TRACKLIST:
01. Neurogenesi - 4:50
02. Gli altri non sapevano niente - 5:36
03. (Qualcosa a qualcuno) Bla Bla - 3:26
04. Il piromane - 1:39
05. La barca - 7:19
06. Libellule - 1:16
07. Lemonjelly - 10:25
08. La reale forma del vaso - 4:39
09. Il vaso - 6:08
10. Viandante - 1:30
11. Langue - 5:20
Daniele Calandra: voce, chitarra elettrica, fisarmonica
Ulisse Mazzagatti: chitarra classica, acustica, 12 corde, zither, cori
Fabio D'Andrea: synth, piano elettrico, flauto traverso, marranzano, cori
Simone Di Blasi: batteria, percussioni, clarinetto, cori
Con:
Enrico Gabrielli: clarinetti, sax, arrangiamento fiati in "Bla bla" e "Il vaso"
Alessandro Fiori: violino, voce
Rocco Marchi: basso
Gianluca Giusti: aggeggi, cori
Enzo Cimino: percussioni
Hanna Rifkin: voce
Giovanni Logroio: oboe, viola
Stefano Cortese: tromba, arrangiamento fiati ne "Il piromane" e "La reale forma del vaso"
Prosegue la scoperta del sottobosco musicale italiano ricco di meraviglie e gioiellini passati inosservati da parte del grande pubblico. Queste scoperte sono possibili grazie al lavoro del nostro infaticabile collaboratore Marco Osel, che ringrazio a nome di tutti gli amici navigatori. Tra i gruppi passati sotto traccia troviamo questi Addamanera, con il loro album di debutto del 2005, caratterizzato da una copertina bella e originale (vagamente warholiana) intitolato "Nella tasca de il zio". Mah, di certo la traduzione in inglese, "In the uncle's pocket" avrebbe avuto un altro effetto. Voi che dite? Traduzioni a parte, il titolo è un omaggio diretto a Robert Wyatt, icona del rock progressivo e sperimentale al quale il quartetto messinese si è ispirato. La band, il cui nome significa "in quel modo" in dialetto siciliano, ha scelto questo titolo per riflettere l'influenza profonda di Wyatt sulla loro musica, definendosi scherzosamente i suoi "nipotini" cresciuti tra le braccia di Cariddi. L'espressione "nella tasca" suggerisce un senso di protezione, vicinanza e appartenenza alla tradizione sonora visionaria del musicista britannico.
Robert Wyatt (81 anni il 28 gennaio scorso)
Ora sappiamo cosa significa Addamanera in siciliano. Ma attenzione perché per la cronaca Addamanera è anche il nome di un vino rosso "Terre Siciliane IGT" che nulla ha a che fare col gruppo musicale, Vi posso però proporre una degustazione combinata tra disco e calice di vino.
Mi piace riportare queste frasi - le ho tratte dal web - che trovo particolarmente efficaci: "Nella tasca de il zio è la loro lisergica opera prima, incredibilmente fuori dal tempo. Credeteci: anche se Verga non è stato mai surreale quanto Carroll, la Trinacria un giorno sarà la nuova Britannia e la sua Canterbury sarà Messina. Di questa novella questo disco è solo lo straordinario preludio".
La loro musica da molti critici è stata definita come folk-psichedelica, ma io ci vedo qualcosa di più; di certo echi del Canterbury Sound, del Robert Wyatt ispiratore, ma anche dei nostri Picchio dal Pozzo. Perché no? La miscela costituita da arpeggi di chitarre acustiche, improvvisi cambi di ritmo e di atmosfera, inserti di strumenti a fiato che vagano liberi tra i solchi, rende il suono degli Addamanera un qualcosa di assolutamente originale: musica creativa, sperimentale ma non cerebrale. Un plauso anche al anche alle voci di Daniele Calandra e Hanna Rifkin.
"Lemonjelly" resta il capolavoro dell'album: oltre 10 minuti di psichedelia allo stato puro, con quel finale free jazz inaspettato. Come hanno scritto gli stessi Addamanera all'interno del CD, "questo è un disco di musica componibile che conferma la diffusione di questo viìrus al di là del suo raggio di azione". Ci sono infatti i Mariposa, lo storico gruppo bolognese della scena indipendente, sparsi qua e là per il disco. a dare manforte Una aggiunta di sperimentazione.
Per ripercorrere a grandi tratti la loro storia artistica ricordo che gli Addamanera nascono nel 2000 a Messina dall'incontro di quattro musicisti che da subito esplorano i territori del folk, del rock, del pop classico-psichedelico. Nel 2001 esce il loro primo lavoro: un EP omonimo (poco più che un demo) contenente quattro brani, prodotto dalla Mechanism Records. Trasferitisi a Bologna nel 2004 entrano in contatto con l'etichetta Trovarobato che produce il loro primo vero LP, quello qui oggi proposto, coprodotto dall'etichetta Lizard di Treviso e con distribuzione Audioglobe per il territorio italiano e Pick Up per l'estero. Nel corso degli anni gli Addamanera hanno suonato con numerosi gruppi italiani e stranieri ed hanno partecipato a diversi festival tra cui Arezzo Wave 2001/02; Sonica Tour 2002/2003; Musiche Migranti 2003; Art Interakt 2003 (manifestazione policulturale in scena a Spalato in Croazia); Delia-rock 2002 e 2004; Iceberg 2005; Selezione RadioWave 2006.
Gli Addamanera hanno realizzato nel 2006, presso lo studio 'Magazzeno bis' di Bologna, le registrazioni del loro secondo album "Un uomo che si pensava quell'altro". ma la band si è sciolta prima della sua pubblicazione. Nel 2011 l'album è stato pubblicato per la collana Paranormal Discography di Trovarobato Netlabel-Le tracce sono a disposizione per il download.
Bene, credo di avervi detto tutto. Non mi resta che ringraziare ancora una volta Osel e augurare a tutti voi buon ascolto.
Post by George - Music by Osel












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