TRACKLIST:
01. You Got It Wrong
02. Lies
03. Going Down Slow
04. Jesus On The Mainline
05. Billy The Kid
06. Trouble In Mind
07.Wonder Who
08. The Victim
09. Cat's Squirrel
10. How Can A Poor Man
11. Dead Mans Hill
12.Rock Me Baby
Mick Abrahams - guitar, vocals
Andrea Garavelli - bass
Graham Walker - drums
" Di certo Mick Abrahams non ha mai fatto parte della lista di chitarristi elevati al rango di divinità nella Londra sessantottesca. Questo mestierante si è limitato a tracciare, per oltre un decennio, qualche segno sulla grande carta del blues revival e a vivere una breve stagione con i Jethro Tull che hanno contribuito a rendere meno anonima la sua figura. Nato a Luton, appena fuori Londra, nel 1943, Abrahams inizia nel 1963 la consueta trafila nei club della zona con piccole band dell'allora nascente beat. Nel 1965 incontra il batterista Clive Bunker e con lui cerca di sopravvivere esibendosi nei locali di Manchester, fino a quando conosce Ian Anderson, flautista nei John Evan Smash. Con Anderson e Bunker (senza dimenticare il bassista Glenn Cornick - ndr) Abrahams mette in piedi i Jethro Tull, un gruppo che scuote l'ambiente musicale inglese cercando, almeno all'inizio, di filtrare il blues con una miscela musicale che ha radici nella tradizione folk europea. Non dura però molto. Appena il tempo di un LP (il mitico This Was del 1968) e subito dopo il chitarrista abbandona, proprio mentre i Jethro Tull si stanno facendo una solida fama. La svolta musicale che Anderson, sempre più orientato verso una rivisitazione della tradizione musicale del continente, imprime al gruppo non piace ad Abrahams che preferisce tirare dritto per la sua strada. Non lo soddisfa neppure la proposta di John Mayall che lo vorrebbe ingaggiare per l'ultima edizione dei suoi Bluesbreakers, e così oppone un rifiuto al grande maestro del british blues.
Jethro Tull - 1968
Riprende la strada organizzando nel gennaio 1969 i Blodwyn Pig, con Jack Lancaster ai fiati, Ron Berg alla batteria e Andy Pyle al basso, dove può finalmente esprimersi come meglio crede. Per quasi due anni, dal '69 alla fine del '70 spazza il Regno Unito con un solido rock blues che trova testimonianza in due LP accolti con un certo favore da pubblico e critica. Ma anche i Blodwyn Pig affondano e il chitarrista prosegue nella sua scelta musicale formando gli Wombat e poi la Mick Abrahams Band. Ma ormai il linguaggio musicale ha perso ogni contenuto riducendosi a uno sterile esercizio professionale. Scontento dei risultati Abrahams cerca di riformare nel 1974 i Blodwyn Pig, con Clive Bunker alla batteria, ma non ci riesce. Nel '75 si ritira dalla scena musicale lasciando come ultima impronta un disco per imparare a suonare la chitarra".
Blodwyn Pig - 1970
Se la parte a lui dedicata da "Note di pop inglese" si conclude così, con alcune affermazioni a mio avviso discutibili, la carriera musicale di Mick Abrahams prosegue, seppur a fasi alterne, nel corso dei successivi decenni. E' curioso però ricordare che quando Abrahams decise di abbandonare per la prima volta il mondo della musica si dedicò al suo lavoro di venditore di automobili. Pensate a quelli che hanno acquistato una berlina o una utilitaria da Mick Abrahams...Il pentimento arriva nel 1987 quando ritorna sulla scena musicale registrando alcuni album sia come solista che con i vecchi membri dei Blodwyn Pig, sempre pronti a ritornare in sella.
A fine anni novanta Abrahams forma una nuova band chiamata This Was, proprio come l'album d'esordio dei Jethro Tull, nella quale figurano alcuni dei vecchi membri del gruppo, escluso ovviamente Ian Anderson, e con cui si esibisce proponendo tutti i brani di quell'album. Da non dimenticare la presenza di ospiti illustri nei suoi lavori solisti, da Phil Manzanera a Ian McDonald, da Clive Bunker allo stesso Ian Anderson. Mick Abrahams non ha mai tradito il suo grande amore per il blues, continuando a proporlo sia negli album in studio (ancora negli anni 2000 - ricordo "Revived!" del 2015) che in occasione dei concerti dal vivo. Quel che è certo è che Mick Abrahams è sempre rimasto fedele alla linea, dove per lui suonare blues equivale a respirare. Non avrebbe mai potuto continuare a suonare con i Jethro Tull di Ian Anderson, anche perché non è mai stato uomo avvezzo ai compromessi.
E qui arriviamo al nostro album di oggi: non si tratta di un bootleg ma di un live ufficiale (anche se non sempre appare nelle sue discografie) registrato a Forlì nel 2008. Il CD venne pubblicato nel 2014 dall'etichetta Gonzo Multimedia, specializzata in rock progressivo, folk e jazz (anche se qui nemmeno l'ombra). Il concerto, con un Mick molto affabile che dialoga in italiano col pubblico, è un concentrato di potente rock blues. La concessione alla "Jethro Tull era" consiste nella sempre splendida "Cat's Squirrel". La formazione, a trio, classico combo chitarra-basso-batteria, annovera il bassista italiano Andrea Garavelli. Con la scomparsa di Mick Abrahams, il disco rimane una delle poche testimonianze storiche della sua attività concertistica in Italia. Prima di concludere vi ricordo l'ospitata di Abrahams in casa Beggar's Farm e la sua partecipazione in un paio di brani sull'album "Beggar's Farm & Itullians" al fianco del vecchio amico Clive Bunker. Lo ritroverete sulla Stratosfera (qui) in un superpost dedicato a Bernardo Lanzetti. Qui si conclude il ricordo di Mick Abrahams. Buon ascolto
GOODBYE MICK
Una delle ultime immagini di Mick Abrahams
Post by George










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