TRACKLIST:
01. Limbo (Last Odyssey Vs Empress) - 4:52
02. Men I Met - 2:19
03. Walking and Talking - 5:18
04. When I Lose - 4:55
05. Past Days - 4:36
06. Wet of Sky - 2:40
07. My World - 5:05
08. Bridge to Maya - 6:05
09. Synaptic Ghost - 4:06
10. Sun Beyond Time - 7:33
11. Flat Stones - 4:05
12. Mad and Child - 24:02
I) You
II) Mother Nature
III) Father
IV) Myself
Paolo Lucchina - voce
Mosè Nodari - chitarre, voce, oboe, flauto dolce, mellotron, Fender Rhodes, pianoforte
Marco Strobel Ticozzi - chitarre, mandolino
Luigi Bonacina - basso
Francesco Vedani - batteria, percussioni, flauto traverso, sintetizzatori
Altri musicisti:
Andrea Balliano - chitarra
Francesco Nodari - fisarmonica
Andrea Cajelli - campioni
Marco Sessa - sintetizzatori
Questo CD è un bel regalo di Ferragosto da parte del nostro inarrestabile collaboratore Marco Osel. Grazie Marco per questa ottima condivisione. Per essere sincero non conoscevo i Court e forse anche molti di voi ignorano la loro esistenza. Procedendo con la ricerca delle informazioni ho scoperto cose assai interessanti sul loro conto. Partiamo da wikipedia che propone una biografia piuttosto dettagliata, tant'è che mi viene da pensare che sia stata scritta da qualche componente del gruppo. Altre informazioni meritevoli di interesse sono presenti sul sito Prog Archives. Procederò con una sintesi, per non essere troppo ridondante. Per una lettura completa vi rimando ai due siti sopracitati.
Diciamo subito che i Court appartengono a quella schiera di gruppi di new prog che pubblicano i loro album con il contagocce. "Frost of Watermelon", album autoprodotto, è del 2007 e, in ordine cronologico, è la terza prova discografica, ma le due precedenti sono rispettivamente del 1993 e del 1997. Seguirà nel 2017 il loro canto del cigno, "Twenty Flying Kings", pubblicato dalla Ma.Ra.Cash Records, costituito in gran parte da rifacimenti di vecchi brani del gruppo.
La storia dei Court inizia a Varese nel 1990 ed è fatto insolito che, ancora diciannovenni, vengano contattati dall'etichetta tedesca indipendente Music Is Intelligence per la quale nel 1993 pubblicano il primo album "And You'll Follow the Winds' Rush 'Till Their Breath Dwells", registrato a Leonberg, a supporto del quale si esibiscono in Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Norvegia. Nel 1997 la band pubblica il secondo lavoro "Distances", anch'esso registrato in Germania sempre con l'etichetta Music Is Intelligence e partecipa come ospite musicale ad una puntata della trasmissione televisiva Help, condotta da Red Ronnie. Subito dopo l'uscita di "Distances", iniziano le defezioni e i cambi di formazione. Passeranno ben sei anni prima che la nuova formazione nel 2003 si metta di buzzo buono e registri un demo contenente le basi del lavoro successivo che vedrà la luce solo nel 2007. Si tratta del CD oggi proposto dalla Stratosfera, registrato a suo tempo presso "La Sauna Recording Studio" di Varano Borghi.
Prima della pubblicazione dell'ultimo CD i Court avranno l'onore di intraprendere un tour di venti date negli Stati Uniti che toccherà ben sedici stati. Il tour si concluderà con un concerto al “The Gig” di Hollywood durante il quale la band viene notata da due promoter ed invitata a partecipare al “Los Angeles Music Awards” dove otterranno le nomination nelle categorie “Best Alternative Artist” e, soprattutto, “Best Alternative Song” in cui saranno premiati. Beh, non capita proprio a tutti.
"Frost of Watermelon" è un album in buona parte in stile new prog che miscela con eleganza episodi elettrici e acustici, caratterizzato da una ricerca stilistica personale che si discosta dal rifacimento un po' pedissequo delle caratteristiche stilistiche del progressive tradizionale anni '70 e '80. Tra i miei preferiti cito l'anomala "My World", brano struggente, aperto da un bellissimo arpeggio di chitarra acustica, che ci riporta senza sconti sulle assolate strade della California. "Men I Met" è invece una breve traccia elettrica che ricorda i primi lavori dei REM. Nel resto dell'album gli strumenti utilizzati sono quelli della tradizione prog: guardate che armamentario suonano i cinque musicisti integrati dai loro quattro ospiti. Non possono mancare flauti, mellotron, sintetizzatori, mandolino e varie tipologie di chitarre. Bella e potente la voce di Paolo Lucchina. La band si concede "il lusso" di proporre, in chiusura, una suite di 24 minuti, "Mad and Child", suddivisa in quattro movimenti, una miscela di rock, progressive con sentori folk. I brani cantati in lingua inglese, bontà loro, danno all'album quel respiro di internazionalità. Una grande prova che va ascoltata almeno un paio di volte per essere apprezzata in tutta la sua bellezza.
Alla prossima.
Post by George - Music by Osel








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