domenica 14 aprile 2024

Serie "Just One Record" - Kundalini Shakti Devi - Omonimo (2013 - registrazioni del 1974)

 

TRACKLIST:

01. Flash (19:11)
02. Museo Galattico (14:48)
03. Sensitivita (13:41)


FORMAZIONE:

Roberto "Paramhansa" Puddu / voce solista, sax tenore, flauto
Massimiliano Moretti / chitarre, voce
Gianni Lecchi / chitarre, voce
Claudio Capetta / basso, voce
Enrico Radaelli / tastiere, organo
Tony Ognibene / tastiere, voce
Ampelio Biffi / batteria, percussioni


In primis ringrazio l'amico e collaboratore Osel per l'invio dei file di questo album e per avermi ricordato che esistono i Kundalini Shakti Devi. Ho il loro CD da tempo ma, francamente, li avevo collocati nel dimenticatoio. Devo dire che l'album non mi ha particolarmente emozionato, ma questo è un mio personalissimo parere. Al contrario ho letto qui e là recensioni piuttosto entusiastiche (anche l'amico Osel lo giudica positivamente), grazie anche al fatto che le registrazioni risalgono al 1974. Mah, non è poi così vero che tutto quello che proviene da quel lontano decennio debba essere un capolavoro. A suo tempo mi ero documentato sul gruppo e sulla genesi delle tracce che compongono l'album. Iniziamo dal nome, che odora di lontano oriente. Secondo le scritture indù, “Kundalini Shakti” è la Divina Madre Primigenia, che con la sua energia ha dato vita alla Creazione e la sostiene. Questa energia esiste anche nel corpo umano, e prende il nome di “Kundalini”. Con queste premesse, al primo ascolto mi aspettavo suoni ben diversi da quelli proposti, magari odorosi di incenso, con sitar e tabla a fare da contorno. Invece viene proposto un discreto progressive rock, con venature jazzistiche, molto "English Style", con ampi richiami ai Van Der Graaf Generator (specie nelle track 2 e 3) vista la presenza del sax tenore e del flauto. Peccato per la voce del buon Roberto Puddu, a volte addirittura fastidiosa, che pregiudica lo sforzo compositivo e la bellezza di alcuni passaggi sonori. Un album strumentale sarebbe stato (quasi) perfetto. Sono troppo cattivo? Non so, giudicate voi. Di certo il vocalist è stato in molti casi un grosso problema per i gruppi progressive anni '70, e qui purtroppo la regola viene confermata. 


Ho raccolto un po' di informazioni sulla genesi di questo disco, piuttosto complessa. All'inizio degli anni '70, Roberto "Paramhansa" Puddu, un musicista professionista che suonava musica dance con il suo sassofono in vari gruppi e club, iniziò a notare che molte band  straniere e italiane - in particolare ELP, Jethro Tull, Genesis, Banco del Mutuo Soccorso, New Trolls, Le Orme, Garybaldi e molti altri ancora - avevano smesso di scrivere "canzoni semplici", sviluppando opere pop e rock che andavano oltre i tradizionali arrangiamenti e i 3 minuti 3. Sentendo il bisogno di registrare nella sua testa le melodie e le strutture armoniche più complicate, Roberto cercò di trovare musicisti capaci e desiderosi di avventurarsi in nuovi ambiti musicali. Il nutrito gruppo di musicisti (ben sette), nel corso del 1974 registrò tre lunghi brani, praticamente delle mini suite, con un semplice registratore e mixer Revox. Purtroppo il disinteresse dei discografici relegò questi nastri sul fondo di qualche cassetto. Quasi 40 anni dopo, nel 2013, il debut album eponimo dei Kundalini Shakti Devi venne pubblicato per la prima volta dalla AMS Records su CD e vinile, dopo una bella ripulita dei suoni. Ed ecco che l'album è oggi presente anche sulla Stratosfera, pronto per essere ascoltato (o riascoltato) e giudicato. E' bello mettere a confronto le diverse opinioni. A voi la palla. Alla prossima.

Post by George - Music by Osel

4 commenti:

  1. le parti strumentali non sono male , anche se non originalissime, sulla voce stendiamo veli pietosi.
    Non è un capolavoro ma è meglio di tante altre cose.
    Probabilmente era un demo che andava perfezionato.....chissà

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  2. Grazie. Non l'ho mai sentito prima d'ora.

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  3. Grazie per la proposta. Ho retto poco, i testi sono anche peggio della voce. Chissà perché pubblicarlo dopo 40 anni, fosse stato un reperto storico, ma non mi sembra. Per valutare bisogna ascoltare, ci ho provato, grazie in ogni caso

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