TRACKLIST:
Lato A (traccia unica)
01. L'arte dell'improvvisazione volume primo
02. Gomma arabica
03. De improvisatione substantiale
04. Improvisiert stimmung mit barytone und schagzeug
05. Co-Ictus Interruptus
Lato B
06. Interfaccia
Lato A
Andrea Centazzo - percussioni
Carlo Actis Dato - sassofono
Lato B
Gigi Venegoni - chitarra
Furio Chirico - percussioni
Andrea Centazzo
Due parole per un musicista del calibro di Andrea Centazzo le voglio assolutamente spendere. "Nato a Udine nel 1948, compositore, percussionista, scrittore e artista multimediale, Andrea Centazzo per oltre quarant'anni è quello che potremmo definire "un poliedrico esploratore dell'arte contemporanea". Dopo gli esordi sulla scena jazzistica italiana dei primi anni '70 a fianco di musicisti importanti quali Giorgio Gaslini, Centazzo ha progressivamente introdotto una nuova concezione del ruolo del percussionista, muovendosi dal free jazz verso nuove forme di musica improvvisata. Nel 1976 ha fondato la ICTUS, una delle prime etichette discografiche dirette da un musicista, producendo e pubblicando la propria musica e il risultato delle collaborazioni con Steve Lacy, Evan Parker, Pierre Favre, Derek Bailey, John Zorn, Tom Corra, Eugene Chadbourne, Toshinori Kondo, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Don Cherry e altri artisti con cui alla fine del decennio ha animato la New York Downtown Music Scene.
Andrea Centazzo 2
Ai primi anni Ottanta risale l'interesse per le arti grafiche, il video e la loro interazione con la musica, che ha come esito alcune opere pluripremiate dalla critica. Nel 1986 si è allontanato dall'attività concertistica e dai generi della musica improvvisata trasferendosi a Los Angeles e dedicandosi alla composizione e alla produzione video. La produzione musicale di Centazzo conta oggi oltre 500 composizioni di generi disparati e per innumerevoli organici musicali, ivi comprese 3 opere liriche, 2 sinfonie, musiche per il teatro, il cinema e opere multimediali. Nel 1998 è tornato all'attività concertistica creando spettacoli solisti che abbinano l'esecuzione dal vivo in set percussivi ed elettronici di grande suggestione timbrica con video autoprodotti. Centazzo ha inoltre svolto attività didattica e ha fondato e diretto numerosi ensemble musicali tra cui la Mitteleuropa Orchestra. Ha pubblicato articoli e alcuni volumi dedicati agli strumenti e alla didattica delle percussioni" (tratto da "la biblioteca delle arti")
Tra l'altro, a proposito dei numerosi lavori realizzati da Andrea Centazzo, ricordo l'album "Electronic Mind Waves", pubblicato nel lontano 1976 con lo pseudonimo Elektriktus, contenente alcune infuenze prog. Lo troverete sulla Stratosfera. Invece, proprio sul finire del 2025, è stato pubblicato, in tiratura limitata a 500 copie, "Electronic Mind Waves vol. 2", con registrazioni inedite del 1973-76. Sempre di Centazzo, sul nostro blog troverete anche "Ictus" del 1974.
Carlo Actis Dato
A dare manforte ad Andrea Centazzo nel lato A di questo album del 1985, a cavallo tra free jazz, avanguardia e sperimentazione, troviamo il sassofonista Carlo Actis Dato, non nuovo alle collaborazioni col percussionista udinese. Torinese, classe 1952, suona da numerosi anni il sax baritono e il sax tenore nonché il clarinetto basso e si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto nel campo del jazz d'avanguardia europeo. Cofondatore nel 1974 del gruppo Art Studio, ha introdotto il "new jazz" in Italia. Riconosciuto da Down Beat tra i migliori baritonisti mondiali, Carlo Actis Dato vanta una vastissima discografia internazionale. Ha suonato in tutto il mondo (Europa, Canada, USA, Giappone, Africa) e ha lavorato come didatta, tenendo masterclass a Tokyo, Djakarta e Addis Abeba.
Mi ero dimenticato di farvi notare che il vinile, stampato nel 1985 dalla Edizioni Augusta, non e mai ristampato ed è anche di difficile reperibilità sul web. Come già ricordato all'inizio di questo articolo, grazie a Frank-One ora è nelle nostre mani. Siamo così giunti al lato B, contenente una lunga suite della durata di oltre 25 minuti intitolata "Interfaccia". I musicisti protagonisti sono solo due, il chitarrista e il batterista degli Arti & Mestieri (sempre super attivi), ovvero Gigi Venegoni e Furio Chirico. Chitarra filtrato dal sinth dal suono manipolato in studio, percussioni che vagano libere lungo i solchi: più che una composizione sembra una lunga jam, dove i due musicisti danno libero sfogo alla loro creatività, lontani anni luce dai suoni rigorosi e ordinati degli A&M o dei Trip. Una esibizione del tutto anomala, un "dark side" dei due strumentisti. Insomma, nel complesso ci troviamo tra le mani un album di tutto rispetto, non facile da masticare, ma apprezzabile sulla distanza. Fatemi sapere. Non mi resta che augurarvi il mio consueto buon ascolto.
Post by George - Music by Frank-One









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