venerdì 15 maggio 2026

Serie "Bootleg" n. 372 - Ivano Fossati - Teatro Orfeo, Milano - 29 gennaio 1987

 FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST CD 1:

01. Piano intro
02. Cow boys
03. Il pilota
04. Buontempo
05. Viaggiatori d'Occidente
06. Ventilazione
07. Fuga da Sud-Est
08. Dieci soldati
09. Panama
10. Milano
11. Una notte in Italia
12. Giramore
13. Passa il corvo
14. Il passaggio dei partigiani


TRACKLIST CD 2:

15. La costruzione di un amore
16. La mia banda suona il rock
17. E di nuovo cambio casa
18. La musica che gira intorno
19. Traslocando
20. Dedicato
21. Dolce acqua
22. E non finisce mica il cielo
23. Se ti dicessi che ti amo
24. Creuza de ma
25. Amore degli occhi
26. Il grande mare che avremo attraversato
27. La casa del serpente
28. Buona notte, dolce notte


MUSICISTI:

Ivano Fossati – voce, tastiere, chitarra, flauto
Claudio Pascoli – sax e tastiere
Stefano Meloni – tastiere
Mauro Spina – batteria
Beppe Quirici – basso


Cari amici, riprendiamo la serie "Bootleg" a noi tato cara, con un lungo (e integrale) concerto di Ivano Fossati, regalo del nostro amico Osel che ringrazio a nome di tutti coloro che seguono con passione e attenzione il nostro blog. Dopo una attenta ricerca posso affermare che questo concerto, registrato al Teatro Orfeo di Milano il 29 gennaio 1987, appare per la prima volta sul web. La qualità audio è ottima. Nell'ottobre dello scorso anno pubblicammo un concerto di Fossati (era uno special TV del 1981) molto bello e interessante (regalo del nostro amico Frank-One), ma purtroppo ridotto ad una sintesi per esigenze televisive. Nel caso in oggetto abbiamo invece tra le mani un concerto intero che include ben 28 brani. Spuntano anche due cover, una slow version di "Dedicato", scritta da Fossati e portata al successo da Loredana Berté nel 1978 e un omaggio a Fabrizio De André, suo conterraneo, ovvero la celebre "Creuza de ma". L'unica concessione al periodo Delirium è un arrangiamento della gloriosa "Dolce acqua". Dopo un inizio di concerto minimalista, con Fossati solo al pianoforte, entra il resto della band (che include un eccezionale Claudio Pascoli al sax) per ripercorrere le tappe della carriera solista del musicista fino a "700 giorni", l'ultimo album pubblicato nel 1986. Un'occasione per ascoltare l'Ivano Fossati anni '80, buon intrattenitore. forse un filino troppo romantico, non sempre amato dal largo pubblico del rock. In conclusione mi viene in mente un suo album solista, risalente al 1975, intitolato "Good-Bye Indiana", suonato dal solo Fossati in compagnia della cantautrice californiana Marva Jan Marrow e di un pugno di eccezionali coriste. Un disco bellissimo e sottovalutato che varrebbe la pena proporre sulla Stratosfera. Lo metto in lista di attesa. Intanto vi auguro buon ascolto.


LINK CD 1
LINK CD 2

Post by George & Osel

8 commenti:

  1. Ascoltare Buontempo, Dieci soldati, Il passaggio dei partigiani, La costruzione di un amore, Dedicato in questa versione, E non finisce mica il cielo, Amore degli occhi, regala grandi emozioni. Grazie cari George ed Osel e viva la Stratosfera.

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  2. Ottimo live, è sempre bello ascoltare Fossati nelle sue composizioni. Grazie Osel e buona vita al sito. Sergio

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  3. Dodici persone a Spoleto
    Millenovecentottantasette.
    L'ultimo tour è lontano cinque anni. Non un buon ricordo. Non si capiva niente, tra ragazzi, mamme e un pubblico che non sapeva se attendere una banda rock o un aviatore di là a venire.
    In scaletta un brano, Cow boys, addio alla musica americana. E un altro, Vento caldo, vecchio di secoli.
    In TV non va più, se non costretto. La strada è il teatro, ma la strada è lunga.
    Qualcuno ha capito, a Roma c'era gente che aspettava fuori.
    Non a Spoleto. Dodici persone.
    Nel suo ambiente, dice, è come esibirsi avendo sempre accanto un molosso, che da un momento all'altro può masticarti una caviglia. Si deve fare in modo che il molosso sia ben pasciuto. Come esibirsi nella gabbia del leone e ogni tanto il leone vuole carne cruda. Negli anni ne ha gettata un po', "mai troppa come vedi". E non si è fatto mordere.
    Di carne cruda con ce n'è, a Spoleto. È uno dei due momenti critici. Li supererà sempre, con qualcosa di mediamente eclatante. Carne cruda, mai troppa, roba buona.
    Non è ancora capocomico. Intuisce, ma non comprende, la grammatica del teatro. Ha un passato confuso, denso, convulso.
    A Spoleto suona come se il teatro fosse pieno.
    Il passato è settecento giorni, soldati e partigiani. Nulla di veramente compreso. Nulla che lasci intravedere la via della seta.
    Fortunati, quei dodici spettatori. Hanno visto il Volatore prima del volo.

    cit. Andrea Scanzi Ivano Fossati il volatore (GIUNTI 2006)

    E fortunati noi, frequentatori della Strato, grazie a Osel e a George per questo live "prima del volo". CMB

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  4. francamente gli anni 70 e 80 di fossati li preferisco di gran lunga ai fasti successivi.....in quegli anni l'ho visto innumerevoli volte( e pure gratis) nelle varie feste dell'unità e affini.
    Cambiava spesso scaletta e faceva pure cover, magari da solo al piano aveva sempre ottimi musicisti ed era molto coinvolgente.
    Poi, ovviamente, grande musica anche negli anni successivi,ci mancherebbe, però a questi anni sono particolarmente legato.
    Goodbye indiana è uno splendido album, lo ricevetti in anteprima ,per farne recensione sul giornale su cui scrivevo ,dalla Fonit Cetra.....altri tempi....

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  5. Grazie mille davvero per questo post, interessantissimo avere un concerto integrale di quegli anni, e soprattutto molto bello vedere anche un'esecuzione del brano "Il grande mare che avremo attraversato".

    Concordo pienamente per quanto riguarda l'album Goodbye Indiana, per me Fossati fino a Panama compreso ha fatto alcuni dei miei album italiani preferiti, e se mai si venisse a conoscenza di un'altra live di quel periodo lì in cui esegue brani di quei LP, sarebbe sempre una bella sorpresa.

    Grazie mille ancora per tutto il grande impegno e lavoro che mettete in queste ricerche encomiabili

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  6. Ciao a tutte e a tutti! Possibile che nella formazione manchi "flauto" tra gli strumenti di Fossati? Mi sembra che in questo (bellissimo) concerto lo suoni davvero spesso... Grazie per l'upload! <3

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    1. sì certo suonava pure il flauto in alcuni pezzi

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  7. Verissimo. E' stata una svista. In Dolce acqua dei Delirium, ad esempio, è lui al flauto. Aggiorno subito il post. Grazie per la segnalazione.

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