettivo Apostrophe, dedicato alle sonorità più etniche e avant-garde, con cui ha pubblicato nel novembre 2013 l'album "Sempre più lontano". Altri CD "didattici" vennero realizzati negli anni a seguire tra cui un album di rilettura in chiave jazz del lavoro di Prince, "Minneapolis standard vol. 1". Eugenio è uno degli insegnanti di chitarra più attivi dell'area torinese  e dal novembre 2009 collabora con la redazione della prestigiosa rivista "Jazzit". Con questo è tutto. Un ultimo  ringraziamento a Roberto e a voi un augurio di buon ascolto. 


LINK Infrangibile (2006)
LINK Mark III (2008)

Post by George - Music by Roberto

mercoledì 10 giugno 2026

martedì 9 giugno 2026

Ske - 1000 Autunni (CD, 2011)


TRACKLIST:

01. Fraguglie (6:06)
02. Denti (5:11)
03. Carta e burro (4:57)
04. Scrupoli (4:12)
05. Delta (5:06)
06. Scogli 1 (2:13)
07. Sotto sotto (5:35)
08. Mummia (5:24)
09. Scogli 2 (2:33)
10. La Nefazia di Multatuli (6:29)
11. Scogli 3 (1:30)
12. Rassegnati (7:09)


MUSICISTI:

Paolo "Ske" Botta - organo, piano elettrico, synthesizers, string machines

con:
Roberta Pagani - voce
Valerio Neth Reina - voce
Francesco Zago - chitarra acustica, chitarra elettrica
Maurizio Fasoli - piano
Fabio Ciro Ceriani - thumb piano, percussioni
Giuseppe Jos Olivini - theremin, percussioni, Fx
Valerio Cipollone - clarinetto, sax
Markus Stauss - sax
Fabrice Toussaint - idiophones, trombone, percussioni
Nicolas Nikolopoulos - flauto
Enrica di Bastiano - arpa
Elia Leon Mariani - violino
Pierre Wawrzyniak - basso
Mattia Signò - batteria, percussioni


"1000 Autunni" è il primo album solista di Ske, meglio conosciuto come Paolo Botta, musicista e compositore progressive d'avanguardia. Quello che ci propone, permettetemi di definirlo un "prog estremo", influenzato da un arco variegato di stilemi musicali. Ma facciamo un passo indietro. Paolo Botta è uno dei talentuosi musicisti, in questo caso un tastierista, che collaborano stabilmente con gli Yugen, una band che abbiamo già presentato sulla Stratosfera con l'album "Iridule" del 2010 (qui). Il suo curriculum include anche una breve esperienza con i French TV, una delle band avant-prog di punta degli Stati Uniti. Stiamo parlando di un vero progger cosmopolita, senza dubbio.


 Così si legge sul sito "Prog Archives":
"Con Botta alla guida e alla direzione di SKE, il nostro musicista si vede nella posizione di poter esprimere la propria visione personale di musica progressive avventurosa per il nuovo millennio. Il primo risultato di questa visione è l'album di debutto "1000 Autunni", un'eccellente tavolozza sonora di musica eclettica in cui prog sinfonico, musica da camera sperimentale, avant-jazz e fusion si alternano e/o si fondono tra loro in modo meraviglioso. Per la realizzazione di questa registrazione, Botta ha ricevuto un valido aiuto dai suoi colleghi degli Yugen, così come da membri dei Camembert  e dei Ciccada". Registrato nel corso del 2010, "1000 Autunni" è stato pubblicato dalla Fading Records nel 2011 come CD singolo, poi ristampato nel 2018 con un bonus CD contenente 8 tracce live registrare all'Altrock Festival 2013. Ricordo che Ske ha pubblicato un secondo CD nel 2021, intitolato "Insolubilia" che riprende e sviluppa ulteriormente i temi affrontati nel lavoro di esordio. Due album di non facile ascolto, da apprezzare dopo una serie di attenti ascolti. Chiudo questo post ringraziando l'amico e collaboratore Osel che mi ha inviato i file proponendo la loro condivisione al popolo della Stratosfera. Buon ascolto.

  


Post by George - Music by Osel

sabato 6 giugno 2026

Aliante - Forme libere (CD, 2017)

 

TRACKLIST:

01. Forme libere - 0:59 / Kilowatt Store - 5:19
02. Tre di quattro - 9:29
03. Etnomenia - 6:21
04. Kinesis - 5:19
05. Coda: Marea 03 - 1:46
06. L’ultima balena - 8:38
07. San Gregorio - (9:27)
a) Ottava nota
b) Utrecht
c) Il Convento di San Martino
d) La paralisi
e) Kinesis (reprise)


FORMAZIONE:

Enrico Filippi - Yamaha P120 e-piano, Mellotron, tastiere (Moog Sub 37, Kurzweil pc3 61 kore expansion, Roland Fantom G6, Korg Trinity plus)
Alfonso Capasso - basso
Jacopo Giusti - batteria, percussioni, gong

ospite:
Serena Andreini - voce recitante (in Forme libere)


Innanzitutto questa formazione degli anni 2000 non va confusa con l'omonimo gruppo che nel 1997 pubblicò un CD intitolato "Project" (già postato sulla Stratosfera nel 2020). Questi Aliante n. 2, formatisi a Coltano (un sobborgo di Pisa) nel 2017, hanno fino ad oggi realizzato quattro CD, ovvero: "Forme libere" (2017 - MP Records), "Sul confine" (2019- MP Records), "Destinazioni oblique" (2022 - Mellow Records) e "Anime invisibili" (2024 - Ma.Ra.Cash Records). Salta subito all'occhio la formazione a tre, tastiere/basso/batteria, tipica di alcune grandi band progressive italiane (Le Orme, Trip, Triade) e straniere (E.L.&P. su tutti) degli anni '70. Una scelta importante che addossa sulle spalle del tastierista (Enrico Filippi, alle prese con una discreta quantità di strumenti vintage e contemporanei) una grande responsabilità. E dall'ascolto dell'album pare che l'abbia abbracciata molto bene. Ricordo che gli Aliante hanno condiviso un tratto della loro storia  con i neo-progger anni Novanta Egoband, con due dei suoi membri - il bassista Alfonso Capasso e il batterista Jacopo Giusti - a cui si è poi unito Enrico Filippi alle tastiere.


I brani sono esclusivamente strumentali, a parte il breve recitato dell'ospite Serena Andreini nella prima breve traccia, caratterizzati da un rock sinfonico a tratti un po' troppo pomposo. Ma questo è un mio personale giudizio. Mi piace però in nome Aliante, un termine che evoca una musica libera, capace di librarsi nell'aria, verso l'alto, facendosi trasportare dai soffi del vento.


L'ultimo brano, "San Gregorio", mi piace particolarmente ed è ispirato alla vita di Gregorio di Utrecht, seguace di San Bonifacio e abate del monastero di San Martino. Prima di morire si fece portare in chiesa, dove spirò. Questo splendido pezzo è diviso in cinque parti: "Ottava nota", "Utrecht", "Il convento di San Martino", "La paralisi" e "Kinesis (reprise)", ma la trama, naturalmente, è lasciata alla musica e all'immaginazione dell'ascoltatore. Per concludere, ci troviamo di fronte ad un ottimo album di esordio. Per ascoltare ancora un CD degli Aliante di pari intensità bisogna passare direttamente alla loro ultima opera, la già citata "Anime invisibili" del 2024. Purtroppo gli altri tre album sono troppo recenti per essere postati sul nostro blog. Accontentiamoci - si fa per dire - di questo assaggio. Buon ascolto


LINK

Post by George

venerdì 5 giugno 2026

Pino Ballarini - RIP (1949-2026) - Il ricordo della Stratosfera

 

Anche il popolo della Stratosfera si unisce al cordoglio generale del popolo del Rock per la prematura scomparsa di Pino Ballarini (avvenuta il 30 maggio 2026), frontman e vocalist (ma anche flautista e percussionista) del Rovescio della Medaglia. Abruzzese di Pescara, giunto nella Capitale per suonare con un fantomatico gruppo chiamato il Poema, dal 1971 al 1973 lega la sua vicenda artistica a quella del Rovescio, contribuendo alla scrittura dei testi oltre che alla teatrale interpretazione. E poi…
“In una notte di pioggia lasciammo il camion con l’intera strumentazione sotto l’abitazione del fonico Spartaco Di Mattei. Mancavano pochi giorni al Natale del 1973 ed eravamo tutti tornati a casa. Vengo a sapere proprio da Spartaco del furto subito. Per sei mesi sono rimasto senza lavoro. Ma a differenza degli altri componenti che abitavano a Roma e vivendo in famiglia non avevano spese vive, io ero sposato e quindi costretto a sostenere spese non indifferenti. Tra l’altro mia moglie era incinta…”.

Rovescio della Medaglia

La rivista Ciao 2001 viene incontro alla band organizzando il 31 gennaio 1974 al Piper di Roma un Pop Meeting in cui prendono parte diverse formazioni del Prog italiano, ma che non riesce a risollevare le sorti del celeberrimo gruppo romano. Alla fine sono fuggito senza dire niente ai miei ex compagni…”.
Emigrato in Svizzera, Pino non dimentica la musica: lo ritroviamo al seguito di formazioni storiche e non del Prog italico (Cerchio d’Oro, Fabbrica dell’Assoluto, Uovo di Colombo), sul palco del festival Progressivamente e in Tribal Domestic, del mai domo Rovescio della Medaglia.
Omaggerà i vecchi compagni di viaggio nell’album IO=IO 2020 (troppo recente per essere ospitato sul blog) rivisitando l’album del 1972 e pescando anche da La Bibbia e Contaminazione.


Dopo Franco (Di Sabatino) se be va un altro pezzo del Rovescio e della nostra storia musicale: la sua voce epica e possente ha caratterizzato l’opera del Rovescio della Medaglia (e del Rock nazionale), creando un unicum nel panorama progressive italiano (con riferimenti all’hard rock di matrice anglosassone).

Bon voyage, Pino

“virgolettati presi da Musicbox n°8 luglio/agosto 2002  


Post by Cimabue

mercoledì 3 giugno 2026

RADIO TAXI - THE PROG SIDE OF THE MOOG (puntata doppia del 3 giugno 2026)


Trasmissione andata in onda martedì 3 giugno 2026

ATTENZIONE!!
PUNTATA SPECIALE DI DOPPIA DURATA

Guardate quanto ben di Dio nella foto sottostante
Grazie Frank-One

E voi, cari amici, mettetevi comodi e buon ascolto



Post by George & Frank-One

martedì 2 giugno 2026

Doppio incontro con Silvano Chimenti: Pulsar Music Ltd (LP, 1976) e Disco Music (LP, 1980)

 

Silvano Chimenti, chitarrista tarantino autodidatta, classe 1947 è sicuramente più noto come session man che come autore di album solisti. Da quanto si legge sul web (DeBaser, Wikipedia, altro) Chimenti ha collaborato con artisti quali Mina, Patty Pravo, Lucio Dalla, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Angelo Branduardi, Ennio Morricone, Luis Bacalov e Fabrizio De André. La lista è lunga e prestigiosa e non finisce qui. Pare che abbia suonato in più di 3000 dischi. Scusate se è poco! Vorrei ricordare che uno stringatissimo post a lui dedicato (inserito nel "Trofeo Sconosciume") venne realizzato nel 2012 per presentare l'album solista "Viaggio attraverso i problemi dell'uomo: Droga" pubblicato nel 1972. La sua discografia non si esaurisce qui: grazie al nostro amico e collaboratore Osel possiamo quest'oggi proporre altri due lavori targati Silvano Chimenti. Ringrazio Osel, come sempre, e passo alla presentazione dei due album in questione.


Pulsar Music Ltd - Omonimo (LP, 1976)


TRACKLIST:

Lato A
01. Cat Theme - 2:40
02.Blue Funk - 2:08
03. Dreamland - 3:55
04. Subway - 3:12
05. Walking At Sunrise - 1:13
06. Six In - 3:30

Lato B
07. Swinging Day - 3:18
08. High Tension - 1:44
09. Leyla Theme - 2:15
10. Running - 3:50
11. Fixed Idea - 2:47
12. Cat Theme - 1:22
13. Obsession - 3:40


Diciamo subito che si tratta di musiche scritte per una colonna sonora, nello specifico quella del film poliziesco  "Milano violenta", diretto dal Mario Caiano e uscito nelle sale nel 1976. I due autori della colonna sonora sono Silvano Chimenti ed Enrico Pieranunzi, quest'ultimo noto compositore, arrangiatore e pianista jazz. Per l'occasione assunsero la denominazione di Pulsar (da non confondere con l'omonimo gruppo prog francese). La colonna sonora venne inizialmente pubblicata in vinile nel 1976 come Pulsar Music Ltd. Oltre a Chimenti alla chitarra, Pieranunzi al piano e alle tastiere, i Pulsar contavano anche sulla presenza di Vincenzo Restuccia alla batteria. Le 13 tracce, assolutamente gradevoli e poco impegnative, fondono elementi jazz, funk e progressive tipici del cinema poliziesco italiano dell'epoca. La colonna sonora è stata pubblicata in vinile da Cometa edizioni musicali nel 1976 come "Pulsar Music Ltd.", ristampata poi su vinile e CD nel 1999 dalla Plastic. L'ultima ristampa in CD risale al 2010. 

Orchestra Silvano Chimenti - Disco Music (LP, 1980)


TRACKLIST:

Lato A
01. Happy California - 5:00
02.Autostrade americane - 2:55
03. Society Problem - 4:12
04. Caos - 2:25
05. Tragedy - 4:00
06. Suspense Space - 5:05

Lato B
07. Indian Summer (versione veloce) - 2:38
08. Indian Summer (versione lenta) - 2:10
09. Lady Primavera - 5:00
10. Chiara - 2:50
11. Skylift - 3:53
12. Fabiana - 2:50


L'album "Disco Music" venne attribuito ad una non ben precisata Orchestra Silvano Chimenti. Pubblicato in vinile nel 1980 dall'etichetta Usignolo, il disco è stato ristampato sempre in versione vinile nel 2022, in edizione limitata, dalla Holy Basil Records. Credo di poter affermare con certezza che non è stata realizzata una versione ufficiale in formato digitale. Detto questo passiamo ai contenuti. Ci troviamo di fronte a 12 brani di ottima library music, ideale per sonorizzazioni, Nonostante il titolo possa trarre in inganno, il nostro  Silvano Chimenti, qui ancora in veste di chitarrista e compositore, fonde sonorità disco-funk con jazz, fusion, lounge. un soul decisamente raffinato e "atmosfere cinematografiche", L'opera è diventata nel tempo un piccolo oggetto di culto per i collezionisti di vinili e per gli amanti dei campionamenti e delle sonorità groovy italiane degli anni '70 e '80. 
Bene, è tutto. Un ultimo grazie all'amico Osel per avere selezionato e condiviso questi due ottimi album e a voi tutti auguro buon ascolto. A presto. 


LINK Pulsar Music Ltd (1976)
LINK Disco Music (1980)

Post by George - Music by Osel

domenica 31 maggio 2026

Serie "Bootleg" n. 373 - David Riondino - "Scampoli 1988 -1994" (rarità, inediti, versioni alternative) - a great post by Andrea "Sprassolati"


TRACKLIST:

01 Divano caimano (Live al Premio Tenco 1991)
02 Lo sguarguariello (Live al Premio Tenco 1993)
03 Poetessa Innamorata (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
04 Elezioni (dal Maurizio Costanzo show, data imprecisata)
05 Dopo le elezioni, 1 e 2 (live TV, 5 aprile 1992)
06 La ballata del sì e del no (Live al Premio Tenco 1993)
07 Il bicchiere di vodka (Live al Premio Tenco 1993)
08 Vecchio Sgarbone (Live a Musicultura, Recanati 1994)
09 Sonetto della colomba (dalla trasmissione "A tutto volume", 1994)
10 Noi piedi (live TV, versione inedita su disco, prob. 1988)
11 Tentativu de divinazione (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
12 I tre muneti (alias Joao Mesquinho, Maurizio Costanzo Show, data imprecisata)
13 Pedro Alvarez Montecucco (sketch, da "L'Araba Fenice", 1988)

David Riondino (a destra). A sinistra il Collettivo Victor Jara

La Stratosfera, a differenza (permetteteci l'orgoglio) di tanti altri organi di comunicazione, non ha aspettato che David Riondino, scomparso lo scorso 29 marzo, levasse le tende da questo mondaccio per riconoscere il suo estro irregolare, il suo genio deragliante, applicato anche (pur se con una certa discontinuità) al mondo della canzone. In anni passati abbiamo infatti cominciato a riscostruire la sua storia musicale, passando dagli album con il Collettivo Victor Jara ("Collettivo Victor Jara di Firenze", 1974 e "Non vi mettete a spingere", 1979) a quelli a nome proprio ("David Riondino", 1979, "Boulevard", 1980, "Tango dei Miracoli", 1986). In occasione della morte, un bellissimo super post di George, Cimabue e Osel ne ha ricordato la vicenda artistica, riprendendo il discorso discografico e riproponendo "Racconti picareschi", 1989, e "Non svegliate l'amore", 1991, e prossimamente, grazie a Frank-One, sarà a disposizione dei nostri lettori il recital live "Romanzo picaresco"A conclusione, almeno per ora, del nostro ricordo di questo eccentrico e poliedrico artista fiorentino, ci piace regalarvi alcune rarità mai edite e mai apparse sul web, delle "chicche" di cui, lo sappiamo bene, i lettori della Stratosfera sono particolarmente ghiotti.

David Riondino ospite in una delle tante edizioni del premio Tenco cui ha partecipato

"SCAMPOLI", questo è il nome che abbiamo del tutto arbitrariamente voluto dare a questo post, comprende del materiale eterogeneo presentato in TV in diverse occasioni, materiale inedito altrove che è solo una minima parte di tutto quello che questo artista caleidoscopico ha disseminato in giro nel corso degli anni in radio, TV, riviste, libri, palchi vari. E' materiale che proviene da alcune mie cassette private, registrate nel corso di svariati anni. Da estimatore di David Riondino cercavo infatti di farmi trovare pronto con il registratore ogniqualvolta il Nostro si palesava in TV. Purtroppo parte del materiale, per l'usura dei nastri e la traccia del tempo, è irrecuperabile, ma quello che si è salvato merita, credo, un attento ascolto.


Si comincia con "Divano caimano", registrato live, eseguito in prima assoluta al Premio Tenco 1991, ben prima della sua ripresa discografica del '94 in "Temporale". Come molti sanno, una delle specialità del perfido Riondino (questo l'appellativo affibiatogli da Antonio Silva), era la ri-creazione (non imitazione, e neanche, del tutto, una parodia) del mondo e del modo stilistico di alcuni famosi cantautori. Questa pratica era già cominciata nel primo album solista del '79 con "Lo gnegno" in cui venivano riproposti gli stilemi di Angelo Branduardi. Proseguirà poi con "Giuseppina che cammina sul filo" (De Gregori), la famosa "Mistici digiuni" (altrimenti nominata "Franco a Catania") dedicata a Battiato e "Briciole" in odore di Franco Califano. "Divano caimano", il cui testo è stato scritto in collaborazione con  Stefano Benni, purtroppo anche lui recentemente scomparso, è invece un gustosissimo falso d'autore di Paolo Conte. Su questo solco ecco "Lo sguarguariello", anch'esso ripreso in "Temporale", in cui invece Riondino si impossessa (o è il contrario?) di Roberto Murolo. A me pare, ma posso sbagliare, che queste versioni live, nella loro essenza cabarettistica, a contatto vivo con il pubblico, siano di molto migliori di quelle poi registrate, ma voi sappiatemi dire.

Al Maurizio Costanzo Show

Si prosegue con una rara testimonianza della partecipazione di Riondino al "Maurizio Costanzo Show" (in rete incredibilmente non c'è praticamente nulla di questa esperienza televisiva che gli dette una prima vistosa notorietà). Come qualcuno ricorderà, David Riondino era spesso ospite in questo famoso salotto televisivo, ritagliandosi la figura del "cantacronache" (chiamiamolo così) che prendendo spunto da quanto detto nel corso della puntata dagli altri ospiti, improvvisa una canzone umoristica (negli anni svilupperà sempre più l'interesse per la poesia improvvisata, studiando la tradizione toscana dei poeti a braccio e quella cubana dei repentistas). "Poetessa innamorata" è dedicata ad Alda Merini, presente in quella puntata. Le tre canzoni che seguono sono in qualche modo collegate: se"Elezioni", sempre dal Maurizio Costanzo Show" è un'occasionale parodia di "Emozioni" di Battisti, le due che seguono si configurano in realtà come l'evoluzione di uno stesso brano, anch'esso improvvisato e cangiante, a cui spesso è collegato il nome di Riondino. Tutto nasce la sera delle elezioni politiche del 5 e 6 aprile 1992, quelle a cavallo tra l'arresto di Mario Chiesa e lo scoppio del caso Tangentopoli, quelle che vedono cominciare a flettere i partiti cardine della Prima Repubblica, DC e PSI, e l'ascesa irruente di nuovi soggetti come la Lega Nord. 


Riondino è presente, sempre nel ruolo di "menestrello cattivo", nella trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, e, chiamato in causa dal conduttore, interviene due volte, a risultati ancora freschi. Abbiamo raccolto in un'unica traccia dal titolo arbitrario "Dopo le elezioni" i due interventi di David Riondino: nel primo immagina satiricamente le conseguenze dello scossone elettorale su alcuni VIP tradizionalmente legati ai vecchi partiti governativi in calo, nel secondo risponde a Franco Zeffirelli, presente in studio, che alla fine del primo intervento cantato lo aveva criticato perché non aveva parlato del deludente risultato del PDS. Questo pezzo, improvvisato quella sera, è  il nucleo da cui nasce, qualche tempo dopo, "La ballata del sì e del no" (anch'essa poi compresa in "Temporale"), un pezzo legato alla cronaca diretta di quei mesi convulsi, e quindi in continua evoluzione per un paio di anni, che varrà a Riondino il Premio Tenco per la migliore canzone nel 1994. In questo caso, però, vi proponiamo una versione embrionale, quella presentata allo stesso Premio Tenco l'anno prima, un po' diversa da quella discografica. Dalla stessa edizione del Premio Tenco, dedicata a Vladimir Vysotsky, proviene "Il bicchiere di vodka", un pezzo inedito dal vivo, che omaggia il grande cantore russo.

 
"Vecchio sgarbone" proviene invece dalla Rassegna Nuove Tendenze della Canzone d'Autore di Recanati, indetta da Musicultura: siamo nel 1994 e Riondino prende amabilmente per il culo Vittorio Sgarbi, della cui ascesa ad astro nascente della TV italiana era stato testimone proprio negli anni in cui era stato ospite al Maurizio Costanzo Show. Memorabile la chiosa rivolta alla mamma di Sgarbi: "forse da bambino lo avete picchiato/ dovevate dargliene di più".
"Sonetto della colomba" (un altro dei pezzi poi ripresi in "Temporale") ci riporta ai tempi in cui David Riondino e Daria Bignardi conducevano l'ultima edizione (1994) di "A tutto volume", fugace tentativo di dare alle reti Fininvest un aura culturale, sebbene con un tono pop. Si tratta di una rielaborazione del "Sonetto gongorino en que el poeta manda a suo amor una paloma" di Federico Garcia Lorca.
"Noi piedi" non so bene sinceramente da dove provenga, né l'anno (potrebbe essere la trasmissione TV "L'Araba fenice", ma va a sapere). Fu la prima relativa hit di Riondino nell'album di esordio del 1979, ma qui è proposta in versione inedita, diversa sia da quel LP sia dalle riprese successive in "Temporale" e "Quando vengono le ballerine".


"Tentativu de divinazione" e "I tre muneti" provengono anche esse ancora dal" Maurizio Costanzo Show" e sono solo due tra gli innumerevoli brani inventati all'impronta sulle cose dette dagli ospiti della puntata ma presentati come tratti dall'opera monumentale di un fantasmagorico Joao Mesquinho, bizzarro cantore brasiliano che viveva in una capanna d'oro, ma dentro non aveva nulla, perché era poverissimo. Purtroppo non sono riuscito a recuperare quel brano improvvisato partendo dalla storia di una coppia invitata in trasmissione a raccontare la loro tragicomica luna di miele, tra raggiri ed altre disgrazie. Il pezzo di Joao Mesquinho narrava di una vicenda nell'antica Roma, nel 79 d.C., quando una coppietta partecipando a un concorso vince "un viasgu di nozzi di sgiorni sei/ a Pompei". Le due più apprezzate composizioni di Joao Mesquinho ("Empepada de cajaju" e "Alegria do brasil")  troveranno vita discografica in "Racconti picareschi"(1989).

David Riondino all'Araba Fenice (Italia 1, 1988)

Chiudiamo con una non-canzone, uno sketch comico tratto da "L'araba fenice" (1988), trasmissione satirica cult della notte di Italia 1. Qua Riondino interpreta la parte di Pedro Alvarez Montecucco, indisponente regista pieno di sussiego che umilia il suo malcapitato intervistatore (Silvio Orlando), travolgendolo di saccenza. Mi scuso per l'indebita intrusione in un post musicale, ma sul web non c'è molto a riguardo, e questa scenetta, per quanto ho potuto constatare, è inedita. Inoltre, mi fa molto ridere, e di questi tempi butta via.


Finiscono così questi scampoli inediti, nella speranza che possano piacervi, pur nella loro frammentarietà, e nella convinzione di aver fornito un piccolo contributo nel delineare la figura di un grande artista multiforme, forse non del tutto riconosciuto in vita. Ovviamente in rete trovate molto più materiale musicale "extra-vagante" legato alle sue numerose incursioni televisive, alle sue cose radiofoniche o al suo contributo a Pandora Tv con le note "TG Suite" eredi dirette di quella concezione di canzoni-cronaca, instant song, di cui qua abbiamo cercato in parte di testimoniare le origini. Infine, se volete approfondire la carriera musicale di David Riondino, mi permetto di rimandarvi a un succoso speciale radiofonico in due parti che nel 2012 curai per Radio Orvieto Web nella mia trasmissione "Arrivano gli Sprassolati!" con la presenza in studio dello stesso Riondino, ricco di aneddoti e ricordi. Lo trovate QUI e QUI. Buon ascolto!



Post by Andrea "Arrivano gli Sprassolati"
(with a little help by George)