giovedì 9 febbraio 2017

Lucio Dalla e gli Idoli - 1969-1970 - Geniale? (inediti)


 TRACKLIST

1 Gragnanino blues (Dalla-Lecardi)
2 1999 (Bardotti-Dalla-G.F.Reverberi)
3 Sylvie (Bardotti-Dalla-Baldazzi)
4 Summertime (Gershwin)
5 Il mio fiore nero (Phillips- Migliacci)
6 Africa (Pallottino-Dalla-Bardotti)
7 Non è una festa (Baldazzi-Dalla)
8 Geniale (Dalla)
9 Fottiti (Dalla)
10 Etto (Dalla)
11 4 marzo 1943 (Pallottino-Dalla)

Registrazioni effettuate durante i concerti di Barga di Lucca (febbraio 1969, tracce 1 e 2) e a “La Mecca” di Rimini (agosto 1970, tracce da 3 a 11)



Strana storia quella di questo disco, testimonianza dei primi passi musicali di Lucio Dalla.

Chiariamo subito che non si tratta di un bootleg, o di registrazioni rubate, ma di un album edito ufficialmente in CD e MC nel 1991, dalla RCA, editato e rimasterizzato dalla “Pressing”, etichetta fondata dallo stesso artista bolognese. L’album ha avuto poi due ristampe a stretto giro di posta nel ’93 e  ’94 per etichette svizzere. Da allora risulta fuori catalogo, anche se qualche pezzo risulta oggi recuperabile nel Tubo.

Dopo un apprendistato musicale in alcune formazioni che spaziano dal jazz classico a un repertorio da dancing (Second Roman New Orleans Jazz Band e Flippers), convinto da Gino Paoli, Lucio Dalla si lancia nella carriera solista esordendo con un singolo del ’64, seguito da altre prove, tutte di scarso esito commerciale. Nonostante gli insuccessi fino a lì raccolti, un caparbio Lucio Dalla decide di prendere un gruppo che lo accompagni nei concerti (ma sarebbe più corretto chiamarle, con il lessico dell’epoca, “serate”). Sono Gli Idoli, e saranno composti da musicisti di area bolognese. Con essi inciderà nel 1966 il suo primo album, “1999”, che gli consentirà di esibirsi con “Paff… bum!” al Festival di Sanremo in coppia con gli Yardbirds di Jeff Beck e Jimmy Page. Ciò nonostante, il successo è ancora al di là a venire, e il giovane Lucio Dalla scorrazza tra balere, sale da ballo, feste di piazza.

E’ proprio questo ruspante aspetto live dei primi anni che viene documentato da “Geniale?”. Si tratta, come da titolo, di registrazioni dal vivo risalenti agli anni ’69-’70, in cui possiamo trovare alcuni dei brani del primo Lucio Dalla, già usciti in singoli e nei primi due album (del ’70 è infatti “Terra di Gaibola”), una simil-cover (una “Summertime” virata a scat e finto-inglese, come tipico del Dalla degli esordi) e alcuni brani inediti (da “Gragnanino blues” e “Geniale” poco più delle jam, a pezzi scat come “Fottiti” ed “Etto”), fino all’unica canzone propriamente detta, “Non è una festa”. Tra l’altro, si tratta di una gran bella canzone, sugli autori della quale c’è molta confusione: il pezzo fu inciso in quello stesso 1969 da Little Tony, accreditato a Franco Migliacci e allo stesso Little Tony. Sui credit del CD che stiamo presentando sono indicati invece Gianfranco Baldazzi e Lucio Dalla. D'altra parte, quella della falsa attribuzione SIAE una delle pratiche più consuete nella musica italiana dell’epoca (e sorvoliamo qui sui diversi motivi che potevano sottostare a tale consuetudine).
Un'altra vicenda di refusi vale forse la pena di essere segnalata:  la pagina Wikipedia degli Idoli riporta che in alcuni casi il batterista Giorgio Lecardi ha scritto testi per canzoni cantate da Dalla, tra le quali “Gragnanino blues”, che trova posto in “Geniale?” con il credit Dalla-Lecardi, ma con un “r” di troppo: Lercardi. D'altronde anche nell’attribuzione di “Summertime” c’è un refuso. Ma non finisce qua, perché la stessa pagina Wikipedia si sbaglia: ci ha confidato proprio Giorgio Lecardi in persona, che ci ha gentilmente contattato dopo aver letto una prima versione di questo post, che in realtà lui non ha mai scritto testi per nessuna canzone, ma solo la musica, tra cui, per restare a Dalla, la già menzionata "Gragnanino Blues" e "Non è un segreto", uscita come singolo nel '67.




Oltre il piacere di riascoltare questo Lucio Dalla ancora acerbo (stavo per scrivere “imberbe”, poi ho pensato bene di lavorare di sinonimi), che dal vivo riveste di estro, digressioni e scherzi con i musicisti le sue prime canzoni, questo disco di archivio, tra l’altro registrato, dato il contesto, molto bene, propone un’altra curiosità che, a quanto so, pochi finora hanno notato. Seguitemi. L'ultimo brano dell’album è il celebre “4 marzo '43”. Ora il dubbio è: visto che l’artista bolognese la presentò a Sanremo 1971, quindi oltre il limite temporale segnalato dal titolo e specificato all’interno (agosto, ’70), come stanno le cose? Personalmente mi sono venute in mente tre ipotesi: A) la data riportata nel libretto è errata. Mi sembra singolare, essendo, come detto in apertura, una pubblicazione ufficiale (anche se passata un po' sotto silenzio). Aggiungo che, come potrete notare, dalla registrazione non trapela nessun applauso particolare all'inizio della canzone, il che forse confermerebbe la data 1970 (se fosse stata eseguita dopo Sanremo probabilmente ci sarebbe stata un'ovazione, visto il successo riscosso); B) Al Festival di Sanremo di quegli anni la regola dell'inedito non valeva per le mere esecuzioni dal vivo, ancora non edite. C) La regola esisteva e ne consegue quindi che Dalla portò un pezzo già eseguito dal vivo (cosa non consentita), il che avrebbe dovuto portare alla sua esclusione dalla manifestazione, ma all’epoca (di là a venire i telefonini e i social network) nessuno se ne accorse, e così il buon Lucio la passò liscia e poté andare felicemente incontro al suo primo successo.

Mesi fa, mi è venuta voglia di chiarire questa cosa appellandomi a chi poteva saperne un po’ di più. Ho chiamato in causa Federico Guglielmi, storico giornalista musicale che qui desidero vivamente ringraziare, il quale, anche lui incuriosito dalla vicenda, ha a sua volta interpellato Enrico De Angelis, probabilmente il più autorevole critico e studioso della canzone italiana nonché, fino a un paio di mesi fa, “Grande Capo” del Club Tenco. De Angelis così risponde: “Potrebbe trattarsi di un errore. Il disco contiene tutte canzoni precedenti, uscite appunto entro il '70, firmate tutte - tranne "Africa" e appunto "4 marzo ‘43" - da parolieri diversi dalla Pallottino e precedenti a lei. La collocazione proprio alla fine del disco di "4 marzo ‘43" mi fa pensare che per motivi commerciali abbiano aggiunto quella come una specie di bonus track, sia pur non dichiarata, anche se in un'esecuzione successiva (sicuramente di pochissimo, peraltro), e ciò non sia poi stato specificato. E' vero che nel libretto viene esplicitamente accreditata all'agosto '70 alla Mecca di Rimini... ma sappiamo bene l'imprecisione e l'approssimazione dei discografici, in particolare dei compilatori di raccolte. L'assenza degli applausi scroscianti potrebbe essere spiegata dal fatto che, se noti, da tutti i brani gli applausi iniziali sono stati tolti. Ma in effetti anche quelli finali sono debolissimi. Certo, la Pallottino entra in scena proprio nel '70, e quindi siamo sul confine dei due periodi. Lei spedisce a Lucio una busta con questo testo e un altro (i primi due della loro collaborazione) e Lucio lo musica mentre si trova in vacanza alle Tremiti. Possibile che in agosto già la canti dal vivo col gruppo? Non è escluso, comunque, che sia davvero un'esecuzione precedente al Festival. Non saprei giurare né una cosa né un'altra.”

Nel frattempo godetevi in tutto il suo animalesco splendore il primo Lucio Dalla!

PICCOLO EPILOGO A SVELAMENTO DEL MISTERO (ottobre '17)- Nella prima versione di questo post, apparsa nel febbraio '17, chiamammo a raccolta i lettori Stratosferici, ed eventuali esperti di normative sanremese, per aiutarci a far luce su questo piccolo “mistero”.
Ebbene, proprio l'intervento del già ricordato Giorgio Lecardi, chitarrista e batterista degli Idoli, ci ha permesso di accertare quello che prima avevamo solo supposto. Ebbene sì, Lucio Dalla e gli Idoli avevano già eseguito "4 marzo '43"  PRIMA di quel fatidico Sanremo, addirittura, specifica Lecardi, "da molto tempo". Resta da chiarire, se all'epoca la regola che la canzone doveva avere una prima assoluta al Festival era già in vigore. Ovviamente non cambia nulla, sia come sia, per fortuna, Dalla poté presentare  all'Ariston quel pezzo, con il quale ebbe la sua prima folgorante affermazione, quella che avrebbe dato, pur con altri intoppi e passi (commercialmente) falsi, il vero slancio alla sua carriera.
Il resto è Storia.






Post by Andrea with a little Captain's hand

11 commenti:

  1. Blog di alto valore culturale, non c'è che dire.
    Giancarlo (Gici Emme)

    RispondiElimina
  2. Post interessantissimo. In attesa di ascoltare il tutto, ho letto con vorace curiosità le note che accompagnano il cd, alle quali purtroppo non ho le competenze per aggiungere alcunché, se non un sincero GRAZIE.
    Siete semplicemente stratosferici.

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Lode e gloria ad Andrea e al Capitano: un post graditissimo e, se avete altre chicche di Lucio(brani in varie lingue, concerti), attendo con entusiasmo di vederle postate qui.

    RispondiElimina
  5. Ho letto con interesse il post. Non scaricato e non so se lo farò, questo lp.
    Grazie
    enrico

    RispondiElimina
  6. Lucio Dalla è un genio. E come tutti i geni era venti anni avanti. Grazie per il post!

    RispondiElimina
  7. come non complimentarsi con Andrea per questo inserimento; perla di primissima grandezza e di assoluta rarità ( avendo il CD posso aggiungere che trattasi di una delle migliori registrazioni Live del periodo, ma non solo, di un palmo sopra a quelle che oggi vengono vendute a carissimo prezzo come "Original Master Recording" )
    Fabio - Varese

    RispondiElimina
  8. Non voglio anticiparvi nulla di troppo, se non che De Angelis sbaglia e che, se ne volete sapere di più, dovete aspettare che sia pubblicata l'intervista che ho realizzato a Giorgio Lecardi (che mi ha raccontato molte cose su quel periodo oscuro della carriera di Dalla). Saluti, Vito Vita

    RispondiElimina
  9. disco proprio interessante! anche io ascoltandolo mi ero appunto chiesto di 4 marzo... Secondo me i credits non sono esatti, la registrazione suona uniforme qualitativamente fino ad Africa esclusa, mentre le ultime due tracce suonano più brillanti. Oltre a ciò, non saprei, ed attendo l'intervista a Lecardi :). Doc

    RispondiElimina
  10. Grazie per questo articolo significativo e interessante

    RispondiElimina