martedì 21 aprile 2026

Filoritmia - The Complete Works: Filoritmia (CD autoprodotto, 2000) & Passaggi (CD autoprodotto, 2009)

 

Ed eccoci ancora una volta all'interno del sottobosco musicale del new prog italiano. E' sempre una bella soddisfazione quella di poter scoprire e condividere artisti di indiscusso valore con all'attivo magari solo uno o due album. purtroppo passati sotto silenzio. Bene, come si dice...questo è pane per i nostri denti. Per questa occasione i file non provengono (caso raro) dagli archivi dello storico amico Osel, ma da quelli di un altro amico della Stratosfera che preferisce restare dietro le quinte. I protagonisti sono i Filoritmia, un quintetto di Milano di cui si parla molto poco sul web (se non sul loro sito) e che ha realizzato due album di non facile reperibilità. . 


Il primo embrione risale al 1993, ma solo nel 1997 la band trovò la formazione ideale, quando Roberto Riccardi (chitarra) e Matteo Scarparo (basso) si unirono al nucleo storico formato da Angelo D'Ariano (tastiere), Antonio Mazzucchelli (batteria) e Giorgio Mele (voce). I Filoritmia alternavano le esibizioni live a periodi dedicati alla composizione, in cui ogni membro forniva il personale apporto ed il proprio contributo compositivo. Si giunse così nel settembre 2000, anno in cui il gruppo registrò il primo album, dall'omonimo titolo completamente autoprodotto. 

Filoritmia - Omonimo (CD, 2000)


TRACKLIST:

01. Al buio (7:17)
02. Rapporto occasionale (6:53)
03. Il mago (9:55)
04. Fiato sul collo (8:54)
05. La mappa del tempo (4:55)
06. Dirti di no (6:50)
07. Per essere felici (5:48)
08. Questo inferno (9:11)
09. Anima (6:25)
10. Epoca lontana (7:38)


FORMAZIONE:

Giorgio Mele - voce
Roberto Riccardi - chitarre
Angelo D'Ariano - tastiere
Matteo Scarparo -  basso
 Antonio Mazzucchelli - batteria


Secondo la band è difficile definire il loro stile: "Potrebbe essere rock, funky, jazz, delicato o tagliente, liscio e semplice o pieno di cambiamenti improvvisi. Ci piace rompere il ritmo e quegli schemi che abbiamo creato noi stessi. Tutto è uno strumento per creare un'atmosfera o una sensazione attraverso la musica. Prima di tutto, vorremmo sottolineare che, anche se la maggior parte delle persone considera la nostra musica progressiva, pensiamo che sia difficile paragonarci a qualsiasi altra band progressiva, vecchia o nuova. Anche se tutti amiamo i classici del rock progressivo (amiamo certe canzoni di PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Area, Genesis, Marillion), non traiamo ispirazione da nessuna musa in particolare". Ed infatti il loro sound è assolutamente originale. A differenza di altri gruppi italiani di new progressive rock che cercano l'essenza del prog nelle sonorità degli anni '70,  i Filoritmia lasciano il passato alle spalle, filtrando le loro influenze per  presentare un suono fresco e innovativo, fuori dagli schemi. ''Filoritmia'' si basa sulla sezione ritmica molto compatta e complessa, sul forte lavoro di chitarra di Riccardi e sul sensibile pianoforte/organo di D'Ariano. In quanto a tecnica non hanno bisogno di prendere lezioni da nessuno. Un gran bell'inizio che lasciava presagire interessanti sviluppi futuri. 


Filoritmia - Passaggi (CD, 2009)


TRACKLIST:

01. Colla e gesso (6:59)
02. Senza sale (8:45)
03. Non è festa (5:28)
04. L'uomo che torna (9:04)
05. Godo (9:37)
06. Il sogno del fotografo (7:46)
07. Questo (7:13)
08. Manifesto (10:02)


FORMAZIONE:

Giorgio Mele - voce
Roberto Riccardi - chitarra
Angelo D'Ariano - tastiere
Matteo Scarparo - basso
Antonio Mazzucchelli - batteria


Che dire? Sembrava imminente la pubblicazione di un secondo album e invece dovranno trascorrere ben nove anni prima di ascoltare l'episodio n. 2, "Passaggi", ancora autoprodotto e registrato, caso più unico che raro visto il tempo intercorso, con la medesima formazione. Sembra che il tempo non sia passato: la voce è ancora ruvida e graffiante, la chitarra è potente e la base ritmi è solida. Il biglietto da visita si intitola Colla e gesso, quasi 7 minuti di rock elettrico che si rifà agli anni Settanta. Distanze siderali dal progressive. Anche i quasi 9 minuti di Senza sale ripercorrono i sentieri del rock elettrico più tradizionale. La terza traccia è molto curiosa: si intitola Non è festa, uno strumentale che riprende le atmosfere e le sonorità della celebre E' festa della PFM. Ascoltatela e mi direte. Un grande omaggio alla band di Di Cioccio & Co. Sottolineo ancora la traccia n, 5 (delle 8 complessive) intitolata Godo, voce a parte, un miracolo sonoro alla Pearl Jam. E così fino alla fine, con qualche scivolone (peccato veniale) come nella complessa ma poco efficace Il sogno del fotografo. Ottimo il finale con Manifesto, dove la potenza del gruppo e, soprattutto,  la tecnica chitarristica di Roberto Riccardi esplodono in tutta la loro grandezza. Un ottimo  album di rock elettrico, dove però le già miti influenze prog presenti nel disco di esordio scompaiono del tutto. Giudizio complessivo più che positivo ma un gradino al di sotto dell'opera prima. 


In ogni caso la breve epopea dei Filoritmia si conclude qui: due album in 9 anni, ma di ottimo livello.. Quando si dice pochi ma buoni. Infine, per curiosare attraverso la loro storia e la loro musica vi invito a visitare il sito ufficiale che troverete qui. E' tutto, Vi lascio con il consueto buon ascolto.


LINK Filoritmia (2000)
LINK Passaggi (2009)

Post by George with the help of a friend of Stratosfera

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