venerdì 23 gennaio 2026

Serie "Bootleg" n. 365 - Eugenio Finardi - Teatro Splendor, Aosta, 16 gennaio 2026

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Tanto tempo fa
02. Greetins / Band intro
03. La forza dell'amore
04. Uno di noi
05. I venti della Luna
06. Le ragazze di Osaka
07. Dolce Italia
08. Non è nel cuore
09. Finardi talks
10. Un uomo
11. Patrizia
12. Bernoulli Intro
13. Bernoulli


TRACLIST CD 2:

14. Mio cucciolo d'uomo
15. La battaglia
16. Acoustic set intro
17. Katia
18. Oggi ho imparato a volare
19. Ivan Graziani souvenir
20. Il prete di Anghiari (Ivan Graziani cover)
21. Futuro
22. Finardi talks
23. La radio
24. Musica ribelle
25. Extraterrestre
26. Amore diverso / The Lion Sleeps Tonight


MUSICISTI:

Eugenio Finardi - voce
Giovanni 'Giuvazza' Maggiore - chitarra, loop, cori
Maximilian Agostini - tastiere, basso, cori
Claudio Arfinengo - batteria, percussioni


Premessa by George

E' sempre una bella emozione quella di poter ascoltare un vecchio leone come Eugenio Finardi, compagno di strada della nostra adolescenza ad iniziare dagli anni '70. La sua "Musica ribelle" (che ancora oggi ti vibra nelle ossa e nella pelle) divenne una vera e propria icona di una intera generazione, quella del Parco Lambro e dei grandi concerti live, quella che insieme a Finardi ascoltava i Genesis, i Gentle Giant, i King Crimson, i Pink Floyd, i Jethro Tull e chi più ne ha più ne metta. Molti concerti del nostro Eugenio sono già presenti sulla Stratosfera, alcuni di essi risalenti agli anni '70. con link ancora attivi. Cercateli perché vale la pena riscoprirli. Qui invece abbiamo tre le mani un concerto freschissimo, che non poteva mancare nella nostra collezione, risalente al 16 gennaio scorso, con tanto di registrazione integrale e foto, regalo di alcuni amici. Io purtroppo mi sono perso lo show, ma vi posso garantire che è sufficiente ascoltare l'audio (di ottima qualità) per entrare perfettamente nell'atmosfera del concerto. Come illustrato dalla locandina pubblicata qui sopra, Finardi ha portato, nella tappa aostana, il suo "Tutto '75-'25 Tour", per celebrare i 50 anni dalla pubblicazione del primo album (etichetta Cramps), lo storico "Non gettate alcun oggetto dal finestrino". Va da sé che questo concerto aostano è un "first time on the web". Bene, dopo queste poche righe di presentazione, me la prendo comoda e passo la parola all'amico Chris, giornalista professionista, che ha scritto una gran bella recensione del concerto il giorno successivo sul quotidiano online "AostaSera" (qui). Ve lo riporto.


Articolo pubblicato sul quotidiano AostaSera il 17.01.2026
a cura di Chris

Eugenio Finardi allo Splendor, 
cartoline da un viaggio iniziato 50 anni fa

"Salutato sui social il 2025 come “straordinario” – sull’onda del “magico triennio di Euphonia Suite”, che “mi ha ridato energia e autostima”, ma anche dell’uscita dell’album “Tutto”, “maturo e radicato in mezzo secolo di esperienza, ma fresco e proiettato nel futuro” – l’anno nuovo per Eugenio Finardi si è aperto dal vivo con una data ad Aosta, per la Saison Culturelle. Nel “tutto esaurito” dello Splendor, il cantautore milanese ha mostrato la solidità delle radici, ma anche la capacità di guardare avanti, liricamente e pure dal punto di vista dei suoni.


Il concerto di ieri, venerdì 16 gennaio, ha preso il via proprio dalla tappa più recente in studio, con “Tanto Tempo fa”. La voce di Finardi, arrivato a 73 anni (e 50 dal primo album in studio), resta avvolgente, accompagnato da chitarra, tastiere e batteria. Da subito si capisce che le atmosfere sono quelle che fanno sì che molti fans guardino a lui come al “Neil Young Italiano”. Da “Tutto” arriveranno anche “Bernoulli” (“la seconda canzone di un album è quella a cui un artista è affezionato”) e una non frequente dal vivo “Futuro”.
L’affinità (che forse sarebbe meglio chiamare complicità) con il chitarrista Giovanni “Giuvazza” Maggiore è evidente, d’altronde l’ultimo disco è un lavoro condiviso tra i due, anche dal punto di vista compositivo. La critica l’ha salutato come “un testamento musicale e spirituale” e una “fusione di cantautorato classico e sperimentazione contemporanea” e, sentirne parti dal vivo, spiega perché. I testi sono quelli che il rocker esplora dai tempi di “Diesel” e “Sugo”, ma l’accento musicale di “Giuvazza” ricorda che un assolo al momento giusto è importante quanto liriche poetiche.


Il viaggio musicale di Finardi ha sempre avuto uno sguardo cosmopolita e così propone anche “Uno di noi”, la cover in italiano di “One of us” di Joan Osborne. Allo show aostano si affacciano anche i ricordi di un percorso iniziato nella Milano di metà anni ’70, in cui “non era facile vivere”. Ivan Graziani (di cui in Saison è da poco passato il figlio Filippo) viene salutato e omaggiato con l’interpretazione della sua “Il prete di Anghiari”, momento dagli accenti sonori tra i più robusti della serata. Non mancano poi (e sarebbe forse blasfemo, con una carriera simile ad un manifesto, che include anche tre volte al Festival di Sanremo) i grandi classici. Tra gli altri, ma le menzioni non sono esaustive, ecco “La forza dell’amore”, “Le Ragazze di Osaka”. Nel crescendo finale, “La Radio” (chiusa dal commento “Per un’informazione libera, sempre…”, perché gli artisti esistono per dire delle cose) ed “Extraterrestre”, cantata in coro da buona parte del teatro. Ti diresti che non c’è niente da aggiungere, ma quando nel foyer, chiuso lo show da un momento, con il cantautore a manifestare disponibilità al suo pubblico, un fan gli dice “complimenti per tutto quello che scrivi e che hai scritto”, lui si schernisce scaramanticamente: “e che scriverò”. E, vedendolo ancora a parlare con alcuni spettatori sul marciapiede davanti allo Splendor, mentre rincasi in auto, speri proprio che sia così".


Grazie Chris per averci "prestato" il tuo articolo, molto preciso ed efficace, come sempre. A voi tutti, cari amici, auguro il mio consueto buon ascolto.

LINK CD 1
LINK CD 2
LINK FOTO

Post by George - Words by Chris (from AostaSera

3 commenti:

  1. Gran bel regalo. Ascoltare Eugenio, anche come uomo oltre che come interprete, è sempre un grande piacere. È stato una figura importante nella formazione musicale ed appunto umana di molti miei coetanei. Sempre genuino in concerto e mai ripetitivo. Un applauso per aver condiviso quest'ultima fatica del vecchio leone. CMB

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  2. Grazie per il tuo commento CMB, che condivido in pieno , visto che centra il tema e segue a ruota le mie considerazioni. Avere sulla Strato l'ultima fatica di Eugenio, risalente soltanto a qualche giorno fa, ci fa piacere e ci onora.

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  3. Beh Eugenio è un grande musicista, un uomo autentico e disponibile oltre che "uno di noi" che ha vissuto questi decenni con coerenza e onestà intellettuale.
    Live è sempre una sorpresa, peccato che l'ultima fatica in studio, invece, sia decisamente in minore se non addirittura deludente.
    Grazie di aver condiviso questo bel concerto dove si sente ancora tutta la sua "anima"

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