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mercoledì 8 luglio 2015

Le Antologie della Stratosfera vol. 20 - De De Lind & Vito Paradiso - 1969-1980 - The (almost) Complete Works

DE DE LIND - 1973 - Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi hanno dato.

TRACKLIST :

01 - Fuga e morte
02 - Indietro nel tempo
03 - Paura del niente
04 - Smarrimento
05 - Cimitero di guerra
06 - Voglia di rivivere
07 - E poi

Testo tratto dal post originale del 29 maggio 2011: Ed ecco a voi uno dei più famosi dischi "minori" del rock progressivo italiano: nel 1973 il quintetto dei De De Lind confeziona l'album con il titolo più lungo della storia del nostro genere musicale, "Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi han dato". Sebbene non tutto l'album sia su altissimi livelli, alcuni pezzi di genere hard prog risultano, secondo la mia personalissima opinione, veramente gradevoli (Fuga e morte, Indietro nel tempo). Il gruppo proviene dall'epoca tardo beat (esistevano già dal 1969) e, prima di quest'album, aveva già prodotto due o tre singoli commerciali. Dopo quest'album, che venne completamente ignorato da pubblico e critica, nonostante una frequente presenza della band ai festival pop dell'epoca, il gruppo si sciolse ed il solo Paradiso proseguirà una carriera solistica povera di successi. L'album verrà poi rivalutato da molti studiosi del rock progressivo italiano: alcuni addirittura lo ergeranno a capolavoro. A voi l'ardua sentenza, ciofeca o capolavoro, ascoltate e fate sapere, please...

Quì il buon J. J. John strapazza abbastanza questo album (naturalmente su John Classic Rock), mentre qui ne parla in toni più lusinghieri Monsieur Croce su Italianprog

I DE DE LIND :

Vito Paradiso - Voce, chitarra classica
Gilberto Trama - Fiati
Matteo Vitolli - Chitarra elettrica
Eddy Lorigiola - Basso
Ricky Rebajoli - Batteria


DE DE LIND - 1969/1971 - I singoli

TRACKLIST :

01 - De De Lind - Anche se sei qui (1969 - Side A)
De De Lind - Come si fa? (1969 - Side B) Missing
02 - De De Lind - Mille anni (1970 - Side A)
03 - De De Lind - Ti Devo Lasciare (1970 - Side B)
04 - De De Lind - Signore, dove va (1971 - Side A)
05 - De De Lind - Torneremo ancora (1971 - Side B)

 Insieme all'album dei De De Lind, vi proponiamo la raccolta quasi completa dei singoli della band. Purtroppo risulta introvabile, per il momento, il lato B del loro primo 45 giri, inciso nel 1969. Per completezza aggiungo che esiste un altro singolo del 1973, contenente i brani "Fuga e morte" e "Paura del niente" tratti dall'album del 1973 e quindi non inclusi in questa mini raccolta.

Quale modo migliore per chiudere la parte del post dedicata ai De De Lind, se non ammirare la bellezza Di Dede Lind, playmate dell'anno 1967 ed evidente ispirazione per i ragazzi della band...



VITO PARADISO - 1978 - Noi belli noi brutti

TRACKLIST

01 - Che senso ha
02 - Diridon
03 - Noi belli noi brutti
04 - Marciapiedi
05 - Bianco segno di gesso
06 - Asfodeli
07 - Un sole in più
08 - Inferno fedele
09 - Lorena
10 - Ubriachi nella notte
11 - Regina dei folletti
12 - Commiato in 11/8

Nato a Rapolla nel 1942, Vito Paradiso, cantante dei De De Lind, dopo lo scioglimento della band, ebbe una breve carriera solistica, iniziata nel 1975 con il singolo "500 blu/Poeta racconta". Entrambi i brani di questo singolo risultano purtroppo introvabili, quindi non sono presenti in questa antologia. Sono invece presenti, grazie agli amici del nostro blog, entrambi i successivi album solistici del cantante. Iniziamo dal primo di essi in ordine cronologico, ovvero "Noi belli noi brutti" del 1978. Sebbene composto da 12 pezzi molto brevi, è un lavoro di stampo cantautoriale molto gradevole, non banale e con testi intelligenti. Sotto l'aspetto prettamente musicale, sebbene non vi siano grandi parti solistiche, il disco è suonato magistralmente, ma non potrebbe essere altrimenti, viste le partecipazioni davvero di altissimo livello: Ares Tavolazzi, membro storico degli Area, Ellade Bandini, Giorgio Baiocco sono nomi che si presentano da soli. E tutto sotto la supervisione di Vince Tempera, che suona anche il pianoforte nell'album.Qualche reminescenza di progressive rock può essere rintracciata negli ultimi 2 pezzi, "Regina dei folletti" e nel breve strumentale "Commiato 118", che chiude l'album in bellezza. Molto gradevole anche la deandreiana "Inferno fedele". In generale, la voce di Paradiso risulta sempre all'altezza e senza incertezze, pur senza particolario virtuosismi.

Musicisti di "Noi belli noi brutti"

Vito Paradiso: chitarra classica, chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax alto, soprano, flauto
Ellade Bandini: batteria
Massimo Luca: chitarra acustica, 12 corde, chitarra elettrica
Renè Mantegna: percussioni
Ares Tavolazzi: basso
Vince Tempera: pianoforte e arrangiamento dell'album

Il primo singolo di Vito Paradiso del 1975, purtroppo non disponibile per il download


VITO PARADISO - 1980 - Per lasciare una traccia

TRACKLIST :

01 - Per lasciare una traccia
02 - Elisa elisa eh
03 - Attento attento
04 - Rapolla
05 - Terra piccola
06 - Se tu mi pensi
07 - Io da una parte
08 - Rapolla (strumentale)

Se nel precedente "Noi belli noi brutti" vi erano delle collaborazioni di lusso, che dire di questo lavoro del 1980 dove, in un folto gruppo di musicisti, spiccano i nomi di entrambi i fratelli Nocenzi dell'amatissimo Banco del Mutuo Soccorso. E l'apporto dei 2 grandi artisti del prog italiano si sente eccome ragazzi, ve lo posso assicurare. Certamente un passo avanti ripetto all'album precedente, questo lavoro sicuramente rispecchia maggiormente l'anima e la personalità dell'artista, con i riferimenti al suolo natio ("Rapolla"). Per nostra fortuna, vista la levatura dei musicisti partecipanti, qui i brani sono solo 8 e di maggior respiro. Viene lasciato quindi maggior spazio anche alle parti strumentali. In un certo modo, "Per lasciare una traccia", nonostante sia del 1980, è un lavoro che riavvicina più del precedente Vito Paradiso a sonorità prog, sebbene in stile cauntatorial. E così la storia inizia e finisce allo stesso modo, per così dire... Buon ascolto friends


Musicisti di "Per lasciare una traccia"

Vito Paradiso: chitarra acustica, voce
Giorgio Baiocco: sax tenore
Gianni Nocenzi: pianoforte
Vittorio Nocenzi: piano Fender
Beppe Cantarelli: chitarra elettrica, syncussion, chitarra acustica e arrangiamenti
Ottavio Corbellini: syncussion
Mino Fabiano: basso elettrico Alembic
Walter Scebran: batteria, syncussion
Aldo Banfi: tastiera
Lella Esposito: cori
Wanda Radicchi: cori
Silvio Pozzoli: cori
Pino Ferro: cori
Gianni Berlendis, Ferdinando Antonelli, Giuseppe Cantoni, Vincenzo Lo Castro, Roberto Marchiò, Adalberto Murari: archi

LINK non so da dove (original post)
LINK singoli 
LINK belli e brutti
LINK una traccia

Post by Captain, thank you very much to Vlad Tepes for "Noi belli noi brutti", to new uploader FabioF for "Per lasciare una traccia" and to Mmasimo and George for the singles

domenica 29 maggio 2011

De De Lind - 1973 - Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò...


TRACKLIST :

01 - Fuga e morte
02 - Indietro nel tempo
03 - Paura del niente
04 - Smarrimento
05 - Cimitero di guerra
06 - Voglia di rivivere
07 - E poi

Ed ecco a voi uno dei più famosi dischi "minori" del rock progressivo italiano: nel 1973 il quintetto dei De De Lind confeziona l'album con il titolo più lungo della storia del nostro genere musicale, "Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò. Uomo è il nome che mi han dato". Sebbene non tutto l'album sia su altissimi livelli, alcuni pezzi di genere hard prog risultano, secondo la mia personalissima opinione, veramente gradevoli (Fuga e morte, Indietro nel tempo). Il gruppo proviene dall'epoca tardo beat (esistevano già dal 1969) e, prima di quest'album, aveva già prodotto due o tre singoli commerciali. Dopo quest'album, che venne completamente ignorato da pubblico e critica, nonostante una frequente presenza della band ai festival pop dell'epoca, il gruppo si sciolse ed il solo Paradiso proseguirà una carriera solistica povera di successi. L'album verrà poi rivalutato da molti studiosi del rock progressivo italiano: alcuni addirittura lo ergeranno a capolavoro. A voi l'ardua sentenza, ciofeca o capolavoro, ascoltate e fate sapere, please...

Quì il buon J. J. John strapazza abbastanza questo album (naturally su John Classic Rock)




I DE DE LIND :

Vito Paradiso - Voce, chitarra classica
Gilberto Trama - Fiati
Matteo Vitolli - Chitarra elettrica
Eddy Lorigiola - Basso
Ricky Rebajoli - Batteria

Buon ascolto a todos

NEW LINK
(18-6-2015)

Post by Captain
 

martedì 14 aprile 2015

Le compilation della Stratosfera vol. 12 - 1997 - Meteora


TRACKLIST:

01. I Maya - Salomon
 02. I Maya - Yucatan
03. Lydia e gli Hellua Xenium - Guai a voi!
04. Lydia e gli Hellua Xenium - Invocazione
 05. I Fholks - Mi scorri nelle vene
 06. I Fholks - Cerchi
 97. Le Aquile - Il tuo splendido amore
 08. Le Aquile - Agnus dei
09. The Underground Set - Una lettera
10. The Underground Set - Libitum
11. Il Punto - È il mio mondo
12. Il Punto - Ragazzi che scappano
13. Officina Meccanica - Bambini innocenti
14. Officina Meccanica - Bambini innocenti (strum.)
 15. I Salis - Chissà se la luna ha una mamma
 16. I Salis - Cronaca di una cosa
17. New Trolls - Autostrada
18. New Trolls - Il nulla e la luce
19. De De Lind - Signore dove va?
20. De De Lind - Torneremo ancora



Continua il nostro viaggio tra le compilation della Stratosfera, seguendo la cronologia pubblicata da Augusto Croce sul suo sito ItalianProg, vera e propria bibbia per tutti noi appassionati di progressive italiano. Siamo giunti al 1997, anno in cui veniva pubblicato questo rarissimo disco, stampato in sole 50 copie numerate a mano e venduto alle fiere del disco nel periodo 1997-1998. L'album, che contiene brani tratti da singoli e inediti su LP, non è mai stato ristampato. Ma vediamo cosa dice al riguardo Augusto Croce: "Se questa raccolta fosse uscita in veste ufficiale sarebbe stata un best seller!  Di sicuro una delle migliori compilation di singoli mai realizzata sul prog italiano, contiene alcuni brani belli e rari come il primo singolo di Lydia e gli Hellua Xenium, Bambini innocenti dell'Officina Meccanica, Autostrada dei New Trolls, i singoli dei Fholks (più tardi Reale Accademia di Musica) e delle Aquile".



In effetti si tratta di una compilation di notevole spessore e qualità, grazie alla quale si possono ascoltare brani perduti, relegati su singoli a suo tempo passati quasi del tutto inosservati. Andiamo con ordine. Il disco si apre con l'unico 45 giri pubblicato dai Maya nel 1972. Gruppo genovese annoverava nella formazione il percussionista Ramasandiran Somusundaram, nostra vecchia conoscenza, autore di alcuni singoli per l'etichetta Magma e componente, seppur per un breve periodo, della Bambi Banda e Melodie con Bambi Fossati. Segue il primo raro singolo dei lombardi Lydia e gli Hellua Xenium, datato 1973 e caratterizzato da uno stile dark prog con la bella voce di Lydia in evidenza, molto vicino alle sonorità di Jacula/Antonius Rex. Uno dei capolavori del prog italiano. E' poi la volta del primo e unico 45 giri dei romani Fholks (poi Reale Accademia di Musica) pubblicato nel 1970. Forse vale la pena ricordare che i Fholks fecero da supporter nel 1968 ai Pink Floyd e a Jimi Hendrix. Ca va sans dire... C'è poco da dire sulle Aquile: formatisi a Sorano, in provincia di Grosseto, esordirono con un singolo di pop melodico nel 1971. Il 45 giri successivo, risalente al 1973 (inserito in questa compilation), è di tutt'altra fattura e rievoca a tratti lo stile del Blocco Mentale. Poi...il silenzio. Peccato.



Degli Underground Set abbiamo già parlato a lungo su questo blog. Visto che, come ben sappiamo, dietro questo gruppo si nascondono i musicisti della Nuova Idea, vi invito ad andare a riscoprire la lunga monografia a loro dedicata. Il 45 giri incluso in "Meteora" venne pubblicato nel 1971. Entrambi i brani apparvero sul secondo LP "War in the night before".  Arriviamo così a Il Punto, quartetto romano che annoverò tra le sue fila anche il batterista Stefano D'Orazio, transitato nel 1971 nell'organico dei Pooh. Il gruppo incise un solo LP nel 1972 contenente brani tratti dalle colonne sonore di due film: "In nome del popolo italiano" e "Ettore Lo Fusto". Il 45 giri qui compreso risale al 1971 ed è il primo singolo pubblicato dalla band, che si sciolse l'anno successivo. E' poi il turno dell'Officina Meccanica, provenienti dalla provincia di Roma, che incisero cinque singoli prima di dissolversi nel nulla. Particolare la presenza nel loro organico di un sax e una tromba. Il singolo Bambini innocenti, che presenta una versione strumentale sul lato B, uscì nel 1973. Proseguiamo con I Salis, gruppo arcinoto e molto gettonato sulla Stratosfera. Non mi dilungherei ulteriormente. Vi rimando alle pagine a loro dedicate su questo blog. Il singolo qui pubblicato risale al 1970.



Siamo quasi al termine. E' la volta dei New Trolls, con il singolo Autostrada del 1970, un capolavoro rimasto inedito su LP, purtroppo passato nell'oblio (li ricordate mentre suonano questo brano in studio nel film "Terzo canale - Avventura a Montecarlo"?). E' l'unico singolo nella loro lunga storia musicale registrato per la RCA. In chiusura troviamo i De De Lind con un singolo del 1971 (mi ricordo che presero nome da una modella di Playboy), con due brani molto belli, specie quello presente sul lato B, Torneremo ancora.

E' proprio tutto. Gustiamoci insieme questa raccolta di meraviglie.



Link

Post by George

lunedì 14 ottobre 2013

Serie "Bootleg" n. 124 - "Be-In' Pop Festival" - Napoli, 19-21 giugno 1973 - Le registrazioni salvate e le celebri jam sessions (Superpost)

Il "Be-In" Pop Festival di Napoli è uno di quei pochi raduni avvenuti negli anni '70 sul patrio suolo che è passato alla storia. Pochi altri lo hanno eguagliato, sia per il numero e la qualità degli ospiti, sia per l'interesse che ancora oggi raccoglie intorno a sé, come evento musicale. E' pur vero che un paio di anni prima c'erano stati i due festival di Caracalla, Villa Pamphili, la Controcanzonissima, i due festival di Avanguardia e Nuove Tendenze, il Re Nudo Pop Festival, giusto per citare le principali Woodstock italiane. Però il Be-In ha lasciato una traccia forte, quella traccia indelebile di un'epoca il cui il pop italiano era nei cuori e nelle orecchie dei ragazzi ancora ubriachi dai mega raduni di Woodstock e Wight.  I nostri musicisti, anche se si ispiravano ai grandi nomi del prog e del rock jazz internazionale, avevano sviluppato un proprio modo di reinventare e riscrivere il pop inglese o quello d'oltremanica, contaminandolo con nuove e originali sonorità musicali ispirate, principalmente,  dalla tradizione mediterranea (Osanna su tutti). Il Festival Pop di Napoli lanciò e consolidò una miriade di gruppi nostrani. Voluto principalmente dagli Osanna (non a caso la location fu proprio Napoli), il "Be-In", raccolse musicisti e gruppi quali Biglietto per l'Inferno, Pholas Dactylus, Era D'Acquario, Garybaldi, Living Music, Claudio Rocchi, Franco Battiato, Mauro Pelosi, Tito Schipa Jr. , Perigeo, Rovescio della Medaglia, Quella Vecchia Locanda, Cervello, De De Lind e molti altri. Ospiti stranieri furono nientemeno che gli Atomic Rooster. Il festival nacque dal basso, dai musicisti che avevano voglia di ritrovarsi e suonare insieme e non per volontà dei discografici che cercavano di lanciare gruppi e musicisti. Tre giorni intensi, il 19-20 e 21 giugno 1973, oltre 25.000 ragazzi stipati all'interno del Villaggio Kennedy di Camaldoli: io ero ancora un po' piccolino, ma ricordo che a scuola se ne parlava e leggevamo avidamente le recensioni su Ciao 2001, ad opera di Fiorella Gentile e Dario Salvatori. Se le volete leggere o rileggere anche voi andate QUI

Oltre alle esibizioni dei singoli gruppi e musicisti, il concerto rimase celebre anche per le jam sessions che lo caratterizzarono. 
Scriveva così Fiorella Gentile su Ciao 2001 n. 27 dell'8 luglio 1973: 
"E poi, meravigliosa, la jam session da annali del pop, L'Uomo e la Donna (Elio e Tony) che dialogavano coi loro strumenti: il flauto accattivante e aggressivo, il violino pazzo e remissivo. Una straordinaria intesa musicale, che si traduceva in movimento fisico, in sguardi e sorrisi, nel diffuso rossore di lei e nella prepotente personalità di lui. Il gioco infantile di due artisti eccezionali, alla riscoperta dell'essenzialità musicale. Dietro, un solido mantello ritmico: la chitarra di Danilo, la batteria e il basso (Atomic Rooster) che stavano alle regole, pur abituati a tutt'altro, le altre due chitarre (De De Lind e Living Music) docili, il flauto intimidito (Quella Vecchia Locanda) e il sintetizzatore (Battiato) a volte efficace, altre fastidioso, in mezzo a tanta armonia, come un gesso sulla lavagna, e ridondante".

Questa mitica jam session è stata in parte recuperata ed è apparsa su alcuni bootleg. Peraltro era anche stata postata da Roby sulla Stratosfera, ma oramai - dopo le ben tristi vicende che hanno riguardato tempo fa il nostro blog - il link del download è inattivo. I brani erano contenuti in un post dedicato a Franco Battiato con una serie di rarità del periodo 1973-74. Anche il set dei Garybaldi era stato postato nel 2012 da Roby, ma anch'esso ha oggi il link inutilizzabile. Altre registrazioni in circolazione (ma è sempre più difficile trovare i link attivi) riguardano, oltre ai due sopracitati, Quella Vecchia Locanda. 

Ho allora pensato di riproporre tutto il materiale che ho trovato nei miei archivi, organizzandolo in modo organico in questo superpost: qui si trovano raccolte  tutte le registrazioni in circolazione relative al "Be-In", incluse le celebri jam sessions (una di queste saltata fuori da poco).  Ne è uscito una sorta di cofanetto composto da 4 CD (2 dedicati ai protagonisti e 2 con le jam sessions). Nota importante: le immagini, tratte dal settimanale Ciao 2001, le ho prese in prestito dal sito Helaberarda del mio "big old friend" Danilo. Ma procediamo con ordine



CD1 - I protagonisti
In questa prima parte sono raccolte le registrazioni, quei frammenti salvati e oggi ancora in circolazione, delle performance di alcuni dei protagonisti: nell'ordine Franco Battiato, Garybaldi e Quella Vecchia Locanda. Come piccolo cadeau ho anche inserito il set degli Atomic Rooster (trasgressione!! un gruppo straniero sulla Strato!), che si esibirono il 19 giugno. Da non perdere assolutamente la mitica presentazione di Eddy Ponti: "Noi vogliamo bene all'erba, non bruciamola, usiamola in un altro modo". Anche questa è storia. 

TRACKLIST:

01. Franco Battiato - Improvisation / Sequenze e Frequenze
02. Franco Battiato - Sequenze e Frequenze (spezzone finale dell'improvvisazione di cui alla traccia precedente, con suono migliorato)
03. Garybaldi - Madre di cose perdute (cut)
04. Garybaldi - Sette - part 1
05. Garybaldi - Sette - part 2 (cut)
06. Eddy Ponti presenta Quella Vecchia Locanda
07. Quella Vecchia Locanda - track 1
08. Quella Vecchia Locanda - track 2
09. Quella Vecchia Locanda - track 3
10. Quella Vecchia Locanda - track 4

La qualità delle registrazioni è molto varia. Apre Franco Battiato, da solo col suo sintetizzatore, in una performance di oltre 13 minuti, dalla qualità sonora accettabile. Seguono i Garybaldi, con tre brani (Sette è divisa in due parti) tratti da Astrolabio, allora appena pubblicato. La qualità della registrazione è ottima, così come quella del breve set dei Quella Vecchia Locanda. con lo splendido violino di Donald Lax in primo piano.
Per le informazioni sul concerto dei Garybaldi al "Be-In" andate QUI



CD 2 - gli ospiti stranieri: Atomic Rooster
Il gruppo inglese guidato dal tastierista Vincent Crane venne invitato da Elio D'Anna degli Osanna, come "guest star". Era da poco stato pubblicato l'album "Nice 'N' Greasy". Da notare anche la presenza del cantante Chris Farlowe (lo si sente bene in "Voodoo in You"), del grande chitarrista John Goodsall (in arte Johnny Mandala) e del batterista Ric Parnell. Quest'ultimo nel 1975, dopo che Crane fuggì con la cassa piantando in asso gli altri (gli Atomic Rooster erano in tour in Italia) si fermerà in terra italica per suonare prima con i Nova e poi con i New Trolls. La loro esibizione al Be-In ebbe luogo il 19 giugno. La sezione ritmica partecipò anche alla leggendaria jam session di fine giornata. Gli Atomic Rooster proposero tre brani, qui raccolti in un unico file.

TRACKLIST:

01. Track 1
02. Voodoo in You / Drum solo
03. Track 3



CD 3 - Jam Session #1
Entrata quasi nella leggenda (forse in modo un po' esagerato) questa jam session 
venne guidata da Elio D'Anna e vi presero parte Toni Marcus, Danilo Rustici, Franco Battiato, alcuni componenti degli Atomic Rooster, dei De De Lind, dei Living Music, dei Quella Vecchia Locanda. Lo spezzone di questa rara registrazione, avvenuta il 19 giugno 1973 (dura complessivamente 21 minuti), dalla qualità sonora "accettabile", è suddiviso in tre file. Molto bello l'intreccio tra il flauto di Elio D'Anna e il violino elettrico della bravissima Toni Marcus, collaboratrice di grandi musicisti, tra i quali Van Morrison. 

TRACKLIST :

01. Jam part 1
02. Jam part 2
03. Jam part 3



CD 4 - Jam Session #2 - Pagoda's Jam
Incredibile jam session tra Elio DìAnna, Franco Battiato e tre componenti degli Aktuala, uscita dagli archivi da pochissimo tempo. Si tratta di una lunga improvvisazione della durata di oltre 38 minuti, denominata "Pagoda's Jam" e registrata il 19 giugno 1973. Il suono è ipnotico, le percussioni di Lino 'Capra' Vaccina e di Laura Maioli fanno da tappeto sonoro al synth di Franco Battiato e all'onnipresente flauto di Elio D'Anna. La qualità della registrazione è discreta. 

TRACKLIST:

01. Pagoda's Jam

MUSICISTI:


Lino "Capra" Vaccina - Tablas
Franco Battiato - Vocals, Keyboards, Electronics
Elio D'Anna - Vocals, Flute
Antonio Cerantola - Vocals, Guitar, Dulcimer 
Laura Maioli -Tambura 


Enjoy!

Post by George

martedì 5 giugno 2012

Collection 45 Giri Rari Prog Rock Italiano - Vol. 35

TRACKLIST :

01 - Hugu Tugu - Fino a ieri (Jefferson Airplane cover) (1968)
02 - J. Plep - L' anima del mondo (1969)
03 - J. Plep - La scala (1969)
04 - De De Lind - Ti Devo Lasciare (1970)
05 - III Classe - It brings a tear (1971)
07 - Yoice - God's Own Land (1971)
08 - Yoice - Sold Out (1971)
09 - Time machine - Bird in the wind (1971)
10 - Gli Uh! - Dormi qui (Faces cover) (1972)
11 - Mirageman - Hallucination (1972)
12 - La bottega del fabbro - Perchè tu non vuoi (1973)
13 - La bottega del fabbro - Solo con te (1973)
14 - Rebus - Cogito Ergo Sum (1973)
15 - Exploit - The green's man (1973)
16 - Sexy margarine - Our good love (45 italian glam hard rock 1974)
17 - Francesco Magni - Jebel Murra (1980)
18 - Mauro Quattrina - Amuleto (1983)

Interrompo un'assenza di circa una settimana dal blog, dovuta ad impegni vari ed a una ristoratrice minivacanzina in montagna durante il week end. A questo proposito, ringrazio i miei brillanti comparucci co bloggers che, anche durante questa mia piccola pausa, hanno rimpinzato gli affamati viaggiatori che si trovavano a passare da queste parti con deliziose leccornie sonore. Venendo ad ora, quale miglior modo di celebrare un ritorno di una bella collection di rarità e singoli perduti delle scorse decadi (tra l'altro anche le collections mancano dalla stratosfera da ben un mese e mezzo). Andiamo quindi, come di solito, ad una breve descrizione dei pezzi presenti su questo 35° poderoso (18 canzoni !!) volume di una serie che è certamente uno dei pezzi forti del nostro blog... Si va ad incominciare con una bella cover di "Somebody to love" dei Jefferson Airplane, anno di grazia 1968, autori gli Hugu Tugu. Seguono due brani del 1969 da un singolo dei J Plep, molto bello il secondo. I J Plep non sono altro che i Nuova Idea ai primi vagiti (cit. note di Rattus, semper lù). Veniamo così ad un pregevole pezzo proto prog da un raro singolo dei "quasi mainstream" De De Lind, seguito da un bel brano rock dei III Classe, purtroppo troncato sul finale. A seguire i Marmorstein, con un pezzo pop prog un po' facilino ma pregevole davvero nell'accompagnamento musicale, che ricorda con le dovute distanze il Banco (batteria e piano spettacolari davvero, ma anche tutto il resto) e entrambi i lati di un ottimo singolo in inglese degli Yoice, gruppo composto da ex membri degli Analogy (Yutta forever, bellissima voce e non solo!!!). Uno stranissimo brano a base di batteria strascicata, chitarra distorta e flauto dolce dei Time Machine ci traghetta ad una cover di "Stay with me" dei Faces, ben eseguita da Gli Uh! e, a seguire, ad un pezzo con orchestra dall'eloquente titolo "Hallucination" di Mirageman, mitologico pesonaggio (armato di piano preparato) dei seventies italiani. Giungiamo così a due ottimi pezzi de La bottega del fabbro, tratti da un singolo del 1973, seguiti da un pezzo fantastico, dello stesso anno, del misterioso gruppo Rebus, tratto dall'omonimo ed altrettanto misterioso album, che ho immediatamente inserito nella wishlist, se qualcuno ne sa di più si faccia sentire e ci illumini. E magari, visto la qualità di questa canzone, se qualcuno ci fornisse anche un bel link, un post dedicato alla riscoperta di questo gioiellino dimenticato non ce lo toglierebbe nessuno. Seguono, sempre dall'anno di grazia 1973, i recentemente presentati nel trofeo sconosciume Exploit, con un pezzo interamente musicale, a dire il vero abbastanza da library prog, comunque decisamente gradevole, che inizia come una mazurka: io di questo brano adoro letteralmente il finale. Ci avviamo alla chiusura con due bellissime canzoni (in un mp3) da un singolo del 1974 dei Sexy Margarine, uno dei rari gruppi che, in Italia, proponeva un genere hard glam rock; penultimo ci metto Francesco Magni, un personaggio che, per pochissime settimane, ebbi la fortuna di incontrare in seconda elementare come maestro di musica. Non ricordo nulla di lui, se non che mi colpì come poche persone al mondo a quell'età, lasciò la cattedra nella scuola per andare a Sanremo con l'altro lato di questo singolo, che si chiamava "Voglio l'erba voglio". Molto più bello questo lato B, oltre che prog alla sua maniera. Ma la vera chiusura del volume 35 spetta a Mauro Quattrina, che ci presenta un brano Synt pop prog del 1983, chiudendo in leggerezza questo imponente volume 35...

Buon ascolto

NEW LINK
(aggiornato il 26-7-2012)

sabato 30 aprile 2022

Serie "Historic Bands Live in Italy" - Capitolo 76 - Uriah Heep - Italian Tour 1971-1980

 

PREFAZIONE

I protagonisti di questo 76° capitolo della serie "Historic Bands Live in Italy" (prog e non) sono gli Uriah Heep, tra i gruppi che ho amato di più dalla notte dei tempi (e continuo imperterrito), passione condivisa con lo storico amico Robi, alias il Capitano. Anzi, dirò di più: lui si è fatto le ossa proprio curando un blog in lingua inglese dedicato alla grande band britannica, quel "Abominogjnrs Blog", abbandonato da anni ma con qualche link ancora attivo. Lo troverete nel blog roll sulla destra  della home page. Era da tempo che volevo dedicare uno spazio agli UH ed è finalmente giunto il momento.

PARTE I - IL PRIMO TOUR ITALIANO DEL 1971

Gli Uriah Heep, forti del successo dei loro primi due album, "Very 'eavy...Very 'umble" (1970) e "Salisbury" (pubblicato nel febbraio 1971) scesero in Italia per la prima volta nel 1971. Nello stesso anno fecero tre diversi tour (o troppo o niente): il primo a giugno, il secondo ad agosto e il terzo a dicembre. Le pagine del settimanale "Ciao 2001", la nostra bibbia di allora, promossero il terzo passaggio, quello di dicembre (vedi immagine sottostante).



Come sempre le date e le località potevano essere imprecise anche perché allora la confusione regnava sovrana. Vediamo cosa è stato documentato e cosa no, rispetto a questo primo triplice tour italiano.
Iniziamo dalle date. La prima discesa avvenne tra il 5 e il 14 (forse 15) giugno. Queste le tappe riportate dalla gig list ufficiale degli UH:

5 giugno - Teatro Sociale, Brescia (con PFM open act)
6 giugno - Bobo 2000 Club, Modena (due show nello stesso giorno)
7 giugno - Teatro Brancaccio, Roma (con Quelle Strane Cose Che open act)
9 giugno . Palasport, Forlì (con PFM open act)
10 giugno - Palasport, Torino (due show - con i De De Lind open act nello show pomeridiano)
11 giugno - Milano (luogo non indicato)
13 giugno - Discoteca Taverna, Fiesso d'Artico (VE) (con PFM open act)
14 giugno - College Club, Torino (con PFM open act)
?? giugno (forse il 15) - Monza (luogo non indicato) (con PFM open act)





Attenzione perché lo show del 13 giugno, quello di Fiesso d'Artico (nei pressi di Venezia) risulta essere il solo documentato con registrazione audio. Purtroppo l'ho cercata per mari e monti senza alcun risultato. Forse qualche nostro lettore/frequentatore riuscirà a fornircela. La speranza è sempre l'ultima a morire. Volevo anche avvisarvi che girano alcune fake su questo primo tour. Addirittura vengono documentati con tanto di copertine (ripeto, trattasi di falsi) i concerti di Modena (6 giugno) e di Forlì (9 giugno). Ma andiamo avanti. Di seguito la set list proposta dalla band in questo primo round: 
Bird Of Prey / Time To Live / Dreammare / Shadows Of Grief / Salisbury / Gypsy. 



 Ci tengo a precisare che le foto postate in questa sezione, relative al tour del 1971, provengono dallo show di Bologna del 29 dicembre  (quelle in b/n, con Lee Kerslake alla batteria al posto di Ian Clark), mentre quelle a colori giungono dallo show di Rimini del 10 agosto. 



Non contenti, gli UH vennero nuovamente in Italia per la classica tournée estiva nelle località balneari (con qualche eccezione) dal 1° al 16 agosto (ma non vi sono certezze)  Queste le date:

3 agosto - Salone del Mare, Lignano Sabbiadoro
5 agosto - Dancing Buenos Aires, Castelletto Ticino (NO)
7 agosto - Riccione (luogo non indicato)
10 agosto - Karribe, Rimini (documentato con alcune foto)
15 agosto - Geo Club, San Mauro Mare
Le ultime tre tappe del tour non hanno data certa. Dopo San Mauro Mare il gruppo si esibì nella Locanda del Lupo a Miramare di Rimini, quindi nel Cavaluccio Marino a Camaiore, per concludere con un concerto a Senigallia. Nessuno di questi show risulterebbe documentato da registrazione audio. 



Ancora in Italia per un terzo tour, questa volta più breve, gli Uriah Heep fecero solo quattro tappe, dal 28 al 31 dicembre, ovvero:

28 dicembre - Dancing Paradiso, Trieste (documentato da registrazione audio)
29 dicembre - Palasport, Bologna (con Acqua Fragile open act) (documentato da foto)
30 dicembre - Nautilus, Cardano al Campo (VA)
31 dicembre - Palasport, Torino

Questa la nuova set list presentata: 
Bird Of Prey / I Wanna Be Free / July Morning / Why / Tears In My Eyes / Look At Yourself / Gypsy

Quel poco che ho recuperato di questo primo tour sono solo due soli brani, quello di apertura e quello di chiusura dello show di Trieste del 28 dicembre. Nessuna fake, ve lo assicuro, le due tracce sono assolutamente autentiche. Ascoltatele e scoprirete il perché. Questa la line up: David Byron (voce), Mick Box (chitarra), Ken Hensley (tastiere), Mark Clarke (basso), Lee Kerslake (batteria). Ecco la foto ufficiale di questa formazione attiva dal novembre 1971 al febbraio 1972. 


Faccio dunque appello a tutti gli amici della Stratosfera (e ai loro amici e agli amici degli amici) per recupere lo show integrale. 



Uriah Heep - Dancing Paradiso, Trieste, 28.12.1971

01. Bird of Prey
02. Gypsy


PARTE II - IL SECONDO TOUR ITALIANO DEL 1980

Bisognerà attendere il 1980 per vedere nuovamente gli Uriah Heep in Italia, causa il fatto - come ben sappiamo - che il nostro Paese, per quasi un decennio, venne bandita dai tour internazionali dei grandi artisti stranieri, salvo qualche rarissima eccezione, in quanto "meta pericolosa". Nel frattempo il gruppo aveva ottenuto un successo mondiale con album storici quali "Look At Yourself", "Demons and Wizards", "The Magician's Birthday", "Sweet Freedom", "Wonderwall", fino ad arrivare a "Conquest" del 1980 e al conseguente tour promozionale che vide coinvolto anche il Belpaese. Anche la formazione subì profondi rimaneggiamenti nel corso del tempo: conclusa la grande stagione di David Byron, cantanti, bassisti, batteristi si susseguirono senza sosta, fermo restando (sempre in riferimento al 1980) lo zoccolo duro composto da Mick Box (unico membro storico ancora presente nell'ultima incarnazione degli UH) e Ken Hensley. Purtroppo la storia degli Uriah Heep è anche costellata di lutti; David Byron scomaprve nel 1985, Ken Hensley e Lee Kerslake nel 2020, Trevor Bolder nel 2013, John Wetton nel 2017. E non sono tutti, Basta, mi fermo qui per evitare una crisi di malinconia. 
La formazione che suonò in Italia nel 1980 era composta da Mick Box, Trevor Bolder, Ken Hensley, Chris Slade e dal nuovo cantante e front man John Sloman. Questa formazione rimase tale dal novembre 1979 al maggio 1980. 
Queste le date del "Conquest Tour" italiano nel 1980 che potremmo definire "il tour dei palasport":

23 maggio - Palasport, Torino (documentato da registrazione audio)
24 maggio - Palasport, Cantù
25 maggio - Palasport, Brescia (documentato da registrazione audio)
26 maggio - Palasport, Udine (documentato da foto)
27 maggio - Palasport, Bologna (con L'Assoluto Naturale) (documentato da registrazione audio)
28 maggio - Palasport, Bolzano
30 maggio - Palasport, Pesaro
31 maggio - Club Quasar, Perugia
Era stato infine programmato uno show al parco del Castello Sforzesco di Milano che venne annullato per black out dell'energia elettrica. 

Da quanto sopra indicato si evince che i concerti con registrazione audio sono tre. Io sono in possesso di due soli concerti, quello di Torino (23 maggio) e quello di Brescia (25 maggio). Nonostante le ricerche, non sono riuscito a reperire la registrazione dello show di Bologna. Poi, chissà che non esistano altre testimonianze sonore o fotografiche di questo lungo tour. Lascio a voi cercare nei vostri archivi. 
With a little help from my friends...

Uriah Heep - Palasport, Torino - 23 maggio 1980


TRACKLIST CD 1:

01. Introduction / Stealin'
02. Look At Yourself
03. Free 'N' Easy
04. No Return
05 The Wizard
06. July Morning


TRACKLIST CD 2:

01. Won't Have To Wait To Long (incl. bass & drum solo)
02. Carry On
03. Feelings
04. Sweet Lorraine (incl. guitar solo)
05. Easy Livin'

encore

06. Do You Feel Alright (Ken Hensley solo)
07. Gypsy
08. Suicidal Man



LINE UP

Mick Box - guitars
John Sloman - vocals
Ken Hensley - keyboards
Chris Slade - drums
Trever Bolder - bass


Il concerto nella memoria di uno spettatore
Circolano almeno due o tre diverse registrazioni di questa prima tappa del tour italiano, tra le quali la mia, visto che ero presente al concerto col mio fedele registratore Philips. Ricordo l'atmosfera festosa e tutto sommata rilassata all'interno del Palasport gremito da migliaia di ragazzi. Sentire e vedere dal vivo gli Uriah Heep per la prima volta era per me e il mio gruppo di amici un evento troppo goloso, da non perdere assolutamente. Parte l'introduzione, lo speaker annuncia la band, si accendono le luci e il basso martellante di Trevor Bolder apre le danze con "Stealin". John Sloman è veramente bravo, nulla da dire. Il mitico Mick Box ci regala il primo grande assolo di chitarra. Il pubblico è già in delirio, Tutti in piedi a ballare (con grande incazzatura di quelli nelle retrovie). Non fai in tempo a respirare che, senza soluzione di continuità, arriva "Look At Yourself". Altro grande assolo di Mick Box con le luci che nel finale ruotano sul pubblico, mentre Sloman ripete il refrain come un mantra in un crescendo vertiginoso.  Delirio. 


Gli Uriah Heep non ti deludono mai. Provo ancora una forte emozione nel ricordare quella serata, anche se la memoria comincia a sbiadire. "Free An 'Easy", da "Innocent Victim" del 1977, viene proposta a velocità supersonica. John Sloman è in piena forma. "No Return", tratta da "Conquest", non entusiasma più di tanto,  Tutti noi siamo in attesa di ascoltare i brani storici, in particolare quelli della "Byron Era". Ed eccoci accontentati. L'arpeggio iniziale è inconfondibile. Arriva il capolavoro "The Wizard", brano di punta di "Demons and Wizards" del 1972. L'entusiasmo è alle stelle. Non ci siamo ancora ripresi che l'organo di Ken Hensley introduce "July Morning". Da brivido. Hensley ci regala ancora un grande assolo nella parte centrale e John Sloman raggiunge note altissime che non ci fanno rimpiangere i vocalist del passato. Il finale, con la lunga coda, è tutto nelle mani di Mick Box e Ken Hensley. Siamo  semplicemente estasiati. 


Seguono tre brani dal nuovo album "Conquest" che, in qualche modo subiamo con scarsa partecipazione, per le ragioni già ricordate. "Won't Have To Wait To Long" include due assoli ad opera del basista Trevor Bolder e del batterista Chris Slade. Devo ammettere che questi assoli a volte sono un po' noiosi, prova ne è che non tutto il pubblico li gradisce, specie quello di batteria. Terminate "Carry On"  e "Feelings", che sicuramente non scatenano l'entusiasmo del folto pubblico, occorre che la band rialzi il tono che si è un po' "ammosciato". Bisogna riportarsi sui binari dei grandi "classici" del passato. Ecco arrivare "Sweet Lorraine", da "The Magicians Birthday" del 1972, con Mick Box che ci regala un altro grande assolo di chitarra nella sezione centrale del brano. 


Si prosegue con "Easy Livin'", ancora da "Demons and Wizards" del 1973 in una versione mozzafiato che chiude un grande concerto. "Arrivederci" dice John Sloman, ma c'è ancora tempo per i bis. Il pubblico richiama a gran voce la band che non si fa attendere più di tanto. L'organo di Ken Hensley è il protagonista di "Do You Feel Alright", una composizione del solo Hensley, presentata in anteprima nel "Conquest Tour" e inclusa poi nel suo disco solista del 1981 "Free Spirit". Atmosfere in perfetto stile Tangerine Dream. Una vera sorpresa. Già che ci siamo Ken coglie l'occasione per introdurre "Gypsy", un brano epico, sicuramente quello che connota da sempre gli UH, immancabile in ogni loro show. John Sloman ha ancora voce da vendere e Ken Hensley ci fa impazzire con le sue tastiere. Pensavamo di essere giunti alla fine, ma ecco che arriva l'ultima sorpresa: "Suicidal Man" (da "Wonderworld" del 1974) va a chiudere definitivamente lo show. Il pubblico rivolge il giusto riconoscimento alla band chiedendo un altro bis, ma com'era immaginabile ciò non accade. Non importa, quello che abbiamo visto e ascoltato sappiamo che rimarrà a lungo nei nostri cuori e nelle nostre memorie. Saliamo in macchina per tornare a casa. Si riaccende il registratore e si parte con il riascolto del concerto. E' bello rivivere e commentare insieme il momento magico che abbiamo appena vissuto.


Prima di passare al secondo concerto di questo tour, italiano voglio ricordare che le cover (front e back) di entrambi i concerti le ho tratte dal sito citato in premessa, quel "Abominogjnrs Blog" che vide Robi come protagonista. La qualità della registrazione del concerto di Torino è discreta, forse leggermente inferiore come qualità a quella del concerto di Brescia. Le immagini a corredo del concerto di Torino provengono invece dallo show di Udine del 26 maggio. Tutto ciò detto andiamo avanti con la musica. 

Uriah Heep - Palasport, Brescia - 25 maggio 1980


TRACKLIST CD 1:

01. Stealin'
02. Look at Yourself
03. Free 'N' Easy
04. No Return
05. The Wizard
06. July Morning

TRACKLIST CD 2:

01. Won't Have To Wait Too Long (incl. bass solo and drums solo - cut at the end)
02. Carry On
03. Feeling
04. Sweet Lorraine (incl. guitar solo)
05. Easy Livin'

encore

06. Do You Feel Alright (Ken Hensley solo)
07. Gypsy / Outro


Due giorno dopo il trionfale debutto a Torino, gli Uriah Heep si presentano sul palco del Palasport di Brescia per un altro incandescente concerto. Qui non c'ero, per cui non ve lo posso raccontare. La line up ovviamente è sempre la stessa così come la scaletta (tranne il secondo bis). Anche gli assoli di basso e batteria in "Won't Have" non cambiano. Il lungo assolo di batteria viene accolto, tanto per cambiare, in modo alterno dal pubblico di Brescia tra applausi inziali e qualche fischio finale. Peccato (o forse no) per il taglio nella sezione conclusiva. Il concerto si apre anche in questo caso con il basso potente di Trevor Bolder ad introdurre "Stealin'", con qualche colpo di gong in sottofondo. Decisamente più lungo e variegato l'assolo di chitarra di Mick Box in "Sweet Lorraine". Conclusa "Easy Livin'" il pubblico richiama a gran vece la band (l'immancabile "fuori, fuori") sul palco per il classico bis. Anche qui arriva "Gypsy". preceduta da "Do You Feel Alright" di Ken Hensley alle prese con le sue tastiere. Gli UH salutano definitivamente il pubblico, Niente "Suicidal Man" per questa sera (o forse più semplicemente non è stato registrato).
Le immagini postate qui sotto sono tratte dal "Conquest Tour" europeo. La registrazione, tutto sommato, pur essendo un audience, è di buona qualità. 





POST-FAZIONE

Mi auguro che questo lungo viaggio attraverso i primi due tour italiani degli Uriah Heep vi sia piaciuto. E' una pagina di storia musicale che ho tenuto forse troppo tempo nel cassetto. Poi, casualmente, ti capita tra le mani un disco o ascolti un brano alla radio ed ecco giungere l'ispirazione e la voglia di scrivere, di ricercare immagini, suoni, informazioni da riporre in un post. Forse sono stato un po' troppo prolisso, e me ne scuso, ma ho cercato di essere esaustivo quanto più possibile. A molti, ne sono certo, farà piacere rivivere questi momenti e ripercorrere questa splendida epopea musicale. Personalmente ho provato una  forte emozione nel rivivere la serata del concerto, riascoltando nota dopo nota, anche se a più di 40 anni di distanza non è stato facilissimo. Ho lanciato alcuni "appelli" all'interno di questa pagina per verificare se esistono altre registrazioni live degli Uriah Heep legate a questi due tour, in particolare lo show di Trieste del 1971 e quello di Bologna del 1980, in modo tale da integrare questa pubblicazione. Niente fake, mi raccomando, Solo materiale autentico da voi "certificato". Con questo vi ringrazio per avermi seguito fin qui e vi auguro buona lettura e buon ascolto. Di seguito gli ultimi scatti del tour italiano del 1980.




LINK - Trieste 1971
LINK - Torino 1980
LINK - Brescia 1980

Post by George